Lello Arena

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Raffaele Arena, conosciuto come Lello (Napoli, 1º novembre 1953), è un cabarettista, attore e doppiatore italiano, esponente della nuova comicità napoletana (portata alla ribalta dal gruppo teatrale La Smorfia nella seconda metà degli anni settanta), assieme a Massimo Troisi ed Enzo Decaro.

Nel 2006 si è sposato con Francesca Taviani, figlia del famoso regista Vittorio Taviani, dalla quale ha avuto un figlio (Leonardo) nel 2003.

Da un precedente matrimonio ha avuto la prima figlia Valentina, oggi anche lei attrice e cantante molto affermata nonostante la giovane età.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di due impiegati alla manifattura tabacchi, Lello Arena si trasferì, all'età di dodici anni, da Napoli a San Giorgio a Cremano. Affascinato già da bambino dall'arte, Arena non era felice del trasloco: «Sono appena dieci chilometri di distanza, ma nel primo periodo li ho maledetti, li ho accusati di egoismo, di volermi rovinare la vita, di volermi assassinare, da quello che consideravo il centro, mi portavano in periferia. E invece stavano costruendo il mio futuro, un futuro di passioni, ideali, cinema. Che non sarebbe mai stato possibile se non avessi avuto la possibilità di incontrare Massimo». L'incontro con l'amico fu a tredici anni, durante uno spettacolo teatrale nel teatro parrocchiale della Chiesa di Sant'Anna[1].

Il trio la Smorfia in una foto degli anni settanta

Accantonata la sua carriera di rugbista professionista in Serie D,[1] Arena dedicò anima e corpo al teatro, spinto soprattutto dall'amico Troisi[1]. Insieme a quest'ultimo e altri amici (tra cui Enzo Decaro) formò il gruppo Rh-Negativo, inaugurando un nuovo tipo di teatro che attingeva alla farsa napoletana e al cabaret[2]. Il consenso del pubblico ottenuto al teatro non compensava però lo stile di vita dell'artista e dei suoi compagni: il gruppo, durante gli inizi spesso non veniva neanche pagato e recitava quasi esclusivamente per gusto e per passione. Non potevano neanche permettersi abiti eleganti e accessori raffinati. Il tutto era quindi svolto in maniera volutamente grossolana, con scene e costumi piuttosto scarni ed essenziali[3].

Nel 1977 il gruppo (rinominato I saraceni e successivamente La Smorfia) si assottigliò e rimasero oltre ad Arena, solo Troisi e Decaro. Il trio esordì prima al Teatro San Carluccio di Napoli, grazie all'improvviso forfait di Leopoldo Mastelloni[2][4], poi approdò al cabaret romano La Chanson e alla trasmissione radiofonica Cordialmente insieme[5]. Infine, notato da Enzo Trapani e da Giancarlo Magalli, esordì nel programma televisivo "Non stop"[4]. La Smorfia approdò anche in "Luna Park", il programma del sabato sera condotto da Pippo Baudo, e rimase attivo dal 1969 fino all'inizio degli anni ottanta, mettendo in scena una vasta gamma di sketch[6]. Tra i più memorabili resta l'Annunciazione, quando Arena vestiva i panni dell'Arcangelo Gabriele che entrava in scena, in maniera molto teatrale, con il celebre tormentone «Annunciaziò annunciaziò»[7].

Nel 1981 Massimo Troisi lo chiamò ad interpretare il personaggio di Lello, l'amico invadente del protagonista Gaetano (interpretato dallo stesso Troisi), nel film di grande successo di pubblico e critica, Ricomincio da tre (1981). Nel 1982 è protagonista assoluto del film di Lodovico Gasparini No grazie, il caffè mi rende nervoso, in cui interpreta Michele, un giornalista che, condizionato da un raptus, il cui movente sta nel totale rifiuto di una Napoli da allontanare dai soliti stereotipi, inizia ad uccidere i partecipanti del Primo Festival Nuova Napoli (tra cui Massimo Troisi e James Senese). Il film, divenuto un vero e proprio cult, appassionò molti spettatori e Arena, nel 2014, ha annunciato l'esistenza di una sceneggiatura per un seguito, tuttora non ancora concretizzatosi nelle sale[8]. Nello stesso anno partecipò come comparsa al mediometraggio Morto Troisi, viva Troisi!, in cui Troisi inscena la sua morte prematura, recitando nei panni dell'Angelo Custode del defunto attore[9]. Nel 1983 giocò un ruolo importante nel secondo film di Troisi, Scusate il ritardo (1983), dove impersonò le manie e le nevrosi di chi è stato lasciato dalla fidanzata[10]. Per questo ruolo venne anche premiato con il David di Donatello per il miglior attore non protagonista.

Dopo altri film con grandi protagonisti del cinema italiano come Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Carlo Verdone, si cimentò nella regia e nella sceneggiatura con Chiari di luna (1988), nella televisione con Il principe azzurro e, dopo un periodo di inattività cinematografica, dopo la prematura morte dell'amico e compagno d'arte Massimo Troisi (1994), tornò al cinema con Facciamo paradiso. Successivamente, nel 1997 condusse insieme a Massimo Lopez ed Elenoire Casalegno la quinta edizione di Scherzi a parte, che ottenne grandi risultati d'ascolto.

Nel 1993 pubblicò il libro "I segreti del sacro papiro del sommo Urz" , misto di riflessioni sulla vita camuffate nelle vicende di se stesso. Nel 2003 diede la voce a Pulcinella nel film d'animazione Totò Sapore e la magica storia della pizza e l'anno successivo, mentre al teatro recitava in Georges Dandin di Molière, prese parte alla fiction su Luisa Sanfelice, in cui interpretò lo sbirro della regina Maria Carolina.

L'8 luglio 2009 ricevette il premio alla carriera Massimo Troisi[11].

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Lello Arena ha collaborato anche come sceneggiatore per storie a fumetti di Lupo Alberto e Topolino con l'autore Francesco Artibani, con il quale ha scritto anche il testo teatrale Un bel giorno a Santastella....

Ha anche scritto un romanzo per ragazzi, I segreti del sacro papiro del sommo Urz.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Arena nel ruolo del re Alboino in Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (1984)

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Alessandro Ferrucci, Lello Arena: “I miei sessant'anni tra Troisi, manganelli, comunisti e mezze aragoste”, in ilfattoquotidiano.it, 21 ottobre 2013.
  2. ^ a b Paradiso... non potevi attendere?, pp. 12-13
  3. ^ Cocciardo, pp. 45-46
  4. ^ a b La SmorfiaLa Smorfia, sfogliando i giornali d'epoca - Le buone azioni di mamma Rai, pag. IX
  5. ^ La vis espressiva di Massimo Troisi, un napoletano doc, in La Repubblica, 5 giugno 2014.
  6. ^ La SmorfiaLa Smorfia, sfogliando i giornali d'epoca - Massimo parla di Massimo, Lello ed Enzo, pag. VI
  7. ^ Paradiso... non potevi attendere?, p. 14
  8. ^ Mario Basile, Lello Arena si confessa a San Mauro Cilento, in La Repubblica, 15 agosto 2014.
  9. ^ Paradiso... non potevi attendere?, pp. 62-63
  10. ^ Paradiso... non potevi attendere?, pp. 65-66
  11. ^ Premio Massimo Troisi alla carriera a Lello Arena in una giornata pregna di ricordi ed emozioni, in teatroespettacolo.org, 8 luglio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lello Arena, Enzo Decaro, Massimo Troisi, Stefania Tondo e Fabrizio Coscia, La Smorfia, Einaudi Editore, 1997, ISBN 978-88-06-14407-4.
  • Paradiso... non potevi attendere?, EMME Edizioni, 1994.

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