Pippo Baudo

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Pippo Baudo nel 2016

Pippo Baudo, pseudonimo di Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo (Militello in Val di Catania, 7 giugno 1936), è un conduttore televisivo, conduttore radiofonico e paroliere italiano[1][2].

Ha esordito nei primi anni sessanta, divenendo uno dei presentatori televisivi di punta della Rai per tutti i decenni successivi, pur avendo lavorato per brevi periodi, senza troppa successo, anche in Mediaset. Nel corso della sua attività ha condotto numerosi varietà di successo come Settevoci, Canzonissima, Domenica in, Fantastico, Serata d'onore, Novecento e il Festival di Sanremo, di cui detiene il record di conduzioni, avendolo presentato per tredici volte tra il 1968 e il 2008. Nei suoi programmi rilancia dive musicali come Milva, Mietta, Anna Oxa e Giuni Russo, oltre ad avviare le carriere di futuri protagonisti come Beppe Grillo, Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Andrea Bocelli, Giorgia, Laura Pausini e tantissimi altri[3]. Parallelamente all'attività televisiva ha anche partecipato a diversi film e fiction, principalmente nei panni di se stesso, e ha scritto alcuni brani musicali, sfruttati soprattutto in ambito televisivo e cinematografico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo nel 1969, ai tempi di Settevoci.

Nasce a Militello in Val di Catania, in Sicilia, figlio unico dell'avvocato Giovanni Baudo (1903-1990) e della casalinga Innocenza Pirracchio (1910-1993), dove debutta sulla scena teatrale nel Cine Teatro Tempio. proprietà dell'amico di famiglia cavaliere Salvatore Tempi, intrattenendo il pubblico negli intervalli con prose e liriche e anche suonando il pianoforte. Si diploma al Liceo Classico "Bonaventura Secusio" di Caltagirone e si laurea in giurisprudenza all'Università degli Studi di Catania. Nell'ultimo anno di liceo, assieme ai compagni di classe, mette in scena la commedia L'ex alunno di Giovanni Mosca, mentre durante il corso di studi universitari conosce Tuccio Musumeci e insieme intraprendono la strada dello spettacolo: Musumeci in qualità di comico e Baudo nelle vesti di spalla e presentatore[4].

Si interessa a vari generi di spettacolo e, sebbene consegua la laurea in legge, non eserciterà mai alcuna professione forense. La sera prima della seduta di laurea, come ha lui stesso più volte raccontato in televisione, presenta a Chiaramonte Gulfi il concorso di bellezza "Miss Sicilia", ripartendo all'alba dopo aver ottenuto un passaggio su un camioncino, sdraiato in mezzo a frutta e verdura, e arrivando quindi a Catania appena in tempo per conseguire la laurea in giurisprudenza. Alla fine degli anni cinquanta entra come pianista e cantante nell'Orchestra Moonlight con cui, nel 1959, esordisce in televisione durante il varietà La conchiglia d'oro, programma condotto da Enzo Tortora.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora a Sabato sera nel 1967.

Agli inizi degli anni sessanta esordisce come conduttore televisivo per le trasmissioni Guida degli emigranti, Primo piano e Telecruciverba, oltre a kermesse musicali quali il Festival calabrese della Canzone Italiana di Vibo Valentia nel 1961, il Gran Festival di Piedigrotta nel 1962, il CantaItalia nel 1964 e il Festival di Napoli nel 1963, 1965 e 1966.

Un evento fortuito, la bobina con la prevista puntata del telefilm Le avventure di Rin Tin Tin che non perviene in tempo per essere trasmessa il 6 febbraio di quest'ultimo anno, costringe la Rai a trasmettere la puntata pilota di Settevoci, che era stata registrata a Milano e poi giudicata «intrasmissibile» dai vertici dell'azienda. Invece la trasmissione si rivela un successo e valse per quattro anni la riproposizione del programma, determinando il decollo improvviso della sua carriera[5]. Nel 1967 conduce la trasmissione Eccetera, eccetera insieme a Gino Bramieri e Marisa Del Frate e nel 1968 presenta per la prima volta il Festival di Sanremo accanto a Luisa Rivelli; nello stesso anno è anche il conduttore di Un disco per l'estate, manifestazione che aveva già battezzato quattro anni prima e che presenterà ancora nel 1969, 1986, 1992 e 1993.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo con Mita Medici, durante Canzonissima (1973)

Segue il modello delle figure storiche della televisione italiana, Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora, con cui si esibì in un celebre numero nella trasmissione Sabato sera, condotta da Mina nel 1967; proprio da Corrado da cui si recò per partecipare al programma radiofonico Rosso e nero, Baudo ha poi ereditato Canzonissima, di cui presenta l'edizione 1972 accanto a Loretta Goggi e quella del 1973 accanto a Mita Medici.

Nel 1975 è conduttore del gioco a premi Spaccaquindici, che sostituisce nel palinsesto del Secondo Programma lo storico Rischiatutto di Mike Bongiorno; lo stesso anno è alla guida del quiz domenicale abbinato alla Lotteria Italia Un colpo di fortuna accanto a Paola Tedesco e l'anno dopo è la volta di Chi?, altro quiz trasmesso all'interno di Domenica in di Corrado, in cui Baudo è affiancato da Elisabetta Virgili e nel 1977, sempre nello stesso contenitore domenicale, è la volta di Secondo voi, il suo primo programma a colori, altro quiz sempre abbinato alla lotteria Italia, in cui lancia Jinny Steffan, Fioretta Mari, Tullio Solenghi e Beppe Grillo.

Nel 1979 conduce il varietà del sabato sera Luna Park, in cui è affiancato da Tina Turner, che vede il debutto televisivo della soubrette italo-americana Heather Parisi e, nell'autunno dello stesso anno, succede nuovamente a Corrado al timone di Domenica in, programma con cui Baudo arriverà alla definitiva consacrazione, conducendolo fino al 1985[6].

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento della televisione privata collabora all'avvio dell'emittente catanese Antenna Sicilia per la programmazione del palinsesto e presentando personalmente alcuni spettacoli tra cui, per diversi anni, il Festival della nuova canzone siciliana e I siculissimi, insieme a Tuccio Musumeci. Inoltre conduce nel 1982 la kermesse musicale estiva Vota la voce in onda su Canale 5 e dalla primavera 1983 all'anno successivo conduce per due edizioni su Rete 4, allora di proprietà della Mondadori, il gioco a premi Un milione al secondo in onda nella prima serata del giovedì ed in seguito in quella del martedì.

Anna Oxa e Pippo Baudo, conduttori insieme a Cannelle del Festival di Sanremo 1994

Dal 1984 al 1986 conduce tre edizioni di Fantastico, storico varietà del sabato sera di Rai 1, in cui tiene a battesimo showgirl come Lorella Cuccarini, Alessandra Martines, Galyn Görg e attori come Manlio Dovì, Tosca D'Aquino, Carlo Frisi, Nina Soldano, ballerini come Francesca Sposi e il soprano Cecilia Bartoli. Tutte e tre le edizioni registreranno alti ascolti, sbaragliando la concorrenza di Canale 5[7]. Alla conduzione di Fantastico, in onda nella stagione autunnale, alterna, in quel periodo, quella di Serata d'onore, varietà in onda il venerdì sera sempre su Rai 1, trasmesso nella primavera dal 1983 al 1986.

Sempre a metà anni ottanta è alla guida di tre edizioni del Festival di Sanremo (1984, 1985, 1987): la finale di quest'ultimo festival registrò la media di oltre 17 milioni di telespettatori, record rimasto ancora oggi imbattuto[8]. Nell'autunno del 1987 firma con la Fininvest un contratto in esclusiva di tre anni e viene nominato direttore artistico di Canale 5 iniziando a condurre il varietà Festival accanto a Lorella Cuccarini (soubrette da lui lanciata a Fantastico), in onda il venerdì sera su Canale 5. Nello stesso periodo condusse, sempre su Canale 5, anche la rubrica Tu come noi all'interno del contenitore domenicale La giostra.

Il successo di Festival però è di molto inferiore alle aspettative prefissate e nel gennaio 1988 Baudo, terminata la trasmissione, decide di rescindere il contratto in esclusiva che aveva in essere con Fininvest, pagando una cospicua penale e restando inattivo per un anno come prevedeva una clausola del contratto in caso di rescissione. L'anno dopo rientrò in Rai grazie all'intervento dell'amico Ciriaco De Mita[9], allora Presidente del Consiglio, ricominciando da Rai 2 con una nuova edizione di Serata d'onore.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo tra Claudia Koll e Anna Falchi, conduttori del Festival di Sanremo 1995

Una volta ritornato alla guida di Domenica in nella stagione 1991-1992, nei primi anni novanta viene nominato direttore artistico di Rai 1 ed è in tale veste che nel 1994 idea e conduce, assieme ad altri conduttori di punta dell'azienda, il quiz Luna Park, grazie a cui riesce a risollevare dopo anni la fascia preserale della rete, superando in poco tempo negli ascolti il quiz di Canale 5 La ruota della fortuna di Mike Bongiorno, che da anni dominava quello slot orario. Sempre in questo periodo è alla guida anche di altri programmi di successo della prima serata di Rai 1 come Gran premio e Fantastico 90 (1990), Partita doppia (1992-1993), Numero Uno (1994-1995) ed i varietà Papaveri e papere (1995) e Mille lire al mese (1996), entrambi condotti in coppia con Giancarlo Magalli.

Dal 1992 al 1996 conduce con enorme riscontro di pubblico e critica cinque edizioni consecutive del Festival di Sanremo, diventandone anche direttore artistico delle ultime tre. Nel 1997 esordisce a teatro, dove lavora con Garinei e Giovannini nel musical L'uomo che inventò la televisione. Lo stesso anno torna a Mediaset, ma anche questa seconda esperienza si rivela poco positiva: lo show d'esordio su Canale 5 Una volta al mese è un flop, così come il primaverile La canzone del secolo; non andrà meglio neanche con Tiramisù, varietà in onda nell'autunno di quell'anno, sebbene nell'estate 1998 egli torni a condurre Vota la voce[10]. Pertanto nel 1999 Baudo rientra a Rai 3 con la conduzione di Giorno dopo giorno, quiz pomeridiano che ripercorre gli eventi principali del XX secolo, adattato per la prima serata con il titolo di Novecento, con ben quattro edizioni all'attivo tra il 2000 e il 2010.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002, dopo l'insuccesso dell'edizione precedente, viene chiamato al Festival di Sanremo che raggiunge buoni risultati per cui viene confermato per quella dell'anno successivo che non avrà lo stesso successo. Sempre nel 2003 conduce su Rai 3 il programma Cinquanta. Storia della TV di chi l'ha fatta e di chi l'ha vista, che si concluderà con un grande show in prima serata intitolato Buon compleanno TV, trasmesso dalla Rai a reti unificate il 3 gennaio 2004, giorno del cinquantesimo anniversario dall'inizio ufficiale delle trasmissioni televisive in Italia.

Nel 2005 rientra su Rai 1 con il varietà Sabato italiano[11], che però non riesce a superare gli ascolti della concorrenza di Mediaset: nello stesso anno tuttavia torna per l'ottava volta alla conduzione di Domenica in, essendogli stato affidato il preserale Ieri, oggi e domani (poi 7 giorni, dall'autunno 2008), per cui verrà confermato anche nelle quattro stagioni successive con ottimi risultati: nella puntata del 13 novembre 2005, con ospiti Roberto Benigni e Claudio Baglioni, il programma viene seguito da oltre 10 milioni di telespettatori e in quella del 27 dicembre 2009 da oltre 4 milioni di telespettatori con punte del 32% di share.

Nel 2007 per la dodicesima volta torna a condurre il Festival di Sanremo, conquistando il primato tra i presentatori della kermesse: nonostante le polemiche per gli elevati compensi, grazie agli alti ascolti nel 2008 lo presenta nuovamente, ma senza il successo dell'edizione precedente. Ottiene bassi ascolti riproponendo in autunno Serata d'onore il sabato sera su Rai 1, venendo sconfitto dalla forte concorrenza di Maria De Filippi con il suo programma C'è posta per te.

Sempre sulla stessa rete, a dicembre 2009 invece conduce il Gran Galà del Made in Italy, l'Oscar alle eccellenze italiane scritto da Nicola Paparusso che ottenne la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica. Il 18 dello stesso mese viene invitato a I migliori anni , lo spettacolo condotto da Carlo Conti ancora in prima serata su Rai 1, per celebrare i suoi cinquant'anni di attività televisiva, oltre che come anello di chiusura della trasmissione di rievocazione dei ricordi musicali del ventesimo secolo.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo nel 2011

Nel 2011 è di nuovo in onda su Rai 1 per condurre insieme a Bruno Vespa Centocinquanta, il programma dedicato al centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia: la trasmissione dopo il successo della prima puntata (con il 24% di share), raccoglie ascolti modesti e quindi viene chiusa anzitempo alla quarta puntata, contraddistinta dai palesi dissapori tra i due conduttori durante la diretta.

Dopo aver condotto eccezionalmente su Italia 1 la puntata di Le Iene dell'8 marzo 2012 accanto ad Ilary Blasi ed Enrico Brignano per sostituire Alessandro Gassmann, nell'autunno dello stesso anno torna in prima serata su Rai 3 con il programma Il viaggio, che ripropone nell'estate 2013.

Nel 2014 e nel 2015 ricopre insieme ad Amanda Lear e Yuri Chechi il ruolo di giurato a Si può fare!, talent show condotto da Carlo Conti, e approda a San Marino RTV per condurre la trasmissione Una serata sul Titano. Inoltre il 20 maggio 2014 apre lo show-evento Stasera Laura: ho creduto in un sogno di Laura Pausini e il 20 luglio 2015 conduce una puntata della rubrica estiva di Rai 1 Techetechetè.

Così nella stagione 2015-2016 per la prima volta dopo oltre 50 anni di carriera non presenta alcuna trasmissione, ma si limita ad intervenire come ospite in alcuni programmi ed in particolare in più occasioni al talk show di Rai 3 Ballarò: libero dagli impegni televisivi, aumenta notevolmente il numero di partecipazioni a serate, convegni, manifestazioni, gala di beneficenza e presentazioni di libri in giro per l'Italia. Il 7 giugno 2016, in occasione del suo 80º compleanno, interviene alla prima serata dei Wind Music Awards, condotti da Carlo Conti e Vanessa Incontrada, dove viene festeggiato dal pubblico dell'Arena di Verona.

A tre anni dalla sua ultima conduzione sulla televisione di Stato, nella stagione 2016-2017 torna a presentare Domenica in per la tredicesima volta (suo il record di edizioni condotte) e prende parte al programma di Rai 2 I fatti vostri con una rubrica quindicinale dal titolo Storie di televisione, all'interno della quale ripercorre la storia della Rai e dei suoi personaggi e programmi più celebri; mentre nel 2018 rientra alla guida di Sanremo Giovani in coppia con Fabio Rovazzi: l'aveva già infatti condotto nel 1993, 1994, 1995 e 2001, affiancato rispettivamente da Elisabetta Ferracini, Gloria Zanin, Luana Ravegnini e Vanessa Incontrada.

Il 7 giugno 2019 viene celebrato con uno show-evento su Rai 1 intitolato Buon compleanno... Pippo, in cui Baudo festeggia 83 anni di età e 60 anni di carriera televisiva: alla serata furono presenti numerosi ospiti, tra i quali Al Bano e Romina Power, Jovanotti, Lorella Cuccarini, Ficarra e Picone, Laura Pausini e Fiorello.

Anni duemilaventi[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 giugno 2020, in occasione degli 84 anni compiuti una settimana prima, diventa per un giorno direttore di Rai Storia, realizzando e firmando un palinsesto ad hoc che ha coperto la fascia oraria 09:00-24:00.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Baudo ha due figli: Alessandro, avuto da Mirella Adinolfi, nato nel 1962 e riconosciuto dal presentatore nel 1996 dopo una breve vicenda legale, e Tiziana, oggi sua segretaria e assistente, nata nel 1970 dal suo matrimonio con Angela Lippi. È inoltre nonno di Nicholas e Nicole (2010), gemelli figli di Tiziana, e di Sean (1990), figlio di Alessandro, che sempre nel 2010 lo ha reso bisnonno. Vive da anni a Roma[12][13]. Dopo una relazione di sette anni con Alida Chelli e una più breve con Adriana Russo, il 18 gennaio 1986 si sposa in seconde nozze con la cantante lirica italiana Katia Ricciarelli, da cui si separa nel 2004 per poi divorziare nel 2007.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo è stato direttore artistico e Presidente del Teatro Stabile di Catania, nonché direttore artistico della Rai. La costante presenza televisiva e il notevole successo dei suoi programmi gli hanno valso l'appellativo di "Super Pippo". Nel 2005 declina l'invito del centrosinistra siciliano a rappresentare il candidato a governatore dell'isola per le elezioni regionali del 2006,[14] candidatura che accetterà poi Rita Borsellino. Anche nel 2012 il centrosinistra offre a Baudo la candidatura alla presidenza della Regione Siciliana in vista delle elezioni anticipate dell'autunno dello stesso anno, ma il conduttore catanese rifiuta per la seconda volta[15].

Talent-scout di lungo corso, ha scoperto tra gli altri Al Bano, Beppe Grillo, Tullio Solenghi, Heather Parisi, Barbara D'Urso, Eros Ramazzotti, Lorella Cuccarini, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia, Irene Grandi, Michelle Hunziker, Gianluca Grignani, Gigi D'Alessio, Anna Tatangelo, Fabrizio Moro e Bianca Guaccero. Fu lui a scoprire le doti di soubrette di Loretta Goggi, sebbene questa fosse già celebre come attrice di sceneggiati televisivi. Ha riconosciuto di aver fatto l'errore di scartare Fiorello a un provino[16][17].

Per le numerose persone introdotte nel mondo dello spettacolo, quando durante spettacoli comici o in vignette viene fatta una parodia del presentatore, gli si fa pronunciare la frase "L'ho inventato io...." in riferimento ai tanti attori, comici, cantanti e showgirl di successo da lui lanciati nel corso degli anni[18].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Pippo Baudo nel 1999
  • Baudo passò a Fininvest nell'autunno del 1987 a seguito di un'accesa polemica con l'allora presidente della Rai Enrico Manca, che durante il finale di stagione di Fantastico 7 (6 gennaio 1987) lo definì «nazional popolare», aggiungendo «e non lo si prenda come un complimento»[19], cui Baudo rispose sarcasticamente che da lì in avanti si sarebbe sforzato «di fare programmi regionali e impopolari»[19].
  • Il 2 novembre 1991 subì un attacco dinamitardo alla sua casa di Santa Tecla in Sicilia da parte della mafia per averne parlato male durante una commemorazione del giudice Rocco Chinnici: Baudo venderà la villa anni dopo[20].
  • Nel luglio 2004 fu protagonista di una lite con la Rai, culminata con il suo licenziamento[21].
  • Come ospite nella puntata del 24 marzo 2015 di Ballarò ebbe un duro confronto con il leader della Lega Nord Matteo Salvini sul tema dell'immigrazione e della politica del Mezzogiorno, accusando il politico lombardo di presentarsi nelle regioni meridionali solo per fini elettorali[22].
  • Il 7 gennaio 2018, intervistato da Fabio Fazio nel corso della trasmissione Che tempo che fa, ha ammesso di aver chiesto e ottenuto direttamente dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini l'onorificenza di Commendatore[23] per il padre Giovanni,[24] sebbene questa onorificenza venga concessa per ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari[25].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel gennaio 1988 decide di recedere dal contratto in esclusiva che aveva in essere con Fininvest, pagando una cospicua penale: infatti cedette a Silvio Berlusconi un palazzo nel centro di Roma, sede attuale di Medusa Film e del TG5, come dichiarato nel 2015 in un'intervista al Grand Hotel Chiambretti.
  • Nel maggio 1996, accusato di avere richiesto compensi personali extra per interpretare in modo più convincente le telepromozioni pubblicitarie, tra cui quelle del Festival di Sanremo[26], di Numero Uno, di Luna Park e di Partita Doppia[27], Pippo Baudo venne indagato dal Tribunale di Milano[28]. Con lui furono anche indagate Mara Venier e Rosanna Lambertucci. L'accusa in questione è quella di concussione, dal momento che in quattro anni Pippo Baudo incassò circa un miliardo di lire in nero da diverse ditte, tra cui la Sperlari e la Barilla[27]. Baudo venne accusato, oltre che per concussione, per associazione per delinquere e per altri reati[29]. I colleghi Mike Bongiorno[30] e Maurizio Costanzo[29] augurarono allora a Pippo Baudo di tirarsi fuori da questi guai. Due anni dopo Baudo patteggiò la pena di un anno e nove mesi per concussione e altri reati dopo avere risarcito il fisco e le aziende danneggiate[31].
  • Nel novembre 2013 è stato citato al tribunale di Pistoia per aver detto durante la trasmissione Il viaggio che l'ex sindaco di Montecatini si è separato dalla moglie e ha sposato una donna di origini russe[32].
  • Nel settembre 2016 viene indagato per diffamazione nei confronti di Federica Gagliardi, arrestata per traffico di droga[33].
  • Nel novembre 2018 viene condannato a versare al fisco 257 mila euro a titolo di Irpef e Ilor per l'anno di imposta 1996[34].

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Applausi... a (Radio Rai, 1961)
  • Gran Galà (Radio Rai, 1961)
  • Il mondo del varietà (Radio Rai, 1961)
  • Viaggio Azzurro (Radio Rai, 1961)
  • Motivi di Festa (Radio Rai, 1962-1964)
  • Musica all'aria aperta (Radio Rai, 1962)
  • Domenica Insieme (Radio Rai, 1962-1965)
  • Festival della canzone napoletana (Radio Rai, 1963, 1965-1966)
  • Un anno in parata (Radio Rai, 1964)
  • Caccia grossa (Radio Rai, 1965-1966)
  • Carnet d'estate (Radio Rai, 1965)
  • Carnet d'autunno (Radio Rai, 1965)
  • Ma voi capirete... (Radio Rai, 1967) - Radiocommedia
  • Le sette belle (Radio Rai, 1968)
  • Caccia alla voce (Radio Rai, 1968-1970)
  • Juke Box (Radio Rai, 1968)
  • Riusciranno gli ascoltatori a seguire questo nostro programma senza addormentarsi prima della fine? (Radio Rai, 1969)
  • Baudo...settete! (Radio Rai, 1970)
  • Braccio di Ferro (Radio Rai, 1971)
  • Bellissime (Radio Rai, 1970-1972)
  • Jockey Man (Radio Rai, 1971-1972)
  • Un complesso per telefono (Radio Rai, 1972)
  • Settimana Corta (Radio Rai, 1973)
  • Ragazzi organizzatevi (Radio Rai, 1974)
  • Voi ed Io, (Radio Rai, 1974-1975)
  • Musiche da Venezia (Radio Rai, 1975)
  • Il Domenicone (Radio Rai Sicilia, 1976)
  • Miss Italia (Radio Rai, 1976)
  • Oh che peccato quanto mi dispiace (Radio Rai Sicilia, 1977)
  • Stadio quiz, (Radio Rai, 1978-1979)
  • Permette cavallo? (Radio Rai, 1982)
  • Questa è l'arena: qui è nata Maria Callas (Radio Rai, 1986)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Fiction[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • L'ora della fantasia (1971-1972)
  • Alle 9 sottocasa (1976)
  • L'uomo che inventò la televisione (1997)
  • Sistina Story (2014)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Brani scritti per altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Testimonial per:

  • Carne Simmenthal (1965)
  • Panettoni e snack Motta (1967-1970)
  • Biscotti Graal (1968)
  • Enalotto (1976)
  • Surgelati Althea (1979)
  • Pagine Gialle (1985)
  • Caffè Kimbo (1989-1997)
  • Bibite Tomarchio Naturà (1990)
  • Supermercati Sma (1991)
  • Campagna pubblicitaria per l'introduzione dell'Euro (2001-2002)
  • Acqua minerale Santa Croce (2003-2006)
  • Caffè Palombini (2006-2009)

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Secondo voi. Il libro dei perché, a cura di, Milano, Sperling & Kupfer, 1977.
  • Secondo voi. Manuale dei 1000 quiz televisivi. 50 anni di cronaca, politica, storia, sport, spettacoli Radio-TV, musica, letteratura, arte, scienze, con Adolfo Perani, Torino, PEA, 1977.
  • Il sorridivacanza. Pretesti da sorriso selezionati da Pippo Baudo, Milano, Rusconi, 1977.
  • Un anno in...sieme, con Giorgio Cajati, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Intervista col successo, Trento, Reverdito, 1987. ISBN 88-342-0174-4
  • La mia TV. Quarant'anni di televisione italiana, Torino, La Stampa, 1996. ISBN 88-7783-102-2
  • In scena - Conversazione con Tuccio Musumeci, di Santino Mirabella, prefazione di Pippo Baudo, Flaccovio Editore, Palermo, 2011. ISBN 88-7804-302-8, ISBN 978-88-7804-302-2
  • I politici e il controllo della televisione, con un'intervista a Pippo Baudo, di Gennaro Pesante, Historica Edizioni, Cesena 2016. ISBN 978-88-99241-67-4
  • Ecco a voi. Una storia italiana, con Paolo Conti, Milano, Solferino, 2018. ISBN 978-88-282-0066-6

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 1988
Arcade Minore della Secolare Accademia del Parnaso Canicattinese - nastrino per uniforme ordinaria Arcade Minore della Secolare Accademia del Parnaso Canicattinese
— Canicattì

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Telegatti[modifica | modifica wikitesto]

Premio Regia Televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cose che forse non sapete su Pippo Baudo, in Il Post, 7 giugno 2016. URL consultato il 13 marzo 2020 (archiviato il 14 febbraio 2018).
  2. ^ Barbara Marinello, Pippo Baudo chi è carriera e vita privata del presentatore, in Meteo week, 13 febbraio 2020. URL consultato il 13 marzo 2020 (archiviato il 24 maggio 2020).
  3. ^ Andrea Butera, L’ho inventato io! La playlist per il compleanno di Pippo Baudo con tutte le sue stelle e scoperte, su oaplus.it, 7 giugno 2020.
  4. ^ Santino Mirabella, In scena - conversazioni con Tuccio Musumeci, Palermo, Flaccovio, 2011, pp. 20-26
  5. ^ Giancarlo Leone, Il programma che lanciò Pippo Baudo, su maridacaterini.it, 4 gennaio 2014. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato l'11 gennaio 2014).
  6. ^ Micol Pedretti, I LOVE 80: 101 Cose da Sapere sui Magici Anni Ottanta. Speciale Paninari (con le foto originali del periodo), HOW2 Edizioni, 24 giugno 2015. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 25 settembre 2018).
  7. ^ Massimiliano Lenzi, La tv nazionalpopolare che ci Manca, su IL TEMPO.it, 7 luglio 2011. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 4 febbraio 2016).
  8. ^ Hit, Ascolti Story, dalle origini ai giorni nostri: 1987-1988-1989, su tvblog.it, 27 ottobre 2015. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato il 30 novembre 2015).
  9. ^ Paolo Conti, Baudo: per la Rai diedi un palazzo a Berlusconi, su CORRIERE DELLA SERA.it, 2 agosto 2004. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2014).
  10. ^ Vota la voce, su massimoemanuelli.com. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 2 ottobre 2008).
  11. ^ Baudo: il mio Sabato italiano show all'insegna dell'eleganza, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 1º marzo 2016 (archiviato il 6 marzo 2016).
  12. ^ Intervista e foto di Gianfranco Gramola, Pippo Baudo (presentatore), su intervisteromane.net, 18 aprile 2004. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 17 novembre 2015).
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  22. ^ Pippo Baudo e Matteo Salvini, rissa a Ballarò: «Vai in Sicilia solo per i voti». «Ma se tu...», in il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2015. URL consultato il 5 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2015).
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    «Un padre (di Pippo Baudo) peraltro amato e rispettato, per il quale aveva chiesto e ottenuto, dall'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, l'onorificenza di Commendatore».
  25. ^ Cenni storici dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, su Presidenza della Repubbica. URL consultato il 1º febbraio 2020 (archiviato il 14 luglio 2016).
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  30. ^ Franco Bagnasco, MIKE BONGIORNO: «QUANDO SCHERZI A PARTE MI CALO' UN ORSO SUL TETTUCCIO DELL'AUTO». URL consultato il 13 dicembre 2018.
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  34. ^ Niente condono, Pippo Baudo dovrà versare al Fisco 257 mila euro, su AGI - Agenzia Giornalistica Italia, 22 novembre 2018 (archiviato il 15 dicembre 2018).

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