Il labirinto del fauno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il labirinto del fauno
Labifauno.png
Il fauno
Titolo originaleEl laberinto del fauno
Lingua originalespagnolo
Paese di produzioneMessico, Spagna
Anno2006
Durata112 min
Rapporto1,85 : 1
Generefantastico, drammatico, guerra
RegiaGuillermo del Toro
SoggettoGuillermo del Toro
SceneggiaturaGuillermo del Toro
ProduttoreÁlvaro Augustín, Alfonso Cuarón, Bertha Navarro, Guillermo del Toro, Frida Torresblanco
FotografiaGuillermo Navarro
MontaggioBernat Vilaplana
Effetti specialiReyes Abades (effetti speciali), Everett Burrell, Edward Irastorza (effetti visivi)
MusicheJavier Navarrete
ScenografiaEugenio Caballero
CostumiLala Huete, Rocío Redondo
TruccoDavid Martí, Montse Ribé
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il labirinto del fauno (El laberinto del fauno) è un film del 2006 scritto e diretto da Guillermo del Toro. È il film in lingua spagnola che ha ottenuto nella storia i maggiori incassi.

Il film è la seconda parte di una trilogia informale di film fantastici ambientati durante la guerra civile e il dopoguerra spagnolo. Il primo film della trilogia è La spina del diavolo (sempre diretto da Guillermo del Toro), ambientato in un orfanotrofio infestato da un fantasma negli ultimi giorni della guerra civile.

È stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2006.[1] La prima del film è avvenuta in Spagna l'11 ottobre del 2006, mentre in Messico è stato proiettato per la prima volta il 20 ottobre dello stesso anno. Il 15 ottobre 2006 si è tenuta l'anteprima statunitense a New York, alla quale hanno assistito il regista Guillermo del Toro e l'attore Doug Jones. La prima nazionale negli USA è avvenuta il 29 dicembre 2006.

Nel 2007 si è aggiudicato tre Premi Oscar: miglior fotografia (Guillermo Navarro), miglior scenografia (Eugenio Caballero e Pilar Revuelta) e miglior trucco (David Martí e Montse Ribé).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo, dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì. Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare. »

(Monologo iniziale)

Nella Spagna del 1944 la guerra civile si è conclusa da tempo, con Francisco Franco che ha preso saldamente il pieno potere. In una zona montuosa ci sono però ancora dei ribelli tra i boschi che non si arrendono al nuovo regime.

L'avamposto militare deputato a stanare e annientare questi ribelli è sotto il comando dello spietato capitano Vidal che ha chiamato a sé la moglie Carmen perché vuole che partorisca presso di lui. Carmen che patisce il lungo viaggio, porta con se la figlia Ofelia, nata dal primo matrimonio.

In questo contesto di tensione, con la madre sofferente e un patrigno ostile, Ofelia, dotata di una grande immaginazione, sviluppa una realtà parallela tutta sua, magica e fantastica. Questo mondo incantato si sovrappone alla realtà. Presso la casa in cui risiede esiste infatti un labirinto dove Ofelia, accompagnata nottetempo da delle fate, incontra e dialoga effettivamente con un fauno.

Il fauno le spiega che lei è la reincarnazione di Moana, la figlia del Re del mondo sotterraneo e che per tornare nel suo regno d'origine dovrà superare alcune prove che compariranno a mano a mano su un libro magico che le consegna. Ofelia è inizialmente riluttante a credere a quello che le dice il fauno, sostenendo che il suo vero padre era un sarto che poi è morto in guerra. Il fauno afferma che non è figlia degli uomini e che il segno che dimostra la sua appartenenza è una voglia a forma di falce di luna presente sulla sua spalla sinistra.

La bambina scopre poi che la governante Mercedes appoggia segretamente i ribelli ma non la denuncia diventandone anzi grande amica.

Carmen, la cui salute peggiora continuamente, trova sollievo da un'istruzione impartita dal fauno ad Ofelia che posiziona sotto il letto della madre una radice di mandragora immersa nel latte e nutrita col sangue. Ma il capitano Vidal, scopertala, rimprovera duramente Ofelia, e consegna la radice alla madre che la butta nel fuoco. Da quel momento Carmen peggiorerà fino a morire di parto dopo aver dato alla vita un maschio.

Il capitano, scoperto che il dottore aiutava i ribelli, lo uccide, poi capisce che anche Mercedes lo ha sempre ingannato. La imprigiona ma quando sta iniziando a torturarla lei si libera e con un coltello lo ferisce più volte al busto poi gli apre una guancia e scappa, senza tuttavia ucciderlo.

Mentre i ribelli passano al contrattacco, Ofelia, su ordine del fauno, porta con sé il suo fratellino nel labirinto. Qui però si rifiuta di obbedire all'ultima delle prove: sacrificare il suo fratellastro appena nato per tornare a casa. Il patrigno, che l'aveva vista scappare col bambino, la segue fino a raggiungerla nel cuore del labirinto dove le spara strappandole dalle braccia il piccolo. All'uscita del labirinto, Vidal, ormai solo, è giustiziato dai ribelli mentre il bambino viene raccolto da Mercedes.

In realtà è proprio scegliendo di non sacrificare il fratello che Ofelia, con il suo sangue altrettanto innocente, si apre la via verso il fantastico mondo sotterraneo dove è accolta come una principessa dai suoi genitori.

L'immaginaria agnitio familiare della bambina avviene contemporaneamente all'arrivo al labirinto di un'affranta Mercedes, la quale, stringendola a sé, le canta un'ultima ninna nanna.

Sull'albero cavo e morto – oggetto della prima prova di Ofelia – sboccia un nuovo fiore, vicino al quale si posa l'insetto-fata.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne girato completamente in Spagna, a Belchite, El Espinar, Segovia e la Sierra de Guadarrama; le scene interne vennero realizzate ad Algete (Madrid).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola venne presentata in anteprima al Cannes Film Festival il 27 maggio 2006; nello stesso anno venne proiettato in numero altri importanti rassegne, fra cui London FrightFest Film Festival, Gold Coast Film Fantastic, Toronto International Film Festival, Helsinki International Film Festival, Sitges Film Festival, New York Film Festival, Paris Mon Premier Festival, Horrorthon Festival Dublin; anche l'anno successivo fu presentato in altre manifestazioni cinemtografiche (Fantasporto Film Festival e Amsterdam Fantastic Film Festival). Venne distribuito nelle sale cinematografiche spagnole il 11 ottobre 2006, mentre in quelle messicane nove giorni dopo; in Italia uscì il 24 novembre dello stesso anno.

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti il film ha ricevuto dal MPAA un divieto ai minori di 17 anni per la presenza di forte violenza,[2] mentre in Italia il film è stato vietato ai minori di 14 anni.[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 2006, festival-cannes.fr. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  2. ^ (EN) Pan's Labyrinth [2006] [R] - 2.8.5, su kids-in-mind.com. URL consultato il 15 marzo 2017.
  3. ^ Il labirinto del fauno, in CineDataBase, Rivista del cinematografo.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN283683975 · GND: (DE7569634-4