La tigre e la neve

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La tigre e la neve
La tigre e la neve (film).JPG
Roberto Benigni e Nicoletta Braschi in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 2005
Durata 111 min
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, drammatico, sentimentale, guerra
Regia Roberto Benigni
Soggetto Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Sceneggiatura Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Produttore Nicoletta Braschi
Casa di produzione Melampo Cinematografica, Rai Cinema
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Fabio Cianchetti
Montaggio Massimo Fiocchi
Effetti speciali Franco Valenziano
Musiche Nicola Piovani
Scenografia Maurizio Sabatini
Interpreti e personaggi
Premi

La tigre e la neve è un film del 2005 diretto e interpretato da Roberto Benigni, con la collaborazione alla sceneggiatura di Vincenzo Cerami.

La pellicola ottenne due Nastri d'argento 2006: miglior soggetto e migliore fotografia. L'anno dopo l'uscita del film Benigni e Cerami hanno deciso di pubblicare un romanzo omonimo tratto dalla sceneggiatura.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Roma, 2003. Attilio De Giovanni è un poeta e docente di letteratura italiana. Attilio ha un carattere aperto e gioviale, fin da piccolo ama molto la poesia e cerca di comunicarlo sia ai suoi alunni, durante le lezioni, che alle sue due figlie, che spesso gli fanno domande sulla sua professione. La sua fama si accresce dopo il premio che riceve per il suo libro "La tigre e la neve". Da anni Attilio, divorziato, ha un sogno ricorrente : sogna infatti di sposarsi con la bella Vittoria; nel suo sogno è sempre una notte di luna piena e il luogo del suo matrimonio è un colossale edificio antico tra rovine di Roma, simile al paradiso, dove si trovano riuniti anche i poeti Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Jorge Luis Borges e Marguerite Yourcenar, oltre al cantautore Tom Waits, che canta al pianoforte una struggente "You Can Never Hold Back Spring", accompagnando l'ingresso della sposa.

Attilio, dopo aver manifestato preferenze profonde e sincere per la cultura araba, e narrato ai suoi studenti come si dovrebbero scrivere delle poesie d'amore, incontra ad una conferenza il poeta iracheno Fuad, suo amico da molto tempo. L'uomo, venuto a Roma per una conferenza, da anni vive a Parigi in esilio volontario, ma con lo scoppio della guerra civile contro il dittatore Saddam Hussein, ha deciso di ritornare nella sua terra. La critica letteraria Vittoria (la donna che si manifesta nei sogni di Attilio) dovendo completare una biografia di Fuad, decide di seguirlo in viaggio a Baghdad. Prima della sua partenza però, Attilio, che aveva già incontrato Vittoria parecchie volte, prova a corteggiarla invitandola a casa sua, ma questa, ingannandolo, lo abbandona all'improvviso mentre servendo dello champagne, lui le manifesta chiaramente il suo amore.

Poco dopo l'arrivo a Baghdad, Vittoria è ferita alla testa per il crollo di un palazzo, durante un bombardamento angloamericano, e cade in un profondo coma con un grave edema cerebrale. Nella notte Fuad informa Attilio dell'accaduto, e quest'ultimo decide immediatamente di partire per l'Iraq; non trovando un aereo di linea che possa raggiungere un paese in guerra, riesce ad arrivare fingendosi chirurgo e aggregandosi ad una missione della Croce Rossa Italiana. Ben presto è costretto a fronteggiarsi con la cruda realtà del luogo, molto diverso dall'Italia nei costumi e nelle attrezzature. Non ci sono infatti strutture adatte per curare la donna, che rischia seriamente la vita, e Attilio, disperato, si rivolge a Fuad. L'uomo fa di tutto per aiutare l'amico. Non trovando nessuna farmacia aperta, a causa della guerra, lo accompagna da un vecchio droghiere e farmacista molto saggio che, pur non comprendendo nulla di ciò che dice Attilio, coglie la gravità della situazione e discerne l'amore sincero dell'uomo, consigliando ai due come preperare della glicerina, che potrebbe salvare Vittoria dalla morte. Attilio ringrazia l'uomo e insieme a Fuad prepara il medicinale. Si reca quindi da Vittoria, mettendo la sua barella in uno stretto sottoscala dell' ospedale, unico posto disponibile in una struttura ospedaliera affollatissima.

Attilio, dopo averle preso una bombola d'ossigeno trovata in un bazar, parte alla ricerca di una flebo e di altre medicine. Arriva fino alla centrale della Croce Rossa, molto lontana dalla città, e fa rifornimento di medicinali e attrezzature utili. Ma al ritorno nuovamente si scontra con le difficoltà della guerra : a un posto di blocco viene fermato da militari statunitensi che credendolo un terrorista tentano di sparargli, ma poi, dato che manifestano interesse per la poesia di cui si occupa, lo lasciano passare. Successivamente Attilio scopre l'amico Fuad, morto suicida per il troppo dolore causato dallo strazio del suo amato Paese. Fuad infatti già aveva manifestato al suo amico le preoccupazioni che affliggevano il suo animo, ma Attilio non ci aveva fatto tanto caso, perché pensava solo a Vittoria. Grazie alle ultime cure la donna a sorpresa esce dal coma, guarisce rapidamente ed è pronta per tornare in Italia. Attilio non riesce a vederla perché viene coinvolto in un attacco terroristico nella città e arrestato. Si salva fortunosamente solo grazie a uno dei militari americani del posto di blocco che lo riconosce come "il Poeta".

Attilio ora può finalmente tornare al luogo che ama, ossia Roma, per riabbracciare le figlie e soprattutto vedersela con una causa da affrontare con il suo avvocato, che all'aeroporto l'ha fatto ammanettare, ma liberandolo la mattina dopo. Ma ciò a cui pensa di più è la salute di Vittoria, che gli aveva detto di sposarlo solo se avesse visto una tigre passare in una strada innevata, come diceva il suo libro di poesie. Sembra impossibile che l'evento si realizzi, ma proprio il giorno in cui Attilio e lei tornano in Italia alcuni animali fuggono da un circo incendiato e occupano una strada; le scaglie di polline di "gelsomino" che a primavera cadono dai pioppi completano la scena, dando l'impressione che stia nevicando davvero. Proprio in quel momento Vittoria, dall'auto, vede una tigre sotto i fiocchi bianchi di polline.

Tornato Attilio dalle figlie si scopre che la madre delle stesse è proprio Vittoria, in precedenza sposata con Attilio e poi divorziata, e le figlie dicono che era gravemente ferita in Iraq ed era stata strappata alla morte da un eroico medico italiano rimasto anonimo. Alla fine, con un bacio sulla fronte, Vittoria scopre che questa persona, grazie alle cui amorevoli cure si era salvata da morte certa, era lo stesso Attilio. Commossa, guarda l'uomo felice mentre lascia la casa.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Pinocchio, Benigni torna sullo stile de La vita è bella, che gli valse tre premi Oscar, con un film sullo sfondo della guerra in Iraq. Il film è stato girato in Tunisia. All'inseguimento di un sogno a doppio volto (e con finale a sorpresa), nel vano (e concitato) tentativo di catturare l'attimo che fugge, Benigni ripercorre nella sequenza iniziale le orme dello stralunato ma innovativo professor Keating del carpe diem oraziano in un inno all'amore. Nelle scene del sogno appaiono, grazie alla computer grafica, i poeti Eugenio Montale, Jorge Luis Borges, Marguerite Yourcenar e Giuseppe Ungaretti. Ad oggi il film rimane l'ultima pellicola in cui abbia recitato Nicoletta Braschi, moglie di Benigni, che si è poi dedicata esclusivamente al teatro.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito in Italia il 14 ottobre 2005.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Con un costo stimato di circa 35 milioni di dollari, al dicembre 2006 ha globalmente incassato circa 24 milioni di dollari, di cui 14.848.281 in Italia (febbraio 2006).[1]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Uscito nelle sale USA, la maggior parte dei critici americani ha stroncato senza mezzi termini il film di Benigni. Dal San Francisco Chronicle che lo definisce “uno dei peggiori film del 2006“[2], al Daily News che sottolinea come “Benigni chiaramente vuole proporci un'appassionata descrizione della futilità della guerra, della potenza dell'amore e della durevole forza dell'ottimismo. Tuttavia, l'innocenza della sua persona, che una volta era attraente, con il tempo si è inacidita“[3].

Ancora più pesanti il New York Times e il Los Angeles Time: il primo etichetta il film come “un affronto bruciante all'intelligenza degli italiani, degli iracheni e del pubblico cinematografico ovunque“[4] mentre il secondo se la prende con Benigni che trova “indulgente con se stesso e insopportabile” liquidando la pellicola come “una sciocchezza vergognosa, del tutto prevedibile, cupa e poco divertente“[5].

Citazioni di altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Colonna Sonora[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita: 28/10/2005

Autore: Nicola Piovani

Numero tracce: 21[6].

Titoli Tracce:

  • 1. Tom Waits - You can never hold back spring
  • 2. La Tigre e La Neve
  • 3. Promenade del cammello
  • 4. You can never hold back spring
  • 5. Notte fonda
  • 6. Bazar
  • 7. Lampi traccianti
  • 8. Lampi del tram
  • 9. Attilio e Vittoria
  • 10. Minaretti
  • 11. Sogni di Vittoria
  • 12. Tom Waits - You can never hold back spring (sarongi + vox)
  • 13. Fuad il poeta
  • 14. Le scarpe nuove
  • 15. La Banda amorosa
  • 16. Marcetta per Banda
  • 17. Valzer per Banda
  • 18. La catenina rubata
  • 19. Notte fonda
  • 20. Attilio e l'asinello
  • 21. Tom Waits - You can never hold back spring (piano + vox)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La tigre e la neve - incassi, Imdb. URL consultato il 23/11/09.
  2. ^ In Iraq, life is not so beautiful, San Francisco Chronicle. URL consultato il 18/02/11.
  3. ^ The tiger and the snow, metacritic. URL consultato il 18/02/11.
  4. ^ Dude, Where’s My Girlfriend? Poet Pines in War-Torn Iraq, The New York Times. URL consultato il 18/02/11.
  5. ^ 'The Tiger and the Snow', Los Angeles Times. URL consultato il 18/02/11.
  6. ^ 'La Tigre e la Neve colonna sonora', Cinema Italiano. URL consultato il 26/12/11.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN217048737 · GND: (DE7680410-0
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