La spina del diavolo

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La spina del diavolo
La spina del diavolо.png
Una scena del film
Titolo originale El espinazo del diablo
Paese di produzione Spagna, Messico
Anno 2001
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, fantastico, thriller
Regia Guillermo Del Toro
Sceneggiatura Guillermo del Toro, Antonio Trashorras, David Muñoz
Produttore Agustín Almodóvar, Pedro Almodóvar, Guillermo del Toro
Distribuzione (Italia) Moviemax
Fotografia Guillermo Navarro
Montaggio Luis de la Madrid
Musiche Javier Navarrete
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

La spina del diavolo è un film del 2001 scritto e diretto da Guillermo del Toro, è un episodio di una trilogia seguita poi da Il labirinto del fauno.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Spagna,1939. Sono gli ultimi giorni della sanguinosa guerra civile spagnola; Caseres e Carmen gestiscono un piccolo orfanotrofio in una remota zona del Paese, aiutati dai giovani custodi Conchita e Jacinto. I due sono in realtà simpatizzanti della fazione repubblicana, che aiutano nascondendo in una zona segreta dell'edificio numerosi lingotti d'oro utilizzati per finanziare le battaglie. Probabilmente per questa ragione l'orfanotrofio è stato bombardato dalle truppe di Francisco Franco, ma fortunatamente l'ordigno è rimasto inesploso e giace inerte nel cortile.

Un giorno all'orfanotrofio arriva Carlos, un bambino di 12 anni i cui genitori sono morti nel corso degli scontri. Il bambino viene presto coinvolto nella tetra atmosfera che grava sull'istituto: per prima cosa si avvicina a un gruppo di bambini capeggiato da Jaime, un ragazzo dal carattere oscuro e sprezzante con il quale stringerà un'amicizia che alterna sopraffazione reciproca a estrema solidarietà; inoltre ha spesso modo di confrontarsi con Jacinto, che dimostra un carattere violento, egoista e malvagio. Ma soprattutto Carlos percepisce la presenza del fantasma di un bambino, che sembra tormentarlo con oscure minacce e la promessa che "molti dei bambini moriranno presto".

Nei giorni successivi Carlos scopre ulteriori oscuri segreti degli abitanti dell'orfanotrofio: Casares, il direttore, procura soldi all'istituto vendendo un particolare rum usato per conservare i feti di bambini non nati. Casares prova inoltre una forte attrazione per Carmen, ma è impotente, per questo la donna, che tra l'altro ha perso una gamba ed è costretta a indossare una protesi, ha una relazione sessuale con Jacinto. Questi è nell'orfanotrofio sin da quando era bambino, e nutre un visibile odio per l'intero istituto. Carlos parla inoltre ai suoi amici del fantasma e scopre che loro ne sono già a conoscenza, ma preferiscono non parlarne in quanto un loro amico di nome Santi è sparito la notte stessa in cui fu sganciata la bomba, e attribuiscono la ragione della sparizione al fantasma. Solo Jaime sembra sapere la verità su questa sparizione, nella quale è visibilmente e dolorosamente coinvolto, ma si rifiuta di parlarne.

Un giorno Caseres assiste alla brutale esecuzione di alcuni repubblicani, e si rende conto che l'orfanotrofio è in pericolo. Decide così di scappare insieme a tutti gli abitanti dell'istituto. A questo punto Jacinto rivela a Carmen di averla sempre ingannata allo scopo di ottenere l'oro, che però non è mai riuscito a localizzare; quando il ragazzo reclama con veemenza il tesoro, Caseres lo caccia via minacciandolo con un fucile. Jacinto allora approfitta dei concitati preparativi all'evacuazione per spargere benzina intorno all'orfanotrofio, allo scopo di provocare un incendio. Solo la casuale scoperta di Conchita dà agli abitanti un minimo di preavviso, ma nell'esplosione che segue trovano la morte Carmen e molti dei bambini presenti, proprio come aveva previsto il fantasma. A questo punto Conchita va a cercare aiuto, mentre Casares, gravemente ferito, decide di aspettare Jacinto col fucile in braccio per ucciderlo non appena tornerà a cercare l'oro.

A questo punto Jaime confessa a Carlos la verità sulla sparizione di Santi, che era il suo migliore amico: una notte i due erano scappati dal letto per giocare, ma avevano accidentalmente scoperto Jacinto nell'atto di forzare una cassaforte dove credeva si trovasse l'oro. Santi era rimasto in vista per permettere a Jaime di fuggire, ma Jacinto lo aveva picchiato causandogli una violenta ferita alla testa; per non essere incolpato aveva poi buttato il corpo agonizzante del bambino in una cisterna. Carlos capisce quindi che il fantasma altri non era che lo stesso Santi, il quale non stava cercando di minacciarlo ma di avvertirlo; al loro successivo incontro gli promette quindi che gli porterà Jacinto in modo che possa avere la sua vendetta.

Jacinto sta effettivamente tornando all'orfanotrofio con alcuni complici, e lungo il tragitto uccide Conchita impedendo l'arrivo dei soccorsi. Anche Caseres muore per le ferite riportate mentre sta di piantone in attesa del nemico. Al loro arrivo Jacinto e i suoi accoliti chiudono i ragazzini superstiti in uno sgabuzzino e si mettono a cercare l'oro. Dopo estenuanti e infruttuose ricerche i complici, impazienti, se ne vanno e lasciano Jacinto da solo; l'uomo scopre però i lingotti in uno scomparto segreto della protesi di Carmen. Intanto i bambini riescono a scappare, aiutati da quello che sembrerebbe essere un redivivo Caseres; riescono ad attirare Jacinto alla cisterna, dove lo pugnalano con armi improvvisate; infine lo gettano in acqua, dove Santi lo trascina in profondità, riuscendo finalmente a vendicarsi di lui.

I bambini superstiti abbandonano quindi l'orfanotrofio ormai deserto, sotto l'occhio benevolo di Caseres, tornato a sua volta come fantasma.


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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