Lupo Alberto

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Lupo Alberto
fumetto
Lupo Alberto 2.gif
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Autore Silver
Editore McK Publishing
1ª edizione febbraio 1974
Periodicità mensile
Genere umoristico

Lupo Alberto è un personaggio immaginario protagonista di una serie a fumetti creata da Silver nel 1973[1][2]. Inizialmente il nome della serie era "La fattoria McKenzie" e Lupo Alberto non era il protagonista unico ma un personaggio tra i tanti come la fidanzata Marta la gallina e il cane da guardia Mosé[3][4]. La serie venne realizzata per un decennio nel formato a strisce per poi passare nel 1984 al formato a tavole che grazie al maggior numero di vignette permette di sviluppare meglio le vicende narrate[3]. Ai personaggi dei fumetti sono ispirate due serie di cartoni animati[2][5] e alcuni videogame[6]; il protagonista è stato testimonial di molte campagne sociali[2] e oggetto di un vasto merchandising che ha toccato innumerevoli settori[2].

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lupo Alberto (personaggio).

Alberto è un lupo innamorato della gallina Marta che lo corrisponde ma il loro amore è contrastato dal cane Mosè, messo a guardia del pollaio della fattoria Mckenzie dove vive anche Marta[2][3][5]. Lupo Alberto vive da solo nel bosco su una collina nei pressi della fattoria[7] e inizialmente non si avvicinava al pollaio sola per rapire la sua fidanzata ma anche per mangiare le altre galline[8].

Le vicende di Alberto sono ambientate nella fattoria McKenzie e gli animali protagonisti della serie hanno comportamenti umani e caratteristiche antropomorfe[5]. Oltre alla fidanzata Marta e al cane da guardia Mosè ci sono tra glialtri anche Glicerina il papero, Alcide il maiale, Krug il toro, Ludovico il cavallo. Ci sono poi i vicini di casa come Enrico la talpa e sua moglie Cesira e comprimari occasionali che vengono dalla città o vivono nelle prossimità della fattoria come Alice, Silvietta, Odoardo e altri personaggi senza un'identità precisa come a esempio alcuni parenti della gallina Marta[8]. Marta, la sua eterna fidanzata, cerca di spingerlo al matrimonio ma lui non ne vuole sapere. Nonostante il suo amore per la gallina in più occasioni ha perso la testa per altre quali a esempio Alianorah (strisce dalla n°361 alla n°430)[7]. Frequenti sono le interazioni di Lupo Alberto con Enrico La Talpa, un comprimario che molto spesso diventa un vero e proprio protagonista della serie[7][9], il quale lo coinvolge in avventure di vario genere come nelle strisce dalla n° 762 alla n° 908 quando Enrico si dichiara gay e organizza una campagna a difesa dei diritti civili e Lupo Alberto si schiera con lui al fianco della talpa seppur con qualche imbarazzo[7][8]. Graficamente il personaggio era inizialmente più tozzo e a forma di pera con orecchie più piccole e naso po' più schiacciato di come diverrà successivamente subendo nel tempo una evoluzione grafica sia per la tipologia di tratto che per la forma dei personaggi[7][10]. Caratterialmente rimane molto simile nel tempo mantenendo un'indole allegra, grintosa e indipendente[7].

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Lupo Alberto.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio avrebbe dovuto esordire nel 1973 con una striscia dal titolo “La fattoria dei Mackenzie” sulle pagine del primo numero della rivista Undercomics dell'Editoriale Dardo[1][2] per la quale era stato creato ma rimane inedito fino all'anno successivo quando viene pubblicato sul Corriere dei ragazzi[11][12] sul quale la striscia viene ribattezzata con il nome del protagonista e pubblicata con regolarità dal 1974[2][5]. Dal 1976 compare anche su Eureka dell'Editoriale Corno e su altre riviste non a fumetti e su volumi monografici sempre della Corno[13][1][2][5]. Nel 1975 la Dardo ristampa nel volume "Lupo Alberto e la fattoria dei Mackenzie" le prime strisce a colori[1][2].

Con il tempo la striscia assume una più forte connotazione satirica accentuando gli spunti di critica politica e sociale.[2]

Negli anni ottanta cresce la popolarità del personaggio e l’autore decide di passare alla realizzazione di tavole auto-conclusive e brevi storie che vengono pubblicate su testate della Editoriale Corno che nel 1983 dedica al personaggio una testata mensile (il Mensile di Lupo Alberto)[2] che verrà pubblicato per otto numeri fino al 1984 e nella quale la pubblicazione delle strisce avviene rispettando l'ordine cronologico[13].

Le prime mille strisce sono state ristampate più volte in volume come Il grande Lupo Alberto edito da Glénat nel 1985 e Il grande Lupo Alberto - 1 nella collana BUR dell'editore Rizzoli[3].

Nonostante i limiti imposti dall'uso del formato a striscia la serie comprende vere e proprie saghe anche complesse nelle quali le vicende proseguono da una striscia all'altra senza perdere la freschezza e l'immediatezza della gag auto conclusiva tipica della striscia a fumetti. Il formato striscia viene abbandonato nel 1984 per il formato a tavola domenicale che con un maggior numero di vignette permette di dare maggior respiro alle vicende e di utilizzare tempi meno stringenti. Verso la fine degli anni novanta Silver ha ridisegnato buona parte delle prime strisce per la pubblicazione sul mercato estero. La differenza grafica è immediatamente visibile per via del nuovo tratto più morbido. In alcuni casi le strisce subiscono modifiche anche radicali come il cambio dei personaggi mentre altre vengono eliminate (es: alcune vignette riprese da pubblicità italiane dell'epoca).[3]

Nel 1985 esordisce in edicola una nuova testata mensile intitolata a Lupo Alberto pubblicata dalla Glénat Italia la quale si caratterizza per la presenza anche di altre serie a fumetti e di rubriche di vario argomento[14]. La testata passa alle Edizioni ACME dal gennaio 1988 che lo pubblica dal numero 42 per poi passare alle Edizioni Macchia Nera/MCK dal 1991 che lo pubblica tutt'ora[1].

Dal 1991 debutta in edicola la ristampa quasi anastatica della serie originale[15].

Dopo la sospensione della realizzazione delle strisce da parte di Silver il fumetto viene realizzato o sotto forma di tavole domenicali singole o come storie più lunghe costituite da più tavole. Col tempo a Silver per realizzare le storie lunghe si sono affiancati altri autori come Francesco Artibani, Moreno Burattini, Tito Faraci e Giorgio Sommacal[8].

Altre testate intitolate a Lupo Alberto[modifica | modifica wikitesto]

  • "Gli Almanacchi di Lupo Alberto" era una collana edita con periodicità irregolare per 17 numeri dal 1993 al 1996 della cui le prime sei uscite sono gli Almanacchi di Lupo Alberto propriamente mentre i successivi cinque albi pubblicati in formato bonellide contengono storie dei personaggi di Silver reinterpretati da altri disegnatori e sceneggiatori. I numeri dal 10 al 13 sono la ristampa in formato bonelliano delle “Storie del West” disegnate da Paolo Eleuteri Serpieri[16].
  • "Lupo Alberto Magazine" era una collana edita dal 1991 al 1994 per dieci numeri prevalentemente dedicata ai fumetti contenti storie di Lupo Alberto e di altri personaggi quali Martina di Laura Scarpa, Joe Galaxy di Massimo Mattioli, Francesca di Guido Crepax ma anche materiale americano e inglese come Tank Girl di Jamie Hewlett e Alan Martin, Love and Rockets di Jaime Hernandez o Wired World di Phlip Bond[17].

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel futuro del mondo di Lupo Alberto troviamo la parodia di Nathan Never: i personaggi in questo caso hanno dei nomi storpiati ma riconoscibili: Tacchinund è Sigmund Baginov, Chicken Legs è Legs Weaver e così via. Inizialmente Lupo Alberto riceve una visita dal futuro ed è obbligato a sostituire il suo discendente perché questi è raffreddato. I successivi contatti avvengono oniricamente (quando Alberto si addormenta durante le noiosissime proiezioni in lingua originale di film minimalisti di registi bulgari, cecoslovacchi o russi, alle quali la fidanzata Marta lo obbliga ad assistere) oppure elettronicamente, quando Chicken Legs si connette al televisore di Marta e risucchia Alberto nel futuro per un'altra missione. Altre volte è la stessa Chicken Legs a tornare nel passato per svolgere una missione e necessita dell'aiuto di Alberto.
  • In una tavola del 1989 troviamo Enrico La Talpa nei panni di Hanrì Mystere, chiaro riferimento a Martin Mystère.
  • In alcune occasioni, Odoardo diventa Odoardo Willer, chiaro riferimento a Tex Willer; al posto della Colt utilizza una pistola che spara ventose.
  • Enrico afferma inoltre di leggere Tex sin da quando era ragazzo e di avere una folta collezione di cui è gelosissimo al punto ad adirarsi quando, una volta, Cesira gli ha detto: "Sai che cosa sei? Un tizzone d'inferno!" (espressione ricorrente nelle storie di Tex). Enrico l'ha inseguita gridandole: "Vieni qui! Hai sbirciato di nuovo la mia collezione di Tex!".
  • Silver ha realizzato personalmente la copertina della serie Color Fest di Dylan Dog numero 4, albo con storie dalle forti tonalità umoristiche a livello di disegni. La copertina in questione ricalca quella del primo numero della serie regolare, L'alba dei morti viventi. Dylan Dog è impostato proprio come se fosse Alberto e i tre zombie da cui è circondato hanno le fattezze di Enrico, Mosè e Marta: il primo sbuca dal terreno levando le braccia in cielo in segno di saluto, Mosè brandisce una mazza da baseball e Marta ha dei cuoricini accanto alla testa.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cartoni animati[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due serie a disegni animati entrambe composte di 52 episodi della durata di 6’ e 30’’ ciascuno[5]:

  • prima serie co-prodotta da Raicinemafiction con France 2 e Europool (1998) per la regia di G. Laganà e J.C. Roger[2];
  • seconda serie co-prodotta da Raicinemafiction con Animation Band (2002) diretta da A. Belli[2].

Informatica[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 è stato realizzato dalla software house italiana Idea un videogioco basato sul personaggio intitolato Lupo Alberto: The Videogame[senza fonte].

Rubriche su altre riviste[modifica | modifica wikitesto]

  • A partire dal 1994 il settimanale TV Sorrisi e Canzoni ha pubblicato una tavola a colori nella rubrica “Attenti al Lupo: la televisione contro Silver[2].

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti sociali e politici sono spesso presenti nelle storie di Lupo Alberto come a esempio quando Enrico decide di fondare il partito dei bravi ragazzi (BR) che ha una stella a 5 punte come simbolo o quando sempre Enrico decide di palesare la sua omosessualità e portare avanti una crociata su rispetto e tolleranza.[8]

In Lupo Alberto, nelle storie e negli atteggiamenti dei personaggi è presente una sottile ma evidente satira politica, che fa capire come il fumetto non sia destinato ai soli giovanissimi. In questa prospettiva, ad esempio, a volte si contrappongono Alberto ed Enrico. Il primo rappresenta il classico giovane idealista, un po' anarchico e ribelle, mentre il secondo rappresenta lo stereotipo dell'italiano medio o a volte del politico che promette grandi cose, ma è avido di potere e denaro, ed è decisamente contro tali tendenze giovanili (a volte Enrico è stato addirittura disegnato con le fattezze di Silvio Berlusconi). Inoltre, sono spesso presenti alcuni riferimenti di natura sessuale, e in alcuni casi sono trattate alcune tematiche erotiche, anche se il fumetto non scende mai nella volgarità, che probabilmente i più giovani non colgono. Famosa ad esempio fu una serie di tavole, comparsa a partire dal numero 8, nelle quali Enrico la Talpa dichiara di essere omosessuale (ma alla fine della storia è evidente che si trattava di una provocazione) e convince l'amico Alberto a fare con lui una marcia per i diritti degli omosessuali, provocando lo scandalo dei benpensanti della fattoria.[senza fonte]

Col passare del tempo, il fumetto è cresciuto, andando a toccare molti temi: l'utilizzo del telefono cellulare, i talk show, l'immigrazione, la frustrazione della vita di coppia, la morte, la politica e molti altri ancora. Questi e molti altri argomenti, leggeri o seri che siano, hanno trovato spazio sulle strisce di Lupo Alberto.[senza fonte]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1976 Silver vince il premio Albertarelli per il personaggio di Lupo Alberto[9].

Mostre dedicate al personaggio

  • Mostra per i quarata anni di Lupo Alberto inaugurata il 13 giugno 2014 e aperta fino al 3 agosto 2014 a Catania[18].
  • mostra dal 6 marzo 2014 al Museo Luzzati di Genova Il 6 marzo[19].
  • Mostra dal 13 marzo 2014 “Attenti al Lupo” a Castel dell’Olvo[19]
  • Mostra presso lo Spazio WoW del Museo del Fumetto di Milano Il 28 marzo dedicata al personaggio e al suo creatore[19].

Campagne di cui Lupo Alberto è testimonial

Lupo Alberto è stato testimonial di diverse campagne di promosse da ministeri o organizzazioni nazionali e internazionali[8]:

  • Opuscolo informativo “Come ti frego il virus”, pubblicato nel 1991 nell'ambito della campagna nazionale di prevenzione dell’AIDS del Ministero della Sanità[2].
  • Manifesto per l’associazione Telefono Azzurro del 1994[2].
  • Opuscoli “Il fiume è mio” e “Operazione fiumi” relativi alla campagna contro l’inquinamento dei fiumi di Legambiente[2].
  • Fascicoletto “Attenti all’uomo” del 1995 per la campagna della ONG Emergency contro le mine antiuomo[2].
  • Opuscolo “Nessun tappeto è abbastanza grande per nasconderci sotto un deserto” del 1997 per la campagna promossa dall'O.N.U. contro la desertificazione[2].
  • Manifesti per una campagna contro l’AIDS del Ministero della Salute nel 2001 per le metropolitana e nelle stazioni ferroviarie[2].
  • Lupo Alberto è il principale testimonial dell'Associazione Italiana Narcolettici per la lotta alla narcolessia per la quale è stato protagonista di uno spot pubblicitario andato in onda sui principali canali televisivi italiani[senza fonte].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 un’agenzia ebbe l'incarico dal Ministero della salute di realizzare una campagna informativa sull'AIDS la quale incaricò Silver per preparare un opuscolo da distribuire nei luoghi frequentati da giovani. Qualche preside pensò di portarlo nelle scuole senza il consenso del Ministero dell'istruzione[4]. L'opuscolo intitolato "Come ti frego il virus" venne stampato in più di 300.000 copie con Lupo Alberto come testimonial e vi compaiono espliciti riferimenti al rischio di contrarre la malattia in caso di rapporti sessuali non protetti[20]. L'iniziativa venne bloccata in quanto non era stata concordata tra i due Ministeri[1][11][21][22]. Successivamente al ritiro di tutti gli opuscoli ne vennero distribuiti altri dal titolo "Non ho l’età!"[23].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il colore del lupo inizialmente doveva riprendere i riflessi azzurri dei lupi siberiani ma problemi con la stampa spinsero l'autore a optare per una varietà di blu ben definita: Blu Pantone 297[7].
  • A fine anni novanta l'Artena iniziò la produzione di oggetti per la scuola e di cartolibreria usando il marchio Lupo Alberto, soprattutto nella produzione di diari, quaderni, astucci e zaini mentre la Biembi ha prodotto peluches e altri tipi di gadgets. Successivamente, i personaggi della Fattoria McKenzie si sono estesi ad altre realtà commerciali, come per esempio caramelle e gomme da masticare.[senza fonte]
  • Alberto Lupo, cantante, passava per Modena e Silver gli chiese di scrivere un’introduzione per il libro. Il cantante fu entusiasta e lascio il numero di telefono a Silver con la promessa di ospitarlo a Roma. Il giorno seguente Silver capitò casualmente nella Capitale e telefonò ad Alberto Lupo. Rispose la moglie che minacciò di intraprendere cause legali dato che il nome Alberto Lupo era un marchio registrato e depositato. Silver non seppe più nulla a riguardo.[24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Testate di Lupo Alberto, su www.lfb.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Lupo Alberto, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  3. ^ a b c d e Le strisce di Lupo Alberto, su www.slumberland.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  4. ^ a b -intervista-a-silver-autore-di-lupo-alberto, staynerd.com.
  5. ^ a b c d e f Lupo Alberto, su www.lfb.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  6. ^ Lupo Alberto - The Videogame, in Gamesblog.it. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  7. ^ a b c d e f g Lupo Alberto - Trent'anni di risate col lupo azzurro più famoso del mondo, su www.slumberland.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  8. ^ a b c d e f Lupo Alberto, Enrico la talpa e gli amici della fattoria Mackenzie, su www.slumberland.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  9. ^ a b Silver, il famosissimo creatore del fumetto di Lupo Alberto, su www.slumberland.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  10. ^ Andrea Cattani, Three 4 Comic: Lupo Alberto compie quarant’anni – C4 Comic, c4comic.it. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  11. ^ a b Silver, su www.lfb.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  12. ^ Undercomics, su www.lfb.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  13. ^ a b il Mensile di Lupo Alberto, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  14. ^ Testata Lupo Alberto, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  15. ^ Lupo Alberto Ristampa, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  16. ^ Gli Almanacchi di Lupo Alberto, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  17. ^ Lupo Alberto Magazine, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  18. ^ Marco Rubertelli, Lupo Alberto: un successo la mostra di Catania – C4 Comic, c4comic.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  19. ^ a b c Beatrice Spezzacatena, Lupo Alberto: tutti i festeggiamenti dei 40 anni – C4 Comic, c4comic.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  20. ^ Susanna Scrivo, Nuvole e arcobaleni: il fumetto GLBT, Tunué, 1º gennaio 2009, ISBN 978-88-89613-43-6. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  21. ^ Strategie di prevenzione, lingua e comunicazione, su www.cortmic.eu. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  22. ^ Chiara Lalli, Ignoranza e pregiudizi sono i peggiori nemici della lotta all’aids, in Internazionale, 29 novembre 2016. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  23. ^ L'Italia e l'educazione sessuale - L'Indro, in L'Indro, 4 febbraio 2015. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  24. ^ Marco Rubertelli, L’Arte dell’Umorismo Breve: Silver e Rolli a confronto – C4 Comic, c4comic.it. URL consultato il 12 dicembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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