Ed Wood (film)

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Ed Wood
Edwood.JPG
Ed Wood (Johnny Depp) in una scena del film
Lingua originale Inglese
Paese di produzione USA
Anno 1994
Durata 127 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere biografico, commedia, drammatico
Regia Tim Burton
Soggetto dal libro di Rudolph Grey
Sceneggiatura Scott Alexander, Larry Karaszewski
Produttore Tim Burton, Denise Di Novi, Michael Flynn
Produttore esecutivo Michael Lehmann
Casa di produzione Touchstone Pictures
Distribuzione (Italia) Buena Vista International Italia
Fotografia Stefan Czapsky
Montaggio Chris Lebenzon
Effetti speciali Howard Jensen, Kevin Pike, Carol Koch, Jerry Macaluso, Dan Statler, Mark Villalobos
Musiche Howard Shore
Scenografia Tom Duffield
Costumi Colleen Atwood
Trucco Carrie Angland, Rick Baker, Bridget Cook, Jim Leonard, Lucia Mace, Jim McLoughlin, Ve Neill, Matt Rose, Yolanda Toussieng, Rob Hinderstein, Rick Stratton
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Ed Wood è un film di Tim Burton del 1994, ispirato alla vita e alle opere cinematografiche di Edward D. Wood Jr., definito “il peggior regista di tutti i tempi”. Il ruolo del regista è interpretato da Johnny Depp.

Presentato in concorso al 48º Festival di Cannes,[1] il film, liberamente ispirato dalla biografia Nightmare of Ecstasy di Rudolph Grey, ha ricevuto due premi Oscar e numerosi altri riconoscimenti. Molto elogiate dalla critica le interpretazioni di Landau e Depp. Questo è anche il primo lungometraggio di Tim Burton senza le musiche composte da Danny Elfman, a causa di divergenze creative fra i due. Il regista scelse il compositore Howard Shore.

Costato 10 milioni di dollari, il film ne ha incassati 5.[senza fonte]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1952, il giovane e squattrinato artista Edward D. Wood Jr. dirige una scalcinata compagnia teatrale, ed è in cerca di mezzi per il proprio debutto nel mondo del cinema. Quando apprende dalla Variety Magazine che il produttore George Weiss è alla ricerca di un regista per girare un film biografico sulle vicende di Christine Jorgensen si reca entusiasta da Weiss chiedendogli di dirigere il film, certo del fatto che anche lui ama indossare abiti femminili, possa rappresentare un punto a suo favore. Il produttore gli rivela che non è in grado di pagare la somma che Jorgensen chiede per i diritti sulla sua storia e che realizzerà il film romanzandolo. Rifiuta però di assegnare la regia a Wood a causa della sua inesperienza.

Ed incontra casualmente uno dei suoi idoli, l'anziano attore Bela Lugosi e lo accompagna a casa sua iniziando a stringere un sincero rapporto di amicizia con lui. Promettendo a Weiss che Lugosi farà parte del cast per pochi soldi riesce a convincerlo a farsi affidare la regia del film su Jorgensen, che ha ora un nuovo titolo: Glen or Glenda. Dopo essere stata filmata e distribuita, la pellicola diventa un fiasco al botteghino e riceve un'accoglienza critica feroce. La sua fidanzata Dolores Fuller gli consiglia di produrre il suo nuovo film da solo. Anche nel trovare fondi per il suo nuovo progetto La sposa di Atom Edward trova enormi difficoltà, ma fa conoscenza con il sedicente chiromante Criswell.

In un bar Ed Wood conosce la giovane Loretta King e per un equivoco crede che la ragazza sia in grado di finanziare la produzione della nuova pellicola; per ingraziarsela le assegna il ruolo della protagonista che aveva invece scritto per Dolores, che per questo si infuria. Le riprese del film hanno inizio, ma ben presto finiscono nuovamente a corto di soldi e Edward è costretto a stringere un accordo con il grossista di carni Don McCoy, il quale accetta di produrre il film se in cambio suo figlio Tony sarà il protagonista. Le riprese del film così si concludono e il film viene rinominato La sposa del mostro. Durante la festa di fine produzione Dolores rompe la relazione con Edward. A peggiorare le cose si scopre che Bela Lugosi è tossicodipendente. Lugosi viene così ricoverato in ospedale e qui Ed incontra Kathy O'Hara, con la quale inizia una nuova relazione.

Lugosi è costretto ad uscire anzitempo dall'ospedale a causa della mancata copertura assicurativa e, poco tempo dopo, muore. Wood riesce a convincere la congregazione religiosa a cui appartiene il suo padrone di casa ad affidargli i soldi stanziati per produrre un film sugli Apostoli di Gesù per realizzare un film di fantascienza, lasciandogli intendere che con gli incassi al botteghino il capitale si moltiplicherà permettendo di realizzare molti film a sfondo religioso. Il nuovo film è Plan 9 from Outer Space e Wood riutilizza alcune scene estemporanee girate da Lugosi prima della morte facendolo impersonare per le scene restanti dal chiropratico di Kathy, il dottor Tom Mason. La realizzazione del film è a dir poco disastrosa per le bizze della prima attrice Vampira, per le interferenze dei produttori battisti, per la cronica mancanza di fondi e non ultimo per la disinvolta cialtroneria di Wood che non si cura minimamente di quanto poco credibili siano recitazione, scene ed effetti speciali. Un giorno, in preda a una crisi di nervi, Wood va a bere in un bar, dove incontra il suo idolo Orson Welles, pure lui travagliato per la produzione di un film. Wood viene spronato da Welles a non mollare.

Il film termina con Ed Wood che assiste alla première di Plan 9 from Outer Space dove viene accolto dagli applausi convinti della platea, per poi uscire dalla sala con Kathy e partire in macchina per Las Vegas e sposarsi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Scott Alexander e Larry Karaszewski concepirono l'idea di scrivere una sceneggiatura sulla vita di Ed Wood sin dal loro periodo di studi alla USC School of Cinematic Arts.[2] Alexander propose anche di realizzare un film documentario su Wood intitolato L'uomo col maglione d'Angora nei suoi anni da studente alla University of Southern California.[3] Comunque Karaszewski decise che "nessuno in Terra avrebbe realizzato questo film, o permesso che venisse fatto, perché non era un tipo di film ben accolto." Dopo la scuola, si stabilirono a Hollywood e si affermarono come gli scrittori della serie animata Problem Child. Scrissero qui un abbozzo di dieci pagine e lo affidarono al regista Michael Lehmann, anch'egli studente alla USC. Karaszewski ricorda che vendettero il film dovendo spiegare che "i tipi che hanno scritto Problem Child e il tipo che ha diretto Hudson Hawk - Il mago del furto stanno facendo un film sul peggior cineasta di tutti tempi". Lehmann mostrò l'elaborato alla produttrice Denise Di Novi e fu stipulato un accordo nel quale Lehmann avrebbe diretto il film mentre Di Novi e Tim Burton l'avrebbero prodotto.

Nel frattempo, Burton era intenzionato a dirigere un adattamento de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Mary Reilly, e risiedeva a Poughkeepsie, New York quando fu avvicinato con l'offerta di produrre Ed Wood.[4] Il regista iniziò a leggere Nightmare of Ecstasy di Rudolph Grey (ISBN 0-922915-24-5), una lunga biografia che riporta interviste alla famiglia ed ai colleghi di Wood. Lesse anche alcune lettere dello stesso Wood e fu preso da come "scriveva riguardo ai suoi film, come se stesse realizzando Quarto potere, sai, quando invece le altre persone li percepivano come... i peggiori film di sempre".[5] Alexander e Karaszewski scrissero un copione di 147 pagine in sei settimane, lavorando 14 ore al giorno, sette giorni alla settimana e ciò rese Burton interessato alla direzione del film.[6] Decisivi per il regista furono la decisione dello studio che l'aveva ingaggiato di anticipare la realizzazione di Mary Reilly rispetto al suo volere e la scelta come protagonista di Julia Roberts anziché Winona Ryder (preferita da Burton). Burton decise così di lasciare il progetto per dirigere Ed Wood, mentre Lehmann si dirigeva a riprendere Airheads.

Burton e Wood[modifica | modifica wikitesto]

Burton ammette di esser sempre stato un fan di Ed Wood, motivo per cui il biopic è filmato con una trasportata ed esagerata inclinazione per tale ammirazione anziché per una derisione del lavoro di Wood.[7] Burton riconobbe di aver probabilmente dipinto Wood ed il suo staff in un modo esageratamente indulgente, affermando di non voler ridicolizzare le persone che sono già state ridicolizzate per un considerevole periodo della loro vita. Decise di non dipingere il lato più oscuro della vita di Wood perché le sue lettere non alludono mai a questo aspetto e rimangono allegre. A tal fine, il regista volle realizzare il film attraverso gli occhi di Wood. In un'intervista disse: "Non ho mai visto nulla simile ad esse (le lettere), quel tipo di cattiva poesia e di ridondanza - come nel dire cinque frasi per spiegare qualcosa quando una persona normale ce ne impiegherebbe una... Eppure in esse c'è una sincerità che è veramente insolita, e le ho sempre trovate un qualcosa di toccante; questa caratteristica dà loro un senso surreale, magicamente sentito".

Il rispetto di Burton per Wood si nota bene anche nel film Edward mani di forbice, per il quale il regista ha affermato di aver chiamato il personaggio principale Edward in onore di Wood, il cui nome per intero è lo stesso. La relazione tra Wood e Lugosi nel copione echeggia strettamente la relazione tra Burton col suo idolo e per due volte collega Vincent Price. In un'intervista ha detto: "Incontrare Vincent ebbe un impatto incredibile per me, lo stesso impatto che deve aver avuto su Ed incontrare il suo idolo e lavorare con lui." Curiosità: insoddisfatto dell'interpretazione di Vincent D'Onofrio, Tim Burton lo fece doppiare nella versione originale da Maurice LaMarche, il quale aveva doppiato la parodia di Orson Welles nella serie animata The Critic (inedita in italia) e il Prof ne Animaniacs e Mignolo e Prof, che in lingua originale ha una voce basata su Welles.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1995, festival-cannes.fr. URL consultato il 1º luglio 2011.
  2. ^ Salisbury, Mark. "Burton on Burton", Faber & Faber, 2000.
  3. ^ Gore, Chris; Jeremy Berg. "Ed or Johnny: The Strange Case of Ed Wood", Film Threat, December 1994, pp. 36.
  4. ^ Smith, Gavin. "Tim Burton: Punching Holes in Reality", Film Comment, November/December 1994, pp. 52-63.
  5. ^ Dwyer, Michael. "The Stuff Dreams are Made Of", The Irish Times, December 10, 1994.
  6. ^ French, Lawrence. "Tim Burton's Ed Wood", Cinefantastique, October 1994, pp. 32-34.
  7. ^ Thompson, Bob. "Beyond the Fringe", Toronto Sun, October 4, 1994.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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