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Rinascita (rivista)

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Rinascita
StatoItalia (bandiera) Italia
Linguaitaliano
Periodicitàmensile (1944-1962)
settimanale (dal 1962)
online e trimestrale (dal 2025)
GenereRivista politico-culturale
FondatorePalmiro Togliatti
Fondazione1944
SedeSalerno (giugno-ottobre 1944)
Roma (da ottobre 1944)
EditorePartito Comunista Italiano

Rinascita è stata una rivista settimanale italiana, in origine un mensile politico-culturale del Partito Comunista Italiano. Fondata come La Rinascita da Palmiro Togliatti nel giugno 1944, rappresentò lo strumento di elaborazione e diffusione della politica culturale del partito[1].

Nel novembre 2025 viene riaperta da Goffredo Bettini che ha rilevato lo storico marchio dando vita ad un giornale online e ad un trimestrale cartaceo[2].

Storia del periodico

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La rivista, fondata a Salerno nel giugno 1944, per trasferirsi dopo tre numeri a Roma nell'ottobre dello stesso anno, portava nel n.1 il titolo di testata "La Rinascita". Per i primi decenni la periodicità della rivista fu mensile, fino alla primavera del 1962 quando si trasformò in settimanale.

Fondata dal leader comunista Palmiro Togliatti si presenta come lo strumento per aprire la strada italiana al socialismo. Le linee del disegno togliattiano appaiono subito chiare dal "Programma" che esce sul primo numero:

Rinascita ha rappresentato nel 1944, con la sua presenza costante nel dibattito politico-culturale italiano, lo strumento di elaborazione e diffusione della politica culturale del PCI.

Fin dal primo numero apparve sulle pagine della rivista la pubblicazione delle Lettere dal carcere di Gramsci, che continuò negli anni seguenti, e comparvero i primi articoli di polemica della letteratura e cultura del ventennio fascista.

Uno dei meriti di Rinascita è stato quello di saper esprimere la posizione del PCI pur ospitando articoli e interventi anche di intellettuali di formazione non marxista. Nel 1965 andava ad aggiungersi come supplemento mensile di Rinascita la rivista autonoma Il Contemporaneo fondata da Romano Bilenchi, Carlo Salinari e Antonello Trombadori.

Nell'agosto 1989 Rinascita sospese le pubblicazioni per riprenderle cinque mesi dopo (gennaio 1990), sotto la direzione di Alberto Asor Rosa (nominato nell'ottobre 1989), con una nuova numerazione e un nuovo formato, fino al 18 febbraio 1991 quando uscì l'ultimo numero. Alla sua fine, il settimanale del neonato Partito Democratico della Sinistra, poteva contare su appena 16 giornalisti e 5 collaboratori. Le vendite erano ormai crollate a 12-13 000 copie con un deficit annuo di 3 miliardi di lire.

La Società Rinascita Editoriale S.r.l., entrata nella proprietà dei Democratici di Sinistra, è stata ceduta il 2 dicembre 1998 ad Achille Occhetto.

Dopo essere nuovamente decaduta, nel novembre 2025, Goffredo Bettini ne annuncia la rilevazione presentando a Roma una nuova versione del giornale online e con un trimestrale cartaceo. [3]

  1. Rinascita, su archivipci.it. URL consultato il 26 gennaio 2026.
  2. Daniela Preziosi Web, Bettini ha una grande ambizione: ritorna “Rinascita”, su Domani, 2025-11-5. URL consultato il 22 novembre 2025.
  3. Daniela Preziosi Web, Bettini ha una grande ambizione: ritorna “Rinascita”, su Domani, 2025-11-5. URL consultato il 22 novembre 2025.
  4. Rinascita, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 22 agosto 2024.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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