Fausta Cialente

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Fausta Cialente (Cagliari, 25 Febbraio 1898Pangbourne, 12 marzo 1994) è stata una scrittrice, giornalista e traduttrice italiana.

Considerata una delle principali figure del femminismo moderno in Italia,[1] ha vinto il Premio Strega nel 1976 con il romanzo Le quattro ragazze Wieselberger.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fausta Cialente nasce a Cagliari nel 1898, figlia di Alfredo — un ufficiale di fanteria aquilano — e Elsa Wieselberger — nobildonna triestina.[1] A causa della professione del padre, è costretta fin dalla più tenera età a continui cambiamenti di residenza (Ancona, Bologna, Roma, Teramo, Firenze, Genova, Milano), formandosi però culturalmente principalmente a Trieste, città della famiglia materna.[1] Inizia fin da piccola a coltivare la passione per la scrittura insieme al fratello Renato, il quale avrà una fulgida carriera di attore teatrale e cinematografico, spezzata nel 1943 a soli 46 anni, a causa di un sospetto investimento da parte di un mezzo militare tedesco.

Nel 1921 Fausta sposa il compositore e agente di cambio Enrico Terni, dal quale avrà una figlia.[1] Con il marito si trasferisce ad Alessandria d'Egitto e poi al Cairo, dove vivrà fino al 1947.[3] Il soggiorno in una terra piena di fascino (ma anche di miseria) come l'Egitto diventerà il filo conduttore di alcune sue opere, come Pamela e la bella estate (1935) e Cortile a Cleopatra (1936). Con il primo romanzo Natalia (terminato nel 1927 ma stampato nel 1930), vince il Premio dei Dieci, presieduto da Massimo Bontempelli, e con Marianna (1931), pubblicata sulle pagine de La Fiera Letteraria, nel 1932 vince il Premio Galante (così chiamato in quanto conferito esclusivamente alle donne). In questi racconti e romanzi propone temi inconsueti per il tempo, almeno in Italia. Quasi per una felice intuizione, la Cialente anticipa di decenni le problematiche del femminismo moderno.

Alla fine degli anni Trenta la scrittrice vive in maniera sofferta e indignata l'avanzata in tutta Europa del nazismo e del fascismo, partecipando alla vita culturale e sociale della comunità italiana in Egitto e, durante la seconda guerra mondiale, collaborando alle trasmissioni di Radio Cairo, dove conduce un programma di propaganda antifascista. Con questa esperienza ha modo di entrare in contatto con numerosi fuorusciti italiani, mettendosi in contatto anche con Palmiro Togliatti. Nel 1943, fonda e dirige il giornale per i prigionieri italiani "Fronte Unito" (1943-1945), che per un breve periodo diventerà "Il Mattino della Domenica" (1946).

Dopo la lotta di liberazione, nel 1947 torna in Italia e si dedica per qualche tempo al giornalismo, collaborando con Rinascita, Italia Nuova, Noi donne, Il Contemporaneo e, saltuariamente, anche con il quotidiano comunista l'Unità. Collabora inoltre ad alcune sceneggiature per il cinema insieme a Sergio Amidei. Separatasi dal marito, va a vivere a Roma con la madre — recuperando un rapporto che sembrava compromesso — e, alla morte di lei, si trasferisce nella villa di famiglia a Trevisago sul Lago Maggiore. La Cialente continuerà comunque a spostarsi per tutta la sua vita, muovendosi sino in Kuwait dalla figlia Lily, e soggiornando lungamente a Roma o nel varesotto.[1]

Dopo un lungo silenzio, nel 1961 pubblica Ballata Levantina riproponendosi all'attenzione della critica. Si classifica quindi terza al Premio Strega con Un inverno freddissimo (1966), vicenda ambientata in una Milano invernale con tutti i problemi del difficile periodo postbellico, abbandonando le ambientazioni esotiche e levantine che avevano caratterizzato i suoi precedenti romanzi; da quest'ultimo romanzo sarà tratto, nel 1976, il popolare sceneggiato televisivo Camilla interpretato da Giulietta Masina.[1]

Nel 1972 pubblica il romanzo Il vento sulla sabbia e nel 1976 si aggiudica il Premio Strega con Le quattro ragazze Wieselberger, romanzo in cui ricostruisce le atmosfere triestine della sua infanzia.[1] Nella sua piena maturità artistica, nel 1982, ripropone — apportando alcune modifiche sia nella forma sia nella sostanza — all'attenzione della critica una nuova edizione del romanzo Natalìa, che alla sua prima uscita era incappato nelle maglie della censura fascista a causa della vicenda interamente imperniata su una, seppur casta, amicizia fra due donne.

Nell'ultimo periodo della sua vita, la Cialente si trasferisce definitivamente in Inghilterra — a Pangbourne, nel Berkshire — occupandosi principalmente di traduzioni dall'inglese tra le quali si cita, per il suo valore letterario, quella di Giro di vite di Henry James. Il 12 marzo 1994 muore all'età di 96 anni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Marianna, pubblicato su "L'Italia letteraria", 1929; poi in Interno con figure
  • Natalia, Casa Editrice Sapienza, Roma, 1930; Mondadori, Milano 1982, con prefazione di Carlo Bo
  • Cortile a Cleopatra, Corticelli, Milano 1936; Sansoni, Firenze 1953, con prefazione di Emilio Cecchi; Feltrinelli, Milano 1962; Garzanti, Milano 1966; Mondadori, Milano 1973; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2004, con prefazione di Franco Cordelli e ristampa dello scritto di Cecchi dell'ed. '53; Milano, Corriere della sera, 2013
  • Ballata levantina, Feltrinelli, Milano, 1961; Mondadori, Milano 1974; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2003, con prefazione di Franco Cordelli e postfazione di Paolo Terni
  • Pamela o la bella estate, Feltrinelli, Milano 1962 (racconti)
  • Un inverno freddissimo, Feltrinelli, Milano 1966; 1976
  • Il vento sulla sabbia, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1972; 1973
  • Interno con figure, Editori Riuniti, Milano, 1976; Pordenone, Studio Tesi, 1991 (racconti)
  • Le quattro ragazze Wieselberger, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1976; Club degli Editori, Milano 1977; Mondadori Milano 1978, 1980 (con introduzione di Alcide Paolini); Mondadori-De Agostini 1987, 1990, 1993, 1996; Utet, Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, 2006 (con prefazione di Elisabetta Rasy)
  • I bambini, Studio Tesi, Pordendone 1996 (Contiene: Canzonetta, Il giardino, La ballerina, Le statue, La vedova)

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Valentina Di Cesare, Fausta Cialente: la vita di una scrittrice europea di origini aquilane, in news-town.it, 12 marzo 2017. URL consultato il 12 marzo 2017.
  2. ^ 1976: Fausta Cialente, premiostrega.it. URL consultato il 12 marzo 2017.
  3. ^ Enciclopedia Treccani, Fausta Cialente, treccani.it. URL consultato il 12 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elena Clementelli, Fausta Cialente, in Letteratura italiana. I Contemporanei, IV, Milano, Marzorati, 1974, pp. 353-364.
  • Valeria Consoli, Il Romanzo di Fausta Cialente, Milano, Miano, 1984.
  • Olga Lombardi, Fausta Cialente, in Il Novecento, gli scrittori e la cultura letteraria nella società italiana, Integrazioni e aggiornamenti, XI, Milano, Marzorati, 1989.
  • Paola Malpezzi Price, Autobiografia, arte e storia nel romanzo di Fausta Cialente, in Contemporary Women Writeres in Italy: A Modern Renaissance, Amherst, University of Massachussets Press, 1990, pp. 109-122.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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