Franco Lucentini

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Franco Lucentini (Roma, 24 dicembre 1920Torino, 5 agosto 2002) è stato uno scrittore e traduttore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Poliglotta, si laureò in filosofia a Roma nel 1943. Antimilitarista, durante la leva si annoiava; avendo appreso che i tempi di montaggio e smontaggio del Fucile 91 erano oggetto di competizione in tutto l'esercito, nelle ore libere si concentrò sul problema, riuscì a mettere a punto un metodo completamente diverso per farlo in minor tempo, e venne perciò portato trionfalmente in giro di caserma in caserma (come racconta Carlo Fruttero nel libro Mutandine di chiffon).

Debuttò come narratore nel 1951 nella storica collana diretta da Elio Vittorini "I gettoni" di Einaudi con I compagni sconosciuti, seguito nel 1964 da Notizie degli scavi (da cui nel 2011 è stato tratto un film omonimo per la regia di Emidio Greco).

Lucentini conobbe Carlo Fruttero negli anni cinquanta: i due scrittori si conobbero in un bistrot a Parigi, attraverso amici comuni. Si incontrarono di nuovo cinque anni dopo a Torino presso l'editore Giulio Einaudi e iniziarono una fruttuosa collaborazione, che durò più di quarant'anni: oltre ai libri e agli articoli scritti a quattro mani, Fruttero & Lucentini hanno diretto la collana di fantascienza Urania e curato diverse antologie di narrativa.

Il loro primo libro pubblicato fu la raccolta di poesie L'idraulico non verrà, del 1971. Diventarono noti al grande pubblico l'anno successivo, con il giallo La donna della domenica (1972), da cui fu tratto un film diretto da Luigi Comencini, con Marcello Mastroianni nella parte del protagonista, il commissario Santamaria. Tra gli altri libri della coppia si possono ricordare A che punto è la notte (1979), Il Palio delle contrade morte (1983), L'amante senza fissa dimora (1986), La verità sul caso D (1989), Enigma in luogo di mare (1991), La morte di Cicerone (1995), la commedia La cosa in sé (1982) e La prevalenza del cretino (1985)[1]. Sempre a quattro mani hanno tradotto il romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson e Viaggio al centro della Terra di Jules Verne.

Fra le numerose traduzioni a firma del solo Lucentini, vanno ricordate I mandarini di Simone de Beauvoir, alcuni libri di Alain Robbe-Grillet, i Racconti di Odessa di Isaak Babel', Finzioni e Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges, Miti e pregiudizi del nostro tempo di Barrows Dunham, Rinascimento americano di Francis Otto Matthiessen, Jupiter, Mars, Quirinus di Georges Dumézil ecc.

Malato di un tumore ai polmoni, si tolse la vita gettandosi dalla tromba delle scale del proprio appartamento, gesto che ricordò a molti la morte di un altro scrittore torinese, Primo Levi.

Le sue ceneri riposano al Cimitero monumentale di Torino.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Visioni dell'India, in "Meridiano di Roma", III, 35, 1938
  • La porta (1947), in "Nuovi Argomenti", 1, marzo-aprile 1953
  • I compagni sconosciuti, Einaudi (collana "I gettoni" n. 1), 1951; 2006 (a cura di Domenico Scarpa)
  • Notizie degli scavi, Feltrinelli, 1964; Mondadori, 1988 (con prefazione di Ruggero Jacobbi); e 2001 (a cura di Domenico Scarpa)
  • Dittico degli anni '30, Avagliano, 1995
  • Il calabrone che ci vedeva poco, Gallucci, 2010

Con Carlo Fruttero[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fruttero & Lucentini.

Bibliografia critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Barletta; Giovanni Straniero, Lucentini & Lucentini. Profilo di un artigiano della letteratura, Lindau, 2004.
  • Mauro Lucentini, Il genio familiare. Vita di Franco Lucentini scritta da suo fratello, Marlin (Cava de' Tirreni), 2006.
  • Domenico Scarpa, Uno. Doppio ritratto di Franco Lucentini, collana :posizioni, :duepunti edizioni, 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quest'ultimo è la raccolta degli articoli scritti dalla coppia negli ultimi tredici anni precedenti l'uscita del volume sulla rubrica bimensile L'Agenda di F. & L. del quotidiano torinese La Stampa, cui si aggiungono alcuni articoli scritti per i periodici L'Espresso ed Epoca.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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