Attore bambino

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Shirley Temple (1928-2014), la più celebrata attrice bambina della storia del cinema
L'attore bambino Carl Switzer (1927-1959), interprete del personaggio di Alfalfa nella serie Simpatiche canaglie.

Attore bambino è in generale chi durante l'infanzia interpreta un ruolo in un film, in uno spettacolo teatrale o in una fiction televisiva. Più specificamente la locuzione - in particolare l'equivalente inglese child actor - designa attori cinematografici e televisivi che raggiungono il successo in tenera età. In questi casi si parla talvolta di divo bambino[1] o anche genericamente di enfant prodige,[2] mentre il termine teenager actor è riservato a un adolescente.

L'attore bambino, specie nello star system hollywoodiano e al pari di altri giovanissimi artisti, è una figura che un diffuso luogo comune considera problematica: capace di progredire in una brillante carriera ma anche di finire in rovina, al punto che i media parlano talora enfaticamente di «maledizione dei divi bambini».[3]

Nella realtà tuttavia, sebbene solo un piccolo numero di attori bambini - come ad esempio Jodie Foster e Drew Barrymore - riesca a costruirsi una carriera adulta,[2] la maggior parte di essi approda comunque a una vita del tutto normale, perlopiù al di fuori del mondo dello spettacolo o anche al suo interno ma con ruoli diversi.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

William Betty come Amleto (1805)

L'impiego di bambini nello spettacolo (nel teatro, nel circo, nelle piazze e nelle fiere) è molto antico. Fino a quando alle donne era precluso il palcoscenico era comune che le parti femminili fossero affidate a giovani adolescenti. Nel Teatro elisabettiano si trovano attori adolescenti di sesso maschile che danno vita a intere compagnie, assai di moda all'epoca di Shakespeare (boy players).[5]

La presenza sempre più massiccia di attrici a partire dal XVII secolo riduce la presenza di attori bambini, in quanto i ruoli di bambino/a nel teatro e nell'opera sono ora di regola interpretati da giovani attrici e cantanti.[6] Ai bambini rimangono parti secondarie e di carattere che servono alla loro formazione e introduzione alla carriera scenica, secondo un percorso di apprendistato che di norma avveniva all'interno di compagnie professionali di attori, cui i bambini si aggregavano per legami familiari o per sfuggire alla fame e alla miseria. Se l'esperienza della crescita sul palcoscenico è comune a quasi tutti gli attori e attrici del tempo, delle loro esperienze di interpreti bambini non rimane memoria nelle cronache; solo al bambino prodigio è eccezionalmente dato un pubblico risalto come nel caso di William Betty[7] che nei primi anni dell'Ottocento si esibisce tredicenne nei principali teatri della Gran Bretagna in ruoli da attore adulto, incluso l'Amleto di William Shakespeare, celebrato nei dipinti dei pittori contemporanei come Margaret Sarah Carpenter, James Northcote, e John Opie.

Pubblicità della Marsh Troupe (1857)
Elsie Leslie come Little Lord Fauntleroy (1888)

Nel 1805, all'età di 13 anni, John Howard Payne, destinato egli stesso ad una brillante carriera di attore, pubblica su The Thespian Mirror una serie di note di critica teatrale che per la prima volta includono le biografie di alcuni bambini attori del tempo.[8] Se ne ricava che nel teatro in lingua inglese i giovani attori e attrici dell'epoca si perfezionavano in parti come quella del Duca di York in Richard III di Shakespeare o del giovane Norval in Douglas di John Home, per poi affrontare ruoli da protagonisti come quella del piccolo Pickle in The Spoiled Child (che rappresentata per la prima volta nel 1790 resta la più famosa opera teatrale per l'infanzia per tutta la prima metà dell'Ottocento).[9]

La situazione è in rapido mutamento. Nella società anglo-sassone dell'Ottocento si dà sempre più spazio alle problematiche dell'infanzia e si sviluppa una letteratura che ha al centro le esperienze e i sogni di ragazzi o ragazze: da Oliver Twist (1837-39) di Charles Dickens, al Peter Pan (1902) di James Matthew Barrie.[10] Pubblico e critica ora segnalano con rilievo il contributo dato dagli attori bambini al successo di importanti produzioni teatrali: Cordelia Howard ne La capanna dello zio Tom (New York, 1852), Ellen Terry in The Winter's Tale (London, 1856), Fay Templeton in A Midsummer Night's Dream (New York, 1873). Specialmente negli Stati Uniti, dove il teatro è più libero da censure e regole formali, si aprono nuove opportunità per i giovani interpreti di uscire dall'anonimato con la formazione di compagnie itineranti di attori bambini, come la "Marsh Troupe", attiva tra il 1855 e il 1863,[11] e il grande sviluppo del vaudeville.[12]

Ma è soprattutto il successo commerciale dei racconti per l'infanzia a imprimere la svolta, producendo una tradizione di adattamenti teatrali destinati al grande pubblico, che hanno per protagonisti bambini. Il bambino prodigio si trasforma nel moderno attore bambino, al quale non si chiede di ricoprire in età precoce ruoli di adulto, ma di interpretare ruoli protagonistici di bambino, senza che essi debbano essere affidati come di regola ad attori e attrici di età più matura.[13] È il caso di Bijou Heron in Oliver Twist (New York, 1874) e di Isa Bowman in Alice in Wonderland (London, 1888), ma soprattutto di Elsie Leslie, la prima piccola attrice a raggiungere la celebrità (e i compensi) di una star come protagonista a New York ne "Il piccolo Lord" (1888) e "Il principe e il povero" (1890).[14]

L'avvento del cinema: i primordi (1895-1914)[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del cinema si colloca quindi in un'epoca in cui l'interesse ai bambini attori è già vivo. Da parte loro, "i bambini si rivelano subito dotati di una naturale inclinazione a lasciarsi riprendere e, in un misto di incoscienza e narcisismo, appaiono attratti dall'idea di entrare nell'inquadratura, propensi a mostrarsi sullo schermo con lo stesso istintivo desiderio di esibizione che mostrano nella vita reale."[15] Già i primissimi cortometraggi realizzati dai fratelli Louis e Auguste Lumière contengono immagini delle loro figlie e da allora i bambini saranno nel cinema una presenza familiare e costante.[15]

Marie Eline nel 1910
Adele DeGarde a 13 anni (1912)

Assai di più del teatro di prosa e dell'opera lirica, il cinema si dimostra uno strumento tecnicamente adatto a cogliere le capacità espressive peculiari dell'infanzia. Da un lato "il bambino, non ancora preda dei turbamenti, delle crisi e delle contraddizioni dell'adolescenza, si offre alla macchina da presa così com'è, senza alcun filtro. Con le sue emozioni, le sue paure e le sue propensioni ludiche."[15] Dall'altro, il bambino acquista sullo schermo una presenza scenica diversa che sul palcoscenico: la macchina da presa è capace di coglierne in primo piano le espressioni anche più intime e di trasmetterle direttamente agli spettatori.

Gli studi cinematografici si strutturano come le compagnie teatrali del loro tempo. Ogni studio ha i suoi piccoli attori, impiegati nei ruoli più vari in decine e decine di cortometraggi e con orari e ritmi di lavoro intensissimi. Sono soprattutto bambine, considerate più affidabili, disciplinate e mature, capaci di interpretare all'occorrenza sia parti maschili che femminili e di conservare per più anni fino all'adolescenza un aspetto infantile. Nella loro breve carriera Gladys Egan, Adele DeGarde, e Marie Eline compaiono ciascuna in oltre 100 cortometraggi, alternando parti da protagoniste con ruoli di supporto. Sono le più attive in una folta schiera di giovani interpreti, che include anche Edith Haldeman, Yale Boss, Kenneth Casey, Dolores e Helene Costello, Edna May Weick, e molti altri piccoli professionisti.

Si dà inizio anche alle prime serie di cortometraggi comici con bambini come personaggi protagonisti.[16] La moda comincia in Europa, dove in Francia hanno grande successo René Dary (Bébé, 1910-15), Sarah Duhamel (Rosalie, 1911-13; Petronille, 1913-14), e René Poyen (Bout-de-Zan, 1912-16). In Italia troviamo Maria Bay (Firuli, 1911-16), Ermanno Roveri (Frugolino, 1913-14), e Eraldo Giunchi (Cinessino, 1913-15); in Gran Bretagna William Sanders[17] (Willy, 1910-16); Curt Bois in Germania. Gli Stati Uniti rispondono con Paul Jacobs[18] ("Little Billy", 1913-17) e Bobby Connelly ("Sonny Jim", 1914-15).

La tradizione del teatro fa ancora sentire fortemente il suo peso nel momento in cui si producono i primi lungometraggi. Specie per le parti drammatiche più impegnative si finisce per preferire giovani attrici dal fisico minuto e dall'aspetto adolescenziale, le quali possano interpretare ruoli maschili o femminili di età anche notevolmente inferiore alla loro, mentre agli attori bambini si riservano le parti di supporto.[19] Sono poche le eccezioni, tre le quali le più notevoli sono quelle di Gladys Hulette, John Tansey, Magda Foy, Paul Kelly, e Reginald Sheffield, bambini prodigio del teatro e del cinema, attivi in importanti produzioni sia a Hollywood che a Broadway.

La situazione pero' è in rapida evoluzione. Il cinema riflette la sempre maggiore attenzione che l'intera società dedica ai bambini, visti ora anche dal punto di vista giuridico come persone dotate di diritti e da essere difese contro lo sfruttamento degli adulti. Negli anni in cui negli Stati Uniti il National Child Labor Committee incarica il fotografo Lewis Hine di documentare le drammatiche condizioni del lavoro minorile, il cinema di Hollywood contribuisce alla causa con il film The Cry of the Children (1912) diretto da George Nichols (con protagonista la piccola Marie Eline), nel quale si includono immagini documentarie di bambini lavoratori.[20] Ci si comincia a preoccupare anche delle condizioni di lavoro dei tanti attori bambini ora impiegati nel mondo dello spettacolo. A New York nel 1914 viene aperta la Professional Children's School, la prima scuola specificatamente modellata per dare un'educazione ai bambini che lavoravano nel cinema, nel teatro e nel vaudeville, a New York e "on the road".[21]

L'epoca d'oro del muto (1915-1929)[modifica | modifica wikitesto]

Marie Osborne (Baby Mary), considerata la prima star bambina del cinema muto
Diana Serra Cary (Baby Peggy) nel 1922
Allen Hoskins nel 1923

Intorno alla metà degli anni dieci, il lungometraggio si impone come la misura standard della programmazione nelle sale e gli attori bambini, già affermati interpreti in cortometraggi, vi trovano sempre più spazio. Tra di essi emergono Lina Basquette, Mae Giraci, Ben Alexander, Frankie Lee, Peaches Jackson,[22] Mary Jane Irving, e altri ancora.

Marie Osborne Yeats ("Baby Mary Osborne") è la prima star bambina del cinema muto americano con una serie di film diretti da Henry King, tra cui Little Mary Sunshine (1916).[23] Nel 1918 Gordon Griffith riscuote grande successo come Tarzan bambino nel primo film sul personaggio della giungla, tanto da essere chiamato a ripetere il ruolo, questa volta come "figlio di Tarzan", nel 1920, anno in cui diventa anche il primo "Tom Sawyer" bambino della storia del cinema.[24] In Europa intanto l'ungherese Tibor Lubinszky è il primo attore bambino a interpretare i ruoli classici di "Il piccolo Lord" (1918), "Oliver Twist" (1919) e "The Prince and the Pauper" (1920), fino ad allora tradizionalmente riservati a giovani attrici.[25]

Nel 1921 il film Il monello (The Kid) segna un momento di svolta radicale.[15] Charlie Chaplin è il primo regista a intuire e a sfruttare fino in fondo le capacità protagonistiche che i bambini potevano avere davanti alla macchina da presa. A sei anni Jackie Coogan era già un attore consumato sia nel vaudeville sia sul set cinematografico.[26][27] All'indomani della prima guerra mondiale, segnata dal dramma di migliaia e migliaia di orfani, Coogan commuove con il suo personaggio di bambino povero, abbandonato, desideroso di affetto e al tempo stesso pieno di vita, di intraprendenza e di speranza nel futuro. Il suo stile realistico di interpretazione si ripete con successo negli anni seguenti, da Oliviero Twist (1922) a The Rag Man (1925), ed offre un modello per un'intera generazione di attori bambini, a cominciare da Diana Serra Cary ("Baby Peggy"), l'altra stella emergente dei primi anni venti negli Stati Uniti.[28] Ma l'impatto è ancora più profondo.

Da un lato, l'esperienza della serie delle Simpatiche canaglie, vera fucina di giovani talenti dal 1922 al 1944, conferma che c'è un mercato vasto e remunerativo per film interpretati da bambini. Negli anni venti la serie lancia al successo bambini come Peggy Cartwright, Mary Kornman, Mickey Daniels, Jackie Condon, Joe Cobb, Jean Darling e Mary Ann Jackson, ed è fra l'altro la prima ad includere nel gruppo dei protagonisti con un ruolo di assoluto rilievo anche i piccoli attori afro-americani Ernie "Sunshine Sammy" Morrison, Allen "Farina" Hoskins, e Eugene "Pineapple" Jackson.[29] Il contratto firmato tra la Kellogg e la produzione delle Simpatiche canaglie segna anche l'ingresso degli attori bambini nel mercato della pubblicità in una simbiosi che al tempo stesso sfrutta la loro popolarità e la rinforza, contribuendo ad una loro presenza sempre più diffusa nella società intera.[30]

D'altro lato, a differenza di quanto avveniva nel teatro, i registi sono ora più propensi ad impiegare attori bambini non solo come protagonisti in film per ragazzi (Virginia Davis), ma anche per parti di primo piano in importanti produzioni per adulti. È questo il caso di Philippe De Lacy[31] negli Stati Uniti; Jean Forest e André Heuzé in Francia; Martin Herzberg in Germania. Anche nella ristretta schiera di coloro che si affermano come affidabili interpreti in numerosi ruoli di comprimari (Frankie Darro, Mickey McBan, Pat Moore), può capitare l'occasione della vita, come a Michael D. Moore in Il re dei re (1927) e a Robert Gordon in The Jazz Singer (1927).[32]

Anche gli attori bambini del cinema vedono ora riconosciuta la loro professionalità. Come già a New York per i piccoli interpreti di Broadway, si apre nel 1925 anche in California la prima scuola specificamente dedicata ai piccoli interpreti di Hollywood (The Hollywood Conservatory of Music and Arts, poi Hollywood Professional School).[33]

L'avvento del sonoro: gli anni trenta[modifica | modifica wikitesto]

Con il passaggio dal muto al sonoro, si rafforza la presenza e il ruolo degli attori bambini. Il primo di essi ad acquisire notorietà nel sonoro è il piccolo Davey Lee (Sonny Boy), che lanciato al successo da Al Jolson è protagonista tra il 1928 e il 1930 di sei lungometraggi nei quali può far mostra anche delle proprie doti canore.

Il cinema scopre di essere ora in grado di utilizzare pienamente, e meglio di ogni altro mezzo, la recitazione "naturale" dei bambini, cogliendo le loro espressioni e la loro voce senza alcuna forzatura. Il gruppo delle Simpatiche Canaglie raggiunge l'apice della sua notorietà negli anni trenta, grazie all'apporto di attori come Jackie Cooper,[34] Norman "Chubby" Chaney, Donald Haines, George "Spanky" McFarland,[26] Tommy "Butch" Bond, Scotty Beckett,[34] Dickie Moore,[26][34] Carl "Alfalfa" Switzer e Darla Hood. La serie, fra l'altro, continua ad essere la sola dove attori afro-americani (ora Matthew "Stymie" Beard e Billie "Buckwheat" Thomas) lavorino come co-protagonisti, mentre ad Harold Nicholas, giovanissimo e talentuoso ballerino del duo Nicholas Brothers, il cinema di Hollywood offriva solo brevi sequenze che potessero essere tagliate quando i film erano distribuiti nelle sale del Sud segregazionista.[35]

A riprova che gli attori bambini ad Hollywood non sono più presenza marginale, il film Skippy (regia di Norman Taurog, 1931) è il primo film interpretato da bambini ad essere premiato con un Oscar e tre nominations. Il protagonista Jackie Cooper, che ha lasciato le Simpatiche canaglie per entrare nel grande cinema, diventa a 9 anni il più giovane interprete ad essere nominato all'Oscar come miglior attore.[36] Famosi rimangono i suoi film in coppia con Wallace Beery: Il campione (1931), The Bowery (1933), L'isola del tesoro (1934), and Il circo (1935).[26][37]

Se Jackie Cooper è l'erede di Jackie Coogan, Freddie Bartholomew lo è di Philippe De Lacy, del quale ripete il ruolo del figlio di Anna Karenina nella versione sonora del 1935 sempre interpretata da Greta Garbo. Per alcuni anni, Bartholomew è l'attore bambino più pagato di Hollywood, con una serie importante di successi, da David Copperfield (1935) a Lord Fauntleroy (1936) e Capitani coraggiosi (1937).[26][38]

Shirley Temple con un'ammiratrice di eccezione, First Lady Eleanor Roosevelt

Ma gli anni trenta sono soprattutto il decennio di Shirley Temple,[15] la quale ottiene una notorietà (e una retribuzione) da grande star del cinema con una serie di film di grande successo popolare, da Bright Eyes (1934) a The Little Colonel (1935), Riccioli d'oro (Curly Top, 1935), Wee Willie Winkie (1937), Heidi (1937), The Little Princess (1939). Nel 1935 riceve un Oscar speciale in riconoscimento del suo talento e come segno di gratitudine per aver largamente contribuito con gli incassi dei suoi film alla sopravvivenza dell'industria cinematografica nei difficili anni della Grande Depressione.[36] Temple è un'attrice completa, il cui precoce talento, manifestatosi sin dai primi cortometraggi, trova piena espressione nel sonoro. La bambina recita, balla, canta e si mostra perfettamente a suo agio nell'interagire anche con le più celebrate star del cinema americano, così come lo è di fronte alle numerose personalità della società e della politica che incontra al di fuori del set.[39]

Bobby Breen è in quegli anni il corrispettivo maschile di Shirley Temple. Nato in Canada, dotato di buona presenza scenica ma soprattutto di una voce eccezionale, è uno dei cantanti più popolari degli anni '30 in America e protagonista tra il 1936 e il 1939 di ben 8 film di grande successo commerciale, da Let's Sing Again (1936) a Way Down South (1939).[40]

Anche Mickey Rooney, Deanna Durbin e Judy Garland raggiungono grande fama negli anni trenta con un lungo apprendistato di attori e cantanti bambini nel teatro e nel cinema, che vale a ciascuno di loro il riconoscimento dell'Oscar giovanile tra il 1939 e il 1940.[36] Per anni continueranno da giovani attori ad interpretare parti di adolescenti.[41]

Fuori dal coro, Bonita Granville viene nominata all'Oscar per un parte che si distacca dallo stereotipo imperante dell'infanzia come era dell'innocenza e della bontà. Nel film La calunnia (1936) è una bambina perfida e viziata pronta a rovinare la vita di due sue insegnanti con le proprie calunnie.[34][36]

Il divismo degli attori bambini a Hollywood è all'origine delle prime pubblicazioni celebrative,[42] ma anche di una serie infinita di cause legali, che oppongono famosi attori bambini come Jackie Coogan e Freddie Bartholomew a membri delle loro stesse famiglie, circa l'usufrutto dei loro consistenti profitti. Nel 1939 si giunge finalmente in California all'approvazione di una legge (la cosiddetta Coogan Law) che salvaguardia una porzione degli introiti per la maggiore età del minore e regolamenta le condizioni di lavoro spesso massacranti cui i bambini erano spesso sottoposti, offrendo loro la possibilità di conciliare studio e lavoro e di avere maggiore tempo libero.[43].

Il fenomeno degli attori bambini dall'America si espande ad altri paesi, pur senza raggiungere forme comparabili di divismo.[15] La Francia ha Robert Lynen (Pel di carota, 1932), l'Inghilterra ha i gemelli Billy e Robert Bautch (Il principe e il povero, 1937). L'indiano Sabu è il primo attore bambino non di origine europea ad acquisire notorietà nel cinema con la sua interpretazione di La danza degli elefanti (1937), Il principe Azim (1938) e Il ladro di Bagdad (1940).[44] Nella Germania nazista (Jürgen Ohlsen in Hitlerjunge Quex, 1933) e nella Russia sovietica (Aleksei Lyarsky ne L'infanzia di Maxim Gorky, 1938) gli attori bambini sono sfruttati dalla propaganda ideologica diretta alle giovani generazioni come efficaci simboli e modelli di eroismo e idealismo; ai due giovani attori, prigionieri del loro ruolo, non resterà altra alternativa nella loro vita futura che di cadere in disgrazia (Ohlsen) per non essersene dimostrato all'altezza o di identificarsene fino in fondo (Lyarsky), fino alla morte sul campo di battaglia.[45]

Gli anni quaranta: l'impatto del neorelismo[modifica | modifica wikitesto]

Franco Interlenghi e Rinaldo Smordoni in Sciuscià (1946)

La serie delle Simpatiche canaglie giunge alla sua conclusione nei primi anni quaranta, non prima di aver lanciato altri giovani talenti come Mickey Gubitosi e Billy Laughlin. I gusti erano cambiati ma soprattutto gli attori bambini erano divenuti una presenza ormai radicata e diffusa nell'industria dell'intrattenimento. Dal 1939 al 1947 Johnny Sheffield è il popolarissimo "Boy", figlio adottivo di Tarzan e Jane, in una lunga serie di film.[26][46] Margaret O'Brien,[26] Dean Stockwell[34] e Bobby Driscoll[26] sono i più prolifici e richiesti tra gli attori bambini professionisti del periodo, con una lunga serie di film di successo. Anche Elizabeth Taylor[47] e Natalie Wood[26] raggiungono i loro primi successi già da bambine rispettivamente nei film Gran Premio (1944) e Il miracolo della 34ª strada (1947).

Il cinema è continuamente alla ricerca non solo di nuovi talenti ma di nuove prospettive. Alcuni registi non si accontentano di raccontare storie di bambini ma cercano di esplorare la realtà (anche nei suoi aspetti più crudi e drammatici) attraverso gli occhi dei bambini. È così con Roddy McDowall in Com'era verde la mia valle (1941),[26][34] Luciano De Ambrosis in I bambini ci guardano (1942), e Peggy Ann Garner in Un albero cresce a Brooklyn (1945). È il preludio alla grande svolta neorealistica del cinema italiano del dopoguerra che nei film di Vittorio De Sica e Roberto Rossellini si afferma a livello internazionale anche in larga misura attraverso l'interpretazione spontanea di bambini attori non professionisti come Franco Interlenghi e Rinaldo Smordoni in Sciuscià (1946); Alfonsino Pasca in Paisà (1946); Enzo Staiola in Ladri di biciclette (1948); e Edmund Meschke in Germania anno zero (1948).[15] Con l'unica eccezione di Franco Interlenghi (destinato poi ad una lunga carriera di attore da adulto), per questi bambini la notorietà resta legata a un solo film nel quale è stato loro chiesto di interpretare se stessi.[15]

La lezione del neorealismo si fa sentire nella produzione di film documentari o semi-documentari che mettono al centro le sofferenze dei bambini nell'immediato dopoguerra (e in cui per la prima volta si fa riferimento esplicito al dramma dell'Olocausto), come The Children of Europe (regia di Theodore Andrica, 1947), Our Children (Unzere Kinder, regia di Natan Gross e Shaul Goskind, 1948) o Somewhere in Europe (Ungheria, 1948). Il cinema di Hollywood risponde con Ivan Jandl in Odissea tragica (1948), la storia di un bambino e di sua madre che, sopravvissuti ai campi di concentramento ma separati l'uno dall'altra, si cercano in una Germania distrutta dalla guerra. L'influenza del neo-realismo si avverte anche in generi distanti, come il racconto storico di Oliver Twist (1948), che nell'interpretazione di John Howard Davies diventa cruda denuncia dello sfruttamento minorile, o i thriller Idolo infranto (1948) con Bobby Henrey e La finestra socchiusa (1949) con Bobby Driscoll.

All'innocenza dei bambini è associata una sensibilità particolare che li porta ad essere protagonisti di storie che li pongono al contatto con il soprannaturale. Ann Carter ne Il giardino delle streghe (The Curse of the Cat People, 1944) e Dean Stockwell ne Il ragazzo dai capelli verdi (1948) offrono i primi esempi di bambini la cui innocenza e sensibilità li rende capaci di esperienze paranormali, cui gli adulti sono esclusi.

Nel decennio Hollywood premia questi giovanissimi talenti con uno speciale Oscar giovanile assegnato a Margaret O'Brien, Peggy Ann Garner, Claude Jarman (Il cucciolo, 1946), Ivan Jandl, e Bobby Driscoll.[36]

La televisione e il ritorno agli attori professionisti (gli anni '50)[modifica | modifica wikitesto]

La giovane Lauren Chapin con il cast di Papà ha ragione (1954-60)

In Bellissima (Italia, 1951) Luchino Visconti erge una bambina (Tina Apicella) a simbolo della ricerca ossessiva di piccoli talenti naturali da sacrificare all'illusione del successo. La grande stagione del Neorealismo italiano si chiude così con un personaggio che "sembra criticare l'illusione creata proprio dai film neorealisti: quella di giovanissime star passate come meteore nell'universo cinematografico."[15] Il modello neorealista rimane comunque vivo, negli anni cinquanta, a livello internazionale, dove si continuano a preferire interpreti non professionisti come Georges Poujouly e Brigitte Fossey (Giochi proibiti, Francia, 1952), Pablito Calvo (Marcelino pan y vino, Spagna, 1955), Subir Bannerjee (Pather panchali, India, 1955; Il lamento sul sentiero); e Jean-Pierre Léaud (The 400 Blows, Francia, 1959).

Il cinema americano, con l'unica notevole eccezione di Richie Andrusco in Little Fugitive (1953), torna invece a privilegiare attori bambini che abbiano ricevuto un apprendistato più formale. Sia Brandon De Wilde (Il membro del matrimonio, 1952) che Patty McCormack (Il giglio nero, 1956) arrivano al cinema ripetendo la parte che li ha resi celebri a Broadway. Entrambi affronteranno altri film importanti, De Wilde ne Il cavaliere della valle solitaria (1953) e Addio, lady (1956),[26][34] and McCormack in All Mine to Give (1956); entrambi riceveranno la nomina all'Oscar per loro interpretazioni. L'unico Oscar giovanile del decennio è assegnato agli inglesi Jon Whiteley e Vincent Winter in I confini del proibito (1953).[36] Notevole impressione suscitano anche George Winslow[48] opposto a Marilyn Monroe in Gli uomini preferiscono le bionde (1953); Michel Ray in La più grande corrida (1954); Richard Eyer in La legge del Signore (1956); e in particolare Billy Chapin in La morte corre sul fiume (1956).

La televisione comincia a offrire le prime parti importanti a molti giovani attori e la prospettiva non solo di un valido apprendistato ma di una continuità di lavoro che cinema e teatro non potevano loro garantire. Il piccolo schermo contribuisce al tempo stesso ad ampliare le loro possibilità espressive, prima di tutto con la produzione di popolari serie per ragazzi come le Le avventure di Rin Tin Tin (1954-59) con Lee Aaker;[49] Lassie (1954-57) con Tommy Rettig (giunto alla televisione dopo i successi cinematografici di Le 5000 dita del Dr. T nel 1953 e La magnifica preda nel 1954);[50] e Furia cavallo del West (1955-60) con Bobby Diamond.[51] Gli attori bambini trovano spazio anche in popolari "serie per famiglia": The Ruggles (1949-52) con Judy Nugent e Jimmy Hawkins; The Adventures of Ozzie and Harriet (1952-66) con Ricky Nelson; Make Room for Daddy (1953-65) con Rusty Hamer, Sherry Jackson e Angela Cartwright; Papà ha ragione (1954-60) con Lauren Chapin; Il carissimo Billy (1957-63) con Jerry Mathers, anch'egli giunto alla televisione dopo la positiva esperienza al cinema ne La congiura degli innocenti (1955) di Alfred Hitchcock;[52] e The Donna Reed Show (1958-66) con Paul Petersen. Nel 1951 l'opera lirica "Amahl and the Night Visitors" di Gian Carlo Menotti, la prima prodotta espressamente per la televisione, mostra come grazie alla ripresa televisiva i bambini possano proporsi come protagonisti anche nell'opera lirica, portando al successo giovani interpreti come Chet Allen e Bill McIver.[53] Dal 1955 al 1959, Il club di Topolino (The Mickey Mouse Club) svolge una funzione analoga a quella esercitata dalle Simpatiche canaglie nei decenni precedente, offrendo una importante vetrina per un'intera generazione di giovani attori e cantanti, come Sharon Baird, Bobby Burgess, Lonnie Burr, Tommy Cole, Annette Funicello, Darlene Gillespie, Cubby O'Brien, Karen Pendleton, Doreen Tracey, e molti altri.

I personaggi dei bambini negli anni cinquanta si fanno più complessi e sfaccettati. Con Billy Gray in Ultimatum alla Terra (1951), Jimmy Hunt in Gli invasori spaziali (1953), Robert Lyden nella serie televisiva Rocky Jones, Space Ranger (1954), e Michel Ray in I figli dello spazio (1958) la fantascienza si aggiunge ai generi offerti agli attori bambini, ancora sfruttando la loro curiosità e innocenza e la loro disponibilità ad accogliere il nuovo o la loro prontezza a reagire al pericolo in contrasto ai dubbi e alle paure degli adulti.[54] Sul versante opposto, Patty McCormack mostra come il male non sia estraneo all'infanzia e posso produrre tragici risultati, offrendo in Il giglio nero (The Bad Seed, 1954 dramma e 1956 film) un inquietante ritratto di bambina psicotica e priva di rimorsi che giunge coscientemente all'omicidio.[55]

Il musical degli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Foto pubblicitaria del musical The Sound of Music

Gli attori bambini sono ormai una presenza riconosciuta nel cinema internazionale. I nomi di molti di loro sono inclusi nello Hollywood Walk of Fame, a cominciare dall'8 febbraio 1960 quando il riconoscimento fu dato a Shirley Temple, Jackie Coogan, Jackie Cooper, Freddie Bartholomew, Mickey Rooney, e Judy Garland.[56]

Negli anni sessanta gli attori bambini coprono ormai una gamma amplissima di registri, dagli estremi dell'innocenza e del sacrificio a quelli della malvagità e della perversione.

I bambini sono la consolazione dei loro genitori: Ron Howard in Una fidanzata per papà (1963); Karen Dotrice e Matthew Garber in Le tre vite della gatta Tomasina e Mary Poppins (entrambi del 1964); Bill Mumy in Erasmo il lentigginoso (1965). Questa caratteristica si accentua specie nelle serie televisive, dove curiosamente gli attori bambini sono quasi tutti chiamati ad interpretare la parte di figli unici di genitore vedovo/a e l'intera azione si incentra proprio sulla stretta relazione tra genitore e figlio. È così per Ron Howard in The Andy Griffith Show (1960-68); Marc Copage, primo attore bambino afro-americano in una serie non stereotipata in Giulia (1968-71);[57] e Brandon Cruz in Una moglie per papà (1969-72).

Gli stessi "adorabili" bambini possono tuttavia trasformarsi in mostri omicidi, come Martin Stephens ne Il villaggio dei dannati (1960)[54] o lo stesso Bill Mumy nel celebre episodio (It's a Good Life, 1961) di Ai confini della realtà.[58] Da oggetto del desiderio la bambina (Sue Lyon) diventa cinica seduttrice in Lolita (1962) in uno dei più controversi film degli anni sessanta.[59] Nel film Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) Betty Davis è un ex-attrice bambina trasformatasi da adulta in un personaggio d'orrore, quasi a voler rivelarne la natura nascosta.[55] Il racconto post-apocalittica Il signore delle mosche (1963, con James Aubrey), basato su un romanzo di William Golding, demolisce il mito dell'innocenza "naturale" dei bambini, mostrando i velocissimi effetti "regressivi" che l'abbandono ha su un gruppo di bambini "civilizzati" una volta che siano lasciati a se stessi in un'isola deserta.[60] Alla televisione si trasmettono ben due serie che prendono in giro questi film d'orrore che coinvolgono ora anche i bambini: La famiglia Addams (1964-66, con Lisa Loring e Ken Weatherwax);[61] e I mostri (1964-66, con Butch Patrick).

Anche laddove i bambini siano riproposti come eroi positivi, il cinema si sofferma sui terribili risvolti a livello psicologico dell'odio che si trovano a combattere: sia esso la guerra per Nikolai Burlyayev ne L'infanzia di Ivan (1962) di Andrej Tarkovskij o l'intolleranza razziale per Mary Badham e Phillip Alford ne Il buio oltre la siepe (1962), o la follia omicida di un adulto per William Dix in Nanny, la governante (1965).

L'ultimo Oscar giovanile viene assegnato nel 1960 ad una giovane attrice Hayley Mills, capace di esprimersi con grande abilità sia nelle parti più sentimentali e di intrattenimento (Il segreto di Pollyanna, 1960; Il cowboy con il velo da sposa, 1961) che in parti più complesse e drammatiche (The Tiger Bay, 1959; Whistle Down the Wind, 1962).[26][36]

Nel 1965 e nel 1968 l'Oscar per i miglior film va a due musical (The Sound of Music e Oliver!), in cui c'è una presenza fondamentale di un cast di attori-cantanti bambini.[36] Prima della sua versione cinematografica (conosciuta in Italia con il titolo di Tutti insieme appassionatamente), il musical The Sound of Music con musiche di Richard Rodgers e testi di Oscar Hammerstein aveva debuttato in teatro a Broadway nel novembre 1959 e a Londra nel 1961, ricevendo accoglienze trionfali; l'intero cast dei bambini venne nominato ai Tony Awards.[62] Anche Oliver! con musiche e testi di Lionel Bart si era affermato dapprima in teatro con fortunate produzioni, a Londra dal giugno 1960 e quindi a Broadway dal gennaio 1963.[63] A ricoprire nella trasposizione cinematografica il ruolo di Oliver, che a Londra era stato di Keith Hamshere e a New York di Bruce Prochnik, fu scelto Mark Lester il quale non aveva una formazione di cantante (tanto da dover essere doppiato) ma era un attore bambino già con una buona esperienza nel cinema e nella televisione.[26][34] Sull'onda del successo di questi due musical, altri spettacoli offrono parti di rilievo a attori bambini. Nel 1966 Frankie Michaels riceve a 10 anni il Tony Award per la sua interpretazione del giovane Patrick nel musical "Mame" a Broadway.[64] Dagli anni sessanta, grazie anche alla diffusione e al perfezionarsi delle tecniche di amplificazione della voce sul palcoscenico,[65] il musical si affianca stabilmente al cinema e alla televisione come uno dei principali veicoli di successo per gli attori bambini.

Sulla spinta del successo commerciale di film come Appuntamento sotto il letto (1968) e C'è un uomo nel letto di mamma (1968), anche alla televisione si affermano con La famiglia Brady (1969-74) (padre, madre e sei figli) show che mostrano famiglie numerose con figli di età anche molto diversa, il che permette di sfruttare le abilità di alcuni attori bambini già affermati, dando tempo nel frattempo ad altri di crescere sullo schermo per diversi anni.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Adam Rich nel 1977
Michael Jackson (al centro) con i fratelli

Nel 1974 Tatum O'Neal diventa a dieci anni la più giovane vincitrice di un premio Oscar in Luna di carta (1973).[36] Interpreta un ruolo simpatico di bambina precoce e smaliziata che mostra già una comprensione da adulto dei fatti della vita. In suo ruolo sarà ripreso nel 1974 nell'omonima serie televisiva da Jodie Foster, la più famosa e versatile attrice bambina di quegli anni, capace di passare con naturalezza da ruoli in film per bambini (Due ragazzi e un leone, 1972, e Tom Sawyer, 1973, sempre al fianco di Johnny Whitaker) a parti drammatiche (Alice non abita più qui, 1974; Taxi Driver, 1977).[66] Lo stesso registro di precocità è al centro delle interpretazioni di Quinn Cummings in Goodbye amore mio! (1977) e di Justin Henry in Kramer contro Kramer (1979), che valgono loro la nomina al premio Oscar.[36]

Gli anni settanta sono forse l'epoca più fosca per gli attori bambini. Si rompe ogni limite: Linda Blair è posseduta dal demonio in L'esorcista (1973), Jonathan Scott-Taylor è l'Anticristo in Il presagio (1976). Cade anche il tabù sulla sessualità dei bambini che diventano cosciente oggetto di desiderio degli adulti, in modo ancora ambiguo con Björn Andrésen in Morte a Venezia (1971) ma già esplicito con le prostitute bambine interpretate da Jodie Foster in Taxi Driver (1977) e Brooke Shields in Pretty Baby (1979).

Non mancano tuttavia le occasioni di emergere anche nel genere di fantasia e di intrattenimento: Peter Ostrum in Willy Wonka & the Chocolate Factory (1971); Johnny Whitaker in Tom Sawyer (1973); Andrea McArdle in Anne: The Musical (1977); Sean Marshall in Elliott il drago invisibile (1977); Kelly Reno in Black Stallion (1979). Cary Guffey in Incontri ravvicinati del terzo tipo (regia di Steven Spielberg, 1977) apre un nuovo filone nel film di fantascienza che vede nel bambino il mediatore privilegiato dell'incontro con il mondo alieno, filone che lo stesso Spielberg ed altri registi svilupperanno con grande ampiezza negli anni ottanta.[67]

Con la fine della segregazione razziale si aprono anche a Hollywood nuove possibilità per attori afroamericani.[57] Kevin Hooks è il primo attore bambino afroamericano cui sia data l'occasione di una parte importante non stereotipata nel film Sounder (1972). Alla televisione, in Il mio amico Arnold (1978-86) due bambini afroamericani (Gary Coleman e Todd Bridges) adottati nella finzione da un padre bianco diventano i primi attori afro-americani protagonisti di una serie televisiva di successo, mentre The Waltons (1972-81), Little House on the Prairie (1974-82), e Eight Is Not Enough (1977-81) (con Adam Rich) proseguono il filone già affermato di serie con numerosi attori bambini. La seconda edizione de Il club di Topolino (The New Mickey Mouse Club, 1977-79) vede impegnato un piccolo gruppo di giovani interpreti a rappresentare la crescente diversità etnica della società americana: tra di essi emergono Lisa Whelchel, Julie Piekarski, e Kelly Parsons.

A livello internazionale si segnalano: Benoît Ferreux in Soffio al cuore (1971), Samy Ben-Youb in Madame Rosa (1977); David Bennent in Il tamburo di latta (1979).

Nel 1978 viene creata la Young Artist Association, un'organizzazione non-profit destinata a sostenere attori bambini o adolescenti, attraverso iniziative legislative, borse di studio ed un premio annuale che riconoscesse i giovani talenti nel cinema, televisione, teatro e musica. La prima cerimonia per il conferimento degli Young Artist Awards si tiene nell'ottobre 1979 in California e da allora si è ripetuta annualmente. Tra i premiati per la loro attività negli anni '70 si sono Diane Lane e Thelonious Bernard, protagonisti del film A Little Romance (1979), Justin Henry in Kramer contro Kramer (1979), Adam Rich e Gary Coleman per le serie televisive Eight Is Enough e Il mio amico Arnold, e il giovane Michael Jackson (bambino prodigio per eccellenza nella musica di intrattenimento degli anni '70).

Gli anni ottanta e il ritorno all'innocenza perduta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '80 si avverte un deciso cambio di tendenza sia da parte del pubblico e della critica. Ad essere premiati con lo Young Artist Award, cui dal 1984 si affianca il Saturn Award per il miglior attore emergente, sono ora in prevalenza attori bambini protagonisti di film di avventura, fantasia, e buoni sentimenti: Ricky Schroder in Il piccolo Lord (1980); Jonathan Ke Quan in Indiana Jones and the Temple of Doom (1980); Henry Thomas in E.T. (1982); Aileen Quinn in Annie (1982); Heather O'Rourke nella trilogia di Poltergeist (1982-88); Noah Hathaway ne La storia infinita (1984); Sean Astin in The Goonies (1985); Barret Oliver in D.A.R.Y.L. (1985); Carrie Henn in Aliens - Scontro finale (1986); Christian Bale in L'impero del sole (1987); Fred Savage in La storia fantastica (1987) e Viceversa, due vite scambiate (1988); e Adan Jodorowsky in Santa Sangre (1989).

Anche laddove si mantenga una maggiore vena realistica, il personaggio non perde la propria innocenza pur nell'affrontare situazioni tragiche: una difficile situazione familiare (Beril Guve in Fanny and Alexander, 1981; Anton Glanzelius in La mia vita a quattro zampe, 1985); la povertà e il degrado del proprio ambiente sociale (Garry Cadenat in Sugar Cane Alley, 1984; Danny de Munk in Ciske de Rat, 1984; Pelle Hvenegaard in Pelle alla conquista del mondo, 1986; River Phoenix in Stand by Me, 1986); la guerra (Sebastian Rice-Edwards in Hope and Glory (1987), l'Olocausto (Gaspard Manesse e Raphaël Fejtö in Arrivederci ragazzi, 1987), persino l'esperienza di una catastrofe nucleare (Ross Harris in Testament, 1983). Questo dimensione di ritrovata innocenza di fronte alle difficoltà è sintetizzata nell'interpretazione più popolare degli anni ottanta a livello internazionale: Salvatore Cascio in Nuovo Cinema Paradiso (1988), il film di Giuseppe Tornatore, premio Oscar come miglior film straniero.[36] Cascio riceve anche lo Young Artist Award.

Negli anni ottanta, alla televisione si afferma Kim Fields in L'albero delle mele (1979-88) e soprattutto il gruppo di attori bambini (Malcolm-Jamal Warner, Tempestt Bledsoe, Keshia Knight Pulliam, Deon Richmond, Raven-Symoné) ne I Robinson (The Cosby Show, 1984-92), primo programma di successo interamente incentrato sulle vicende di una famiglia afroamericana.[57]

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1990 l'ennesimo suicidio di un ex attore bambino, Rusty Hamer, a pochi anni di distanza da quelli di Trent Lehman e Tim Hovey, scosse il mondo dello spettacolo. Numerosi articoli ed interviste apparvero sulla stampa a testimoniare le difficoltà di adattamento alla vita adulta per molti ex attori bambini. Paul Petersen, anch'egli ex attore bambino, si fece promotore della costituzione di un'organizzazione non-profit, A Minor Consideration, che, ufficialmente operante dal gennaio 1991, ha da allora svolto un ruolo importante nel sostegno agli attori bambini in tutti gli stadi della loro esperienza di vita.[68]

Con il film Mamma, ho perso l'aereo (1990), Macaulay Culkin diventa la star del decennio nel film di intrattenimento.[15] Assieme a lui, Elijah Wood, Joseph Mazzello e Brad Renfro, tutti vincitori di Young Artist Awards, sono i più popolari attori bambini nella prima metà degli anni novanta, contribuendo al successo di film come Jurassic Park (1993), Shadowlands (1993) o Il cliente (1994), talora interagendo fra di loro in film come Il grande volo (1992), The Good Son (1993), e The Cure (1995). Anna Paquin vince il premio Oscar quale miglior attrice non protagonista in Lezioni di piano (1993).[36] Kirsten Dunst viene nominata ai Golden Globe per la sua interpretazione in Intervista col vampiro (1994), ripetendosi in Jumanji (1995) al fianco di Bradley Pierce. A livello internazionale si segnalano Julien Ciamaca in My Father's Glory & My Mother's Castle (Francia 1990); Victoire Thivisol in Ponette (Francia, 1996); Misha Philipchuk in Il ladro (Russia, 1997); Vinícius de Oliveira in Central do Brasil (Brasile, 1998); e soprattutto Giorgio Cantarini ne La vita è bella (1997), film vincitore di tre Premi Oscar;[36] anche a lui va il Young Artist Award. Fa la sua prima comparsa anche la vicenda di un bambino terrorista nel film The Boy from Lebanon (1994).

Alla fine degli anni novanta il regista Michael Night Shyamalan ripropone il modello del bambino che spinto della propria sensibilità entra in contatto con il soprannaturale, prima con il film Ad occhi aperti (1998) con Joseph Cross[69] e poi con l'eccezione successo di The Sixth Sense - Il sesto senso (1999) con Haley Joel Osment[70] che, nominato all'Oscar,[36] confermerà il suo talento in A.I. - Intelligenza Artificiale (2001) di Steven Spielberg.[15]

A partire dal 1996, il Critics' Choice Movie Award al miglior giovane interprete si aggiunge allo Young Artist Award e al Saturn Award per il miglior attore emergente. Tra gli attori bambini che ricevano questi premi si segnalano: Jonathan Brandis in La storia infinita 2 (1990); Elijah Wood in L'innocenza del diavolo (1993); Kirsten Dunst in Intervista col vampiro (1994); Lucas Black in Lama tagliente (1996); Jonathan Lipnicki in Jerry Maguire (1996); Jane Malone in Contact (1997); e Jurnee Smollett-Bell in La baia di Eva (1997).

Alla televisione gli attori bambini contribuiscono in modo determinante al successo di serie che dagli Stati Uniti rimbalzano sulle reti di mezzo mondo: Neil Patrick Harris in Doogie Howser (1989-93); Sara Gilbert e Michael Fishman in Pappa e ciccia (Roseanne, 1988-97); Zachery Ty Bryan, Taran Noah Smith, e Jonathan Taylor Thomas in Quell'uragano di papà (Home Improvement, 1991-99); Jodie Sweetin, Mary-Kate Olsen e Ashley Olsen in Gli amici di papà (Full House, 1987-95); Fred Savage in Blue Jeans (The Wonder Years, 1988-93); Madeline Zima in La tata (1993-99); Ben Savage in Crescere, che fatica! (Boy Meets World, 1993-2000).[71] Dal 1989 al 1994, viene trasmessa sul Disney Channel la terza edizione de Il Club di Topolino (The All-New Mickey Mouse Club); vi partecipano giovani talenti destinati al grande successo internazionale, come Britney Spears, Christina Aguilera, Justin Timberlake, Ryan Gosling, JC Chasez e Keri Russell.

Daisy Eagan non ha ancora compiuto 12 anni quando è premiata dai Tony Awards per la sua interpretazione nel musical "The Secret Garden" (1991), un altro musical di Broadway (1991-93) a impiegare bambini in ruoli protagonistici.[72] The Lion King (musical), tratto dall'omonimo film della Disney, offre anch'esso due parti di risalto per attori bambini e in esse avranno l'opportunità di cimentarsi diverse generazioni di giovani interpreti (lo spettacolo, inaugurato a Broadway nel 1997 e quindi a West End di Londra nel 1999, vi è ancor oggi rappresentato senza interruzione).[73].

Il nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Billy Elliot the Musical, 5th Birthday Show (2010)

Jamie Bell[74] nel film Billy Elliot (2000) offre una interpretazione così convincente che il suo personaggio, un ragazzo pronto a sfidare quasi suo malgrado i pregiudizi della famiglia e del proprio ambiente per esprimere se stesso come ballerino, diventa uno dei simboli del decennio. Elton John adatta la storia ad un musical di successo che offre a numerosi giovani talenti la possibilità di affermarsi sulle scene internazionali e ottenere importanti riconoscimenti.[75] I tre Billy del cast originale londinese (Liam Mower, James Lomas, George Maguire) ricevono nel 2005 il Laurence Olivier Award, mentre il Tony Award premia nel 2009 il cast originale americano (Kiril Kulish, David Álvarez, Trent Kowalik).

Due attrici bambine vengono nominate all'Oscar, Keisha Castle-Hughes in La ragazza delle balene (2002) e Abigail Breslin in Little Miss Sunshine (2006).[76]

A mettersi in luce per qualità e continuità di risultati nel decennio sono soprattutto Dakota Fanning,[77] Freddie Highmore,[78] e Kodi Smit-McPhee.[79]

Il primato della popolarità internazionale va, sull'onda del fenomeno letterario dei racconti di Harry Potter, ai suoi giovani interpreti sul grande schermo (Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint).[80]

Tra gli attori bambini vincitori di premi internazionali,[81] troviamo anche: Alakina Mann e James Bentley (The Others, 2001); Tyler Hoechlin (Era mio padre, 2002); Jeremy Sumpter (Peter Pan, 2003); Josh Hutcherson (Zathura - Un'avventura spaziale, 2005) / Un ponte per Terabithia, 2007); Ivana Baquero (Il labirinto del fauno, 2006); Jaden Smith (La ricerca della felicità, 2006 / Ultimatum alla Terra, 2008); e Max Records (Nel paese delle creature selvagge, 2009).

Il cinema continua ad occuparsi dei bambini anche con coraggiosi documentari di denuncia della precaria condizione dell'infanzia in alcune aree del mondo.[82] Tra di essi si segnalano: Children Underground (2001) (dedicato ai ragazzi di strada rumeni), e due opere sull'esperienza dei bambini-soldato in Africa, Children of Congo: From War to Witches (2008) e Children of War (2009).

Dal 2010 ad aggi[modifica | modifica wikitesto]

Un altro musical con un cast di bambini riscuote su successo internazionale. Matilda the Musical debutta nel novembre 2011 al West End di Londra, e a Broadway nell'aprile 2013. Come già successo con Billy Elliot the Musical, le attrici bambine che si alternano nel ruolo di protagonista a Londra (Eleanor Worthington Cox, Cleo Demetriou, Sophia Kiely, Kerry Ingram) ricevono il Laurence Olivier Awards, mentre il Tony Award premia il cast americano (Sophia Gennusa, Oona Laurence, Bailey Ryon, Milly Shapiro).

Hailee Steinfeld è nominata all'Oscar per la sua interpretazione in Il Grinta (2010). Lo stesso traguardo è raggiunto per il film Re della terra selvaggia (2012) da Quvenzhané Wallis che a 9 anni entra così nella storia del cinema come l'attrice più giovane ad essere candidata all'Oscar. Wallis ottiene di nuovo lo Young Artist Award come protagonista del film Annie - La felicità è contagiosa (2014). A ricevere riconoscimenti dalla critica sono anche Jaden Smith (The Karate Kid - La leggenda continua, 2010), Asa Butterfield e Chloë Grace Moretz (Hugo Cabret, 2011), Thomas Doret (Il ragazzo con la bicicletta, 2011), Sophie Nélisse (Monsieur Lazhar, 2011 / The Book Thief, 2013), Dakota Goyo (Real Steel, 2011), Thomas Horn (Molto forte, incredibilmente vicino, 2011), Tom Holland (The Impossible, 2012), e Jacob Tremblay (Room, 2015).

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane saltimbanco (1877) di Antonio Mancini

In Italia gli attori bambini sono attivi da tempo immemorabile nelle piazze, nei circhi e nei teatri, spesso in condizioni di lavoro duro e precario, soggetti ad ogni tipo di abuso, privi di qualsiasi diritto. Di loro non resta memoria se non in scarse note di cronaca e in alcuni dipinti di artisti come Domenico Tiepolo e Antonio Mancini. Dello "sfruttamento dei bambini sul teatro" il primo a occuparsi è il medico e sindacalista Gaetano Pieraccini in un pioneristico articolo del 1908 sul Giornale italiano di medicina sociale.[83] Lo sviluppo dell'industria cinematografica avviene quindi proprio nel momento in cui i bambini attori stanno uscendo dal loro secolare anonimato e la società intera, divenuta più sensibile ai problemi dell'infanzia, sembra finalmente accorgersi della loro esistenza.[84]

Sin dagli inizi del cinema muto i bambini sono interpreti di numerosi cortometraggi, spesso protagonisti di serie comiche sotto nomi d'arte, a somiglianza di quanto avveniva nelle popolari contemporanee serie a fumetti.

Maria Bay (Firulì) in una immagine del 1911
Miranda Bonansea

La prima bimba attrice ad avere successo in Italia fu la settenne Maria Bay, lanciata dalla Ambrosio Film di Torino nel personaggio tra il comico ed il patetico, di Firulì.[85] Altri piccoli attori di quell'epoca sono Eduardo Notari (Gennariello, 1912-17); Maria Orciuoli[86] (1913-15); Ermanno Roveri (Frugolino, 1913-14); Eraldo Giunchi (Cinessino, 1913-15); Luigi Petrugnaro[87] (1913-17); Renato Visca[88] (1913-19); Ettore Casarotti (1917-22); Aldo Mezzanotte[89] (Patatà, 1919-21); Franco Capelli[90] (1920-22); Mimmo Palermi.[91] Poi la crisi della produzione cinematografica italiana, con il fallimento dell'U.C.I., interrompe anche le giovani carriere di questi piccoli interpreti.

L'avvento del sonoro (1930 in Italia) offre agli attori bambini nuove possibilità di espressione, ma le condizioni generali del cinema e della società italiani non portano all'emergere di celebrità paragonabili a quelle dei loro colleghi americani.

Luciano De Ambrosis ne I bambini ci guardano

Gli attori bambini che si segnalarono in questo periodo in Italia furono Pino Locchi (1932-42), Cesare Barbetti (1935-45), Gianni Glori (1941-43), Elio Sannangelo (1936-40) e Paolo Ferrari (1938-43) che nel suo primo ruolo (Ettore Fieramosca di Blasetti) fu presentato come Tao Ferrari. Migliori opportunità si offrono all'estero ai figli degli emigranti: Robert Rietti in Gran Bretagna e Mickey Gubitosi negli Stati Uniti.

Nel 1934 il dodicenne Franco Brambilla è tra gli interpreti del film di esaltazione del fascismo Vecchia guardia, ma a questa prova seguiranno solo altre piccole parti in film storici e di propaganda.[92] Se il primo film per ragazzi del cinema italiano (I ragazzi di via Pal, 1935) fu interpretato da giovani universitari,[93] nel 1939 con Piccoli naufraghi si tentò uno dei pochissimi film italiani degli anni trenta dedicato ai giovanissimi, benché condizionato dal clima di propaganda legato alla proclamazione fascista dell'impero. I dodici interpreti furono tutti ragazzini, per lo più tra i 10 ed i 13 anni, scelti tra gli oltre 1.600 che avevano risposto ad un annuncio sul Messaggero;[94] tra di essi anche un ragazzino somalo-italiano, Ali Ibrahim Sidali,[95] l'unico ad avere già avuto un'esperienza cinematografica in Sentinelle di bronzo, un altro film coloniale diretto da Romolo Marcellini nel 1937. Nonostante i buoni propositi e le molte promesse, di quel gruppo ai soli Mario Artese e Leo Melchiorri si presenterà ancora qualche ulteriore opportunità di lavoro nei primi anni quaranta.[96]

Tra le bimbe, dopo Miranda Bonansea (1935-39) l'attrice bambina più famosa in Italia negli anni trenta, ebbe grandissimo, anche se breve, successo Mariù Pascoli (1941-44), esordiente nel Piccolo mondo antico di Soldati, per il quale fu scelta attraverso un concorso bandito dalla casa produttrice "Lux Film"[97]. Non volendo esser da meno, l'anno successivo l'altra importante casa di produzione italiana dell'epoca, la "Scalera", scelse con lo stesso metodo Luciano De Ambrosis[98], destinato ad essere Pricò ne I bambini ci guardano con cui De Sica inaugura una serie di opere drammatiche dedicate alla condizione dell'infanzia (che proseguirà poi con Sciuscià, Ladri di biciclette e che secondo alcuni arriverà sino a L'oro di Napoli[99]) e che, a parere unanime della critica, costituisce assieme al coevo Ossessione di Visconti (e, per molti, anche con 4 passi fra le nuvole di Blasetti), il preludio alla grande stagione del neorealismo[100].

I piccoli interpreti non professionisti di quei film del dopoguerra sono i primi attori bambini del cinema italiano ad acquisire fama internazionale. Sono Franco Interlenghi e Rinaldo Smordoni[101] in Sciuscià (regia di Vittorio De Sica, 1946); Alfonsino Pasca[102] in Paisà (regia di Roberto Rossellini, 1946); Enzo Staiola in Ladri di biciclette (regia di Vittorio De Sica, 1948); Edmund Moeschke[103] in Germania anno zero (regia di Roberto Rossellini, 1948); e Agnese e Nella Giammona[104] ne La terra trema (regia di Luchino Visconti, 1948).

Mariù Pascoli in Piccolo mondo antico, regia di Mario Soldati, 1941
Franco Interlenghi e Rinaldo Smordoni con Maria Campi nel film Sciuscià (1946)

Nel 1951 Visconti sceglie ancora una piccola interprete non professionista di cinque anni, Tina Apicella, da affiancare alla grande Anna Magnani nella drammatica critica al cinismo del mondo del cinema di Bellissima, uscita in un periodo in cui si sta esaurendo la grande stagione del neorealismo[105]. Non mancano i giovani talenti, ma agli attori bambini italiani si offrono ora meno occasioni di emergere a livello internazionale. Alcuni di loro, come Paola Quattrini, Enzo Cerusico, Mario Girotti, e Edoardo Nevola, sono destinati da adulti ad un'altrettanto lunga carriera nel mondo dello spettacolo. Altri, in quella che per loro rimane solo una breve parentesi di vita, sono protagonisti di numerosi film: Gino Leurini (1947-49), Giancarlo Zarfati (1947-63), Enrico Olivieri (1948-57); Maurizio Di Nardo (1948-54), Angelo Maggio[106] (1950-54), Vittorio Manunta[107] (1950-52), Guido Martufi, Marco Paoletti (1957-64), Franco Di Trocchio (1957-64). Di altri ancora il nome resta legato ad un'unica intensa interpretazione da protagonista, come Pierino Bilancione,[108] opposto a Vittorio De Sica nell'episodio I giocatori nel film L'oro di Napoli (1954); Geronimo Meynier e Andrea Scirè[109] in Amici per la pelle (regia di Franco Rossi, 1955); e Giancarlo Damiani[110] ne La finestra sul Luna Park (regia di Luigi Comencini, 1957).

Vittorio De Sica e Sophia Loren portano al successo internazionale la dodicenne Eleonora Brown ne La ciociara (1960) e il piccolo Carlo Angeletti ne La baia di Napoli (1960). Anche il bilingue Loris Loddi lavora prevalentemente in produzioni internazionali. Peppeddu Cuccu[111] in Banditi a Orgosolo (regia di Vittorio De Seta, 1961) si colloca invece nel filone dei film dialettali di denuncia sociale; alla 22ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il film vince il premio Migliore Opera Prima. Anche i generi peplum e musicarello, allora di gran voga in Italia, trovano i loro piccoli interpreti: rispettivamente Franco Gasparri e Valter Brugiolo. Luigi Comencini si conferma come il regista italiano più sensibile ai temi dell'infanzia e il più capace di lavorare con giovanissimi talenti,[112] dirigendo Stefano Colagrande e Simone Giannozzi[113] in Incompreso (1966). Lo sviluppo dei programmi televisivi comincia intanto ad offrire anche in Italia parti di grande popolarità ad attori bambini: Sandro Pistolini ne Il piccolo Lord (1960); Loretta Goggi e Massimo Giuliani ne Il favoloso '18 (1965);[114] Roberto Chevalier in David Copperfield (1965); e Giusva Fioravanti nella serie La famiglia Benvenuti (1968-69).

Nicoletta Elmi e Renato Cestiè sono gli attori bambini italiani professionisti degli anni settanta, interpreti affidabili di una lunga serie di film che spaziano dal genere horror a quello western e a quello sentimentale. Seguendo la tendenza internazionale, anche nel cinema italiano gli attori bambini sono spinti verso situazioni sempre più estreme, in cui si espone anche il tabù della loro sessualità: Björn Andrésen in Morte a Venezia (regia di Luchino Visconti, 1971); Alessandro Momo in Malizia (Salvatore Samperi, 1973); Cinzia De Carolis in Vergine, e di nome Maria (Sergio Nasca, 1975); Sven Valsecchi[115] in Nenè (Salvatore Samperi, 1977); Simona Patitucci nell'episodio La Divetta ne I nuovi mostri (Dino Risi, 1977). L'attore bambino più popolare del periodo è però Andrea Balestri con lo straordinario successo di critica e di pubblico dello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio (1972), diretto da Luigi Comencini. Al fianco del Pinocchio di Balestri è un altro piccolo attore preso anch'egli "dalla strada": Domenico Santoro[116] (Lucignolo), "scoperto" dello stesso Comencini nel documentario I bambini e noi (1970). Anche Bernardo Bertolucci, Paolo e Vittorio Taviani, e Ermanno Olmi puntano nei loro film su attori bambini non professionisti con forti caratteristiche regionali e dialettali: Paolo Pavesi e Roberto Maccanti[117] in Novecento (1976); Fabrizio Forte in Padre padrone (1977); e Omar Brignoli in L'albero degli zoccoli (1978).

Salvatore Cascio in Nuovo Cinema Paradiso (1988), film premiato con l'Oscar

Gli anni ottanta e novanta sono segnati dai successi internazionali di Totò Cascio in Nuovo Cinema Paradiso (regia di Giuseppe Tornatore, 1988) e di Giorgio Cantarini ne La vita è bella (regia di Roberto Benigni, 1997). Entrambi i film vincono l'Oscar come miglior film straniero; era dai tempi del neorealismo che degli attori bambini italiani non giungevano ad un tale livello di popolarità internazionale, segnata anche dal conferimento di importanti riconoscimenti della critica come il Premio BAFTA 1989 per Cascio e lo Young Artist Award per entrambi.

Tra le altre interpretazioni di rilievo si segnalano ancora una volta i giovani attori dei film di Luigi Comencini: Francesco Bonelli in Voltati Eugenio (1980); Carlo Calenda in Cuore (1984). Nei primi anni ottanta Giovanni Frezza è apprezzato interprete in numerosi film horror. Anche i registi Cristina Comencini, Carlo Carlei e Roberto Faenza offrono importanti parti di protagonisti ai loro giovani interpreti: Asia Argento in Zoo (1988); Manuel Colao in La corsa dell'innocente (1993); e Jenner Del Vecchio in Jona che visse nella balena (1993). Per alcuni bambini del cast dei film Io speriamo che me la cavo (regia di Lina Wertmüller, 1992) e Ci hai rotto papà (Castellano e Pipolo, 1993), questa sarà solo una tappa in una lunga carriera di attori: è il caso di Ciro Esposito, Adriano Pantaleo, Elio Germano e Paolo Vivio. Sempre nel 1992 alla bimba Valentina Scalici ed al bimbo Giuseppe Ieracitano vengono assegnati due David di Donatello speciali per la loro interpretazione del Ladro di bambini di Gianni Amelio.[118]

Gli anni novanta sono anche gli anni in cui compaiono i primi studi studi monografici sugli attori bambini nel cinema italiano, opera soprattutto di Giovanni Grazzini.[119]

I primi anni del XXI secolo non hanno visto finora alcun film con attori bambini italiani distinguersi in modo netto a livello internazionale, al di là dei consensi ricevuti dalla critica per alcune interpretazioni, soprattutto quella di Giuseppe Cristiano in Io non ho paura (2003) di Gabriele Salvatores, o quelle di Gianluca Di Gennaro in Certi bambini (regia di Andrea Frazzi e Antonio Frazzi, 2004); e di Greta Zuccheri Montanari in L'uomo che verrà (regia di Giorgio Diritti, 2009). Quanto a popolarità, il primato spetta ai bambini presenti in fortunate serie televisive: Eleonora Cadeddu e il fratello Michael Cadeddu, dal 1998 in Un medico in famiglia; Luca Turco (1999-) e Giulio Maria Furente (2007-12) in Un posto al sole; Sara Santostasi (2004) e Andrea Pittorino (2009-11) in Don Matteo; Niccolò Centioni in I Cesaroni (2006-14). Il musical comincia ad offrire anche in Italia importanti occasioni di successo per gli attori bambini: Pinocchio (2003-06) e Peter Pan (2006-07) per Gianluca Grecchi (che dal 2002 al 2011 ha anche un'intensissima carriera alla televisione); Billy Elliot the Musical (2015) per Alessandro Frola e Christian Roberto.

A segnalarsi sono anche due documentari, entrambi del 2015. Nel primo, I bambini sanno, Walter Veltroni intervista trentanove bambini, tra gli otto e i tredici anni, raccontando come loro osservino e giudichino l'Italia, la loro vita, gli adulti, il futuro, similmente a quanto Luigi Comencini aveva fatto nel suo documentario del 1970. Il secondo, Protagonisti per sempre di Mimmo Verdesca, premiato al Giffoni film festival, raccoglie i ricordi di alcuni tra i più famosi attori bambini italiani, ormai adulti.[120] Il documentario di Verdesca è il segno di una crescente attenzione anche a livello internazionale sugli attori bambini in Italia (è del 2014 la pubblicazione del primo volume in inglese specificamente dedicato al soggetto: New Visions of the Child in Italian Cinema), ma anche dell'emergere di un nuovo interesse sul destino di questi bambini da adulti e sull'influenza che la loro esperienza ha avuto sulla loro crescita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kashner-Schoenberger, p. 440.
  2. ^ a b Silipo.
  3. ^ O'Connor, p. 67.
  4. ^ O'Connor, p. 68
  5. ^ Anselmi, p. 61.
  6. ^ Elizabeth Reitz Mullenix. Wearing the Breeches: Gender on the Antebellum Stage (New York: St. Martin's Press, 2000).
  7. ^ William Betty in Treccani.it.
  8. ^ Dunlap, William. A History of the American Theatre from its Origins to 1832 (Champaign, IL: University of Illinois Press, 2005)
  9. ^ The Spoiled Child: A Farce (London: Simpkin, 1822).
  10. ^ Tra i più popolari racconti dell'infanzia dell'Ottocento basti ricordare: Oliver Twist (1837-39), David Copperfield (1849-50) e Grandi speranze (1860-61) di Charles Dickens; Gli anni di scuola di Tom Brown (1857) di Thomas Hughes; Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865) di Lewis Carroll; Piccole donne (1868-69) di Louisa May Alcott; Le avventure di Tom Sawyer (1873) e Il principe e il povero (1881) di Mark Twain; L'isola del tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson, Il piccolo Lord (1885) di Frances Hodgson Burnett; Il meraviglioso mago di Oz (1900) di L. Frank Baum; fino a Peter Pan (1902) di James Matthew Barrie. Peter Hunt e Dennis Butts, Children's Literature: An Illustrated History (Oxford University Press, 1995).
  11. ^ Shauna A Vey, Childhood and Nineteenth-Century American Theatre: The Work of the Marsh Troupe of Juvenile Actors (Southern Illinois University Press, 2015)
  12. ^ "Children in Vaudeville", in Frank Cullen, Florence Hackman, e Donald McNeilly, Vaudeville Old & New (Psycology Press, 2007), pp. 221-22.
  13. ^ Jeanne Klein, "Without Distinction of Age: The Pivotal Roles of Child Actors and Their Spectators in Nineteenth-Century Theatre" in The Lion and the Unicorn 36.2 (April 2012)
  14. ^ Come ai bambini prodigio prima di lei, ad Elsie Leslie nel costume di scena di Little Lord Fauntleroy vengono dedicati ritratti celebrativi da parte di artisti (William Merritt Chase) ed ora anche di fotografi (Napoleon Sarony). Vedi Elsie Leslie photographs and memorabilia (1884-1900) at the New York Public Library.
  15. ^ a b c d e f g h i j k Giovanni Grazzini, "I bambini", in Enciclopedia del Cinema Treccani.it.
  16. ^ Richard Abel Encyclopedia of Early Cinema, Taylor & Francis, 2005, p.147.
  17. ^ Tra il 1910 e il 1916, William Sanders (GB, 1906-1990) interpreta il personaggio di "Willy" in 78 cortometraggi, prodotti nel tempo da varie compagnie cinematografiche. Con l'esaurirsi della serie, si conclude anche l'esperienza cinematografica di questo attore bambino. Cf. "William Sanders" in IMDb.
  18. ^ Quando si ritira dalle scene a soli otto anni, Paul Jacobs (USA, 1910-2004) è già un veterano che dal 1913 al 1918 era apparso in oltre 50 pellicole. Cf. "Paul Jacobs" in IMDb.
  19. ^ Alcune delle grandi attrici del cinema muto si cimentano con grande successo in ruoli di bambino/a, come Mary Pickford, Lillian Gish, Mary Miles Minter, e Marguerite Clark. Gaylyn Studlar, Precocious Charms. Stars Performing Girlhood in Classical Hollywood Cinema (Berkeley, University of California Press, 2013).
  20. ^ Ian Wojik-Andrews, Childrens Films: History, Ideology, Pedagogy, Theory (Routledge, 2002). p. 227; Michelle Tolini Finamore, Hollywood Before Glamour: Fashion in American Silent Film (Palgrave Macmillan, 2013). p. 188.
  21. ^ La scuola, che nel 2014 ha celebrato i 100 anni di attività, continua ad essere una importante risorsa per gli attori bambini impiegati nell'industria dell'intrattenimento a New York. Cf. Professional Children's School.
  22. ^ Peaches Jackson (1913-2002) appare in numerosi film, tra il 1917 e il 1927.
  23. ^ "Baby Marie Osborne, Silent-Film Child Star, Dies at 99" in New York Times (17 November 2010); "Marie Osborne" in Internet Movie Database.
  24. ^ John Taliaferro, Tarzan Forever: The Life of Edgar Rice Burroughs the Creator of Tarzan (Simon and Schuster, 2002).
  25. ^ Karol, Kulik, Alexander Korda: The Man Who Could Work Miracles (Virgin Books, 1990), p.30.
  26. ^ a b c d e f g h i j k l m James Robert Parish, Great Child Stars (New York: Ace Books, 1976). Il libro presenta le biografie di Freddie Bartholomew, Robert "Bobby" Blake, Jackie Coogan, Jackie Cooper, Brandon De Wilde, Bobby Driscoll, Darryl Hickman, Jackie "Butch" Jenkins, Mark Lester, Roddy McDowall, George "Spanky" McFarland, Hayley Mills, Dickie Moore, Margaret O'Brien, Gigi Perreau, Tommy Rettig, Mickey Rooney, Johnny Sheffield, Carl "Alfalfa" Switzer, Shirley Temple, Virginia Weidler, George "Foghorn" Winslow, Jane Withers, e Natalie Wood.
  27. ^ Tra il 1919 e il 1925, Jackie Coogan cambio' l'immagine stessa del bambino attore a Hollywood, esplorando forme espressive finora inedite e provandone il successo presso il grande pubblico. Cf. Diana Serra Cary, Jackie Coogan: The World's Boy King (Scarecrow Press, 2003).
  28. ^ Diana Serra Cary, What Ever Happened to Baby Peggy: The Autobiography of Hollywood's Pioneer Child Star (St. Martins Press, 1996).
  29. ^ Donald Bogle, Toms, Coons, Mulattoes, Mammies & Bucks: An Interpretive History of Blacks in American Films (New York: Continuum, 1973, rev. 2001); Leonard Maltin, The Little Rascals: Remastered and Uncut, Volume 22 (Introduction) [Videorecording] (New York: Cabin Fever Entertainment/Hallmark Entertainment, 1994).
  30. ^ OUR GANG - KELLOGG'S PEP!!.
  31. ^ Anthony Slide, Silent Players: A Biographical and Autobiographical Study of 100 Silent Film Actors and Actresses (University Press of Kentucky, 2010), pp.95-99.
  32. ^ Anche per Robert Gordon (USA, 1913–1990) la sua interpretazione in The Jazz Singer (1927) fu il culmine di una lunga esperienza di attore bambino, iniziata nel 1923. Da adulto ebbe un'altrettanto importante carriera come regista. Cf. "Robert Gordon" in IMDb.
  33. ^ Hollywood Professional School.
  34. ^ a b c d e f g h Leonard Maltin (a cura di), Hollywood Kids (New York: Popular Books, 1978). Il libro esamina le figure di Jackie Cooper, Scotty Beckett, Jane Withers, Dickie Moore, Bonita Granville, Terry Kilburn, Margaret Kerry, Roddy McDowall, Gloria Jean, Darryl Hickman, Dean Stockwell, Russ Tamblyn, Brandon De Wilde e Mark Lester
  35. ^ Donald Bogle, Toms, Coons, Mulattoes, Mammies & Bucks: An Interpretive History of Blacks in American Films (New York: Continuum, 1973, rev. 2001).
  36. ^ a b c d e f g h i j k l m n Robert A. Osborne, 75 Years of the Oscar: The Official History of the Academy Awards (Abbeville Press, 2003).
  37. ^ Jackie Cooper, Please Don't Shoot My Dog (Penguin Group, 1982); Robert D. McFadden, "Jackie Cooper, Film and Television Actor, Dies at 88", in New York Times (4 May 2011); Dennis McLellan, "Jackie Cooper dies at 88; child star in the 1930s", in Los Angeles Times (5 May 2011).
  38. ^ Richard Lamparski e Cleveland Amory, Whatever became of ... ? (New York: Crown Publishers, 1967); "`30s Child Actor Freddie Bartholomew", in Chicago Tribune (26 January 1992).
  39. ^ Da adulta Shirley Temple metterà a frutto queste sue doti con una carriera importante di diplomatica, come ambasciatrice degli Stati Uniti in Ghana (1974-76) e in Cecoslovacchia (1989-92). Si veda: John F. Kasson, The Little Girl Who Fought the Great Depression: Shirley Temple and 1930s America (New York: W.W. Norton & Company, 2014); Shirley Temple ha anche pubblicato la propria autobiografia: Child Star: An Autobiography (New York: McGraw-Hill, 1988).
  40. ^ Charles Foster, Once Upon a Time in Paradise: Canadians in the Golden Age of Hollywood (Dundurn, 2003), pp.35-55.
  41. ^ Alvin H. Marill, Mickey Rooney: His Films, Television Appearances, Radio Work, Stage Shows, and Recordings (McFarland, 2004); Alexander McRobbie, The Deanna Durbin Story (National Book Network, 2006); Gerald Clarke, Get Happy: The Life of Judy Garland (Random House Publishing Group, 2009).
  42. ^ Dixie Willson, Little Hollywood Stars (Akron, OH, e New York: Saalfield Pub. Co., 1935. Il libro include le biografie di Freddie Bartholomew, Jackie Cooper, Cora Sue Collins, George "Spanky" McFarland, Virginia Weidler, Frankie Thomas, Jane Withers, Jackie Searl, Juanita "Baby Jane" Quigley, David Holt, Matthew "Stymie" Beard, Mickey Rooney, Helen Parrish, George Breakston, Marilyn Knowlden, Baby LeRoy, Billy Lee, e Carmencita Johnson.
  43. ^ Child Arctors and Coogan Bill
  44. ^ Michael Lawrence, Sabu (Palgrave Macmillan, 2014).
  45. ^ David Welch, Propaganda and the German Cinema, 1933-1945 (I.B.Tauris, 2001); Evgeniĭ Aleksandrovich Dobrenko, Stalinist Cinema and the Production of History (Edinburgh University Press, 2008).
  46. ^ Richard Lamparski, Whatever became of ... ?: Second Series (New York: Crown Publishers, 1968).
  47. ^ Donald Spoto, A Passion for Life: The Biography of Elizabeth Taylor (New York : HarperCollins, 1995).
  48. ^ George Winslow (George Karl Wentzlaff; 1946-2015) si rivelo' giovanissimo per la sua caratteristica voce bassa e il suo talento comico nel programma radiofonico People Are Funny. Seguirono tre film di grande successo personale, pur essendo sempre la sua partecipazione limitata a poche scene: C'è posto per tutti (1952), Il magnifico scherzo (1952), e soprattutto Gli uomini preferiscono le bionde (1953). George Winslow continuo' a recitare ancora per alcuni anni, ma senza più giungere a questi livelli di successo, prima di abbandonare definitivamente la scene ancora bambino. Cf. "George Winslow in Internet Movie Database.
  49. ^ Ronald Jackson, Classic TV Westerns (Secaucus, NJ: Carol Pub. Group, 1994).
  50. ^ Judy Fireman, TV Book: The Ultimate Television Book (New York: Workman Pub. Co., 1977).
  51. ^ Ronald Jackson, Classic TV Westerns.
  52. ^ David Dye, Child and Youth Actors, p.x.
  53. ^ Ken Wlaschin, Gian Carlo Menotti on Screen: Opera, Dance, and Choral Works on Film, Television, and Video" (Jefferson, NC: McFarland & Company, 1999).
  54. ^ a b Bill Warren, Keep Watching the Skies!: American Science Fiction Movies of the Fifties (McFarland & Co., 2010).
  55. ^ a b Mark Clark, Smirk, Sneer and Scream: Great Acting in Horror Cinema (McFarland, 2004).
  56. ^ Hollywood Walk of Fame Official Website
  57. ^ a b c Linda J. Armstrong, African Americans in Radio, Film, and TV Entertainers (Mason Crest, 2014).
  58. ^ Marc Scott Zicree, The Twilight Zone Companion (Sillman-James Press, 1982).
  59. ^ Richard Corliss, Lolita (British Film Institute, 1994); Anna Pilińska, Lolita between Adaptation and Interpretation: From Nabokov's Novel and Screenplay to Kubrick's Film (Cambridge Scholars Publishing, 2015).
  60. ^ Luca Fumagalli, L'ombra delle mosche. Introduzione alla narrativa di William Golding (Il Cerchio, Rimini, 2015).
  61. ^ Stephen Cox, The Addams Chronicles: Everything You Ever Wanted to Know About the Addams Family (Harper Perennial, New York, 1991).
  62. ^ Laurence Maslon, The Sound of Music Companion (New York: Fireside, 2007).
  63. ^ Marc Napolitano, Oliver!: A Dickensian Musical (New York: Oxford University Press, 2014).
  64. ^ Los Angeles Times
  65. ^ Ian Penman, "On the mic: how amplification changed the voice for good," in Rob Young, Undercurrents: the hidden wiring of modern music (London : Continuum, 2002).
  66. ^ John Bankston, Jodie Foster: Child Star (Blue Banner Biographies; Mitchell Lane Publishers, 2003).
  67. ^ Ray Morton, Close Encounters of the Third Kind: The Making of Steven Spielberg's Classic Film (Applause Theatre and Cinema Books, 2007).
  68. ^ A Minor Consideration Official Website.
  69. ^ Tra il 1997 e il 2000, Joseph Cross (USA, n.1986) è tra i più richiesti attori bambini del cinema e della televisione americana, distinguendosi in particolare nei film Northern Lights (1997), Ad occhi aperti (1998) e Jack Frost (1998). È tra coloro la cui carriera non conosce interruzioni con il passaggio all'età adulta. Cf. "Joseph Cross" in IMDb.
  70. ^ Haley Joel Osment (USA, n.1988) è l'attore bambino di maggior talento della sua generazione. Riceve lo Young Artist Awards già nel 1995 per la sua interpretazione del figlio del protagonista in Forrest Gump (1994). Dopo Il trionfo personale di critica e di pubblico in The Sixth Sense - Il sesto senso (1999) e A.I. - Intelligenza Artificiale (2001), l'attore conosce un periodo di profonda crisi nel passaggio all'età adulta. Cf. "Haley Joel Osment" in IMDb.
  71. ^ Steven D. Stark.Glued to the Set: The 60 Television Shows and Events that Made Us Who We Are Today (New York: Free Press, 1997).
  72. ^ Stanley Green e Kay Green, Broadway musicals, show by show (New York: Applause Theatre & Cinema Books, 2008); The Secret Garden in Musical Theatre Shows with Children.
  73. ^ The Lion King in Musical Theatre Shows with Children; Julie Taymor, The Lion King: Pride Rock On Broadway (New York: Hyperion, 1997); Michael Lassell, Disney On Broadway (New York: Disney Editions, 2002); Stanley Green e Kay Green, Broadway musicals, show by show (New York: Applause Theatre & Cinema Books, 2008)
  74. ^ Come attore bambino la carriera dell'inglese Jamie Bell (n.1986) è limitata all'interpretazione da protagonista del film "Billy Elliot" (GB, 2000) ed alla partecipazione in un episodio della serie televisiva "Close & True" (GB, 2000). Il ruolo in Billy Elliot gli e' valso numerosi importanti riconoscimenti, incluso un Premio BAFTA al miglior attore protagonista e lo ha lanciato ad un carriera di successo come attore. Cf. "Jamie Bell in IMDb.
  75. ^ Stanley Green e Cary Ginell, Broadway Musicals: Show by Show (Milwaukee, WI: Applause Theatre & Cinema Books, VII ed., 2011); "Billy Elliot the Musical" in Musical Theatre Shows with Children .
  76. ^ Breslin riceve ampi consensi dalla critica anche per La custode di mia sorella (2009).
  77. ^ Mi chiamo Sam (2001), Dreamer - La strada per la vittoria (2005), La guerra dei mondi (2005) e La vita segreta delle api (2008)
  78. ^ Neverland - Un sogno per la vita (2004), La fabbrica di cioccolato (2005) e La musica nel cuore - August Rush (2007)
  79. ^ Meno male che c'è papà - My Father (2007) / The Road (2009) / Blood Story (2010).
  80. ^ Bob McCabe, Harry Potter: Page to Screen, the Complete Filmmaking Journey (New York : Harper Design, 2011)
  81. ^ Lo Young Artist Award, il Saturn Award per il miglior attore emergente o il Critics' Choice Movie Award al miglior giovane interprete.
  82. ^ Mark Gibney, Watching Human Rights: The 101 Best Films (Boulder, CO: Paradigm Publishers, 2013).
  83. ^ Gaetano Pieraccini, "Lo sfruttamento dei bambini sul teatro", in Il Ramazzini. Giornale italiano di medicina sociale, vol. 5, Firenze, Niccolai, 1908.
  84. ^ Enciclopedia del cinema, Treccani.it; John Holmstrom, The Moving Picture Boy" (Norwick: Michael Russell, 1996).
  85. ^ negli anni dal 1911 al 1916 la piccola Maria Bay interpretò una trentina di cortometraggi, dapprima dando vita al personaggio, tra il comico ed il patetico, di Firulì, per poi passare indifferentemente a ruoli di bambina o di bambino. Cfr. "Maria Bay" in IMDb.
  86. ^ Nel biennio 1914-15, Maria Orciuoli interpreta due pellicole presso la "Aquila Films" di Torino sotto la direzione di Roberto Roberti. Cfr. Aldo Bernardini, Vittorio Martinelli, Roberto Roberti, direttore artistico, Pordenone, Giornate del cinema muto, 1985. Secondo l'Internet Movie Database la piccola attrice è presente in un totale di sei pellicole nel periodo tra il 1913 e il 1915; cf. "Maria Orciuoli" in IMDb.
  87. ^ Figlio d'arte (suo padre Guido era anch'egli attore), Luigi Petrugnaro (Seminara, 1904 -1990) interpreto' numerosi film prodotti a Torino da Savoia e Gloria. Con Ermanno Roveri fu protagonista di una fortunata serie di cortometraggi tratti dal libro Cuore di De Amicis. È ricordato soprattutto per la sua interpretazione ne Il tamburino sardo (1915). Da giovane continuo' la sua carriera come ballerino e commediante per lasciare il mondo dello spettacolo alla fine degli anni quaranta. Cf. John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 23.
  88. ^ La carriera di Renato Visca (n.1905) come attore bambino si estende dal 1910 al 1919. Tra le sue interpretazioni si ricordano quelle in Giovanni Episcopo (regia di Mario Gargiulo, 1916) e come il giovane Gesù in Christus (Giulio Antamoro, 1916). Continuerà tra il 1921 al 1928 a lavorare con discreto successo nel cinema muto come giovane attore ma la transizione al sonoro mise fine alla sua carriera. Cf. "Renato Visca" in IMDb; John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 27.
  89. ^ Aldo Mezzanotte (Patatà; 1908-1926) era un piccolo acrobata della compagnia circense di Luciano Albertini, di cui era una della maggiori attrazioni in coppia con un altro bambino acrobata, del quale si conosce solo il nome d'arte di Arnold. Mezzanotte ed Arnold interpretano numerosi film tra il 1919 e il 1921 in produzioni italiane e tedesche dove è impegnata l'intera loro compagnia. Mezzanotte muore ancora giovanissimo di setticemia nell'ottobre 1926 e così anche Arnold negli stessi anni. Cf. "Aldo Mezzanotte" in Internet Movie Database; e John Holmstrom, The Moving Picture Boy, p.38.
  90. ^ Figlio d'arte (sia il nonno Enrico che il padre Dante furono celebri attori), Franco Capelli (n.1908) fu nel 1920 protagonista in tre film diretti dal padre per la Piemonte-Film e quindi in altri due per la compagnia Ambrosio. Cf. "Franco Capelli" in IMDb; John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 37-38.
  91. ^ Mimmo Palermi (1917-1925) appare in tre film diretti dal padre Amleto Palermi: Paradiso (1923), La freccia nel cuore (1924), e La via del peccato (1924), per morire pero' prematuramente di polmonite il 18 febbraio 1925 a soli 8 anni. Cf. "Mimmo Palermi" in Internet Movie Database; John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 83.
  92. ^ L'attività cinematografica di Franco Brambilla è limitata agli anni dal 1934 al 1940. Il film Vecchia guardia (regia di Alessandro Blasetti, 1934) è la sua opera di maggior impegno. Come attore bambino partecipa ancora (in ruoli minori) ad altre tre pellicole: 1860 I Mille di Garibaldi (Alessandro Blasetti, 1934), Aldebaran (Alessandro Blasetti, 1936); e Scipione l'Africano (Carmine Gallone, 1937). Cf. "Franco Brambilla" in Internet Movie Database.
  93. ^ "I ragazzi della via Paal (1935)" in IMDb.
  94. ^ I dodici ragazzi scelti furono Romolo Aglietti, Mario Angelini, Mario Artese, Guglielmo Brunetti, Remo Castagnoli, Nello De Rossi, Luigi Lucifora, Leo Melchiorri, Roberto Pironti, Gerolamo Prestigiacomo, Ali Ibrahim, Pietro Signoretti. Cf. Articolo in Film, n. 44 del 26 novembre 1938.
  95. ^ "Ali Ibrahim" in Internet Movie Database.
  96. ^ Mario Artese (n. 10 gennaio 1923) e Leo Melchiorri reciteranno di nuovo assieme nei film Gli ultimi della strada (1940) e I quattro di Bir El Gobi (1942). La loro carriera si chiuderà con all'attivo un solo altro film ciascuno: Il piccolo alpino (1940) per Artese e le Sorelle Materassi (1944) per Melchiorri. Cf. "Mario Artese" in John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 114.
  97. ^ Vittorio Calvino Si è trovata Ombretta, in Film, n. 37 del 21 settembre 1940.
  98. ^ Notizie in Lo schermo, n. 7, luglio 1942.
  99. ^ Cfr. Massimo Garritano, Infanzia perduta dei film di de Sica, monografia I bambini ci guardano a cura di G. Desanti e M. De Sica, Roma, Pantheon, 1999, p. 57.
  100. ^ Cfr, tra gli altri, Ernesto G. Laura, I fili della lunga transizione in Storia del cinema italiano, volume VI (1940-1944), Venezia, Marsilio e Roma, Edizioni di Bianco e nero, 2010, ISBN 978-88-317-0716-9, p. 26.
  101. ^ Al pari di Franco Interlenghi, anche Rinaldo Smordoni (Roma, 5 febbraio 1933) è in Sciuscià alla sua prima esperienza cinematografica. Negli anni successivi tornera' a recitare in due altre pellicole: avrà un ruolo importante come Gavroche in Caccia all'uomo (1948), un adattamento de I miserabili, e solo una piccola parte in Fabiola (1949). Da adulto lavorera' come autista dell'ATAC a Roma. Ricordera' la sua esperienza in interviste televisive e nel documentario Protagonisti per sempre (2014) di Mimmo Verdesca. Cf. "Rinaldo Smordoni" in Internet Movie Database; John Holmstrom, The Moving Picture Boy: An International Encyclopaedia from 1895 to 1995, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 183.
  102. ^ Il piccolo Alfonsino Pasca viene "scoperto" a Napoli sulla strada durante le riprese stesse del film Paisà (1946). Nel celebre episodio di cui è protagonista racconta una vicenda semi-autobiografica, come a distanza di decenni avrà l'occasione di ricordare in due documentari: Addo' sta Rossellini? (1997) e Roberto Rossellini: Frammenti e battute (2000). Cf. "Alfonsino Pasca" in Internet Movie Database.
  103. ^ Edmund Moeschke era un ragazzino di 11 anni che si esibiva al circo come acrobata con la propria famiglia. Sembra che Rossellini lo scegliesse anche perché gli ricordava il figlio Romano, di 9 anni, da poco scomparso e alla cui memoria il film fu dedicato. Cf. Jonathan Rosenbaum, "Germany Year Zero: The Humanity of the Defeated"; "Edmund Moeschke" in Internet Movie Database; John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 201-2.
  104. ^ Quasi tutti gli interpreti del film sono reclutati in loco, a Aci Trezza in Sicilia, compresi i bambini. Agnese e Nella Giammona erano le figlie dei proprietari della trattoria dove alloggiava la troupe cinematografica durante le riprese. Ricorderanno la loro esperienza nel documentario: Protagonisti per sempre (2014) di Mimmo Verdesca. Cf. Luciano Mirone, "Attore? Pescatore sono" (Repubblica, 3 ottobre 2001).
  105. ^ Renzo Renzi, Visconti segreto. Laterza Edit. Roma - Bari, 1974 ISBN 88-420-4377-X, p. 75 e seg.
  106. ^ Il piccolo Angelo Maggio (n.1945), figlio di una ragazza italiana e di un soldato americano, abbandonato alla nascita, fu adottato dell'attore Dante Maggio. Tra il 1950 e il 1954 Angelo compare in cinque film, in due dei quali nel ruolo di protagonista di un ragazzino di colore alle prese con i pregiudizi del proprio ambiente: Il mulatto (1950) e Angelo tra la folla (1950). Cf. "Angelo Maggio" in IMDb; John Holmstrom, The Moving Picture Boy: An International Encyclopaedia from 1895 to 1995, Norwich, Michael Russell, 1996, p. 219.
  107. ^ Vittorio Manunta (Roma, 25 agosto 1941) era un orfano di guerra adottato da una nobildonna americana che viveva ad Assisi. Nel 1950-52 interpreto' tre film di successo: Peppino e Violetta (1950), The Small Miracle (1951) e Imbarco a mezzanotte (1952). Cf. "Vittorio Manunta" in Internet Movie Database; John Holmstrom, The Moving Picture Boy: An International Encyclopaedia from 1895 to 1995, Norwich, Michael Russell, 1996, p. 228.
  108. ^ Pierino Bilancione (1942-2000) fu "scoperto" da Vittorio De Sica mentre da piccolo garzone portava un caffe' a Sophia Loren sul set de L'oro di Napoli. Fu la sua unica interpretazione, dopodiche' tornò al suo lavoro di garzone e poi barista, finche' nel 1977 apri' col fratello una gelateria presto divenuta famosa in tutta Napoli. Mori' ai primi di gennaio del 2000 a 57 anni. Cf. Addio bimbo prodigio dell' Oro di Napoli in La Repubblica (13 gennaio 2000).
  109. ^ Per Andrea Scirè, nome d'arte di Andrea Borghese (Roma, 9 febbraio 1942), è questa l'unica interpretazione cinematografica come attore bambino. Ad essa seguirà solo un piccolo ruolo da giovane attore nel film Saul e David (regia di Marcello Baldi, 1964). Cf. "Andrea Scirè" in Internet Movie Database; John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 238-39.
  110. ^ "Scoperto" sulla strada dal regista Luigi Comencini, Giancarlo Damiani (Setteromano, 1 aprile 1949) conosce un'unica esperienza cinematografica. Cf. John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, p. 280.
  111. ^ Il ruolo di giovane pastore sardo è l'unica interpretazione cinematografica di "Peppeddu Cuddu" (n. 1948 ca.). Cf. John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, p. 277.
  112. ^ Lorenzo Capulli e Stefano Gambelli (a cura di), I bambini del cinema: Luigi Comencini 1946-1991, Ancona, Aniballi, 1992.
  113. ^ Per il piccolo Simone Giannozzi, come per Stefano Colagrande, si tratta dell'unica esperienza cinematografica. Cf. "Simone Giannozzi" in Internet Movie Database.
  114. ^ "Il favoloso '18" in Internet Movie Database.
  115. ^ Sven Valsecchi (n.1968) è presente in numerosi film tra il 1974 e il 1980. Cf. John Holmstrom, The Moving Picture Boy, Norwich, Michael Russell, 1996, p. 373.
  116. ^ Luigi Comencini "scopre" Domenico Santoro in un'inchiesta sul lavoro minorile a Napoli: un episodio del documentario I bambini e noi (1970). Rimane così colpito dalla sua personalità e spontaneità di fronte alla macchina da presa da invitarlo a ricoprire il ruolo di Lucignolo ne Le avventure di Pinocchio (1972). Negli anni seguenti Santoro avrà altri due ruoli di rilievo, nei film Torino nera (regia di Carlo Lizzani, 1972) con Bud Spencer e Andrea Balestri, e Cuore (Romano Scavolini, 1973). Cf. "Domenico Santoro" in Internet Movie Database.
  117. ^ Per entrambi si tratta dell'unico film.
  118. ^ Mentre per Valentina Scalici (n.1980) si tratta dell'unica interpretazione, a Giuseppe Iaracitano il cinema e la televisione offrono ancora alcuni ruoli di comprimario, fino al 1999. Cf. "Valentina Scalici" e "Giuseppe Iaracitano" in IMDb.
  119. ^ La prima ad essere pubblicata è dapprima una raccolta di saggi del 1992 sui bambini nei film di Luigi Comencini a cura di Lorenzo Capulli e Stefano Gambelli; quindi una monografia del 1995 sulla storia dei bambini nel cinema italiano redatta da Giovanni Grazzini, per lunghi anni critico cinematografico del Corriere della Sera, il quale compila anche la relativa voce nella Enciclopedia del Cinema edita da Treccani.
  120. ^ A ripercorrere le loro esperienze nel documentario sono Luciano De Ambrosis, Rinaldo Smordoni, Agnese e Nella Giammona, Eleonora Brown, Andrea Balestri, Totò Cascio e Giorgio Cantarini. Cf. "Protagonisti per sempre" in IMDb.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi generali[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Pieraccini, Lo sfruttamento dei bambini sul teatro, in Il Ramazzini. Giornale italiano di medicina sociale, vol. 5, Firenze, Niccolai, 1908.
  • Lorenzo Capulli e Stefano Gambelli (a cura di), I bambini del cinema: Luigi Comencini 1946-1991, Ancona, Aniballi, 1992.
  • Giovanni Grazzini, Dolci, pestiferi, perversi: i bambini del cinema, Parma, Pratiche, 1995, ISBN 978-88-73-80411-6.
  • Gian Mario Anselmi, Mappa della letteratura europea e mediterranea, vol. 2, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 978-88-42-49526-0. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • (EN) Jane Catherine O'Connor, The Cultural Significance of the Child Star, Londra, Routledge, 2008, ISBN 978-11-35-89826-7. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • (EN) Karen Lury, The Child in Film: Tears, Fears and Fairy Tales, Londra, I. B. Tauris, 2010, ISBN 978-18-45-11968-3. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • Sam Kashner e Nancy Schoenberger, Furious love. Liz Taylor, Richard Burton: la storia d'amore del secolo, tradotto da Gianni Pannofino, Milano, Il Saggiatore, 2011, ISBN 978-88-65-76116-8. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • (EN) Gaylyn Studlar, Precocious Charms. Stars Performing Girlhood in Classical Hollywood Cinema, Berkeley, University of California Press, 2013, ISBN 978-05-20-27424-2.
  • David Dye. Child and Youth Actors: Filmographies of Their Entire Career, 1914-1985 (Jefferson, NC and London: McFarland, 1988).
  • Thomas G. Aylesworth. Hollywood Kids: Child Stars of the Silver Screen from 1903 to the Present (New York: Dutton, 1987).
  • Milton E. Polsky. Today's Young Stars of Stage & Screen (New York: F. Watts, 1979)
  • Diana Serra Cary. Hollywood's Children: An Inside Account of the Child Star Era (Boston: Houghton Mifflin, 1978).
  • Caroline E. Fisher, and Hazel Glaister Robertson. Children and the Theater (Stanford, CA: Stanford University Press, 1950)
  • Robertson Davies. Shakespeare's Boy Actors (New York: Russell & Russell, 1939; rist. 1964)
  • Harold Newcomb Hillebrand. The Child Actors: A Chapter in Elizabethan Stage History (New York, Russell & Russell, 1926; rist. 1964).
  • Danielle Hipkins e Roger Pitt (a cura di). New Visions of the Child in Italian Cinema (Bern: Peter Lang, 2014)

Raccolte di biografie[modifica | modifica wikitesto]

Autobiografie[modifica | modifica wikitesto]

  • Diana Serra Cary, Hollywood's Children: An Inside Account of the Child Star Era (Boston: Houghton Mifflin, 1978)
  • Andrea Darvi, Pretty Babies: An Insider's Look at the World of the Hollywood Child Star (New York : McGraw-Hill, 1983)
  • Dickie Moore, Twinkle, Twinkle, Little Star: But Don't Have Sex or Take the Car (New York: Harper & Row, 1984)
  • Shirley Temple, Child Star: An Autobiography (New York: McGraw-Hill, 1988)
  • Mickey Rooney, Life Is Too Short (New York: Villard Books, 1991)
  • Robin Morgan, Saturday's Child: A Memoir (New York: W.W. Norton, 2001)
  • Andrea Balestri, Io, il Pinocchio di Comencini: dietro le quinte di una vita da burattino (Firenze: Sassoscritto, 2008)
  • Jodie Sweetin, UnSweetined: A Memoir (New York: Simon Spotlight Entertainment, 2009)
  • Melissa Gilbert, Prairie Tale: A Memoir (New York: Simon Spotlight Entertainment, 2009)
  • Melissa Sue Anderson, The Way I See It: A Look Back at My Life on Little House (Guilford, Conn.: Globe Pequot Press, 2010)
  • Brooke Shields, There Was a Little Girl: The Real Story of My Mother and Me (New York: Dutton, 2014)
  • Lisa Jakub, You Look Like That Girl: A Child Actor Escapes from Hollywood (New York: Beaufort Books, 2015)
  • Mara Wilson, Where am I now?: True Stories of Girlhood and Accidental Fame (New York: Penguin Books, 2016)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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