Attore bambino

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Shirley Temple (1928-2014), la più celebrata attrice bambina della storia del cinema
L'attore bambino Carl Switzer (1927-1959), interprete del personaggio di Alfalfa nella serie Simpatiche canaglie.

Attore bambino è in generale chi durante l'infanzia interpreta un ruolo in un film, in uno spettacolo teatrale o in una fiction televisiva. Più specificamente la locuzione - in particolare l'equivalente inglese child actor - designa attori cinematografici e televisivi che raggiungono il successo in tenera età. In questi casi si parla talvolta di divo bambino[1] o anche genericamente di enfant prodige,[2] mentre il termine teenager actor è riservato a un adolescente.

L'attore bambino, specie nello star system hollywoodiano e al pari di altri giovanissimi artisti, è una figura che un diffuso luogo comune considera problematica: capace di progredire in una brillante carriera ma anche di finire in rovina, al punto che i media parlano talora enfaticamente di «maledizione dei divi bambini».[3]

Nella realtà tuttavia, sebbene solo un piccolo numero di attori bambini - come ad esempio Jodie Foster e Drew Barrymore - riesca a costruirsi una carriera adulta,[2] la maggior parte di essi approda comunque a una vita del tutto normale, perlopiù al di fuori del mondo dello spettacolo o anche al suo interno ma con ruoli diversi.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

William Betty come Amleto (1805)

L'impiego di bambini nello spettacolo (nel teatro, nel circo, nelle piazze e nelle fiere) è molto antico. Fino a quando alle donne era precluso il palcoscenico era comune che le parti femminili fossero affidate a giovani adolescenti. Nel Teatro elisabettiano si trovano attori adolescenti di sesso maschile che danno vita a intere compagnie, assai di moda all'epoca di Shakespeare (boy players).[5]

La presenza sempre più massiccia di attrici a partire dal XVII secolo riduce la presenza di attori bambini, in quanto i ruoli di bambino/a nel teatro e nell'opera sono ora di regola interpretati da giovani attrici e cantanti.[6] Ai bambini rimangono parti secondarie e di carattere che servono alla loro formazione e introduzione alla carriera scenica, secondo un percorso di apprendistato che di norma avveniva all'interno di compagnie professionali di attori, cui i bambini si aggregavano per legami familiari o per sfuggire alla fame e alla miseria. Se l'esperienza della crescita sul palcoscenico è comune a quasi tutti gli attori e attrici del tempo, delle loro esperienze di interpreti bambini non rimane memoria nelle cronache; solo al bambino prodigio è eccezionalmente dato un pubblico risalto come nel caso di William Betty[7] che nei primi anni dell'Ottocento si esibisce tredicenne nei principali teatri della Gran Bretagna in ruoli da attore adulto, incluso l'Amleto di William Shakespeare, celebrato nei dipinti dei pittori contemporanei come Margaret Sarah Carpenter, James Northcote, e John Opie.

Pubblicità della Marsh Troupe (1857)
Elsie Leslie come Little Lord Fauntleroy (1888)

Nel 1805, all'età di 13 anni, John Howard Payne, destinato egli stesso ad una brillante carriera di attore, pubblica su The Thespian Mirror una serie di note di critica teatrale che per la prima volta includono le biografie di alcuni bambini attori del tempo.[8] Se ne ricava che nel teatro in lingua inglese i giovani attori e attrici dell'epoca si perfezionavano in parti come quella del Duca di York in Richard III di Shakespeare o del giovane Norval in Douglas di John Home, per poi affrontare ruoli da protagonisti come quella del piccolo Pickle in The Spoiled Child (che rappresentata per la prima volta nel 1790 resta la più famosa opera teatrale per l'infanzia per tutta la prima metà dell'Ottocento).[9]

La situazione è in rapido mutamento. Nella società anglo-sassone dell'Ottocento si dà sempre più spazio alle problematiche dell'infanzia e si sviluppa una letteratura che ha al centro le esperienze e i sogni di ragazzi o ragazze: da Oliver Twist (1837-39) di Charles Dickens, al Peter Pan (1902) di James Matthew Barrie.[10] Pubblico e critica ora segnalano con rilievo il contributo dato dagli attori bambini al successo di importanti produzioni teatrali: Cordelia Howard ne La capanna dello zio Tom (New York, 1852), Ellen Terry in The Winter's Tale (London, 1856), Fay Templeton in A Midsummer Night’s Dream (New York, 1873). Specialmente negli Stati Uniti, dove il teatro è più libero da censure e regole formali, si aprono nuove opportunità per i giovani interpreti di uscire dall'anonimato con la formazione di compagnie itineranti di attori bambini, come la "Marsh Troupe", attiva tra il 1855 e il 1863,[11] e il grande sviluppo del vaudeville.[12]

Ma è soprattutto il successo commerciale dei racconti per l'infanzia a imprimere la svolta, producendo una tradizione di adattamenti teatrali destinati al grande pubblico, che hanno per protagonisti bambini. Il bambino prodigio si trasforma nel moderno attore bambino, al quale non si chiede di ricoprire in età precoce ruoli di adulto, ma di interpretare ruoli protagonistici di bambino, senza che essi debbano essere affidati come di regola ad attori e attrici di età piu' matura.[13] E' il caso di Bijou Heron in Oliver Twist (New York, 1874) e di Isa Bowman in Alice in Wonderland (London, 1888), ma soprattutto di Elsie Leslie, la prima piccola attrice a raggiungere la celebrità (e i compensi) di una star come protagonista a New York ne "Il piccolo Lord" (1888) e "Il principe e il povero" (1890).[14]

L'avvento del cinema: l'epoca del muto (1895-1929)[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del cinema si colloca quindi in un'epoca in cui l'interesse ai bambini attori è già vivo. Da parte loro, "i bambini si rivelano subito dotati di una naturale inclinazione a lasciarsi riprendere e, in un misto di incoscienza e narcisismo, appaiono attratti dall'idea di entrare nell'inquadratura, propensi a mostrarsi sullo schermo con lo stesso istintivo desiderio di esibizione che mostrano nella vita reale." [15] Già i primissimi cortometraggi realizzati dai fratelli Louis e Auguste Lumière contengono immagini delle loro figlie e da allora i bambini saranno nel cinema una presenza familiare e costante.[15]

Marie Eline nel 1910
Adele DeGarde a 13 anni (1912)

Assai di più del teatro di prosa e dell'opera lirica, il cinema si dimostra uno strumento tecnicamente adatto a cogliere le capacità espressive peculiari dell'infanzia. Da un lato "il bambino, non ancora preda dei turbamenti, delle crisi e delle contraddizioni dell'adolescenza, si offre alla macchina da presa così com'è, senza alcun filtro. Con le sue emozioni, le sue paure e le sue propensioni ludiche."[15] Dall'altro, il bambino acquista sullo schermo una presenza scenica diversa che sul palcoscenico: la macchina da presa è capace di coglierne in primo piano le espressioni anche più intime e di trasmetterle direttamente agli spettatori.

Gli studi cinematografici si strutturano come le compagnie teatrali del loro tempo. Ogni studio ha i suoi piccoli attori, impiegati nei ruoli più vari in decine e decine di cortometraggi e con orari e ritmi di lavoro intensissimi. Sono soprattutto bambine, considerate più affidabili, disciplinate e mature, capaci di interpretare all'occorrenza sia parti maschili che femminili e di conservare per più anni fino all'adolescenza un aspetto infantile. Nella loro breve carriera Gladys Egan, Adele DeGarde e Marie Eline compaiono ciascuna in oltre cento cortometraggi, alternando parti da protagoniste con ruoli di supporto.

Si dà inizio anche alle prime serie di cortometraggi con bambini come personaggi protagonisti. La moda comincia in Europa, dove nel 1910-15 in Francia Pathe lancia il personaggio di "Bébé" (Clément Mary), seguito nel 1910-16 da "Willy" (William Sanders[16]). Nel 1913-16 è la volta in Italia di "Cinessino" (Eraldo Giunchi) della Cines, e quindi nel 1913-17 di "Little Billy" (Paul Jacobs[17]) della Keyston, e nel 1914-15 di "Sonny Jim" (Bobby Connelly[18]) della Vitagraph.

La tradizione del teatro fa ancora sentire fortemente il suo peso nel momento in cui si producono i primi lungometraggi. Specie per le parti drammatiche più impegnative si finisce per preferire giovani attrici dal fisico minuto e dall'aspetto adolescenziale, le quali possano interpretare ruoli maschili o femminili di età anche notevolmente inferiore alla loro, mentre agli attori bambini si riservano le parti di supporto.[19] Sono poche le eccezioni, tre le quali le più notevoli sono quelle di Gladys Hulette e John Tansey, bambini prodigio del teatro e del cinema, attivi in importanti produzioni sia a Hollywood che a Broadway.

Marie Osborne (Baby Mary), considerata la prima star bambina del cinema muto

La situazione pero' è in rapida evoluzione. Il cinema riflette la sempre maggiore attenzione che l'intera società dedica ai bambini, visti ora anche dal punto di vista giuridico come persone dotate di diritti e da essere difese contro lo sfruttamento degli adulti. Negli anni in cui negli Stati Uniti il National Child Labor Committee incarica il fotografo Lewis Hine di documentare le drammatiche condizioni del lavoro minorile, il cinema di Hollywood contribuisce alla causa con il film The Cry of the Children (1912) diretto da George Nichols (con protagonista la piccola Marie Eline), nel quale si includono immagini documentarie di bambini lavoratori.[20]

Marie Osborne Yeats ("Baby Mary Osborne") è la prima star bambina del cinema muto americano con una serie di film diretti da Henry King, tra cui Little Mary Sunshine (1916).[21] Nel 1918 Gordon Griffith riscuote grande successo come Tarzan bambino nel primo film sul personaggio della giungla, tanto da essere chiamato a ripetere il ruolo, questa volta come "figlio di Tarzan", nel 1920, anno in cui diventa anche il primo "Tom Sawyer" bambino della storia del cinema.[22] In Europa intanto l'ungherese Tibor Lubinszky è il primo attore bambino a interpretare i ruoli classici di "Il piccolo Lord" (1918), "Oliver Twist" (1919) e "The Prince and the Pauper" (1920), fino ad allora tradizionalmente riservati a giovani attrici.[23]

Diana Serra Cary (Baby Peggy) nel 1922

Nel 1921 il film Il monello (The Kid) segna un momento di svolta radicale.[15] Charlie Chaplin è il primo regista a intuire e a sfruttare fino in fondo le capacità protagonistiche che i bambini potevano avere davanti alla macchina da presa. A sei anni Jackie Coogan era già un attore consumato sia nel vaudeville sia sul set cinematografico.[24] [25] All'indomani della prima guerra mondiale, segnata dal dramma di migliaia e migliaia di orfani, Coogan commuove con il suo personaggio di bambino povero, abbandonato, desideroso di affetto e al tempo stesso pieno di vita, di intraprendenza e di speranza nel futuro. Il suo stile realistico di interpretazione si ripete con successo negli anni seguenti, da Oliviero Twist (1922) a The Rag Man (1925), ed offre un modello per un'intera generazione di attori bambini, a cominciare da Diana Serra Cary ("Baby Peggy"), l'altra stella emergente dei primi anni Venti negli Stati Uniti.[26] Ma l'impatto è ancora più profondo.

Da un lato, l'esperienza della serie delle Simpatiche canaglie, vera fucina di giovani talenti dal 1922 al 1944, conferma che c'è un mercato vasto e remunerativo per film interpretati da bambini. Negli anni Venti la serie lancia al successo bambini come Peggy Cartwright, Mary Kornman, Mickey Daniels,[27], Jackie Condon, Joe Cobb, e Jean Darling ed è fra l'altro la prima ad includere nel gruppo dei protagonisti con un ruolo di assoluto rilievo anche i piccoli attori afro-americani Ernie "Sunshine Sammy" Morrison e Allen "Farina" Hoskins.[28] L'accordo tra la Kellogg e la produzione delle Simpatiche canaglie segna anche l'ingresso degli attori bambini nel mercato della pubblicità in una simbiosi che al tempo stesso sfrutta la loro popolarità e la rinforza, contribuendo ad una loro presenza sempre più diffusa nella società intera.[29]

D'altro lato, a differenza di quanto avveniva nel teatro, i registi sono ora più propensi ad impiegare attori bambini non solo come affidabili interpreti in ruoli di comprimari (Mickey McBan), ma anche per parti di primo piano in importanti produzioni per adulti. È questo il caso di Philippe De Lacy[30], Michael D. Moore,[31] e Robert Gordon[32] negli Stati Uniti; Jean Forest e André Heuzé in Francia; Martin Herzberg in Germania.

L'avvento del sonoro (gli anni Trenta)[modifica | modifica wikitesto]

Con il passaggio dal muto al sonoro, si rafforza la presenza e il ruolo degli attori bambini. Il cinema è ora in grado di utilizzare pienamente, e meglio di ogni altro mezzo, la recitazione "naturale" dei bambini, cogliendo le loro espressioni e la loro voce senza alcuna forzatura. Il gruppo delle Simpatiche Canaglie raggiunge l'apice della sua notorietà negli anni Trenta, grazie all'apporto di attori come Jackie Cooper,[33] George "Spanky" McFarland,[24] Scotty Beckett,[33] Dickie Moore,[24] [33] Carl Switzer e Darla Hood. La serie, fra l'altro, continua ad essere la sola dove attori afro-americani (ora Matthew "Stymie" Beard e Billie "Buckwheat" Thomas) lavorino come co-protagonisti, mentre ad Harold Nicholas, giovanissimo e talentuoso ballerino del duo Nicholas Brothers, il cinema di Hollywood offriva solo brevi sequenze che potessero essere tagliate quando i film erano distribuiti nelle sale del Sud segregazionista.[34]

A riprova che gli attori bambini ad Hollywood non sono piu' presenza marginale, il film Skippy (regia di Norman Taurog, 1931) è il primo film interpretato da bambini ad essere premiato con un Oscar e tre nominations. Il protagonista Jackie Cooper, che ha lasciato le Simpatiche canaglie per entrare nel grande cinema, diventa a 9 anni il più giovane interprete ad essere nominato all'Oscar come miglior attore.[35] Famosi rimangono i suoi film in coppia con Wallace Beery: Il campione (1931), The Bowery (1933), L'isola del tesoro (1934), and Il circo (1935).[24] [36]

Se Jackie Cooper è l'erede di Jackie Coogan, Freddie Bartholomew lo è di Philippe De Lacy, del quale ripete il ruolo del figlio di Anna Karenina nella versione sonora del 1935 sempre interpretata da Greta Garbo. Per alcuni anni, Bartholomew è l'attore bambino più pagato di Hollywood, con una serie importante di successi, da David Copperfield (1935) a Lord Fauntleroy (1936) e Capitani coraggiosi (1937).[24] [37]

Shirley Temple con un'ammiratrice di eccezione, First Lady Eleanor Roosevelt

Ma gli anni Trenta sono soprattutto il decennio di Shirley Temple,[15] la quale ottiene una notorietà (e una retribuzione) da grande star del cinema con una serie di film di grande successo popolare, da Bright Eyes (1934) a The Little Colonel (1935), Riccioli d'oro (Curly Top, 1935), Wee Willie Winkie (1937), Heidi (1937), The Little Princess (1939). Nel 1935 riceve un Oscar speciale in riconoscimento del suo talento e come segno di gratitudine per aver largamente contribuito con gli incassi dei suoi film alla sopravvivenza dell'industria cinematografica nei difficili anni della Grande Depressione.[35] Temple è un'attrice completa, il cui precoce talento, manifestatosi già nel cinema muto, trova piena espressione nel sonoro. La bambina recita, balla, canta e si mostra perfettamente a suo agio nell'interagire anche con le più celebrate star del cinema americano, così come lo è di fronte alle numerose personalità della società e della politica che incontra al di fuori del set. [38]

Bobby Breen è in quegli anni il corrispettivo maschile di Shirley Temple. Nato in Canada, dotato di buona presenza scenica ma soprattutto di una voce eccezionale, è uno dei cantanti più popolari degli anni '30 in America e protagonista tra il 1936 e il 1939 di ben 8 film di grande successo commerciale, da Let's Sing Again (1936) a Way Down South (1939).[39]

Anche Mickey Rooney, Deanna Durbin e Judy Garland raggiungono grande fama negli anni Trenta con un lungo apprendistato di attori e cantanti bambini nel teatro e nel cinema, che vale a ciascuno di loro il riconoscimento dell'Oscar giovanile tra il 1939 e il 1940.[35] Per anni continueranno da giovani attori ad interpretare parti di adolescenti.[40]

Fuori dal coro, Bonita Granville viene nominata all'Oscar per un parte che si distacca dallo stereotipo imperante dell'infanzia come era dell'innocenza e della bontà. Nel film La calunnia (1936) è una bambina perfida e viziata pronta a rovinare la vita di due sue insegnanti con le proprie calunnie.[33] [35]

Il divismo degli attori bambini a Hollywood è all'origine delle prime pubblicazioni celebrative,[41] ma anche di una serie infinita di cause legali, che oppongono famosi attori bambini come Jackie Coogan e Freddie Bartholomew a membri delle loro stesse famiglie, circa l'usufrutto dei loro consistenti profitti. Nel 1939 si giunge finalmente in California all'approvazione di una legge (la cosiddetta Coogan Law) che salvaguardia una porzione degli introiti per la maggiore età del minore e regolamenta le condizioni di lavoro spesso massacranti cui i bambini erano spesso sottoposti, offrendo loro la possibilità di conciliare studio e lavoro e di avere maggiore tempo libero.[42].

Il fenomeno degli attori bambini dall'America si espande ad altri paesi, pur senza raggiungere forme comparabili di divismo.[15] La Francia ha Robert Lynen (Pel di carota, 1932), l'Inghilterra ha i gemelli Billy e Robert Bautch (Il principe e il povero, 1937). L'indiano Sabu è il primo attore bambino non di origine europea ad acquisire notorietà nel cinema con la sua interpretazione di La danza degli elefanti (1937), Il principe Azim (1938) e Il ladro di Bagdad (1940).[43] Nella Germania nazista (Jürgen Ohlsen in Hitlerjunge Quex, 1933) e nella Russia sovietica (Aleksei Lyarsky ne L'infanzia di Maxim Gorky, 1938) gli attori bambini sono sfruttati dalla propaganda ideologica diretta alle giovani generazioni come efficaci simboli e modelli di eroismo e idealismo; ai due giovani attori, prigionieri del loro ruolo, non resterà altra alternativa nella loro vita futura che di cadere in disgrazia (Ohlsen) per non essersene dimostrato all'altezza o di identificarsene fino in fondo (Lyarsky), fino alla morte sul campo di battaglia.[44]

Gli anni Quaranta: l'impatto del neorelismo[modifica | modifica wikitesto]

Franco Interlenghi e Rinaldo Smordoni in Sciuscià (1946)

Gli attori bambini sono una presenza ormai radicata nell'industria dell'intrattenimento. Dal 1939 al 1947 Johnny Sheffield è il popolarissimo "Boy", figlio adottivo di Tarzan e Jane, in una lunga serie di film.[24] [45] Margaret O'Brien,[24] Dean Stockwell[33] e Bobby Driscoll[24] sono i più prolifici e richiesti tra gli attori bambini professionisti del periodo, con una lunga serie di film di successo. Anche Elizabeth Taylor[46] e Natalie Wood[24] raggiungono i loro primi successi già da bambine rispettivamente nei film Gran Premio (1944) e Il miracolo della 34ª strada (1947).

Il cinema è continuamente alla ricerca non solo di nuovi talenti ma di nuove prospettive. Alcuni registi non si accontentano di raccontare storie di bambini ma cercano di esplorare la realtà (anche nei suoi aspetti più crudi e drammatici) attraverso gli occhi dei bambini. È così con Roddy McDowall in Com'era verde la mia valle (1941),[24] [33] Luciano De Ambrosis in I bambini ci guardano (1942), e Peggy Ann Garner in Un albero cresce a Brooklyn (1945). È il preludio alla grande svolta neorealistica del cinema italiano del dopoguerra che nei film di Vittorio De Sica e Roberto Rossellini si afferma a livello internazionale anche in larga misura attraverso l'interpretazione spontanea di bambini attori non professionisti come Franco Interlenghi e Rinaldo Smordoni in Sciuscià (1946); Alfonsino Pasca in Paisà (1946); Enzo Staiola in Ladri di biciclette (1948); e Edmund Meschke in Germania anno zero (1948).[15] Con l'unica eccezione di Franco Interlenghi (destinato poi ad una lunga carriera di attore da adulto), per questi bambini la notorietà resta legata a un solo film nel quale è stato loro chiesto di interpretare se stessi.[15]

La lezione del neorealismo si fa sentire nella produzione di film documentari o semi-documentari che mettono al centro le sofferenze dei bambini nell'immediato dopoguerra (e in cui per la prima volta si fa riferimento esplicito al dramma dell'Olocausto), come The Children of Europe (regia di Theodore Andrica, 1947), Our Children (Unzere Kinder, regia di Natan Gross e Shaul Goskind, 1948) o Somewhere in Europe (Ungheria, 1948). Il cinema di Hollywood risponde con Ivan Jandl in Odissea tragica (1948), la storia di un bambino e di sua madre che, sopravvissuti ai campi di concentramento ma separati l'uno dall'altra, si cercano in una Germania distrutta dalla guerra. L'influenza del neo-realismo si avverte anche in generi distanti, come il racconto storico di Oliver Twist (1948), che nell'interpretazione di John Howard Davies diventa cruda denuncia dello sfruttamento minorile, o i thriller Idolo infranto (1948) con Bobby Henrey e La finestra socchiusa (1949) con Bobby Driscoll.

All'innocenza dei bambini è associata una sensibilità particolare che li porta ad essere protagonisti di storie che li pongono al contatto con il soprannaturale. Amy Carter ne Il giardino delle streghe (The Curse of the Cat People, 1944) e Dean Stockwell ne Il ragazzo dai capelli verdi (1948) offrono i primi esempi di bambini la cui innocenza e sensibilità li rende capaci di esperienze paranormali, cui gli adulti sono esclusi.

Nel decennio Hollywood premia questi giovanissimi talenti con uno speciale Oscar giovanile assegnato a Margaret O'Brien, Peggy Ann Garner, Claude Jarman (Il cucciolo, 1946), Ivan Jandl, e Bobby Driscoll.[35]

La televisione e il ritorno agli attori professionisti (gli anni '50)[modifica | modifica wikitesto]

La giovane Lauren Chapin con il cast di Papà ha ragione (1954-60)

In Bellissima (Italia, 1951) Luchino Visconti erge una bambina (Tina Apicella) a simbolo della ricerca ossessiva di piccoli talenti naturali da sacrificare all'illusione del successo. La grande stagione del Neorealismo italiano si chiude così con un personaggio che "sembra criticare l'illusione creata proprio dai film neorealisti: quella di giovanissime star passate come meteore nell'universo cinematografico." [15] Il modello neorealista rimane comunque vivo, negli anni Cinquanta, a livello internazionale, dove si continuano a preferire interpreti non professionisti come Georges Poujouly e Brigitte Fossey (Giochi proibiti, Francia, 1952), Pablito Calvo Marcelino pan y vino (Spagna, 1955), Subir Bannerjee (Pather panchali, India, 1955; Il lamento sul sentiero); e Jean-Pierre Léaud (The 400 Blows, Francia, 1959).

Il cinema americano, con l'unica notevole eccezione di Richie Andrusco in Little Fugitive (1953), torna invece a privilegiare attori bambini che abbiano ricevuto un apprendistato più formale. Sia Brandon De Wilde (Il membro del matrimonio, 1952) che Patty McCormack (Il giglio nero, 1956) arrivano al cinema ripetendo la parte che li ha resi celebri a Broadway. Entrambi affronteranno altri film importanti, De Wilde ne Il cavaliere della valle solitaria (1953) e Addio, lady (1956),[24] [33] and McCormack in All Mine to Give (1956); entrambi riceveranno la nomina all'Oscar per loro interpretazioni. L'unico Oscar giovanile del decennio è assegnato agli inglesi Jon Whiteley e Vincent Winter in I confini del proibito (1953).[35] Notevole impressione suscitano anche Michel Ray in La più grande corrida (1954); Richard Eyer in La legge del Signore (1956); e in particolare Billy Chapin in La morte corre sul fiume (1956).

La televisione comincia a offrire le prime parti importanti a molti giovani attori e la prospettiva non solo di un valido apprendistato ma di una continuità di lavoro che cinema e teatro non potevano loro garantire. Il piccolo schermo contribuisce al tempo stesso ad ampliare le loro possibilità espressive, prima di tutto con la produzione di popolari serie per ragazzi come le Le avventure di Rin Tin Tin (1954-59) con Lee Aaker;[47] Lassie (1954-57) con Tommy Rettig (giunto alla televisione dopo i successi cinematografici di Le 5000 dita del Dr. T nel 1953 e La magnifica preda nel 1954);[48] e Furia cavallo del West (1955-60) con Bobby Diamond.[49] Si affermano anche popolari "serie per famiglia": The Adventures of Ozzie and Harriet (1952-66) con Ricky Nelson; Papà ha ragione (1954-60) con Lauren Chapin; e Il carissimo Billy (1957-63) con Jerry Mathers, anch'egli giunto alla televisione dopo la positiva esperienza al cinema ne La congiura degli innocenti (1955) di Alfred Hitchcock.[50] Nel 1951 l'opera lirica "Amahl and the Night Visitors " di Gian Carlo Menotti, la prima prodotta espressamente per la televisione, mostra come grazie alla ripresa televisiva i bambini possano proporsi come protagonisti anche nell'opera lirica, portando al successo giovani interpreti come Chet Allen e Bill McIver.[51]

I personaggi dei bambini negli anni Cinquanta si fanno più complessi e sfaccettati. Con Billy Gray in Ultimatum alla Terra (1951) e Michel Ray in I figli dello spazio (1958) la fantascienza si aggiunge ai generi offerti agli attori bambini, ancora sfruttando la loro curiosità e innocenza e la loro disponibilità ad accogliere il nuovo in contrasto alle paure degli adulti.[52] Sul versante opposto, Patty McCormack mostra come il male non sia estraneo all'infanzia e posso produrre tragici risultati, offrendo in Il giglio nero (The Bad Seed, 1954 dramma e 1956 film) un inquietante ritratto di bambina psicotica e priva di rimorsi che giunge coscientemente all'omicidio.[53]

Il musical degli anni Sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Foto pubblicitaria del musical The Sound of Music

Gli attori bambini sono ormai una presenza riconosciuta nel cinema internazionale. I nomi di molti di loro sono inclusi nello Hollywood Walk of Fame, a cominciare dall'8 febbraio 1960 quando il riconoscimento fu dato a Shirley Temple, Jackie Coogan, Jackie Cooper, Freddie Bartholomew, Mickey Rooney, e Judy Garland.[54]

Negli anni Sessanta gli attori bambini coprono ormai una gamma amplissima di registri, dagli estremi dell'innocenza e del sacrificio a quelli della malvagità e della perversione.

I bambini sono la consolazione dei loro genitori, specie nelle serie televisive: Ron Howard (The Andy Griffith Show, 1960-68; Una fidanzata per papà, 1963); Billy Mumy (Erasmo il lentigginoso, 1965; Lost in Space, 1965-68); Marc Copage (primo attore bambino afro-americano in una serie non stereotipata in Gulia, 1968-71);[55] Brandon Cruz in Una moglie per papà (1969-72). Curiosamente sono quasi tutti chiamati nella finzione ad interpretare figli unici di genitore vedovo/a e l'intera azione si incentra proprio sulla stretta relazione tra genitore e figlio.

Gli stessi "adorabili" bambini possono tuttavia trasformarsi in mostri omicidi, come Martin Stephens ne Il villaggio dei dannati (1960)[52] o lo stesso Billy Mumy nel celebre episodio (It's a Good Life, 1961) di Ai confini della realtà.[56] Da oggetto del desiderio la bambina (Sue Lyon) diventa cinica seduttrice in Lolita (1962) in uno dei più controversi film degli anni Sessanta.[57] Nel film Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) Betty Davis è un ex-attrice bambina trasformatasi da adulta in un personaggio d'orrore, quasi a voler rivelarne la natura nascosta.[53] Il racconto post-apocalittica Il signore delle mosche (1963, con James Aubrey), basato su un romanzo di William Golding, demolisce il mito dell'innocenza "naturale" dei bambini, mostrando i velocissimi effetti "regressivi" che l'abbandono ha su un gruppo di bambini "civilizzati" una volta che siano lasciati a se stessi in un'isola deserta.[58] Alla televisione si trasmettono ben due serie che prendono in giro questi film d'orrore che coinvolgono ora anche i bambini: La famiglia Addams (1964-66, con Lisa Loring e Ken Weatherwax);[59] e I mostri (1964-66, con Butch Patrick).

Anche laddove i bambini siano riproposti come eroi positivi, il cinema si sofferma sui terribili risvolti a livello psicologico dell'odio che si trovano a combattere: sia esso la guerra per Nikolai Burlyayev ne L'infanzia di Ivan (1962) di Andrej Tarkovskij o l'intolleranza razziale per Mary Badham e Phillip Alford ne Il buio oltre la siepe (1962), o la follia omicida di un adulto per William Dix in Nanny, la governante (1965).

L'ultimo Oscar giovanile viene assegnato nel 1960 ad una giovane attrice Hayley Mills, capace di esprimersi con grande abilità sia nelle parti più sentimentali e di intrattenimento (Il segreto di Pollyanna, 1960; Il cowboy con il velo da sposa, 1961) che in parti più complesse e drammatiche (The Tiger Bay, 1959; Whistle Down the Wind, 1962).[24] [35]

Nel 1965 e nel 1968 l'Oscar per i miglior film va a due musical (The Sound of Music e Oliver!), in cui c'è una presenza fondamentale di un cast di attori-cantanti bambini.[35] Prima della sua versione cinematografica (conosciuta in Italia con il titolo di Tutti insieme appassionatamente), il musical The Sound of Music con musiche di Richard Rodgers e testi di Oscar Hammerstein aveva debuttato in teatro a Broadway nel novembre 1959 e a Londra nel 1961, ricevendo accoglienze trionfali; l'intero cast dei bambini venne nominato ai Tony Awards.[60] Anche Oliver! con musiche e testi di Lionel Bart si era affermato dapprima in teatro con fortunate produzioni, a Londra dal giugno 1960 e quindi a Broadway dal gennaio 1963.[61] A ricoprire nella trasposizione cinematografica il ruolo di Oliver, che a Londra era stato di Keith Hamshere e a New York di Bruce Prochnik, fu scelto Mark Lester il quale non aveva una formazione di cantante (tanto da dover essere doppiato) ma era un attore bambino già con una buona esperienza nel cinema e nella televisione.[24] [33] Sull'onda del successo di questi due musical, altri spettacoli offrono parti di rilievo a attori bambini. Nel 1966 Frankie Michaels riceve a 10 anni il Tony Award per la sua interpretazione del giovane Patrick nel musical "Mame" a Broadway.[62] Dagli anni Sessanta, grazie anche alla diffusione e al perfezionarsi delle tecniche di amplificazione della voce sul palcoscenico,[63] il musical si affianca stabilmente al cinema e alla televisione come uno dei principali veicoli di successo per gli attori bambini.

Sulla spinta del successo commerciale di film come Appuntamento sotto il letto (1968) e C'è un uomo nel letto di mamma (1968), anche alla televisione si affermano con La famiglia Brady (1969-74) (padre, madre e sei figli) show che mostrano famiglie numerose con figli di età anche molto diversa, il che permette di sfruttare le abilità di alcuni attori bambini già affermati, dando tempo nel frattempo ad altri di crescere sullo schermo per diversi anni.

Gli anni Settanta[modifica | modifica wikitesto]

Adam Rich nel 1977
Michael Jackson (al centro) con i fratelli

Nel 1974 Tatum O'Neal diventa a dieci anni la più giovane vincitrice di un premio Oscar in Luna di carta (1973).[35] Interpreta un ruolo simpatico di bambina precoce e smaliziata che mostra già una comprensione da adulto dei fatti della vita. In suo ruolo sarà ripreso nel 1974 nell'omonima serie televisiva da Jodie Foster, la più famosa e versatile attrice bambina di quegli anni, capace di passare con naturalezza da ruoli in film per bambini (Due ragazzi e un leone, 1972, e Tom Sawyer, 1973, sempre al fianco di Johnny Whitaker) a parti drammatiche (Alice non abita più qui, 1974; Taxi Driver, 1977).[64] Lo stesso registro di precocità è al centro delle interpretazioni di Quinn Cummings in Goodbye amore mio! (1977) e di Justin Henry in Kramer contro Kramer (1979), che valgono loro la nomina al premio Oscar.[35]

Gli anni Settanta sono forse l'epoca più fosca per gli attori bambini. Si rompe ogni limite: Linda Blair è posseduta dal demonio in L'esorcista (1973), Jonathan Scott-Taylor è l'Anticristo in Il presagio (1976). Cade anche il tabù sulla sessualità dei bambini che diventano cosciente oggetto di desiderio degli adulti, in modo ancora ambiguo con Björn Andrésen in Morte a Venezia (1971) ma già esplicito con le prostitute bambine interpretate da Jodie Foster in Taxi Driver (1977) e Brooke Shields in Pretty Baby (1979).

Non mancano tuttavia le occasioni di emergere anche nel genere di fantasia e di intrattenimento: Peter Ostrum in Willy Wonka & the Chocolate Factory (1971), Johnny Whitaker in Tom Sawyer (1973), Andrea McArdle in Anne: The Musical (1977), Kelly Reno in Black Stallion (1979). Cary Guffey in Incontri ravvicinati del terzo tipo (regia di Steven Spielberg, 1977) apre un nuovo filone nel film di fantascienza che vede nel bambino il mediatore privilegiato dell'incontro con il mondo alieno, filone che lo stesso Spielberg ed altri registi svilupperanno con grande ampiezza negli anni Ottanta.[65]

Con la fine della segregazione razziale si aprono anche a Hollywood nuove possibilità per attori afroamericani.[55] Kevin Hooks è il primo attore bambino afroamericano cui sia data l'occasione di una parte importante non stereotipata nel film Sounder (1972). Alla televisione, in Il mio amico Arnold (1978-86) due bambini afroamericani (Gary Coleman e Todd Bridges) adottati nella finzione da un padre bianco diventano i primi attori afro-americani protagonisti di una serie televisiva di successo, mentre The Waltons (1972-81), Little House on the Prairie (1974-82), e Eight Is Not Enough (1977-81) (con Adam Rich) proseguono il filone già affermato di serie con numerosi attori bambini.

A livello internazionale si segnalano: Benoît Ferreux in Soffio al cuore (1971), Samy Ben-Youb in Madame Rosa (1977); David Bennent in Il tamburo di latta (1979).

Nel 1978 viene creata la Young Artist Association, un'organizzazione non-profit destinata a sostenere attori bambini o adolescnti, attraverso iniziative legislative, borse di studio ed un premio annuale che riconoscesse i giovani talenti nel cinema, televisione, teatro e musica. La prima cerimonia per il conferimento degli Young Artist Awards si tiene nell'ottobre 1979 in California e da allora si è ripetuta annualmente. Tra i premiati per la loro attività negli anni '70 si sono Diane Lane e Thelonious Bernard, protagonisti del film A Little Romance (1979), Justin Henry in Kramer contro Kramer (1979), Adam Rich e Gary Coleman per le serie televisive Eight Is Enough e Il mio amico Arnold, e il giovane Michael Jackson (bambino prodigio per eccellenza nella musica di intrattenimento degli anni '70).

Gli anni Ottanta e il ritorno all'innocenza perduta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '80 si avverte un deciso cambio di tendenza sia da parte del pubblico e della critica. Ad essere premiati con lo Young Artist Award sono ora in prevalenza attori bambini protagonisti di film di avventura, fantasia, e buoni sentimenti: Ricky Schroder in Il piccolo Lord (1980); Jonathan Ke Quan in Indiana Jones and the Temple of Doom (1980); Henry Thomas in E.T. (1982); Aileen Quinn in Annie (1982); Sean Astin in The Goonies (1985). Si segnala anche Barret Oliver in La storia infinita (1984, assieme a Noah Hathaway), D.A.R.Y.L. (1985) e Cocoon - L'energia dell'universo (1985).

Anche laddove si mantenga una maggiore vena realistica, il personaggio non perde la propria innocenza pur nell'affrontare situazioni tragiche: una difficile situazione familiare (Beril Guve in Fanny and Alexander, 1981; Anton Glanzelius in La mia vita a quattro zampe, 1985); la povertà e il degrado del proprio ambiente sociale (Garry Cadenat in Sugar Cane Alley, 1984; Danny de Munk in Ciske de Rat, 1984; Pelle Hvenegaard in Pelle alla conquista del mondo, 1986); la guerra (Sebastian Ri''ce-Edwards in Hope and Glory (1987) e Christian Bale in L'impero del sole, 1987), l'Olocausto (Gaspard Manesse e Raphaël Fejtö in Arrivederci ragazzi, 1987), persino l'esperienza di una catastrofe nucleare (Ross Harris in Testament, 1983). Questo dimensione di ritrovata innocenza di fronte alle difficoltà è sintetizzata nell'interpretazione più popolare degli anni Ottanta a livello internazionale: Salvatore Cascio in Nuovo Cinema Paradiso (1988), il film di Giuseppe Tornatore, premio Oscar come miglior film straniero.[35] Cascio riceve anche lo Young Artist Award.

Negli anni Ottanta, alla televisione si afferma Kim Fields in L'albero delle mele (1979-88) e soprattutto il gruppo di attori bambini afroamericani nel The Cosby Show (1984-92), primo programma di successo interamente incentrato sulle vicende di una famiglia afroamericana.[55]

Gli anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

Con il film Mamma, ho perso l'aereo (1990), Macaulay Culkin diventa la star del decennio nel film di intrattenimento.[15] Assieme a lui, Elijah Wood, Joseph Mazzello e Brad Renfro, tutti vincitori di Young Artist Awards, sono i più popolari attori bambini nella prima metà degli anni Novanta, contribuendo al successo di film come Jurassic Park (1993), Shadowlands (1993) o Il cliente (1994), talora interagendo in film come Il grande volo (1992), The Good Son (1993), e The Cure (1995). Anna Paquin vince il premio Oscar quale miglior attrice non protagonista in Lezioni di piano (1993).[35] Kirsten Dunst viene nominata ai Golden Globe per la sua interpretazione in Intervista col vampiro (1994), ripetendosi in Jumanji (1995) al fianco di Bradley Pierce. A livello internazionale si segnalano Julien Ciamaca in My Father's Glory & My Mother's Castle (Francia 1990); Victoire Thivisol in Ponette (Francia, 1996); Misha Philipchuk in Il ladro (Russia, 1997); Vinícius de Oliveira in Central do Brasil (Brasile, 1998); e soprattutto Giorgio Cantarini ne La vita è bella (1997), film vincitore di tre Premi Oscar;[35] anche a lui va il Young Artist Award. Fa la sua prima comparsa anche la vicenda di un bambino terrorista nel film The Boy from Lebanon (1994).

Alla fine degli anni Novanta il regista M. Night Shyamalan ripropone il modello del bambino che spinto della propria sensibilità entra in contatto con il soprannaturale, prima con il film Ad occhi aperti (1998) con Joseph Cross[66] e poi con l'eccezione successo di The Sixth Sense - Il sesto senso (1999) con Haley Joel Osment[67] che, nominato all'Oscar,[35] confermerà il suo talento in A.I. - Intelligenza Artificiale (2001) di Steven Spielberg.[15]

Alla televisione gli attori bambini contribuiscono in modo determinante al successo di serie che dagli Stati Uniti rimbalzano sulle reti di mezzo mondo: Neil Patrick Harris in Doogie Howser (1989-93); Sara Gilbert e Michael Fishman in Pappa e ciccia (Roseanne, 1988-97); Zachery Ty Bryan, Taran Noah Smith, e Jonathan Taylor Thomas in Quell'uragano di papà (Home Improvement, 1991-99); Jodie Sweetin, Mary-Kate Olsen e Ashley Olsen in Gli amici di papà (Full House, 1987-95); Fred Savage in Blue Jeans (The Wonder Years, 1988-93); Madeline Zima in La tata (1993-99); Ben Savage in Crescere, che fatica! (Boy Meets World, 1993-2000).[68]

Daisy Eagan non ha ancora compiuto 12 anni quando è premiata dai Tony Awards per la sua interpretazione nel musical "The Secret Garden" (1991), un altro musical di Broadway (1991-93) a impiegare bambini in ruoli protagonistici.[69] The Lion King (musical), tratto dall'omonimo film della Disney, offre anch'esso due parti di risalto per attori bambini e in esse avranno l'opportunità di cimentarsi diverse generazioni di giovani interpreti (lo spettacolo, inaugurato a Broadway nel 1997 e quindi a West End di Londra nel 1999, vi è ancor oggi rappresentato senza interruzione).[70].

Il nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Billy Elliot the Musical, 5th Birthday Show (2010)

Jamie Bell[71] nel film Billy Elliot (2000) offre una interpretazione così convincente che il suo personaggio, un ragazzo pronto a sfidare quasi suo malgrado i pregiudizi della famiglia e del proprio ambiente per esprimere se stesso come ballerino, diventa uno dei simboli del decennio. Elton John adatta la storia ad un musical di successo che offre a numerosi giovani talenti la possibilità di affermarsi sulle scene internazionali e ottenere importanti riconoscimenti.[72] I tre Billy del cast originale londinese (Liam Mower, James Lomas, George Maguire) ricevono nel 2005 il Laurence Olivier Award, mentre il Tony Award premia nel 2009 il cast originale americano (Kiril Kulish, David Álvarez, Trent Kowalik).

Sull'onda del fenomeno letterario dei racconti di Harry Potter, i suoi giovani interpreti sul grande schermo (Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint) acquistano enorme popolarità internazionale.[73]

Due attrici bambine vengono nominate all'Oscar, Keisha Castle-Hughes in La ragazza delle balene (2002) e Abigail Breslin in Little Miss Sunshine (2006).

Il cinema continua ad occuparsi dei bambini anche con coraggiosi documentari di denuncia della precaria condizione dell'infanzia in alcune aree del mondo.[74] Tra di essi si segnalano: Children Underground (2001) (dedicato ai ragazzi di strada rumeni), e due opere sull'esperienza dei bambini-soldato in Africa, Children of Congo: From War to Witches (2008) e Children of War (2009).

Dal 2010 ad aggi[modifica | modifica wikitesto]

Un altro musical con un cast di bambini riscuote su successo internazionale. Matilda the Musical debutta nel novembre 2011 al West End di Londra, e a Broadway nell'aprile 2013. Come già successo con Billy Elliot the Musical, le attrici bambine che si alternano nel ruolo di protagonista a Londra (Eleanor Worthington Cox, Cleo Demetriou, Sophia Kiely, Kerry Ingram) ricevono il Laurence Olivier Awards, mentre il Tony Award premia il cast americano (Sophia Gennusa, Oona Laurence, Bailey Ryon, Milly Shapiro).

Nel gennaio 2013 Quvenzhané Wallis entra a 9 anni nella storia del cinema come l'attrice più giovane ad essere candidata all'Oscar per la sua interpretazione del film Re della terra selvaggia (2012). L'attrice riceve numerosi riconoscimenti (incluso lo Young Artist Award) anche come protagonista del film Annie - La felicità è contagiosa (2014). Lo Young Artist Award premia anche Chloë Grace Moretz (Hugo Cabret, 2011), Sophie Nélisse (The Book Thief, 2013), e Tom Holland in The Impossible (2012). Si segnalano anche le interpretazioni di Thomas Doret in Il ragazzo con la bicicletta (2011), Asa Butterfield in Hugo Cabret (2011), Thomas Horn in Molto forte, incredibilmente vicino (2011), e Jacob Tremblay in Room (2015).

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane saltimbanco (1877) di Antonio Mancini

In Italia gli attori bambini sono attivi da tempo immemorabile nelle piazze, nei circhi e nei teatri, spesso in condizioni di lavoro duro e precario, soggetti ad ogni tipo di abuso, privi di qualsiasi diritto. Di loro non resta memoria se non in scarse note di cronaca e in alcuni dipinti di artisti come Domenico Tiepolo e Antonio Mancini. Dello "sfruttamento dei bambini sul teatro" il primo a occuparsi è il medico e sindacalista Gaetano Pieraccini in un pioneristico articolo del 1908 sul Giornale italiano di medicina sociale.[75] Lo sviluppo dell'industria cinematografica avviene quindi proprio nel momento in cui i bambini attori stanno uscendo dal loro secolare anonimato e la società intera, divenuta più sensibile ai problemi dell'infanzia, sembra finalmente accorgersi della loro esistenza.[76]

Sin dagli inizi del cinema muto i bambini sono interpreti di numerosi cortometraggi, spesso protagonisti di serie comiche sotto nomi d'arte, a somiglianza di quanto avveniva nelle popolari contemporanee serie a fumetti.

Maria Bay (Firulì) in una immagine del 1911
Miranda Bonansea

La prima bimba attrice ad avere successo in Italia fu le settenne Maria Bay, lanciata dalla Ambrosio Film di Torino. La piccola interpretò una trentina di cortometraggi negli anni dal 1911 al 1916, dapprima dando vita al personaggio, tra il comico ed il patetico, di Firulì, per poi passare indifferentemente a ruoli di bambina o di bambino.[77] Altri piccoli attori di quell'epoca sono Edoardo Notari (Gennariello, 1912-17);[78] Ermanno Roveri (Frugolino, 1913-14); Eraldo Giunchi (Cinessino, 1913-15); Luigi Petrungaro (1913-17); Renato Visca (1913-19);[79] Ettore Casarotti (1917-22);[80] Franco Capelli (1920-22);[81] Mimmo Palermi (1923-25).[82] Poi la crisi della produzione cinematografica italiana, con il fallimento dell'U.C.I., interrompe anche le giovani carriere di questi piccoli interpreti.

L'avvento del sonoro (1930 in Italia) offre agli attori bambini nuove possibilità di espressione, ma le condizioni generali del cinema e della società italiani non portano all'emergere di celebrità paragonabili a quelle dei loro colleghi americani.

Luciano De Ambrosis ne I bambini ci guardano

Gli attori bambini che si segnalarono in questo periodo furono Pino Locchi (1932-42), Cesare Barbetti (1935-45), Gianni Glori (1941-43), Ennio Sannangelo (1936-40) e Paolo Ferrari (1938-43) che nel suo primo ruolo (Ettore Fieramosca di Blasetti) fu presentato come Tao Ferrari. Nel 1934 il dodicenne Franco Brambilla è tra gli interpreti del film di esaltazione del fascismo Vecchia guardia, ma questa prova non avrà seguito. Nel 1939 con Piccoli naufraghi si tentò uno dei pochissimi film italiani degli anni trenta dedicato ai giovanissimi, benché condizionato dal clima di propaganda legato alla proclamazione fascista dell'impero. I 12 interpreti furono tutti ragazzi tra i 10 ed i 13 anni scelti tra gli oltre 1.600 che avevano risposto ad un annuncio sul Messaggero[83], ma, nonostante molti buoni propositi, anche in questo caso nessuno di loro apparve più in altre pellicole.

Tra le bimbe, oltre a Miranda Bonansea (1935-39), ebbe grandissimo, anche se breve, successo Mariù Pascoli (1941-46), esordiente nel Piccolo mondo antico di Soldati, per il quale fu scelta attraverso un concorso bandito dalla casa produttrice "Lux Film"[84]. Non volendo esser da meno, l'anno successivo l'altra importante casa di produzione italiana dell'epoca, la "Scalera", scelse con lo stesso metodo Luciano De Ambrosis[85], destinato ad essere Pricò ne I bambini ci guardano con cui De Sica inaugura una serie di opere drammatiche dedicate alla condizione dell'infanzia (che proseguirà poi con Sciuscià, Ladri di biciclette e che secondo alcuni arriverà sino a L'oro di Napoli[86]) e che, a parere unanime della critica, costituisce assieme al coevo Ossessione di Visconti (e, per molti, anche con 4 passi fra le nuvole di Blasetti), il preludio alla grande stagione del neorealismo[87].

I piccoli interpreti non professionisti di quei film del dopoguerra sono i primi attori bambini del cinema italiano ad acquisire fama internazionale. Sono Franco Interlenghi e Rinaldo Smordoni in Sciuscià (regia di Vittorio De Sica, 1946); Alfonsino Pasca in Paisà (regia di Roberto Rossellini, 1946); Enzo Staiola in Ladri di biciclette (regia di Vittorio De Sica, 1948); Edmund Meschke in Germania anno zero (regia di Roberto Rossellini, 1948); e Agnese e Nella Giammona in La terra trema (regia di Luchino Visconti, 1948).

Mariù Pascoli in Piccolo mondo antico, regia di Mario Soldati, 1941
Franco Interlenghi e Rinaldo Smordoni con Maria Campi nel film Sciuscià (1946)

Nel 1951 Visconti sceglie ancora una piccola interprete non professionista di cinque anni, Tina Apicella, da affiancare alla grande Anna Magnani nella drammatica critica al cinismo del mondo del cinema di Bellissima, uscita in un periodo in cui si sta esaurendo la grande stagione del neorealismo[88]. Successivamente agli attori bambini italiani si danno meno occasioni di emergere a livello internazionale. Non mancano i giovani talenti. Alcuni, come Paola Quattrini, Enzo Cerusico, Mario Girotti, e Edoardo Nevola, sono destinati da adulti ad un'altrettanto lunga carriera nel mondo dello spettacolo. Altri, in quella che per loro rimane solo una breve parentesi di vita, sono protagonisti di numerosi film: Giancarlo Zarfati (1947-63), Maurizio Di Nardo (1948-54), Angelo Maggio[89] (1950-54), Marco Paoletti (1957-64), Franco Di Trocchio (1957-64). Di altri ancora il nome resta legato ad un'unica intensa interpretazione, come Anna Pisani in La spiaggia (regia di Alberto Lattuada, 1954); Geronimo Meynier e Andrea Scirè in Amici per la pelle (regia di Franco Rossi, 1955); Giancarlo Damiani ne La finestra sul Luna Park (regia di Luigi Comencini, 1957).

Vittorio De Sica e Sophia Loren portano al successo la dodicenne Eleonora Brown ne La ciociara (1960) e il piccolo Carlo Angeletti ne La baia di Napoli (1960). Peppeddu Cuccu in Banditi a Orgosolo (regia di Vittorio De Seta, 1961) si colloca nel filone dei film dialettali di denuncia sociale; alla 22ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il film vince il premio Migliore Opera Prima. Anche i generi peplum e musicarello, allora di gran voga, trovano i loro piccoli interpreti: rispettivamente Franco Gasparri e Valter Brugiolo. Luigi Comencini si conferma come il regista italiano più sensibile ai temi dell'infanzia e il più capace di lavorare con giovanissimi talenti,[90] dirigendo Stefano Colagrande e Simone Giannozzi in Incompreso (1966). Lo sviluppo dei programmi televisivi comincia intanto ad offrire anche in Italia parti di grande popolarità ad attori bambini: Sandro Pistolini ne Il piccolo Lord (1960); Roberto Chevalier in David Copperfield (1965); e Giusva Fioravanti nella serie La famiglia Benvenuti (1968-69).

Luchino Visconti si affida ad un ragazzo svedese (Björn Andrésen) per la parte di Tadzio in Morte a Venezia (1971). In Italia Nicoletta Elmi e Renato Cestiè sono gli attori bambini professionisti degli anni settanta, interpreti affidabile di una lunga serie di film che spaziano dal genere horror a quello western e a quello sentimentale. L'attore bambino piu' popolare del periodo e' pero' Andrea Balestri con lo straordinario successo di critica e di pubblico dello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio (1972), diretto da Luigi Comencini. Al fianco del Pinocchio di Balestri e' un altro piccolo attore preso anch'egli "dalla strada": il Lucignolo di Domenico Santoro gia' "scoperto" dello stesso Comencini nel documentario I bambini e noi (1970). Anche Bernardo Bertolucci, Paolo e Vittorio Taviani, e Ermanno Olmi puntano nei loro film su attori bambini non professionisti con forti caratteristiche regionali e dialettali: Paolo Pavesi e Roberto Maccanti in Novecento (1976); Fabrizio Forte in Padre padrone (1977); e Omar Brignoli in L'albero degli zoccoli (1978).

Salvatore Cascio in Nuovo Cinema paradiso (1988), film premiato con l'Oscar

Gli anni ottanta e novanta sono segnati dai successi internazionali di Totò Cascio in Nuovo Cinema Paradiso (regia di Giuseppe Tornatore, 1988) e di Giorgio Cantarini ne La vita è bella (regia di Roberto Benigni, 1997). Entrambi i film vincono l'Oscar come miglior film straniero; era dai tempi del neorealismo che degli attori bambini italiani non giungevano ad un tale livello di popolarità internazionale, segnata anche dal conferimento di importanti riconoscimenti della critica come il Premio BAFTA 1989 per Cascio e lo Young Artist Award per entrambi.

Tra le altre interpretazioni di rilievo si segnalano ancora una volta i giovani attori dei film di Luigi Comencini: Francesco Bonelli in Voltati Eugenio (1980); Carlo Calenda in Cuore (1984); e Santo Polimeno in Un ragazzo di Calabria (1987). Nei primi anni ottanta Giovanni Frezza è apprezzato interprete in numerosi film horror. Anche i registi Cristina Comencini, Carlo Carlei e Roberto Faenza offrono importanti parti di protagonisti ai loro giovani interpreti: Asia Argento in Zoo (1988); Manuel Colao in La corsa dell'innocente (1993); e Jenner Del Vecchio in Jona che visse nella balena (1993). Per alcuni bambini del cast del film Io speriamo che me la cavo (regia di Lina Wertmüller, 1992), questa sarà solo la prima tappa di una lunga carriera di attori: è il caso di Ciro Esposito e Adriano Pantaleo. Sempre nel 1992 alla bimba Valentina Scalici ed al bimbo Giuseppe Ieracitano vengono assegnati due David di Donatello speciali per la loro interpretazione del Ladro di bambini di Gianni Amelio.[91]

Gli anni Novanta sono anche gli anni in cui compaiono i primi studi studi monografici sugli attori bambini nel cinema italiano. È dapprima una raccolta di saggi del 1992 sui bambini nei film di Luigi Comencini a cura di Lorenzo Capulli e Stefano Gambelli; quindi una monografia del 1995 sulla storia dei bambini nel cinema italiano redatta da Giovanni Grazzini, per lunghi anni critico cinematografico del Corriere della Sera, il quale compila anche la relativa voce nella Enciclopedia del Cinema edita da Treccani.

I primi anni del XXI secolo non hanno visto finora alcun film con attori bambini italiani distinguersi in modo netto a livello internazionale, al di là dei consensi ricevuti dalla critica per alcune interpretazioni, soprattutto quella di Giuseppe Cristiano in Io non ho paura (2003) di Gabriele Salvatores, o quelle di Gianluca Di Gennaro in Certi bambini (regia di Andrea Frazzi e Antonio Frazzi, 2004); e di Greta Zuccheri Montanari in L'uomo che verrà (regia di Giorgio Diritti, 2009). Quanto a popolarità, il primato spetta ai bambini presenti in fortunate serie televisive: Eleonora Cadeddu e il fratello Michael Cadeddu, dal 1998 in Un medico in famiglia; Nerino Bertolacci (2000-04), Sara Santostasi (2004), Steven Manetto (2006), e Andrea Pittorino (2009-11) in Don Matteo; Niccolò Centioni in I Cesaroni (2006-14).

A segnalarsi sono piuttosto due documentari, entrambi del 2015. Nel primo, I bambini sanno, Walter Veltroni intervista trentanove bambini, tra gli otto e i tredici anni, raccontando come loro osservino e giudichino l'Italia, la loro vita, gli adulti, il futuro, similmente a quanto Luigi Comencini aveva fatto nel suo documentario del 1970. Il secondo, Protagonisti per sempre di Mimmo Verdesca, premiato al Giffoni film festival, raccoglie i ricordi di alcuni tra i più famosi attori bambini italiani, ormai adulti.[92] Il documentario di Verdesca è il segno di una crescente attenzione anche a livello internazionale sugli attori bambini in Italia (è del 2014 la pubblicazione del primo volume in inglese specificamente dedicato al soggetto: New Visions of the Child in Italian Cinema), ma anche dell'emergere di un nuovo interesse sul destino di questi bambini da adulti e sull'influenza che la loro esperienza ha avuto sulla loro crescita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kashner-Schoenberger, p. 440.
  2. ^ a b Silipo.
  3. ^ O'Connor, p. 67.
  4. ^ O'Connor, p. 68
  5. ^ Anselmi, p. 61.
  6. ^ Elizabeth Reitz Mullenix. Wearing the Breeches: Gender on the Antebellum Stage (New York: St. Martin’s Press, 2000).
  7. ^ William Betty in Treccani.it.
  8. ^ Dunlap, William. A History of the American Theatre from its Origins to 1832 (Champaign, IL: University of Illinois Press, 2005)
  9. ^ The Spoiled Child: A Farce (London: Simpkin, 1822).
  10. ^ Tra i più popolari racconti dell'infanzia dell'Ottocento basti ricordare: Oliver Twist (1837-39), David Copperfield (1849-50) e Grandi speranze (1860-61) di Charles Dickens; Gli anni di scuola di Tom Brown (1857) di Thomas Hughes; Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1865) di Lewis Carroll; Piccole donne (1868-69) di Louisa May Alcott; Le avventure di Tom Sawyer (1873) e Il principe e il povero (1881) di Mark Twain; L'isola del tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson, Il piccolo Lord (1885) di Frances Hodgson Burnett; Il meraviglioso mago di Oz (1900) di L. Frank Baum; fino a Peter Pan (1902) di James Matthew Barrie. Peter Hunt e Dennis Butts, Children's Literature: An Illustrated History (Oxford University Press, 1995).
  11. ^ Shauna A Vey, Childhood and Nineteenth-Century American Theatre: The Work of the Marsh Troupe of Juvenile Actors (Southern Illinois University Press, 2015)
  12. ^ "Children in Vaudeville", in Frank Cullen, Florence Hackman, e Donald McNeilly, Vaudeville Old & New (Psycology Press, 2007), pp. 221-22.
  13. ^ Jeanne Klein, "Without Distinction of Age: The Pivotal Roles of Child Actors and Their Spectators in Nineteenth-Century Theatre" in The Lion and the Unicorn 36.2 (April 2012)
  14. ^ Come ai bambini prodigio prima di lei, ad Elsie Leslie nel costume di scena di Little Lord Fauntleroy vengono dedicati ritratti celebrativi da parte di artisti (William Merritt Chase) ed ora anche di fotografi (Napoleon Sarony). Vedi Elsie Leslie photographs and memorabilia (1884-1900) at the New York Public Library.
  15. ^ a b c d e f g h i j k Giovanni Grazzini, "I bambini", in Enciclopedia del Cinema Treccani.it.
  16. ^ Tra il 1910 e il 1916, William Sanders (GB, 1906-1990) interpreta il personaggio di "Willy" in 78 cortometraggi, prodotti nel tempo da varie compagnie cinematografiche. Con l'esaurirsi della serie, si conclude anche l'esperienza cinematografica di questo attore bambino. Cf. "William Sanders" in IMDb.
  17. ^ Quando si ritira dalle scene a soli otto anni, Paul Jacobs (USA, 1910-2004) e' già un veterano che dal 1913 al 1918 era apparso in oltre 50 pellicole. Cf. "Paul Jacobs" in IMDb.
  18. ^ La carriera di Bobby Connelly (USA, 1909-1922), iniziata nel 1912, conta ben 89 titoli, inclusa la partecipazione in importanti produzioni come Humoresque (1920) con la regia di Frank Borzage. Benche' già nel 1917 al bambino fosse diagnosticata una grave malattia cardiaca, le responsabilità di lavoro proseguirono a ritmo crescente fino alla sua prematura scomparsa nel 1922 a soli 13 anni. Cf. "Bobby Connelly" in IMDb.
  19. ^ Alcune delle grandi attrici del cinema muto si cimentano con grande successo in ruoli di bambino/a, come Mary Pickford, Lillian Gish, Mary Miles Minter, e Marguerite Clark. Gaylyn Studlar, Precocious Charms. Stars Performing Girlhood in Classical Hollywood Cinema (Berkeley, University of California Press, 2013).
  20. ^ Ian Wojik-Andrews, Childrens Films: History, Ideology, Pedagogy, Theory (Routledge, 2002). p. 227; Michelle Tolini Finamore, Hollywood Before Glamour: Fashion in American Silent Film (Palgrave Macmillan, 2013). p. 188.
  21. ^ "Baby Marie Osborne, Silent-Film Child Star, Dies at 99" in New York Times (17 November 2010); "Marie Osborne" in Internet Movie Database.
  22. ^ Gordon Griffith (USA, 1907-1958) comincio' la sua carriera di attore bambino nel 1913, a soli 5 anni, prendendo parti in numerosi film. Il ruolo di "Tarzan bambino" o del "figlio di Tarzan" (ripetuto in ben quattro film, dal 1918 al 1921) gli diede notorietà internazionale e la possibilità di cimentarsi in altri ruoli importanti in Huckleberry Finn (1920) e Penrod (1922). Griffith rimase tutta la sua vita legato al mondo del cinema, dapprima come attore, poi come assistente direttore e produttore. Cf. John Taliaferro, Tarzan Forever: The Life of Edgar Rice Burroughs the Creator of Tarzan (Simon and Schuster, 2002); "Gordon Griffith" in Internet Movie Database.
  23. ^ Dal 1917 al 1923, Tibor Lubinszky (Ungheria, 1909–1956) fu il più importante attore bambino del cinema europeo, recitando con prestigiosi registi come Alexander Korda. Nella vita adulta lavoro' come farmacista. Il servizio militare durante la seconda guerra mondiale mino' gravemente la sua salute e lo condusse a morte prematura nel dopoguerra. Cf. "Tibor Lubinszky" in Internet Movie Database; Karol, Kulik, Alexander Korda: The Man Who Could Work Miracles (Virgin Books, 1990), p.30.
  24. ^ a b c d e f g h i j k l m James Robert Parish, Great Child Stars (New York: Ace Books, 1976). Il libro presenta le biografie di Freddie Bartholomew, Robert "Bobby" Blake, Jackie Coogan, Jackie Cooper, Brandon De Wilde, Bobby Driscoll, Darryl Hickman, Jackie "Butch" Jenkins, Mark Lester, Roddy McDowall, George "Spanky" McFarland, Hayley Mills, Dickie Moore, Margaret O'Brien, Gigi Perreau, Tommy Rettig, Mickey Rooney, Johnny Sheffield, Carl "Alfalfa" Switzer, Shirley Temple, Virginia Weidler, George "Foghorn" Winslow, Jane Withers, e Natalie Wood.
  25. ^ Tra il 1919 e il 1925, Jackie Coogan cambio' l'immagine stessa del bambino attore a Hollywood, esplorando forme espressive finora inedite e provandone il successo presso il grande pubblico. Cf. Diana Serra Cary, Jackie Coogan: The World's Boy King (Scarecrow Press, 2003).
  26. ^ Diana Serra Cary, What Ever Happened to Baby Peggy: The Autobiography of Hollywood's Pioneer Child Star (St. Martins Press, 1996).
  27. ^ L'intera esperienza di attore bambino di Mickey Daniels (USA, 1914-1970) si svolse, tra il 1922 e il 1926, all'interno della serie Simpatiche canaglie, di cui divenne uno dei volti più noti, e in alcuni film di Harold Lloyd. La sua carriera da attore adulto negli anni Trenta non ando' oltre una serie di piccole parti. Mori', solo e dimenticato, in un motel a San Diego, dove lavorava come tassista. Cf. "Mickey Daniels" in IMDb.
  28. ^ Ernie "Sunshine Sammy" Morrison (USA, 1912-1989) lavoro' nella serie nel 1922-24 per poi dedicarsi al vaudeville. Nel 1940-44 tornò al cinema da attore adulto nella serie degli East Side Kids. Lasciato il mondo dello spettacolo lavoro' nell'industria aerospaziale. Cf. Donald Bogle, Toms, Coons, Mulattoes, Mammies & Bucks: An Interpretive History of Blacks in American Films (New York: Continuum, 1973, rev. 2001); Leonard Maltin, The Little Rascals: Remastered and Uncut, Volume 22 (Introduction) [Videorecording] (New York: Cabin Fever Entertainment/Hallmark Entertainment, 1994).
  29. ^ OUR GANG - KELLOGG'S PEP!!.
  30. ^ Nato in Francia ed adottato come orfano di guerra, Philippe De Lacy (Francia-USA, 1917-1995) crebbe negli Stati Uniti. Segnalatosi già come "Michael" in Peter Pan (1924), si impose come uno dei più richiesti attori bambini del cinema muto in importanti produzioni drammatiche: Don Juan (1926), Beau Geste (1926), The Student Prince in Old Heidelberg (1927), Love (1927). Da adulto rimase nel mondo del cinema come aiuto regista, direttore della fotografia, regista televisivo e produttore. Cf. Anthony Slide, Silent Players: A Biographical and Autobiographical Study of 100 Silent Film Actors and Actresses (University Press of Kentucky, 2010), pp.95-99; "Philippe De Lacy in IMDb.
  31. ^ Dal 1919 al 1927, Michael D. Moore (Canada-USA, 1914-2013) ebbe un'intensa carriera di attore bambino culminata nell'interpretazione del giovane evangelista "Marco" nel film The King of Kings (1927) di Cecil B. DeMille. Da adulto resto' nel mondo nel cinema come aiuto-regista e regista in numerose produzioni. Cf. "Michael D. Moore in IMDb.
  32. ^ Anche per Robert Gordon (USA, 1913–1990) la sua interpretazione in The Jazz Singer (1927) fu il culmine di una lunga esperienza di attore bambino, iniziata nel 1923. Da adulto ebbe un'altrettanto importante carriera come regista. Cf. "Robert Gordon" in IMDb.
  33. ^ a b c d e f g h Leonard Maltin (a cura di), Hollywood Kids (New York: Popular Books, 1978). Il libro esamina le figure di Jackie Cooper, Scotty Beckett, Jane Withers, Dickie Moore, Bonita Granville, Terry Kilburn, Margaret Kerry, Roddy McDowall, Gloria Jean, Darryl Hickman, Dean Stockwell, Russ Tamblyn, Brandon De Wilde e Mark Lester
  34. ^ Donald Bogle, Toms, Coons, Mulattoes, Mammies & Bucks: An Interpretive History of Blacks in American Films (New York: Continuum, 1973, rev. 2001).
  35. ^ a b c d e f g h i j k l m n Robert A. Osborne, 75 Years of the Oscar: The Official History of the Academy Awards (Abbeville Press, 2003).
  36. ^ Jackie Cooper, Please Don't Shoot My Dog (Penguin Group, 1982); Robert D. McFadden, "Jackie Cooper, Film and Television Actor, Dies at 88", in New York Times (4 May 2011); Dennis McLellan, "Jackie Cooper dies at 88; child star in the 1930s", in Los Angeles Times (5 May 2011).
  37. ^ Richard Lamparski e Cleveland Amory, Whatever became of ... ? (New York: Crown Publishers, 1967); "`30s Child Actor Freddie Bartholomew", in Chicago Tribune (26 January 1992).
  38. ^ Da adulta Shirley Temple metterà a frutto queste sue doti con una carriera importante di diplomatica, come ambasciatrice degli Stati Uniti in Ghana (1974-76) e in Cecoslovacchia (1989-92). Si veda: John F. Kasson, The Little Girl Who Fought the Great Depression: Shirley Temple and 1930s America (New York: W.W. Norton & Company, 2014); Shirley Temple ha anche pubblicato la propria autobiografia: Child Star: An Autobiography (New York: McGraw-Hill, 1988).
  39. ^ Charles Foster, Once Upon a Time in Paradise: Canadians in the Golden Age of Hollywood (Dundurn, 2003), pp.35-55.
  40. ^ Alvin H. Marill, Mickey Rooney: His Films, Television Appearances, Radio Work, Stage Shows, and Recordings (McFarland, 2004); Alexander McRobbie, The Deanna Durbin Story (National Book Network, 2006); Gerald Clarke, Get Happy: The Life of Judy Garland (Random House Publishing Group, 2009).
  41. ^ Dixie Willson, Little Hollywood Stars (Akron, OH, e New York: Saalfield Pub. Co., 1935. Il libro include le biografie di Freddie Bartholomew, Jackie Cooper, Cora Sue Collins, George "Spanky" McFarland, Virginia Weidler, Frankie Thomas, Jane Withers, Jack Searl, Juanita "Baby Jane" Quigley, David Holt, Matthew "Stymie" Beard, Mickey Rooney, Helen Parrish, George Breakston, Marilyn Knowlden, Baby LeRoy, Billy Lee, e Carmencita Johnson.
  42. ^ Child Arctors and Coogan Bill
  43. ^ Michael Lawrence, Sabu (Palgrave Macmillan, 2014).
  44. ^ David Welch, Propaganda and the German Cinema, 1933-1945 (I.B.Tauris, 2001); Evgeniĭ Aleksandrovich Dobrenko, Stalinist Cinema and the Production of History (Edinburgh University Press, 2008).
  45. ^ Richard Lamparski, Whatever became of ... ?: Second Series (New York: Crown Publishers, 1968).
  46. ^ Donald Spoto, A Passion for Life: The Biography of Elizabeth Taylor (New York : HarperCollins, 1995).
  47. ^ Ronald Jackson, Classic TV Westerns (Secaucus, NJ: Carol Pub. Group, 1994).
  48. ^ Judy Fireman, TV Book: The Ultimate Television Book (New York: Workman Pub. Co., 1977).
  49. ^ Ronald Jackson, Classic TV Westerns.
  50. ^ David Dye, Child and Youth Actors, p.x.
  51. ^ Ken Wlaschin, Gian Carlo Menotti on Screen: Opera, Dance, and Choral Works on Film, Television, and Video" (Jefferson, NC: McFarland & Company, 1999).
  52. ^ a b Bill Warren, Keep Watching the Skies!: American Science Fiction Movies of the Fifties (McFarland & Co., 2010).
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  55. ^ a b c Linda J. Armstrong, African Americans in Radio, Film, and TV Entertainers (Mason Crest, 2014).
  56. ^ Marc Scott Zicree, The Twilight Zone Companion (Sillman-James Press, 1982).
  57. ^ Richard Corliss, Lolita (British Film Institute, 1994); Anna Pilińska, Lolita between Adaptation and Interpretation: From Nabokov's Novel and Screenplay to Kubrick's Film (Cambridge Scholars Publishing, 2015).
  58. ^ Luca Fumagalli, L'ombra delle mosche. Introduzione alla narrativa di William Golding (Il Cerchio, Rimini, 2015).
  59. ^ Stephen Cox, The Addams Chronicles: Everything You Ever Wanted to Know About the Addams Family (Harper Perennial, New York, 1991).
  60. ^ Laurence Maslon, The Sound of Music Companion (New York: Fireside, 2007).
  61. ^ Marc Napolitano, Oliver!: A Dickensian Musical (New York: Oxford University Press, 2014).
  62. ^ Los Angeles Times
  63. ^ Ian Penman, "On the mic: how amplification changed the voice for good," in Rob Young, Undercurrents: the hidden wiring of modern music (London : Continuum, 2002).
  64. ^ John Bankston, Jodie Foster: Child Star (Blue Banner Biographies; Mitchell Lane Publishers, 2003).
  65. ^ Ray Morton, Close Encounters of the Third Kind: The Making of Steven Spielberg's Classic Film (Applause Theatre and Cinema Books, 2007).
  66. ^ Tra il 1997 e il 2000, Joseph Cross (USA, n.1986) è tra i più richiesti attori bambini del cinema e della televisione americana, distinguendosi in particolare nei film Northern Lights (1997), Ad occhi aperti (1998) e Jack Frost (1998). È tra coloro la cui carriera non conosce interruzioni con il passaggio all'età adulta. Cf. "Joseph Cross" in IMDb.
  67. ^ Haley Joel Osment (USA, n.1988) è l'attore bambino di maggior talento della sua generazione. Riceve lo Young Artist Awards già nel 1995 per la sua interpretazione del figlio del protagonista in Forrest Gump (1994). Dopo Il trionfo personale di critica e di pubblico in The Sixth Sense - Il sesto senso (1999) e A.I. - Intelligenza Artificiale (2001), l'attore conosce un periodo di profonda crisi nel passaggio all'età adulta. Cf. "Haley Joel Osment" in IMDb.
  68. ^ Steven D. Stark.Glued to the Set: The 60 Television Shows and Events that Made Us Who We Are Today (New York: Free Press, 1997).
  69. ^ Stanley Green e Kay Green, Broadway musicals, show by show (New York: Applause Theatre & Cinema Books, 2008); The Secret Garden in Musical Theatre Shows with Children.
  70. ^ The Lion King in Musical Theatre Shows with Children; Julie Taymor, The Lion King: Pride Rock On Broadway (New York: Hyperion, 1997); Michael Lassell, Disney On Broadway (New York: Disney Editions, 2002); Stanley Green e Kay Green, Broadway musicals, show by show (New York: Applause Theatre & Cinema Books, 2008)
  71. ^ Come attore bambino la carriera dell'inglese Jamie Bell (n.1986) e' limitata all'interpretazione da protagonista del film "Billy Elliot" (GB, 2000) ed alla partecipazione in un episodio della serie televisiva "Close & True" (GB, 2000). Il ruolo in Billy Elliot gli e' valso numerosi importanti riconoscimenti, incluso un Premio BAFTA al miglior attore protagonista e lo ha lanciato ad un carriera di successo come attore. Cf. "Jamie Bell in IMDb.
  72. ^ Stanley Green e Cary Ginell, Broadway Musicals: Show by Show (Milwaukee, WI: Applause Theatre & Cinema Books, VII ed., 2011); "Billy Elliot the Musical" in Musical Theatre Shows with Children .
  73. ^ Bob McCabe, Harry Potter: Page to Screen, the Complete Filmmaking Journey (New York : Harper Design, 2011)
  74. ^ Mark Gibney, Watching Human Rights: The 101 Best Films (Boulder, CO: Paradigm Publishers, 2013).
  75. ^ Gaetano Pieraccini, "Lo sfruttamento dei bambini sul teatro", in Il Ramazzini. Giornale italiano di medicina sociale, vol. 5, Firenze, Niccolai, 1908.
  76. ^ Enciclopedia del cinema, Treccani.it; John Holmstrom, The Moving Picture Boy" (Norwick: Michael Russell, 1996).
  77. ^ "Maria Bay" in IMDb.
  78. ^ Edoardo Notari (1903-1986) è il primo scugnizzo napoletano del cinema italiano. Il personaggio di Gennariello cresce con lui fino a diventare un giovane negli anni Venti, quando con la fine del cinema muto cessa anche la sua carriera di attore (e, in alcuni casi, regista) cinematografico. Cf. "Edoardo Notari" in IMDb.
  79. ^ La carriera di Renato Visca (n.1905) si estende dal 1913 al 1928, ottenendo i suoi migliori esiti come attore bambino. Cf. "Renato Visca" in IMDb.
  80. ^ L'esperienza cinematografica di Ettore Casarotti (n.1911) è limitata a 10 titoli tra il 1917 e il 1922. Cf. "Ettore Casarotti" in IMDb.
  81. ^ Cf. "Franco Capelli" in IMDb.
  82. ^ Mimmo Palermi (1917-1925) appare in tre film diretti dal padre Amleto Palermi. Muore di polmonite a soli 8 anni. Cf. "Mimmo Palermi" in IMDb.
  83. ^ Articolo in Film, n. 44 del 26 novembre 1938.
  84. ^ Vittorio Calvino Si è trovata Ombretta, in Film, n. 37 del 21 settembre 1940.
  85. ^ Notizie in Lo schermo, n. 7, luglio 1942.
  86. ^ Cfr. Massimo Garritano, Infanzia perduta dei film di de Sica, monografia I bambini ci guardano a cura di G. Desanti e M. De Sica, Roma, Pantheon, 1999, p. 57.
  87. ^ Cfr, tra gli altri, Ernesto G. Laura, I fili della lunga transizione in Storia del cinema italiano, volume VI (1940-1944), Venezia, Marsilio e Roma, Edizioni di Bianco e nero, 2010, ISBN 978-88-317-0716-9, p. 26.
  88. ^ Renzo Renzi, Visconti segreto. Laterza Edit. Roma - Bari, 1974 ISBN 88-420-4377-X, p. 75 e seg.
  89. ^ Figlio adottivo dell'attore Dante Maggio, il piccolo Angelo Maggio compare tra il 1950 e il 1954 in cinque film, in due dei quali nel ruolo di protagonista di un ragazzino di colore alle prese con i pregiudizi del proprio ambiente: Il mulatto (1950) e Angelo tra la folla (1950). Cf. "Angelo Maggio" in IMDb.
  90. ^ Lorenzo Capulli e Stefano Gambelli (a cura di), I bambini del cinema: Luigi Comencini 1946-1991, Ancona, Aniballi, 1992.
  91. ^ Mentre per Valentina Scalici (n.1980) si tratta dell'unica interpretazione, a Giuseppe Iaracitano il cinema e la televisione offrono ancora alcuni ruoli di comprimario, fino al 1999. Cf. "Valentina Scalici" e "Giuseppe Iaracitano" in IMDb.
  92. ^ A ripercorrere le loro esperienze nel documentario sono Luciano De Ambrosis, Rinaldo Smordoni, Agnese e Nella Giammona, Eleonora Brown, Andrea Balestri, Totò Cascio e Giorgio Cantarini. Cf. "Protagonisti per sempre" in IMDb.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Pieraccini, Lo sfruttamento dei bambini sul teatro, in Il Ramazzini. Giornale italiano di medicina sociale, vol. 5, Firenze, Niccolai, 1908.
  • Lorenzo Capulli e Stefano Gambelli (a cura di), I bambini del cinema: Luigi Comencini 1946-1991, Ancona, Aniballi, 1992.
  • Giovanni Grazzini, Dolci, pestiferi, perversi: i bambini del cinema, Parma, Pratiche, 1995, ISBN 978-88-73-80411-6.
  • (EN) John Holmstrom, The Moving Picture Boy. An International Encyclopaedia from 1895 to 1995, Norwich, Russell, 1996, ISBN 978-08-59-55178-6. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • Gian Mario Anselmi, Mappa della letteratura europea e mediterranea, vol. 2, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 978-88-42-49526-0. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • (EN) Jane Catherine O'Connor, The Cultural Significance of the Child Star, Londra, Routledge, 2008, ISBN 978-11-35-89826-7. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • (EN) Karen Lury, The Child in Film: Tears, Fears and Fairy Tales, Londra, I. B. Tauris, 2010, ISBN 978-18-45-11968-3. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • Sam Kashner e Nancy Schoenberger, Furious love. Liz Taylor, Richard Burton: la storia d'amore del secolo, tradotto da Gianni Pannofino, Milano, Il Saggiatore, 2011, ISBN 978-88-65-76116-8. URL consultato l'8 aprile 2016.
  • (EN) Gaylyn Studlar, Precocious Charms. Stars Performing Girlhood in Classical Hollywood Cinema, Berkeley, University of California Press, 2013, ISBN 978-05-20-27424-2.
  • David Dye. Child and Youth Actors: Filmographies of Their Entire Career, 1914-1985 (Jefferson, NC and London: McFarland, 1988).
  • Thomas G. Aylesworth. Hollywood Kids: Child Stars of the Silver Screen from 1903 to the Present (New York: Dutton, 1987).
  • Edward Edelson. Great Kids of the Movies (Garden City, NY: Doubleday, 1979)
  • Milton E. Polsky. Today's Young Stars of Stage & Screen (New York: F. Watts, 1979)
  • Diana Serra Cary. Hollywood's Children: An Inside Account of the Child Star Era (Boston: Houghton Mifflin, 1978).
  • Norman J. Zierold. The Child Stars (New York: Coward-McCann, 1965)
  • Caroline E. Fisher, and Hazel Glaister Robertson. Children and the Theater (Stanford, CA: Stanford University Press, 1950)
  • Robertson Davies. Shakespeare's Boy Actors (New York: Russell & Russell, 1939; rist. 1964)
  • Harold Newcomb Hillebrand. The Child Actors: A Chapter in Elizabethan Stage History (New York, Russell & Russell, 1926; rist. 1964).
  • Cutler Durkee. Child Stars (New York: People Books, 2008)
  • Danielle Hipkins e Roger Pitt (a cura di). New Visions of the Child in Italian Cinema (Bern: Peter Lang, 2014)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]