Buster Keaton

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« Perché essere difficili quando con un minimo sforzo potete diventare impossibili? »
(Buster Keaton)
Buster Keaton
Statuetta dell'Oscar Oscar onorario 1960

Joseph Frank "Buster" Keaton (Piqua, 4 ottobre 1895Woodland Hills, 1º febbraio 1966) è stato un attore, regista e sceneggiatore statunitense, tra i maestri del periodo del cinema muto classico.

Celebre per l'espressione stralunata e triste dei suoi personaggi e soprattutto per la mimica e il suo talento "acrobatico" nelle gag che portava sullo schermo: cinematografico prima, e televisivo poi.

L'American Film Institute ha inserito Keaton al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordi sul palcoscenico[modifica | modifica wikitesto]

Nacque, primo di tre figli, in una famiglia di attori di vaudeville. I genitori - Joseph e Myra Keaton - collaborarono a lungo con Bessie e Harry Houdini. Houdini frequentava spesso la casa dei Keaton. Un giorno assistette sbigottito ad una rovinosa caduta dalle scale del piccolo Joseph, il quale non si fece nulla «What a buster!» esclamò (che bel capitombolo!). Quindi fu proprio l'illusionista a creare il soprannome al piccolo Keaton "Buster", il termine infatti venne subito adottato dal padre dell'artista per indicare il figlio.[2]. Si narra inoltre che sia stato portato in scena ancora in fasce o che, a nove mesi, sia entrato casualmente in scena. Ma si tratta, verosimilmente, di leggende mentre lo stesso Keaton fece risalire il suo esordio al 1899 quando aveva tre anni (intervista ai Cahiers du cinéma, 1962).

Pur non essendo una compagnia tra le più famose, quella dei Keaton non se la passava male, anche se nel corso di una serata a New York il loro spettacolo venne interrotto e i Keaton furono condannati al pagamento di una multa di 300 dollari e fu loro interdetta la recitazione a New York fino al 1909 proprio perché l'impiego del giovanissimo Buster venne considerato sfruttamento di minore. Dopo essersi trasferita in Michigan, la famiglia Keaton partì nel 1909 per una tournée in Inghilterra. Tornata in seguito negli Stati Uniti, la famiglia continuò a mettere in scena i suoi spettacoli e il crescente successo di pubblico e critica che il giovane Buster ricevette lo convinse nel 1917 a recarsi, da solo, a New York.

Esordio cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Buster Keaton con la prima moglie Natalie Talmadge e il loro primogenito Joseph jr poi battezzato con il nome di "James" per volere della nonna materna Peg (1922)

Qui conobbe Natalie Talmadge, che sposò nel 1921. Natalie, oltre a essere sorella di due famose attrici dell'epoca (Norma e Constance Talmadge), era segretaria di produzione di un famosissimo comico di quel periodo: Roscoe "Fatty" Arbuckle. Natalie presentò Keaton ad Arbuckle e questi gli offrì di lavorare con lui nel cinema con un contratto di 40 dollari la settimana (all'epoca Charlie Chaplin ne guadagnava 1250 la settimana e Arbuckle addirittura 1000 al giorno). Keaton non ebbe esitazioni e il suo primo film fu Fatty Macellaio, a cui seguirono altri 14 cortometraggi tra il 1918 e il 1919, tra i quali si ricordano: Chiaro di luna, Il fattorino, Fatty alla festa, Il cuoco e altri. I due diventarono presto amici; per lavorare con Arbuckle, Keaton rinunciò a un'importante parte che gli era stata offerta per una rivista a Broadway. Ebbe così inizio la carriera di uno dei più grandi comici che abbiano calcato i set del muto.

Nel 1919 Keaton interruppe temporaneamente la sua carriera per svolgere il servizio militare in Francia. Terminata questa esperienza girò con Arbuckle altri tre film appartenenti al genere cosiddetto slapstick comedy in cui la trama è spesso esile, basata su una continua serie di gag spesso slegate l'una dall'altra, filmate in un unico ambiente.

Dietro la macchina da presa[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del 1919 Joseph Schenck, che aveva sposato Norma Talmadge e che nel 1916 aveva creato la Comique Films per cui lavorava Arbuckle, propose a Keaton di creare una compagnia autonoma, la Buster Keaton Comedies. Fu così che Keaton si mise in proprio, ma, prima di tornare al cortometraggio, accettò di interpretare un film di ben sette bobine - The Saphead - che costituì una sorta di cerniera tra il primo periodo e il ben più significativo secondo periodo in cui Keaton oltre che interprete fu anche soggettista, sceneggiatore e regista.

Il primo cortometraggio di questa seconda fase della sua carriera cinematografica è Tiro a segno (The High Sign) anche se per molti anni si è pensato che fosse Una settimana. L'equivoco si spiega con il fatto che il neo regista estremamente esigente non rimase soddisfatto della sua prima prova e il film fu distribuito oltre un anno dopo essere stato girato (la prima è dell'aprile 1921) quando Keaton era costretto all'inattività a causa di un incidente occorsogli sul set.

Tra il 1920 e 1923 Keaton interpretò 23 cortometraggi di cui curò anche la regia (sempre insieme a Eddie Cline, se se ne escludono due in cui lo affiancò Mal St. Clair e uno diretto dal solo Keaton). La visione di queste pellicole, anche di quelle meno riuscite, mostra una netta discontinuità con quelle interpretate e dirette da Arbuckle. I film diretti da Keaton hanno una trama e una loro precisa riconoscibilità. L'attore regista mostra una grandissima padronanza tecnica. Il suo processo di maturazione artistica è rapidissimo ma ben visibile. Le singole pellicole, pur molto diverse tra loro, evidenziano l'eclettismo di Keaton ma anche alcuni temi cari al regista e ricorrenti anche negli anni successivi, primo tra tutti il rapporto tra opposti e soprattutto quelli tra veglia e sogno, tra realtà e finzione, tra il normale e l'imprevisto (e imprevedibile). Un rapporto i cui margini sono spesso sfumati e inafferrabili. La caratteristica che forse è però più evidente è la struttura narrativa: "i suoi cortometraggi erano pensati come se fossero dei lungometraggi - come dei lungometraggi corti insomma" (G. Cremonini). E questo gli consentì di fare ciò che riuscì a pochissimi (e tra questi Chaplin con Il Monello): passare senza alcun problema a ideare, dirigere e interpretare pellicole di durata decisamente maggiore.

Il matrimonio con Natalie Talmadge[modifica | modifica wikitesto]

Buster keaton sposa Natalie Talmadge 31 maggio 1921

Il 31 maggio del 1921 sposa finalmente Natalie Talmadge nella tenuta di Norma Talmadge e di suo marito Joseph Schenck a Long Island a New York. Si pensa che fu proprio Schenck a organizzare la cosa per una questione di nepotismo [3] e avere così un sicuro introito per sé e per la famiglia Talmadge. Forse proprio per questo la matriarca Peg Talmadge, si rassegnò e permise alla figlia Natalie di sposare Buster: Natalie non era riuscita a diventare una star affermata come le sorelle, di conseguenza la madre (stando sempre a quello che scrisse la Loos) decise che la figlia secondogenita doveva votarsi al matrimonio e alla prole. Comunque la terza moglie di Keaton, nel documentario Buster Keaton An Hard Act To Follow, asserisce che i due si sposarono per vero amore.

Natalie, sentendosi da sempre complessata e in un netto stato di inferiorità rispetto alla sorelle (sebbene avesse un rapporto ottimo con loro), spendeva molto denaro in abiti lussuosi che non indossava mai e si lasciava influenzare dalla onnipresente Peg Talmadge che arrivò ben presto a prendere le redini della casa della giovane coppia. Keaton così arrivò a perdere ogni voce in capitolo nella gestione della propria famiglia e ben presto Natalie mise in secondo piano i desideri, le opinioni del marito. A Keaton così non restò altro che gettarsi totalmente nel lavoro e trascorrere felici momenti con i figli quando non lavorava. Nel 1922 e nel 1924 i Keaton diventarono infatti genitori di James e Robert, ma proprio dopo la nascita del secondo figlio, Natalie, spinta dalla madre e delle sorelle, decise di non avere più alcun rapporto fisico con il marito per evitare altre gravidanze.

Dopo soli tre anni di matrimonio i due vissero di fatto separati in casa, e questo fu un grande sconforto per Buster, dato che erano ancora molto innamorati. Tuttavia Keaton, con il "permesso" del clan Talmadge, ebbe la possibilità di cercare "consolazione" altrove, a patto che facesse tutto con discrezione.

La relazione con Dorothy Sebastian: il patto di discrezione "stipulato" con la moglie resistette fino al 1929, anno in cui conobbe Dorothy Sebastian durante il suo primo film per la MGM: la loro fu una relazione alla luce del sole, "un segreto di Pulcinella". La Sebastian rappresentò per l'attore tutto quello che la moglie Natalie non voleva più offrirgli. Fu una relazione intensa, fatta di complicità e di divertimento, ma dato che Keaton era sposato , l'attrice decise di troncare sposandosi con un amico attore perché voleva una famiglia. Si riuniranno nel 1937 entrambi liberi dai reciproci vincoli matrimoniali. Ironia della sorte, la relazione si interruppe nuovamente e in modo definitivo quando un'altra donna entrò nella vita di Keaton, diventando in seguito la sua terza moglie: Eleanor Norris, all'epoca appena ventenne.

Dorothy Sebastian fu la co-star di Buster Keaton in Spite Marriage (1929) . Ebbero una lunga relazione anche fuori dal set.

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

In verità il contratto firmato con la First National prevedeva venti cortometraggi, ma l'ultimo non fu mai realizzato. Quando infatti Keaton stava per iniziarne la lavorazione, Joseph Schenck ricevette dal presidente della compagnia un telegramma in cui si dichiarava non interessato al rinnovo del contratto. In seguito si seppe che il telegramma aveva il solo scopo di evitare che il rinnovo fosse maggiormente oneroso per la First National, ma intanto Keaton aveva deciso di non realizzare quell'ultimo lavoro e aveva accettato l'offerta della Metro Pictures Inc. (la futura Metro-Goldwyn-Mayer) di distribuire dei lungometraggi da lui diretti.

Prima dell'avvento del sonoro ne interpretò dodici (anche se l'ultimo non fu diretto da lui) tra il 1923 e il 1929; le riprese duravano mediamente otto settimane e altre due o tre erano dedicate al montaggio. Se nei primi film Keaton ebbe piena libertà, negli ultimi le influenze delle major si fecero sempre più forti e anche la qualità dei film inevitabilmente ne risentì. Lo stesso Keaton in seguito confessò: 'nel 1928 commisi l'errore più grande della mia vita. Mi lasciai convincere da Joe Schenck, mio malgrado, a rinunciare ai miei studios per lavorare con la Metro-Goldwyn-Mayer". In realtà non aveva scelta. Lo stesso Scenck voleva passare alla grande distribuzione cinematografica, sicché "vendette" il contratto di Keaton.

Arrivo del sonoro e declino[modifica | modifica wikitesto]

La casa dei fantasmi

Le difficoltà con la Metro-Goldwyn-Mayer furono però solo l'inizio. L'avvento del sonoro infatti implicò una trasformazione complessiva del linguaggio cinematografico che fece molte vittime tra le star del muto. Tuttavia, la difficoltà di Keaton non stava nel problema del sonoro: aveva una voce baritonale e priva di accento, risultando quindi perfettamente idoneo per i film sonori, ma quel nuovo mondo delle grandi industrie cinematografiche lo spaesò non poco, era lontano dal suo modo di fare cinema. Infine, come sottolinea Vance, la MGM non aveva capito cosa aveva portato Keaton al successo, relegandolo progressivamente in ruoli di caricatura, creando un personaggio che chiedeva compassione, una cosa che non aveva mai fatto prima. Secondo il biografo Jeffrey Vance, Keaton poteva tollerare il fallimento del suo matrimonio, ma non la perdita della libertà nel suo lavoro. Iniziò così a bere.

Nel 1929 Keaton girò il suo primo film sonoro: Hollywood che canta dove ebbe una piccola parte; recitò nel film Io... e l'amore (Spite Marriage 1929) e iniziò una relazione altalenante con la protagonista Dorothy Sebastian. I successivi film - che furono girati anche in versioni francesi, tedesche e spagnole, perché non esisteva il doppiaggio - non erano all'altezza dei precedenti, seppure ebbero un enorme successo al botteghino. Ormai l'attore sembrò essere quasi una vittima predestinata del sonoro e nel febbraio 1932 venne addirittura licenziato dalla Metro-Goldwyn-Mayer . Louis B. Mayer lo aveva licenziato in un momento d'ira dopo un acceso litigio, dato che Keaton arrivava spesso sul set ubriaco, rallentando enormemente i tempi della produzione del film What ! No beer ? dove l'attore per l'ennesima volta era affiancato dall'italo-americano Jimmy Durante. Allora Irving Thalberg, braccio destro di Mayer, tentò di convincere Keaton a ritornare agli Studios nella speranza di riuscire a mettere pace tra due e riassumerlo, ma Keaton rifiutò, in preda forse, al vortice autodistruttivo dell'alcolismo.

Lo stesso anno Natalie Talmadge chiese il divorzio e gli portò via una buona parte del loro patrimonio, compresa la loro lussuosa Italian Villa. La donna ottenne anche la custodia dei figli cambiando loro il cognome da "Keaton" a "Talmadge", infine con l'appoggio della sua famiglia, riuscì ad allontanare i due bambini dal padre e interrompere i contatti tra loro. Keaton, senza lavoro, solo, senza più alcun contatto con i figli, si disperò entrando ancor più nel vortice dell'alcolismo. Anni dopo lui stesso raccontò: "I due anni peggiori della mia vita furono quelli tra il 1933 e il 1935. Mi misi a scolare una bottiglia dietro l'altra e fui colpito da un brutto attacco di delirium tremens". Fu ricoverato più volte in clinica per disintossicarsi ma con risultati lontani da quelli sperati.

Il mistero del secondo matrimonio e il "Limbo" dei primi anni Trenta[modifica | modifica wikitesto]

Buster Keaton e la seconda moglie Mae Scrivens

Keaton tentò di uscire dal vortice dell'alcolismo ricorrendo all'ambito medico, sicché gli venne affiancata una infermiera, Mae Scrivens, per mantenerlo sobrio, ma era chiaro che la "cura" era fallimentare. In compenso la donna era riuscita a farsi sposare dall'attore quando lui era in preda ai fumi dell'alcool. Mae Scrivens la mattina dopo metterà al corrente il suo paziente che si erano sposati la notte precedente e da lì a poco i giornali riportarono la notizia del matrimonio suscitando un certo clamore, dato che il divorzio con Natalie Talmadge non era ancora ufficiale, e Keaton correva pure il serio rischio di essere accusato di bigamia. In realtà, Keaton non aveva ricordo di quella cerimonia. Nonostante questo, forse spinto da una tremenda necessità di non sentirsi solo, e dato che Scrivens (una buona scrittrice dilettante) desiderava sposare una celebrità del cinema[4], sposerà Mae una seconda volta (da sobrio) nel 1933, poco dopo aver ottenuto definitivamente il divorzio. Mae stessa dichiarerà che solo durante la seconda cerimonia lei aveva scoperto che il vero nome del marito non era "Buster", ma "Joseph".

Per guadagnarsi da vivere (dato che la nuova moglie si era licenziata credendo di vivere nel jet-set di Hollywood) nel periodo 1934-1937 interpretò sedici cortometraggi per la Educational Pictures, e prese parte pure alla realizzazione di una pellicola francese, ossia Il re dei Campi Elisi (Le roi des Champs Élysées), con la regia di Max Nosseck (1935). Tuttavia, nel luglio del 1935 Mae, durante una vacanza, sorprese il marito fra le braccia di un'amica di famiglia di lui, la ricca (e sposata) Leah Clampitt Sewell. La moglie di lui chiese il divorzio (e un risarcimento dalla donna, che tuttavia non ottenne). Fu un ulteriore colpo per Keaton: all'età di quarant'anni dovette affrontare un secondo divorzio e un secondo colpo economico. Come se non bastasse, Natalie era ritornata all'attacco chiedendo gli arretrati degli alimenti. Keaton cominciò a bere ancora di più, tanto che Il suo medico (e amico) fu costretto a farlo internare nel reparto psichiatrico di un ospedale con una camicia di forza, per impedirgli di bere e salvargli così la vita. Mae, quasi commossa, decise di ritornare alla carica offrendogli il suo aiuto (pubblicizzando il suo pio intento ai giornali), ma Keaton non volle più avere niente a che fare con lei. Nel dicembre di quell'anno Keaton berrà a casa un ultimo cocktail e decise che sarebbe stato sobrio per cinque anni. Riuscendoci.

Mae Scrivens non incontrerà mai più il celebre marito, si firmerà sempre con l'epiteto "ex signora Keaton"; si sposerà altre volte e tenterà la carriera di scrittrice.

Verrà ricoverata in un manicomio negli anni Cinquanta, entrando e uscendo dall'ospedale psichiatrico, sottoposta a massicci trattamenti con l'elettroshock. In questi istituti non venivano fornite informazioni circa i pazienti, e quindi è impossibile sapere con precisione che destino ebbe la presunta seconda signora Keaton dagli anni Sessanta in poi, od ottenere notizie riguardanti la sua data di morte e il suo luogo di sepoltura.[5]

Seconda metà degli anni trenta. Il nuovo inizio per Keaton[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1936 Keaton, ormai sobrio, riesce a riprendere il controllo della propria vita artistica e professionale. È un periodo sereno per l'attore che riscopre il piacere di vivere. La prima moglie Natalie continuava però a tartassarlo con continue ingiunzioni per ottenere altri alimenti, e Keaton chiese nel contempo la custodia dei figli. Pur avendo ripreso il controllo della sua vita, egli non ottenne l'accoglimento della sua richiesta da parte del tribunale, ma neppure l'ex moglie Natalie ebbe la meglio. Infatti ogniqualvolta mrs Natalie Talmadge portava il suo ex marito in tribunale, otteneva solamente l'effetto contrario: non solo il giudice non accoglieva la sua richiesta ma diminuiva di volta in volta gli alimenti che lui doveva versarle. Alla fine Natalie dovette arrendersi, dato che anche la stampa ( e l'opinione pubblica) era contro di lei. Sempre nel 1936 Keaton iniziò un flirt con una showgirl, Marilyn Stuart , ma poco dopo riprenderà la relazione con Dorothy Sebastian, ormai divorziata.

Quando la Educational Pictures chiuderà i battenti tra 1939 e il 1941, interpretò dieci cortometraggi per la Columbia Pictures. Sono pellicole dirette da altri con pochi mezzi e con risultati artistici scadenti, ciò nonostante da alcuni di essi continua a trasparire a tratti la grandezza di Keaton attore. Inoltre grazie alla distribuzione dei cortometraggi della Columbia Keaton si fece in qualche modo pubblicità. Gli addetti ai lavori infatti (registi e produttori) si resero conto che Keaton era sobrio e in ottima forma, e che non disdegnava alcun ruolo. Gradualmente aumentarono per lui gli ingaggi per altri film, come comparsa, regista non accreditato e gag-man. Nel 1940, dopo aver concluso il lavoro con la Columbia, rifiutò un rinnovo del contratto e lavorò come gag-man alla MGM, partendo con un salario di 100 dollari a settimana per poi ottenere un aumento a 300 dollari. I suoi contributi furono le collaborazioni alle sceneggiature di Una notte all'opera (A Night at the Opera) nel 1935 e Tre pazzi a zonzo (At the Circus) nel 1940, entrambi dei fratelli Marx.

Il terzo e definitivo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

estratto ed elaborato da "Buster Keaton Remembered" di Eleanor Keaton.
Matrimonio di Buster Keaton ed Eleanor Norris 29 maggio 1940

Nel 1938 Buster, durante una partita di bridge conobbe una giovane promettente ballerina ventenne della MGM: Eleanor Ruth Norris (1918-1998). Norris era una ballerina professionista dall'età di quattordici anni e da qualche anno lavorava nei più famosi musical della MGM e della Universal Studios Hollywood. Nonostante fosse molto giovane, era una ragazza "dura", matura e decisa, che "conosceva già il mondo e sapeva affrontarlo"[5]. Desiderosa di imparare il gioco del bridge, aveva accettato il suggerimento di frequentare proprio la casa di Keaton,considerato uno dei più grandi esperti del gioco ad Hollywood e un paziente maestro. PEr circa sei mesi non c'era assolutamente nulla fra Keaton e la giovanissima ballerina . Quando uno del gruppo, dopo circa sei mesi, l'accusò di avere giocato una pessima mano, lei sbottò furiosa, difendendosi energeticamente. Per la prima volta Keaton si accorse realmente di lei,[4] e nella sua unica biografia scritta poco prima di morire, Eleanor spiegò che la loro storia d'amore iniziò in quell'attimo: Keaton infatti ne fu conquistato, inziando così ad uscire insieme dopo che la storia con Dorothy Sebastian si era conclusa. La giovane non aveva mai visto un film di Keaton, infatti si innamorò di lui per la sua gentilezza e le sue buone maniere. I due convolarono a nozze il 29 maggio del 1940 in seguito alla proposta matrimoniale di Eleanor stessa fatta quattro mesi prima. Nonostante le obiezioni di parenti e amici la loro fu un'unione molto felice, e a detta di Jeffrey Vance,[4] Eleanor salvò la vita e la carriera del marito dall'alcolismo. Lo aiutò e lo sostenne costantemente in ogni maniera. Fu una delle coppie più longeve e innamorate di Hollywood. Dopo la morte del marito, Eleanor non si risposò e non ebbe alcuna relazione sentimentale o flirt.

Riavvicinamento con i figli[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 1938 i figli James e Robert (ormai due adolescenti di sedici e quattordici anni) si presentarono alla casa di Keaton: erano fortemente intenzionati a riprendere i rapporti con il padre dopo ben cinque anni di lontananza, nonostante il parere contrario della madre. Keaton nella sua autobiografia definì questo momento come uno dei più belli della sua vita. Da allora egli continuò a ricevere regolarmente le visite dei figli, e con il passare degli anni si aggiunsero le nuore e i sei nipoti.

La carriera successiva, la televisione e i riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949 ritornò a recitare nel ruolo di coprotagonista in un film della MGM, I fidanzati sconosciuti (In the Good Old Summertime), diretto da Robert Z. Leonard (1949). Sempre in quell'anno, il critico cinematografico James Agee scrisse su di lui un'ottima recensione: un articolo per Life (periodico) riguardante il periodo del muto. Protagonisti di questa recensione furono Keaton, Charlie Chaplin, Harold Lloyd e Harry Langdon: per Keaton fu l'inizio della riscoperta da parte del pubblico. Nel dicembre di quell'anno Keaton apparve per la prima volta in televisione nel programma di Ed Wynn dove ripropose il primo sketch fatto nel 1917 con Roscoe Arbuckle. Il battesimo televisivo era ormai avvenuto, e Keaton diventò gradualmente un personaggio onnipresente sugli schermi televisivi e negli spot commerciali, sempre più noto a un nuovo pubblico. Fu uno dei pochi che comprese la portata di questa nuova "invenzione". Keaton ne era affascinato tanto da preferirla spesso al cinema. E la televisione stessa, a sua volta, riportò alla ribalta i suoi film di successo. Inoltre recitò nel ruolo del vecchio pianista in Luci della ribalta (1952) (in cui fece spalla al suo grande amico e rivale Chaplin).

Riconoscimento cinemotagrafico sul Walking Fame di Hollywood

Nel 1955 ricevette il premio George Eastman Award insieme ad altri colleghi del cinema muto, compresi quelli assenti come l'ormai esiliato Chaplin e Norma Talmadge (vittima di una dolorosa artrite).Tornato a casa, ebbe un'emorragia grave all'esofago, e per alcune settimane i medici disperarono di salvarlo. Tuttavia riuscì miracolosamente a salvarsi e collaborò alla realizzazione di un film sulla sua vita, The Buster Keaton Story, che in realtà di Keaton ha solo il nome. La produzione aveva pagato un'ingente somma di denaro per i diritti per realizzare il film, permettendo a Keaton di comprare la casa dei suoi sogni a San Fernando Valley e delle terre. Ormai il benessere era assicurato, grazie anche alle ingenti guadagni derivanti dagli spot commerciali. Apprezzabile rimane la sua partecipazione a un episodio di Ai confini della realtà (The Twilight Zone) del 1961 (episodio 3.13, Once Upon a Time) e altri ancora. Epica la sua partecipazione ad alcuni episodi di Candid Camera. Nel 1959 aveva scritto, insieme a C. Samuels, un libro di memorie: My Wonderful World of Slapstick (poi pubblicato anche in Italia con il titolo Memorie a rotta di collo), pubblicato l'anno successivo. Partecipò anche ad alcune tournée del Circo Medrano tra il1947 e il 1954 insieme alla moglie Eleanor. Intanto il nuovo socio di Keaton Raymond Rohauer ottenne dal nuovo proprietario della Italian Villa, James Mason, dei film che si ritenevano fossero andati perduti: erano invece nascosti in una cassa dimenticata dentro una stanza dell'ex dimora dei Keaton. Furono restaurati e ridistribuiti, destinati al nuovo e vecchio pubblico che li apprezzava per la prima volta.

Nel 1957 fu a sorpresa ospite a This Is Your Life, ma anche guest star in programmi come I have got a Secret e molti altri.

Riconoscimento come Star Televisiva sul Walking Fame
Buster Keaton e la moglie Eleanor nel 1959

Nel 1960 il cinema riconobbe il suo grande contributo artistico assegnandogli un Oscar alla carriera.

Nel 1962 Keaton ottenne una grande soddisfazione. Ridistribuì nei cinema europei Come vinsi la guerra ( The General (film 1927) e ottenne il successo che non era riuscito ad avere nel 1927. Prima ancora del riconoscimento ufficiale dell'American film Institute nel 1976, Keaton aveva già compreso che il suo film preferito sarebbe stato considerato un capolavoro. Keaton a questo punto dichiarò di voler ritirarsi ma negli anni sessanta era sulla breccia più che mai. Del resto amava lavorare, e suo scopo principale era assicurare a Eleanor una vita dignitosa una volta che lui se ne fosse andato. Nel 1964 fu protagonista di un cortometraggio canadese Railrodder e del relativo documentario Buster Keaton Rides Again. Partecipò anche al film Due marines e un generale (1965) in cui recitò a fianco di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Keaton nel film recitò muto per tutto il tempo, e solo nel finale disse l'unica battuta: "Grazie". Nel settembre di quell'anno fu ospite d'onore a Venezia per il suo ruolo dell'uomo che cancella se stesso nel cortometraggio Film (1964), unico film del drammaturgo teatrale Samuel Beckett. Ricevette una "standing-ovation" che lo commosse. Un degno addio.

La lapide di Keaton, accanto a quella dell'attore Marty Feldman (non inquadrata)

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Tenuto all'oscuro dalla moglie e dai figli di essere un malato terminale, Buster morì il 1º febbraio 1966 per un cancro ai polmoni, poco dopo la fine delle riprese del suo ultimo film, Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum). La moglie in seguito raccontò che morì poco dopo aver giocato tranquillamente a carte con i suoi amici, e ciò è confermato anche dal documentario del 1987 Buster Keaton: Un genio difficile da imitare di Kevin Brownlow e David Gill.

Keaton oggi riposa nel Forest Lawn Memorial Park di Los Angeles, California.

La vedova morì nell'ottobre del 1998 a causa dello stesso male che le aveva portato via il marito. Le sue ceneri furono disperse nell'Oceano Pacifico.

Preconcetti e falsi miti su Buster Keaton[modifica | modifica wikitesto]

Già quando Buster Keaton era ancora in vita circolavano notizie false o considerazioni erronee su di lui e la sua famiglia: questo non solo da parte dei fan, ma anche da parte di amici e di alcuni biografi di notevole spessore. I membri della famiglia Keaton-Talmadge, a partire dai figli e dai nipoti, hanno preferito non intervenire per tutelare la propria privacy e la tranquillità familiare, seppure, anche recentemente, siano stati in qualche modo criticati. La sua vedova ha assunto la stessa linea di pensiero dei figliastri e delle loro famiglie, non negandosi tuttavia a studenti, scrittori, attori ecc. che desideravano sapere qualcosa sul suo famoso marito. Nel 1998, poco prima di morire, la donna riuscì a scrivere un libro sul marito: Buster Keaton: Remembered[4] (pubblicato nel 2001). Nel testo descrive con cura e dedizione la vita e le opere del suo defunto marito (che non aveva mai smesso di amare durante i suoi trentadue anni di vedovanza), e chiarisce alcuni punti riguardanti la vita del celebre attore. Successivamente alla pubblicazione della biografia, altri biografi utilizzeranno il testo come punto di riferimento.

La presunta apatia e misantropia negli ultimi anni della sua vita[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei suoi contemporanei descrivono il vecchio Keaton come un misantropo poco incline nel rapportarsi con le altre persone.

In realtà, Keaton era un uomo dall'indole molto timida, carattere che lo accompagnò durante tutta la sua vita - fu per lui salvifica la presenza costante della terza moglie, dato che lei aveva un carattere deciso e forte. Keaton, inoltre, soffriva di una forma di sordità progressiva causatagli da un'infezione a un orecchio che aveva contratto in una trincea francese, durante la Prima guerra mondiale (gli Stati Uniti erano entrati in guerra nel 1917). Verso gli ultimi anni la sordità era peggiorata, ma come racconta Eleanor nel documentario Buster Keaton Rides Again, lui non voleva confessare il problema a degli estranei perché lo riteneva poco "virile" o dannoso per il suo lavoro. I suoi mutismi, quindi, erano condizionati solo ed esclusivamente dal fatto che effettivamente non riusciva a capire le parole del suo interlocutore, a meno che non ci fosse la moglie vicino a lui. Tuttavia, i familiari e gli amici più intimi erano al corrente della cosa e sapevano come comunicare con lui: di conseguenza, Keaton mostrava con loro il suo vero carattere, che era allegro ed estroverso.

Il sorriso di Buster Keaton[modifica | modifica wikitesto]

Eleanor Keaton si sentiva chiedere spesso se nel privato il marito sorridesse: lei rispondeva ogni volta che non solo sorrideva, ma che rideva: "Buster - dirà - aveva una splendida risata". Marion Meade (avvalendosi dell'opinione di un esperto del campo) afferma che la sua freddezza, la sua "maschera" inespressiva, fosse dovuta a un trauma, a un intimo disagio dovuto al suo sfruttamento da parte del padre durante il periodo del Vaudeville[6]. Di opinione contraria Imogen Sara Smith[7] e altri: essi spiegano che era una semplice scelta artistica di Buster, come lo stesso, del resto, aveva dichiarato più volte. Keaton riteneva un comico che ride di sé stesso è poco credibile.

Nel 1965 il cinegiornale della Rai riporta un'intervista veloce a Buster Keaton, risalente al periodo in cui l'attore era a Roma per le riprese di Due marines e un generale. In questa occasione Keaton stesso spiega che era sempre stato sul palcoscenico fin da piccolissimo insieme al padre, e già da allora aveva capito che per fare ridere il pubblico bisognava avere un'espressione triste e glaciale: a poco a poco si era dimenticato di avere quella maschera, rendendosene conto solo durante i primi film.

La questione del suo analfabetismo[modifica | modifica wikitesto]

Raymond Rohauer raccontava spesso che Keaton era un analfabeta e un uomo privo di cultura,[5] si parla addirittura di un sentimento di invidia di Keaton legato al suo costante complesso di inferiorità.[5]

Keaton in effetti, sotto insistenza peraltro dei nonni materni, fu mandato a scuola ma il suo carattere esuberante fece sì che il bimbo venisse cacciato. La madre allora decise di insegnargli a leggere e scrivere.

Keaton dunque mancava di scolarizzazione, ma sapeva perfettamente leggere, scrivere e tenere dei libri contabili precisi e accurati, anche se questo era un compito che non amava, preferendo, se possibile, delegarlo ad altri (per esempio, la moglie Eleanor gestiva il patrimonio e Keaton volle intestare a lei il loro conto bancario).

Keaton era inoltre molto portato per le attività meccaniche, di modellismo (passione ereditata dai figli). Infine, gestire e produrre i film richiedeva senz'altro una certa capacità organizzativa, nonché precisione e inventiva. Questi erano peraltro alcuni dei requisiti richiesti anche nel gioco del bridge, in aggiunta alla fantasia e alla prontezza di spirito: difatti Keaton era considerato all'epoca un eccellente giocatore.

Quando lavorava nei film sonori della MGM, Buster Keaton doveva recitare anche in lingua straniera (non esisteva il doppiaggio in quei primi anni) e si dimostrava molto versatile.

Keaton era perfettamente consapevole di non avere una cultura di base, preferiva quindi non interessarsi di politica; era, tuttavia, una persona che teneva gli occhi aperti su quello che lo circondava, e questo spirito di osservazione è presente nei suoi lavori in ogni periodo della sua vita, anche negli ultimi anni. Infatti non ripugnava la modernità e non la guardava con sospetto: lo dimostra il fatto che conosceva e ascoltava Elvis Presley e i The Beatles.

Alcolismo[modifica | modifica wikitesto]

Molto si è detto sull'alcolismo di Buster Keaton. Per certo questa dipendenza raggiunse livelli allarmanti tra il 1932 e il 1935, ma seguì un periodo di totale astinenza fino al 1940, anno in cui riprenderà a bere, ma non in maniera morbosa: all'epoca, infatti, si era sposato da poco con Eleanor Norris e come suggerisce Imogen Sara Smith nella sua biografia [7], con molta probabilità Keaton aveva fiducia nel proprio autocontrollo o - più semplicemente - sapeva che la sua giovane e attenta moglie gli avrebbe impedito di eccedere. Fino al 1955 Keaton consumò alcool e liquori in qualche occasione (mai quando lavorava), ma dopo aver sofferto a causa di una grave emorragia ( che lo portò quasi alla morte) scelse di rinunciare agli alcolici, fatta eccezione per due birre al giorno prima dei pasti. In contraddizione rispetto a ciò che Francesco Guccini sostiene nel brano Keaton,( scritto precedentemente da Claudio Lolli e modificato da Guccini stesso) l'attore non ha mai sofferto di cirrosi epatica: infatti, morì di cancro ai polmoni a causa della sua lunga vita di fumatore accanito.

Linguaggio cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Buster Keaton è stato uno dei mostri sacri del cinema muto a Hollywood, quella straordinaria stagione del cinema statunitense tra il 1915 e il 1928, come Charlie Chaplin o Erich von Stroheim.

La casa scombussolata di Una settimana (1920)

Il suo cinema fu un meccanismo con continui rovesciamenti di senso, all'insegna di un esercizio continuo della logica: gli oggetti cambiano di senso, le azioni semplici diventano complesse e quelle impossibili diventano facilissime, ciò che sembra innocuo diventa un pericolo e le avversità si rivelano aiuti impensati.

Nei suoi film il mondo reale diventa astratto, surreale, tutto ciò che è sbagliato è anche giusto e viceversa. Per esempio ne Il maniscalco (1922) un'inquadratura da lontano sembra mostrarlo intento a lavorare al fuoco, mentre invece si sta cuocendo due uova al tegamino; in Una settimana una casa prefabbricata montata male diventa una giostra che ruota su se stessa, ma alla fine gli abitanti scendono ringraziando per il giro.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

La quasi totalità dei cortometraggi interpretati tra il 1917 e il 1923 non hanno visto una normale distribuzione cinematografica e i titoli italiani sotto riportati sono quelli con cui sono stati pubblicati in una raccolta in 6 DVD.

Cortometraggi con Arbuckle[modifica | modifica wikitesto]

Film di due bobine, della durata tra i 15 e i 20 minuti della Comique Foil Corp. interpretati da Keaton e scritti e diretti da Roscoe "Fatty" Arbuckle, tranne ove indicato:

Film muti nel periodo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggio (sette bobine) per la Metro Pictures Corp. in cui Keaton è solo attore:

Cortometraggi (due bobine) con soggetto, sceneggiatura e interpretazione di Keaton. La regia, a meno di indicazione diversa, è di Keaton e Eddie Cline:

Mediometraggi e lungometraggi del periodo del muto. La regia, a meno di indicazione diversa, è dello stesso Keaton che ne è anche interprete:

Primi film sonori[modifica | modifica wikitesto]

A meno di indicazione diversa si tratta di lungometraggi:

Cortometraggi Educational Pictures[modifica | modifica wikitesto]

A meno di diversa indicazione la regia è di Charles Lamont:

Cortometraggi Columbia[modifica | modifica wikitesto]

A meno di diversa indicazione la regia è di Jules White:

Altri film[modifica | modifica wikitesto]

Buster Keaton e Silvana Pampanini nel film L'incantevole nemica

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il cantautore italiano Claudio Lolli ha intitolato una sua canzone Keaton, parlando di un personaggio che "naturalmente non sorrideva mai". La stessa canzone è stata successivamente ripresa da un altro cantautore, Francesco Guccini, che vi apporta un'aggiunta testuale in calce in cui parla di "Keaton quello vero", dove dipinge un flash delle riprese del film Due marines e un generale, descrivendolo come un alcolizzato alla fine della sua carriera. In realtà, Guccini dà un ritratto totalmente erroneo, in quanto Keaton non beveva da molti anni. Successivamente Lolli scrive una canzone che si intitola La fine del cinema muto, dove tra le tante si parla degli attori decaduti dopo l'avvento del sonoro, altro richiamo manifesto alla vita di Buster Keaton. Metaforicamente Lolli abbina quell'avvenimento allo sviluppo della società moderna, dimostrando che, come da lui detto in un'intervista, "... il progresso miete immancabilmente delle vittime." In realtà, Keaton recitò in molti film sonori riscuotendo un considerevole successo nei primi anni Trenta. Nel libro Cose Preziose di Stephen King un personaggio di nome Danforth Keeton viene soprannominato Buster - vista la somiglianza, forse in onore dello stesso Buster Keaton.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) AFI's 50 Greatest American Screen Legends, American Film Institute. URL consultato il 16 novembre 2014.
  2. ^ Con il termine buster si indicava qualcosa che rompe, spacca, stronca, in questo caso il capitombolo, ma significa anche "demolitore", "bimbo robusto".
  3. ^ Anita Loos, The Talmadge Girls, New York, Viking Adult, 1978, ISBN 978-0670693023.
  4. ^ a b c d Eleanor Keaton Jeffrey Vance, Buster Keaton Remembered, New York, Harry N. Abrams, 2001, ISBN 978-0810942271.
  5. ^ a b c d Marion Meade, Buster Keaton Cut to the Case, 1995, ISBN 9780306808029.
  6. ^ Marion Meade, Buster Keaton Cut To the Chase.
  7. ^ a b Imogen Sara Smith, Buster Keaton The Persistence of Comedy, CreateSpace Independent Publishing Platform;, ISBN 978-1494285593.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Richard J. Anobile (a cura di), Buster Keatons The general: starring Buster Keaton and Marion Mack (introduction by Raymond Rohauer with special interview with Marion Mack), New York, Darien House, 1975
  • Richard J. Anobile (a cura di), The best of Buster: the classic comedy scenes direct from the films of Buster Keaton, London, Hamish Hamilton, 1976
  • Piero Arlorio (a cura di), Il cinema di Buster Keaton, Roma, Samona e Savelli, 1972
  • Francesco Ballo, Buster Keaton, Milano, Mazzotta 1982 (ora pubblicato da Effetto Notte-Gialloverde, Milano 1995)
  • Francesco Ballo, Buster Keaton. One week, Lindau, Torino, 2000
  • Francesco Ballo, Introduzione a The General di Buster Keaton, Aosta, L'Eubage, 2001
  • Helga Belach - Wolfgang Jacobsen (herausgebers), Buster Keaton, Berlin, 1995
  • Robert Benayoun, Lo sguardo di Buster Keaton, Milano, Emme, 1982 (tit. orig. Le regard de Buster Keaton, Paris, Herscher, 1982)
  • John Bengtson, Silent echoes: discovering early Hollywood through the films of Buster Keaton, Santa Monica, Santa Monica Press, 2000
  • Rudi Blesh, Keaton, London, 1967
  • Simonetta Campana e Massimo Vecchi (a cura di), Buster Keaton, Roma, RAI Radiotelevisione italiana, 1972
  • Jean-Pierre Coursodon, Keaton & Co, Les burlesques américains du "muet", Paris, 1964
  • Jean-Pierre Coursodon, Buster Keaton; les films, la mise en scene, le gag, rapport au monde, rapport aux autres, themes keatoniens, la querelle du "comique pur.", Paris, Seghers, 1973
  • Giorgio Cremonini, Buster Keaton, Firenze, La Nuova Italia, 1976
  • Tom Dardis, Keaton: the Man Who Wouldn't Lie Down, London, Andre Deutsch, 1979
  • Saverio Fortunato, Buster Keaton, Roma, Skema, 1992
  • Michael Hanisch, Über sie lach(t)en Millionen, Buster Keaton, Harold Lloyd, Laurel & Hardy, Berlin, 1976
  • Andrew Horton (a cura di), Buster Keaton's Sherlock Jr., Cambridge, Cambridge University Press, 1997
  • Buster Keaton (con Charles Samuels), Memorie a rotta di collo, Roma-Napoli, Theoria, 1992, poi Milano, Feltrinelli, 1995
  • Eleanor Keaton - Jeffrey Vance, Buster Keaton Remembered, New York, 2001
  • Robert Knopf, The Theater and Cinema of Buster Keaton, Princeton, N.J.
  • Jean-Patrick Lebel, Buster Keaton, Paris, Editions universitaires, 1964
  • Marion Meade, Buster Keaton, Cut to the Chase, London, 1996
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  • David Robinson, Buster Keaton, London, Secker & Warburg in association with the British Film Institute, 1969
  • Gianni Rondolino, Buster Keaton, Edizioni A.I.A.C.E., 1970
  • Gianluca Solla, Buster Keaton. L'invenzione del gesto, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2016
  • Wolfram Tichy, Buster Keaton, Reinbek, 1983
  • Davide Turconi e Francesco Savio (a cura di), Buster Keaton, Venezia, MIAC, 1963 (pubblicato in occasione della retrospettiva "L'età dell'oro di Buster Keaton", 24. Mostra internazionale d'arte cinematografica, Venezia 1963)

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