Non stop (programma televisivo)

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Non stop
Nonstoplogo.jpg
PaeseItalia
Anno1977 - 1979
Generevarietà
Durata60 min
Lingua originaleitaliano
Crediti
Conduttorenessuno
RegiaEnzo Trapani
ProduttoreAlberto Testa
Enzo Trapani
Mario Pogliotti
Giancarlo Magalli
Rete televisivaRete 1

Non stop - Ballata senza manovratore è stato un programma televisivo italiano di intrattenimento, trasmesso tra il 1977 e il 1979 sulla Rete 1 il giovedì in prima serata.

Stagioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima stagione:
    6 puntate dal 27 ottobre al 30 novembre 1977[1].
  • Seconda stagione:
    6 puntate dal 28 dicembre 1978 al 1º febbraio 1979.

Ballata senza manovratore[modifica | modifica wikitesto]

Non stop nacque nel primo periodo successivo alla Riforma RAI, un momento particolare nel quale gli autori televisivi si occupavano quasi esclusivamente di sperimentazione innovativa, sia nel linguaggio che nel format. L'idea sostanziale, decisamente rivoluzionaria rispetto ai canoni tradizionali imposti dal varietà sino ad allora, fu istituire un programma che non prevedesse la figura del conduttore/presentatore (ritenuto in passato fondamentale, anche per garantire coerenza ai contenuti trasmessi), lasciando completamente la scena ad una sequenza ininterrotta e caotica di cabaret, musica e ballo, mantenendo comunque una certa continuità (da qui il sottotitolo apparentemente enigmatico ballata senza manovratore).

L'unità del contenitore (e del messaggio) veniva quindi garantita dalle esibizioni comiche, collegate da balletti o canzoni, dalle scenografie, sgargianti ed aggressive sia dal punto di vista cromatico che cinetico (per sfruttare appieno, nel caso della seconda serie, il nuovo sistema a colori PAL) e da un ritmo incalzante, adeguato alle nuove abitudini del pubblico e dettate principalmente dall'introduzione del telecomando e del conseguente zapping.

Questo tipo di format darà luogo ad una serie illimitata di imitazioni, prima fra tutte quella del successivo Drive In di Antonio Ricci.

Durante la prima serie, per rafforzare il concetto di staffetta, viene introdotto un curioso e piccolo pupazzo simile, appunto, al testimone utilizzato nella corsa tradizionale. Tale oggetto viene passato di mano in mano agli artisti che si esibiscono in quel momento sullo schermo.

Non stop, fucina di talenti[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al formato (forse per la prima volta un varietà televisivo era progettato senza particolari riferimenti agli schemi tipici del teatro, ma anzi il ritmo e l'incedere erano pensati specificatamente per il media televisivo), il successo del programma fu dovuto anche alla presenza di un nutrito gruppo di giovani comici e cabarettisti in gran parte esordienti. Tra loro meritano di essere ricordati Marco Messeri, Carlo Verdone, Massimo Troisi, Enzo De Caro e Lello Arena (nel trio napoletano La Smorfia), I Gatti di Vicolo Miracoli, I Giancattivi (trio fiorentino comprendente Francesco Nuti, Athina Cenci e Alessandro Benvenuti), Zuzzurro e Gaspare. Doveroso ricordare anche l'attore Ernst Thole (scomparso pochi anni dopo la sua partecipazione al programma), che con intelligenza e ironia interpretava il ruolo di un omosessuale.

L'idea di realizzare un programma dedicato a nuovi talenti fu di Pippo Baudo, che la suggerì al dirigente Rai Bruno Voglino. Questi incaricò in un primo momento dell'ideazione della trasmissione l'autore Marcello Marchesi, ma la sua idea non piacque. In un secondo momento l'incarico venne affidato a Giancarlo Magalli che ne ideò la formula definitiva e, assieme al giornalista appassionato di cabaret Mario Pogliotti, valutò una serie di giovani esordienti, scoperti nei teatrini off sparsi per l'Italia, attingendo in modo uniforme da tutte le regioni. Per molti di loro fu l'inizio di una fortunatissima carriera. La regia venne affidata in un primo momento ad Antonio Moretti che, ad un mese dall'ingresso in studio, rinunciò e venne sostituito da Enzo Trapani che inserì come coautore il paroliere Alberto Testa.

Prima stagione:

Ad essi si aggiungono, nella Seconda stagione:

Ospite di una puntata fu un giovanissimo Pino Daniele. Tra gli ospiti fissi dei momenti musicali si devono ricordare i jazzisti Franco Cerri e Nicola Arigliano e la cantante indiana Asha Puthli.

Un caos straordinario[modifica | modifica wikitesto]

Non Stop divenne subito una trasmissione cult, assunta a modello di una nuova comicità e di un nuovo modo di fare televisione. Il merito va sicuramente agli autori, tra i quali spicca il regista Enzo Trapani, coadiuvati - per quello che riguarda i testi - da un promettente Giancarlo Magalli.

Dal punto di vista dei contenuti, oltre alla straordinaria abilità di tutti i comici selezionati, si devono ricordare alcune felici intuizioni surreali, come i "comizi" completamente inventati da Corrado Lojacono, la mimica facciale di Jack La Cayenne (che nella sigla d'apertura si mette in bocca una tazza da cappuccino o una brioche intera), i tre pompieri clowneschi (uno sovrappeso, un nano e uno smilzo, divenuti nel tempo simbolo della trasmissione) ed il coro operistico che intona il Va, pensiero.

Il tutto si svolgeva in ambienti coloratissimi, nei quali regnava sovrana un'allegra anarchia con tutti i personaggi posti al medesimo livello (mancando una figura gerarchicamente superiore, come appunto il conduttore). Non stop, da questo punto di vista, assieme ad altre trasmissioni dei tardi anni settanta (come Stryx; Odeon. Tutto quanto fa spettacolo o L'altra domenica) rappresentò efficacemente e compiutamente l'epoca rivoluzionaria ed innovativa in cui è stata concepita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'ultima puntata di Non stop venne anticipata al mercoledì a causa dell'inizio di Scommettiamo?.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walter Veltroni, I programmi che hanno cambiato l'Italia, Feltrinelli, 1992
  • Aldo Grasso, Enciclopedia della Televisione Garzanti, Garzanti, 1996
  • Aldo Grasso, Storia della televisione italiana, Garzanti, 2004

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