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Doppiatore

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Il doppiatore (al femminile doppiatrice) è un attore che, in fase di doppiaggio di un film, telefilm e in generale qualunque contenuto audio/video che necessiti di una voce attoriale, presta la propria voce ad attori stranieri per le edizioni in lingua non originale. Il doppiatore presta la propria voce anche a personaggi non rappresentati con attori reali, o fa da "voce fuori campo", come messaggi radiofonici o cartoni animati e videogiochi di produzione nazionale a cui va attribuita una voce ex novo (vedi recitazione vocale).

Storia e mestiere del doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

In passato si ricorreva al doppiatore anche per attori della stessa madrelingua, quando questi non raggiungevano una qualità accettabile nella recitazione o nella dizione; inoltre i registi decidevano di abbinare una voce a un personaggio così come decidevano il costume, il trucco e l'acconciatura, e molti grandi attori italiani (come ad esempio Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Sophia Loren ed Anna Magnani), furono doppiati. Questa pratica ha anche permesso ad attori poco dotati di recitare, ma che venivano utilizzati perché fotogenici e fisicamente giusti per un certo ruolo, grazie alla voce in prestito dal doppiatore; è finita dopo la vittoriosa battaglia "voce-volto" condotta da Gian Maria Volonté. Ha pure permesso a grandi autori di improvvisare sul set e finire il film in doppiaggio, dando luogo a capolavori del cinema italiano, un esempio per tutti: Federico Fellini faceva declamare numeri agli attori sul set, e costruiva i dialoghi in un secondo momento.

Il doppiaggio inoltre può essere una necessità tecnica, quando le condizioni ambientali (rumori di fondo, forti riverberi) durante le riprese non consentono di registrare un parlato chiaro. In questo caso però sono gli stessi attori ad auto-doppiarsi.

Strumento principale di lavoro del doppiatore è il microfono, con cui si deve saper rapportare per valorizzare sempre al massimo la sua interpretazione.

Come l'attore nella sua attività viene diretto da un regista, così il doppiatore viene diretto da un direttore del doppiaggio. Questa figura (di solito un doppiatore con maggiore esperienza) si occupa di scegliere i doppiatori e distribuire le parti, di coordinare il lavoro, di cui mantiene sempre una visione globale. Rispetto a un regista però, il direttore del doppiaggio è molto più vincolato a esigenze tecniche produttive che non proiettato verso uno sviluppo artistico del lavoro, comunque presente anche se in misura estremamente ridotta.

Il doppiatore viene scelto per una dizione italiana impeccabile: non è infatti ammissibile che si possa localizzare la regione dalla quale proviene il doppiatore dato che un personaggio straniero non può parlare con inflessione romanesca, napoletana, siciliana, toscana, milanese o veneta, a meno che non lo preveda la caratterizzazione del singolo personaggio (ad esempio se si interpreta un italiano appena emigrato in America). Il riferimento più consueto è il DOP (Dizionario di ortografia e pronunzia), ma rispetto a esso si sono sviluppate delle consuetudini che modificano il DOP rendendolo più simile alla lingua corrente (il cosiddetto doppiaggese).

Per fare il doppiatore sono dunque necessarie doti particolari, e bravi attori di teatro, cinema, televisione o radio non è detto che riescano a essere anche bravi doppiatori e viceversa.

Esistono doppiatori di ogni età, dai 4 ad oltre 80 anni; talvolta i personaggi bambini sono doppiati da donne che hanno l'attitudine a fare la voce da bambino.

Recitazione vocale[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo anglosassone si definisce voice actor (al femminile voice actress) un attore che presta la propria voce a personaggi dell'animazione, dei videogiochi ed in generale a tutti quei prodotti che hanno bisogno di una voce ex novo. In Italia anche questo ruolo è attribuito ai doppiatori, anche se secondo la lingua italiana il doppiatore si occupa solo del doppiaggio e non della voce ex novo.[1]

Solitamente i voice actor si occupano anche di programmi radiofonici, come commedie radiofoniche, e di spot pubblicitari, ma lavorano soprattutto nel mondo del doppiaggio, specialmente in film e in opere d'animazione. In alcuni casi, quando viene richiesta una parte cantata, è comune affidarla ad un secondo voice actor, specializzato nel canto.

Nord America[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia dell'animazione nordamericana, solitamente i voice actor non hanno mai avuto un ruolo riconosciuto pubblicamente, con l'unica eccezione di Mel Blanc, noto per l'eccezionale lavoro svolto nel creare le moltissime voci dei personaggi animati della Warner Bros e della Hanna-Barbera.

Oggigiorno molte star hollywoodiane hanno prestato le loro voci per film d'animazione, ma il primo caso fu nel 1967 con Il libro della giungla, in cui parteciparono Phil Harris, Sebastian Cabot e Louis Prima. Questo film, insieme ad Aladdin (in cui si prestò come voice actor Robin Williams), portò una svolta al voice acting americano, in cui diverse star cinematografiche iniziarono a prestare le loro voci, piuttosto che promuovere la carriere del voice actor.

Diversi voice actor, tra cui Billy West, sono stati criticati per la loro scelta nell'utilizzo di attori cinematografici per film d'animazione.[2] I voice actor più esperti (in grado di alterare la loro voce per creare personaggi più realistici o particolari), vengono spesso chiamati per seguire gli attori cinematografici nel loro ruolo, soprattutto leggendo le parti ad essi e facendogliele ripetere. In questo caso, anche se è l'attore a dare la voce al personaggio, è il voice actor colui che lo ha creato e ha sviluppato la sua personalità attraverso una particolare rappresentazione vocale.

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

La seiyū e cantante Maria Yamamoto.

I voice actor giapponesi sono comunemente chiamati seiyū (声優?) e lavorano in radio, televisione e film, ma soprattutto in anime e videogiochi. Il Giappone produce infatti il 60% delle serie animate nel mondo, rendendo tale lavoro molto proficuo. I seiyū lavorano anche come doppiatori per film o documentari che non sono in lingua giapponese.

Grazie alla popolarità dell'industria degli anime e dei videogiochi, molti seiyū vengono riconosciuti con fama nazionale, e sono in grado di perseguire questa professione senza il bisogno di praticarne altre. Il Giappone ha diverse istituzioni per preservare questo lavoro, e sono circa 130 le scuole che seguono ed istruiscono i nuovi seiyū.

Molto spesso i seiyū devono anche lavorare su parti canore, come le sigle iniziali e finali degli anime a cui lavorano, e spesso proseguono con la creazione di drama CD oppure image song. Molti seiyū, grazie a queste attività, seguono anche la carriera di cantante.

Non sono rare poi le Idol che si dedicano, anche solo in parte, a questa carriera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Mauro - doppiatore, old.demauroparavia.it. URL consultato l'8 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).
  2. ^ (EN) Kyle Ryan, The A.V. Club interview with Billy West, The A.V. Club, 14 giugno 2005. URL consultato il 18 giugno 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerardo Di Cola, Le voci del tempo perduto, Chieti, Edicola Editrice, 2004. ISBN 8882670236.

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