Francesco Nuti

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Francesco Nuti
Francesco Nuti 1990.jpg
Francesco Nuti ospite al Giffoni Film Festival nel 1990
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Colonna sonora
Cabaret
Periodo di attività musicale1979 – 2006
EtichettaCity Record, Lupus, CBS, Jusca
Album pubblicati4
Studio1
Raccolte3

Francesco Nuti (Prato, 17 maggio 1955) è un ex attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da Renzo, originario di Firenze, e Anna, originaria della Calabria,[1] ha un fratello maggiore di nome Giovanni. Trascorre i suoi primi anni nel capoluogo toscano per poi trasferirsi, a causa del lavoro del padre, a Narnali, frazione di Prato.

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Nuti inizia la propria carriera artistica quando è ancora studente, recitando, come attore dilettante, diversi monologhi da lui stesso scritti, proseguendo anche dopo essere stato assunto come operaio in un'impresa tessile di Prato.[2] Verso la fine degli anni settanta, Nuti diviene membro del trio cabarettistico dei Giancattivi, gruppo già composto da Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, in sostituzione di Antonio Catalano (il quale era già entrato nel gruppo come sostituto di Franco Di Francescantonio, a sua volta sostituto dell'originario componente del trio Paolo Nativi). In quegli anni, i Giancattivi partecipano a trasmissioni di grande successo, come la radiofonica Black Out e la televisiva Non stop. Il trio, sotto la regia dello stesso Benvenuti, compie il suo esordio cinematografico nel 1981, con il film Ad ovest di Paperino, che ripropone parte del repertorio storico del gruppo.

Nel 1982, Nuti abbandona il trio, che di lì a tre anni si scioglierà definitivamente, ed inizia una carriera cinematografica "solista", prendendo parte, in veste di sceneggiatore ed interprete protagonista, ad alcuni film diretti da Maurizio Ponzi: Madonna che silenzio c'è stasera (1982), Io, Chiara e lo Scuro (1983) e Son contento (1983), che gli conferiscono una certa notorietà, in particolar modo il ruolo di Francesco Piccioli, presente nella seconda delle tre pellicole, con cui si aggiudica il David di Donatello ed il Nastro d'Argento come migliore attore protagonista.

Nuti regista[modifica | modifica wikitesto]

In seguito, Nuti passa anche dietro alla macchina da presa ed esordisce, come regista, con Casablanca, Casablanca (1985) – ideale seguito di Io, Chiara e lo Scuro – grazie al quale vince il premio come miglior regista esordiente al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián ed il secondo David di Donatello come miglior attore.[3] Realizza, tra la seconda metà degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, altre pellicole di grande successo: Tutta colpa del paradiso (1985), Stregati (1986), Caruso Pascoski di padre polacco (1988), Willy Signori e vengo da lontano (1989), Donne con le gonne (1991).

Nello stesso periodo si dedica anche alla musica. Nel 1988 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Sarà per te – in seguito incisa anche da Mina – e, duettando con Mietta, col brano Lasciamoci respirare, composto dal cantautore Biagio Antonacci ed inciso poi nel 1992.

Anni novanta e duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, dopo una travagliata produzione, realizza l'ambizioso OcchioPinocchio, che però non incontra i favori del pubblico e della critica. Pertanto, tenta di riprendere il filone che ha decretato il suo successo, ma non riesce a ripeterne i fasti: Il signor Quindicipalle (1998), Io amo Andrea (2000) e Caruso, zero in condotta (2001) ottengono, infatti, tiepidissimi consensi ai botteghini, per niente paragonabili ai successi collezionati negli anni precedenti.

Negli anni successivi, Nuti comincia a soffrire di depressione, ha gravi problemi di alcolismo e tenta persino il suicidio.[4] Il 12 maggio del 2006 è protagonista di un'intervista a Radio 24 da parte di Giuseppe Cruciani, che viene interrotta anticipatamente a causa del suo stato di forte alterazione.[5] Lontano dal celluloide da circa quattro anni, nel 2005 è protagonista del film Concorso di colpa, poliziesco diretto da Claudio Fragasso, in cui veste i panni dell'ispettore Francesco De Bernardi, impegnato in un intricato delitto legato al caso Moro. È il suo ultimo film.

L'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia del suo ritorno sui set, il 3 settembre del 2006, Nuti entra in coma a causa di un ematoma cranico dovuto ad un mai del tutto chiarito incidente domestico, venendo ricoverato ed operato d'urgenza alla testa presso il Policlinico Umberto I di Roma. Pare che, ubriaco, sia violentemente precipitato dalle scale della propria abitazione.[6] Il 24 novembre dello stesso anno, esce dal coma e viene trasferito nell'ospedale Versilia di Lido di Camaiore, centro specializzato nella riabilitazione neuromotoria. Nel maggio del 2007, alcune notizie di stampa affermano un miglioramento di Nuti e la possibilità che torni a camminare.[7] Ai primi di giugno del 2008, l'ex-compagna Annamaria Malipiero, da cui ha avuto la figlia Ginevra nel 1999, comunica che l'attore è uscito dall'ospedale e continua la riabilitazione.[8]

Nel febbraio del 2009, il fratello Giovanni rilascia un'intervista al quotidiano fiorentino La Nazione, annunciando il suo ritorno a casa[9] e, nel maggio dello stesso anno, durante la presentazione del saggio di Matteo Norcini Francesco Nuti. La vera storia di un grande talento, dichiara che con Francesco ha iniziato a scrivere una raccolta di versi, intitolato Poesie raccolte.[10] Intanto l'amico Giovanni Veronesi, già collaboratore di molti suoi film, esprime la volontà di portare nelle scuole italiane i suoi film. Nel giugno del 2009, la Cineteca Nazionale gli dedica una retrospettiva alla Sala Trevi di Roma.[11]

Dal 2010[modifica | modifica wikitesto]

Un documentario a lui dedicato dal titolo Francesco Nuti... e vengo da lontano viene presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2010. Il comunicato che annuncia il documentario contiene anche aggiornamenti sul suo stato di salute: costretto su una sedia a rotelle e muto dal giorno dell'incidente.[12] Nell'occasione, il fratello ha affermato di sentire «un sentimento nuovo e forte: il compito di ridare voce a mio fratello, compito impossibile per il medico».[13]

Il 18 novembre del 2010, l'attore e regista riappare in pubblico al cinema Eden di Prato in occasione della presentazione del CD Le note di Cecco, realizzato dal fratello Giovanni e Marco Baracchino.[14] Il 29 novembre dello stesso anno torna ad apparire in TV, dopo quattro anni di assenza, ospite della trasmissione di Rai 2 I fatti vostri, dove appaiono evidenti i gravi danni cerebrali conseguenti all'incidente, oltre all'incapacità di parlare e di muoversi: in una lettera scritta dal fratello Giovanni, che idealmente dà voce a Francesco, afferma la sua tenacia nel continuare a vivere.[15] Il 16 gennaio del 2011, compare nella trasmissione di prima serata di Canale 5 Stasera che sera!, condotta da Barbara d'Urso. Quest'intervento ha suscitato notevoli critiche e ha in parte contribuito alla chiusura della trasmissione, che, secondo i critici, non avrebbe esitato a spettacolarizzare la sofferenza dell'artista.[16][17]

Il 29 settembre del 2011 esce presso la casa editrice Rizzoli la biografia Sono un bravo ragazzo - Andata, caduta e ritorno, a cura del fratello Giovanni Nuti.

Il 17 maggio del 2012, in occasione del 57º compleanno dell'attore e regista toscano, debutta lo spettacolo Sono un bravo ragazzo, diretto da Milo Vallone ed interpretato da Francesco Epifani. La pièce, incentrata sulla vita dell'attore e regista toscano, è tratta dall'omonima biografia scritta dallo stesso Nuti e curata dal fratello Giovanni.

Nel 2013 viene presentato tramite il web il videoclip musicale Olga tu mi fai morir, canzone scritta da suo fratello Giovanni ed ispirato a lui, cantata da Niki La Rosa e proposta, ma scartata, per il 63º Festival di Sanremo.

L'11 maggio del 2014 ha preso parte ad una festa organizzata per il suo 59º compleanno dagli amici di sempre, Leonardo Pieraccioni, Carlo Conti, Giorgio Panariello e Marco Masini al Mandela Forum di Firenze, a cui hanno partecipato circa 7.000 persone.[18]

Il 5 agosto del 2014 va in scena lo spettacolo teatrale/musicale Francesco Nuti - Andata, caduta e ritorno per la regia del romano Valerio Groppa. Lo spettacolo, tratto dalla sua biografia, è interpretato dall'attore e cantautore pratese Nicola Pecci, accompagnato da una band di 5 elementi, diretta dal chitarrista livornese Marco Baracchino.

Il 21 settembre del 2016 viene ricoverato in gravissime condizioni presso il CTO di Firenze a seguito di una caduta.[19]. In seguito all'incidente, viene ospitato in una clinica romana specializzata.[20]

Nel luglio del 2017 la figlia Ginevra Nuti diventa maggiorenne e si offre di fargli da tutrice legale, affermando in un'intervista al Corriere della Sera: «Francesco è e sarà sempre il mio papà anche se non può più parlare, muovere le mani e camminare ed è giusto che mi occupi di lui»[21].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Regista e sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia solista[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Discografia con i Giancattivi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Giancattivi.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

David di Donatello
Anno Titolo Categoria Risultato
1983 Io, Chiara e lo Scuro Migliore attore protagonista Vincitore/trice
1984 Son contento Migliore attore protagonista Candidato/a
1985 Casablanca, Casablanca Miglior regista esordiente Candidato/a
Migliore attore protagonista Vincitore/trice
1986 Tutta colpa del paradiso Migliore attore protagonista Candidato/a
Medaglia d'oro del Comune di Roma Vincitore/trice
Nastro d'argento
Anno Titolo Categoria Risultato
1983 Io, Chiara e lo Scuro Migliore attore protagonista Vincitore/trice
Migliore soggetto Candidato/a
1989 Caruso Pascoski di padre polacco Regista del miglior film Candidato/a
Globo d'oro
Anno Titolo Categoria Risultato
1984 Io, Chiara e lo Scuro Miglior attore rivelazione Vincitore/trice
1985 Casablanca, Casablanca Miglior opera prima Candidato/a
Grolla d'oro
Anno Titolo Categoria Risultato
1984 Io, Chiara e lo Scuro Miglior attore esordiente Vincitore/trice

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1984 avrebbe dovuto recitare in Qualcosa di biondo accanto a Sophia Loren, ma rifiutò e la parte andò a Ricky Tognazzi.
  • Nel 2002 avrebbe dovuto girare Olga e i fratellastri Billi, ma il progetto saltò. Nel 2006 riprese in mano il progetto, ma in seguito al suo incidente saltò di nuovo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Nuti, Sono un bravo ragazzo: Andata, caduta e ritorno, Rizzoli, Milano 2011
  2. ^ Enrico Giacovelli, La commedia all'italiana, Gremese Editore, 1995, pag. 257. ISBN 978-88-7605-873-8
  3. ^ (EN) San Sebastián International Film Festival, IMDb. URL consultato il 27 maggio 2010.
  4. ^ Nuti, malore in casa, salvato dai pompieri, in la Repubblica, 23 aprile 2003. URL consultato il 20 luglio 2010.
  5. ^ VivaVoce 12 maggio 2006 - intervista di Giuseppe Cruciani a Francesco Nuti
  6. ^ Cinema. Francesco Nuti in coma dopo la caduta, operato alla testa, in Rai News, 3 settembre 2006. URL consultato il 30 settembre 2013.
  7. ^ Migliorano le condizioni di Francesco Nuti[collegamento interrotto], cinecitta.com, 17 maggio 2007. URL consultato il 1º ottobre 2009.
  8. ^ Francesco Nuti è felice di essere tornato a vivere, in Quotidiano.net, 10 giugno 2008. URL consultato il 20 luglio 2010.
  9. ^ Francesco Nuti torna a casa, in TGcom, 11 febbraio 2009. URL consultato il 20 luglio 2010.
  10. ^ Nuti scrive poesie, pronte 2 sceneggiature [collegamento interrotto], in ANSA, 21 maggio 2009. URL consultato il 20 luglio 2010.
  11. ^ Centro Sperimentale di Cinematografia, Cinema Trevi: Francesco Nuti, di padre toscano, su fondazionecsc.it. URL consultato il 20 luglio 2010.
  12. ^ Omaggio a Nuti al Festival di Roma, in TGCom, 8 ottobre 2010. URL consultato l'11 ottobre 2010.
  13. ^ Fulvia Caprara, Basta silenzio, Nuti è con noi, in LaStampa.it, 21 ottobre 2010. URL consultato il 19 novembre 2010.
  14. ^ Il ritorno in pubblico di Nuti, in TGcom, 19 novembre 2010. URL consultato il 19 novembre 2010.
  15. ^ Francesco Nuti torna in tv dopo quattro anni, in La Nazione, 29 novembre 2010. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  16. ^ Nicoletta Diella, Barbara d'Urso intervista Francesco Nuti sofferente: scatta la polemica, in ilquotidianoitaliano.it, 17 gennaio 2011. URL consultato il 18 gennaio 2011.
  17. ^ STASERA CHE SERA CHIUDE/ Mediaset cancella il programma di Barbara D'Urso della domenica di Canale 5, in ilsussidiario.net, 19 gennaio 2011. URL consultato il 19 gennaio 2011.
  18. ^ repubblica.it
  19. ^ Francesco Nuti ricoverato dopo una caduta, è in gravi condizioni - Tgcom24, su tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 21 settembre 2016.
  20. ^ Giovanni Veronesi: “Francesco Nuti? La nota dolente della mia vita”, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 20 marzo 2017.
  21. ^ La figlia di Francesco Nuti: "Ora che ho 18 anni sarò la tutrice di mio padre, Francesco Nuti. Ci siamo sempre parlati con gli occhi", su L’Huffington Post, 26 luglio 2017. URL consultato il 27 luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Matteo Norcini, Francesco Nuti. La vera storia di un grande talento, Empoli, Ibiskos Editrice Risolo, 2009. ISBN 978-88-546-0641-8.
  • Morando Morandini, et al., Il Morandini 2009. Dizionario dei film, Bologna, Zanichelli, 2009. ISBN 978-88-08-12255-1.
  • Francesco Nuti, Sono un bravo ragazzo, Andata, caduta e ritorno, Milano, RCS Libri, 2011. ISBN 978-88-17-05133-0.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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