Rino Albertarelli

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Rino Albertarelli (Cesena, 8 giugno 1908Milano, 21 settembre 1974) è stato un fumettista italiano.[1][2]

È considerato uno dei grandi maestri del fumetto italiano del Novecento[3][4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Interrompe presto gli studi e inizia a lavorare giovanissimo. Si trasferisce a Milano nel 1928 dove inizia a collaborare come illustratore firmandosi spesso “Albert”[5] a riviste come "Il Balilla" dove conosce Antonio Rubino[1], "Viaggi e Avventure" e "Il cartoccino dei piccoli" che dirigerà dal 1933 al 1935 . Nel 1936 esordisce come autore di fumetti pubblicando "I pirati del Pacifico" su "Argentovivo" e nel 1941 "Capitan Fortuna" su "L'Audace" di Gian Luigi Bonelli e l'anno successivo inizia a collaborare con la Mondadori creando i personaggi di Kit Carson su testi di Federico Pedrocchi, Dottor Faust e Gino & Gianni, Un gentiluomo di 16 anni, Bagonghi il pagliaccio, Gioietta portafortuna[2][1][3].

Intanto collabora con diverse testate umoristiche e satiriche come Il Bertoldo, il Marc'Aurelio,Fra Diavolo e Le Grandi Firme del periodo zavattiniano e dove oltre alle illustrazioni si occupa della realizzazione della striscia a fumetti Signorina Grandi Firme subentrando a Gino Boccasile negli ultimi numeri[1] e a manifesti cinematografici[5].

Dopo la Seconda guerra mondiale sono più volte ristampate le illustrazioni che aveva realizzato per i libri di letteratura per ragazzi della Casa Editrice Carroccio (ex Cartoccino) che continua anche la produzione rivolta all'infanzia di autori come Zietta Liù illustrata con disegni umoristici di Albertarelli[1]. Disegna anche fumetti come Big Bill per il giornale Cowboy dell'editore De Leo e realizza alcune riduzioni salgariane per il settimanale "Salgari" e fumetti rosa per il mercato francese per poi dedicarsi dall'inizio degli anni Cinquanta interamente all'illustrazione fino a quando nel 1973 torna a occuparsi di fumetti con la serie de I protagonisti, una collana dedicata alle riduzioni a fumetti delle biografie degli eroi del West rimasta interrotta per la morte avvenuta il 21 settembre 1974[2][1][3].

Nei primi anni Sessanta lavora per l’editore svedese Niloe[5].

Nel 1965 è tra i fondatori del Salone Internazionale del fumetto che si tenne il primo anno a Bordighera e poi definitivamente a Lucca[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco parziale di opere illustrate da Albertarelli[5]:

  • “Il gomitolo della vita” (Cartoccino, 1930)
  • “Senza famiglia” (Paravia ,1932)
  • “Tartarino di Tarascona” (Paravia, 1945)
  • “Avventure di due piccoli messicani” (Paravia, 1945)
  • “La diva innamorata” (Rizzoli, 1936)
  • “Campione del mondo” (Vallardi, 1940)
  • “Le avventure di Pinocchio” (Cavallo, 1944)
  • “La caduta di un impero” (Carroccio/Aldebaran, 1947)
  • “Alla conquista di un impero” (Carroccio/Aldebaran, 1948)
  • “Il califfo Cicogna e altre fiabe” (Carroccio/Aldebaran, 1953)
  • “I due mozzi” (Carroccio/Aldebaran, 1953)
  • “Robinson Crusoe” (Carroccio/Aldebaran, 1953)
  • “Sulle frontiere del Far West” (Carroccio/Aldebaran, 1954)
  • “La scotennatrice” (Carroccio/Aldebaran, , 1957)
  • “Le selve ardenti” (Carroccio/Aldebaran, 1958)
  • “Kim e La capanna dello zio Tom” (Carroccio/Aldebaran, 1958)
  • “Quo Vadis?” (Carroccio/Aldebaran, 1960)
  • “Le avventure di Testa di Pietra” (Carroccio/Aldebaran, , 1962)
  • “Decamerone” (La Chance du Bibliophile, 1955)
  • “La Sacra Bibbia” (Ancora - sei volumi, 1956)
  • “La vita di Gesù” (Ancora, 1956)
  • “Il cuore sulla mano: 15 racconti” (Del Duca, 1957),
  • “Gli indiani delle praterie” (Editoriale Milanese, 1960)
  • “Il grande spettacolo vivente” (Aristea, 1964)

Riviste per le quali ha realizzato illustrazioni[5]:

Illustrazioni per riviste satiriche[5]:

  • Bertoldo
  • Marc’Aurelio
  • Settebello
  • Il Tascabile
  • Il Galantuomo
  • Fra Diavolo

Calendari (1955-58)[5]:

  • Istituto Charitas
  • Ferrero
  • Lana Gatto
  • Pibigas

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Elenco parziale di storie a fumetti disegnati da Albertarelli[5]:

  • Fumetti per Cartoccino dei Piccoli:
    • Turlututù (1933-35)
    • Maccabù (1933-35)
    • Ivan l’intrepido (racconto per immagini - 1934).
  • Fumetti per Argentovivo!:
    • I pirati del pacifico (1936)
  • Fumetti per Topolino:
    • Gioietta Portafortuna (1937-38)
    • Kit Carson (1937-38)
    • I Predatori del Guardaful (1938-42)
    • Un Gentiluomo di 16 anni (1939)
    • Alle Frontiere del Far West (1939-40; ripreso da L'Audace)
    • Il Dottor Faust (1941-42)
    • Bagonghi il Pagliaccio (1946)
  • Fumetti per Paperino:
    • Il Corsaro Nero, 1938
  • Fumetti per Bonelli:
    • Capitan Fortuna (1941-42)
    • Orlando Furioso (1941-42)
    • I Protagonisti (1974)
  • Fumetti per la rivista Cowboy:
    • Big Bill (1946)
  • Fumetti per Il Giornalino:
    • L’odore della violenza (1974 - postuma)
  • Fumetti per il periodico Salgari (1946-48)
  • “Cineromanzi” romantici per Nous Deux (1948)
  • Collana Eroica (illustrazioni ad acquerello - 1965)
  • Per la Francia crea il fumetto Candida (1969)

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • “Il simulatore”, farsa teatrale scritta con Peppino De Filippo nel 1940-42 e rappresentata nel 1946[5].

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mostra dedicata a Rino Albertarelli presso la 54° Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia (23 maggio 2015)[6]
  • in sua memoria è stato istituito Il premio «Rino Albertarelli» "Ad un giovane disegnatore affermatosi nel corso dell’anno precedente"[7][8][9]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rino Albertarelli, maestria e versatilità di un talento innato (a cura di Silvio Costa, Paolo Gallinari, Luigi Marcianò e Luciano Tamagnini - Anafi, Reggio Emilia, maggio 2015 - monografia dedicata a Rino Albertarelli)[4][10][11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Rino ALBERTARELLI, su www.lfb.it. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  2. ^ a b c Rino Albertarelli, su www.fumetti.org. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  3. ^ a b c Rino ALBERTARELLI (Collezionismo Fumetti - Collecting Comics), su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  4. ^ a b Rino Albertarelli, maestria e versatilità di un talento innato | Amici del fumetto, su www.amicidelfumetto.it. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  5. ^ a b c d e f g h i j Rino Albertarelli, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  6. ^ Al via la 54a Mostra Mercato del Fumetto di Reggio Emilia!. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  7. ^ Premi Anafi 2015, i nomi dei vincitori, in Comicsblog.it. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  8. ^ premi, su www.fumetti.org. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  9. ^ Albo d'oro dei Premi ANAF - Anafi | Amici del fumetto, su www.amicidelfumetto.it. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  10. ^ webit.it, Rimini. Cartoon Club: la monografia dedicata a Rino Albertarelli vince il premio Fossati, in Libertas. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  11. ^ Anafi presenta Albertarelli!. URL consultato il 13 dicembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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