Vincenzo Cerami

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David di Donatello David di Donatello per la migliore sceneggiatura 1998
David di Donatello David di Donatello alla carriera 2013

Vincenzo Cerami (Roma, 2 novembre 1940Roma, 17 luglio 2013[1]) è stato uno scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e poeta italiano.

È stato candidato all'Oscar nel 1999 per aver sceneggiato La vita è bella con Roberto Benigni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma il 2 novembre del 1940 da genitori siciliani, Cerami fu allievo, alle medie, di Pier Paolo Pasolini, la cui personalità eserciterà su di lui una forte influenza. Dopo aver conseguito la Maturità Scientifica, Cerami si iscrisse al corso di laurea in Fisica presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", senza tuttavia completare gli studi. Nel 2006 gli venne conferita dall'Università degli Studi di Pisa la laurea honoris causa in Letterature e Filologie Europee.

Sposato con Graziella Chiarcossi, una cugina di Pasolini, ha avuto due figli: l'attrice Aisha, nata dall'unione con la prima moglie, l'attrice statunitense Mimsy Farmer, e Matteo, giovane regista[2], avuto invece con la Chiarcossi.

Muore il 17 luglio 2013 a Roma all'età di 72 anni dopo una lunga malattia[1].

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 pubblica il suo primo romanzo Un borghese piccolo piccolo, feroce e grottesca satira delle frustrazioni piccolo-borghesi, che l'anno successivo avrà una fortunata trasposizione cinematografica ad opera di Mario Monicelli con Alberto Sordi nel ruolo del protagonista Giovanni Vivaldi.

Seguono Amorosa presenza (1978), il romanzo in versi Addio Lenin (1981), Ragazzo di vetro (1983), La lepre (1988), romanzo storico-fantastico, forse la prova migliore di Cerami dopo il romanzo d'esordio, vincitore del Premio Nazionale Letterario Pisa sezione Narrativa, L'ipocrita (1991), La gente (1993), Il signor Novecento (1994), racconto musicale realizzato con Nicola Piovani con il quale realizza anche lo spettacolo teatrale Romanzo musicale (1998); Consigli a un giovane scrittore (1996), divertita escursione nel mondo della scrittura; Fattacci (1997), in cui Cerami racconta e analizza quattro delitti saliti alla ribalta della cronaca italiana; la raccolta di racconti La sindrome di Tourette e il romanzo L'incontro (2005); Vite bugiarde (2007).

Cinema e teatro[modifica | modifica wikitesto]

Parallelamente procede la sua attività di sceneggiatore (Bellocchio, Amelio, Albanese, Benigni, con il quale ha pubblicato nel 1998 La vita è bella, Bertolucci e altri) e di commediografo (L'amore delle tre melarance; L'enclave des Papes, 1984; Sua maestà, 1986; Ring, 2000).

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

In gioventù Cerami fu un rugbista[2]; nel ruolo di tre quarti centro[3] militò nel Frascati e fu convocato nella selezione nazionale giovanile[2], poi interruppe la carriera a causa di un incidente di gioco[2].

Nel 2007 è nominato Responsabile nazionale Cultura nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni, mentre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009 ricopre il ruolo di Ministro dei Beni e delle Attività Culturali nel Governo ombra del Partito Democratico, in opposizione al quarto di Berlusconi. Nel giugno dello stesso anno ha ricevuto l'incarico di assessore alla cultura al Comune di Spoleto dal sindaco Daniele Benedetti.

È stato docente presso l'Università La Sapienza, la Pontificia Università Gregoriana, l'Università Cattolica di Lovanio [4] e l'ACT MULTIMEDIA, una scuola di cinema a Cinecittà.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 maggio 2001. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[5]
Medaglia d'oro ai benemeriti della Scuola della Cultura e dell'Arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della Scuola della Cultura e dell'Arte
— Roma, 17 maggio 2005. Al Palazzo del Quirinale, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha consegnato a Vincenzo Cerami la medaglia d'oro dedicata ai Benemeriti della Scuola della Cultura e dell'Arte.[6]

Opere in volume[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b E' morto Vincenzo Cerami, scrisse "La vita è bella", in la Repubblica, 17 luglio 2013. URL consultato il 17 luglio 2013.
  2. ^ a b c d Antonio D'Orrico, Vincenzo Cerami: "Ero diventato muto, mi salvò il prof Pasolini", in Corriere della Sera, 23 luglio 2009. URL consultato il 22 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il ).
  3. ^ Spiro Zavos, L'arte del rugby, Torino, Einaudi, 2007, p. 112.
  4. ^ Gaetana Marrone, Paolo Puppa, Encyclopedia of Italian Literary Studies, Routledge, 2006, p. 448. URL consultato il 14 gennaio 2016.
  5. ^ Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Vincenzo Cerami., quirinale.it. URL consultato il 3 marzo 2011.
  6. ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte Cerami M° Vincenzo, quirinale.it. URL consultato il 3 marzo 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beatrice Barbalato, Sisifo felice. Vincenzo Cerami, drammaturgo, Bruxelles, Bern, Berlin, Frankfurt am Main, New York, Oxford, Wien, 2009. 231 p., 2009, ISBN 978-90-5201-467-8.
  • Beatrice Barbalato (sotto la dir. di), Vincenzo Cerami: le récit et la scène, PUL Presses universitaires de Louvain, 2004. Con contributi di: Vincenzo Consolo, Paolo Mauri, Giordano Montecchi, Edgar Radtke, Anna Tylusinska-Kowalska, e altri. p. 344. ISBN: 2-930344-68-7

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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