Editoriale Corno

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Editoriale Corno
Stato Italia Italia
Fondazione 1960 a Milano
Fondata da Andrea Corno e Luciano Secchi
Chiusura 1984
Sede principale Milano
Settore Editoria
Prodotti
Note Primo nome: Edizioni Serpente Volante (dal 1960 a 1961)

L'Editoriale Corno è stata una casa editrice italiana di fumetti, celebre per aver introdotto e reso popolari in Italia i supereroi della Marvel Comics e per aver pubblicato serie originali come Kriminal, Satanik e Alan Ford[1][2][3].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Dal connubio sinergico fra Andrea Corno e suo cognato Luciano Secchi (il futuro autore di fumetti noto come Max Bunker) deriverà la decisione di fondare una nuova casa editrice di fumetti. Nel 1960 viene fondata a Milano quella che inizialmente viene chiamata Edizioni Serpente Volante e che successivamente diverrà nota come l'Editoriale Corno[1][2].

La nuova casa editrice esordisce lo stesso anno con due testate antologiche, Viva! e L'Ardimentoso, entrambe contenenti materiale americano quali Flash Gordon, Rip Kirby e Brick Bradford[1][2]. La qualità redazionale di queste prime pubblicazioni è ancora alquanto scarsa per la necessità di ridurre molti costi di produzione che porta l'editore a rinunciare alla fotocomposizione per redazionali scritti direttamente con la macchina da scrivere e la grafica complessiva è ancora alquanto amatoriale[1].

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Le Edizioni Serpente Volante cambiano denominazione divenendo l'Editoriale Corno e nel 1961 pubblica una serie dei classici del fumetto per i grandi magazzni UPIM mentre l'anno successivo esordisce la prima serie western realizzata interamente all'interno della casa editrice: Maschera Nera, scritta da Esselle (primo pseudonimo di Luciano Secchi) e disegnata da Paolo Piffarerio[2][3].

Nel 1964 esordiscono Kriminal e Satanik, due dei principali successi della casa editrice, entrambi creati da Max Bunker e disegnate da Magnus che insieme a Diabolik definiscono il nascente genere del fumetto nero italiano. Negli anni successivi fra le altre si distinguono la serie di spionaggio Dennis Cobb - Agente SS018 e quella di fantascienza Gesebel senza però raggiungere il successo dei personaggi "neri". La produzione di nuove serie spazierà fra molti generi come quello bellico (Guerra d'Eroi), quello western (El Gringo) o quello orrorifico[2][3].

Nel 1967 esordisce la rivista Eureka definita come «rivista di attualità, costume e fumetto» che dopo linus alla quale si ispira è la seconda pubblicazione di fumetti d’autore edita in Italia e che avrà una lunga vita editoriale chiudendo solo nel 1984 per il fallimento della casa editrice. Pubblicherà vari generi di fumetti sia italiani che internazionali come le Sturmtruppen di Bonvi e Maxmagnus dello stesso Secchi o Andy Capp e Mafalda[1][4][5][6]. Pietra miliare della casa editrice è l'esordio nel 1969 di nuova serie incentrata sul personaggio di Alan Ford creato dalla coppia Magnus & Bunker e destinata a un crescente e duraturo successo[7].

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Momento fondamentale nella storia della casa editrice è il 1970 quando acquisisce i diritti di pubblicazioni dei supereroi Marvel che portò alla pubblicazione di Daredevil e di Spider-Man in testata dedicate e ai quali negli anni successivi seguiranno Fantastici Quattro, il mitico Thor, Capitan America e molti altri[2][3]. Il successo delle serie dei supereroi fu notevole e contribuì in modo determinante a far diventare la Corno una delle prime case editrici di fumetti in Italia[8].

Diversamente da quanto riportato da alcune fonti che fanno risalire la scoperta a Luciano Secchi che trovò in un’edicola alcuni fumetti originali della Marvel che lo colpirono positivamente portandolo a proporli all'editore per realizzarne una edizione italiana, lo stesso Corno racconta che le serie della Marvel gli vennero proposte da un'agenzia dalla quale acquistava già altre serie americane che lo informò dell'esistenza dei personaggi della Marvel consigliandoli di importarli in Italia. L'editore prese al volo l'occasione pubblicando inizialmente solo l'Uomo Ragno e le vendite furono tali da permettere di lanciare nuovi personaggi[9][10]. Il successo delle prime due serie pubblicate nel 1970, la prima dedicata all'Uomo Ragno con in appendice storie del Dottor Strange e la seconda dedicata a Devil con in appendice storie del Silver Surfer, fu immediato e tale da raggiungere tirature di 100.000 copie che convinsero la Corno a pubblicare l'anno successivo altre due testate dedicate ai Fantastici Quattro e a Thor mentre nel 1973 esordirono Capitan America e una serie antologica (Gli Albi dei Super Eroi) dedicata ai supereroi minori che vi si alternavano. A partire dal 1975 si ebbero le prime chiusure di serie compensate da nuovi esordi come Conan, Hulk e i Difensori che ebbero però vita breve e dal 1979 l'andamento negativo delle vendite divenne generalizzato e si ebbero nuove chiusure. Per compensare il calo di vendite si decise di ristampare le serie di maggior successo nella collana Giganti e numeri monografici con riduzioni di film famosi di fantascienza o storie speciali come "Superman contro l’Uomo Ragno" o raccolte di figurine sull'onda del successo dei cartoni animati televisivi apparsi in SuperGulp!.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Con gli anni 80 il calo di vendite progressivo divenne inarrestabile e portò prima alla sospensione di altre testate e poi alla chiusura definitiva della casa editrice nel 1984 nonostante tentativi di ripresa chiedendo la collaborazione di professionisti del settore come Alfredo Castelli e Silver[2][3][11].

Il progressivo calo di vendite venne causato probabilmente dalla mancanza di ricambio generazionale fra i vecchi lettori diventati adulti che si erano allontanati per il calo qualitativo che dalla seconda metà degli anni 70 subirono le storie Marvel ormai prodotte con trame semplificate e ripetitive sia per una serie di scelte editoriali azzardate ed errori nella cura editoriale con traduzioni infedeli e l’assenza di un apparato critico e del rispetto della continuità delle storie pubblicate. I lettori che nei primi anni 70 non badavano a queste finezze alla fine del decennio erano ormai cresciuti e si erano fatti più esigenti mentre le nuove generazioni erano più interessate dalla televisione che nel frattempo era in piena invasione di cartoni animati giapponesi. Tutto questo, unito all'eterna diatriba tra Andrea Corno e Luciano Secchi che condusse alla defezione di quest'ultimo, portarono alla chiusura della casa editrice[11][12].

Dopo la chiusura Luciano Secchi continuò la pubblicazione di Alan Ford fondando una propria casa editrice (Max Bunker Productions/Max Bunker Press)[2][3][8] mentre Andrea Corno ricominciò l'attività di editore con la Garden Editoriale ripartendo da personaggi come Andy Capp e Lupo Alberto[2][3] e con nuove iniziative nel campo della narrativa di genere[2][3][13]. Con la nuova casa editrice l’enorme quantità di invenduti che stazionavano nei magazzini vennero ricopertinati e di nuovo distribuiti nelle edicole che vennero così inondate da una mole impressionante di albi di supereroi Marvel, fumetti umoristici e di guerra[12].

I personaggi di maggior successo pubblicati dalla Corno come quelli creati da Silver e da Bonvi e i supereroi Marvel verranno poi verranno pubblicati da altri editori[senza fonte].

Elenco pubblicazioni (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

1960

  • Viva! (Edizioni Serpente Volante)

1961

1962

1963

  • Kansas Kid
  • Capitan Audax

1964

  • Carovana
  • Classici del suspense
  • Collana Rodeo
  • La Primula Verde
  • Kriminal
  • Satanik

1965

  • Zorak
  • El Gringo
  • Guerra d'eroi
  • Guerra di spie
  • Tanks
  • Dennis Cobb agente SS 018
  • Marines
  • Servizio Segreto
  • I valorosi

1966

  • I racconti del terrore

1967

1968

  • Comics Box (con Andy Capp)
  • Rio River
  • Milord
  • Okay
  • Smack
  • Tommy

1969

1970

1971

1973

1974

1975

  • Shang-Chi Maestro del Kung Fu
  • Superfumetti in film
  • Conan & Ka-Zar

1976

  • Il Corriere della Paura presenta Dracula
  • L'Uomo Ragno Gigante
  • Superman e l'Uomo Ragno

1977

  • Daniel
  • Speciali Marvel
  • Kamandi
  • Il soldato fantasma
  • Devil Gigante

1978

  • Gli Eterni
  • Il Super Eroe
  • Fantastici Quattro Gigante

1979

1980

  • I Vendicatori
  • L'incredibile Hulk
  • Capitan America Gigante
  • Conan Gigante

1981

  • Adamo Pop

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni personaggi protagonisti di serie pubblicate dalla Corno sono stati protagonisti di due programmi televisivi di cartone animati trasmessi dalla Rai, Gulp e Supergulp, e di alcune pellicole cinematografiche come Kriminal (1966), Il marchio di Kriminal (1968), Satanik (1968) e Agenzia Riccardo Finzi... praticamente detective (1979).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il numero 59 della seconda serie dell'Uomo Ragno era stato programmato per la stampa e la successiva distribuzione (come testimoniano alcune lastre di stampa ritrovate successivamente) ma non venne mai stampato in quanto l'Editoriale Corno prossimo al fallimento sospese tutta la sua produzione nel 1984. Nel 1986 degli appassionati utilizzarono un vecchio albo e una delle prime fotocopiatrici a colori per creare un esemplare del numero 59 riproducendone solo la copertina. Per testarne la reale richiesta da parte dei collezionisti vennero poi pubblicati dei falsi annunci di vendita che ricevettero numerosi riscontri facendo nascere la leggenda dell’Uomo Ragno 59. Successivamente la copertina del falso numero 59 finì in alcuni cataloghi con la dicitura “stampato ma non distribuito”. L'insieme di queste informazioni per quanto confuse e controverse ha spinto i collezionisti a credere all'esistenza di un numero 59 della serie Corno mentre in realtà era una pubblicazione amatoriale non autorizzata. Successivamente l’albo è stato prodotto in sole cinquantanove copie da parte di un gruppo di collezionisti che hanno stampato quello che avrebbe dovuto essere pubblicato dalla Corno cercando di rispettare le caratteristiche grafiche della seconda serie dell’Uomo Ragno della Corno con 48 pagine a colori e copertina patinata a colori[14].
  • Le prime apparizioni di supereroi Marvel non si ebbe con il primo numero dell'Uomo Ragno dell'Editoriale Corno ma qualche anno prima con due apparizioni dei Fantastici Quattro sulla rivista Linus della Milano Libri (Linus Estate, supplemento al n. 15 di Linus del giugno 1966 e ProvoLinus, supplemento a Linus del 23 febbraio 1967) e sulla testata Il sergente Fury e i suoi commandos, edita dalla casa editrice Le Maschere che, a partire dall'ottobre 1966, pubblicava storie tratte da "Sergent Fury And His Howling Commandos" (1963) e da "Kid Colt" (a partire dal n. 5)[15][16][17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Comicus - "Viva!" l'Editoriale Corno di Luca Boschi, su www.comicus.it. URL consultato il 16 gennaio 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i j Andrea Corno, su www.lfb.it. URL consultato il 30 novembre 2016.
  3. ^ a b c d e f g h Max Bunker, su www.lfb.it. URL consultato il 30 novembre 2016.
  4. ^ Eureka - rivista di attualità, costume e fumetto, guidafumettoitaliano.com.
  5. ^ EUREKA, su www.lfb.it. URL consultato il 30 novembre 2016.
  6. ^ Eureka, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 30 novembre 2016.
  7. ^ Alan Ford, guidafumettoitaliano.com.
  8. ^ a b Max Bunker, su Mondadori Comics. URL consultato il 30 novembre 2016.
  9. ^ Intervista con Andrea Corno ∂ Fantascienza.com, in Fantascienza.com. URL consultato il 13 febbraio 2017.
  10. ^ 1945 – 1970: la vita sotterranea della Marvel in Italia, su Fumettologica, 30 dicembre 2013. URL consultato il 13 febbraio 2017.
  11. ^ a b Gli orfani dell'Editoriale Corno - di Pietro Zerelli, fumettiseri.blogfree.net.
  12. ^ a b Andrea Corno, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  13. ^ Garden Editoriale, su www.fantascienza.com. URL consultato il 30 novembre 2016.
  14. ^ uomo ragno seconda serie n°59, su www.uomoragno.org. URL consultato il 30 novembre 2016.
  15. ^ I protagonisti: Giovanni Gandini, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  16. ^ LA MARVEL È IN ITALIA DAL 1945, su sauropennacchioli.blogspot.it. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  17. ^ Linus, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 5 dicembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]