Fausta Cialente

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Fausta Cialente (Cagliari, 1898Pangbourne, marzo 1994) è stata una scrittrice, giornalista e traduttrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fausta Cialente nasce a Cagliari nel 1898, figlia di Alfredo (abruzzese) e Elsa Wieselberger (di origini triestine). A causa della professione del padre, ufficiale di carriera, è costretta fin dalla più tenera età a continui cambiamenti di residenza (Bologna, Roma, Teramo, Firenze, Genova), anche se considererà sempre Trieste come la sua città d'elezione. Inizia fin da piccola a coltivare la passione per la scrittura insieme al fratello Renato, il quale avrà una fulgida carriera di attore teatrale e cinematografico, spezzata nel 1943 a soli 46 anni, a causa di un sospetto investimento da parte di un mezzo militare tedesco.

Nel 1921 Fausta sposa il compositore e agente di cambio Enrico Terni, dal quale avrà una figlia. Con il marito si trasferisce ad Alessandria d'Egitto e poi al Cairo, dove vivrà fino al 1947. ll soggiorno in una terra piena di fascino (ma anche di miseria) come l'Egitto diventerà il filo conduttore di alcune sue opere, come Pamela e la bella estate (1935) e Cortile a Cleopatra (1936). Con il primo romanzo Natalia (terminato nel 1927 ma stampato nel 1930), vince il Premio dei Dieci, presieduto da Massimo Bontempelli, e con Marianna (1931), pubblicata sulle pagine de La Fiera Letteraria, nel 1932 vince il Premio Galante (così chiamato in quanto conferito esclusivamente alle donne). In questi racconti e romanzi propone temi inconsueti per il tempo, almeno in Italia. Quasi per una felice intuizione, Cialente anticipa di decenni le problematiche del femminismo moderno.
Alla fine degli anni Trenta la scrittrice vive in maniera sofferta e indignata l'avanzata in tutta Europa del nazismo e del fascismo, partecipando alla vita culturale e sociale della comunità italiana in Egitto e, durante la seconda guerra mondiale, collaborando alle trasmissioni di Radio Cairo, dove conduce un programma di propaganda antifascista. Con questa esperienza ha modo di entrare in contatto con numerosi fuorusciti italiani, mettendosi in contatto anche con Palmiro Togliatti. Nel 1943, fonda e dirige il giornale per i prigionieri italiani "Fronte Unito" (1943-1945), che per un breve periodo diventerà "Il Mattino della Domenica" (1946).

Dopo la lotta di liberazione, nel 1947 ritorna in Italia e si dedica per qualche tempo al giornalismo, collaborando a Rinascita, Italia nuova, Noi donne, Il Contemporaneo e, saltuariamente, anche al quotidiano comunista L'Unità. Collabora inoltre ad alcune sceneggiature per il cinema insieme a Sergio Amidei. Si separa dal marito e va a vivere a Roma con la vecchia madre, con la quale finalmente recupera un rapporto sofferto ma affettuoso e, dopo la sua morte nel 1955, si trasferisce nella villa di famiglia a Trevisago sul Lago Maggiore. Compie alcuni viaggi in Kuwait dalla figlia Lily e in Inghilterra. Dopo un lungo silenzio, pubblica nel 1961 Ballata Levantina, riproponendosi all'attenzione della critica e classificandosi terza al Premio Strega con Un inverno freddissimo (1966), vicenda ambientata in una Milano invernale con tutti i problemi del difficile periodo postbellico, abbandonando le ambientazioni esotiche e levantine che avevano caratterizzato i suoi precedenti romanzi. Da Un inverno freddissimo sarà tratto nel 1976 il popolare sceneggiato televisivo Camilla, interpretato da Giulietta Masina. Nel 1972 pubblica il romanzo Il vento sulla sabbia e nel 1976 Le quattro ragazze Wieselberger, romanzo in cui ricostruisce le atmosfere triestine della sua infanzia, che ottiene il Premio Strega.
Nella sua piena maturità artistica, nel 1982 ripropone all'attenzione della critica una nuova edizione del romanzo Natalìa, che era incappato alla sua prima uscita nelle maglie della censura fascista a causa della vicenda interamente imperniata su un'intensa, sia pur casta, amicizia fra due donne, apportando alcune modifiche sia nella forma sia nella sostanza.

Stanca di una vita senza radici e faticosa, benché ricca di soddisfazioni, la scrittrice si trasferisce definitivamente a Londra, occupandosi di traduzioni dall'inglese (da ricordare, per il suo valore letterario, la traduzione di Giro di vite di Henry James).

L'antesignana del femminismo moderno muore all'alba di un nebbioso giorno di marzo 1994 in un sobborgo di Londra, a Pangbourne.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Marianna, pubblicato su "L'Italia letteraria", 1929; poi in Interno con figure
  • Natalia, Casa Editrice Sapienza, Roma, 1930; Mondadori, Milano 1982, con prefazione di Carlo Bo
  • Cortile a Cleopatra, Corticelli, Milano 1936; Sansoni, Firenze 1953, con prefazione di Emilio Cecchi; Feltrinelli, Milano 1962; Garzanti, Milano 1966; Mondadori, Milano 1973; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2004, con prefazione di Franco Cordelli e ristampa dello scritto di Cecchi dell'ed. '53; Milano, Corriere della sera, 2013
  • Ballata levantina, Feltrinelli, Milano, 1961; Mondadori, Milano 1974; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2003, con prefazione di Franco Cordelli e postfazione di Paolo Terni
  • Pamela o la bella estate, Feltrinelli, Milano 1962 (racconti)
  • Un inverno freddissimo, Feltrinelli, Milano 1966; 1976
  • Il vento sulla sabbia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1972; 1973
  • Interno con figure, Editori Riuniti, Milano, 1976; Pordenone, Studio Tesi, 1991 (racconti)
  • Le quattro ragazze Wieselberger, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1976; Club degli Editori, Milano 1977; Mondadori Milano 1978, 1980 (con introduzione di Alcide Paolini); Mondadori-De Agostini 1987, 1990, 1993, 1996; Utet, Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, 2006 (con prefazione di Elisabetta Rasy)
  • I bambini, Studio Tesi, Pordendone 1996 (Contiene: Canzonetta, Il giardino, La ballerina, Le statue, La vedova)

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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