Tex Willer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tex Willer
Tex willer panini comics.jpg
Copertina di un albo stampato della Panini Comics come inserto per i quotidiani
Lingua orig. Italiano
Alter ego Aquila della Notte (nome indiano)
Autori
Editore Sergio Bonelli Editore
1ª app. 30 settembre 1948
Sesso Maschio
Professione Texas Ranger
Abilità
  • Pistolero imbattibile
  • Intuito infallibile
  • Esperto cavaliere
  • Imbattibile nel combattimento corpo a corpo
  • Abile arciere e abile nell'uso del coltello
  • Ottimo stratega
  • Esperto cercatore di piste
  • Eccezionale giocatore di poker
  • Intelletto elevato
  • Doti carismatiche e ottimo leader
  • Massima resistenza al dolore e alle torture

« Per tutti i diavoli, che mi siano ancora alle costole? »

(Prima frase di Tex Willer nel primo albo di Tex)

Tex Willer è un personaggio immaginario protagonista della serie a fumetto Tex, uno dei più conosciuti fumetti italiani di sempre, scritto e creato da Giovanni Luigi Bonelli e dal disegnatore Aurelio Galleppini nel 1948 e tuttora pubblicato da Sergio Bonelli Editore[1]. Il personaggio, inizialmente uno dei tanti giustizieri solitari, conquista ben presto un posto di tutto rispetto nella storia del fumetto,[2] venendo celebrato con varie iniziative nel corso degli anni oltre a essere oggetto di licensing, mostre, incontri, volumi di critica e testi di saggistica.[3] Nel 1985 ne è stata realizzata una trasposizione cinematografica.[2][3] La serie a fumetti della quale è protagonista è fra i fumetti italiani più noti e pubblicati all'estero, sia in Europa che in altri paesi del mondo[3]; dopo oltre sessant'anni continua a essere protagonista di nuove storie realizzate anche da autori stranieri e continuano a venire ristampate le precedenti.[2]

Genesi del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

L'attore statunitense Gary Cooper cui si ispirò Galep per dare un volto a Tex

Per il volto del personaggio, Galep si ispirò inizialmente all'attore Gary Cooper, per poi prendere a modello se stesso[4]. I vari disegnatori che si sono avvicendati nel corso degli anni hanno dato un'interpretazione a volte molto personale del personaggio: è possibile ravvisare, di volta in volta, i lineamenti di John Wayne o di Clint Eastwood.[5] A detta di Sergio Bonelli, con i suoi tratti marcati e le mascelle squadrate Tex ricorderebbe molto Charlton Heston.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Un cosplayer che interpreta Tex alla ventesima edizione di Torino Comics.

Tex Willer è un ranger[6] del Texas non inquadrato formalmente e come tale si qualifica frequentemente, esibendo, se occorre, la stella simbolo del corpo, anche se la sua attività di rappresentante della legge non è a tempo pieno, svolgendo missioni sia su richiesta del Comando che spontaneamente. Tex è anche il capo supremo di tutte le tribù Navajos, con il nome di Aquila della Notte. Inoltre assume su di sé anche l'incarico governativo di agente indiano della stessa nazione pellerossa.

Fisicamente Tex viene descritto come uomo ben piantato, dell'apparente età di 40-45 anni, si immagina alto sui 185 cm per circa 80 kg di peso,[senza fonte][chi lo immagina?] forte e muscoloso, con un'elevata resistenza ed un fisico eccezionale,[7] anche se va detto che si mostra di corporatura più o meno massiccia a seconda dell'interpretazione dei singoli disegnatori. Tex si presenta quasi sempre con gli stessi capi d'abbigliamento: un cappello tipo Stetson, una camicia di colore giallo (nelle copertine e negli albi a colori), fazzoletto nero annodato al collo, pantaloni stile jeans, un paio di stivali con annessi speroni ed, alla vita, il cinturone. Solo quando si trova presso la riserva o nelle avventure che hanno per protagonisti i nativi americani indossa abiti differenti: giacca indiana (che riporta su lato anteriore l'immagine di un'aquila nera), pantaloni a frange, mocassini indiani e una fascia Wampum alla testa decorata con simboli indiani che lo identifica come Sakem dei Navajo. In alcune occasioni indossa una camicia rossa (si nota soprattutto nelle copertine dei primi numeri). Nelle storie ambientate sui monti o in zone particolarmente fredde, indossa un pesante giaccone o un impermeabile.

Nelle sue avventure è di solito accompagnato dai suoi tre pards[8]: Kit Carson (probabilmente ispirato all'omonimo personaggio del Far West, ma non alla sua biografia, i cui episodi non sono mai citati nel fumetto), anch'esso ranger; Kit Willer, figlio di Tex e di Lilyth, una squaw navajo; Tiger Jack, guerriero navajo e fratello di sangue dell'eroe.

Insieme percorrono deserti e praterie a protezione degli onesti cittadini, qualsiasi sia il colore della loro pelle, contro gli assalti dei fuorilegge. I criminali in compenso li considerano puro veleno, dei veri satanassi e dei tizzoni d'inferno con la morte che li accompagna.

A proposito dell'assenza di ogni pregiudizio, l'autore affermava che Tex[9]:

« ...quando vede un torto, il povero cristo che soffre ingiustamente, lui si ribella e prende le sue parti. Che poi sia negro, che sia bianco, che sia indiano, che sia un contadino, che sia una persona colta, non gliene frega niente »

(Gianluigi Bonelli)

Classico esempio di eroe positivo senza macchia e senza paura, pur di far trionfare la giustizia è disposto anche a violare la legge, cosa molto frequente, specie nei racconti del cosiddetto periodo d'oro (all'incirca fino al n. 200 della serie regolare). Anche i suoi rapporti con i tutori dell'ordine (es: sceriffi) e le autorità costituite sono tutt'altro che idilliaci. Tex ha dalla sua una caratteristica precipua: nervi d'acciaio che gli consentono in ogni circostanza e in ogni pericolo di valutare la situazione e trovare una via di uscita. Questa particolare capacità gli permette di mettere in inferiorità psicologica l'avversario di turno, tanto da indurlo a sbagliare mira o, a volte, ad abbandonare la partita. Memorabile la roulette russa da lui ingaggiata in un saloon con il cattivo di turno Oswald Brenton[10].

Il passato di Tex[modifica | modifica wikitesto]

Il passato del personaggio viene narrato in forma di flashback, quando il gruppo dei pards si ferma a parlare seduto di fronte a un fuoco. Tex era un semplice cowboy e gestiva un ranch insieme al padre Ken e al fratello Sam nel sud del Texas, presso Rock Springs e le sorgenti del Nueces[11]. La madre compare nell'albo "Nueces Valley", il suo nome era Mae[12]. Sempre dall'albo Nueces Valley apprendiamo che Tex sarebbe nato nel 1838, mentre suo fratello Sam era di un anno più giovane. Inizialmente ha anche un mentore: il pistolero Gunny Bill, anziano ma ancora molto svelto a maneggiare la colt, che insegna a Tex molti trucchi per estrarla velocemente e migliorare la mira[11]. Durante una razzia, il padre di Tex viene ucciso dai banditi e Tex giura di vendicarlo, pur sapendo di andare contro la legge, sconfinando in Messico[11]. Il fratello Sam non condivide il proposito. Dopo una lunga caccia ai banditi, guidati da John Coffin, uno scontro fatale con i Rurales causa la morte di Gunny. Tex uccide la maggior parte dei rurales e seppellisce Gunny in Texas, vicino al suo ranch. Al ritorno, decide di lasciare il ranch al fratello per cercare miglior fortuna altrove. Trova lavoro al ranch dei Corlis come cavaliere per i rodei, guadagnandosi anche il fedele cavallo Dinamite[13].

In seguito viene a sapere che Sam è stato ucciso da un certo Tom Rebo per il possesso del ranch. Per vendicarne la morte, Tex dà la caccia al bandito, che ha termine solo con la sua uccisione. Tex diviene un fuorilegge: ma, dopo aver distrutto la banda chiamata Mano Rossa di cui faceva parte anche John Coffin e aver quindi vendicato la sua famiglia, incontra Jeff Weber, un agente del Servizio Segreto, che lo convince a mettersi al servizio della legge come ranger[14] presentandolo al capo del West Department, il maggiore Herbert Marshall, e al futuro pard Kit Carson[14]. Rimarrà nei Rangers, nonostante alcuni dissapori iniziali con il maggiore.

Tex sposa Lilyth[15], figlia del sakem dei Navajos Freccia Rossa, entrando a far parte della tribù con l'appellativo di Aquila della Notte (nome che discende dal travestimento usato in quel periodo da Tex). Dalla loro unione nasce il suo unico figlio, Kit, che i Navajos chiamano Piccolo Falco. Lilyth muore prematuramente a causa di un'epidemia di vaiolo[16] fatta scoppiare per vendetta da due loschi affaristi di Denver, Fred Brennan e Jim Teller, che Tex aveva fatto arrestare, distruggendo la loro organizzazione che smerciava armi ai nativi americani allo scopo di provocare una guerra. Tex scampa al flagello perché porta il figlio Kit malato alle missioni di Taos, al fine di sottoporlo alle cure necessarie a farlo ristabilire. Alla morte di Freccia Rossa, Tex eredita il comando del popolo Navajo[17].

Tex in gioventù partecipa, in qualità di esploratore, alla guerra che contrappone l'Unione agli Stati Confederati d'America assieme al suo amico Damned Dick. Al termine della Battaglia di Shiloh, da lui definita un "inutile macello" e durante la quale muore un loro caro amico che combatteva sul fronte opposto per l'esercito confederato, Tex decide assieme a Dick di abbandonare il servizio attivo per ricoprire il ruolo di porta-ordini o azioni di sabotaggio, evitando ove possibile conflitti armati con i soldati nemici.

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio è dotato di una tempra eccezionale che gli permette fra l'altro di sopportare la tortura senza lamentarsi; è stato colpito innumerevoli volte, principalmente ferite di striscio alla testa e agli arti superiori ma senza riportare gravi conseguenze e ristabilendosi di solito in brevissimo tempo.[18]

Il personaggio è un eccezionale cavallerizzo grazie anche all'apprendimento delle tecniche dei Navajo riuscendo a cavalcare e sparare contemporaneamente e sa domare qualsiasi cavallo; uno di questi, Dinamite, diverrà il suo fedele destriero per parecchi anni. Sebbene, data la limitata durata di vita dei cavalli, sia probabile che usi uno o più dei discendenti dell'originale, chiamandoli comunque allo stesso modo.[senza fonte][sembra una RO]

Abile nella lotta riesce ad affrontare anche avversari più dotati fisicamente di lui nelle frequenti risse.[19][20] Abile giocatore di poker.[21][22]

Abile stratega militare pur non avendo frequentato accademie militari, in diverse situazioni mostra una notevole competenza nel predisporre piani strategici ma più che alle tattiche militari, tende ad affidarsi alle tecniche di guerriglia che ha assimilato sul campo dai pellerossa dai quali ha appreso altre abilità come il riconoscimento delle tracce, dei versi degli animali[23]. In più occasioni dimostra di disporre di notevoli capacità analitiche, basate sulla deduzione logica, attento a leggere e interpretare anche dettagli a prima vista insignificanti per risolvere un caso.[senza fonte][sembra una RO]

Pur non avendo superpoteri è un imbattibile pistolero e le armi che impiega abitualmente sono le seguenti:[24]

Colt Peacemaker in uso nel periodo in cui è ambientato il fumetto
  • due Colt 45, maneggiate con ugual destrezza in quanto il personaggio è ambidestro, che utilizza nei duelli e negli scontri a fuoco ravvicinati; pur essendo praticamente invincibile, è stato battuto una volta in un duello, da Ruby Scott[25] , ma va ricordato che l'avversario ricorreva a un trucco, avendo la fondina in grado di ruotare (lo "swivel") e in grado di sparare senza dover estrarre la pistola;
  • carabina Winchester 1873, che adopera per colpire bersagli a grande distanza;
  • coltello, utilizzato nei combattimenti corpo a corpo e che scaglia con notevole precisione; per ogni evenienza, come recidere le corde che legano i polsi, custodisce una lama nel tacco degli stivali;
  • arco e frecce, nel cui uso, seppur sporadico, dimostra abilità ben prima del suo incontro con i Navajos, da cui ha appreso anche a lanciare il tomahawk.

Rapporto con le donne[modifica | modifica wikitesto]

Il rapporto tra Tex e le donne è decisamente peculiare. Nei primissimi albi compaiono diversi avvenenti personaggi femminili, verso i quali Tex mostra un certo interessamento. Dopo il matrimonio con Lilyth, la sua morte e la conseguente vedovanza, qualunque coinvolgimento emotivo di Tex verso le altre donne che vada oltre la cortesia nei confronti del gentil sesso cessa. Le donne escono praticamente dalla vita di Tex e, quando compaiono, assumono il ruolo della persona da proteggere oppure della nemica. Comunque nessuna avversaria è stata uccisa da Tex e la loro eventuale morte è sempre frutto di suicidio, opera di terzi o di incidenti fortuiti.[26]

Scenari futuri[modifica | modifica wikitesto]

In due distinte occasioni sono stati proposti possibili epiloghi della saga texiana. La prima ipotetica conclusione è proposta nel romanzo Tex Willer – Il romanzo della mia vita, dove si racconta di una intervista a Tex, ormai avanti negli anni, condotta nel 1899 dal giornalista Jack Granger che si reca alla riserva navajo per sentire dalla viva voce del ranger la sua storia. Si apprende che accanto a Lilyth ora riposa anche il suo amico Kit Carson e che lui è in procinto di raggiungere il figlio Kit insieme a Tiger Jack per una nuova avventura. Aquila della Notte glissa su alcune domande di Granger circa la sorte di Mefisto, Montales, El Morisco e Jim Brandon promettendo che ne avrebbe accennato in una futura occasione[27]. La seconda è proposta nell'albo fuori serie L'eroe e la leggenda, nel quale un presunto Carson molto anziano, siamo infatti nel ventesimo secolo, ospite di un ospizio a New York, racconta ad uno scrittore, che di cognome fa Bonelli, l'aneddoto del primo incontro con l'amico. Incidentalmente si viene a sapere che Tex dovrebbe essere deceduto, anche se Carson non spiega nulla dell'evento. Non vengono neanche rivelati i motivi che hanno portato il vecchio ranger così lontano dall'Arizona, né che fine hanno fatto gli altri due pards assieme ai quali viveva da anni.[28]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda dedicata al personaggio sul sito della Sergio Bonelli Editore, sergiobonelli.it. URL consultato il 3 giugno 2014.
  2. ^ a b c FFF - Fumetto, TEX, su www.lfb.it. URL consultato il 14 luglio 2017.
  3. ^ a b c Tex, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 14 luglio 2017.
  4. ^ La dichiarazione rilasciata in forma di intervista dallo stesso Aurelio Galleppini è reperibile in: Fuorilegge, in Tutto Tex n. 3, Sergio Bonelli Editore, febbraio 1986.
  5. ^ Paglieri, p. 79
  6. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Galep (disegni), La Mano Rossa, in Tex n. 1, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1958. [A Tex nell'episodio intitolato El Diablo, dopo il giuramento, viene consegnato ufficialmente il distintivo n. 3 dei ranger.]
  7. ^ De Falco, p. 73
  8. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Guglielmo Letteri (disegni), Odio senza fine, in Tex n. 152, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1973. [Tex parla di pards (con il plurale all'inglese) in diverse occasioni e tra queste si può ricordare l'ultima vignetta di pag. 8 di questo albo.]
  9. ^ Ferruccio Alessandri (a cura di), Anatomia di un cow-boy, Man Only, n.3-4, pag. 26, marzo-aprile 1974
  10. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il villaggio fantasma, in Tex n. 36, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1963.
  11. ^ a b c Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il passato di Tex, in Tex n. 83, Sergio Bonelli Editore, Milano, settembre 1967.
  12. ^ Claudio Nizzi (testi); Fabio Civitelli (disegni), Ritorno a Culver City, in Tex n. 511, Sergio Bonelli Editore, Milano, maggio 2003.
  13. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il re del rodeo, in Tex n. 84, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1967.
  14. ^ a b Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), La mano rossa, in Tex n. 1, Sergio Bonelli Editore, Milano, ottobre 1958.
  15. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il patto di sangue, in Tex n. 7, Sergio Bonelli Editore, Milano, gennaio 1960.
  16. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il giuramento, in Tex n. 104, Sergio Bonelli Editore, Milano, giugno 1969.
  17. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), Il fuoco, in Tex n. 16, Sergio Bonelli Editore, Milano, luglio 1961.
  18. ^ Paglieri, p. 12-13
  19. ^ Paglieri, p. 40-41
  20. ^ Paglieri, p. 32
  21. ^ Paglieri, p. 27
  22. ^ Una delle rare volte in cui ha perso una partita è nella storia "I giustizieri di Vegas" (n. 601), dove rivela ai suoi pards di essere stato battuto anni prima da Hoodoo Brown anche se Tex sospetta che Hoodoo abbia barato. Altro avversario capace di battere Tex è stato il ricco possidente Don Diego Navarrete nell'albo n. 225 "Uccidere o morire".
  23. ^ "Gli eroi del Texas", albo n. 499
  24. ^ Secondo una statistica considerando gli albi della serie regolare fino al n. 566, i primi 21 "Texoni, 14 Almanacchi del West e 11 Maxi Tex, il ranger avrebbe ucciso 2.783 avversari. Vedi Claudio Paglieri, Non son degno di Tex. Vita morti e miracoli del mitico ranger, 2ª ed., Venezia, Marsilio, 2008, p. 137, ISBN 88-317-9204-0.
  25. ^ Giovanni Luigi Bonelli (testi); Aurelio Galleppini (disegni), La sconfitta, in Tex n. 99, Sergio Bonelli Editore, Milano, gennaio 1969.
  26. ^ Paglieri, p.
  27. ^ Mauro Boselli, Il romanzo della mia vita, Milano, Arnoldo Mondadori, 2011, ISBN 978-88-04-60856-1.
  28. ^ Paolo Eleuteri Serpieri (testi); Paolo Eleuteri Serpieri (disegni), L'eroe e la leggenda, in Tex Romanzi a fumetti n. 1, Sergio Bonelli Editore, Milano, febbraio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Denny Cecchini, Tex: dalla a alla zeta, Salerno, Alessandro Tesauro Editore, 1993.
  • Gianni Brunoro, Alberto Gedda; Giovan Battista Verger, Tex e il sogno continua, Torino, Edizioni d'Arte Lo Scarabeo, 1994, ISBN 88-86131-11-9.
  • Ermanno Detti, Daniela Parolai, Storia e storie di Tex, Edizioni Anicia, 1994, ISBN 88-7346-098-4.
  • Andrea Plazzi, Edoardo Rosati, Al servizio dell'Eroe. Il Tex di Magnus, Bologna, Editrice Punto Zero, 1996, ISBN 88-86945-00-0.
  • Lillo Gullo, Profumi trentini nell'America di Galep, in AA.VV., I cinquant'anni di Tex, Omaggio ad Aurelio Galleppini (Presentazione di Sergio Bonelli), Trento, Comune di Trento, 1998
  • Raffaele Mantegazza, Brunetto Salvarani, Io sparo positivo. Istruzioni per l'uso di Tex Willer, Milano, Unicopli, 1998, ISBN 88-400-0473-4.
  • Carlo Scaringi, Tex Superstar, Napoli, Gremese Editore, 1998, ISBN 88-7742-258-0.
  • Aurelio Sangiorgio, In viaggio con Tex. La geografia del Far West in cinquant'anni di avventure del più famoso personaggio del fumetto italiano, Il Minotauro, 1998, ISBN 88-8073-041-X.
  • Gianni Bono, Leonardo Gori, Tex - Un eroe per amico, Milano, Federico Motta Editore, 1998, ISBN 88-7179-166-5.
  • Giuseppe Pollicelli, CinquanTex, Torino, Edizioni Lo Scarabeo, 1998, ISBN 88-86131-53-4.
  • Maurice Horn, Sotto il segno di Tex, Alessandro Tesauro Editore, 1998.
  • Domenico Mercuri, Tex, i miei primi 50 anni, San Giovanni in Persiceto, Editoriale Mercury, 1998-2006. (9 volumi).
  • Moreno Burattini; Francesco Manetti; Giovanni Battista Verger; Cavalcando con Tex. Cinquant'anni di personaggi e ambienti nelle avventure di Aquila della Notte, Torino, Edizioni Little Nemo, 1999-2001. (5 volumi)
  • Aurelio Sangiorgio, Atlante di Tex, Roma, Il Minotauro, 2001, ISBN 88-8073-063-0.
  • Antonio Tentori, Silenzio! Parla Tex. Massime, pensieri e filosofia del più amato ranger del West, Roma, Castelvecchi, 2003, ISBN 88-8210-103-7.
  • Claudio Paglieri, Non son degno di Tex. Vita morti e miracoli del mitico ranger, 2ª ed., Venezia, Marsilio, 2008, ISBN 88-317-9204-0.
  • Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c’è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008, ISBN 88-04-58378-9.
  • Adolfo Fattori, Per il West, oltre il tramonto. Tex Willer e il suo immaginario, a cura di Carmine Treanni, Cassino, Cagliostro ePress, 2008, ISBN 88-95114-10-8.
  • Antonio Mondillo, Tex tra mito e storia, Battipaglia, Alessandro Tesauro Editore, 2008, ISBN 88-95479-15-7.
  • Renato Genovese, L'avventurosa storia del fumetto italiano. Quarant'anni di fumetti nelle voci dei protagonisti, Roma, Alberto Castelvecchi Editore, 2009, ISBN 978-88-7615-346-4.
  • Pier Luigi Gaspa, et al., L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano., Napoli, Comicon, 2010, ISBN 88-88869-23-9.
  • Mauro Boselli, Tex Willer. Il romanzo della mia vita, Milano, Arnoldo Mondadori, 2011, ISBN 978-88-04-60856-1.
  • Raffaele De Falco, Tex. Fiumi di china italiana in deserti americani, Battipaglia, Nicola Pesce Editore, ottobre 2013, ISBN 88-97141-21-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Bonelli Editore Portale Sergio Bonelli Editore: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sergio Bonelli Editore