Johnny Stecchino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Johnny Stecchino
Johnny Stecchino.png
Dante nella Caserma dei Carabinieri
Paese di produzioneItalia
Anno1991
Durata122 min
Rapporto1,85:1
Generecommedia
RegiaRoberto Benigni
SoggettoVincenzo Cerami, Roberto Benigni
SceneggiaturaVincenzo Cerami, Roberto Benigni
ProduttoreMario e Vittorio Cecchi Gori
Casa di produzioneCecchi Gori Group Tiger Cinematografica, Penta Film, Silvio Berlusconi Communications
Distribuzione in italianoPenta Distribuzione
FotografiaGiuseppe Lanci
MontaggioNino Baragli
MusicheEvan Lurie
ScenografiaPaolo Biagetti
CostumiGianna Gissi
TruccoFabrizio Sforza
Interpreti e personaggi

Johnny Stecchino è un film del 1991 diretto e interpretato da Roberto Benigni. Successivamente al film fu scritto anche un romanzo omonimo da Benigni e Vincenzo Cerami che fu pubblicato lo stesso anno[1]. L'idea, su cui si basa la trama, del perfetto sosia conosciuto per caso, il quale, a sua insaputa, per salvare il perfido protagonista, deve morire secondo un piano diabolico che alla fine viene sventato dai suoi stessi complici, ricalca molto da vicino quella del film del 1958 Totò a Parigi, interpretato da Totò e diretto da Camillo Mastrocinque.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dante Ceccarini lavora a Cesena come autista di scuolabus per ragazzi portatori di disabilità. È sostanzialmente una brava persona, anche se froda la propria assicurazione inscenando un improbabile "tic" che lo costringerebbe ad agitare in continuazione la mano destra incessantemente. Inoltre, ha il vizio di rubare qualche banana distraendo i fruttivendoli con qualche scenetta improvvisata.

Una notte, dopo una festa tra amici in cui ha miseramente fallito varie avances nei confronti di una sua collega e di altre donne, viene quasi investito da un'auto davanti a casa. La guidatrice rimane come "incantata" nel vedere Dante, per poi svenire poco dopo; mentre Dante prova a cercare aiuto per soccorrerla, la donna risale in macchina e fugge a gran velocità. La mattina seguente ricompare sulle scale di casa e confessa a Dante di chiamarsi Maria e di essersi persa in città. Dante la ospita in casa, ma improvvisamente la donna fugge di nuovo. Dante prova allora a cercarla all'"Hotel Excelsior", e questa volta la loro frequentazione continua con visite per negozi e ristoranti della città. Maria cambia progressivamente il look di Dante, comprandogli abiti eleganti, disegnandogli un neo sulla faccia e mettendogli in bocca uno stuzzicadenti. Comincia, inoltre, a chiamarlo sempre Johnny; anche senza capirne mai bene il perché, Dante, innamorato di lei, asseconda questa sua volontà. Quando improvvisamente Maria scompare nuovamente dalla città, Dante è molto giù di morale, fin quando non riceve un invito della donna a raggiungerla a Palermo.

Dante alle prese con le "sue" banane, durante l'uscita a teatro insieme a Maria

Maria, che finge semplicemente di amarlo, è in realtà la moglie di Johnny Stecchino, un boss mafioso perfettamente identico nell'aspetto fisico a Dante, ora divenuto pentito e latitante per sfuggire alla mafia, che è sulle sue tracce per ucciderlo. Il piano della donna è, dunque, quello di servirsi dell'ingenuo Dante come capro espiatorio e, sfruttandone la somiglianza, farlo uccidere al posto di Johnny per poi fuggire con quest'ultimo in Sudamerica.

Le situazioni in cui Dante si viene a trovare per via della sua somiglianza con il boss e la sua ingenuità producono una serie di equivoci e di vicende paradossali (come quando un sicario tenta di ucciderlo e quando incontra un giudice ed un ministro collusi con la criminalità). Attraverso tutti questi frangenti, Maria si rende conto però del valore e della bontà di Dante, stanca della meschinità e della mancanza di scrupoli del marito. Così, con uno stratagemma, consegna ai mafiosi il vero Johnny Stecchino, prima della fuga di quest'ultimo in Sudamerica, salvando così la vita al malcapitato sosia.

Dante torna infine a casa verso Cesena, e finalmente viene chiamato col suo reale nome da Maria, la quale pur vedova e ormai innamorata di lui, decide di ripartire per Palermo dopo un appassionato bacio, lasciando intendere che un giorno potrebbe ritornare a trovarlo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio eseguito dalla Cine Video Doppiatori.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono elencate, in ordine cronologico, le date di uscita del film ed il titolo (talvolta modificato) in alcuni stati del mondo.

Censura[modifica | modifica wikitesto]

Negli USA è stata censurata la scena finale, con Dante che fa sniffare la cocaina a Lillo, credendola un farmaco contro il diabete[2].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu un grande successo al botteghino, ma la critica lo accolse tiepidamente, anche se col passare del tempo è stato riconosciuto come uno dei migliori film dell'attore toscano anche al di fuori del giudizio del pubblico.

La satira sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il film al di fuori del suo aspetto comico ed esilarante, rappresenta ancora una volta, come nel caso generale del cinema di Benigni, una denuncia sociale: la società è infatti qui ritratta in tutti i suoi aspetti di ingiustizia, corruzione (come il giudice ed il ministro collusi con Johnny e la mafia), perversione, una società incapace di agire in maniera onesta, ma che si basa solo su ciò che vede. Il mondo della mafia osservato da Benigni è dunque un mondo che vive nell'alienazione dell'individuo, un mondo capovolto basato sulle apparenze, ma osservato sotto l'ottica del comico: “Johnny Stecchino” (come pure negli altri lavori di Roberto Benigni, “La vita è bella”, “Il Mostro”, ”Pinocchio” etc.), riflette sulla società contemporanea in preda al vizio e all'illusione, sublimandone con una risata l'elemento del dramma e del tragico in esso intrinseco[3].

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola incassò 42.000.000.000 di lire, che gli valsero il primo posto nella classifica cinematografica 1991-92.[4] Negli USA, invece, il film guadagnò solo 500.000 dollari.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Antonio La Torre Giordano, Luci sulla città - Palermo nel cinema dalle origini al 2000, ASCinema - Archivio Siciliano del Cinema, prologo di Goffredo Fofi, prefazione di Nino Genovese, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2021, ISBN 978-88-8243-518-9

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Johnny Stecchino, su MYmovies.it. URL consultato il 26 novembre 2018.
  2. ^ Johnny Stecchino: le scene divertenti del film con Roberto Benigni, in MondoFox, 21 giugno 2018. URL consultato il 26 novembre 2018.
  3. ^ Roberto Benigni e la satira sociale (Johnny Stecchino - Il Mostro) - MIUSIKA.NET, in MIUSIKA.NET, 8 agosto 2009. URL consultato il 26 novembre 2018.
  4. ^ Stagione 1991-92: i 100 film di maggior incasso, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 29 settembre 2010.
  5. ^ Mo-Net s.r.l. Milano-Firenze, Johnny Stecchino (1991), su mymovies.it. URL consultato il 26 novembre 2018.
  6. ^ a b Enrico Lancia, Ciak d'oro, su books.google.it. URL consultato il 13/04/20.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema