EuropaCinema

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EuropaCinema
LuogoRimini, Bari, Viareggio
Anni1984 - 2009
Fondato daFelice Laudadio con Federico Fellini
Datefine settembre
GenereCinema europeo
OrganizzazioneCultura&Cinema associazione culturale
Sito ufficiale

EuropaCinema è un festival cinematografico internazionale, in assoluto il primo dedicato esclusivamente al cinema europeo[1]. È stato fondato nel 1984 a Rimini dall'attuale presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, il critico cinematografico e organizzatore culturale Felice Laudadio - successivamente direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia[2], del TaorminaFilmFest[3] e presidente di Cinecittà Holding[4], nonché fondatore e direttore della Casa del Cinema di Roma[5] e del Bif&st-Bari International Film Festival[6] - con la stretta collaborazione di Federico Fellini[7], autore del marchio del festival e del suo primo manifesto[8], disegnato negli anni successivi da Michelangelo Antonioni, Tonino Guerra, Ettore Scola, Marcello Mastroianni[9] e Ingmar Bergman[10].

Immediatamente impostasi come una delle più prestigiose manifestazioni italiane e internazionali[11], EuropaCinema ha ospitato negli anni molte centinaia di opere di grandi autori[12] e di registi ancora sconosciuti e destinati poco dopo a diventare celebri, come Stephen Frears, Pedro Almodóvar, Aki Kaurismäki, Giuseppe Tornatore, Francesca Archibugi. Dal 1991 al 1996 ha avuto, su iniziativa di Laudadio che l'ha curata, anche un'edizione americana[13] a Palm Springs, diventando una sezione portante del festival internazionale della celebre città californiana[14], e una edizione a Bruxelles[15]. Da EuropaCinema discende direttamente il Forum del Cinema Europeo di Strasburgo ideato da Laudadio con la collaborazione di Wim Wenders.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le prime quattro edizioni svoltesi a Rimini[16] il festival EuropaCinema. Mostra del cinema europeo[17] approdò a Bari per un solo anno, nel 1988[18][19]- quando fu presentato fra gli altri, in anteprima mondiale assoluta, il leggendario film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso[20] -, per poi essere trasferito definitivamente dal 1989 a Viareggio[21] dove da allora, e fino al settembre 2009[22], si è svolto sotto la direzione o la presidenza di Laudadio che abbandonò l'incarico per totale incompatibilità politica con la nuova amministrazione comunale di destra di Viareggio[23].

EuropaCinema ha presentato, in anteprima mondiale o italiana, centinaia fra i film più significativi della produzione europea e internazionale fra i quali Another Time, Another Place e 1984 di Michael Radford, Benvenuta, Babel Opéra e L'oeuvre au noir di André Delvaux, Local Hero e Comfort and Joy di Bill Forsyth, Die Macht der Gefühle di Alexander Kluge, A nos amours di Maurice Pialat, Die Unendliche Geschichte di Wolfgang Petersen, Loose Connections di Richard Eyre, Document “Fanny och Alexander” e Karins Ansikte di Ingmar Bergman, My Beautiful Laundrette di Stephen Frears, L'Eveillée du Pont de l'Alma di Raúl Ruiz, Calamari Union, Varjoja paratiisissa e I Hired a Contract Killer di Aki Kaurismäki, The Killing Fields di Roland Joffé, No Man's Land di Alain Tanner, Paris Texas e Trilogy of Until the End of the World di Wim Wenders, Péril en la demeure di Michel Deville, Taxidi Sta Kithira, O Melissokomos e To Vlemma tou Odyssea di Theo Angelopoulos, Bittere Ernte e Europa Europa di Agnieskza Holland, In Innern des Wals e Uomini di Doris Dörrie, Zuckerbaby di Percy Adlon, The Good Father, Into the West e Quattro matrimoni e un funerale di Mike Newell, Jean de Florette di Claude Berri, Matador e Donne sull'orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodóvar, 37,2° le matin di Jean-Jacques Beineix, Um adeus português di João Bothelo, Adi Vasfiye di Atif Yilmaz, Offret di Andrei Tarkovskij, A Room with a View di James Ivory, Thérèse di Alain Cavalier, Amorosa di Mai Zetterling, Angustia di Bigas Luna, Il pranzo di Babette di Gabriel Axel, 84 Charing Cross Road di David Jones, I Photografia di Nicos Papatakis.

E ancora: Ormens väg pa halleberget di Bo Widerberg, De Wisselwachter di Jos Stelling, Sid and Nancy di Alex Cox, El viaje a ninguna parte di Fernando Fernán Gómez, Welcome in Vienna di Axel Corti, Pokayaniye di Tengiz Abuladze, Distant Voices, Still Lives di Terence Davies, Felix di Helma Sanders-Brahms, Helke Sander, Margarethe von Trotta e Christel Buschmann, Katinka di Max von Sydow, Le Maître de musique di Gérard Corbiau, Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, I ragazzi di via Panisperna di Gianni Amelio, Hope and Glory di John Boorman, The Dead di John Huston, Mignon è partita di Francesca Archibugi, The Adventures of Baron Munchausen di Terry Gilliam, Hareba i Gogi di Georgij Shengelaja, Stan Posiadania di Krzysztof Zanussi, Je suis le seigneur du château di Régis Wargnier, Strapless di David Hare, La vie et rien d'autre di Bertrand Tavernier, Ay, Carmela! di Carlos Saura, Docteur Petiot di Christian de Chalonge, Gavre Prinzip di Peter Patzak, la Trilogia Napló apámnak di Márta Mészáros, Kopytem sem di Věra Chytilová, Italia-Germania 4-3 di Andrea Barzini, La settimana della sfinge di Daniele Luchetti, Il settimo continente e Benny's Video di Michael Haneke, Monsieur Hire di Patrice Leconte, El Sueño del mono loco e Belle Epoque di Fernando Trueba, Sindrome astenica di Kira Muratova, Homo Faber di Volker Schlöndorff, Paris s'éveille e Une nouvelle vie di Olivier Assayas, Zitti e Mosca di Alessandro Benvenuti, La domenica specialmente di Barilli, Bertolucci, Giordana e Tornatore, Europa e Le onde del destino di Lars von Trier, Divertimenti della vita privata di Cristina Comencini, Toto le hèros di Jaco Van Dormael, Merci la vie di Bertrand Blier, Life is Sweet di Mike Leigh, The Miracle e The Crying Game di Neil Jordan, O sangue di Pedro Costa, Amantes di Vicente Aranda, Après l'amour di Diane Kurys, Nessuno di Francesco Calogero, Trahir di Radu Mihaileanu, Un coeur en hiver di Claude Sautet, Balanta di Luciane Pintilie, Belle Epoque di Fernando Trueba, La classe aux papillons di Otar Iosseliani, Orlando di Sally Potter, Tre colori: blu, bianco, rosso di Krzysztof Kieślowski, In the name of the father di Jim Sheridan, Ladybird, Ladybird e Land and Freedom di Ken Loach, Il sole anche di notte di Nikita Mikhalkov, Smoking/No smoking di Alain Resnais, Senza pelle di Alessandro D’Alatri, Before the Rain di Milcko Manchevski, Zeit des Zorns e Das Versprechen di Margarethe von Trotta, Butterfly Kiss di Michael Winterbottom, La Haine di Mathieu Kassovitz, Le rendez-vous de Paris e Conte d'eté di Eric Rohmer, Funny Bones di Peter Chelsom, Priest di Antonia Bird, Trainspotting di Danny Boyle e Run di Akira Kurosawa[24], in anteprima mondiale.

Quelli citati sono soltanto una parte, per di più piccola, dei tanti film che EuropaCinema ha presentato negli anni successivi al 1996, anno al quale - trasferitosi Laudadio a Venezia a dirigervi la Mostra[25] - si ferma la descrizione dei titoli sopra ricordati. In una nuova, prossima edizione di questa pagina verranno “narrati” anche tutti gli altri titoli passati sugli schermi di Viareggio dal 1997 al 2009, compresi quelli presentati nell'ambito del Focus dedicato al cinema spagnolo nel 2007 e a quello tedesco nel 2008.

Nel 2007 EuropaCinema ha infatti cambiato formula, occupandosi annualmente di una sola cinematografia: nel 2007 Focus sulla Spagna[26], nel 2008 sulla Germania[27]. Nel 2009 ha presentato in anteprima assoluta italiana l'atteso film di Quentin Tarantino Bastardi senza gloria (girato quasi interamente in Europa) che ottenne 8 nomination agli Oscar 2010[28], e ha dedicato due vaste retrospettive ai registi Paolo Virzì e Ingmar Bergman.

I Tributi e le Lezioni di Cinema[modifica | modifica wikitesto]

EuropaCinema ha ospitato nel corso degli anni una serie di tributi dedicati agli sceneggiatori Franco Solinas, Jean-Claude Carrière, Rafael Azcona, Harold Pinter, Cesare Zavattini, Suso Cecchi d’Amico[29], Jorge Semprún, Vasco Pratolini e Gérard Brach[30]; ai registi Vittorio De Sica, Edgar Reitz, Wim Wenders[31], Ermanno Olmi, Mario Monicelli[32], Tengiz Abuladze, Herbert Achternbusch, Joris Ivens, Sergio Citti, Federico Fellini, Mario Soldati, Ettore Scola e Ingmar Bergman[33]; ai produttori David Puttnam, Franco Cristaldi, Elias Querejeta e Mario Cecchi Gori[34]; alle più importanti registe dell'Est europeo[35]; alla British Renaissance; alla ”resistenza” del cinema tedesco fiaccato nei primi anni Ottanta dalla dissoluzione della FilmVerlag der Autoren; al nuovo cinema scandinavo; all'attrice viareggina Stefania Sandrelli; alle radici europee del grande cinema americano degli anni Venti-Cinquanta ecc. Tutte le personalità viventi al momento dei Tributi hanno tenuto a Rimini, a Bari e a Viareggio affollate Lezioni di cinema.

Le giurie[modifica | modifica wikitesto]

Decine di cineasti europei hanno fatto parte delle giurie del festival. Per citarne solo alcuni: Paulo Rocha, Ola Solum, Lea Massari, Michael White[non chiaro], André Delvaux, Mario Monicelli, Anja Breien, Peter Lilienthal, Franco Brusati, Imanol Arias, Reinhardt Hauff, Alexandre Adabachian, Michael Radford, Nick Powell, Giuliana De Sio, Gian Maria Volonté, Ermanno Olmi, Ben Kingsley Michael Haneke, István Szabó, Ettore Scola, Rüdiger Vogler, Sabine Azéma ecc.

I Premi EuropaCinema per l'eccellenza artistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni sono giunti a Rimini nei suoi primi 4 anni, poi a Bari nel solo 1988, e infine a Viareggio dal 1989 al 2009, per essere insigniti dei Premi EuropaCinema per l'eccellenza artistica, premi disegnati da Federico Fellini, alcuni dei più importanti cineasti europei, fra i quali: Theo Angelopoulos, Michelangelo Antonioni, Bernd Eichinger, Tonino Guerra, Joris Ivens, David Puttnam, Gian Maria Volonté, Luis García Berlanga, Jean-Claude Carrière, André Delvaux, Carlo di Palma, Theo Hinz, Manoel de Oliveira, Ermanno Olmi, Irene Papas, Serge Silberman, Rafael Azcona, Franco Cristaldi, Erland Josephson, Charlotte Rampling, Ettore Scola, Margarethe von Trotta, Tengiz Abuladze, Mario Monicelli, Philippe Noiret, Elias Querejeta, Monica Vitti, Fanny Ardant, Suso Cecchi D’Amico, Roberto Cicutto, Sergio Leone, Marcello Mastroianni, Ennio Morricone, Agenore Incrocci (Age), Bruno Ganz, Alexandre Mnouchkine, Furio Scarpelli, Hanna Schygulla, Paolo e Vittorio Taviani, Vittorio Gassman, Bernardo Bertolucci, Jeremy Thomas, Tonino Delli Colli, Nastassja Kinski, Mario Cecchi Gori, Roman Vlad, Gérard Brach, Sven Nykvist, Fernando Rey, David Robinson, Jorge Semprún, Ingrid Thulin, Armando Trovajoli, Wim Wenders, Jeremy Irons, Eleni Karaindrou, Tullio Kezich, Robi Müller, Gillo Pontecorvo, Vanessa Redgrave, Alexandre Adabachian, Aurelio De Laurentiis, Giuseppe Rotunno, Greta Scacchi, Max von Sydow, Marco Bellocchio, Claudia Cardinale, Marin Karmitz, István Szabó, Fernando Trueba, Laura Morante, Sergio Castellitto, Paolo Virzì e molti altri cineasti europei.

Il Comitato dei Garanti[modifica | modifica wikitesto]

Il Comitato dei registi europei garanti di EuropaCinema è stato composto fin dalla fondazione da: Theo Angelopoulos, Michelangelo Antonioni, Marco Bellocchio, Luis García Berlanga, Bernardo Bertolucci, John Boorman, Henning Carlsen, Věra Chytilová, Costa-Gavras, Manoel de Oliveira, André Delvaux, Márta Mészáros, Alain Resnais, Éric Rohmer, John Schlesinger, Volker Schlöndorff, Ettore Scola, Margarethe von Trotta, Wim Wenders, Krzysztof Zanussi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Per molti anni il festival di Viareggio ha ospitato le giurie internazionali impegnate a visionare e selezionare i migliori film europei da candidare ai Premi Felix[36] - poi divenuti gli European Film Awards - attribuiti dalla European Film Academy, creata a Berlino nel 1988 sotto la presidenza di Ingmar Bergman e con la direzione di Wim Wenders, quest'ultimo più volte attivo a Viareggio dove presentò in anteprima mondiale nel 1992 l'edizione integrale di oltre cinque ore del suo film Fino alla fine del mondo e dove tenne una memorabile Lezione di cinema[37] seguita da oltre 1.000 studenti e spettatori.

Nel 1989, Laudadio raggiunse un accordo con le Ferrovie dello Stato per la creazione del "Treno del Cinema"[38], un convoglio straordinario composto da 12 vagoni - sei dei quali carrozze-ristorante - per trasferire in 3 ore da Roma a Viareggio senza fermate intermedie circa 200 persone fra cineasti e giornalisti[39]. Questa esperienza si prolungò fino al 1993.

Nel settembre 1994 fu annunciato a Viareggio da Wim Wenders, durante il festival, l'inizio della lavorazione dell'ultimo grande film di Michelangelo Antonioni, Al di là delle nuvole, coprodotto fra gli altri dallo stesso Wenders e da Laudadio, alla presenza del Maestro ferrarese e di centinaia di giornalisti europei accorsi per l'occasione[40]. Al di là delle nuvole - interpretato da Fanny Ardant, Sophie Marceau, Irène Jacob, Inés Sastre, John Malkovich, Jean Reno, Kim Rossi Stuart, Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau, Chiara Caselli, Vincent Pérez, Peter Weller - ebbe la sua prima mondiale alla Mostra di Venezia[41] dell'anno successivo e fu distribuito in oltre cento Paesi.

Il marchio "EuropaCinema, Mostra del Cinema Europeo", accompagnato dal logotipo disegnato da Federico Fellini, appartiene alla Evento Spettacolo srl (registrazioni n. 0000504471 del 13/02/1989 e n. 0001220835 del 13/10/2006).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tullio Kezich, Arte e botteghino forse più vicini, in La Repubblica, 25 settembre 1984.
  2. ^ Claudio Pasqualetto, Mostra del Cinema. Il neodirettore Laudadio spiega le novità della rassegna, in Corriere della Sera, 26 gennaio 1997.
  3. ^ Gmg/Gs, Cinema: Laudadio, a Taormima poca Italia, molta ricerca, in Adnkronos, 13 luglio 1999.
  4. ^ Valerio Cappelli, Laudadio: la mia Cinecittà, in Corriere della Sera, 17 dicembre 1999.
  5. ^ Giovanna Vitale, A Villa Borghese la Casa del Cinema, in Corriere della Sera, 17 ottobre 2001.
  6. ^ a.d.g., L'evento Festival del cinema, tutto pronto a Bari. I nomi cult interna, in La Repubblica, 5 settembre 2009.
  7. ^ Paolo D'Agostini, Film d'autore o di successo, in La Repubblica, 15 agosto 1985.
  8. ^ Tullio Kezich, EuropaCinema alla sua prima edizione, in La Repubblica, 25 settembre 1984.
  9. ^ Maria Pia Fusco, Benvenuti a Bari i film dell'Europa, in La Repubblica, 27 agosto 1988.
  10. ^ [www.agi.it EuropaCinema: annullate "le voci di Fellini"], 6 novembre 1993.
  11. ^ p. d'a., In corsa contro la concorrenza EuropaCinema anticipa a luglio, in La Repubblica, 14 aprile 1987.
  12. ^ Tullio Kezich, Viva il film europeo, in La Repubblica, 8 luglio 1987.
  13. ^ Redazione, EuropaCinema in trasferta a Palm Springs, in AGI, 7 gennaio 1991.
  14. ^ Irene Bignardi, L'isola bella di Narciso, in La Repubblica, 6 ottobre 1990.
  15. ^ [www.agi.it EuropaCinema&tv 90 da Viareggio a Bruxelles], 4 giugno 1990.
  16. ^ Maria Pia Fusco, EuropaCinema 1988? Adesso, organizzarla è un dovere morale, in La Repubblica, 4 novembre 1987.
  17. ^ Paolo D'Agostini, Ben sei direttori per sostituire Laudadio a Rimini, in La Repubblica, 11 giugno 1988.
  18. ^ Leandro Palestrini, Da Rimini a Bari per EuropaCinema. Trasloco a settembre, in La Repubblica, 5 maggio 1988.
  19. ^ Anna Maria Mori, L'Europa è un film, in La Repubblica, 24 settembre 1988.
  20. ^ Tullio Kezich, EuropaCinema. Applausi italiani, in La Repubblica, 1º ottobre 1988.
  21. ^ Maria Pia Fusco, EuropaCinema. Un festival vive, in La Repubblica, 22 settembre 1989.
  22. ^ Redazione, EuropaCinema 2009, l'ultima del fondatore. Standing ovation per il direttore Laudadio sommerso dagli applausi, in La Nazione, 22 settembre 2009.
  23. ^ Redazione, Il fondatore di EuropaCinema Felice Laudadio lascia Viareggio, in AGI, 3 novembre 2009.
  24. ^ Redazione, Anche Bergman e Kurosawa a EuropaCinema, in La Repubblica, 11 settembre 1985.
  25. ^ Bruno Marchi, Biennale, fumata bianca, in La Repubblica, 30 novembre 1996.
  26. ^ Valerio Cappelli, Il Festival di Viareggio dedicato alla Spagna con dieci film inediti, in Corriere della Sera, 24 aprile 2007.
  27. ^ Camillo De Marco, [www.cineuropa.org EuropaCinema: focus sulla Germania], 4 aprile 2008.
  28. ^ Redazione, EuropaCinema 2009. Grande successo per l'anteprima del nuovo film di Tarantino, in AGI, 24 settembre 2009.
  29. ^ Tullio Kezich, Cupe minacce nucleari, in La Repubblica, 27 settembre 1988.
  30. ^ Irene Bignardi, EuropaCinema. Moglie o prostituta? Meglio la seconda, in La Repubblica, 2 ottobre 1990.
  31. ^ Redazione, Wenders "integrale" al festival di Viareggio, in Corriere della Sera, 28 settembre 1994.
  32. ^ Irene Bignardi, Noiret in cerca di eroi, in La Repubblica, 21 novembre 1989.
  33. ^ Giuseppina Manin, Sorprese a Viareggio. Ecco la Bergman's List, in Corriere della Sera, 28 settembre 1996.
  34. ^ Silvia Fumarola, Quale futuro per un festival indipendente?, in La Repubblica, 5 giugno 1990.
  35. ^ Anna Maria Mori, Registe al di là del muro, in La Repubblica, 11 ottobre 1990.
  36. ^ Maurizio Porro, Viareggio lancia gli Oscar d'Europa, in Corriere della Sera, 28 settembre 1994.
  37. ^ Giuseppina Manin, Wenders: "Nel 2000 non ci saranno più film europei", in Corriere della Sera, 8 novembre 1993.
  38. ^ Silvia Fumarola, La giovane Italia a EuropaCinema, in La Repubblica, 22 settembre 1990.
  39. ^ Maria Pia Fusco, Ma quanto cinema su quel treno diretto a Viareggio, in La Repubblica, 17 novembre 1989.
  40. ^ Giuseppina Manin, Novanta bottiglie a Soldati e un film per Antonioni, in Corriere della Sera, 30 settembre 1996.
  41. ^ Tullio Kezich, Venezia incantata s'inchina a Michelangelo: bentornato!, in Corriere della Sera, 4 settembre 1995.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Felice Laudadio, Fare festival, Roma, Edizioni EuropaCinema, 1993, sec. ed. 1996, pp. 160

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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