Pippo Baudo

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Pippo Baudo nel 2011.

Giuseppe Raimondo Vittorio "Pippo" Baudo (Militello in Val di Catania, 7 giugno 1936) è un conduttore televisivo, conduttore radiofonico, compositore e paroliere italiano.

Ha esordito nei primi anni sessanta, divenendo uno dei presentatori televisivi di punta della Rai per tutti i decenni successivi, pur avendo lavorato per brevi periodi - invero senza troppa fortuna - anche in Mediaset. Nel corso della sua attività ha condotto numerosi varietà di successo come Settevoci, Canzonissima, Domenica in, Fantastico, Serata d'onore, Novecento e il Festival di Sanremo, di cui detiene il record di conduzioni, avendolo presentato per tredici volte tra il 1968 e il 2008. Parallelamente all'attività televisiva ha anche partecipato a diversi film e fiction - principalmente nei panni di sé stesso - e ha scritto alcuni brani musicali, sfruttati soprattutto in ambito televisivo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo nel 1969, ai tempi di Settevoci.

Nasce a Militello in Val di Catania, figlio unico dell'avvocato Giovanni Baudo (1903-1990) e della casalinga Innocenza Pirracchio (1910-1993), e qui debutta sulla scena teatrale nel Cine Teatro Tempio (proprietà del cavaliere Salvatore Tempio, un amico di famiglia), intrattenendo il pubblico negli intervalli con prose e liriche e anche suonando il pianoforte. Trasferitosi con la famiglia a Catania all'età di 14 anni, si diploma al Liceo Classico "Nicola Spedalieri" e studia giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania. Nell'ultimo anno di liceo - assieme ai compagni di classe - mette in scena la commedia L'ex alunno di Giovanni Mosca, mentre durante il corso di studi universitari conosce Tuccio Musumeci e insieme intraprendono la strada dello spettacolo: Musumeci in qualità di comico e Baudo nelle vesti di spalla e presentatore[1].

Si interessa dunque a vari generi di spettacolo e, nonostante consegua la laurea in legge, non eserciterà mai alcuna professione forense. La sera prima della seduta di laurea - come ha lui stesso più volte raccontato in televisione - presenta a Chiaramonte Gulfi il concorso di bellezza "Miss Sicilia", ripartendo all'alba dopo aver ottenuto un passaggio su un camioncino - sdraiato in mezzo a frutta e verdura - e arrivando quindi a Catania appena in tempo per conseguire la laurea in giurisprudenza. Alla fine degli anni cinquanta entra come pianista e cantante nell'Orchestra Moonlight con cui, nel 1959, esordisce in televisione durante il varietà La conchiglia d'Oro, programma condotto da Enzo Tortora.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora a Sabato sera nel 1967.

Agli inizi degli anni sessanta esordisce come conduttore televisivo per le trasmissioni Guida degli emigranti, Primo piano e Telecruciverba, oltre a kermesse musicali quali il Festival calabrese della Canzone Italiana di Vibo Valentia nel 1961, il Gran Festival di Piedigrotta nel 1962, il CantaItalia nel 1964 e il Festival di Napoli nel 1963, 1965 e 1966.

Un evento fortuito - la bobina con la prevista puntata del telefilm Le avventure di Rin Tin Tin che non perviene in tempo per essere trasmessa il 6 febbraio di quest'ultimo anno - costringe la Rai a trasmettere la puntata pilota di Settevoci, che era stata registrata a Milano ma poi giudicata «intrasmissibile» dai vertici dell'azienda, rivelandosi invece un successo che valse per quattro anni la riproposizione del programma, determinando il decollo improvviso della sua carriera[2]. Nel 1967 conduce la trasmissione Eccetera, eccetera insieme a Gino Bramieri e Marisa Del Frate, mentre nel 1968 presenta per la prima volta il Festival di Sanremo accanto a Luisa Rivelli; nello stesso anno è anche il conduttore di Un disco per l'estate, manifestazione che aveva già battezzato quattro anni prima e che presenterà ancora nel 1969, 1986, 1992 e 1993.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo con Mita Medici, durante Canzonissima (1973)

Segue il modello delle figure storiche della televisione italiana, Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora, con i quali si esibì in un celebre numero nella trasmissione Sabato sera, condotta da Mina nel 1967; proprio da Corrado - dal quale si recò per partecipare al programma radiofonico Rosso e nero - Baudo ha poi ereditato Canzonissima, di cui presenta l'edizione 1972 accanto a Loretta Goggi e quella del 1973 accanto a Mita Medici.

Nel 1975 è conduttore del gioco a premi Spaccaquindici (che sostituisce, nel palinsesto del Secondo Programma, lo storico Rischiatutto di Mike Bongiorno); lo stesso anno è alla guida del quiz domenicale abbinato alla Lotteria Italia Un colpo di fortuna accanto a Paola Tedesco, mentre l'anno dopo è la volta di Chi?, altro quiz della domenica pomeriggio in cui è affiancato da Elisabetta Virgili e nel 1977 è la volta di Secondo voi (il suo primo programma a colori), altro quiz sempre abbinato alla lotteria Italia trasmesso nel pomeriggio domenicale, in cui lancia Jinny Steffan, Fioretta Mari, Tullio Solenghi e Beppe Grillo.

Nel 1979 conduce il varietà del sabato sera Luna Park, in cui è affiancato da Tina Turner e che vede il debutto televisivo della soubrette italo-americana Heather Parisi, mentre - nell'autunno dello stesso anno - succede nuovamente a Corrado al timone di Domenica in, programma con cui Baudo arriverà alla definitiva consacrazione, conducendolo fino al 1985[3].

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento della televisione privata collabora all'avvio dell'emittente catanese Antenna Sicilia per la programmazione del palinsesto e presentando personalmente alcuni spettacoli tra cui, per diversi anni, il Festival della nuova canzone siciliana e I siculissimi, insieme a Tuccio Musumeci. Conduce inoltre nel 1982 la kermesse musicale estiva Vota la voce in onda su Canale 5, mentre nell'autunno 1983 conduce su Rete 4 (allora di proprieta della Mondadori e non ancora appartenente a Fininvest) il gioco a premi Un milione al secondo in onda nella prima serata del giovedì.

Anna Oxa e Pippo Baudo, conduttori insieme a Cannelle del Festival di Sanremo 1994

Dal 1984 al 1986 conduce tre edizioni di Fantastico, storico varietà del sabato sera di Rai 1, in cui tiene a battesimo showgirl come Lorella Cuccarini, Alessandra Martines, Galyn Görg e attori come Manlio Dovì, Tosca D'Aquino, Nina Soldano, ballerini come Francesca Sposi e il soprano Cecilia Bartoli. Tutte e tre le edizioni registreranno alti ascolti, sbaragliando la concorrenza di Canale 5[4]. Alla conduzione di Fantastico, in onda nella stagione autunnale, alterna, in quel periodo, quella di Serata d'onore, varietà in onda il venerdì sera sempre su Rai 1, trasmesso nella primavera dal 1983 al 1986.

Sempre a metà anni ottanta è alla guida di tre edizioni del Festival di Sanremo (1984, 1985, 1987): la finale di quest'ultimo festival registrò una media di oltre 17 milioni di telespettatori, record rimasto ancora oggi imbattuto[5]. Nell'autunno del 1987 firma con la Fininvest un contratto in esclusiva di tre anni e la nomina come direttore artistico di Canale 5 iniziando a condurre il varietà Festival accanto a Lorella Cuccarini (soubrette da lui lanciata a Fantastico), in onda il venerdì sera su Canale 5. Nello stesso periodo condusse, sempre su Canale 5, anche la rubrica Tu come noi all'interno del contenitore domenicale La giostra.

Il successo di Festival però è di molto inferiore alle aspettative prefissate e nel gennaio 1988 Baudo, terminata la trasmissione, decide di rescindere il contratto in esclusiva che aveva in essere con Fininvest, pagando una cospicua penale e restando inattivo per un anno (come prevedeva una clausola del contratto in caso di rescissione). L'anno dopo rientrò in Rai grazie all'intervento dell'amico Ciriaco De Mita[6], allora Presidente del Consiglio, ricominciando da Rai 2 con una nuova edizione di Serata d'onore.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo nel 1999

Una volta ritornato alla guida di Domenica in nella stagione 1991-1992, nei primi anni novanta viene nominato direttore artistico di Rai 1 ed è in tale veste che nel 1994 idea e conduce (assieme ad altri conduttori di punta dell'azienda) il quiz Luna Park, grazie al quale riesce a risollevare dopo anni la fascia preserale della rete, superando in poco tempo negli ascolti il quiz di Canale 5 La ruota della fortuna di Mike Bongiorno, che da anni dominava quello slot orario. Sempre in questo periodo è alla guida anche di altri programmi di successo della prima serata di Rai 1 come Gran premio e Fantastico 11 (1990), Partita doppia (1992-1993), Numero Uno (1994-1995) ed i varietà Papaveri e papere (1995) e Mille lire al mese (1996), entrambi condotti in coppia con Giancarlo Magalli.

Dal 1992 al 1996 conduce inoltre con enorme riscontro di pubblico e critica cinque edizioni consecutive del Festival di Sanremo, diventandone anche direttore artistico delle ultime tre. Nel 1997 esordisce a teatro, dove lavora con Garinei e Giovannini nel musical L'uomo che inventò la televisione. Lo stesso anno torna a Mediaset, ma anche questa seconda esperienza si rivelerà poco positiva: lo show d'esordio su Canale 5 Una volta al mese è un flop, così come il primaverile La canzone del secolo; non andrà meglio neanche con Tiramisù, varietà in onda nell'autunno di quell'anno, nonostante nell'estate 1998 egli torni a condurre Vota la voce[7]. Nel 1999 Baudo pertanto rientra su Rai 3 con la conduzione di Giorno dopo giorno, quiz pomeridiano che ripercorre gli eventi principali del XX secolo, adattato per la prima serata con il titolo di Novecento, con ben quattro edizioni all'attivo tra il 2000 e il 2010.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 viene chiamato al Festival di Sanremo dopo l'insuccesso dell'edizione precedente raggiungendo buoni risultati, tanto che - pur con minor esito - conduce anche quella dell'anno successivo. Sempre nel 2003 conduce su Rai 3 il programma Cinquanta. Storia della TV di chi l'ha fatta e di chi l'ha vista, che si concluderà con un grande show in prima serata intitolato Auguri TV, trasmesso dalla Rai a reti unificate il 3 gennaio 2004, giorno del cinquantesimo anniversario dall'inizio ufficiale delle trasmissioni televisive in Italia.

Nel 2005 rientra su Rai 1 con il varietà Sabato italiano[8], che però non riesce a superare gli ascolti della concorrenza di Mediaset: nello stesso anno tuttavia torna per l'ottava volta alla conduzione di Domenica in, essendogli stato affidato il preserale Ieri, oggi e domani (poi 7 giorni, dall'autunno 2008), per il quale verrà confermato anche nelle quattro stagioni successive con ottimi risultati (nella puntata del 13 novembre 2005 - con ospiti Roberto Benigni e Claudio Baglioni - il programma viene seguito da oltre 10 milioni di telespettatori, mentre in quella del 27 dicembre 2009 da oltre 4 milioni di telespettatori con punte del 32% di share).

Nel 2007 torna a condurre il Festival di Sanremo per la dodicesima volta, conquistando il primato tra i presentatori della kermesse: nonostante le polemiche per gli elevati compensi, grazie agli alti ascolti nel 2008 lo presenta nuovamente, ma senza il successo dell'edizione precedente. Bassi ascolti ottiene pure riproponendo in autunno Serata d'onore il sabato sera su Rai 1, venendo sconfitto dalla forte concorrenza di Maria De Filippi con il suo programma C'è posta per te.

Sempre sulla stessa rete, a dicembre 2009 invece conduce il Gran Galà del Made in Italy, l'Oscar alle eccellenze italiane scritto da Nicola Paparusso che ottenne la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica. Il 18 dello stesso mese viene invitato a I migliori anni - lo spettacolo condotto da Carlo Conti ancora in prima serata su Rai 1 - per celebrare i suoi cinquant'anni di attività televisiva, oltre che come anello di chiusura della trasmissione di rievocazione dei ricordi musicali del ventesimo secolo.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 è di nuovo in onda su Rai 1 per condurre insieme a Bruno Vespa Centocinquanta, il programma dedicato al centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia: la trasmissione - che, dopo il successo della prima puntata (con il 24% di share), raccoglie ascolti modesti - è chiusa anzitempo alla quarta puntata, contraddistinta dai palesi dissapori tra i due conduttori durante la diretta.

Dopo aver condotto eccezionalmente su Italia 1 la puntata di Le Iene dell'8 marzo 2012 accanto ad Ilary Blasi ed Enrico Brignano per sostituire Alessandro Gassmann, nell'autunno dello stesso anno torna in prima serata su Rai 3 con il programma Il viaggio, che ripropone nell'estate 2013.

Dipoi le occasioni inizieranno a farsi più sporadiche: nel 2014 e nel 2015 ricopre infatti insieme ad Amanda Lear e Yuri Chechi il ruolo di giurato a Si può fare!, talent show condotto da Carlo Conti, e approda a San Marino RTV per condurre la trasmissione Una serata sul Titano. Inoltre il 20 maggio 2014 apre lo show-evento Stasera Laura: ho creduto in un sogno di Laura Pausini; mentre il 20 luglio 2015 conduce una puntata della rubrica estiva di Rai 1 Techetechetè.

Pippo Baudo nel 2016

Così nella stagione 2015-2016, dopo aver rifiutato la proposta di condurre il DopoFestival e partecipare come concorrente a L'isola dei famosi[senza fonte], per la prima volta dopo oltre 50 anni di carriera non presenta alcuna trasmissione, ma si limita ad intervenire come ospite in alcuni programmi ed in particolare in più occasioni al talk show di Rai 3 Ballarò: libero dagli impegni televisivi, aumenta pertanto notevolmente il numero di partecipazioni a serate, convegni, manifestazioni, gala di beneficenza e presentazioni di libri in giro per l'Italia. Il 7 giugno 2016, in occasione del suo 80º compleanno, interviene alla prima serata dei Wind Music Awards - condotti da Carlo Conti e Vanessa Incontrada - dove viene festeggiato dal pubblico dell'Arena di Verona.

A tre anni dalla sua ultima conduzione sulla televisione di Stato, nella stagione 2016-2017 torna a presentare Domenica in per la tredicesima volta (suo il record di edizioni condotte) e prende parte al programma di Rai 2 I fatti vostri con una rubrica quindicinale dal titolo Storie di televisione, all'interno della quale ripercorre la storia della Rai e dei suoi personaggi e programmi più celebri; mentre nel 2018 rientra alla guida di Sanremo Giovani in coppia con Fabio Rovazzi: l'aveva già infatti condotto nel 1993, 1994, 1995 e 2001, affiancato rispettivamente da Elisabetta Ferracini, Gloria Zanin, Luana Ravegnini e Vanessa Incontrada.

Il 7 giugno 2019 viene celebrato lo show-evento su Rai 1 intitolato Buon compleanno... Pippo, in cui Baudo festeggia 83 anni di età e 60 anni di carriera televisiva.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Baudo ha due figli: Alessandro, avuto da Mirella Adinolfi, nato nel 1962 e riconosciuto dal presentatore nel 1996 dopo una breve vicenda legale, e Tiziana, oggi sua segretaria e assistente, nata nel 1970 dal suo matrimonio con Angela Lippi. È inoltre nonno di Nicholas e Nicole (2010), gemelli figli di Tiziana, e di Sean (1990), figlio di Alessandro, che sempre nel 2010 lo ha reso bisnonno. Vive da anni a Roma[9][10]. Dopo una relazione di sette anni con Alida Chelli ed una più breve con Adriana Russo, il 18 gennaio 1986 si sposa in seconde nozze con la cantante lirica italiana Katia Ricciarelli, dalla quale si separa nel 2004 per poi divorziare nel 2007.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo è stato direttore artistico e Presidente del Teatro Stabile di Catania, nonché direttore artistico della Rai. La costante presenza televisiva e il notevole successo dei suoi programmi gli sono valsi l'appellativo di "Super Pippo". Nel 2005 declina l'invito del centrosinistra siciliano a rappresentare il candidato a governatore dell'isola per le elezioni regionali del 2006[11] (candidatura che accetterà poi Rita Borsellino). Anche nel 2012 il centro-sinistra offre a Baudo la candidatura alla presidenza della Regione Siciliana in vista delle elezioni anticipate dell'autunno dello stesso anno, ma il conduttore catanese rifiuta per una seconda volta[12].

Scopritore di nuove proposte, ha scoperto tra gli altri Al Bano, Beppe Grillo, Tullio Solenghi, Heather Parisi, Eros Ramazzotti, Lorella Cuccarini, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia, Michelle Hunziker, Gianluca Grignani, Gigi D'Alessio, Anna Tatangelo e Bianca Guaccero. Per questo motivo, quando durante spettacoli comici o in vignette viene fatta una parodia del presentatore, gli si fa pronunciare la frase "L'ho inventato io...." in riferimento ai tanti attori, comici, cantanti e showgirl di successo da lui lanciati nel corso degli anni[13].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

  • Baudo passò a Fininvest nell'autunno del 1987 a seguito di un'accesa polemica con l'allora presidente della Rai Enrico Manca, che durante il finale di stagione di Fantastico 7 (6 gennaio 1987) lo definì «nazional popolare», aggiungendo «e non lo si prenda come un complimento»[14], cui Baudo rispose sarcasticamente che da lì in avanti si sarebbe sforzato «di fare programmi regionali e impopolari»[14].
  • Il 2 novembre 1991 subì un attacco dinamitardo alla sua casa di Santa Tecla in Sicilia da parte della mafia per averne parlato male durante una commemorazione del giudice Rocco Chinnici: Baudo venderà poi la villa anni dopo[15].
  • Nel luglio 2004 fu protagonista di una lite con la Rai, culminata con il suo licenziamento[16].
  • Come ospite nella puntata del 24 marzo 2015 di Ballarò ebbe un duro confronto con il leader della Lega Nord Matteo Salvini sul tema dell'immigrazione e della politica del Mezzogiorno, accusando il politico lombardo di presentarsi nelle regioni meridionali solo per fini elettorali[17].
  • Il 7 gennaio 2018, intervistato da Fabio Fazio nel corso della trasmissione Che tempo che fa, ha ammesso di aver chiesto e ottenuto direttamente dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini l'onorificenza di Commendatore[18] per il padre Giovanni, nonostante tale onorificenza venga concessa per ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari[19].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel gennaio 1988 decide di risolvere il contratto in esclusiva che aveva in essere con Fininvest, pagando una cospicua penale: cedette infatti a Silvio Berlusconi un palazzo nel centro di Roma, sede attuale di Medusa Film e del TG5, come dichiarato nel 2015 in un'intervista al Grand Hotel Chiambretti.
  • Nel maggio 1996, accusato di avere richiesto compensi personali extra per interpretare in modo più convincente le telepromozioni pubblicitarie (tra cui quelle del Festival di Sanremo[20], ma anche di trasmissioni come Numero Uno, Luna Park e Partita Doppia[21]), Pippo Baudo - così come Mara Venier e Rosanna Lambertucci - venne indagato dal Tribunale di Milano[22]. L'accusa in questione è quella di concussione, dal momento che Pippo Baudo guadagnò circa un miliardo di lire in nero in quattro anni da diverse ditte, tra cui la Sperlari e la Barilla[21]. Pippo venne inoltre accusato, oltre che per concussione, anche per associazione per delinquere e per altri reati[23]. I colleghi Mike Bongiorno[24] e Maurizio Costanzo[23] augurarono allora a Pippo Baudo di tirarsi fuori da questi guai. Due anni dopo patteggiò la pena di un anno e nove mesi per concussione e altri reati dopo avere risarcito il fisco e le aziende danneggiate[25].
  • Nel novembre 2013 è citato al tribunale di Pistoia per aver detto durante la trasmissione Il viaggio che l'ex sindaco di Montecatini ha sposato una donna di origini russe[26].
  • Nel settembre 2016 viene indagato per diffamazione nei confronti di Federica Gagliardi, arrestata per traffico di droga[27].
  • Nel novembre 2018 viene condannato a versare al fisco 257 mila euro a titolo di Irpef e Ilor per l'anno di imposta 1996[28].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 1988
Arcade Minore della Secolare Accademia del Parnaso Canicattinese - nastrino per uniforme ordinaria Arcade Minore della Secolare Accademia del Parnaso Canicattinese
— Canicattì

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Fiction[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Applausi... a (Radio Rai, 1961)
  • Gran Galà (Radio Rai, 1961)
  • Il mondo del varietà (Radio Rai, 1961)
  • Viaggio Azzurro (Radio Rai, 1961)
  • Motivi di Festa (Radio Rai, 1962-1964)
  • Musica all'aria aperta (Radio Rai, 1962)
  • Domenica Insieme (Radio Rai, 1962-1965)
  • Festival della canzone napoletana (Radio Rai, 1963, 1965-1966)
  • Un anno in parata (Radio Rai, 1964)
  • Caccia grossa (Radio Rai, 1965-1966)
  • Carnet d'estate (Radio Rai, 1965)
  • Carnet d'autunno (Radio Rai, 1965)
  • Ma voi capirete... (Radio Rai, 1967) - Radiocommedia
  • Le sette belle (Radio Rai, 1968)
  • Caccia alla voce (Radio Rai, 1968-1970)
  • Juke Box (Radio Rai, 1968)
  • Riusciranno gli ascoltatori a seguire questo nostro programma senza addormentarsi prima della fine? (Radio Rai, 1969)
  • Baudo...settete! (Radio Rai, 1970)
  • Braccio di Ferro (Radio Rai, 1971)
  • Bellissime (Radio Rai, 1970-1972)
  • Jockey Man (Radio Rai, 1971-1972)
  • Un complesso per telefono (Radio Rai, 1972)
  • Settimana Corta (Radio Rai, 1973)
  • Ragazzi organizzatevi (Radio Rai, 1974)
  • Voi ed Io, (Radio Rai, 1974-1975)
  • Musiche da Venezia (Radio Rai, 1975)
  • Il Domenicone (Radio Rai Sicilia, 1976)
  • Oh che peccato quanto mi dispiace (Radio Rai Sicilia, 1977)
  • Stadio quiz, (Radio Rai, 1978-1979)
  • Permette cavallo? (Radio Rai, 1982)
  • Questa è l'arena: qui è nata Maria Callas (Radio Rai, 1986)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • L'ora della fantasia (1971-1972)
  • Alle 9 sottocasa (1976)
  • L'uomo che inventò la televisione (1997)
  • Sistina Story (2014)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Brani scritti per altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Testimonial per:

  • Carne Simmenthal (1965)
  • Panettoni e snack Motta (1967-1970)
  • Biscotti Graal (1968)
  • Enalotto (1976)
  • Surgelati Althea (1979)
  • Pagine Gialle (1985)
  • Caffè Kimbo (1989-1997)
  • Bibite Tomarchio Naturà (1990)
  • Supermercati Sma (1991)
  • Campagna pubblicitaria per l'introduzione dell'Euro (2001-2002)
  • Acqua minerale Santa Croce (2003-2006)
  • Caffè Palombini (2006-2009)

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Secondo voi. Il libro dei perché, a cura di, Milano, Sperling & Kupfer, 1977.
  • Secondo voi. Manuale dei 1000 quiz televisivi. 50 anni di cronaca, politica, storia, sport, spettacoli Radio-TV, musica, letteratura, arte, scienze, con Adolfo Perani, Torino, PEA, 1977.
  • Il sorridivacanza. Pretesti da sorriso selezionati da Pippo Baudo, Milano, Rusconi, 1977.
  • Un anno in...sieme, con Giorgio Cajati, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Intervista col successo, Trento, Reverdito, 1987. ISBN 88-342-0174-4
  • La mia TV. Quarant'anni di televisione italiana, Torino, La Stampa, 1996. ISBN 88-7783-102-2
  • In scena - Conversazione con Tuccio Musumeci, di Santino Mirabella, prefazione di Pippo Baudo, Flaccovio Editore, Palermo, 2011. ISBN 88-7804-302-8, ISBN 978-88-7804-302-2
  • I politici e il controllo della televisione, con un'intervista a Pippo Baudo, di Gennaro Pesante, Historica Edizioni, Cesena 2016. ISBN 978-88-99241-67-4
  • Ecco a voi. Una storia italiana, con Paolo Conti, Milano, Solferino, 2018. ISBN 978-88-282-0066-6

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Santino Mirabella, In scena - conversazioni con Tuccio Musumeci, Palermo, Flaccovio, 2011, pp. 20-26
  2. ^ I 60 anni della tv: Settevoci lo show che lanciò Pippo Baudo
  3. ^ Micol Pedretti, I LOVE 80: 101 Cose da Sapere sui Magici Anni Ottanta. Speciale Paninari, How2 Edizioni.
  4. ^ Massimiliano Lenzi, La tv nazionalpopolare che ci Manca, Il Tempo, 6 luglio 2011.
  5. ^ Ascolti Story, dalle origini ai giorni nostri: 1987-1988-1989, tvblog.it, 27 ottobre 2015.
  6. ^ Baudo: per la Rai diedi un palazzo a Berlusconi - Corriere 2004
  7. ^ Vota La Voce
  8. ^ Baudo: il mio Sabato italiano show all'insegna dell'eleganza - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 1º marzo 2016.
  9. ^ http://www.intervisteromane.net/interviste%20pronte%203/pippo_baudo.htm
  10. ^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/11_Novembre/23/cazzullo.html
  11. ^ Presidenza regione Sicilia: Baudo rinuncia, Corriere della Sera, 10 ottobre 2005
  12. ^ Pippo Baudo: "Il Pd voleva candidarmi in Sicilia, ma io ho detto di no", Quotidiano Nazionale, 3 agosto 2012
  13. ^ L'ho inventato io! Pippo Baudo ha inventato tutto Archiviato il 23 marzo 2014 in Internet Archive. video de Le Iene
  14. ^ a b Manca: «Baudo, con lui lite storica ma poi ci ridemmo su», in la Repubblica, 5 luglio 2011. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  15. ^ Baudo choc: "Fui vittima di un regolamento di conti mafioso"
  16. ^ RCS-Corriere della Sera, Corriere della Sera - L’anno nero di Pippo. Ora è in crisi con Katia, su www.corriere.it. URL consultato il 30 novembre 2017.
  17. ^ Pippo Baudo e Matteo Salvini, rissa a Ballarò: «Vai in Sicilia solo per i voti». «Ma se tu…», in il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2015. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  18. ^ Pippo Baudo ammette di aver chiesto un'onorificenza al presidente Pertini., su quirinale.it.
  19. ^ Cenni storici dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana., su quirinale.it.
  20. ^ MANI PULITE: PIPPO BAUDO COINVOLTO INCHIESTA SANREMO, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  21. ^ a b MANI PULITE: PIPPO BAUDO INDAGATO PER CONCUSSIONE, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  22. ^ Venti mesi a Pippo Baudo - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  23. ^ a b BAUDO: COSTANZO, PER CHI LAVORA IN TV ACCUSE COME MACIGNI, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  24. ^ Franco Bagnasco, MIKE BONGIORNO: «QUANDO SCHERZI A PARTE MI CALO' UN ORSO SUL TETTUCCIO DELL'AUTO». URL consultato il 13 dicembre 2018.
  25. ^ Inchiesta telepromozioni, Baudo patteggia pena - Corriere della sera, 12.11.1998
  26. ^ Montecatini, battuta sull'ex sindaco Pippo Baudo in tribunale, su firenze.repubblica.it, 7 novembre 2013. URL consultato il 24 settembre 2016.
  27. ^ Pippo Baudo rischia il processo per diffamazione, su today.it. URL consultato il 24 settembre 2016.
  28. ^ Niente condono, Pippo Baudo dovrà versare al Fisco 257 mila euro, su agi.it.
  29. ^ conduttore negli anni 1968, 1984-1985, 1987, 1992-1996, 2002-2003, 2007-2008; ospite negli anni 2018-2019

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