Ciccio Ingrassia

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«Gli americani hanno Ernest Borgnine? Bene, noi abbiamo Ciccio Ingrassia.»

(Federico Fellini, 1973)


Il giovane Ciccio Ingrassia nel 1946, agli inizi della carriera.

Ciccio Ingrassia, all'anagrafe Francesco Ingrassia (Palermo, 5 ottobre 1922Roma, 28 aprile 2003), è stato un attore, comico e regista italiano.


Insieme a Franco Franchi formò il famoso duo comico Franco e Ciccio, entrati nella storia della cinematografia italiana[1]. La coppia girò più di 100 film tra gli anni sessanta e ottanta, e si distinsero anche nel mondo dello spettacolo, tra conduzione di programmi di successo e apparizioni televisive, oltre ad aver preso parte anche ad opere teatrali.

Nel corso della sua lunga carriera cinematografica, Ingrassia è stato candidato più volte alla vittoria di svariati premi. Fu candidato per la prima volta ai Nastri d'argento nel 1974, come miglior attore non protagonista per Amarcord di Federico Fellini[2]. Ebbe successivamente altre due candidature, sempre come miglior attore non protagonista nel 1976, per il quale vinse il premio recitando nel ruolo dell'onorevole Voltrano nel film Todo modo di Elio Petri[3]e nel 1996, per il film Camerieri[4]. Nel 1988 venne candidato ai Ciak d'oro come miglior attore non protagonista per il film Domani accadrà[5], diretto da Daniele Luchetti (al suo esordio alla regia), mentre nel 1991, vinse il David di Donatello per il film Condominio, come miglior attore non protagonista nel ruolo del maresciallo Gaetano Scarfi[6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Palermo, nel quartiere Il Capo, in via San Gregorio, il 5 ottobre del 1922, quarto dei cinque figli di una famiglia di modestissime condizioni economiche. Sin dall'infanzia manifestò uno scarso interesse per l'istruzione e una propensione all'umorismo. Nonostante il modesto impegno profuso nell'attività scolastica, riuscì a ottenere la licenza elementare, ma con molti problemi perché non era bravo in matematica. Nell'adolescenza, cercando di mantenersi con i mestieri più disparati (barbiere, falegname, calzolaio, salumiere), si guadagnò da vivere dal 1938 come intagliatore di calzature; eppure già iniziò a manifestarsi la sua passione per il mondo dello spettacolo e cominciò a esibirsi in occasione di cerimonie private dove imitò con successo alcune gag di Totò, divenuto il suo idolo.

Ma il suo vero e proprio esordio sulle assi del palcoscenico risale a qualche anno più tardi, in pieno conflitto mondiale: nel 1944, infatti, dopo una lunga frequentazione del "Bar degli artisti", autentico raduno di celebrità in erba, si riunì a Enzo Andronico e a tale Ciampolo a formare il Trio Sgambetta. Da quel momento per il comico palermitano iniziò una lunga gavetta, segnata da condizioni al limite dell'indigenza. Alla fine della guerra si trasferì a Torino, dove si misurò, al fianco di un esordiente Gino Bramieri, nel genere della parodia che allora godeva dei favori del pubblico. Durante una recita milanese, nel 1957, Ingrassia conobbe una componente di una scalcagnata orchestra di tabarin, Rosaria Calì (1926-2019),[7] con la quale convolò a nozze a Genova il 5 settembre 1960 ed ebbe da lei il figlio Giampiero, nato il 18 novembre 1961, che più tardi seguirà le sue orme.

Franco e Ciccio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.
Ciccio Ingrassia e Franco Franchi nel film Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964)

All'inizio degli anni cinquanta, Ingrassia era attore in una compagnia teatrale, con regolare contratto. Per le strade di Palermo incontrò quasi casualmente Francesco Benenato, che presto acquisisce il nome d'arte di Franco Franchi, iniziando un lungo sodalizio artistico cinematografico, che avrebbe dato vita a una coppia definita d'oro per il grande successo che ebbe di pubblico e di botteghino. Essi realizzarono insieme centotrentadue film, prevalentemente nella prima metà degli anni Sessanta. Nel solo 1964 realizzano ben ventidue film, incassando circa sette miliardi e trecento milioni di lire, circa il 10% dei proventi della filmografia italiana in quell'anno. Sebbene apprezzati dal pubblico, i loro lavori furono sovente snobbati dalla critica. Alla fine degli anni 60, gli fu proposto di prendere parte al film Pinocchiaccio di Nelo Risi, nel ruolo della volpe, ma il progetto non vide mai la luce.[8]

Da solo[modifica | modifica wikitesto]

Ciò non deve far pensare che l'amicizia tra Franco e Ciccio fosse stabile: ci furono, e spesso in diretta televisiva, sonore litigate fra i due (storica è rimasta la baruffa in una trasmissione condotta da Raffaella Carrà, ovviamente in diretta). In genere Ciccio accusava Franco di megalomania, mentre Franco rimproverava al compagno una certa arroganza. Il momento di maggior crisi fra i due si ebbe tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta. Contribuì la decisione di Ciccio di voler interpretare un ruolo drammatico in La violenza: quinto potere di Florestano Vancini uscito nel 1972.

Nei periodi di lontananza da Franco, Ciccio continuò la sua carriera, interpretando, tra i molti ruoli, lo zio matto in Amarcord di Federico Fellini (1973) e l'onorevole Voltrano in Todo modo di Elio Petri (1976), tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, che gli valse il Nastro d'argento al migliore attore non protagonista. Si cimentò poi anche come regista e aprì la casa di produzione Ingra cinematografica, dirigendo nel 1974 il film comico Paolo il freddo, con lo stesso Franco nel ruolo del protagonista eponimo, e nel 1975 L'esorciccio con Lino Banfi. Nel 1977 sorse un contenzioso con il produttore Edmondo Amati, che aveva realizzato un video (Amici più di prima) formato da un collage di vari film di Franco e Ciccio, senza contattarli. Ciccio, indignato per l'accaduto e abbattuto per varie vicissitudini che lo avevano colpito dall'ultima volta in cui aveva litigato con Franco, a una festa a cui erano presenti tutte le case di produzione, denunciò l'accaduto in pubblico. Si attirò le simpatie di Marco Bellocchio, che inserì lo sfogo ripreso in diretta ne La macchina cinema, ma non quelle degli altri presenti, che lo isolarono.[9]

Il muro che si era creato tra lui e Franco cadde nel 1980, quando si scusò pubblicamente a Domenica in e la riconciliazione ufficiale avvenne in diretta televisiva, grazie all'intervento di Pippo Baudo. Così per la coppia arrivò un ulteriore importante riconoscimento sia di pubblico sia di critica per l'interpretazione nel film Kaos, diretto nel 1984 dai fratelli Paolo e Vittorio Taviani, dell'episodio tratto dalla novella di Pirandello La giara, in cui Ciccio interpretò la parte dell'attore protagonista. Per quanto riguarda il piccolo schermo, invece, la coppia vinse i Telegatti 1984 per il varietà Bene, bravi, bis. Nel 1986, durante Grand Hotel, Ciccio ebbe un malore e venne rimpiazzato dal figlio Giampiero. Da quell'anno in poi, intraprese una notevole carriera teatrale. Tra le altre, prese parte all'opera teatrale "Classe di ferro" (1986) di Aldo Nicolaj, insieme a Gianni Santuccio. Nel 1989, prese parte alla famosa fiction "Classe di ferro, insieme al figlio Giampiero. Nello stesso anno, avrebbe dovuto prendere parte alla fiction "I promessi sposi" di Salvatore Nocita, ma rifiutò [10].

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Franco e Ciccio continuarono a partecipare a vari programmi televisivi, sia come presentatori che come ospiti, fino alla morte di Franco, nel 1992. Ciccio fece ancora qualche sporadica apparizione cinematografica, come in Condominio (1991) di Felice Farina (grazie al quale vinse il David di Donatello per il miglior attore non protagonista) e in Giovani e belli (1996) di Dino Risi, per poi smettere definitivamente nel 1997, perché, come riferito dal figlio Giampiero, dopo la morte di Franco aveva ormai perso ogni stimolo. Nel 1998, rifiutò la parte di "Don Totò" nel film "Totò che visse due volte" di Daniele Ciprì e Franco Maresco, per via della sua scelta di abbandonare il mondo del cinema. La sua ultima apparizione televisiva, invece, risale al 7 luglio 1999, in una puntata del Maurizio Costanzo Show, dedicata a Federico Fellini.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì improvvisamente al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, il 28 aprile 2003, all'età di 80 anni, a causa di vari problemi respiratori di cui soffriva dal 2001. I funerali religiosi, a cui presenziarono amici e colleghi dello spettacolo, vennero celebrati il 30 aprile, nella Basilica di Sant'Agnese fuori le mura, in via Nomentana, nel quartiere Trieste. Dopo la cerimonia funebre, il feretro venne tumulato in un loculo nel Cimitero Monumentale del Verano. L'epitaffio sulla tomba recita: «Stringimi solo per un po' sai che mi farai sorridere...»[11][12][13]

Con la sua scomparsa si chiuse così definitivamente il ciclo di quella comicità spontanea, scanzonata, satirica e mai volgare, a cui egli aveva dato “il volto triste della risata”, come disse di lui Nino Manfredi[14]

L'8 settembre 2004 (un anno dopo la sua scomparsa), durante la 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Daniele Ciprì e Franco Maresco presentarono fuori concorso il film-documentario Come inguaiammo il cinema italiano, sulla vita di Franco e Ciccio. Malgrado i problemi incontrati, i due registi hanno raccolto una gran quantità di materiale, anche ricostruendo gli sketch degli esordi in strada dei due comici palermitani, collezionando testimonianze e interviste e cercando di rivalutare la loro comicità mai pienamente apprezzata dai critici[15].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Ciccio Ingrassia in Due mafiosi contro Goldginger (1965)

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Con Franco Franchi
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Filmografia di Franco e Ciccio.
Da solo

«"Come mai Ciccio in un ruolo patetico? Solo i grandi registi hanno capito che il mio potenziale va oltre i ruoli comici e questo giovane regista me lo ha ricordato con una letterina che mi ha sedotto..."»

(la Repubblica, 13 Novembre 1990)


Televisione

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Conduzioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.

Doppiatori[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Con Franco Franchi
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Franco e Ciccio.
Da solo

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 1995[19]

Dediche[modifica | modifica wikitesto]

  • Spettacolo "Ciccio l'altra metà di Franco", organizzata in occasione del 15º anniversario della morte di Ingrassia.[20]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri premi[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Charlot
    • alla carriera (1995)
    • onorario (2005)[22]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ciccio Ingrassia, attore: biografia e curiosità. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  2. ^ Amarcord Premi vinti e nomination. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  3. ^ Todo modo Premi vinti e nomination. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  4. ^ Camerieri Premi vinti e nomination. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  5. ^ Ciccio Ingrassia. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  6. ^ Condominio Premi vinti e nomination. URL consultato il 14 ottobre 2021.
  7. ^ Morta la moglie di Ciccio Ingrassia, su ilgiornale.it, 11 marzo 2019.
  8. ^ http://fiornando.altervista.org/collezionismo/il-pinocchiaccio-il-mistero-del-film-mai-realizzato/
  9. ^ https://www.spiweb.it/cultura-e-societa/cinema/recensioni-cinema/la-macchina-del-cinema/
  10. ^ https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/02/13/promessi-sposi-vanno-in-jugoslavia.html
  11. ^ La Repubblica/spettacoli_e_cultura: E' morto a Roma Ciccio Ingrassia, su www.repubblica.it. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  12. ^ SemiColonWeb, L'addio a Ciccio Ingrassia, su news.cinecitta.com. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  13. ^ Visite culturali, su visite.cimitericapitolini.it. URL consultato il 10 gennaio 2022.
  14. ^ https://www.as-cinema.com/ciccio-ingrassia/
  15. ^ Elisabetta Nordio, La storia di Franco e Ciccio secondo Ciprì e Maresco, Gazzetta del Sud, 9 settembre 2004, 11.
  16. ^ https://trakt.tv/movies/fellini-nel-cestino-1983
  17. ^ https://www.sapere.it/enciclopedia/Ingrass%C3%ACa%2C+C%C3%ACccio.html
  18. ^ http://operagiuliano.blogspot.com/2016/11/la-boheme-comencini-1988.html?m=1
  19. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=120107
  20. ^ Uno spettacolo su Franco e Ciccio a 15 anni dalla morte di Ingrassia, in Repubblica.it, 27 aprile 2018. URL consultato il 14 settembre 2018.
  21. ^ https://www.unavitaperilcinema.it/trofei.htm
  22. ^ https://arcansalerno.com/visitsalerno/Eventi/Grandi_Eventi/Premio_Charlot.html
  23. ^ http://www.rivarossi-memory.it/LIMA/Pubblicia'/Pubblicit%C3%A0_televisiva.htm

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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