Corriere dei ragazzi

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Corriere dei ragazzi
fumetto
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Editore Corriere della sera
1ª edizione 1972 – 1976
Periodicità settimanale
Albi 254 (completa)
Corrier Boy
fumetto
Editore Corriere della sera
1ª edizione 1976 – 1979
Periodicità settimanale
Albi 113 (completa)
Corrier Boy – Serie Music
fumetto
Editore Corriere della sera
1ª edizione 1979 – 1984
Periodicità settimanale
Albi 312 (completa)

Il Corriere dei ragazzi è stata una rivista di fumetti e attualità degli anni settanta[1].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nasce come naturale evoluzione del Corriere dei Piccoli che, negli ultimi anni, aveva incominciato a pubblicare storie e contenuti rivolti a un pubblico di età più matura. Per questo motivo, previo referendum indetto presso i lettori stessi nell'estate del 1969, proprio per tenere conto anche nel nome della testata dell'età dei lettori alla quale le storie e i contenuti erano rivolti, a partire dal primo gennaio 1972 il "Corrierino" interruppe le pubblicazioni per fare spazio al Corriere dei ragazzi[1][2].

Il Corriere dei Piccoli però non interruppe mai per davvero la pubblicazione in quanto alla fine si decise di continuare a pubblicarlo come supplemento allegato di formato ridotto e con contenuti rivolti a lettori bambini. Questa formula editoriale venne adottata per sedici numeri per poi riprendere come testata autonoma[1].

Nel Corriere dei ragazzi si ritrova un'attenzione di stampo giornalistico per gli avvenimenti di attualità oltre ad approfondimenti di cronaca e di fatti storici[1]. In questo periodo, sulle pagine del Corriere dei ragazzi, videro la luce, raggiungendo la popolarità, serie e personaggi dei fumetti divenuti poi famosi[1].

Dopo cinque anni, si trasformerà radicalmente, diventando Corrier Boy[1].

Declino e chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Verso la metà degli anni ’70, il gruppo del Corriere entrò in crisi economica con cambi frequenti di proprietà. Inoltre nel 1981 ci fu lo scandalo della P2. Alcuni autori, come Tiziano Sclavi, interruppero la collaborazione, e quando cominciarono i problemi economici ci furono i primi tagli di budget[2]. Inoltre, per seguire il successo dell'”'Intrepido” della Casa Editrice Universo che all'epoca vendeva più di mezzo milione di copie settimanali, mentre il Corriere arrivava soltanto a 140.000, fu licenziato nel Marzo 1975 il direttore Francesconi e la direzione passò ad Alfredo Barberis. Egli era un giornalista tradizionale e operò delle modifiche di formato eliminando anche il colore tanto che le vendite si dimezzarono nel giro di un anno e così, nell’ Ottobre del ’76, la direzione passò a Raffaele D’Argenzio che, in Novembre, ribattezzò il giornale come “CorrierBoy” e lo trasformò in un’imitazione dei periodici della Casa Editrice Universo[2] ponendo così fine alla vita editoriale del Corriere. Il Corriere occupava una fascia di mercato nella quale non aveva concorrenza essendo acquistato da "lettori attenti, culturalmente vivaci, destinati a diventare, da adulti, lettori del “Corriere della Sera”, che quindi avrebbero dovuto essere amorevolmente coltivati. Questo non avvenne"[2]. Il nuovo corso della rivista, snaturandone la filosofia, perse il proprio target e i progressivi cali nelle vendite, anche con i successivi direttori, Luciano Botteri, Luigi Reggi e Alfredo Rossi, ne decretarono la chiusura nel 1984[2][1].

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

La nuova testata fu ideata da Giancarlo Francesconi, già caporedattore al Corriere dei Piccoli , che dopo un anno ne diverrà il direttore al posto di Mario Oriani, Lo stesso Francesconi comparirà spesso all'interno della rivista per opera di Castelli, Bonvi e Fagarazzi[2]. Il Corriere dei ragazzi fu caratterizzato sin dall'inizio da fumetti di qualità e da un’impostazione giornalistica propedeutica ad avvicinare i giovani a letture più adulte. Si cercavano sempre nuovi collaboratori tant'è che in redazione si acquistavano tutte le testate di fumetti che c’erano in edicola per scoprire qualche nuovo autore promettente[2].

Il Corriere non nasceva come semplice contenitore di fumetti ma come una rivista vera e propria ma dedicata a un pubblico giovane nella quale si potessero trattare i più vari argomenti con un linguaggio comprensibile per il target di lettori ai quali si rivolgeva e con l'attenzione a non usare un linguaggio offensivo[2].

Vennero inventati i "fumetti della realtà", una serie interpretata da personaggi reali. Con la serie Mino Milani inviato nel tempo, disegnata da Toppi e Battaglia, venivano raccontati fatti storici con un approccio documentaristico di tipo televisivo. Poi c’erano fumetti sportivi, fumetti ispirati a notizie di attualità , la serie Uomini contro, con storie di fuorilegge spesso impegnative, come quella di Salvatore Giuliano. Mario Uggeri disegnava una grande tavola nello stile delle vecchie copertine della “Domenica del Corriere”, che apriva il settimanale ed era dedicata a qualche fatto importante e spesso controverso. I contenuti venivano mixati con grande attenzione. Fumetti della realtà , serie di fantasia, articoli di attualità , rubriche redazionali venivano equilibrati numero per numero, in modo da creare un giornale con un’anima, che si ponesse in termini dialettici con i lettori, non un semplice contenitore antologico propinato dall'alto[2].

Serie a fumetti principali[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni tra i principali fumetti presentati sono[2]:

Rubriche[modifica | modifica wikitesto]

Fra le rubriche si ricordano "Sottosopra" di Tiziano Sclavi e "Tilt la "rubrica pazza"" di Alfredo Castelli[2].

Allegati[modifica | modifica wikitesto]

Di grande impatto i molti gadget allegati al giornale nel periodo dal 1972 al 1974: le tavole anatomiche in metallo a rilievo, gli stemmi moto in metallo, i soldatini napoleonici in metallo sbalzato, il diario scolastico con le strisce di Lupo Alberto, I giochi di Natale, tra cui una vera Tombola, le cartine geografiche in plastica a rilievo delle regioni d'Italia, gli atlanti tascabili, i disco-quiz, i pesci tropicali, e tanto altro ancora. Tutti oggetti che spesso si ritrovano nei mercatini o su ebay e che alcuni vecchi lettori ancora possiedono.[senza fonte]

Nel periodo che va dal 1974 (7/74) al 1975 (20/75) al centro del giornale, per compensare la scomparsa del gadget allegato, è stato inserito un "Albo Avventura" di 16 pagine a colori, con un fumetto completo, come si può constatare sfogliando le annate dal 1974 al 1976.[senza fonte]

Da ricordare, infine, gli inserti allegati: le schede per le ricerche scolastiche, diversi albi di 48 pagine a fumetti in più (Corriere dei Ragazzi Gulp) e di enigmistica tascabile (Corriere dei Ragazzi Quiz), inserti sportivi (es: Formula uno) e poket tascabili (es: Motointasca), pubblicizzati negli "strilli" di copertina dei numeri cui erano allegati, per invogliare i lettori all'acquisto.[senza fonte]

Autori[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo di collaboratori che Francesconi aveva chiamato a se’ per realizzare i contenuti della rivista, comprendeva alcuni dei migliori esponenti del mondo del fumetto e dell’illustrazione sia italiana che internazionale[2].

Fra i disegnatori che hanno esordito sul Corriere dei ragazzi, ci sono autori come Giancarlo Alessandrini e Attilio Micheluzzi che in principio preferiva firmarsi con lo pseudonimo "Artz Igor Bayeff",(che richiamava il nome dell’illustratore russo Boris Artzybasheff)[2] oppure Guido Silvestri, in arte Silver che fu presentato da Bonvi e nel 1974 sul Corriere iniziò a pubblicare il suo “Lupo Alberto[2].

Oltre a opere italiane si pubblicavano anche serie franco-belga come Lucky Luke, Ric Hochet ribattezzato “Ric Roland” e Comanche, strisce americane come La tribù terribile cioè Redeye e "Ponytail". C'erano anche autori stranieri che lavoravano direttamente per il Corriere come gli argentini Alberto Breccia e Arturo Del Castillo o francesi come Robert Gigi e Claude Moliterni che realizzarono Agar e il belga Albert Weinberg, autore di Dan Cooper, che per il Corriere realizzò Aquila[2].

Principali autori italiani[2][modifica | modifica wikitesto]

Principali autori stranieri[2][modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g FFF - Testate, CORRIERE DEI RAGAZZI, su www.lfb.it. URL consultato il 10 ottobre 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Anno di grazia, 1972: nasce Il Corriere dei ragazzi, in Lo Spazio Bianco, 29 giugno 2011. URL consultato il 10 ottobre 2016.
    «apparso sul n. 57 di "FUMETTO" pubblicazione dell’ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione), distribuita solo ai soci della medesima.».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli anni del Corriere dei ragazzi. Quando il Corriere dei Piccoli diventò grande. 1972-1976, a cura di Gianni Bono e Alfredo Castelli, Bur, 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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