Lingua giapponese

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Giapponese
日本語, Nihongo
Parlato inGiappone Giappone
Brasile Brasile
Stati Uniti Stati Uniti (California, Guam, Hawaii)
Isole Marshall Isole Marshall
Palau Palau
Corea del Nord Corea del Nord
Corea del Sud Corea del Sud[1]
Locutori
Totale127 milioni (≅126 milioni in Giappone e ≅1 milione nel resto del mondo)
Classifica10
Altre informazioni
Scritturasillabari hiragana e katakana, alfabeto latino (rōmaji) e ideogrammi (kanji)
TipoSOV agglutinante - flessiva
Tassonomia
Filogenesilingue nipponiche
 Giapponese
Statuto ufficiale
Ufficiale inGiappone Giappone (de facto)
Palau Palau (Angaur)[2][3]
Regolato daGoverno giapponese
Codici di classificazione
ISO 639-1ja
ISO 639-2jpn
ISO 639-3jpn (EN)
ISO 639-5jpx
Glottolognucl1643 (EN)
Linguasphere45-CAA
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
全ての人間は、生まれながらにして自由であり、かつ、尊厳と権利とについて平等である。人間は、理性と良心とを授けられており、互いに同胞の精神をもって行動しなければならない。
Traslitterazione
Subete no ningen wa, umare nagara ni shite jiyū de ari, katsu, songen to kenri to ni tsuite byōdō de aru. Ningen wa, risei to ryōshin to o sazukerarete ori, tagai ni dōhō no seishin o motte kōdō shinakereba naranai.

Il giapponese (日本語 Nihongo?) è una lingua parlata in Giappone e in numerose aree di immigrazione giapponese. Insieme alle lingue ryūkyūane forma la famiglia linguistica delle lingue nipponiche.

Poco si conosce della preistoria della lingua, o di quando essa apparve per la prima volta in Giappone. I documenti cinesi del III secolo registravano alcune parole giapponesi, ma testi sostanziali non apparvero prima dell'VIII secolo. Durante il periodo Heian (794-1185), il cinese ebbe considerevole influenza sul vocabolario e sulla fonologia del giapponese antico. Il giapponese tardomedio/tardo giapponese medio (1185–1600) vide cambiamenti nelle caratteristiche che lo portarono più vicino alla lingua moderna, nonché la prima apparizione di prestiti linguistici europei. Il dialetto standard si spostò dalla regione di Kansai alla regione di Edo (la moderna Tokyo) nel periodo del Primo giapponese medio (inizio del XVII secolo-metà del XIX secolo). In seguito alla fine nel 1853 dell'isolamento autoimposto del Giappone, il flusso dei prestiti linguistici dalle lingue europee aumentò significativamente. I prestiti linguistici inglesi in particolare sono diventati frequenti e le parole giapponesi con radici inglesi sono proliferate.

Dal punto di vista filogenetico il giapponese si considera solitamente una lingua isolata, per l'impossibilità di ricostruire con sicurezza la sua origine. Alcune delle teorie proposte ipotizzano che il giapponese possa avere origini comuni con la lingua ainu (parlata dalla popolazione indigena Ainu tuttora presente nell'isola di Hokkaidō), con le lingue austronesiane oppure con le lingue altaiche. Le ultime due ipotesi sono attualmente le più accreditate: molti linguisti concordano nel ritenere che il giapponese sarebbe costituito da un substrato austronesiano a cui si è sovrapposto un apporto di origine altaica. Evidenti sono le somiglianze sintattiche e morfologiche con il coreano, trattandosi di lingue agglutinanti (che formerebbe con il giapponese il gruppo macro-tunguso), da cui differisce sul piano lessicale.

Vari studiosi utilizzano il termine protogiapponese per indicare la protolingua di tutte le varietà delle lingue moderne del Giappone, ovvero la lingua moderna giapponese, i dialetti del Giappone e tutte le forme di lingua parlata nelle isole Ryukyu.[4] Dal punto di vista tipologico il giapponese presenta molti caratteri propri delle lingue agglutinanti del tipo SOV, con una struttura "tema-commento" (simile a quella del coreano). La presenza di alcuni elementi tipici delle lingue flessive ha spinto tuttavia alcuni linguisti a definire il giapponese una lingua "semi-agglutinante".

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Il giapponese è lingua ufficiale nell'arcipelago giapponese e nell'isola di Angaur (Palau), dove condivide lo status con l'angaur e l'inglese. Esistono inoltre numerose comunità di lingua giapponese nelle aree di immigrazione, in Brasile, in Perù e negli Stati Uniti (soprattutto nelle Hawaii e in California). Gli immigrati giapponesi di queste comunità sono chiamati nisei (二世? letteralmente "seconda generazione") ed è raro che parlino giapponese correntemente.

Storia della lingua giapponese[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Si pensa che un antenato comune del giapponese e delle lingue o dialetti ryukyuani sia stato portato in Giappone da colonizzatori provenienti dall'Asia continentale o dalle vicine isole del Pacifico (o da entrambe) in qualche momento tra l'inizio e la metà del II secolo a.C. (il periodo Yayoi), sostituendo le lingue degli originari abitanti Jōmon,[5] incluso l'antenato della moderna lingua ainu. Molto poco si sa del giapponese di questo periodo. Poiché la scrittura doveva ancora essere introdotta in Cina, non ci sono prove dirette, e qualsiasi cosa si possa discernere di questo periodo del giapponese deve basarsi sulle ricostruzioni del giapponese antico.

Giapponese antico[modifica | modifica wikitesto]

Pagina dal Man'yōshū
Una pagina dal Man'yōshū, la più antica antologia di poesia giapponese classica
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingua giapponese antica.

Il giapponese antico (Old Japanese) è il più antico stadio attestato della lingua giapponese, successivo al proto-giapponese ("Proto-Japanese" o "Proto-Japonic"). Attraverso la diffusione del buddhismo, il sistema di scrittura cinese fu importato in Giappone. I primi testi trovati in Giappone sono scritti in cinese classico, ma può darsi che fossero destinati a essere letti come giapponesi mediante il metodo kanbun. Alcuni di questi testi cinesi mostrano le influenze della grammatica cinese, come l'ordine delle parole (ad esempio, porre il verbo dopo l'oggetto). In questi testi ibridi, i caratteri cinesi sono usati occasionalmente anche foneticamente per rappresentare particelle giapponesi. Il primo testo, il Kojiki, risale all'inizio dell'VIII secolo, ed era scritto interamente in caratteri cinesi. La fine del giapponese antico coincide con la fine del periodo Nara nel 794. Il giapponese antico usa il sistema di scrittura man'yōgana, che impiega i kanji per i loro valori fonetici oltre che semantici. In base al sistema man'yōgana, si può ricostruire che il giapponese antico avesse 88 sillabe distinte. I testi scritti con i man'yōgana usano due diversi kanji per ciascuna delle sillabe ora pronunciate き ki, ひ hi, み mi, け ke, へ he, め me, こ ko, そ so, と to, の no, も mo, よ yo e ろ ro.[6] (Il Kojiki ne ha 88, ma tutti i testi successivi ne hanno 87. La distinzione tra mo1 e mo2 apparentemente fu persa immediatamente dopo la sua composizione). Questo insieme di sillabe si contrasse a 67 nel giapponese medio iniziale, sebbene alcune siano state aggiunte attraverso l'influenza cinese.

A causa di queste sillabe extra, si è ipotizzato che il sistema vocalico del giapponese fosse più ampio di quello del giapponese moderno – forse conteneva fino a otto vocali. Secondo Shinkichi Hashimoto, le sillabe extra nel Man'yōgana derivano da differenze tra le vocali delle sillabe in questione.[7] Queste differenze indicherebbero che il giapponese antico avesse un sistema di otto vocali,[8] in contrasto con le cinque vocali del giapponese più tardo. Il sistema vocalico dovrebbe essersi contratto in qualche momento tra questi testi e l'invenzione dei kana (hiragana e katakana) all'inizio del IX secolo. Secondo questa visione, il sistema a otto vocali del giapponese antico assomiglierebbe a quello delle famiglie delle lingue uraliche e altaiche.[9] Tuttavia, non è completamente certo che l'alternanza tra le sillabe rifletta necessariamente una differenza tra le vocali piuttosto che tra le consonanti – al momento, il solo fatto incontestato è che sono sillabe diverse.

Il giapponese antico non ha /h/, ma piuttosto /ɸ/ (preservata nel moderno fu, /ɸɯ/), che è stato ricostruito in un anteriore */p/. Il Man'yōgana ha anche un simbolo per /je/, che si fonde con /e/ prima della fine del periodo.

Parecchie fossilizzazioni degli elementi grammaticali del giapponese antico rimangono in quello moderno – la particella del genitivo tsu (soppiantata dal moderno no) è preservata in parole come matsuge ("ciglio", lett. "peli dell'occhio"); i moderni mieru ("essere visibile") e kikoeru ("essere udibile") conservano quello che può essere un suffisso mediopassivo -yu(ru) (kikoyukikoyuru (la forma attributiva, che sostituì lentamente la forma ordinaria a partire dal tardo periodo Heian) > kikoeru (tutti i verbi shimo-nidan nel giapponese moderno lo fanno); e la particella del genitivo ga rimane nella parlata intenzionalmente arcaica.

Primo giapponese medio[modifica | modifica wikitesto]

Due pagine dal rotolo emaki del Genji Monogatari
Due pagine da un rotolo emaki del XII secolo del of Genji monogatari dell'XI secolo
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Primo giapponese medio.

Il primo giapponese medio, detto anche "giapponese medio iniziale", è il giapponese del periodo Heian, dal 794 al 1185. Esso vede una significativa influenza cinese sulla fonologia della lingua – le distinzioni di lunghezza diventano fonemiche sia per le consonanti sia per le vocali, e sono aggiunte serie di consonanti sia labializzate (ad es. kwa) sia palatalizzate (kya). Il /ɸ/ intervocalico si fonde con /w/ verso l'XI secolo. La fine del giapponese medio iniziale vede l'inizio di un mutamento dove la forma attributiva (giapponese rentaikei) sostituisce lentamente la forma non flessa (shūshikei) per quelle classi verbali dove le due erano distinte.

Tardo giapponese medio/giapponese tardomedio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tardo giapponese medio.

Il tardo giapponese medio (detto anche giapponese tardomedio) copre gli anni dal 1185 al 1600 ed è diviso normalmente in due sezioni, grosso modo equivalenti al periodo Kamakura e al periodo Muromachi, rispettivamente. Le forme posteriori di giapponese tardomedio sono le prime ad essere descritte da fonti non native, in questo caso i missionari gesuiti e francescani; e in tal modo vi è una migliore documentazione della fonologia per il giapponese tardomedio che per le forme precedenti (ad esempio, l'Arte da Lingoa de Iapam). Tra gli altri cambiamenti di suono, la sequenza /au/ si finde in /ɔː/, in contrasto con /oː/; /p/ è reintrodotta dal cinese; e /we/ si fonde con /je/. Alcune forme alquanto più familiari ai parlanti del giapponese moderno cominciano ad apparire – la terminazione continuativa -te comincia a ridursi sul verbo (ad es. yonde per l'anteriore yomite), la -k- nella sillaba finale degli aggettivi cade (shiroi per l'anteriore shiroki); ed esistono alcune forme dove il giapponese standard moderno ha conservato la forma anteriore (ad es. hayaku > hayau > hayɔɔ, dove il giapponese moderno ha solo hayaku, benché la forma alternativa sia preservata nel saluto standard o-hayō gozaimasu "buon giorno"; questa terminazione si vede anche in o-medetō "congratulazioni", da medetaku).

Il giapponese mediotardo ha i suoi prestiti linguistici dalle lingue europee – parole ora comuni prese a prestito dal giapponese in questo periodo includono pan ("pane") e tabako ("tabacco", ora "sigaretta"), entrambi dal portoghese.

Giapponese moderno[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Primo giapponese moderno.

Il primo giapponese moderno è iniziato con il periodo Edo, che durò fra il 1603 e il 1868. A partire dal giapponese antico, il giapponese standard de facto era stato il dialetto di Kansai, specialmente quello di Kyoto. Tuttavia, durante il periodo Edo, Edo (ora Tokyo) si sviluppò nella più grande città del Giappone, e il dialetto dell'era Edo divenne il giapponese standard. A partire dalla fine dell'isolamento autoimposto del Giappone nel 1853, il flusso di prestiti linguistici dalle lingue europee è aumentato significativamente. Il periodo a partire dal 1945 ha visto un numero maggiore di parole prese in prestito dall'inglese,[10] specialmente con riferimento alla tecnologia — ad esempio, pasokon (abbreviazione per "personal computer"); intānetto ("internet") e kamera ("macchina fotografica, fotocamera"). A causa della grande quantità di prestiti linguistici inglesi, il giapponese moderno ha sviluppato una distinzione tra /tɕi/ e /ti/, e tra /dʑi/ e /di/, con l'ultima che in ciascuna coppia si trova solo nei prestiti linguistici. La varietà di giapponese parlata dopo il 1868 viene detto "giapponese moderno"

Fonologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fonologia della lingua giapponese.

In giapponese esistono cinque fonemi vocalici e ventisei fonemi consonantici differenti. Questi ultimi, però, non si presentano mai da soli ma hanno sempre bisogno di una vocale a cui appoggiarsi (l'unica eccezione è /ɴ/, che può apparire isolato). Si usa dire a questo proposito che il giapponese è una lingua sillabica: l'elemento fondamentale della parola non è infatti la lettera, ma la mora. Le more sono composte sempre secondo lo schema [consonante] + [vocale] oppure secondo lo schema [consonante] + /j/ + [vocale]. Questo limita notevolmente la possibilità di comporre parole usando i fonemi.

Nella traslitterazione della scrittura giapponese (secondo i sistemi ufficiali Hepburn e Kunrei) sono impiegate soltanto ventidue delle ventisei lettere dell'alfabeto latino, cinque vocali e diciassette consonanti (alcune delle quali corrispondono a più di un fonema).

Vocali[modifica | modifica wikitesto]

Vocali della lingua giapponese

I fonemi vocalici giapponesi, in trascrizione IPA, sono /a/ /e/ /i/ /o/ /u/, che vengono abitualmente traslitterati rispettivamente come a, e, i, o, u. L'unica vocale caratteristica della lingua giapponese è la realizzazione di /u/ in [ɯᵝ], fono arrotondato esolabiale.

In ambiente sordo, ovvero quando precedute e seguite da consonanti sorde o in fine di frase, la pronuncia di alcune vocali (principalmente /i/ e /u/, ma in alcuni parlanti anche /a/ e /o/) è desonorizzata (con vibrazione delle corde vocali solo parziale o totalmente assente). L'accento regionale della zona del Kansai (Ōsaka, Kyōto), molto caratteristico, invece tende a pronunciare marcatamente anche le vocali desonorizzate della lingua standard.

Alcuni esempi (le vocali tra parentesi sono da pronunciare senza far vibrare le corde vocali):

  • /u/ desonorizzata ([ɯᵝ]):
    • desu (copula) è pronunciato [de̞s(ɯᵝ)]
    • Asuka (nome proprio) è pronunciato [äs(ɯᵝ) ka]
  • /i/ desonorizzata ([i̥]):
    • deshita (copula al passato) è pronunciato [de̞ɕ(i̥) tä]
    • kita ("nord") è pronunciato [ki̥tä]
  • /a/ e /o/ desonorizzate:
    • kakaru (verbo dai molteplici significati) è pronunciato [k(ä) kärɯᵝ]
    • kokoro ("cuore") è pronunciato [k(o̞) ko̞ro̞]

Le vocali possono essere allungate con la ripetizione della stessa o con l'aggiunta di altre vocali. Non esiste un accento tonico come concepito nelle lingue neolatine: l'accento potrebbe cadere su qualunque sillaba della parola in base alla musicalità che assume all'interno della frase.

Consonanti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito vengono riportati i fonemi base, i foni (tra /.../) e gli allofoni (tra [...]) del consonantismo giapponese:

Bilabiali Alveolari Alveolo-palatali Palatali Velari Uvulari Glottidali
Nasali           m            n          /ɲ/ /ŋ/           ɴ
Occlusive p       b t       d k       g
Affricate ts       dz     
Fricative /ɸ/       [β] s       z          [lʒ] ɕ       ʑ /ç/           [ɣ] h
Approssimanti           [l]           j ɰ       [w]
Vibranti ɾ       [r]

I fenomeni più comuni sono l'assimilazione di alcune consonanti e la sonorizzazione di altri in contesti vocalici.

Sistema di scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sistema di scrittura giapponese.

Il sistema di scrittura giapponese si basa sui due kana (hiragana e katakana), alfabeti sillabici creati — secondo la tradizione — intorno al IX secolo dal monaco buddhista giapponese Kūkai (Kōbō Daishi), e sui kanji (caratteri di origine cinese), i sinogrammi.

I primi due alfabeti sono composti ciascuno da 45 sillabe (che comprendono le vocali) e da una consonante, la N. Oltre a questi suoni seion, puri, ci sono venti suoni dakuon o impuri (ottenuti dalla nigorizzazione, ovvero dall'aggiunta di due trattini chiamati nigori a destra dei caratteri, che sonorizza le consonanti), cinque suoni handakuon o semipuri (con un cerchietto, maru, a destra dei caratteri) e trentasei suoni yōon o contratti, derivati dalla combinazione di alcuni dei precedenti.

Kana[modifica | modifica wikitesto]

Sillabario Hiragana
(a) (i) (u) (e) (o)
(ka) (ki) (ku) (ke) (ko)
(ga) (gi) (gu) (ge) (go)
(sa) (shi) (su) (se) (so)
(za) (ji) (zu) (ze) (zo)
(ta) (chi) (tsu) (te) (to)
(da) (ji) (zu) (de) (do)
(na) (ni) (nu) (ne) (no)
(ha) (hi) (fu) (he) (ho)
(ba) (bi) (bu) (be) (bo)
(pa) (pi) (pu) (pe) (po)
(ma) (mi) (mu) (me) (mo)
(ya) (yu) (yo)
(ra) (ri) (ru) (re) (ro)
(wa) (wo)
(n)

Lo hiragana è impiegato specialmente per i prefissi, i suffissi, le particelle (o posposizioni) — parti grammaticali giapponesi che non si rappresentano con i kanji. Viene usato inoltre per trascrivere la pronuncia dei kanji (prendendo il nome di furigana), sia per motivi didattici (nel caso di kanji rari) sia per scrivere sul computer (ogni ideogramma è scritto inizialmente come sequenza di segni hiragana e poi sostituito da uno dei kanji che hanno quella pronuncia).

Sillabario Katakana
(a) (i) (u) (e) (o)
(ka) (ki) (ku) (ke) (ko)
(ga) (gi) (gu) (ge) (go)
(sa) (shi) (su) (se) (so)
(za) (ji) (zu) (ze) (zo)
(ta) (chi) (tsu) (te) (to)
(da) (ji) (zu) (de) (do)
(na) (ni) (nu) (ne) (no)
(ha) (hi) (fu) (he) (ho)
(ba) (bi) (bu) (be) (bo)
(pa) (pi) (pu) (pe) (po)
(ma) (mi) (mu) (me) (mo)
(ya) (yu) (yo)
(ra) (ri) (ru) (re) (ro)
(wa) (wo)
(n)

Il katakana, in alcuni casi simile allo hiragana, ma più rigido e squadrato, è attualmente impiegato soprattutto per trascrivere le parole di origine straniera (adattate naturalmente alla fonotassi giapponese: non tutti i suoni stranieri sono infatti presenti nell'alfabeto katakana, per esempio a causa del rotacismo). Inoltre può essere usato quando si vuol dare una maggior enfasi a determinati termini giapponesi all'interno di un testo. Fra i giovani è sempre più diffuso l'uso dei katakana per scrivere sostantivi giapponesi dai kanji troppo difficili o antiquati. Vengono infine usati per la scrittura delle voci onomatopeiche.

Per molti aspetti l'uso del katakana rispetto allo hiragana ha funzioni analoghe a quello del corsivo latino rispetto al tondo.

I tre sistemi di scrittura hiragana, katakana e kanji vengono utilizzati contemporaneamente nello stesso testo: i kanji per le radici della maggior parte dei verbi, degli aggettivi, dei pronomi, dei sostantivi e dei nomi propri giapponesi; lo hiragana per suffissi, desinenze, ausiliari e posposizioni, ma può essere usato anche in sostituzione dei kanji, soprattutto nel caso di testi informali o destinati ai bambini che ancora non hanno imparato molti dei kanji; il katakana è invece utilizzato per scrivere le onomatopee, le parole straniere e in certi casi le parole alle quali si desidera dare particolare rilievo all'interno di una frase. Per esempio si considerino i diversi modi in cui la frase Watashi wa Mirano e ikimasu ("Io vado a Milano") può essere scritta:

私はミラノへ行きます。

わたしはミラノへいきます。

Il pronome personale watashi (io) e la radice i del verbo iku (andare) possono essere scritti sia con i rispettivi kanji (私: watashi, 行: i) che con il loro equivalente hiragana (watashi: わたし, i: い) come nel secondo esempio perché sono rispettivamente un pronome e una radice verbale. La parola Mirano (Milano) va scritta in katakana in quanto parola straniera: ミラノ; mentre per scrivere la posposizione e (へ), la desinenza verbale ki (き) e l'ausiliare di cortesia masu (ます) si utilizza sempre e comunque lo hiragana.

Kanji (caratteri cinesi), radicali Kangxi, paleografia e lettura on dal Primo Cinese Medio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Kanji.

I kanji (letteralmente "Caratteri della dinastia Han", dinastia cinese dal 206 a.C. al 200 d.C.) sono propriamente caratteri di origine cinese. Sono più di 50.000, ma quelli considerati di uso comune, gli shinjitai, sono solo 2238.[11] I kanji sono formati da uno dei 214 radicali detti Radicali Kangxi (in giapponese, "Kōki Bushu") e da altri elementi riconducibili ad altri kanji. I radicali, a loro volta, sono dei kanji a sé che solitamente non hanno molti tratti. È importante riconoscere i radicali perché aiutano nella comprensione dei kanji: infatti questi hanno un significato preciso e varie pronunce (di solito da una a tre) a seconda della loro posizione nelle parole. Adottando gli ideogrammi cinesi, i giapponesi hanno importato anche la loro pronuncia, detta on, modificata secondo la propria fonetica, specialmente per le parole composte, data la brevità di tali pronunce (la lingua cinese scritta di epoca classica era di fatto quasi totalmente monosillabica).

Esempio: la parola yasumi (休み) significa "riposo, vacanza", e il kanji è composto dal radicale di "persona" (人) e da "albero" (木), il secondo carattere (み) è la sillaba mi in hiragana.

Dei radicali Kangxi/Kōki Bushu esiste una ricostruzione, in cui si spiega da cosa deriva il disegno osservando le prime versioni dei sinogrammi in Cina, reperibili sulle ossa oracolari (piastre di tartaruga e scapole di bue incise e/o trapanate) messe sul fuoco a crepare per effettuare le piromanzie (ossia plastromanzie e scapulomanzie, delle divinazioni sul futuro). Le prime ossa oracolari risalgono al 1250 a.C., in cui si parlava l'Old Chinese/cinese antico (di cui esistono ricostruzioni, e.g. Baxter-Sagart, 2014). Le versioni successive sono attestate nei bronzi Shang e Zhou (vasi, bacinelle, piccoli contenitori, specchi, bracieri, pettini...). I radicali Kangxi, che sono i mattoncini della scrittura, si possono affiancare a una ricostruzione filologica dei sinogrammi più diffusi (erano usati pure in giapponese, coreano e vietnamita, le lingue della sinosfera, le "ligue sino-xeniche" come le ha battezzate Samuel Martin nel 1953). Lo studio della lettura on, cioè quella sino-giapponese, si può affiancare alle ricostruzioni del Primo Cinese Medio/Early Middle Chinese/EMC (e.g. Baxter, 2011), che spiega l'origine della lettura on, le letture delle altre lingue sino-xeniche (vedi hanja e Han tu' nel sistema Chu' Nom) e la pronuncia di molti dialetti meridionali cinesi conservativi come il cantonese/dialetto Yue, il dialetto Wu (il più prestigioso è lo shanghainese), i Minnan (che includono gli Hokkien) e l'Hakka/Kejiahua.

Traslitterazione o rōmaji[modifica | modifica wikitesto]

Il rōmaji (letteralmente "Segni di Roma") è il sistema di traslitterazione dal giapponese ai caratteri latini. Ci sono più tipologie di rōmaji: i più usati sono il sistema Hepburn e il sistema Kunrei. Qui viene usato il sistema Hepburn, che si differenzia dal Kunrei solo per qualche sillaba e per la scrittura dei suoni contratti. Il primo si avvicina di più alla pronuncia; il secondo è più schematico (dove lo Hepburn scrive ta, chi, tsu, te, to, il Kunrei scrive ta, ti, tu, te, to). Attenzione: i giapponesi non usano mai il rōmaji per scrivere (anche se da tempo si è diffuso il modo di scrivere occidentale in orizzontale "sinistra-destra" e "alto-basso", al posto del "classico" — e naturalmente tuttora impiegato — sistema di scrittura verticale "alto-basso" e "destra-sinistra". Il rōmaji è comunque insegnato nelle scuole perché attraverso la sillabazione in caratteri romani si possono scrivere i testi in giapponese su apparecchi elettronici, come computer e telefoni.

Convenzioni ortografiche[modifica | modifica wikitesto]

Solo tre particelle hanno una pronuncia irregolare: は (ha) che si pronuncia wa, を (wo) che si pronuncia o e へ (he) che si pronuncia e. Queste letture irregolari si applicano solo quando il fonema è usato come particella. Nel caso di は ci sono anche altre poche eccezioni dovute a rimanenze arcaiche della particella d'argomento in parole ormai indipendenti, per esempio ではありません (dewa arimasen, "non è") o こんにちは (konnichiwa, "buongiorno"). La sillaba を è esclusivamente particella e non compare in nessun'altra parola giapponese.

Scrivere senza spazi[modifica | modifica wikitesto]

Gli spazi nella lingua giapponese sono un'introduzione piuttosto recente ad uso dei bambini e di coloro che devono apprendere la lingua iniziando dagli alfabeti sillabici. A volte la divisione fra parola e parola si basa su metodi meramente convenzionali (alcuni legano le particelle ai nomi che li precedono, altri no, stesso discorso per la desinenza -masu dei verbi nella forma di cortesia). In realtà l'alternanza di kanji e hiragana fa sì che ci sia un'alternanza delle parti del discorso pienamente distinguibile. Dopo ogni sostantivo (scritto in kanji) segue una particella in hiragana; anche verbi e aggettivi hanno una prima parte in kanji e una desinenza in hiragana. Conoscendo questa struttura diventa semplice delimitare una parola dall'altra.

Pronuncia in dettaglio[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante si spiega la pronuncia in giapponese, suono per suono, tale per cui i suoni sono poi combinabili tra loro. Sotto la tabella si forniscono alcune informazioni sugli allungamenti vocalici, sui dittonghi arcaici e su alcuni accomodamenti dal Primo Cinese Medio.

Lettera/

dittongo

(rōmaji)

Hiragana Katakana Trascriz. IPA Spiegazioni
a /a/ È una "a" di albero, come in italiano.
i /i/ È una "i" di interno, come in italiano. Questa vocale deriva dall'assimilazione di due diverse tipologie di vocali dall'Old Japanese, trascritte come i1 e i2. Su che suoni rappresentassero queste vocali è ancora

attivo un dibattito molto acceso. Queste distinzioni valgono solo in alcune sillabe.

u /ɯ/ < */u/ È una "u" di uno, ma non è arrotondata/procheila. In altre parole, oggi si pronuncia tenendo le labbra non

arrotondate ma rilassate. Anticamente, si pronunciava arrotondata, come in italiano.

e /e/ È una "e" di evento, come in italiano. Anche questa vocale deriva dall'assimilazione di due diverse tipologie di vocali dall'Old Japanese, e1 e e2.
o /o/ È una "o" di occhio, chiusa e arrotondata e come in italiano. Anche questa vocale deriva dall'assimilazione di due diverse tipologie di vocali dall'Old Japanese, o1 e o2.
ya /ja/ È una "ia" di g, come in italiano: è un dittongo. In generale, la /j/ semivocalica non si raddoppia: la

confusione può derivare per un'interferenza con l'italiano (e.g. con parole come "aglio", diversa da

"ahio". Peraltro, il suono in questione non è nemmeno /j/, ma /ʎ̩/ tensificato/raddoppiato/geminato).

La /j/ semivocalica in rōmaji (il sistema più diffuso in assoluto è il sistema Hepburn, dal nome del

missionario che lo inventò) si scrive con la "y".

ye 𛀁 / いぇ イェ /je/ È una "ie" di iena, come in italiano: è un dittongo che si reperisce in prestiti. Ufficialmente, esiste solo la

versione in katakana. In hiragana il dittongo, largamente in disuso, si ottiene affiancando due vocali.

Una seconda versione di scrittura è una sillaba rarissima, 𛀁, che deriva dalla stilizzazione di 江, un

sinogramma e kanji che indica il concetto di "grande fiume" (radicale dell'acqua 水 e, come chiave di

lettura, la squadra da carpentiere 工).

yu /jɯ/ < */ju/ È una "iu" di iuta, come in italiano ma tenendo la "u" non arrotondata. Anticamente, il dittongo era

pronunciato arrotondato.

yo /yo/ È una "io" di sciolto, arrotondata.
wa /ɰa/ < /wa/ È una "ua" di quaglia, ma con la "u" semivocalica non arrotondata. La versione semivocalica di /ɯ/ si scrive

/ɰ/, pertando il dittongo è /ɰa/. Anticamente, la semivocale era arrontondata come in italiano,

pertanto il dittongo era /wa/. La /w/ semivocalica si romanizza con la lettera "w". Il dittongo è ancora in uso

in giapponese ma in isolamento: nei kanji, è caduto.

wi /ɰi/ < /wi/ È una "ui" di qui, sempre con le labbra rilassate. Anticamente, era /wi/. Oggi questa sillaba è in disuso pure

negli anglicismi/wasei-eigo in Japanglish, ma è utile se si affronta la pronuncia storica in particolare dei

kanji, con cui si può fare un confronto con i prestiti cinesi in altre lingue e con il cinese stesso. In più, siccome questo dittongho si è ridotto in /i/, molti kanji non rispecchiano la pronuncia cinese e sino-xenica,

ragion per cui solo in apparenza sembrano avulsi e scollegati dal cinese. Lo stesso discorso vale per "-wa",

ridotto in /a/.

we /ɰe/ < /we/ È una "ue" di quelli, sempre con le labbra rilassate. Anticamente, era /we/. Oggi questa sillaba è in disuso, ma la sua utilità è analoga a "wi" e a "-wa" usato dentro una sillaba.
wo /ɰo/ < /wo/ È una "uo" di uomo, sempre con le labbra rilassate. Anticamente, era /wo/. Oggi, la sillaba è in disuso

eccetto per la particella che indica il complemento oggetto diretto, を, che anticamente si pronunciava

/wo/ e oggi si riduce in /o/: pertanto, la pronuncia è irregolare.

k - - /k/ È una "c" di cane/"ch" di chela/"k" di koala. La consonante si combina con ogni vocale, generando una

distinta sillaba, ognuna con il suo segno grafico in katakana e hiragana (i due sillabari/kana sono nati

da una stilizzazione di una serie di kanji). Il suono resta invariato di fronte a ogni vocale e dittongo. Al

massimo, di fronte alla /i/ e /j/- si palatalizza leggermente. La /k/- e la versione palatalizzata /kʲ/- si

riconoscono se si pronuncia alla massima velocità "ko-ku-ko-ku-ko-ku" e "ke-ki-ke-ki-ke-ki", lasciando la

lingua libera di muoversi. La palatalizzazione è leggera: non diventa /t͡ʃ/, come nell'italiano "ciao"), ma più

semplicemente il dorso della lingua si spinge più in avanti. Quando a una consonante si aggiunge il

dittongo che inizia con /j/-, si usa come "base/perno/sedia" la versione in /kʲ/- e accanto si aggiunge il

dittongo in dimensioni rimpicciolite. La "k" non cambia romanizzazione di fronte a nessuna vocale.

Le combinazioni in hiragana e katakana sono:

か ka, き ki, く ku (non arrotondata), け ke, こ ko; きゃ kya, きゅ kyu (non arr.), きょ kyo.

カ ka, キ ki, ク ku (non arr.), ケ ke, コ ko; キャ kya, キュ kyu (non arr.), キェ kye, キョ kyo.

g - - /g/ È una "g" di galera/"gh" di ghiro; a differenza di /k/, la consonante è sonora (coinvolge cioè la vibrazione

delle corde vocali: si metta il palmo della mano intorno alla gola e si pronunci prima "ffff" e poi "mmm").

Si ottiene aggiungendo due trattini in alto alle sillabe con k-. Il doppio trattino in alto si chiama "dakuten"

o "nigori", cioè "impurità", e fa nascere le sillabe "impure", che sono sonore a prescindere. Prima del Periodo

Edo (corrispondente allo shogunato Tokugawa/Primo Giapponese Moderno), in scrittura non era usanza comune disambiguare l'impurità.

La /g/ si palatalizza di fronte alla /i/ e /j/ semivocalica, diventando /gʲ/.

la /g/, se pronunciata in una parlata veloce, colloquiale e poco curata può ridursi in /ɣ/, cioè una "g" di galera

senza contatto tra organi., come in spagnolo sia castigliano che latinoamericano.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

が ga, ぎ gi, ぐ gu, げ ge, ご go; ぎゃ gya, ぎゅ gyu, ぎょ gyo.

ガ ga, ギ gi, グ gu, ゲ ge, ゴ go; ギャ gya, ギュ gyu, ギェ gye, ギョ gyo.

s - - /s/

di base

È una "s" di senza, sorda. Davanti alla /i/ e /j/- semivocalica, si palatalizza in /ɕ/. Cioè, si pronuncia una

"sc" di scienza ma con la lingua già in posizione di "gn" di gnomo (/ɳ/), senza esagerare. in passato, non si

palatalizzava: era */si/. La palatalizzazione è stata poi assunta anche di fronte alla /e/, poi caduta.

La "s" palatalizzata cambia grafia in "sh-", grafia unica.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

さ sa, し shi, す su, せ se, そ so; しゃ sha, しゅ shu, しょ sho.

サ sa, シ shi, ス su, セ se, ソ so; シャ sha, シュ shu, シェ she, ショ sho.

z - - /d͡z/ È una "z" di zero, sonora, come si pronuncia nel Nord Italia. Davanti a /i/ e /j/- semivocalica, si palatalizza

in /d͡ʑ/, cioè una "g" di gioco pronunciata con a lingua già in posizione di "gn" di gnomo. In passato, non si

palatalizzava: era */d͡zi/. La versione palatalizzata cambia grafia in "j-", grafia unica.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

ざ za, じ ji, ず zu, ぜ ze, ぞ zo; じゃ ja, じゅ ju, じょ jo.

ザ za, ジ ji, ズ zu, ゼ ze, ゾ zo; ジャ ja, ジュ ju, ジェ je, ジョ jo.

t - - /t/

di base

È una "t" di tavolo, sorda. Di fronte alla /i/ e /j/- semivocalica, si palatalizza in /t͡ɕ/, cioè una "c" di ciao ma con

la lingua già in posizione di "gn" di gnomo; la romanizzazione poi cambia in "ch-", grafia unica. In più, davanti

a /ɯ/ non arrotondata, si lenisce diventando /t͡s/, cioè una "z" di zero, stavolta sorda; cambia pure la

latinizzazione della sillaba: "tsu" (<*/tu/). In passato, la pronuncia era */t/ di fronte a ogni suono. Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

た ta, ち chi, つ tsu, て te, と to; ちゃ cha, ちゅ chu, ちょ cho.

タ ta, チ chi, ツ tsu, テ te, ト to; チャ cha, チュ chu, チェ che, チョ cho.

d - - /d/

di base

È una "d" di dente, sonora. Di fronte alla /i/ e /j/- semivocalica, si palatalizza in /d͡ʑ/, cioè una "g" di gioco

pronunciata con a lingua già in posizione di "gn" di gnomo. Per non confondere la grafia con "ji" じ <*/d͡zi/ e

tenere distinto "ji" ぢ <*/di/, in rōmaji si può trascrivere questa nuova sillaba con "dji". Lo stesso discorso

vale con ず zu e la nuova sillaba ヅ zu /d͡zɯ/ (<*/du/), che si può trascrivere "dzu" per non confonderla.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

だ da, ぢ (d/ji, づ (d)zu, で de, ど do; ぢゃ (d)ja, ぢゅ (d)ju, ぢょ(d)jo.

ダ da, ヂ (d)ji, ヅ (d)zu, デ de, ド do; ヂャ (d)ja, ヂュ (d)ju, ヂェ (d)je, ヂョ (d)jo.

h - - /h/ < */ɸ/ È un'aspirazione sorda, come nell'inglese "have". Cambia grafia davanti alla /ɯ/ siccome si pronuncia come

una effe "soffiata", cioè /ɸ/: è uno sbuffo d'aria che esce dalle labbra rilassate, senza che gli incisivi

dell'arcata dentale superiore siano a contatto con il labbro inferiore, come nella /f/ italiana. La grafia è "fu".

L'aspirazione si palatalizza di fronte a /i/ e /j/-, diventando /ç/: il suono si distingue da /h/ se si pronuncia

alla massima velocità "kho-khu-kho-khu" e "khe-khi-khe-khi" focalizzandosi sull'aspirazione. Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

は ha, ひ hi, ふ fu, へ he, ほ ho; ひゃ hya, ひゅ hyu, ひょ hyo.

ハ ha, ヒ hi, フ fu, ヘ he, ホ ho; ヒャ hya, ヒュ hyu, ヒェ hye, ヒョ hyo.

In giapponese, は ha usato come particella indicante il tema/topic di cui si parla si pronuncia e latinizza come

"wa": la grafia, di contro, rispecchia la pronuncia arcaica, /ha/.

Lo stesso vale per へ "e", che indica il moto da luogo: anticamente si pronunciava /he/.

La terza e ultima irregolarità è presente, come detto in precedenza, nella particella del complemento oggetto diretto, "wo" /o/ </wo/. L'aspirazione è nata nel Primo Giapponese Medio ed era sempre pronunciata */ɸ/

b - - /b/ È una "b" di balena, sonora. Si ottiene aggiungendo il doppio trattino in alto/dakuten/nigori/impurità alle

sillabe in "h"-.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

ば ba, び bi, ぶ bu, べ be, ぼ bo; びゃ bya, びゅ byu, びょ byo.

バ ba, ビ bi, ブ bu, ベ be, ボ bo; ビャ bya, ビュ byu, ビェ bye, ビョ byo.

p - - /p/ È una "p" di pallone, sorda. Si ottiene aggiungendo un cerchiolino in alto alle sillabe in "h"- al posto

dell'impurità, Il pallino si chiama "handakuten/maru". Anch'esso prima del Primo Giapponese Moderno non si

disambiguava in scrittura.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

ぱ pa, ぴ pi, ぷ pu, ぺ pe, ぽ po; ぴゃ pya, ぴゅ pyu, ぴょ pyo.

パ pa, ピ pi, プ pu, ペ pe, ポ po; ピャ pya, ピュ pyu, ピェ pye, ピョ pyo.

n - - /n/ È una "n" di nave, sonora. Di fronte a /i/ e /j/- semivocalica, si palatalizza in "gn" di gnomo /ɳ/.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

な na, に ni, ぬ nu, ね ne, の no; にゃ nya, にゅ nyu, にょ nyo.

ナ na, ニ ni, ヌ nu, ネ ne, ノ no; ニャ nya, ニュ nyu, ニェ nye, ニョ nyo.

m - - /m/ È una "m" di mano, sonora.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

ま ma, み mi, む mu, め me, も mo; みゃ mya, みゅ myu, みょ myo.

マ ma, ミ mi, ム mu, メ me, モ mo; ミャ mya, ミュ myu,ミ ェ mye, ミョ myo.

r - - /ɹ/ < */ɾ~r/ È una "r" senza vibrazione data dal contatto tra organi, come nell'inglese "reason, crime, car"...

(attenzione: a fine parola in inglese, nella pronuncia Oxbridge/Queen English/Received il suono cade).

Nell'Old Japanese era invece vibrante, come in italiano.

Le combinazioni in hiragana e katakana con rōmaji sono:

ら ra, り ri, る ru, れ re, ろ ro; りゃ rya, りゅ ryu, りょ ryo.

ラ ra, リ ri, ル ru, レ re, ロ ro; リャ rya, リュ ryu, リェ rye, リョ ryo.

-n -/n/

di base

È una codina nasale che si può inserire a fine sillaba e che, storicamente, deriva dall'influsso del Primo

Cinese Medio nell'Old Japanese, che a fine sillaba non ammetteva altri suoni nemmeno nei primi prestiti

sino-giapponesi. La codina compare a fine sillaba senza modifiche nelle dimensioni.

-Se la sillaba in "-n" (romanizzazione unica e invariabile) non è seguita da nulla (e.g. "Yamashita-san!"), si

pronuncia /N/, cioè una "n" pronunciata con la radice della lingua in zona uvulare, dove cioè si pronuncia

la "r" tedesca e francese o la "q" araba (q.g. qalam, qamuus). La vocale viene quindi colpita da una forte nasalizzazione, come in francese o portoghese.

-Se dentro la frase, di base si sente /n/ di nave, che di fatto è la pronuncia tipica e basilare.

-Se succeduta dai suoni bilabiali /b/ e /p/, esattamente come in italiano, si assimila in /m/.

-Se succeduta dai suoni velari /k/ e /g/, si assimila in /ŋ/, come nell'italiano "panca, panchina, fango" o nell'inglese "king". In più, se sono palatalizzate, anche /ŋ/ si palatalizza leggermente, diventando /ŋʲ/.

-Diventa "gn" di gnomo /ɳ/ se seguita da "ji", "(d)ji" e "chi", anche con i dittonghi.

-Infine il cluster "-nn-" si assimila in /nn/ come in "nonno" e il cluster "-nm-" nella pronuncia rapida ha un esito analogo (e.g. "ranma" らんま, "confusione").

Un esempio di scrittura è la sillaba "kan" ガン, がん.

Infine, riguardo specificatamente alle origini di -/n/, serviva ai giapponesi per accomodare la -n finale del Primo Cinese Medio, conservata tuttora in cinese moderno, e anche la codina nasale *-m, assimilatasi alle

-n tra il Primo Mandarino e il Mandarino Medio (khanato mongolo e Dinastia Ming). La *-m è ritenuta in

coreano, dialetto cantonese e vietnamita (vedi hanja e chu nom)

A questi suoni, si aggiunge la nozione di allungamento vocalico: quando due vocali identiche sono scritte di fila, si pronuncia un'unica vocale che dura leggermente di più: ああ "aa" /a:/, いい "ii" /i:/, うう "uu" /ɯ:/, ええ "ee" /e:/ (anche la scrittura えい "ei" si legge /e:/), おお "oo" /o:/. Nel sistema Hepburn l'allungamento vocalico viene sempre indicato con un trattino orizzontale detto "macron" sopra una singola vocale nel caso in cui in giapponese sia usato il chōonpu (ー) o per le scritture "aa", "uu", "ee", "oo", "ou": ā, ī, ū, ē, ō; le scritture "ii" ed "ei" vengono sempre indicate per esteso. Un ultimo e diffusissimo allungamento vocalico è presente nella combinazione おう. La combinazione "ou" si romanizza ō e si pronuncia /o:/. la -u finale deriva dall'accomodamento finale di -/ŋ/ in cinese (conservato tuttora dal Primo Cinese Medio e Old Chinese), reso come */ũ/ nasalizzato, poi /ɯ̃/ e infine assimilatosi. Un esempio famoso è il nome dell'odierna capitale del Giappone, Tōkyō 東京 とうきょう, anticamente detta "Edo" 江戸. Oppure, deriva dalla mutazione di "-au" e "-eu" in "-ou", tale per cui l'accomodamento della pronuncia cinese si allontana da quella originale. Questo allungamento, insieme a "ū", è l'allungamento vocalico più diffuso in giapponese.

Il secondo, "ū" (うう, ゆう), si trova facilmente nei kanji (esattamente come "ō"), cioè i sinogrammi presi a prestito dai giapponesi, e deriva dall'accomodamento dello stop senza rilascio udibile di suono *-p del Primo Cinese Medio: fu adattato come -fu, dopodiché la consonante è caduta ed è rimasta solo a "u", che in svariati casi forma questo allungamento vocalico. La *-p è individuabile in coreano, cantonese, vietnamita e in svariati dialetti cinesi onservativi come il cantonese (famiglia Yue) e svariati Minnan (e.g. l'Amoy Hokkien, il taiwanese, il Teochew, il Quanzhou, lo Shangtou e l'Hakka). Altri allungamenti vocalici presenti in parole native giapponesi derivano da cadute di consonanti, sillabe interne o semivocali durante l'evoluzione della lingua.

Molti altri suoni che sono diventati sillabe derivano da accomodamenti della pronuncia del Primo Cinese Medio in giapponese (*-t, *-k) e sono reperibili nei kanji, ma non costituiscono casi particolari da prendere in analisi.

Tutti i dittonghi che iniziano con w-, se reperiti nei kanji, sono pure accomodamenti dal Primo Cinese Medio ed esistevano già durante l'Old Japanese (la pronuncia della vocale era unica). Oggi, in tutto il vocabolario giapponese, questi dittonghi sono spariti eccetto per "wa". In katakana, degli esempi di sillabe con questi dittonghi arcaici, utili per fare paragoni con le lingue sino-xeniche, per ricostruire il Primo Cinese Medio o per sbrogliare delle mancate corrispondenze nella pronuncia tra giapponese e lingue sino-xeniche, sono グワ(ン) gwa(n), クワ(ン) kwa(n), グヱ(ン) gwe(n), クヱ(ン) kwe(n), ヱ(ン) we(n), ヰン wi(n).

Grammatica[modifica | modifica wikitesto]

Parti del discorso[modifica | modifica wikitesto]

Le parti del discorso presenti nella lingua giapponese sono cinque: sostantivo (名詞), verbo (動詞), aggettivo (形容詞), avverbio (副詞), particella (助詞). Quest'ultima categoria racchiude le definizioni italiane di preposizione (前置詞), congiunzione 接続詞 e interiezione (感嘆詞 opp. 感動詞). I pronomi (代名詞) non esistono come categoria a sé stante, ma sono trattati secondo i casi come sostantivi o come aggettivi. Gli articoli (冠詞) sono del tutto inesistenti. Alle cinque categorie, si possono aggiungere i classificatori 分類詞 e i numerali 数字.

Sostantivi[modifica | modifica wikitesto]

Il sostantivo giapponese, nella maggior parte dei casi, non presenta distinzioni di genere e numero: sensei significa indistintamente "maestro", "maestra", "maestri" o "maestre". Quando si vuole caratterizzare un nome di persona secondo il genere, si possono far precedere le specificazioni otoko no (男の, maschio) e onna no (女の, femmina): Ko (bambino) diviene perciò otoko no ko (bambino maschio, ragazzo) oppure onna no ko (bambina, ragazza) a seconda dei casi. Un ristretto numero di sostantivi presenta una forma plurale ottenuta per raddoppiamento *con eventuale sonorizzazione della consonante), che può essere considerata alla stregua di un nome collettivo: hito (人, persona) diviene hitobito (人々, persone, gente).

Pronomi personali[modifica | modifica wikitesto]

Rientrano fra i sostantivi anche i pronomi personali, che presentano numerose forme per ciascuna persona (utilizzate a seconda del contesto per esprimere il grado di familiarità fra i parlanti):

Pronome

(kanji)

Pronuncia

(e rōmaji)

Traduzione e glossa Utilizzo
わたくし watakushi io (raro) molto formale
我,吾 われ ware io molto formale
我が わが waga io molto formale
当方 とうほう tōhō io (in lettere formali) molto formale
小生 しょうせい Shōsei io (usato dai maschi) formale
わし washi io (usato dai maschi) formale
自分 じぶん jibun io (usato dai maschi) formale
わたし watashi io formale
ぼく boku io (usato dai maschi)

(in questo contesto, si

usa in famiglia o tra amici)

informale
わし washi io (usato dai maschi) informale
自分 じぶん jibun io (usato dai maschi) informale
おれ ore io (usato dai maschi) informale
おいら おいら oira io (usato dai maschi) informale
わたし watashi io informale
おら ora io (kanji opzionali) informale
わて wate io (kanji opzionali) informale
あた(く)し ata(ku)shi io (usato dalle femmine)

(kanji opzionali)

informale
家, 内 うち uchi io (usato dalle femmine) informale
あたい atai io (usato dalle femmine)

(kanji opzionali)

molto formale
貴官 きかん kikan tu molto formale
お宅 opp. 御宅 おたく otaku tu formale
御社 おんしゃ onsha tu formale
貴社 きしゃ kisha tu formale
貴方;

貴男 (m.), 貴女 (f.)

あなた anata tu formale
貴方;

貴男 (m.), 貴女 (f.)

あなた anata tu informale
あんた あんた anta tu informale
きみ kimi tu informale
貴下 きか kika tu informale
お前 おまえ omae tu molto informale
手前 てめえ temē,

てまえ temae

tu (usato dai maschi) maleducato
貴様 きさま kisama tu (usato dai maschi) molto maleducato
あの方 opp. 彼の方 あのかた anokata lui, lei molto formale
かれ kare lui, lei formale
あの人 opp. 彼の人 あのひと anohito lui, lei formale
彼女 (f.) かのじょ kanojo lei formale
かれ kare lui, lei informale
あの人 あのひと anohito lui, lei informale
やつ yatsu lui, lei

(nonostante il radicale)

informale
彼女 (f.) かのじょ kanojo lei informale
此奴 こいつ koitsu,

こやつ koyatsu

lui, lei molto informale
其奴 そいつ, soitsu

そやつ soyatsu

lui, lei molto informale
彼奴 あいつ, aitsu

あやつ ayatsu

lui, lei molto informale

Lo stesso, con l'aggiunta del suffisso -たち -tachi, vale per gran parte delle forme plurali. il suffisso per formare i pronomi plurali si scrive solitamente in kana e il kanji relativo è 達. L'eccezione è "noi", che si può rendere anche con il raddoppio 我々o 吾々, ware-ware. Il suffisso del plurale -tachi non si usa però con la terza persona, in cui invece si usa -ra ら, che si scrive di solito in kana e in kanji equivale a 等 come contrassegno di pluralità. A questo suffisso si collega la seconda eccezione, cioè un secondo modo irregolare di dire "noi", 我ら o 吾ら warera. La terza e ultima è 俺ら warera ("noi"). Un pronome in disuso è il plurale maiestatis "Noi", usato dall'Imperatore del Giappone per dire "io", che è 朕 ちん chin.

Alcune precisazioni:

  • ll pronome di prima persona watakushi è una forma molto formale e ormai caduta in disuso; anche watashi è formale ma in misura minore rispetto a watakushi. Boku e atashi invece sono abbastanza informali e usati perlopiù tra amici e in famiglia. Ore è invece ancora più informale e talvolta considerato maleducato.
  • I pronomi usati solo dai maschi, nelle canzoni e nella vita quotidiana in rari casi, sono usati pure dalle femmine, ma l'effetto finale è di maleducazione siccome la loro parlata assume un tono maschile.
  • riguardo ai pronomi di seconda persona c'è da aggiungere che esistono ulteriori forme: otaku (da non confondere con l'altro significato otaku) è un'altra forma estremamente formale, al pari di watakushi e in disuso. Anche anata è sempre formale ma meno di otaku. Kimi è la forma informale standard, mentre omae e anta sono ancora più colloquiali. Inoltre, ancora più in basso, vi sono le forme temē e kisama, che sono considerati dei veri e propri insulti (come per dire: "Tu, bastardo!"). Kisama è più offensivo di temē.
  • i pronomi di terza persona sono quelli che hanno meno forme. Le forme esistenti sono kare e kanojo, il cui grado di formalità/informalità è neutro. A questi però vi sono da aggiungere altre due forme, molto informali, aitsu e yatsu.

Le tre tipologie di verbi in giapponese[modifica | modifica wikitesto]

I verbi in giapponese si dividono in tre macro-aree: verbi di 1ª classe/tipo I/verbi godan/verbi forti/verbi a cinque uscite/verbi in-u, verbi di 2ª classe/tipo II/verbi ichidan/verbi a una uscita/verbi deboli/verbi in -iru e -eru, verbi irregolari. In sintesi, i tre gruppi sono verbi godan, ichidan (e qualche falso amico tra le prime due classi) e irregolari. Per la precisione, escludendo le eccezioni:

  • i verbi godan 五段動詞, godandōshi hanno la forma del dizionario che finisce in -u う, -tsu つ, -ru る, -ku く, -gu ぐ, -bu ぶ, -mu む, -su す, -nu ぬ (in giapponese moderno, un solo verbo finisce in -nu ed è 死ぬ しぬ, shinu, "morire", insieme ai suoi composti; anticamente, un secondo e ultimo verbo poteva finire in -nu ed era 往ぬ いぬ inu, "andare; (il tempo) passare; marcire; morire"). I godan sono la maggioranza dei verbi in giapponese;
  • i verbi ichidan 一段動詞, ichidandōshi hanno la forma del dizionario che finisce tassativamente in -iru いる e -eru える (quindi non bisogna fermarsi a osservare solo "-ru"). In altre parole, tutti i verbi che non finiscono in -iru e -eru (ichidan) per esclusione sono godan eccetto dei verbi che finiscono in -iru, anch'essi godan: si riconoscono come falsi amici in circa 2/3 dei casi perché "-iru" non è scritto in hiragana (e quindi non è l'okurigana, che si ferma a "ru". Ergo, sono in "-ru", quindi godan). I verbi ichidan hanno la radice che, nella coniugazione, conserva le vocali /e/ oppure /i/, che non subiscono mai cambiamenti;
  • i verbi irregolari in giapponese sono solo ufficialmente due e si imparano a memoria: suru する (che è anche un suffisso verbale che forma molti verbi in giapponese a partire da radici perlopiù sino-giapponesi, "-suru", storicamente derivato da "su" e che in un gruppo di verbi si trova sonorizzato come "-zuru") e kuru 来る. "Suru" significa "fare", mentre "kuru" significa "venire". Non ufficialmente, sono cinque siccome altri verbi mostrano delle irregolarità (e dunque sono semi-regolari): oltre a suru/-suru e kuru, si contano pure aru 有る ある "esserci " (è il verbo esistenziale, usato però con gli oggetti inanimati: con le persone e animali si usa いる iru, oggi regolare e anticamente をる woru, irregolare), iku/yuku 行く (andare) e la copula dearu である ("essere", da cui deriva la coniugazione cortese dearimasu であります; la variante colloquiale è da だ, da cui deriva la coniugazione cortese orale desu です, pronunciata /des/). Svariati verbi giapponesi irregolari risalgono all'Old Japanese, come ad esempio す(る), 来る, ある, 死ぬ, 往ぬ e をる woru (>居る iru, oggi regolare).

In sintesi, i verbi irregolari, di origine solitamente arcaica, sono suru/-suru, kuru, aru (per oggetti), iku/yuku e dearu/da. Tutti gli altri sono regolari e sono ichidan (-iru, -eru) o, per eliminazione, sono godan, cioè la maggioranza. I falsi amici sono perlopiù verbi in -iru che in realtà sono godan siccome -iru non è parte dell'okurigana (in circa 2/3 dei verbi in -iru sono in realtà godan): osservare bene come è scritto può essere d'aiuto.

Il verbo giapponese presenta una coniugazione che permette di distinguere il modo e il tempo dell'azione (presente/futuro e passato) e due aspetti (azione finita e azione non finita/in corso, cioè aspetto perfettivo e imperfettivo), ma non la persona. Quest'ultima si da per scontata o si indica come si fa in inglese. La coniugazione segue le regole proprie delle lingue agglutinanti: i suffissi si uniscono alla radice del verbo senza fondersi e contengono ciascuno un'unica informazione semantica. Si inseriscono come esempio le coniugazioni di due verbi:

1) taberu, mangiare (verbo ichidan: l'okurigana finisce in -beru e conserva sempre la /e/)

  • tabe: davanti a tutti i suffissi (tranne ba);
  • taberu: forma non caratterizzata;
  • tabere: usata anche davanti al suffisso ba;
  • tabero: forma imperativa

2)kaku, scrivere (verbo godan)

  • kaka: davanti ai suffissi nai, reru, seru;
  • kaki: davanti al suffisso masu, tai;
  • kai: davanti ai suffissi ta, tara, tari, te;
  • kaku: forma non caratterizzata;
  • kake: forma imperativa; usata anche davanti al suffisso ba e ru;
  • kako: utilizzata solo per l'esortativo Kakō

Elenchiamo di seguito i suffissi più comuni:

  • ta: passato (corrispondente a tutte le forme passate dei verbi italiani);
  • te: gerundio, sospensivo (usato in proposizioni coordinate), imperativo gentile;
  • nai: negativo;
  • tai: è uno dei modi per indicare la volontà di compiere un'azione;
  • masu: forma gentile;
  • ba: condizionale (usato nel periodo ipotetico);
  • reru (rareru per i verbi ichi-dan): passivo;
  • ru (rareru per i verbi ichi-dan): potenziale (posso mangiare, posso scrivere);
  • seru (saseru per i verbi ichi-dan): causativo (faccio mangiare, faccio scrivere).

Il suffisso nai si coniuga come un aggettivo, mentre il suffisso reru, ru e seru si coniugano come normali verbi ichi-dan.

In tabella diamo la coniugazione completa di due verbi ichi-dan e di nove verbi go-dan (si presti attenzione alle modifiche eufoniche, evidenziate dal grassetto; ad esse si aggiungono dette palatalizzazioni):

mangiare vedere scrivere andare nuotare far uscire stare morire chiamare leggere attraversare comprare
Forma non caratterizzata taberu miru kaku iku oyogu dasu tatsu shinu yobu yomu wataru kau
Passato tabeta mita kaita itta oyoida dashita tatta shinda yonda yonda watatta katta
Gerundio tabete mite kaite itte oyoide dashite tatte shinde yonde yonde watatte katte
Negativo tabenai minai kakanai ikanai oyoganai dasanai tatanai shinanai yobanai yomanai wataranai kawanai
Forma gentile tabemasu mimasu kakimasu ikimasu oyogimasu dashimasu tachimasu shinimasu yobimasu yomimasu watarimasu kaimasu
Condizionale tabereba mireba kakeba ikeba oyogeba daseba tateba shineba yobeba yomeba watareba kaeba
Passivo taberareru mirareru kakareru - - - - - yobareru yomareru watarareru kawareru
Potenziale taberareru mirareru kakeru ikeru oyogeru daseru tateru shineru yoberu yomeru watareru kaeru
Causativo tabesaseru misaseru kakaseru ikaseru oyogaseru - tataseru shinaseru yobaseru yomaseru wataraseru kawaseru

Diamo anche la coniugazione di suru (fare) e kuru (venire), due verbi irregolari giapponesi, della copula da (contrazione di dearu) e del suffisso masu:

Forma non caratterizzata suru kuru da masu
Passato shita kita datta mashita
Gerundio shite kite datte, de -
Negativo shinai konai de(wa) nai masen
Forma gentile shimasu kimasu desu -
Condizionale sureba kureba nara(ba) -
Passivo sareru korareru - -
Potenziale dekiru ko(ra) reru - -
Causativo saseru kosaseru - -

Le forme dubitative di da e masu (rispettivamente darō e mashō) sono frequentemente usate, la prima per esprimere l'incertezza nel futuro (viene posposta alla forma non caratterizzata dei verbi: taberu darō, forse mangerò), la seconda per esprimere un'esortazione gentile (tabemashō, mangiamo).

Lista di verbi diffusi in giapponese (eccetto -suru/zuru)[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante, sono indicati tutti i verbi dei primi due livelli del JLPT ("1" sta a indicare il livello A1) eccetto i verbi in -suru/zuru, elencati in un altro paio di tabelle apposite; viene pure indicata la classe e se la terminazione è un falso amico. La quasi totalità delle radici dei verbi senza -suru/zuru è nativa giapponese e non è sino-giapponese. Il punto・ viene usato come separatore di kanji e okurigana per poter meglio individuare i verbi ichidan.

Verbo

(kanji)

Pronuncia

(e rōmaji)

Traduzione Godan (-u)?

Ichidan (-iru/eru)?

irregolare?

Livello

JLPT

会う あ・う au incontrare Godan (-u) 1
開く あ・く oku aprire; diventare aperto Godan (-ku) 1
開ける あ・ける akeru aprire Ichidan (-eru) 1
上げる あ・げる ageru dare Ichidan (-eru) 1
遊ぶ あそ・ぶ asobu giocare; fare una visita Godan (-bu) 1
洗う あら・う arau lavare Godan (-u) 1
歩く ある・く aroku camminare Godan (-ku) 1
言う い・う iu dire Godan (-u) 1
行く いく iku andare irregolare 1
居る い・る iru esserci (persone e animali); avere Godan (-ru) 1
要る い・る iru bisognare, avere bisogno di Godan (-ru) 1
入れる い・れる ireru mettere (dentro) Ichidan (-eru) 1
歌う うた・う utau cantare Godan (-u) 1
生まれる うま・れる umareru essere nato Ichidan (-eru) 1
売る う・る uru vendere Godan (-ru) 1
起きる お・きる okiru alzarsi dal letto (svegliarsi) Ichidan (-iru) 1
置く お・く oku mettere Godan (-ku) 1
教える おし・える oshieru insegnare; informare/raccontare Ichidan (-eru) 1
押す お・す osu spingere; timbrare Godan (-su) 1
覚える おぼ・える oboeru ricordare Ichidan (-eru) 1
泳ぐ およ・ぐ oyogu nuotare Godan (-gu) 1
降りる お・りる oriru discendere/scendere Ichidan (-iru) 1
終る おわ・る owaru finire Godan (-ru) 1
買う か・う kau comprare Godan (-u) 1
返す かえ・す kaesu restituire/ritornare Godan (-su) 1
帰る かえ・る kaeru tornare indietro Godan (-ru) 1
掛かる か・かる kakaru prendere/impiegare (tempo/denaro) (kanji opzionali) Godan (-ru) 1
書く か・く kaku scrivere Godan (-ku) 1
掛ける か・ける kakeru telefonare/chiamare (col telefono/cellulare) (kanji opzionali) Ichidan (-eru) 1
貸す か・す kasu prestare Godan (-su) 1
借りる か・りる kariru prendere a prestito Ichidan (-iru) 1
消える き・える kieru sparire/scomparire Ichidan (-eru) 1
聞く き・く kiku ascoltare, sentire; chiedere Godan (-ku) 1
切る き・る kiru tagliare Godan (-ru) 1
着る き・る kiru indossare/mettersi addosso (a partire dalle spalle) Godan (-ru) 1
曇る くも・る kumoru diventare nuvoloso e oscuro (il kanji è 日 + 雲) Godan (-ru) 1
来る くる kuru venire irregolare 1
消す け・す kesu cancellare; tirare (la corrente) Godan (-su) 1
答える こた・える kotaeru rispondere Ichidan (-eru) 1
困る こま・る komaru essere preoccupato/preoccuparsi Godan (-ru) 1
咲く さ・く saku sbocciare Godan (-ku) 1
死ぬ し・ぬ shinu morire/perire Godan (-nu) 1
閉まる し・まる shimaru chiudere; essere chiuso Godan (-ru) 1
閉める し・める shimeru chiudere Ichidan (-eru) 1
締める し・める shimeru legare/allacciare Ichidan (-eru) 1
知る し・る shiru conoscere Godan (-ru) 1
吸う す・う suu fumare; succhiare Godan (-u) 1
住む す・む sumu vivere in (abitare) Godan (-mu) 1
座る すわ・る suwaru sedersi Godan (-ru) 1
だ da essere (informale, da cui deriva "desu") irregolare 1
出す だ・す dasu tirare fuori Godan (-su) 1
立つ た・つ tatsu stare in piedi Godan (-tsu) 1
頼む たの・む tanomu chiedere Godan (-mu) 1
食べる た・べる taberu mangiare Ichidan (-eru) 1
違う ちが・う chigau essere diverso/differire da... Godan (-u) 1
である である dearu essere (formale, da cui deriva "dearimasu") irregolare 1
使う つか・う tsukau usare/utilizzare Godan (-u) 1
疲れる つか・れる tsukareru stancarsi Ichidan (-eru) 1
着く つ・く tsuku arrivare Godan (-ku) 1
作る つく・る tsukuru fare (diverso da suru) Godan (-ru) 1
点ける opp. 着ける つ・ける tsukeru accendere la luce) (kanji opzionali) Ichidan (-eru) 1
勤める つと・める tsutomeru lavorare per (qualcuno) Ichidan (-eru) 1
出かける で・かける dekakeru uscire (per passeggiate ecc.) Ichidan (-eru) 1
出来る で・きる dekiru essere capace di, saper fare (kanji opzionali) Ichidan (-iru) 1
出る で・る desu uscire (in generale o per passeggiate ecc.); uscire fuori;

andare in viaggio/partire; andarsene; apparire; mostrare

Godan (-ru) 1
飛ぶ と・ぶ tobu volare; saltare Godan (-bu) 1
止まる と・まる tomaru interrompersi/fermarsi Godan (-ru) 1
取る と・る toru prendere Godan (-ru) 1
撮る と・る toru fare una foto/un filmato Godan (-ru) 1
無くす な・くす nakusu perdere Godan (-su) 1
習う なら・う narau imparare/apprendere Godan (-u) 1
並ぶ なら・ぶ narabu mettersi in fila, fare la fila Godan (-bu) 1
並べる なら・べる naraberu allinearsi; allestire ("to set up") Ichidan (-eru) 1
成る な・る naru diventare (kanji opzionali) Godan (-ru) 1
脱ぐ ぬ・ぐ nugu svestirsi/spogliarsi Godan (-gu) 1
寝る ね・る negu andare a letto, dormire Godan (-ru) 1
登る のぼ・る noboru arrampicarsi/scalare Godan (-ru) 1
飲む の・む nomu bere Godan (-mu) 1
乗る の・る noru prendere (un mezzo di spostamento, e.g. il bus) Godan (-ru) 1
入る はい・る hairu entrare; contenere Godan (-ru) 1
履く は・く haku indossare (pantaloni, mutande, calzini) (kanji opzionali) Godan (-ku) 1
始まる はじ・まる hajimaru iniziare/incominciare Godan (-ru) 1
走る はし・る hashiru correre Godan (-ru) 1
働く はたら・く hataraku lavorare (contiene un kokuji) Godan (-ku) 1
話す はな・す hanasu parlare Godan (-su) 1
貼る は・る haru incollare/appicciare/attaccare Godan (-ru) 1
晴れる は・れる hareru essere soleggiato Ichidan (-eru) 1
引く ひ・く hiku tirare (verso di sé) Godan (-ku) 1
弾く ひ・く hiku suonare uno strumento a corda (incluso il pianoforte) Godan (-ku) 1
吹く ふ・く fuku soffiare (transitivo e intransitivo) Godan (-ku) 1
降る ふ・る furu cadere (pioggia, neve, grandine) Godan (-ru) 1
曲る まが・る magaru torcere, piegare Godan (-ru) 1
待つ ま・つ matsu aspettare Godan (-tsu) 1
磨く みが・く migaru pulirsi i denti; strofinare Godan (-ku) 1
見せる み・せる miseru mostrare Ichidan (-eru) 1
見る, 観る み・る miru guardare, vedere, osservare Godan (-ru) 1
持つ も・つ motsu tenere (in mano e in senso generico) Godan (-tsu) 1
休む やす・む yasumu riposare Godan (-mu) 1
やる や・る yaru fare (diverso da suru) Godan (-ru) 1
行く ゆ・く yuku andare (seconda pronuncia) irregolare 1
呼ぶ よ・ぶ yobu chiamare ad alta voce; invitare Godan (-bu) 1
読む よ・む yomu leggere Godan (-mu) 1
分かる わ・かる wakaru essere compreso Godan (-ru) 1
忘れる わす・れる wasureru dimenticare Ichidan (-eru) 1
渡す わた・す watasu consegnare ("hand over") Godan (-su) 1
渡る わ・たる wataru andare attraverso... Godan (-ru) 1
合う あ・う au corrispondere Godan (-u) 2
上がる あ・がる garu incrementare, elevare/innalzare Godan (-ru) 2
空く あ・く aku aprire; diventare vuoto Godan (-ku) 2
あげる あ・げる ageru dare Ichidan (-eru) 2
集る あつま・る atsumaru raccogliere/mettere insieme Godan (-ru) 2
集める あつ・める atsumeru raccogliere/mettere insieme Ichidan (-eru) 2
謝る あやま・る ayamaru scusarsi Godan (-ru) 2
生きる い・きる ikiru vivere Ichidan (-iru) 2
苛める いじ・める ijimeru stuzzicare; tormentare (kanji opzionali) Ichidan (-eru) 2
急ぐ いそ・ぐ isogu sbrigarsi Godan (-gu) 2
致す いた・す itasu fare (umile) Godan (-su) 2
頂く いただ・く itadaku ricevere (umile) (kanji opzionali) Godan (-ku) 2
祈る いの・る inoru pregare Godan (-ru) 2
入らっしゃる い・らっしゃる irassharu venire; essere (da qualche parte) (cortese) (kanji opzionali)

(contrazione di いらせらる, da 入る i.ru)

Godan (-ru) 2
植える う・える ueru piantare; crescere (piante) Ichidan (-eru) 2
伺う うかが・う ukagau visitare (umile) (kanji opzionali) Godan (-u) 2
受ける う・ける ukeru ricevere (oggetti o pure operazioni chirurgiche), fare (test) Ichidan (-eru) 2
動く うご・く ugoku muovere Godan (-ku) 2
打つ う・つ utsu colpire/picchiare Godan (-tsu) 2
写す うつ・す utsusu copiare, fotografare Godan (-su) 2
移る うつ・る utsuru traslocare, trasferirsi Godan (-ru) 2
選ぶ えら・ぶ erabu scegliere Godan (-bu) 2
送る おく・る okuru mandare Godan (-ru) 2
遅れる おく・れる okureru essere tardi Ichidan (-eru) 2
起す おこ・す okosu svegliare, svegliarsi Godan (-su) 2
行う おこな・う okonau fare (diverso da suru) Godan (-u) 2
怒る おこ・る okoru arrabbiarsi; essere arrabbiato Godan (-ru) 2
落る おち・る ochiru cascare, cadere ("drop") Godan (-ru) 2
仰有る opp. 仰る おっしゃ・る ossharu dire (cortese) (alterazione di おおせある) (kanji opzionali) Godan (-ru) 2
落す おと・す otosu cadere ("drop") Godan (-su) 2
踊る おど・る odoru danzare, ballare Godan (-ru) 2
驚く おどろ・く odoroku essere sorpreso Godan (-ku) 2
思い出す おもいだ・す omoidasu ricordare Godan (-su) 2
思う おも・う omou pensare; sentire/avvertire (in sé) Godan (-u) 2
下りる お・りる oriru scendere Ichidan (-iru) 2
折る お・る oru rompere; essere piegato Godan (-ru) 2
折れる お・れる oreru rompere; essere piegato Ichidan (-eru) 2
変える か・える kaeru cambiare Ichidan (-eru) 2
掛ける か・ける kakeru appendere Ichidan (-eru) 2
飾る かざ・る kazaru decorare Godan (-ru) 2
片付ける かたづ・ける katazukeru riordinare Ichidan (-eru) 2
勝つ か・つ katsu vincere Godan (-tsu) 2
構う かま・う kamau stare attenti a ("mind") (kanji opzionali) Godan (-u) 2
噛む か・む kamu masticare; mordere Godan (-mu) 2
通う かよ・う kayou andare e tornare da...; correre (da un bus/treno all'altro);

andare (a scuola, al lavoro); frequentare (la scuola)

Godan (-u) 2
乾く かわ・く kawaku asciugarsi Godan (-ku) 2
変わる か・わる kawaru cambiare Godan (-ru) 2
考える かんが・える kangaeru considerare (con riflessione) Ichidan (-eru) 2
聞こえる き・こえる kikoeru essere ascoltato Ichidan (-eru) 2
決る きま・る kimaru essere deciso Godan (-ru) 2
決める き・める kimeru decidere Ichidan (-eru) 2
下さる くだ・さる kudasaru dare (cortese) (kanji opzionali) Godan (-ru) 2
比べる くら・べる kuraberu comparare Ichidan (-eru) 2
呉れる く・れる kureru dare (kanji opzionali) Ichidan (-eru) 2
暮れる く・れる koreru diventare scuro (cielo);

finire (giorno, mese, anno, stagione...)

Ichidan (-eru) 2
込む こ・む komu essere affollato (contiene un kokuji) Godan (-mu) 2
御覧に成る ごらんにな・る goranninaru vedere (cortese)(kanji opzionali) Godan (-ru) 2
壊す こわ・す kowasu rompere Godan (-su) 2
壊れる こわ・れる kowareru essere rotto Ichidan (-eru) 2
探す さが・す sagasu cercare Godan (-su) 2
下る さが・る sagaru scendere, discendere Godan (-ru) 2
下げる さ・げる sageru appendere, abbassare, andare/tornare indietro Ichidan (-eru) 2
差し上げる さしあ・げる sashiageru dare (cortese) Ichidan (-eru) 2
騒ぐ さわ・ぐ sawagu fare rumore, essere eccitato Godan (-gu) 2
触る さわ・る sawaru toccare Godan (-ru) 2
知らせる し・らせる shiraseru notificare Ichidan (-eru) 2
調べる しら・べる shiraberu investigare/indagare Ichidan (-eru) 2
過ぎる す・ぎる sugiru eccedere Ichidan (-iru) 2
空く す・く suku diventare vuoto (kanji opzionali) Godan (-ku) 2
進む すす・む susumu fare progressi Godan (-mu) 2
捨てる す・てる suteru gettare via Ichidan (-eru) 2
滑る す・べる suberu scivolare Godan (-ru) 2
済む す・む sumu finire Godan (-mu) 2
育てる そだ・てる sodateru allevare, crescere Ichidan (-eru) 2
訪ねる たず・ねる tazuneru visitare (andare a trovare qualcuno) Ichidan (-eru) 2
尋ねる たず・ねる tazuneru chiedere Ichidan (-eru) 2
立てる た・てる tateru mettere in piedi Ichidan (-eru) 2
建てる た・てる tateru costruire Ichidan (-eru) 2
楽む たのし・む tanoshimu divertirsi Godan (-mu) 2
足りる た・りる tariru essere abbastanza Ichidan (-iru) 2
捕まえる つか・まえる tsukamaeru afferrare Ichidan (-eru) 2
付く つ・く tsuku essere attaccato/appicciato, essere connesso Godan (-ku) 2
漬ける つ・ける tsukeru immergere, marinare Ichidan (-eru) 2
伝える つた・える tsutaeru riportare/fare rapporto Ichidan (-eru) 2
続く つづ・く tsuzuku essere continuato Godan (-ku) 2
続ける つづ・ける tsuzukeru continuare Ichidan (-eru) 2
包む つつ・む tsutsumu avvolgere, impacchettare Godan (-mu) 2
釣る つ・る tsuru pescare Godan (-ru) 2
連れる つ・れる tsureru condurre Ichidan (-eru) 2
手伝う てつだ・う tetsudau assistere/aiutare Godan (-u) 2
通る とお・る tōru andare/passare attraverso... Godan (-ru) 2
届ける とど・ける todokeru raggiungere Ichidan (-eru) 2
泊まる と・まる tomaru alloggiare in/presso... Godan (-ru) 2
止める と・める tomeru fermare (qualcosa) Ichidan (-eru) 2
取り替える とりか・える torikaeru scambiare/sostituire Ichidan (-eru) 2
直す なお・す naosu aggiustare/riparare Godan (-su) 2
直る なお・る naoru essere aggiustato/riparato Godan (-ru) 2
治る なお・る naoru curare Godan (-ru) 2
泣く な・く naku piangere Godan (-ku) 2
無くなる な・くなる nakunaru sparire; perdersi Godan (-ru) 2
亡くなる な・くなる nakunaru morire/perire Godan (-ru) 2
投げる な・げる nageru lanciare, scagliare; buttare/gettare Ichidan (-eru) 2
為さる な・さる nasaru fare (cortese) (kanji opzionali) Godan (-ru) 2
鳴る な・る naru risuonare (suono o eco) Godan (-ru) 2
慣れる な・れる nareru abituarsi a... Ichidan (-eru) 2
逃げる に・げる nigeru scappare Ichidan (-eru) 2
似る に・る niru essere simile a, assomigliare a... Godan (-ru) 2
盗む ぬす・む nusumu rubare/trafugare Godan (-mu) 2
塗る ぬ・る nuru tingere/pitturare, dipingere Godan (-ru) 2
濡れる ぬ・れる nureru diventare umido/bagnato, bagnarsi ("get wet") (kanji opzionali) Ichidan (-eru) 2
眠る ねむ・る nemuru dormire Godan (-ru) 2
残る のこ・る nokoru rimanere Godan (-ru) 2
乗り換える のりか・える norikaeru cambiare (bus o treno) Ichidan (-eru) 2
運ぶ はこ・ぶ hakobu trasportare Godan (-bu) 2
始める はじ・める hajimeru iniziare/cominciare Ichidan (-eru) 2
払う はら・う harau pagare Godan (-u) 2
冷える ひ・える hieru raffreddare (e.g. nel frigo); raffreddarsi Ichidan (-eru) 2
光る ひか・る hikaru splendere, scintillare Godan (-ru) 2
引き出す ひきだ・す hikidasu ritirare Godan (-su) 2
引っ越す ひ・っこす hikkosu traslocare, cambiare casa Godan (-su) 2
開く ひら・く hiraku aprire (un evento) Godan (-ku) 2
拾う ひろ・う hirou prendere, raccogliere/mettere insieme Godan (-u) 2
増える ふ・える fueru aumentare/incrementare Ichidan (-eru) 2
太る ふと・る futoru ingrassare/diventare grasso Godan (-ru) 2
踏む ふ・む fumu calpestare Godan (-mu) 2
降り出す ふ・りだす furidasu iniziare a piovere Godan (-su) 2
褒める opp. 誉める ほ・める homeru lodare, parlare bene di (kanji opzionali) Ichidan (-eru) 2
参る まい・る mairu andare (umile) Godan (-ru) 2
負ける ま・ける makeru perdere Ichidan (-eru) 2
間違える まちが・える machigaeru fare un errore, sbagliare Ichidan (-eru) 2
間に合う ま・にあう maniau essere in tempo per Godan (-u) 2
回る まわ・る mawaru andare in giro Godan (-ru) 2
見える み・える mieru essere in vista Ichidan (-eru) 2
見つかる み・つかる mitsukaru essere scoperto Godan (-ru) 2
見つける み・つける mitsukeru scoprire Ichidan (-eru) 2
向かう む・かう mukau essere rivolto/orientato verso... Godan (-u) 2
迎える むか・える mukaeru andare a incontrare Ichidan (-eru) 2
召し上がる め・しあがる meshiagaru mangiare (cortese) Godan (-ru) 2
申し上げる もう・しあげる mōshiageru dire/raccontare (umile) Ichidan (-eru) 2
申す もう・す mōsu essere chiamato, dire (umile) Godan (-su) 2
戻る もど・る modoru tornare indietro a metà strada Godan (-ru) 2
貰う もら・う morau ricevere (kanji opzionali) Godan (-u) 2
焼く や・く yaku cucinare; grigliare Godan (-ku) 2
役に立つ や・くにたつ yakunitatsu essere d'aiuto Godan (-tsu) 2
焼ける や・ける yakeru bruciare; essere bruciato Ichidan (-eru) 2
痩せる や・せる yaseru diventare magro Ichidan (-eru) 2
止む や・む yamu fermare Godan (-mu) 2
止める や・める yameru fermare Ichidan (-eru) 2
揺れる ゆ・れる yureru agitare; fare oscillare/dondolare Ichidan (-eru) 2
汚れる よご・れる yogoreru sporcarsi Ichidan (-eru) 2
寄る よ・る yoru visitare Godan (-ru) 2
喜ぶ よろこ・ぶ yorokobu essere contento Godan (-bu) 2
沸かす わ・かす wakasu bollire; riscaldare Godan (-su) 2
別れる わか・れる wakareru separare Ichidan (-eru) 2
沸く わ・く waku bollire; fare bollire/portare a ebollizione; eccitarsi Godan (-ku) 2
笑う わら・う warau ridere, sorridere Godan (-u) 2
割れる わ・れる wareru rompere Ichidan (-eru) 2
諦める あきら・める akirameru arrendersi; abbandonare Ichidan (-eru) 3
飽きる あ・きる akiru essere stanco/saturo di, averne abbastanza di Ichidan (-iru) 3
明ける あ・ける akeru albeggiare Ichidan (-eru) 3
預ける あず・ける azukeru dare in custodia a, affidare a... Ichidan (-eru) 3
与える あた・える ataeru dare (come regalo o premio) Ichidan (-eru) 3
当たる あ・たる ataru essere colpito; essere di successo; essere equivalente a Godan (-ru) 3
扱う あつか・う atsukau trattare ("handle"), avere a che fare con ("deal with") Godan (-u) 3
当てる あ・てる ateru colpire Ichidan (-eru) 3
浴びる あ・びる abiru fare il bagno, fare la doccia, fare un bagno di sole Godan (-ru) 3
表す あらわ・す arawasu esprimere/mostrare Godan (-su) 3
現す あらわ・す arawasu mostrare/esibire Godan (-su) 3
現れる あらわ・れる arawareru apparire/comparire; esprimersi Ichidan (-eru) 3
有る あ・る aru esserci (oggetti e concetti astratti), avere (kanji opzionali) irregolare 3
合わせる あ・わせる awaseru unire/mettere insieme; affrontare; essere opposto a... Ichidan (-eru) 3
言う ゆ・う yuu dire Godan (-u) 3
抱く いだ・く idaku abbracciare, accogliere, intrattenere (slang) Godan (-ku) 3
頂く いただ・く itadaku ricevere; mangiare; bere (umile) Godan (-ku) 3
至る いた・る itaru venire/arrivare (diverso da kuru) Godan (-ru) 3
伺う うかが・う ukagau visitare (qualcuno); chiedere (cortese) Godan (-u) 3
受け取る うけと・る ukatoru ricevere, accettare Godan (-ru) 3
動かす うご・かす ugokasu muovere, spostare Godan (-su) 3
失う うしな・う ushinau perdere; separarsi da... Godan (-u) 3
疑う うたが・う utagau dubitare; sospettare, diffidare da/non fidarsi di;

essere sospettoso di...

Godan (-u) 3
撃つ う・つ utsu attaccare; sconfiggere, distruggere Godan (-tsu) 3
移す うつ・す utsusu trasferire; infettare; rimuovere Godan (-su) 3
訴える うった・える uttaeru denunciare (persone), fare appello a (corti ecc.) Ichidan (-eru) 3
唸る うな・る unaru gemere (kanji opzionali) Godan (-ru) 3
奪う うば・う ubau strappare Godan (-u) 3
裏切る うらぎ・る uragiru tradire, fare doppiogioco Godan (-ru) 3
売れる う・れる ureru essere venduto Godan (-ru) 3
描く えが・く egaku disegnare; dipingere; abbozzare/schizzare; descrivere Godan (-ku) 3
得る え・る eru ottenere, vincere Godan (-ru) 3
得る う・る uru ottenere, vincere Godan (-ru) 3
追い付く おいつ・く oitsuku sorpassare; raggiungere Godan (-ku) 3
追う お・う ou rincorrere/inseguire Godan (-u) 3
応じる おう・じる ōjiru rispondere; soddisfare; accettare; ottemperare (comply with);

candidarsi per (posti di lavoro)

Ichidan (-iru) 3
終える お・える oeru finire Ichidan (-eru) 3
覆う おお・う ōu coprire, avvolgere; nascondere; camuffare/traverstire Godan (-u) 3
贈る おく・る okuru spedire; dare a; conferire (premi), premiare Godan (-ru) 3
起こる お・こる okoru accadere Godan (-ru) 3
収める おさ・める osameru ottenere; raccogliere (benefici/frutti); pagare; rifornire; accettare Ichidan (-eru) 3
恐れる おそ・れる osoreru avere paura di... Ichidan (-eru) 3
劣る おと・る otoru restare indietro; essere inferiore a... Godan (-ru) 3
溺れる おぼ・れる oboreru essere annegato; indulgere in... Ichidan (-eru) 3
及ぼす およ・ぼす oyobosu esercitare/fare; causare Godan (-su) 3
居る お・る oru esserci (persone e animali) Godan (-ru) 3
下す おろ・す orosu abbassare; lasciarsi andare Godan (-su) 3
降ろす おろ・す orosu abbattere/distruggere; lanciare; far cadere Godan (-su) 3
飼う か・う kau avere/tenere (animali); crescere/allevare; nutrire Godan (-u) 3
替える opp. 換える か・える kaeru cambiare; scambiare; sostituire, rimpiazzare Ichidan (-eru) 3
抱える かか・える kakaeru portare sottobraccio; portare in braccio Ichidan (-eru) 3
輝く かがや・く kagayaku splendere/brillare/scintillare Godan (-ku) 3
掛かる か・かる kakaru prendere (tempo, denaro); appendere Godan (-ru) 3
罹る かか・る kakaru soffrire di... Godan (-ru) 3
限る かぎ・る kagiru limitare; restringere; confinare Godan (-ru) 3
描く か・く kaku disegnare, dipingere, abbozzare/schizzare, raffigurare,

descrivere

Godan (-ku) 3
隠す かく・す kakusu nascondere Godan (-su) 3
隠れる かく・れる kakureru nascondere; essere nascosto; nascondersi, sparire Ichidan (-eru) 3
欠ける か・ける kakeru mancare di/essere carente di... Ichidan (-eru) 3
囲む かこ・む kakomu circondare, accerchiare Godan (-mu) 3
稼ぐ かせ・ぐ kasegu guadagnare (stipendio); lavorare (e faticare) Godan (-gu) 3
数える かぞ・える kazoeru contare Ichidan (-eru) 3
語る かた・る kataru parlare, dire Godan (-ru) 3
悲しむ かな・しむ kanashimu essere triste; compiangere; pentirsi Godan (-mu) 3
被る かぶ・る naburu soffrire Godan (-ru) 3
構う かま・う kamau prestare attenzione a ("mind") Godan (-u) 3
刈る か・る karu tagliare (capelli, erba), mietere (grano) Godan (-ru) 3
感じる かん・じる kanjiru avvertire/sentire/percepire (in sé) Ichidan (-iru) 3
効く き・く kiku essere efficace Godan (-ku) 3
気付く きづ・く kizuku notare; riconoscere; essere conscio di... Godan (-ku) 3
気に入る きにい・る kiniiru essere soddisfatto di; essere adatto a... Godan (-nu) 3
嫌う きら・う kirau odiare; non apprezzare Godan (-u) 3
切れる き・れる kireru essere affilato/"taglia bene"; interrompere/troncare Ichidan (-eru) 3
食う く・う kuu mangiare (volgare e maschile) Godan (-u) 3
腐る くさ・る kusaru marcire, andare a male Godan (-ru) 3
下さる くだ・さる kudasaru dare/conferire (cortese) Godan (-ru) 3
組む く・む kumu mettere insieme Godan (-mu) 3
暮らす く・らす kurasu vivere Godan (-su) 3
繰り返す くりかえ・す kurikaesu ripetere, fare di nuovo Godan (-su) 3
狂う くる・う kuruu impazzire/perdere il controllo Godan (-u) 3
苦しむ くる・しむ kurushimu soffrire; gemere; essere preoccupato Godan (-mu) 3
加える くわ・える kuwaeru aggiungere, sommare/addizionare Ichidan (-eru) 3
加わる くわ・わる kuwawaru partecipare a; accedere a; incrementare/aumentare;

guadagnare (influenza)

Godan (-ru) 3
越える こ・える koeru eccedere; attraversare Ichidan (-eru) 3
凍る こお・る kōru congelare; essere congelato Godan (-ru) 3
越す opp. 超す こ・す kosu attraversare (e.g. montagne, difficoltà, l'inverno), sorpassare Godan (-su) 3
異なる こと・なる koyonaru essere diverso/differenziarsi; variare; non essere d'accordo,

dissentire, andare in disaccordo

Godan (-ru) 3
断る ことわ・る kotowaru rifiutare; declinare; licenziare; destituire/dimettere Godan (-ru) 3
好む この・む konomu apprezzare/piacere Godan (-mu) 3
殺す ころ・す korosu uccidere Godan (-su) 3
転ぶ ころ・ぶ korobu cadere/inciampare;

prostituirsi in segreto (arcaismo, riferito alle geishe)

Godan (-bu) 3
逆らう さか・らう chikarau opporsi, andare contro; disobbedire; sfidare Godan (-u) 3
叫ぶ さけ・ぶ sakebu gridare/strillare/urlare Godan (-bu) 3
避ける さ・ける sakeru evitare (il contatto fisico); respingere/avitare/scongiurare Ichidan (-eru) 3
支える ささ・える sasaeru essere bloccato; essere ostruito; soffocare Ichidan (-eru) 3
指す さ・す sasu puntare (il dito); significare; aprire l'ombrello; muovere (pedine) Godan (-su) 3
誘う さそ・う sasou invitare; tentare/indurre/adescare/allettare Godan (-u) 3
覚ます さ・ます samasu svegliarsi Godan (-su) 3
覚める さ・める sameru svegliare, svegliarsi Ichidan (-eru) 3
去る さ・る saru andare, andarsene Godan (-ru) 3
叱る しか・る shikaru rimpoverare/sgridare Godan (-ru) 3
沈む しず・む shizumu annegare; sentirsi depresso/essere giù di morale Godan (-mu) 3
従う したが・う shitagau attenersi a/rispettare le regole; obbedire; seguire; accompagnare Godan (-u) 3
支払う しはら・う shiharau pagare Godan (-u) 3
終わる お・わる owaru finire/completare/terminare; chiudere; Godan (-ru) 3
示す しめ・す shimesu mostrare; indicare/denotare Godan (-su) 3
喋る しゃべ・る shageru parlare, chiacchierare (kanji opzionali) Godan (-ru) 3
生じる しょう・じる shōjiru produrre; essere generato; risultare/derivare da Ichidan (-iru) 3
信じる しん・じる shinjiru credere in; avere fiducia in... Ichidan (-iru) 3
空く す・く suku aprire; diventare vuoto; essere meno affollato/svuotarsi Godan (-ku) 3
救う く・う kuu salvare da; dare una mano a... Godan (-u) 3
優れる すぐ・れる sugureru sorpassare/superare; eccellere/primeggiare Ichidan (-eru) 3
過ごす す・ごす sugoru passare/trascorrere; spendere (tempo);

eccedere/esagerare (con l'alcol); prendersi cura di (arcaismo)

Godan (-su) 3
進める すす・める susumeru avanzare/progredire; promuovere; affrettarsi Ichidan (-eru) 3
勧める すす・める susumeru raccomandare; incoraggiare; offrire (vino) Ichidan (-eru) 3
済ませる す・ませる sumaseru essere finito Ichidan (-eru) 3
為る す・る suru cambiare; essere utile/avere utilità; raggiungere Godan (-ru) 3
責める せ・める semeru condannare; incolpare; criticare Ichidan (-eru) 3
注ぐ そそ・ぐ sosogu versare in; riempire; irrigare; pagare; alimentare (e.g. il fuoco) Godan (-gu) 3
育つ そだ・つ sodatsu crescere (figli); allevare; crescere Godan (-tsu) 3
備える そな・える sonaeru fornire; equipaggiare; installare Ichidan (-eru) 3
倒す たお・す taosu buttare giù, abbattere Godan (-su) 3
確かめる たし・かめる tashikameru accertare Ichidan (-eru) 3
助ける たす・ける tasukeru aiutare; salvare; soccorrere Ichidan (-eru) 3
戦う たたか・う tatakau combattere Godan (-u) 3
叩く たた・く tataku colpire; applaudire; spolverare Godan (-ku) 3
立ち上がる たちあ・がる tachiagaru alzarsi in piedi Godan (-ru) 3
経つ た・つ tatsu passare; estinguersi Godan (-tsu) 3
黙る だま・る damaru essere silenzioso Godan (-ru) 3
試す ため・す tamesu provare/tentare; testare Godan (-su) 3
頼る たよ・る nayoru contare su; fare ricorso a/usare/utilizzare; dipendere da... Godan (-ru) 3
通じる つう・じる tsūjiru correre a; condurre a; comunicare; capire Ichidan (-iru) 3
捕まる つか・まる tsukamaru essere preso; essere arrestato Godan (-ru) 3
掴む つか・む tsukamu acchiappare/acciuffare Godan (-mu) 3
就く つ・く tsuku stabilirsi/impiantarsi (in un posto); prendere (posto/posizione);

studiare (con un insegnante)

Godan (-ku) 3
注ぐ つ・ぐ tsugu versare in; irrigare; pagare Godan (-gu) 3
付ける つ・ける tsukeru unirsi a; allegare; aggiungere Ichidan (-eru) 3
繋ぐ つな・ぐ tsunagu legare; connettere Godan (-gu) 3
詰める つ・める tsumeru imballare; accorciare; lavorare sui dettagli Ichidan (-eru) 3
積もる つ・もる tsumoru accumulare/ammassare Godan (-ru) 3
出きる で・きる dekiru essere capace di, saper fare; essere pronto; accadere Ichidan (-iru) 3
通す とお・す tōsu lasciare passare/attraversare; trascurare; continuare Godan (-su) 3
通り過ぎる とおりす・ぎる tōrisugiru passare/attraversare, passare attraverso Ichidan (-iru) 3
解く と・く toku slacciare, slegare ("unfasten") Godan (-ku) 3
解ける と・ける tokeru sciogliere; fare a pezzi, sfaldare Ichidan (-eru) 3
閉じる と・じる tojiru chiudere (occhi, libro...) Ichidan (-iru) 3
届く とど・く todoku raggiungere Godan (-ku) 3
飛ばす と・ばす tobasu saltare/omettere Godan (-su) 3
飛び出す とびだ・す tobidasu saltare fuori; volare fuori; correre/precipitarsi fuori Godan (-su) 3
留める と・める tomeru legare; spegnere; trattenere/detenere Ichidan (-eru) 3
取り上げる とりあ・げる toriageru prendere; confiscare; privare di; squalificare/escludere Ichidan (-eru) 3
取れる と・れる toreru distaccare/rimuovere; essere tirato via/staccato/rimosso Ichidan (-eru) 3
流す なが・す nagasu drenare/prosciugare; galleggiare; spargere (sangue, lacrime);

andare in taxi

Godan (-su) 3
眺める なが・める nagameru guardare, fissare (con lo sguardo) Ichidan (-eru) 3
流れる なが・れる nagareru scorrere/fluire; essere lavato via Ichidan (-eru) 3
怠ける なま・ける namakeru essere pigro; trascurare/negligere Ichidan (-eru) 3
悩む なや・む nayamu essere preoccupato/turbato Godan (-mu) 3
為る な・る naru cambiare; essere utile/avere utilità; raggiungere Godan (-ru) 3
成る な・る naru diventare Godan (-ru) 3
似合う にあ・う niau adattare; combaciare; diventare; essere come... Godan (-u) 3
握る にぎ・る nigiru afferrare, impugnare; modellare il sushi Godan (-ru) 3
抜く ぬ・く nuku estrarre, tirare fuori; togliere la presa/spina; sorpassare;

omettere;

Godan (-ku) 3
抜ける ぬ・ける nukeru uscire fuori/spuntare/sbucare; essere omesso Ichidan (-eru) 3
濡れる ぬ・れる nureru bagnarsi Ichidan (-eru) 3
願う ねが・う negau desiderare Godan (-u) 3
残す のこ・す nokosu lasciarsi dietro; lasciare in eredità Godan (-su) 3
乗せる の・せる noseru mettere/piazzare su; portare a bordo/imbarcare;

dare un passaggio a...

Ichidan (-eru) 3
除く のぞ・く nozoku rimuovere; escludere; estrarre Godan (-ku) 3
望む のぞ・む nozomu sperare/desiderare; vedere; Godan (-mu) 3
伸ばす の・ばす nobasu allungare; estendere; raggiungere; crescere (barba) Godan (-su) 3
伸びる の・びる nobiru allungare/estendere; fare progressi; crescere (barba o altezza) Godan (-ru) 3
述べる の・べる noberu menzionare/esprimere Ichidan (-eru) 3
昇る のぼ・る noboru ascendere/levarsi/sorgere; risalire Godan (-ru) 3
計る はか・る hakaru misurare, pesare; sondare Godan (-ru) 3
履く opp. 穿く は・く haku indossare (pantaloni, calze, mutande, costume) Godan (-ku) 3
吐く は・く haku respirare; vomitare/rovesciare; dire/raccontare (bugie) Godan (-ku) 3
外す はず・す hazusu allentare; rimuovere

to unfasten,to remove

Godan (-su) 3
話し合う はなしあ・う hanashiau discutere, parlare insieme Godan (-u) 3
離す はな・す hanasu dividere, separare; separarsi/partire Godan (-su) 3
放す はな・す hanasu separare; lasciare andare/liberare Godan (-su) 3
離れる はな・れる hanareru essere separato da; andarsene/andare via; essere lontano Ichidan (-eru) 3
省く はぶ・く habuku fare economia/risparmiare; tagliare/ridurre (spese); omettere;

eliminare

Godan (-ku) 3
張る は・る haru incollare/appiccicare/attaccare Godan (-ru) 3
轢く ひ・く hiku investire (con un veicolo); buttare a terra (qualcuno) Godan (-ku) 3
広がる ひろ・がる hirogaru espandersi; estendersi; allungare; raggiungere;

andare in giro (get around)

Godan (-ru) 3
含む ふく・む tenere in bocca; tenere in/a mente Godan (-mu) 3
防ぐ ふせ・ぐ husegu difendersi da; prevenire; proteggere Godan (-gu) 3
打つ ぶ・つ butsu colpire Godan (-tsu) 3
振る ふ・る huru agitare/scuotere; spargere/spruzzare (sprinkle);

lanciare ("cast") e.g. attori; allocare/distribuire (lavoro)

Godan (-ru) 3
震える ふる・える hurueru tremare; agitare/scuotere Ichidan (-eru) 3
触れる ふ・れる hureru toccare (anche topic/argomenti); essere toccato;

violare (leggi, copyright...); percepire, sentire

Ichidan (-eru) 3
減らす へ・らす herasu decrescere; rimpicciolire; diminuire/abbattere; accorciare Godan (-su) 3
減る へ・る heru decrescere; rimpicciolire; diminuire/abbattere Godan (-ru) 3
吠える ほ・える hoeru abbaiare; ululare/latrare; ruggire; muggire; piangere Ichidan (-eru) 3
微笑む ほほえ・む hohoemu sorridere Godan (-mu) 3
褒める ほ・める homeru ammirare; lodare, parlare bene di... Ichidan (-eru) 3
任せる まか・せる makaseru affidare/lasciare a... Ichidan (-eru) 3
増す ま・す masu incrementare/aumentare; crescere Godan (-su) 3
学ぶ まな・ぶ manabu studiare (in profondità); apprendere Godan (-bu) 3
招く まね・く maneku invitare Godan (-ku) 3
守る まも・る mamoru proteggere; obbedire; fare guarda/sorvegliare;

rispettare (le regole)

Godan (-ru) 3
回す まわ・す mawasu girare/ruotare Godan (-su) 3
満ちる み・ちる michiru essere pieno/riempito; salire (la marea); maturare; giungere a

scadenza/essere scaduto

Ichidan (-iru) 3
認める みと・める mitomeru riconoscere; apprezzare/riconoscere/approvare; ammettere Ichidan (-eru) 3
見る み・る miru vedere, guardare Godan (-ru) 3
向く む・く muku essere rivolto verso... Godan (-ku) 3
向ける む・ける mukeru girarsi verso; essere rivolto/puntare verso... Ichidan (-eru) 3
結ぶ むす・ぶ musubu legare; collegare Godan (-bu) 3
命じる めい・じる meijiru ordinare/comandare/dare ordini; nominare ("appoint") Ichidan (-iru) 3
申し込む もうしこ・む mōshikomu fare domanda per ("apply for") Godan (-mu) 3
燃える も・える moeru bruciare Ichidan (-eru) 3
持ち上げる もちあ・げる mochiageru innalzare; adulare Ichidan (-eru) 3
用いる もち・いる mochiiru usare/utilizzare Ichidan (-iru) 3
戻す もど・す modosu restaurare ("restore") Godan (-su) 3
基づく もと・づく motozuku essere basato su/basarsi su; originarsi da; essere causato da; Godan (-ku) 3
求める もと・める motomeru cercare (oggetti o un lavoro); richiedere/domandare/volere;

rincorrere (piaceri);

Ichidan (-eru) 3
貰う もら・う morau ricevere Godan (-u) 3
雇う やと・う yato.u impiegare/usare come impiegato Godan (-u) 3
破る やぶ・る yaburu distruggere/spaccare; strappare; violare; sconfiggere Godan (-ru) 3
辞める や・める yameru dimettersi; pensionarsi/ritirarsi dal lavoro Ichidan (-eru) 3
譲る ゆず・る yuzuru consegnare; (ri)girare/rivoltare Godan (-ru) 3
許す ゆる・す yurusu permettere; approvare Godan (-su) 3
酔う よ・う yo.u ubriacarsi; intossicarsi

to get drunk,to become intoxicated

Godan (-u) 3
横切る よこぎ・る yokogiru incrociare (e.g. le braccia); attraversare Godan (-ru) 3
止す よ・す yosu cessare, abolire; dimettersi; arrendersi

to cease,to abolish,to resign,to give up

Godan (-su) 3
論じる ろん・じる ronjiru discutere, dibattere Ichidan (-iru) 3
分ける わ・ける wakeru dividere, separare Ichidan (-eru) 3
割る わ・る waru dividere, tagliare; spezzare/rompere; dividere in due ("halve") Godan (-ru) 3

Verbi diffusi con -suru (e -zuru)[modifica | modifica wikitesto]

La tabella sottostante contiene tutti i verbi giapponesi con -suru する (storicamente derivante da す), presi dal JLPT completo. Il primo livello (A1) è indicato con il numero "1" per rimandare a una progressione. Tutte le radici sono sino-giapponesi, a parte un paio di anglicismi. "Suru" può sonorizzarsi (e.g. 感ずる kan.zuru, 禁ずる kin.zuru; la controparte storica è dunque ず). La vocalizzazione in giapponese riguarda anche alcune sillabe e parole raddoppiate (e.g. 人 hito > hitobito; kami > shinigami 死神; kana >hiragana; kawa > Tokugawa 徳川) e viene detta 連濁 rendaku.

Verbo

(kanji)

Pronuncia

(e rōmaji)

Traduzione Livello

JLPT

する する suru (verbo irregolare) fare 1
コピーする コピー・する kopii.suru (anglicismo) copiare 1
散歩する さんぽ・する sanpo.suru passeggiare 1
掃除する そうじ・する sōji.suru pulire; scopare/ramazzare 1
勉強する べんきょう・する benkyō.suru studiare 1
練習する れんしゅう・する renjū.suru esercitarsi/praticare 1
挨拶する あいさつ・する aisatsu.suru salutare 2
案内する あんない・する annai.suru guidare (qualcuno); fare da guida 2
運転する うんてん・する unten.suru guidare (veicoli) 2
運動する うんどう・する undō.suru esercitarsi 2
遠慮する えんりょ・する enryo.suru essere riservato/controllato (attitudine) 2
計画する けいかく・する keikaku.suru pianificare 2
経験する けいけん・する keiken.suru fare esperienza di... 2
怪我する けが・する kega.suru ferire 2
けんかする けんか・する kenka.suru litigare 2
故障する こしょう・する koshō.suru abbattere ("break-down") 2
支度する したく・する shitaku.suru preparare 2
出席する しゅっせき・する shusseki.suru partecipare a (riunioni ecc.) 2
出発する しゅっぱつ・する shuppatsu.suru partire/andarsene 2
準備する じゅんび・する junbi.suru preparare 2
招待する しょうたい・する shōtai.suru invitare 2
食事する しょくじ・する shokuji.suru mangiare (pranzo, cena...) 2
心配する しんぱい・する shinpai.suru preoccuparsi 2
生活する せいかつ・する seikatsu.suru vivere 2
生産する せいさん・する seisan.suru produrre 2
世話する せわ・する sewa.suru badare a ("look after...") 2
相談する そうだん・する sōdan.suru discutere 2
退院する たいいん・する taiin.suru lasciare l'ospedale 2
チェックする チェック・する chekku.suru (anglicismo) controllare ("fare un check") 2
入院する にゅういん・する nyūin.suru ospedalizzare 2
入学する にゅうがく・する nyūgaku.suru entrare a scuola/università 2
拝見する はいけん・する haiken.suru guardare (verbo nel registro umile) 2
吃驚する びっくり・する bikkuri.suru essere sorpreso (i kanji sono facoltativi e la lettura è irregolare) 2
輸出する ゆしゅつ・する yushutsu.suru esportare 2
輸入する ゆにゅう・する yunyū.suru importare 2
愛する あい・する ai.suru amare 3
関する かん・する kan.suru riguardare... (un topic/argomento) 3
罰する ばっ・する bas.suru (罰: ばつ ecc.) punire, penalizzare 3
対する たい・する tai.suru confrontare/affrontare; opporsi; 3
達する たっ・する tas.suru (達: たち ecc.) raggiungere 3
適する てき・する teki.suru essere adatto a, calzare a pennello ("fit/suit") 3
属する ぞく・する zoku.suru appartenere a; essere affiliato con; essere soggetto a (superiori o simili) 4
熱する ねっ・する nes.suru (熱: ねつ ecc.) scaldare 4
化する か・する ka.suru trasformarsi/cambiare in...; convertire in...; influenzare; camibare in meglio/migliorare

(riferito a persone); essere ridotto

5
擦る か・する ka.suru toccare leggermente/piano; prendersi una percentuale/fetta/stecca da (un totale) 5
害する がい・する gai.suru fare del male/ferire; danneggiare; uccidere;

ostacolare/intralciare

5
恋する こい・する koi.suru amare; innamorarsi di... 5
察する さっ・する sas.suru indovinare; presumere; giudicare;

simpatizzare con/comprendere

5
称する しょう・する shō.suru Fingere/pretendere; essere chiamato; 5
制する せい・する sei.suru controllare, comandare; avere la meglio su... 5
即する そく・する soku.suru conformarsi a; essere d'accordo con; essere adattato a; essere basato su... 5
脱する だっ・する das.suru scappare da; togliersi/andarsene 5
徹する てっ・する ses.suru (徹: てつ) devolvere i propri sforzi in/essere buttato in...; penetrare; credere in; 5
反する はん・する han.suru fare opposizione a; contraddire; trasgredire; ribellarsi/opporsi; essere inconsistente con... 5
面する めん・する men.suru affrontare; fare attenzione a (""look out on to...) 5
有する ゆう・する yū.suru possedere; essere dotato di... 5
要する よう・する yō.suru richiedere 5

Una larga fetta di verbi in -suru che sono colpiti da sonorizzazione è invece indicata nella tabella sottostante (se eventualmente compaiono nel JLPT, si indica pure il livello. Alcuni sono del JLPT2 nell'ordine dell'esame stesso, che corrisponde a un C1 circa), gli altri compaiono nel JLPT1 (C2 circa). Molti di questi verbi sono colpiti da sonorizzazione perché la /s/ di "suru" è preceduta dalla coda nasale della radice. Un numero ristretto di radici è nativo giapponese.

Verbo in -zuru

(kanji)

Pronuncia

(e rōmaji)

Traduzione Livello

JLPT

禁ずる きん・ずる kin.zuru proibidere; soffocare/sopprimere 1
応ずる おう・ずる ō.zuru essere d'accordo con 2
感ずる かん・ずる kan.zuru provare/sentire/avvertire (emozioni) 2
演ずる えん・ずる en.zuru recitare 1
講ずる こう・ずる kō.zuru prendere (misure); fare lezione -
生ずる しょう・ずる shō.zuru sorgere/nascere; causare/generare 2
信ずる しん・ずる shin.zuru credere in; avere fiducia in... 2
存ずる ぞん・ずる zon.zuru esistere, esserci 2
進ずる しん・ずる shin.zuru progredire, andare avanti -
準ずる じゅん・ずる jun.zuru conformarsi/seguire; corrispondere 1
通ずる つう・ずる tsū.zuru scorrere/fluire; comunicare con... (anche il nemico); capire/comprendere,

essere esperto e fluente in...

2
転ずる てん・ずる ten.zuru girarsi -
投ずる とう・ずる tō.zuru lanciare/scagliare -
任ずる にん・ずる nin.zuru assumere (cariche); nominare (per cariche) -
報ずる ほう・ずる hō.zuru comunicare/fare rapporto 1
囀る さえ・ずる sae.zuru cinguettare/cantare (uccelli) 1
命ずる めい・ずる mei.zuru comandare/ordinare 2
論ずる ろん・ずる ron.zuru dibattere/discutere 2
重んずる おもん・ずる omon.zuru rispettare; onorare/venerare 1
軽んずる かろん・ずる karon.zuru disprezzare/guardare dall'alto in basso; sminuire per disprezzo -
肯んずる がえん・ずる gaen.zuru consentire/permettere -
先んずる さきん・ずる sakin.zuru precedere/anticipare -

Attenzione a radici che sono falsi amici, e.g. 削る, けずる (tagliuzzare): il suffisso è る, idem in 譲る ゆずる (assegnare, consegnare). Il terzo falso amico è il verbo 為る する (cambiare; raggiungere; essere utile "to be of use"), mentre il quarto è 剃る する (rasare, radersi; tosare) . L'ultimo è 引きずる ひきずる (sedurre; trascinare, tirare).

Aggettivi in giapponese[modifica | modifica wikitesto]

In giapponese esistono quattro gruppi di aggettivi: aggettivi terminanti in -i, in -na, gli attributivi/prenominali e gli irregolari/aventi una versione arcaica. Per la precisione:

  • gli aggettivi terminanti in -i, come dice il nome stesso, si riconoscono perché finiscono in -i い (ma mai in えい ei) nella loro forma base, reperibile in un dizionario e in giapponese si chiamano "verbi aggettivali/verbi attributivi" (形容詞 keiyōshi). Nell'okurigana, si nota la -i い e, in taluni aggettivi nati durante l'Old Japanese e che indicano degli stati mentali, la terminazione -shii しい sempre in okurigana. In Old Japanese erano due categorie diverse che si sono fuse durante il Tardo Giapponese Medio. Un esempio è atara.shii (新しい, "nuovo)". Se usati come avverbi, prendono -ku く al posto di -i.
  • gli aggettivi in -na si riconoscono perché finiscono con una qualunque altra vocale e in -ei nella loro forma base. Possono pure finire con la coda nasale -n, e.g. hen 変 (strano). In giapponese si chiamano "nomi aggettivali/nomi attributivi" (形容動詞 keiyō-dōshi). Quando si impiegano in forma attributiva non determinata, semplicemente prendono "na" な invece di "no" の, che si usa con i nomi; quando sono usati come avverbi, invece, prendono "ni" al posto di -i. In tutti gli altri casi, si coniugano attancandogli la coniugazione della copula "da". Al contrario, gli aggettivi terminanti in -i hanno una coniugazione a sé. Alcuni di questi aggettivi in -na risalgono pure all'Old Japanese e sono riconoscibili perché terminano in -yaka やか in okurigana. Un esempio è aza.yaka (鮮やか, "vivido, brillante"). Altri aggettivi arcaici di questa categoria risalente all'Old Japanese sono quelli in -raka, e.g. 明らか "chiaro, ovvio/lampante";
  • gli attributivi/prenominali (連体詞, rentaishi) sono tutti quelli che non appartengono al primo e secondo gruppo. Come suggerisce il nome stesso, si possono usare prima di un nome ma mai come predicato nominale dell'intera frase. Sono perlopiù resti fossili e sono varianti di aggettivi che si possono usare come predicato. Un esempio è ō.kina 大きな (grosso), variante di ōki.i 大きい.
  • gli aggettivi irregolari presentano delle irregolarità nella coniugazione. Il più celebre e diffuso di essi è yoi 良い, che significa "buono". A questo si aggiunge 無い. Entrambi possiedono una versione regolare e una forma irregolare arcaica, yoshi 良し e nashi 無し. Tipicamente, gli arcaismi invece di terminare in -i terminano in -shi e -ki. Le irregolarità derivano da resti fossili del Giapponese Medio.

Nelle grammatiche, le due varianti della classe di aggettivi coniugabili in -na sono sporadicamente trattate e sono gli "aggettivi in -taru" (ト・タル形容動詞 to, taru keiyōdōshi) e gli "aggettivi in -naru" (タルト型活用 taruto-kata katsuyō), cioè un piccolo numero di aggettivi che invece di prendere -na prendono -taru e -naru quando si usano in funzione attributiva (quelli in -taru, se usati come avverbio, prendono -to invece di -ni). Entrambi i gruppi sono nati durante l'Old Japanese.

Gli aggettivi giapponesi possono essere utilizzati come attributi o predicati nominali. Si osservi l'esempio con l'aggettivo samui (freddo):

  • samui tokoro: un luogo che è freddo > un luogo freddo;
  • samukatta tokoro: un luogo che era freddo;
  • kyō wa samui: oggi è freddo;
  • kinō wa samukatta: ieri era freddo.

In tutti i casi si può immaginare che il verbo essere sia incluso nell'aggettivo che termina in -i, unico tipo di aggettivo che subisce vere e proprie variazioni morfologiche.

Riportiamo in tabella le due coniugazioni:

felice (agg. in -i) bello (agg. in -na)
Forma attributiva non caratterizzata ureshii kirei na
Forma predicativa non caratterizzata ureshii kirei da
Passato ureshikatta kirei datta
Gerundio ureshikute kirei de
Negativo ureshiku(wa)nai kirei de(wa)nai
Forma gentile ureshiidesu kirei desu
Condizionale ureshikereba kirei nara(ba)
Esortativo ureshii darō kirei darō

L'ausiliare negativo nai, già incontrato con i verbi, si coniuga come un normale aggettivo in i. Per questo motivo la coniugazione completa di un verbo, che comprende anche tutte le forme gentili e tutte le forme negative, è sviluppata utilizzando anche alcune forme della coniugazione dell'aggettivo (evidenziate in grassetto):

mangiare non mangiare mangiare (gentile) non mangiare (gentile)
Forma non caratterizzata taberu tabenai tabemasu tabemasen o tabenaidesu
Passato tabeta tabenakatta tabemashita tabemasendeshita o tabenakattadesu
Gerundio tabete tabenakute - -
Condizionale tabereba tabenakereba - -
Passivo taberareru taberarenai taberaremasu taberaremasen
Potenziale taberareru taberarenai taberaremasu taberaremasen
Causativo tabesaseru tabesasenai tabesasemasu tabesasemasen
Dubitativo taberu darō tabenai darō taberu deshō tabenai deshō
Esortativo tabeyō - tabemashō -

Lista di aggettivi diffusi in giapponese in -i e -na[modifica | modifica wikitesto]

Il numero 1 indica qui il livello A1. In totale, sono elencati per categoria gli aggettivi o parole che sono anche aggettivi prese dai primi 3 livelli del JLPT. Alcuni aggettivi in italiano sono verbi in giapponese e non sono qui indicati. 倍 ばい, che indica il concetto di doppio e di multiplo, è un classificatore. Nella traduzione, è solo messo il significato di aggettivo, nel caso la parola abbia in casi sporadici altri significati.

Aggettivo

(kanji)

Pronuncia

(e rōmaji)

Traduzione Agg. in -i?

Agg. in -na?

Livello

JLPT

青い あおい aoi blu -i 1
あお ao blu (-no) 1
赤い あかい akai rosso -i 1
あか aka rosso (-no) 1
明い あかるい akarui brillante -i 1
暖かい あたたかい atatakai tiepido -i 1
新しい あたらしい atarashii nuovo -i 1
暑い あつい atsui caldo -i 1
熱い あつい atsui caldo (al tatto) -i 1
厚い opp. 篤い あつい atsi profondo; spesso; pesante (malattia);

gentile, cordiale, ospitevole

-i 1
危ない あぶない abunai pericoloso -i 1
甘い あまい amai dolce -i 1
良い いい/よい ii/yoi buono -i 1
痛い いたい itai doloroso -i 1
いや iya spiacevole -na 1
薄い うすい usui sottile; leggero -i 1
美味しい おいしい oishii delizioso (kanji opzionali) -i 1
多い おおい ōi molto/i -i 1
大きい おおきい ōkii grosso -i 1
大きな おおきな ōkina grosso -na 1
遅い おそい osoi lento; tardo -i 1
面白い おもしろい omoshiroi interessante (kanji opzionali) -i 1
辛い からい karai piccante -i 1
軽い かるい karui leggero -i 1
可愛い かわいい kawaii carino -i 1
黄色い きいろい kiiroi giallo (黄色 きいろ si usa con "no") -i 1
汚い きたない kitanai sporco -i 1
嫌い きらい kirai odioso -na 1
暗い くらい kurai tenebroso, cupo, scuro -i 1
黒い くろい kuroi nero (黒 くろ si usa con "no") -i 1
結構 けっこう kekkō splendido; abbastanza (結=けつ) -na 1
寒い さむい samui freddo -i 1
静か しずか shizuka quieto, calmo -i 1
丈夫 じょうぶ jōbu forte; durevole -na 1
好き すき suki piacevole, apprezzabile -na 1
狭い せまい semai stretto -i 1
大好き だいすき daisuki molto piacevole, molto apprezzabile -na 1
大切 たいせつ taisetsu importante -na 1
高い たかい takai alto; costoso -i 1
沢山 たくさん takusan molto/i (kanji opzionali) -na (-no) 1
楽しい たのしい tanoshii piacevole, gradevole ("enjoyable") -i 1
小さい ちいさい chiisai piccolo -i 1
近い ちかい chikai vicino -i 1
詰らない つまらない tsumaranai noioso (kanji opzionali) -i 1
冷たい つめたい tsumetai freddo (al tatto) -i 1
強い つよい tsuyoi potente -i 1
遠い とおい tōi lontano, distante -i 1
賑やか にぎやか nigiyaka vivace (posto); occupato -na 1
早い はやい hayai presto -i 1
速い はやい hayai veloce -i 1
低い ひくい hikui corto; basso -i 1
広い ひろい hiroi ampio, spazioso -i 1
太い ふとい futoi grasso -i 1
古い opp. 旧い ふるい furoi vecchio (oggetti) -i 1
便利 べんり benri utile, conveniente -na 1
欲しい ほしい hoshii volere (è un aggettivo usato come verbo.

L'alternativa è 欲しがる, in -ru)

-i 1
細い ほそい hosoi sottile -i 1
不味い まずい mazui disgustoso (da mangiare) (kanji opzionali) -i 1
丸い opp. 円い まるい marui rotondo, circolare -i 1
短い みじかい mijikai corto -i 1
茶色 ちゃいろ chairo marrone chiaro, color tè (-no) 1
みどり midori verde (-no) 1
難しい むずかしい muzukashii difficile -i 1
易しい やさしい yasashii facile, semplice -i 1
安い やすい yasui economico -i 1
有名 ゆうめい yūmei famoso (la -i finale non è parte dell'okurigana) -na 1
弱い よわい yowai debole -i 1
立派 りっぱ rippa elegante, splendido (kanji opzionali) (立=リュウ <*-p) -na 1
若い わかい wakai giovane; immaturo -i 1
悪い わるい warui cattivo -i 1
大人 おとな otona adulto; maturo/cresciuto -na 1
余り あまり amari rimanente -na 1
本当 ほんとう hontō giusto, corretto; ufficiale; genuino, autentico; reale;

naturale

-na 1
上手 じょうず jōzu abile, esperto; astuto -na 1
下手 へた heta inesperto; povero; goffo; imprudente -na 1
大丈夫 だいじょうぶ daijōbu (al) sicuro; senza problemi, a posto, ok -na 1
綺麗 きれい kirei carico; adorabile; bello; pulito; ordinato

(-i non fa parte dell'okurigana) (kanji opzionali)

-na 1
未だ まだ mada incompleto (kanji opzionali) -na 1
色々 いろいろ iro-iro Si usa in 色々と有り難うございます,

"grazie di tutto" (kanji opzionali)

-na 1
浅い あさい asai superficiale -i 2
一杯 いっぱい ippai pieno (一=いち) -na 2
美しい

opp. 愛しい

うつくしい utsukushii bello; amabile, adorabile -i 2
上手い

opp. 巧い

うまい umai esperto; astuto; saggio; di successo (kanji opzionali) -i 2
嬉しい うれしい ureshii contento -i 2
可笑しい おかしい okashii strano; divertente, ridicolo -i 2
//固い かたい katai duro (al tatto) -i 2
悲しい かなしい kanashii triste -i 2
簡単 かんたん kantan semplice -na 2
厳しい きびしい kibishii severo/stretto; duro -i 2
きゅう kyū urgente; ripido, scosceso -na 2
細かい こまかい komakai piccolo, fine -i 2
怖い こわい kowai spaventoso -i 2
寂しい さびしい sabishii triste -i 2
十分 じゅうぶん jūbun abbastanza -na 2
凄い すごい sugoi terrificante -i 2
素晴らしい

opp. 素薔薇しい

すばらしい subarashii meraviglioso -i 2
ソフト ソフト sofuto morbido, soft (Japanglish) 2
大事 だいじ daiji importante, di valore -na 2
確か たしか tashika definito, certo -na 2
正しい ただしい tadashii corretto -i 2
楽しみ

opp. 愉しみ

たのしみ tanoshimi gioioso -na 2
男性 だんせい dansei maschile/maschio (-no) 2
丁寧 ていねい teinei gentile, cortese (-i non fa parte dell'okurigana) -na 2
遠く とおく tōku distante (-no) 2
特別 とくべつ tokubetsu speciale -na 2
苦い にがい nigai amaro -i 2
眠い ねむい nemui assonnato -i 2
恥ずかしい はずかしい hazukashii imbarazzato -i 2
必要 ひつよう hitsuyō necessario -na 2
酷い ひどい hidoi crudele, terribile; violento (kanji opzionali) -i 2
深い ふかい fukai profondo -i 2
へん hen strano -na 2
無理 むり muri impossibile -na 2
珍しい めずらしい mezurashii raro -i 2
優しい やさしい yasashii gentile -i 2
柔らかい やわらかい kawarakai morbido -i 2
危険 きけん kiken rischioso -na 2
自由 じゆう jiyū libero -na 2
残念 ざんねん zannen deludente; deplorevole -na 2
親切 しんせつ shinsetsu gentile; generoso, amichevole, simpatico -na 2
反対 はんたい hantai opposto, inverso, contrario (-no) 2
安全 あんぜん anzen (al) sicuro -na 2
複雑 ふくざつ fukuzatsu complesso, complicato, intricato;

contrastanti (sentimenti)

-na 2
適当 てきとう tekitō adatto, pertinente, proprio, appropriato, adeguato -na 2
盛ん

opp. 旺ん

さかん sakan fiorente, prospero; di successo; popolare/diffuso; attivo;

vivace, energico, vigoroso; entusiasta

-na 2
明らか あきらか akiraka ovvio, chiaro, evidente -na 3
暖か あたたか atataka tiepido; mite -na 3
新た あらた arata nuovo -na 3
哀れ あわれ aware miserabile -na 3
いい いい ii buono (deriva da 良い) -i 3
良い よい yoi buono, piacevole, ok -i 3
意外 いがい igai inaspettato (-i non fa parte dell'okurigana) -na 3
偉大 いだい idai grande -na 3
一番 いちばん ichiban migliore, primo (-no) 3
美味い

opp. 甘い

opp. 旨い

うまい umai delizioso (kanji opzionali) -i 3
煩い うるさい urusai rumoroso; pignolo -i 3
嬉しい うれしい ureshii felice, contento; piacevole -i 3
幼い おさない osanai molto giovane; infantile -i 3
恐ろしい おそろしい osoroshii terribile, orribile -i 3
お互い

opp. 御互い

おたがい otagai reciproco/mutuo (-no) 3
穏やか おだやか odayaka calmo, quieto; gentile -na 3
温暖 おんだん ondan tiepido -na 3
海外 かいがい kaigai straniero, estero, d'oltremare

(la -i non fa parte dell'okurigana)

(-no) 3
確実 かくじつ kakujitsu certo, sicuro, definito; affidabile; solido, sicuro -na 3
賢い かしこい kashikoi saggio, astuto, intelligente/smart -i 3
硬い かたい katai solido, duro (e.g. metalli, pietre); grezza (scrittura) -i 3
可能 かのう kanō possibile, praticabile -na 3
可哀想

opp. 可哀そう

かわいそう kawaisō povero, miserabile, patetico (kanji opzionali) -na 3
可愛らしい かわいらしい kawairashii adorabile, dolce -i 3
貴重 きちょう kichō prezioso, di valore -na 3
緊い きつい kitsui stretto; intenso (kanji opzionali) -i 3
気の毒 きのどく kinodoku pietoso -na 3
奇妙 きみょう kimyō strano, curioso -na 3
ぎゃく gyaku opposto, inverso -na (-no) 3
急激 きゅうげき kyūgeki improvviso, rapido; drastico, radicale -na 3
急速 きゅうそく kyūsoku rapido (e.g. progressi) -na 3
器用 きよう kiyō esperto; maneggevole -na 3
巨大 きょだい kyodai enorme, gigantesco (la -i non fa parte dell'okurigana) -na 3
臭い くさい kusai maleodorante; sospettoso -i 3
クラシック クラシック kurasshiku classico (Japanglish) 3
苦しい くるしい kuroshii doloroso; difficile -i 3
けち けち kechi scialbo; economico; povero; chiuso di mente; cavilloso -na 3
濃い こい koi denso (e.g. colore, liquido), forte -i 3
豪華 ごうか gōka meraviglioso; stravagante -na 3
幸福 こうふく kōfuku felice -na 3
個人 こじん kojin personale, privato, individuale (-no) 3
困難 こんなん konnan difficile -na 3
最高 さいこう saikō supremo -na (-no) 3
幸い さいわい saiwai felice -i 3
様々 さまざま sama-zama vario, svariato/diverso -na 3
幸せ しあわせ shiawase felice -na 3
親しい したしい shitashii intimo (e.g. amico) -i 3
重大 じゅうだい jūdai serio, importante, pesante

(la -i non fa parte dell'okurigana)

-na 3
正直 しょうじき shōjiki onesto -na 3
真剣 しんけん shinken serio; onesto -na 3
人工 じんこう jinkō artificiale (-no) 3
深刻 しんこく shinkoku serio, grave -na 3
慎重 しんちょう shinchō cauto, prudente; discreto -na 3
心配 しんぱい shinpai ansioso/in apprensione (la -i non è parte dell'okurigana) -na 3
凄い すごい sugoi terribile, terrificante; meraviglioso (kanji opzionali) -i 3
素敵

opp. 素的

すてき suteki amabile; sognante; bello -na 3
素晴らしい すばらしい subarashii meraviglioso, splendido, magnificente -na 3
鋭い するどい surudoi a punta; affilato -i 3
せい sei logicamente vero; regolare (-no) 3
積極的 せっきょくてき

sekkyokuteki

positivo; attivo, proattivo (積=せき) -na 3
絶対 ぜったい zettai assoluto, incondizionale (絶=ぜつ) (-no) 3
相当 そうとう sōtō adatto, appropriato; tollerabile -na (-no) 3
退屈 たいくつ taikutsu noioso, tedioso -na 3
大変 たいへん taihen immenso, enorme, grande; serio, grave; terribile;

difficile, duro

-na 3
平ら たいら taira piatto, livellato; liscio; calmo, composto -na 3
互い たがい tagai reciproco/mutuo (-no) 3

opp.

ただ tada ordinario, comune; gratuito, gratis

(kanji opzionali)

[たった (唯), sinonimo, è solo avverbio]

-na 3
多分 たぶん tabun generoso -na (-no) 3
駄目 だめ dame inutile -na 3
単純 たんじゅん tanjun semplice/spoglio/disadorno -na 3
直接 ちょくせつ chokusetsu diretto (e.g. elezione); immediato; personale -na (-no) 3
辛い つらい tsurai doloroso -i 3
適度 てきど tekido moderato -na (-no) 3
同時 どうじ dōji simultaneo, sincrono (-no) 3
同様 どうよう dōyō identico; equo -na (-no) 3
独特 どくとく dokutoku peculiare, caratteristico/unico -na (-no) 3
突然 とつぜん totsuzen improvviso; inaspettato -na (-no) 3
どろ doro fangoso (-no) 3
とんでも無い

opp. 飛んでもない

とんでもない tondemonai impensabile, assurdo; oltraggioso; terribile

(kanji opzionali)

-i 3
熱心 ねっしん nesshin entusiasmo, zelo (熱=ねつ) -na 3
莫大 ばくだい bakudai enorme, vasto

(la -i non fa parte dell'okurigana)

-na 3
激しい はげしい hageshii violento; intenso, veemente -i 3
微妙 びみょう bimyō delicato; sottile -na 3
評判 ひょうばん hyōban famoso, popolare (-no) 3
不安 ふあん fuan ansioso; insicuro -na 3
不可 ふか fuka sbagliato, cattivo/improprio; ingiustificabile; sconsigliabile -na (-no) 3
不幸 ふこう fukō infelice/sfortunato -na 3
無事 ぶじ buji (al) sicuro; in pace, quieto -na (-no) 3
不思議 ふしぎ fushigi meraviglioso, magnifico, mirabolante; strano, curioso;

incredibile; miracoloso

-na 3
不自由 ふじゆう fujiū a disagio -na 3
不正 ふせい fusei ingiusto, sleale/scorretto (la -i non fa parte dell'okurigana) -na 3
不足 ふそく fusoku insufficiente; carente -na 3
不平 ふへい fuhei insoddisfatto, scontento

(la -i non fa parte dell'okurigana)

-na (-no) 3
不満 ふまん fuman insoddisfatto, scontento -na 3
不利 ふり furi svantaggioso, sfavorevole -na 3
プロ プロ puro professionale (-no)

(anglicismo)

3
平和 へいわ heiwa pacifico, armonico -na 3
本当 ほんと honto vero, reale -na (-no) 3
本当 ほんとう hontō vero, reale -na (-no) 3
満足 まんぞく manzoku soddisfacente -na 3
見事 みごと migoto splendido, bellio, ammirevole -na 3
みつ mitsu denso; spesso; affollato -na 3
みょう myō strano, inusuale -na 3
無駄 むだ muda inutile, futile -na 3
明確 めいかく meikaku chiaro, definito -na 3
尤も もっとも mottomo ragionevole; naturale -na 3
厄介 やっかい yakkai (厄=やく) problematico; sconveniente -na 3
有効 ゆうこう yūkō efficace/valido -na 3
優秀 ゆうしゅう yūshū superiore; eccellente -na 3
有能 ゆうのう yūnō capace; efficiente -na 3
有利 ゆうり yūri vantaggioso, migliore; profittevole -na 3
愉快 ゆかい yukai piacevole; felice (la -i non fa parte dell'okurigana) -na 3
豊か ゆたか yutaka abbondante, pieno/ricco; ricco

abundant,wealthy,plentiful,rich

-na 3
容易 ようい yōi facile/semplice (la -i non fa parte dell'okurigana) -na 3
陽気 ようき yōki allegro, gioviale, vivace -na 3
宜しい よろしい yoroshii buono, ok (cortese) -i 3
らく raku essere a proprio agio/comodi -na 3
理想 りそう risō ideale (-no) 3
立派 りっぱ rippa splendido, affascinante, elegante; legittimo -na 3
流行 りゅうこう ryūkō di moda, in voga/prevalente (-no) 3
冷静 れいせい reisei calmo, composto, sereno

(la -i non fa parte dell'okurigana)

-na 3
我が儘 わがまま wagamama egoista; disobbediente -na 3
秘密 ひみつ himitsu segreto; confidenziale; privato/segreto -na (-no) 3
偶然 ぐうぜん gūzen coincidence; chance; accident; fortuity -na (-no) 3
自然 しぜん shizen naturale; spontaneous, automatico -na 3
健康 けんこう kenkō in salute -na 3
公平 こうへい kōhei imparziale, equo, giusto, obiettivo

(la -i non fa parte dell'okurigana)

-na 3
永遠 えいえん eien eterno, perpetuo, permanente; immortale -na (-no) 3
異常 いじょう ijō strano, insolito, anormale​ -na 3
馬鹿 ばか baka stupido; assurdo, ridicolo (kanji opzionali) -na 3
莫大 ばくだい bakudai vasto, enorme, immenso, colossale

(la -i non fa parte dell'okurigana)

-na 3
正式 せいしき seishiki formale, ufficiale -na (-no) 3

Aggettivi (e avverbi derivabili) in -taru e -naru diffusi, prenominali diffusi e aggettivi irregolari (-shi)[modifica | modifica wikitesto]

Livello di JLPT indicato fedelmente. Nel livello 5 (che qui indica l'A1) e 4 non sono presenti, presumibilmente per la loro rarità e difficoltà. Altri aggettivi e prenominali, pur non comparendo nel JLPT, sono abbastanza diffusi. Gli aggettivi irregolari aventi la forma arcaica sono pochi e sporadici e la tabella ne contiene gran parte. Sono tutti indicati come arcaismi. Non tutti gli aggettivi in -shi sono derivanti da *-ku: alcuni, come 愛し はし lovely; beloved; sweet; adorable (arc.) derivano da *-shiku, un'altra vecchia classe. Un altro falso amico è 増し まし, "migliore, preferibile" (agg. in -na), che compare nel JLPT1 (C2). Se gli aggettivi hanno altri significati oltre a quello di aggettivo, non sono indicati eccetto in due casi.

Aggettivo Pronuncia

(e rōmaji)

Traduzione Livello

JLPT

Tipo
徐々 じょじょ jo-jo lento, graduale; calmo, composto, rilassato (arcaico) 3 -taru
かん kan migliore, senza eguali, primo 2 -taru
悠々 ゆうゆう yū-yū calmo, quieto; distante; sconfinato, senza confini 2 -taru
断然 だんぜん danzen [fermamente; assolutamente] 1 -taru
堂々 どうどう dō-dō grande; impressionante; maestoso; imponente; aperto; senza vergogna 1 -taru
依然 いぜん izen [tuttora, ancora] 1 -taru
公然 こうぜん kōzen aperto, pubblico; ufficiale 1 -taru
整然 せいぜん seizen regolare; sistematico, ben organizzato; accurato; ordinato 1 -taru
呆然 opp. 茫然 ぼうぜん bōzen stupito, meravigliato 1 -taru
煌々 opp. 晃々 こうこう kō-kō brillante/lucente 1 -taru
漠然 ばくぜん bakuzen vago, indistinto, oscuro; ambiguo 1 -taru
断固 だんこ danko fermo, determinato, risoluto; conclusivo - -taru
確固 かっこ kakko fermo, risoluto, irremovibile (確=かく) - -taru
歴然 れきぜん rekizen evidente; chiaro, distinto - -taru
遅々 ちち chi-chi lento/tardo; tardivo - -taru
騒然 そうぜん sōzen rumoroso; tumultuoso; confuso - -taru
淡々 opp. 澹澹 たんたん tan-tan disinteressato, indifferente; semplice; leggero; blando - -taru
延々 opp. 蜿々 えんえん en-en sinuoso, serpentino; errabondo, itinerante, vagante - -taru
得々 とくとく toku-toku [in modo trionfante; orgogliosamente] - -taru
興味津々 きょうみしんしん

kyōmishin-shin

molto interessante; essere curioso verso/su...; - -taru
其の その sono quello/a; uhm... (kanji opzionali) 5 prenom.
此の この kono questo/a (kanji opzionali) 5 prenom.
大きな おおきな ōkina grande, grosso; largo​ 5 prenom.
何の どの dono quale; in che (modo) (kanji opzionali) 5 prenom.
小さな ちいさな chiisana piccolo 5 prenom.
こんな こんな konna questo tipo/sorta di; come questo 5 prenom.
そんな そんな sonna come quello/a; quel tipo/sorta di...; riferimento alle azioni dell'interlocutore

o di un'idea del parlante

4 prenom.
あんな あんな anna così; quel tipo/sorta di; come quello​ 4 prenom.
単なる たんなる tannaru semplice/scarno 3 prenom. e -naru
有らゆる

opp. 凡ゆる

あらゆる arayuru tutti; ogni 3 prenom.
或る ある aru un certo... (kanji opzionali) 3 prenom.
去る さる saru l'ultimo/lo scorso (e.g. aprile) (è anche un verbo godan in -ru) 3 prenom.
所謂 いわゆる iwayuru il cosiddetto...; ... per così dire (kanji opzionali) 3 prenom.
大した たいした taishita grande; importante, considerevole, significativo 3 prenom.
どんな どんな donna che/cosa; che tipo di... 3 prenom.
本の ほの hono solo, soltanto, solamente, meramente (kanji opzionali) 1 prenom.
碌な opp. 陸な ろくな rokuna soddisfacente; decente (in senso dispregiativo) (kanji opzionali) 1 prenom.
持てる もてる moteru posseduto; ricco; affluente (è anche un verbo ichidan in -eru) 1 prenom.
彼の あの ano quello/a; questo/a (kanji opzionali) 1 prenom.
とんだ とんだ tonda impensabile, inimmaginabile, inconcepibile, inaspettato; terribile; serio 1 prenom.
明くる opp. 翌る あくる akuru il prossimo (mattino, giornata); seguente (kanji opzionali) 1 prenom.
来る opp. 来たる きたる kitaru prossimo (e.g. il prossimo aprile); in via d'uscita ("forthcoming") 1 prenom.
主なる opp. 重なる おもなる omonaru principale; importante 1 prenom. e -naru
聖なる せいなる seinaru sacro - prenom. e -naru
こう言う opp. 斯う言う こういう kōiu questo tipo/sorta di; come questo (kanji opzionali) - prenom.
有りとあらゆる opp.

有りと有らゆる

ありとあらゆる

aritoarayuru

ogni singolo...; ogni... possibile/concepibile; ogni tipo/tutti i tipi di...

(kanji opzionali)

- prenom.
主たる しゅたる shutaru principale; maggiore - prenom.
当の とうの tōno il... in questione - prenom.
良し よし yoshi buono, eccellente, fine; piacevole; amabile/simpatico (kanji opzionali) - irregolare
難し かたし katashi difficile, duro - irregolare
事無し ことなし kotonashi pacifico; (al) sicuro; facile; semplice (arcaico) - irregolare
念無し ねんなし nennashi inaspettato; deplorevole, spiacevole; facile; senza rimorsi - irregolare
遅し おそし ososhi lento​ - irregolare
青し あおし aoshi blu, azzurro (arcaico)

verde (arcaico)

pallido, grigio, cinereo (colore del viso, arcaico)

inesperto, senza esperienza (arcaico)

- irregolare
言ふ方無し いうふかたなし

iufukatanashi

indescrivibile; inesprimibile, ineffabile (arcaico) - irregolare

Avverbi[modifica | modifica wikitesto]

Gli avverbi giapponesi, come già accennato, si formano per lo più dagli aggettivi, cambiando la desinenza da i in ku (per i veri aggettivi) e da na in ni (per gli aggettivi impropri):

  • ureshii, felice > ureshiku, felicemente;
  • shizuka na, tranquillo > shizuka ni, tranquillamente.

Altri avverbi sono indipendenti dagli aggettivi, e la loro forma può variare (zenbu, completamente; ima, ora). Frequenti sono le forme avverbiali raddoppiate, spesso con curiosi effetti onomatopeici (tabitabi, a volte; pikapika, in modo scintillante; nikoniko, con il sorriso)

Numerali[modifica | modifica wikitesto]

I numerali hanno due letture in giapponese, come gran parte dei kanji: lettura cinese/on'yomi e lettura giapponese nativa/kun'yomi. Nel sistema di numerazione giapponese i numeri elevati, dopo la serie con -tsu, sono sinonimi della lettura cinese e il loro utilizzo è facoltativo: semplicemente, l'uso della pronuncia giapponese li rende più informali. Quanto ai primi numeri con lettura doppia, l'utilizzo di una lettura al posto di un'altra dipende per esempio dal classificatore (vedi avanti): alcuni classificatori prendono una specifica lettura dei numeri. Un fenomeno analogo avviene pure in coreano, dove esiste una doppia lettura dei numerali: sino-coreana e coreana nativa.

Numerale

(kanji)

Kun'yomi

(e rōmaji)

On'yomi

(e rōmaji)

Traduzione
零, 〇 - - - れい rei zero, 0
一, 壹/壱 ひと・つ hito(tsu) い ichi un/uno/una, 1
二, 貳/弐 ふた・つ futa(tsu) に ni due, 2
三, 參 み・っつ mi(ttsu) さん san tre, 3
四, 肆 よ・っつ to(ttsu) し shi quattro, 4
五, 伍 いつ・つ itsu(tsu) ご go cinque, 5
六, 陸 む・っつ mu(ttsu) ろく roku sei, 6
七, 柒/漆 なな・つ nana(tsu) しち shichi sette, 7
八, 捌 や・っつ ya(ttsu) はち hachi otto, 8
九, 玖 ここの・つ kokono(tsu) く, きゅう ku, kyū nove, 9
十, 拾 とお, -そ tō, -so じゅう jū dieci, 10
十三 とさ tosa じゅうさん jū-san tredici, 13
二十 ふたそ, はた futatsu, hata にじゅう ni-jū venti, 20
三十 みそ miso さんじゅう san-jū trenta, 30
四十 よそ yoso しじゅう shi-jū quaranta, 40
五十 iいそ iso ごじゅう go-jū cinquanta, 50
六十 むそ muso ろくじゅう roku-jū sessanta, 60
七十 ななそ nanaso しちじゅう shichi-jū settanta, 70
八十 やそ yaso はちじゅう hachi-jū ottanta, 80
九十 ここのそ kokonoso くじゅう ku-jū novanta, 90
百, 佰 もも momo ひゃく hyaku cento, 100
千, 阡/仟 ち chi せん sen mille, 1000
万, 萬 よろず yorozu まん man diecimila, 10.000
- - - おく oku cento milioni, 108
- - - ちょう chō bilione (mille miliardi), 1012
- - - けい kei dieci biliardi (milioni di miliardi), 1016

La tabella spiega anche alcuni tratti culturali giapponesi intorno ai numeri: il numero 4 e 9, "shi" e "ku", sono sfortunati perché la pronuncia on'yomi è uguale a "shi" e "ku" 死 苦 , "morte" e "sofferenza". In giapponese viene anche usato il kanji 両 (りょう), una modifica del sinogramma 两 (liang3). In giapponese, oggi è un prefisso che indica il concetto di "entrambi" (e.g. りょうちいき 両地域, "entrambi i territori"). In più, ha dei significati arcaici oggi in disuso (per esempio, poteva essere usato come classificatore per i vestiti) e si usa come classificatore per i carri armati. Sempre tra i kanji, si può reperire anche 雙 ソウ, che in cinese si semplifica come 双 (shuang1). In giapponese, è uno dei classificatori che indica il concetto di paio. In cinese moderno, sia 两 che 双 sono usatissimi: il primo indica il numero "due" come quantità e non concetto astratto (e.g. quando si leggono le operazioni matematiche, quando si declama il proprio numero di telefono, numero civico, il giorno due, il mese di febbraio, l'anno due a.C./d.C. ecc.). Shuang1 invece è un classificatore che indica la coppia e gli oggetti in coppia, insieme a 对 dui4. I due caratteri sono in uso pure in coreano, ma liang3 non è numerale, come non lo è nemmeno in giapponese. Liang3 ha pure, in cinese, una versione colloquiale che non prende il classificatore, lia3 (俩, arcaicheggiante 倆). In giapponese (ろう , りょう) e coreano, questo sinogramma non è in uso.

Classificatori[modifica | modifica wikitesto]

I classificatori sono delle sillabe aventi la versione in kanji e perlopiù sino-giapponesi che indicano una quantità, anche laddove non serve una parola simile (e.g. ul litro di latte, un sacco di riso, tre persone > "tre-unità-di persone"). Ogni parola o gruppo di parole ha il suo classificatore. Il classificatore è presente anche in cinese, coreano e vietnamita e alcuni classificatori coincidono tra loro sia in scrittura che modalità d'utilizzo.

Classificatore

(kanji)

Pronuncia

(rōmaji)

Utilizzo/spiegazione
り ri Numero di persone (informale) ("ri" si usa in 一人 ひとり hito-ri e 二人 ふたり futo-ri.
めい mei Numero di persone (formale) (in cinese, si usa con il numero di studenti)
じ ji Numero di figli. Il kanji deriva da 兒, che indica il bambino (e, in cinese settentrionale, pure l'erizzazione/rotacismo a fine sillaba).
たい tai Numero di robot, bambole, statue e resti umani
そん son Numero di statue di dimensione umana di un bodhisattva Mahayana (per la precisione, sono dette 地蔵菩薩 じぞうぼさつ jizōbochitsu, dal nome del personaggio raffigurato, Kṣitigarbha क्षितिगर्भ 地藏 지장 Địa Tạng ས་ཡི་སྙིང་པོ་). Le altre statue buddiste, se non hanno 尊, hanno 体 o 躯 (く ku). Quindi, le statue buddiste possono mostrare altri classificatori rispetto a un generico 体.
まい mai Numero di cose sottili: piatti, fogli di carta, fotografie, zattere e capi di vestiario (se si immaginano piegati; con alcune eccezioni); non si usa con i ventagli. In cinese si usa con il numero di medaglie.
ほん hon,

ぽん pon,

ぼん bon

Numero di oggetti lunghi e/o cilindrici: fiumi, strade, cravatte, matite, bottiglie, lance, chitarre, pozzi; si usa pure con le linee di treno/bus, i punti in giochi sportivi, il numero di telefonate, di film e di ombrelli. La pronuncia /pon/ e /bon/ ricalca meglio la pronuncia cinese originale, che si trova pure in "Nippon"). In cinese si usa con i libri e riviste.
通話 つうわ tsūwa Numero di telefonate/chiamate (alternativo a "hon, pon, bon")
ひき hiki,

ぴき piki,

びき biki

Numero di animali di piccole dimensioni (più piccoli di una persona): cani, gatti, rettili, insetti, pesci... (ma non uccelli, farfalle, molluschi, gamberi e bachi da seta). Indica pure il numero di "oni" (i fantasmi in giapponese) e i polpi come animale (e non da mangiare). La pronuncia /piki/ in particolare ricalca meglio la pronuncia cinese originale. In cinese si usa con i cavalli e animali simili.
とう tō Numero di animali di grosse dimensioni (più grossi di una persona): cavalli, mucche, elefanti, balene, delfini; l'eccezione sono le farfalle, i gamberi, le formiche, i bachi da seta e gli eboshi 烏帽子 (un antico e lungo copricapo giapponese). In cinese si usa con gli elefanti.
び bi Numero di pesciolini (i pesci grossi non prendono "bi"). Oggi si usa più di rado, siccome si sostituisce con 匹, che

non fa distinzione dunque tra animali marini e terrestri. 尾 indica la coda.

わ wa Numero di uccelli e conigli
さつ satsu Numero di libri e riviste/magazine (本 significa pure "libro", ma come classificatore si usa per altre parole) (dal punto di vista storico-filologico, 冊 indica il libro fatto di listelli di bambù arrotolati e intrecciati, In cinese moderno si scrive 册; la variante arcaica è ancora in uso come hanja e kanji)
まき maki,

かん kan

Numero di pergamente e rotoli di libri antichi ("kan" è la pronuncia on)
ぶ bu Numero di libri e di copie di riviste/magazine. In cinese si usa con il numero di film.
かい kai,

がい gai

Indica il piano di un edificio (il numero che lo precede non è ordinale, e.g. "il piano 1, il piano 2...")
そく, soku Numero di paia di scarpe, calze, calzini e tabi 足袋 (i calzini tradizionali giapponesi, che hanno uno spazio apposito per l'alluce a differenza dei calzini occidentali)
ど do,

たび tabi

Numero di volte (che si fa un'azione o che qualcosa accade/avviene); gradi di temperatura. "Do" è la pronuncia on.
かい kai Numero di volte (che si fa un'azione o che qualcosa accade/avviene) (in cinese è informale)
ばん ban Indica la posizione (e.g. in classifiche e ordini), il numero di recite teatrali di genere Noh e il numero di buste di fine anno contenenti soldi (buste che si danno in regalo ai giovani e che in Cina hanno un colore rosso); si usa pure per formare il superlativo
歳, 才 さい sai Indica gli anni d'età. Il kanji 才 è usato solo in giapponese come abbreviazione grafica.
はい hai,

ぱい pai,

ばい hai

Numero di bicchieri/tazze di... (la pronuncia con /p/ e /b/ ricalca meglio la pronuncia cinese originale), in riferimento a liquidi ma anche al numero di scodelle di riso cotto. In più, indica anche il numero di determinati animali marini, tra cui alcuni molluschi: seppie, polpi (se da mangiare), calamari, granchi e orecchie di mare/abaloni ("sea ears/abulòn"). Per gli altri animali marini (e.g. pesciolini) si usa hiki/biki/piki e び bi 尾, che però oggi è raro.
だい dai Numero di automobili, biciclette, macchinari (ma non aerei e ascensori); numero di tavoli/tavolini e numero di paraventi (nel Giappone tradizionale, sono decorati con illustrazioni paesaggistiche pittoresche e calligrafie)
個, 箇 こ, ko Numero di cose piccole e rotonde/tondeggianti: uova, sassi, frutta...). La versione cinese semplificata è 个 ed è un classificatore usatissimo in cinese con molti oggetti.
つ, tsu Classificatore per tutto ciò che non viene catalogato con i classificatori comuni. Si usa sempre insieme ai numerali in giapponese, in cui infatti compare in fondo.
めん men Numero di oggetti ampi e piatti: giochi da tavolo (a causa della loro plancia), campi da tennis, mura/pareti, specchi, abachi, risaie ("paddy field") e koto (uno strumento a corda pizzicata tradizionale giapponese; sakura sakura è un brano scritto proprio per koto. Unclassificatore alternativo è 張); numero di livelli nei videogiochi
わ wa Numero di storie e di episodi di una serie tv
ばい bai Numero che indica i multipli: doppio, triplo, quadruplo, quintuplo...
じょう jō Numero di tatami (il kanji in isolamento si legge "tatami")
けん ken Numero di faccende/affari e di casi legali/criminali
ごう gō Numero di piccoli contenitori di (qualcosa)
しょう shō Numero di vittorie in giochi sportivi e competizioni
はい hai Numero di perdite/sconfitte in giochi sportivi e competizioni
はり hari Numero di ombrelli (da pioggia, da sole), di tende da campeggio, di archi (arma), di lanterne tradizionali di carta di riso (andon 行灯) e di tsuzumi 鼓 (つづみ), un piccolo tamburo a clessidra giapponese. In cinese, si usa in particolare con i tavoli.
ほ ho, ぽ po Numero di passi ("footsteps")
はつ hatsu,

ぱつ patsu

Numero di spari e proiettili sparati; numero di orgasmi (la pronuncia /pat͡sɯ/ ricalca la pronuncia in Primo Cinese Medio)
ひょう hyō,

ぴょう pyō

Numero di voti. La pronuncia /byo:/ ricalca quella originale cinese.
じょう jō Indica l'articolo in una legge/codice, il numero di frecce, di lance (alternativa a 本 e 筋) e di obi (una cintura messa intorno al kimono con un enorme fiocco giapponese, di cui esistono molte varietà per le donne)
すじ suji Numero di obi (alternativa a 条) e di lance (alternativa a 本 e 条)
て te Numero di frecce (alternativa a 条)
かぶ kabu Numero di stock/shares/azioni di borsa
じ ji Numero di caratteri scritti/stampati, numero di kanji
学級 がっきゅう gakkyū Indica l'anno scolastico (ma non all'università)
か ka Numero di lezioni
箇国 かこく kakoku Numero di Paesi
箇国語 かこくご kakokugo Numero di lingue nazionali
かく kaku Numero di tratti in un sinogramma (hanzi, kanji, hanja, han tu'... inclusi i Radicali Kangxi e i kokuji/gukja)
かん kan Numero di porzioni/pezzi di nigiri-zushi (non è quello a forma di dischetto: è un'altra varietà)
切れ きれ kire Numero di fette (di pane, torta, sashimi...)
きん kin Numero di fette di pane e pancarré
こ ko Numero di case
けん ken,

げん gen

Numero di edifici (e in particolare delle case)
むね, mune

とう tō

Numero di edifici (tō è la pronuncia on)
き ki Numero di aerei e mongolfiere
き ki Numero di ascensori, di pozzi, di pietre tombali, di stupe (un edificio semisferico usato per meditare e raccogliere le ossa di monaci e monache buddiste. Si scrive 仏塔, letteralmente "pagoda buddista"), di lanterne di pietra (Tōrō 灯籠. Sono lanterne appese sui tetti o poggiate sul terreno e nei giardini, con un tettuccio per riparare la fiamma dal vento e pioggia e sono nate in Cina) e di palanchini shintoisti che si possono sollevare da terra e trasportare in processioni (神輿 mikoshi).
こう kō Numero di scuole
こう kō Numero di banche
く ku Numero di distretti
く ku Numero di haiku 俳句 (piccole e celebri poesie giapponesi), con particolare riferimento al sotto-genere senryū 川柳 (lett. "salice del fiume"). In cinese, si usa con il numero di parole.
くち kuchi Numero di conti in banca e numero di spade, inclusa la katana. In cinese si usa con i membri della famiglia (formale), con i pozzi e con i maiali.
しゅ shu Numero di tanka (la più celebre tipologia di poesia waka). In cinese si usa con le poesie e le canzoni.
へん hen Numero di poesie. In cinese si usa con gli articoli accademici e le tesi di laurea
きょく kyoku Numero di brani/pezzi musicali
きょく kyoku Numero di stazioni radio e televisive; numero di match in giochi da tavolo (e.g. scacchi e mahjong)
まく maku Numero di atti teatrali
もん mon Numero di cannoni
ふり furi Numero di spade (alternativa a 口)
こし koshi Numero di spade (alternativa a 振 e 口)
かん kan Numero di navi da guerra
もん mon Numero di domande
れい rei Numero di esempi
れい rei Numero di inchini durante le venerazioni/preghiere/rituali nei templi sacri
れん ren Numero di anelli (bigiotteria)
りん rin Numero di fiori e di ruote
たば taba Numero di mazzi di (fiori e tanti altri vegetali) e mazzette di banconote
とう tō Numero di lampadine
せき seki Numero di posti a sedere; numero di drinking party (飲み会 no.mikai) e/o cocktail party (カクテルパーティー Kakuterupātī)

e di banchetti

そう sō Numero di paia
ぜん zen Numero di coppie di bacchette per mangiare (箸); numero di scodelle di riso cotto (alternativo a 杯)
くみ kumi Numero di gruppi di (persone); numero di coppie di (coniugi, gemelli, ballerini...)
せき seki Numero di barche; un elemento (di un paio) (in cinese si semplifica come 只 zhi1)
ひょう, hyō

びょう, byō

ぴょう pyō

Numero di sacchi di riso. Se non si usa come classificatore, si pronuncia たわら tawara (lettura kun) ed è un'antica cesta cilindrica fatta di vimini intrecciati tuttora usata per contenere il riso.

La pronuncia /byo:/ ricalca quella cinese originale.

てき teki Numero di gocce di (liquido)
てん ten Numero di punti ("points, dots"). In cinese si usa con le gocce di (liquido)
つう tsū Numero di lettere/messaggi
つぶ tsubu Numero di chicchi di (riso ecc.) e di pietre preziose
きゃく kyaku Numero di sedie
へい hei Numero di ventagli
えだ eda Numero di rami
かけ kake Numero di colletti
ちょう chō Numero di asce, di mattoncini di inchiostro per la calligrafia, abachi e risaie (alternativa a 面) e di japamala o 数珠じゅず juzu (collane per il rosario in uso nella religione induista)
はね hane Numero di kabuto (un celebre elmo per guerrieri indossato durante il Giappone feudale)
わ wa Numero di pugni di pasta cruda/"dried noodles". In cinese indica le manciate di oggetti.
果, 菓 か ka Numero di frutti
りょう ryō Numero di kasaye (la kasaya 袈裟 è il vestito dei monaci buddisti)
こん kon Numero di shot di bevande alcoliche
さお sao,

ちょう chō

Numero di shamisen (三味線, しゃみせん), uno strumento musicale tradizionale giapponese, di comodini/comò e di quadratini di yōkan (un dessert gelatinoso di pasta di fagiolo con zucchero e agar agar di alghe rosse; si può servire avvolto in foglie di menta e si può colorare di verde con il tè verde. Assomiglia agli xiaochi 小吃 cinesi)
ちょう chō Numero di armi da fuoco, di shamisen (alternativa a 棹) e di forbici
りょう ryō Numero di carri armati
せん sen Numero di battaglie
はしら hashira Numero di anime/spiriti e di divinità
い i Numero di anime/spiriti (alternativa a 柱). In cinese indica il numero di persone (formale, mentre 个 è informale e 名 è formale e per studenti)
ひき, hiki

むら mura

Numero di rotoli di stoffa (è intercambiabile con 匹 a livello di scrittura)
たん tan Numero di rotoli di stoffa (alternativa a 匹, 疋)
じょう jō Numero di fogli di alghe ("nori") essiccate (per fare il sushi o da mangiare come spuntino) e di fogli di carta di riso (半紙 はんし hanshi, usata per le calligrafie e per produrre le lanterne di carta di riso) e di carta di gelso (美濃和紙 mino washi)
きゃく kyaku Numero di tavoli/tavolini (alternativa a 台)
ちょう chō Numero di tsuzumi (alternativa a 張) e di quadratini di tofu
ふう fū Numero di lettere/messaggi (alternativa a 通)
か ka Numero di paravento (nel Giappone tradizionale, sono decorati con disegni e calligrafie)
か ka Numero di pietre preziose (alternativa a 粒)
区画 くかく kukaku Numero di cimiteri
種類 しゅるい shurui Numero di tipi/tipologie/specie/varietà di...
ねん nen Indica l'anno e l'anno scolastico
年間 ねん nenkan Indica il numero di anni (in cinese resta 年)
がつ gatsu,

つき tsuki

Indica il mese (e.g. il mese tre= marzo) se -gatsu (pronuncia on). Indica il numero di mesi se -tsuki (e.g. tre mesi).

Una terza modalità di utilizzo è con la pronuncia "kagetsu(kan)", 箇月(間), che indica anch'esso il numero di mesi

per parlare di periodi temporali. In cinese si usa 个 per la quantità di mesi (e.g. 两个月).

週(間) (かん) shū(kan) Numero di settimane. In cinese si usa 个 per la quantit' di settimane.
にち nichi Il numero del mese (e.g. il 12 settembre)
日間 にちかん nichikan Numero di giorni. In cinese si usa 个 per la quantità di giorni.
や ya Numero di notti
ばん ban Numero di notti
じ ji Indica l'ora (e.g. le due del pomeriggio)
時間 じかん jikan Numero di ore (e.g. due ore). In cinese si usa 个 per la quantità di settimane.
ふん fun,

ぷん pun

Indica il minuto nell'orario. La pronuncia "pun" è più arcaica e riflette il Primo Cinese Medio. In cinese indica sia il minuto, il numero di minuti che i punti (e.g. in un esame)
分間 ふん fun(kan),

ぷん pun(kan)

Numero di minuti.
秒(間) びょう byō(kan) Numero di secondi
メートル mētoru Numero di metri
キロ(グラム) kiro(guramu) Numero di chili/chilogrammi
クラス kurasu Numero di classi in una scuola (classi, non aule fisiche)
ぺーじ pēji Numero di pagine

I numeri ordinali combinati con i classificatori si ottengono aggiungendo 目 -me dopo il classificatore. Per esempio, "prima volta" si scrive e pronuncia 一回目 ikkaime. Tuttavia, l'ordinale non è sempre necessario laddove si usa nelle altre lingue, fenomeno che si ritrova pure in coreano e cinese. In queste due lingue, l'ordinale si ottiene con la sillaba 第, che in cinese è un prefisso (e.g. "prima volta" 第一次, 第一回 se colloquiale).

Particelle[modifica | modifica wikitesto]

Le particelle giapponesi svolgono diverse funzioni all'interno della frase:

  • determinano il caso del sostantivo a cui sono poste (particelle di caso);
  • servono ad enfatizzare particolari elementi della frase (particelle enfatiche);
  • poste alla fine del periodo, ne caratterizzano l'intonazione complessiva (particelle finali).
Particelle di caso[modifica | modifica wikitesto]

In giapponese il caso dei sostantivi è sempre espresso attraverso la posposizione di particelle. Alcune di queste particelle (per lo più quelle per il soggetto, il complemento oggetto e il complemento di termine) vengono talvolta tralasciate nel linguaggio colloquiale. Le particelle di caso sono nove: ga, o(a volte scritto come wo), no, ni, e, de, kara, made, yori. Di seguito elenchiamo le loro funzioni principali.

  • Ga: scritto con il kana が indica il soggetto (tenki ga yoi, "il tempo è bello"). Si noti che alle volte il soggetto giapponese non coincide con quello italiano: in presenza di un verbo alla forma potenziale, ad esempio, ga può individuare il complemento oggetto italiano (Nihongo ga hanaseru, "sa parlare il giapponese").
  • O: si scrive con il kana を (propriamente wo) e indica il complemento oggetto (Ringo o tabemasu, "mangio una mela"). A volte si usa per il complemento di moto per luogo (mori o arukimasu, "cammino nel bosco").
  • No: si scrive con il kana の e indica il complemento di specificazione (Kyōko no hon, "il libro di Kyōko"). È usato di frequente per indicare una relazione di dipendenza tra due sostantivi, anche quando in italiano si utilizza un complemento differente da quello di specificazione (go-kai no apāto, "l'appartamento al quinto piano").
  • Ni: si scrive con il kana に e indica il complemento di termine (Tanaka-san ni tegami o kakimasu, "scrivo una lettera al signor Tanaka"), il complemento di moto a luogo (ie ni kaerimasu, "torno a casa") e con i verbi di stato anche il complemento di stato in luogo (ie ni imasu, "sono in casa"). Con i verbi alla forma passiva o causativa può indicare il reale soggetto dell'azione, che in italiano è espresso rispettivamente dal complemento di agente e dal complemento di termine.
  • E: si scrive con il kana へ (propriamente he) e indica il complemento di moto a luogo e può essere usata in sostituzione di ni per esprimere avvicinamento (ie e ikimasu, "vado verso casa"). A volte si usa in composizione con no (Tōkyō e no densha, *"il treno di verso Tōkyō" > "il treno diretto a Tōkyō").
  • De: si scrive con il kana で e indica il complemento di mezzo (enpitsu de kakimasu, "scrivo a matita") e il complemento di stato in luogo con i verbi di azione (daigaku de benkyō shimasu, "studio all'università").
  • To: si scrive con il kana と e indica il complemento di compagnia (Aiko to asondeimasu, "gioco con Aiko"), funge da congiunzione (inu to neko o mimashita, "ho visto un cane e un gatto"), è usato in modo simile alla congiunzione che o alla preposizione di italiane quando introducono il discorso indiretto (kare wa Aiko ga kuroi neko o mita to iimasu, "lui ha detto che Aiko ha visto un gatto nero").
  • Kara: si scrive con i kana から e indica il complemento di moto da luogo (Tōkyō kara shūppatsu shimasu, "parto da Tōkyō"). Con i verbi alla forma passiva può indicare il complemento di agente.
  • Made: si scrive con i kana まで e significa fino a. In composizione con kara può indicare un intervallo temporale (jugyō ga 11-ji kara 12-ji made desu, "la lezione è dalle 11 alle 12").
  • Yori: si scrive con i kana より e significa da parte di ed è di uso molto limitato. Si utilizza nelle lettere per indicare il mittente (Suzuki Tarō yori, "da parte di Tarō Suzuki"). Si utilizza inoltre per specificare il secondo termine in un paragone (hana yori dango, "i ragazzi sono meglio dei fiori"), più facile da ricordare se tradotto come piuttosto che.
Particelle enfatiche[modifica | modifica wikitesto]

Alcune particelle, dette enfatiche non sono utilizzate per indicare il caso, ma piuttosto per focalizzare l'attenzione su qualche elemento della frase. Esse si presentano in sostituzione di ga e o oppure in aggiunta alle altre particelle di caso. Le più importanti sono wa e mo, descritte di seguito.

  • Wa: si scrive con il kana は (propriamente ha) e indica il tema della frase, ossia all'elemento che risponde alla domanda implicita da cui scaturisce il messaggio espresso nella frase. Spesso il tema coincide con il soggetto, ma non sempre è così. Si confrontino i due esempi:
Neko wa niwa ni imasu: "il gatto è in giardino" (domanda implicita: Dov'è il gatto?, tema: Il gatto);
Niwa ni wa neko ga imasu: "in giardino c'è un gatto" (domanda implicita: Che cosa c'è in giardino?, tema: Il giardino).
  • Mo: si scrive con il kana も e significa anche (watashi mo ikimasu, "vado anch'io") oppure sia, se raddoppiato (Yukiko-chan ni mo Satoshi-kun ni mo denwa shimashita, "ho telefonato sia a Yukiko sia a Satoshi").
Particelle finali[modifica | modifica wikitesto]

Soprattutto nel linguaggio parlato, si tende a sottolineare l'intonazione di un periodo aggiungendo una o più particelle finali. La scelta di queste particelle dipende dal sesso di chi parla e dall'intento espressivo che si vuole ottenere. Ricordiamo di seguito le più importanti.

  • Ka: si scrive con il kana か e indica una domanda, e si usa soprattutto nel linguaggio cortese o formale (nan desu ka, "che cos'è?"). Nel linguaggio informale può essere sostituita da kai (maschile) o da no (femminile), oppure essere del tutto assente. Alla fine delle domande non è necessario mettere il punto interrogativo visto che la particella か fa già il suo lavoro, ma comunque lo si vede spesso.
  • Ne: si scrive con il kana ね e indica una richiesta di conferma nei confronti di chi ascolta (atsui ne, "fa caldo, eh?"). Nel linguaggio colloquiale può essere enfatizzata e assumere la forma allungata .
  • Yo: si scrive con il kana よ e sottolinea che si tratta dell'opinione di chi parla (kawaii yo, "(per me) è carino!"). Nel linguaggio femminile, provoca spesso la caduta dell'eventuale da che lo precede. Può essere usata in combinazione con ne (samui yo ne, "fa freddo, eh!?").
  • Wa: propria del linguaggio femminile, indica una leggera esclamazione o un coinvolgimento da parte di chi parla (tsukareta wa, "come sono stanca"). Si scrive con il kana わ e non va confusa con la particella enfatica wa は.
  • Zo: utilizzata specialmente dai maschi, si scrive con il kana ぞ e conferisce alla frase un tono di avvertimento o anche di minaccia (kore de sumanai zo, "non finisce qui!").

Sintassi[modifica | modifica wikitesto]

La struttura della frase giapponese obbedisce al seguente schema generale:

[Tema] + wa + [soggetto] + ga + [complementi + particelle di caso] + [complemento di termine] + ni + [complemento oggetto] + o + [predicato] + [particelle finali]
È consentita una certa elasticità nella successione dei complementi, ma il tema si trova sempre in prima posizione e il verbo sempre alla fine. Inoltre, tutto ciò che ha la funzione di specificare precede rigorosamente l'elemento a cui è riferito (gli attributi e i complementi di specificazione precedono i nomi, gli avverbi precedono i verbi, le proposizioni subordinate precedono la principale). Questi vincoli fanno sì che la disposizione delle parole in un periodo giapponese sia spesso l'opposto di quella italiana:
Kyō wa Tōkyō no tomodachi ni nagai tegami o kakimasu, "oggi scrivo una lunga lettera a un amico di Tōkyō" (letteralmente: Oggi-(tema)-Tōkyō-di-amico-a-lunga-lettera-(oggetto)-scrivo);
Ame ga futte iru kara, dekakemasen, "non esco perché piove" (letteralmente: pioggia-(soggetto)-cadendo sta-poiché-non esco)

In giapponese tutto ciò che è superfluo viene solitamente tralasciato. Il soggetto, per esempio, viene espresso soltanto nei casi in cui la sua mancanza renderebbe il messaggio incomprensibile. Questa caratteristica, unita alla tendenza a mettere in risalto ciò che è secondario, fa sì che l'espressione del pensiero in giapponese risulti generalmente più sfumata e ambigua di quanto non avvenga in italiano.

Modelli di proposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Frase copulativa: utilizza la copula da(colloquiale) / desu(formale) che può essere tradotta come "essere".

  • Affermativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicato] + だ da / です desu.
Watashi wa gakusei da, Io sono uno studente (colloquiale); Maria-san wa itariajin desu, Maria è italiana (formale).
  • Negativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicato] + じゃない janai / じゃありません ja arimasen / ではない dewa nai / で(は) ありません de(wa) arimasen.
Watashi wa sensei janai, Io non sono un professore (colloquiale); Maria-san wa nihonjin dewa arimasen, Maria non è giapponese (formale).
  • Interrogativa: [Soggetto] + wa + [Nome del predicato] + ですか desu ka / ではありませんか de(wa) arimasen ka (il punto interrogativo è opzionale).
Anata wa gakusei desu ka?, Tu sei uno studente?; Maria-san wa itariajin desu ka?, Maria è italiana?.

Frase esistenziale: utilizza i verbi imasu e arimasu (esserci, esistere), il primo per gli esseri animati, il secondo per quelli inanimati. Essi sono di solito scritti solo in kana, rispettivamente います e あります, ma anche se raramente è possibile vederli scritti come 居ます e 有ります.

  • Affermativa: [Soggetto] + wa / ga + います imasu / あります arimasu.
Isu ga arimasu, C'è una sedia; Sensei ga imasu, C'è il professore.
  • Negativa: [Soggetto] + wa / ga + いません imasen / ありません arimasen.
Isu wa arimasen, Non ci sono sedie; Sensei wa imasen, Non ci sono professori.
  • Interrogativa: [Soggetto] + wa / ga + いますか imasu ka / ありますか arimasu ka / いませんか imasen ka / ありませんか arimasen ka.
Isu wa arimasu ka?, Ci sono sedie?; Sensei ga imasen ka?, Non c'è il professore?.

Modelli di periodo[modifica | modifica wikitesto]

Periodo causale: è costituito da una proposizione principale e da una proposizione subordinata causale.

  • Forma normale: [Subordinata] + (のだ) から (no da) kara / ので no de + [Principale] + (のです) (no desu).
Kōhī ga suki dewa nai kara, nomimasen, Poiché non mi piace il caffè, non lo bevo.
  • Forma invertita: [Principale] + (のです) (no desu). [Subordinata] からです kara desu / のです no desu.
Kōhī o nomimasen. Suki dewa nai no desu, Non bevo caffè. Il fatto è che non mi piace.

Proposizione finale: quella che in italiano è una proposizione finale si traduce in giapponese con una proposizione seguita dal termine ために tame ni o semplicemente に ni qualora il verbo della reggente sia un verbo di movimento.

  • Aiko ni hanasu tame ni denwa shita: Ho telefonato per parlare con Aiko, (Aiko ni: ad Aiko, hanasu: parlare, tame ni: per, indica la finale, denwa shita: aver telefonato).
  • Shinbun o kai ni deta: Sono uscito a comprare il giornale, (Shinbun o: giornale [complemento oggetto], kai: comprare, ni: particella usata in questo caso per formare la subordinata finale, deta: essere uscito).

Proposizione relativa: a differenza delle lingue indoeuropee che fanno frequente uso di pronomi relativi, il giapponese non ne fa uso e la proposizione relativa precede immediatamente il sostantivo al quale si riferisce, la funzione logica che dovrebbe essere ricoperta dal pronome relativo è spesso deducibile dal contesto:

  • Kinō anata ga mita neko wa kuroi desu: Il gatto che hai visto ieri è nero,(kinō: ieri, anata ga: tu [soggetto della relativa], mita: aver visto, neko wa: gatto [tema della frase principale], kuroi: nero, desu: è, in questo caso nella funzione di ausiliare di cortesia).
  • Uchi ni kaeru densha ga nai: Non c'è un treno con cui tornare a casa, (uchi ni: a casa, kaeru: ritornare, densha ga: treno [soggetto della proposizione principale], nai: non c'è).
  • Watashi ga kita machi wa Tōkyō desu: La città dalla quale sono venuto è Tokyo, (watashi ga: io [soggetto della relativa], kita: essere venuto, machi wa: città [tema della principale], Tōkyō: Tokyo, desu: è).

Altre particolarità della lingua giapponese[modifica | modifica wikitesto]

  • Grande quantità di omofoni;
  • Gran numero di voci onomatopeiche;
  • Uso dei classificatori, unità di misura che cambiano a seconda dell'oggetto della conta;
  • Numero enorme di prestiti linguistici, la maggior parte derivati dal cinese, più recentemente dall'inglese americano;
  • Grande ricchezza e varietà di parole con sfumature di significato diverse (dovuto appunto all'importazione massiccia di parole anche da altre lingue straniere);
  • Sostantivi, verbi e aggettivi non distinguono tra genere, numero e persona;
  • Confine sfumato tra verbi e aggettivi;
  • Suddivisione delle voci verbali per basi;
  • Coniugazione positiva e negativa di tutte le forme verbali e aggettivali;
  • Divisione della lingua in livelli di cortesia, specialmente per i verbi, e di conseguenza gran numero di suffissi e di prefissi di genere onorifico;
  • Indicatore del tema o argomento della frase;
  • Soggetto quasi sempre sottinteso.
  • Si scrive dall'alto verso il basso ordinando le righe da destra verso sinistra, ma si può scrivere anche all'occidentale.

Premi Nobel per la letteratura di lingua giapponese[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://it.ripleybelieves.com/what-languages-are-spoken-in-south-korea-1078
  2. ^ CIA - The World Factbook -- Field Listing :: Languages, Central Intelligence Agency. URL consultato il 17 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2010).
  3. ^ Lewis, Paul M. (ed), Languages of Palau, SIL International, 2009. URL consultato il 17 febbraio 2010 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2010).
  4. ^ Vedi bibliografia nella voce di dettaglio.
  5. ^ Nicholas Wade, Finding on Dialects Casts New Light on the Origins of the Japanese People, in The New York Times, 4 maggio 2011. URL consultato il 7 maggio 2011.
  6. ^ Shinkichi Hashimoto (3 febbraio 1918)「国語仮名遣研究史上の一発見―石塚龍麿の仮名遣奥山路について」『帝国文学』26–11(1949)『文字及び仮名遣の研究(橋本進吉博士著作集 第3冊)』(岩波書店)。
  7. ^ 大野 晋 (1953)『上代仮名遣の研究』(岩波書店) p. 126.
  8. ^ 大野 晋 (1982)『仮名遣いと上代語』(岩波書店) p. 65.
  9. ^ 有坂 秀世 (1931)「国語にあらはれる一種の母音交替について」『音声の研究』第4輯(1957年の『国語音韻史の研究 増補新版』(三省堂)
  10. ^ Akira Miura, English in Japanese, Weatherhill, 1998.
  11. ^ I nuovi caratteri sono dati dalla somma dei 1945 jōyō kanji e dei 293 jinmeiyō kanji usati per i nomi propri. A essere ormai desueti sono i circa 45,000 kyūjitai.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claude Lévi-Strauss "Lezioni giapponesi", Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2010.
  • Paolo Calvetti, "Introduzione alla storia della lingua giapponese", Istituto Universitario Orientale-Dipartimento di Studi Asiatici, 1999.
  • Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue (2007) "Corso di Lingua Giapponese" vol. 1. Hoepli. ISBN 978-88-203-3663-9
  • Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue (2007) "Corso di Lingua Giapponese" vol. 2. Hoepli. ISBN 978-88-203-3664-6
  • Silvana De Maio, Carolina Negri, Junichi Oue (2008) "Corso di Lingua Giapponese" vol. 3. Hoepli. ISBN 978-88-203-3665-3
  • Matilde Mastrangelo, Naoko Ozawa, Mariko Saito (2006) "Grammatica Giapponese". Hoepli ISBN 88-203-3616-2
  • Kubota Yoko (1989). Grammatica di giapponese moderno. Libreria Editrice Cafoscarina. ISBN 88-85613-26-8
  • Mariko Saito (2001). Corso di lingua giapponese per italiani 1. Bulzoni. ISBN 88-8319-387-3
  • Mariko Saito (2003). Corso di lingua giapponese per italiani 2. Bulzoni. ISBN 88-8319-853-0
  • Makino Seiichi, Tsutsui Michio (1991). A dictionary of basic Japanese grammar. Japan Publications Trading Co. ISBN 4-7890-0454-6
  • Makino Seiichi, Tsutsui Michio (1995). A dictionary of intermediate Japanese grammar. Japan Publications Trading Co. ISBN 4-7890-0775-8
  • Andrew Nelson, a cura di John Haig (1996). The New Nelson Japanese-English Character Dictionary. Tuttle Publishing. ISBN 0-8048-2036-8
  • Mark Spahn, Wolfgang Hadamitzky (1996). The Kanji Dictionary. Tuttle Publishing. ISBN 0-8048-2058-9
  • Dizionario Shogakukan Italiano-Giapponese. Shogakukan. ISBN 4-09-515402-0. (1999)
  • Dizionario Shogakukan Giapponese-Italiano. Shogakukan. ISBN 4-09-515451-9. (1994)
  • Remembering the kanji, James W. Heisig (imparare i kanji in modo facile e veloce) non disponibile in italiano (traduzione in corso).
  • Kana Un libro di esercizio (PDF) (PDF), su brng.jp.

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