Bonvi

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Bonvi

Bonvi, nome d'arte di Franco Bonvicini, all'anagrafe Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini (Modena, 31 marzo 1941Bologna, 10 dicembre 1995), è stato un fumettista italiano.

È noto soprattutto per aver ideato e realizzato la serie di fumetti a strisce Sturmtruppen dal 1968 fino al 1995, anno della sua morte,[1] nota raffigurazione satirica della seconda guerra mondiale,[2][3] primo fumetto italiano realizzato nel formato a strisce giornaliere che per molto tempo ha goduto di vasta popolarità non solo in Italia,[4][5] dove venne pubblicato su un vasto numero di giornali, riviste e libri, ma anche all'estero dove è stato pubblicato tradotto in undici lingue diverse tra cui il russo, divenendo quindi il primo fumetto straniero mai pubblicato nell'allora Unione Sovietica.[6] Al fumetto si ispirano due omonimi lungometraggi del 1976[7][8] e del 1982[9].

Biografia e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Franco Bonvicini nasce a Modena[10] nel 1941 dove trascorre la giovinezza. Nel 1956 conosce Francesco Guccini, col quale stringe amicizia e successivamente collaboreranno per realizzare fumetti.[11] Dall'ottobre 1962 svolge il servizio militare frequentando come allievo ufficiale di complemento il 31º Corso AUC, che conclude presso la Scuola Truppe Corazzate di Caserta, dove nel giugno 1963 viene promosso con il grado di sottotenente di fanteria carrista. Dopo il congedo, tramite Guccini, viene presentato al regista Guido De Maria che lo chiama a collaborare con la sua neonata casa di produzione di film d'animazione, la Vimder Film, con la quale Guccini stesso collaborava e nel 1966 partecipa così alla realizzazione di una famoso cortometraggio apparse nella trasmissione Carosello, Salomone pirata pacioccone, che pubblicizzava gli sciroppi Fabbri.[11] In quel periodo ha anche alcune esperienze in campo cinematografico come truccatore e costumista.[senza fonte]

Nel 1967 prende parte come comparsa nel film comico Come rubammo la bomba atomica con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, mentre l'anno successivo partecipa a un concorso indetto dal quotidiano Paese Sera per il quarto Salone dei Comics di Lucca, che vince presentando una striscia, Sturmtruppen, parodia della vita militare e del nazismo, con il quale introdusse il formato delle strisce a fumetti statunitensi in Italia.[11] Successivamente la striscia compare sulla rivista romana Off-Side insieme ad altre sue storie, per poi proseguire sul quotidiano Paese Sera e su L'Ora di Palermo, nel 1969, riuscendo dopo pochi anni a varcare anche i confini nazionali.[4][12][13]

Inizia una proficua collaborazione con le Edizioni Alpe, per le quali crea, tra l'altro, il personaggio di Cattivik (1965), parodia dei fumetti neri,[12][14] e Capitan Posapiano, apparsi inizialmente sulle pagine di Tiramolla. Lo studio di Bonvi, con il nome di PlayComics, presto si sarebbe allargato, includendo gli allievi e amici Silver (1970) e Clod. Silver, dopo un periodo di collaborazione saltuaria, inizierà a disegnare Capitan Posapiano, passato poi a Clod, quando Bonvi gli permetterà di sviluppare Cattivik.[11][14]

A partire dal 1970 pubblica sulla rivista Psyco le Storie dello spazio profondo su testi di Guccini,[15][16] il cui personaggio principale aveva il volto dello stesso Bonvi.[17]

Tra il 1969 e il 1971 Giancarlo Governi, giornalista e responsabile del Reparto Programmi Speciali della RAI iniziò a sviluppare l'idea di un programma, ispirato da un carosello di Paul Campani, che portasse letteralmente i fumetti in TV. Contattò quindi lo studio di Guido De Maria, e insieme a Bonvi, iniziarono a realizzare un programma che fece epoca: Gulp!, andato in onda a partire dal 1972 sul Secondo Canale della RAI. Bonvi, insieme al regista De Maria, creò per l'occasione un nuovo personaggio: Nick Carter, un investigatore privato impegnato a risolvere, insieme ai collaboratori Ten e Patsy, intricati casi che spesso avevano come responsabile l'arcinemico Stanislao Moulinsky. L'episodio pilota, Il mistero dei dieci dollari, venne realizzato tra il 1969 e il 1970. Il personaggio ebbe grande successo, divenendo, nella successiva edizione del programma, Supergulp!, il presentatore di tutta la serie, per poi trasferirsi sulle pagine del Corriere dei Ragazzi. La trasmissione Supergulp! ebbe un enorme successo e Bonvi propose poi altri due suoi personaggi, Marzolino Tarantola[18], parodia di Saturnino Farandola di Albert Robida e poi pubblicato sul Corriere dei Piccoli,[11] e le Sturmtruppen[19].

Bonvi fece delle brevi apparizioni anche come attore nelle vesti di un condannato nel film Sturmtruppen.

Negli anni settanta l'attività come autore di fumetti prosegue ideando nuove serie a fumetti come Milo Marat, insieme a Mario Gomboli, nel 1973 quando vince anche il titolo di miglior cartoonist europeo, le Cronache del dopobomba (1974), che oscillano tra la drammaticità di un mondo post-olocausto atomico e l'assurdità delle situazioni descritte (uomini che si uccidono per una scatoletta vuota o perché di fedi politiche differenti), L'Uomo di Tsushima (1978), che esce nella collana Un uomo un'avventura della editoriale CEPIM, il già citato Marzolino Tarantola del 1979.[11] Intanto continua a realizzare strisce e tavole delle Sturmtruppen, mai interrotta e fino alla morte se non per una pausa di un anno e mezzo negli anni settanta. La sua ultima opera è La città, una sceneggiatura disegnata da Giorgio Cavazzano, originariamente pensata per la miniserie Zona X ma uscita postuma nello stesso anno della sua morte nella serie I Grandi Comici del Fumetto, sempre per la Bonelli.[11]

Nel corso degli anni ottanta, dal matrimonio con Mariangela Villani, nascono i figli Sofia nel 1984 e Francesco nel 1989).[11] Tra il 1985 e il 1987 Bonvi è consigliere comunale a Bologna, eletto nelle lista del PCI, col quale ebbe peraltro un rapporto assai burrascoso.[20] Continua la pubblicazione delle Sturmtruppen in una nuova testata esordita nel 1986 e pubblicata fino al 1994 presentando materiale inedito oltre a ristampare storie di Nick Carter, Cronache del dopobomba e Storie dello spazio profondo e la nuova serie Blob del 1994 oltre a materiale di altri autori.[21][11]

Bonvi muore a 54 anni in un incidente stradale a Bologna, investito nella notte fra il 9 e il 10 dicembre 1995 mentre si sta recando come ospite alla trasmissione Roxy Bar, per vendere alcune sue tavole il cui ricavato sarebbe andato all'amico Magnus, all'epoca malato di cancro. Bonvi si fermò in un bar per chiedere informazioni su come raggiungere lo studio televisivo. Nell'attraversare la strada all'uscita dal locale fu mortalmente investito da una Citroën DS Pallas guidata da tale Giovanni Casini, 55 anni.[22][11]

Riconoscimenti e premi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • In una sua "Bustina di minerva", Umberto Eco narra un aneddoto raccontatogli da Bonvi, il quale, per arrotondare i guadagni che gli derivavano dal fumetto, lavorava anche nella pubblicità. Un giorno, dovendo trovare uno slogan per un insetticida, Bonvi scoprì che uno dei suoi ingredienti era il piretro. Così gli era venuta l'idea di mettere, su inserti pubblicitari e spot televisivi, la frase 'al fiore di piretro', espressione senza senso poiché il piretro viene anzi estratto dal fiore. Si trattava di un espediente per cercare di far sembrare il cattivo odore dell'insetticida fresco e desiderabile per il consumatore. Un giorno, andando a casa di sua madre, Bonvi sentì un forte odore d'insetticida; la madre gli disse che usava spanderne in abbondanza perché era una miscela deliziosa al fiore di piretro. Bonvi allora si arrabbiò e disse: "Ma mamma, quella è una cazzata che mi sono inventato io!". E la madre rispose: "Eh no, figlio mio. L'ha detto la televisione!".[30]
  • Leonardo Ortolani racconta in un'intervista pubblicata su un sito amatoriale un aneddoto su Bonvi: Vide una mia tavola in cui Rat-Man all'interno del suo 128 FIAT viene avvicinato da una creatura orrenda con in mano una spazzola. Le scritte recitavano "Non aprite quella portiera!...IL LAVAVETRI!.. Con il semaforo rosso... niente potrà fermarlo!". Mi chiese di poterla pubblicare su un numero di Sturmtruppen (come fece) dicendomi "Ho riso come uno stronzo!". Ecco, uno dei più bei complimenti ricevuti! [senza fonte]
  • Alessandra Ferro, compagna di Bonvi, racconta che: Bonvi era quasi schizofrenico: tanto nella vita normale era scombinato, incasinato, perennemente assorto nei propri pensieri e teneramente distratto (una volta rispose al saluto d'una distinta compaesana di mezz'età in quel di Modena, apostrofandola con un “… Buongiorno, signora!” e sentendosi ringhiare in risposta un eloquente: “Franco, sono tua madre!”), tanto nel lavoro era una macchina formidabile, in grado di sfornare con estrema metodicità un elevato numero di tavole delle Sturmtruppen ogni giorno, che io completavo rifinendole con parziale inchiostrazione e una paziente retinatura.[senza fonte]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Sturmtruppen

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 22, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2016, p. 4, ISBN 978-88-6926-369-9.
  2. ^ bonvi.it, http://bonvi.it/sturmtruppen . URL consultato il 21 dicembre 2016.
  3. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 1, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2015, p. 5, ISBN 978-88-6926-237-1.
  4. ^ a b paese sera, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 21 giugno 2017.
  5. ^ a b FFF - BONVI, su www.lfb.it. URL consultato il 21 giugno 2017.
  6. ^ a b Sturmtruppen, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 21 giugno 2017.
  7. ^ (EN) Stormtroopers (1976). URL consultato il 21 giugno 2017.
  8. ^ Stormtroopers (1977) - Salvatore Samperi | Synopsis, Characteristics, Moods, Themes and Related | AllMovie, su AllMovie. URL consultato il 21 giugno 2017.
  9. ^ Stormtroopers II (1982) - | Synopsis, Characteristics, Moods, Themes and Related | AllMovie, su AllMovie. URL consultato il 21 giugno 2017.
  10. ^ diverse biografie riportano Bonvi come nato a Parma invece di Modena, poiché fu registrato dalla madre a entrambe le anagrafi in modo da ottenere due tessere annonarie
  11. ^ a b c d e f g h i j k FRANCO AUGUSTO BONVICINI 1941 - 1995, su www.bonvi.it.
  12. ^ a b FFF - BONVI, su www.lfb.it. URL consultato il 21 giugno 2017.
  13. ^ Sturmtruppen, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 21 giugno 2017.
  14. ^ a b c CATTIVIK (0), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  15. ^ Bonvi, su www.afnews.info. URL consultato il 05 settembre 2017.
  16. ^ Psyco, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 05 settembre 2017.
  17. ^ a b STORIE DELLO SPAZIO PROFONDO, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 05 settembre 2017.
  18. ^ apparso dalla puntata dell'8 marzo 1979
  19. ^ apparse nelle puntate n. 16-20, trasmesse dal 6 al 10 aprile 1981
  20. ^ 'Addio, imbecilli' e Bonvi si dimette, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 30 agosto 2017.
  21. ^ a b Albo Sturmtruppen, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 05 settembre 2017.
  22. ^ Giancarlo Martelli, Addio a Bonvi, l'anarchico, in Corriere della Sera (Milano), 11 dicembre 1995.
  23. ^ Francesco Guccini e Massimo Cotto, Un altro giorno è andato: Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto, Giunti Editore, 2001, ISBN 9788809021648. URL consultato il 06 settembre 2017.
  24. ^ Premio Nazionale Cultura della Pace - Albo d'Oro Archiviato il 3 novembre 2011 in Internet Archive..
  25. ^ Sofia Bonvicini: vi racconto mio papà Bonvi, le sue Sturmtruppen e la mia Modena - Cronaca - Gazzetta di Modena, in Gazzetta di Modena, 25 dicembre 2015. URL consultato il 06 settembre 2017.
  26. ^ Bonvi Team, L'universo di bonvi, su bonvi.it. URL consultato il 06 settembre 2017.
  27. ^ Bonvi Team, Bonvi 2.0, su bonvi.it. URL consultato il 06 settembre 2017.
  28. ^ a b (IT) Luciana Cavina, «Un museo per mio padre» Il sogno della figlia di Bonvi, in Corriere di Bologna. URL consultato il 06 settembre 2017.
  29. ^ Biblioteca Salaborsa, Incubi alla bolognese, su www.bibliotecasalaborsa.it, 24 novembre 2015. URL consultato il 06 settembre 2017.
  30. ^ Umberto Eco, L'Espresso, 1º ottobre 2004.
  31. ^ Nick Carter - Bonvi e De Maria per un fumetto di culto, slumberland.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  32. ^ NICK CARTER 1886, guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  33. ^ SuperGulp!, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 09 giugno 2017.
  34. ^ Pofferbacco! Bonvi e la grande corsa di Marzolino Tarantola - Recensioni su Lo Spazio Bianco, su www.lospaziobianco.it-IT. URL consultato l'08 giugno 2017.
  35. ^ Marzolino Tarantola – La grande corsa, su Mondadori Comics-IT. URL consultato l'08 giugno 2017.
  36. ^ NICK CARTER (1), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 05 settembre 2017.
  37. ^ LE CRONACHE DEL DOPOBOMBA, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 07 marzo 2017.
  38. ^ Biblioteca Umoristica Mondadori, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 05 settembre 2017.
  39. ^ Alì Babà  e i quaranta ladroni, storia disegnata da Bonvi, su www.slumberland.it. URL consultato il 05 settembre 2017.
  40. ^ Alì Babà e i quaranta ladroni, Bonvi disegna la novella delle Mille e una notte, su www.slumberland.it. URL consultato il 05 settembre 2017.

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