Un borghese piccolo piccolo (romanzo)

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Un borghese piccolo piccolo
Titolo originaleUn borghese piccolo piccolo
AutoreVincenzo Cerami
1ª ed. originale1976
Genereromanzo
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneItalia, anni settanta
ProtagonistiGiovanni Vivaldi
Antagonistiun rapinatore
Altri personaggiMario Vivaldi, Amalia Vivaldi.

Un borghese piccolo piccolo è un romanzo del 1976 scritto da Vincenzo Cerami.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo racconta la vicenda di un impiegato di un ministero, molto vicino ad andare in pensione, di nome Giovanni Vivaldi, il quale ha una moglie di nome Amalia ed un figlio che ha il diploma di ragioniere di nome Mario. Dall'opera è stato tratto un film omonimo con Alberto Sordi nella parte del protagonista.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il libro inizia con Giovanni e Mario che sono al lago a pescare, come tutte le domeniche. Dopo un po' decidono di ritornare a casa per cenare; tornati a casa mangiano con Amalia e discutono di come potrà Mario trovare un lavoro. Il giorno dopo Giovanni, mentre è al lavoro, apprende che si terrà un concorso per 1200 nuovi posti allo stesso ministero in cui lavora. Giovanni decide di iscrivere Mario, ma sapendo che lui non potrebbe farcela, va a chiedere al capufficio se può favorirlo. Il dirigente gli spiega che nel concorso vi sono due prove, una orale e una scritta; in quella orale può favorire Mario, ma in quella scritta no. Il capufficio, però, vedendo Giovanni abbattuto, gli chiede se è disposto ad entrare nella Massoneria, in modo da poter conoscere anche lui il contenuto del test, usufruendo dei "vantaggi" di cui godono i membri della loggia.

Giovanni accetta e il capufficio allora gli presta dei libri che trattano di Massoneria, dicendo che deve leggerli e poi ridarglieli. Appena tornato a casa Giovanni ordina al figlio di ripassare matematica e italiano, e nel mentre legge i libri datigli. Dopo qualche giorno Giovanni entra nella Massoneria, e qualche settimana prima del concorso ottiene dal capufficio le risposte dell'esame, che fa imparare a memoria a Mario. Il giorno del concorso Giovanni e Mario si stanno recando al ministero, ma dei rapinatori che stanno scappando sparano e accidentalmente colpiscono Mario che muore. Il giorno dopo si tiene il suo funerale, e dopo un mese la signora Amalia, per il dolore della morte del figlio, rimane vittima di una trombosi. Qualche mese dopo Giovanni si abitua al nuovo modo di vivere, va a lavorare e alle riunioni massoniche come sempre e ogni settimana va in questura per vedere se riconosce tra i sospetti l'assassino di Mario. Un giorno, quando si reca in questura per vedere i nuovi sospettati, riconosce l'assassino ma non dice niente.

L'assassino viene rilasciato e mentre ritorna viene seguito da Giovanni che lo cattura e lo porta nella sua baracca vicino al lago dove con del fil di ferro lo lega e lo imbavaglia quasi fino a strozzarlo e lo tortura per diversi giorni. Nei giorni seguenti l'assassino muore, Giovanni seppellisce alla meglio il corpo vicino alla baracca e se ne va. Successivamente va in pensione, ma proprio lo stesso giorno dell'agognato traguardo Amalia muore. Dopo i funerali Giovanni ritorna a seppellire meglio l'assassino. Poi ritorna alla sua vita di prima.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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