Claudio Gora

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Claudio Gora nel 1988

Claudio Gora, pseudonimo di Emilio Giordana (Genova, 27 luglio 1913Rocca Priora, 13 marzo 1998), è stato un attore e regista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del generale degli alpini Carlo Felice Giordana (1865-1916), colonnello degli Alpini sull'Isonzo e sull'Adamello (dove ebbe la medaglia d'oro), passò poi come generale alla guida di una brigata di fanteria nell'altipiano di Asiago, dove trovò la morte durante una ricognizione nella prima guerra mondiale). Dopo essersi laureato in giurisprudenza fonda a Genova il Teatro Sperimentale "Luigi Pirandello". Esordisce nel cinema nel 1939 come attore con Trappola d'amore di Raffaello Matarazzo. La sua attività prosegue con numerose parti da attor giovine, tra cui Torna caro ideal di Guido Brignone (1939), Signorinette (1942) di Luigi Zampa, La storia di una capinera (1943) di Gennaro Righelli, sul cui set incontra la futura moglie Marina Berti, Nessuno torna indietro (1943) di Alessandro Blasetti, Resurrezione (1944) di Flavio Calzavara.

Dopo la guerra, i primi impegni importanti in coproduzioni italo-francesi come La Certosa di Parma (1947) di Christian-Jaque e Maria Antonietta regina di Francia (1956) di Jean Delannoy.

Nel frattempo esordisce come regista con un'opera impegnativa, tratta dal romanzo-rivelazione di Giuseppe Berto, Il cielo è rosso (1950), al quale fa seguito nel 1953 Febbre di vivere, una coraggiosa indagine di ambiente e di costume sulle nuove generazioni, film tratto da Cronaca, opera teatrale di Leopoldo Trieste[1]. Nel 1960 dirige La contessa azzurra, film prodotto dall'armatore Achille Lauro[2].

Il primo ruolo "d'autore" arriva nel 1958 con La tempesta, kolossal storico-avventuroso di Alberto Lattuada tratto da La figlia del capitano di Puškin. Fa seguito il ruolo di Remo Banducci, marito della vittima, in Un maledetto imbroglio (1959) di Germi, tratto dal celebre romanzo di Gadda Quer pasticciaccio brutto de via Merulana per il quale viene premiato con il Nastro d'argento per attore non protagonista.

I delfini di Maselli, Adua e le compagne di Pietrangeli, Tutti a casa di Comencini e Un amore a Roma di Risi, saranno tutti girati nel 1960.

Altre interpretazioni di rilievo saranno quelle di Una vita difficile e Fantasmi a Roma (1961), Il sorpasso (1962), Il processo di Verona (1963), Il medico della mutua (1968), Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue (1969), Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica (1971), Gente di rispetto e La donna della domenica, questi ultimi entrambi del (1975).

Marito dell'attrice Marina Berti, conosciuta sul set del film La storia di una capinera nel 1942 a Torino[3], Gora ha avuto cinque figli, tutti impegnati nel mondo dello spettacolo: Andrea, Marina, Carlo, Luca e Cristina Giordana.

Dal 2005, presso il Laboratorium Teatro di Roma, si svolge il “Premio Claudio Gora”, concorso annuale dedicato al teatro di ricerca[4].

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Gora in Un esercito di 5 uomini

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia Archiviato il 6 settembre 2009 in Internet Archive. di Leopoldo Trieste, dal sito Italica.RAI.it
  2. ^ Gaetano Fusco, Le mani sullo schermo. Il cinema secondo Achille Lauro, Napoli, Liguori, 2006, pp.62-71.
  3. ^ Stefano Della Casa, Torino set una storia affascinante, La Stampa, 19 febbraio 2010. URL consultato il 26 aprile 2016.
  4. ^ Una Rassegna per ricordare CLAUDIO GORA by [collegamento interrotto], su www.ladysilvia.com. URL consultato il 26 aprile 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emiliano Morreale (a cura di), Il cinema di Claudio Gora, Rubbettino, 2013

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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