La storia infinita (film)

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La storia infinita
La stоria infinita (film).png
Una scena del film
Titolo originale Die unendliche Geschichte
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Germania Ovest, Stati Uniti d'America, Regno Unito
Anno 1984
Durata 93 min
Rapporto 2.35 : 1
Genere fantastico, avventura, drammatico
Regia Wolfgang Petersen
Soggetto Michael Ende
Sceneggiatura Wolfgang Petersen, Herman Weigel
Produttore Bernd Eichinger, Dieter Geissler
Casa di produzione Producers Sales Organization
Fotografia Jost Vacano
Montaggio Jane Seitz
Effetti speciali Uwe Bendixen Pesci, Brian Johnson, David Fincher
Musiche Giorgio Moroder, Klaus Doldinger
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La storia infinita (Die unendliche Geschichte) è un film del 1984 diretto da Wolfgang Petersen.

Ispirato al romanzo omonimo di Michael Ende, è interpretato da Noah Hathaway, Barret Oliver e Tami Stronach nella sua prima apparizione cinematografica. Il suo budget di 25 milioni di dollari ne fece il più costoso film di produzione tedesca.[1]

Il film ha avuto due seguiti, La storia infinita 2 (1990) e La storia infinita 3 (1994).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bastian è un ragazzino amante dei racconti d'avventura, riservato e sognatore. Un giorno, mentre va a scuola, si imbatte in tre bulli e inizia a scappare, rifugiandosi in una bottega. Si ritrova in una libreria, dove è accolto bruscamente dal vecchio padrone, che è intento a leggere uno strano volume intitolato La storia infinita. Approfittando di un attimo di distrazione, Bastian ruba il libro e scappa via. Il proprietario lo guarda allontanarsi sorridendo divertito.

Bastian arriva a scuola, in ritardo, e scopre che i suoi compagni sono già impegnati in un un compito in classe. Decide allora di nascondersi nella soffitta della scuola, dove inizia a leggere avidamente il libro.

La storia è ambientata nel regno di Fantàsia, che è minaccato dal Nulla, una oscura entità che sta distruggendo le loro terre. L'Infanta Imperatrice, sovrana del regno, e solo un eroe può salvarla. A farsi avanti è il giovane Atreyu, a cui viene affidato il simbolo dell'Imperatrice, l'Auryn.

Atreyu parte in groppa al suo cavallo Artax, ma è braccato da Gmork, un Lupo nero enorme, manifestazione del Nulla, che lo insegue tentando d'impedirgli di compiere la sua missione. Giunto alle paludi della tristezza Artax muore venendo inghiottito da una delle sabbie mobili della palude. Disperato per il decesso del suo cavallo, Atreyu vaga alla ricerca di Morla l'essere millenario, una gigantesca tartaruga che lo indirizza alla volta dell'Oracolo del Sud. Atreyu stanco e sconsolato, sta per essere raggiunto da Gmork, quando viene tratto in salvo da un gigantesco drago bianco.

Si risveglia tra le zampe del simpatico FortunaDrago, che risponde al nome di Falkor, e viene accolto dalle amorevoli cure di una coppia di gnomi. Scopre poi di essere in prossimità dell'Oracolo, ma per giungere al suo cospetto deve prima superare alcune prove. La prima è la porta delle Sfingi, il cui sguardo incenerisce gli eroi il cui cuore non è puro abbastanza. La seconda porta è lo specchio dell'anima: qui Atreyu vede riflesso un ragazzino intento a leggere un libro. Bastian si accorge con stupore di essere parte della storia che sta leggendo.

L'Oracolo infine rivela ad Atreyu che l'unico modo di salvare l'imperatrice e distruggere il Nulla è di trovare un nuovo nome per lei, e che solo un essere umano lo può fare.

Intanto il Nulla avanza travolgendo ogni cosa: l'Oracolo stesso viene distrutto e Atreyu e Falkor ne vengono travolti. L'eroe cade dalla groppa del drago e perde il medaglione. Si ritrova solo e sulle rovine di una strana città, sui cui muri riconosce degli affreschi che ritraggono le sue stesse avventure. Lì incontra Gmork, che gli rivela che Fantàsia non ha confini perché è fatta dei sogni degli esseri umani, e che il Nulla è la dimostrazione che gli umani non sognano più. Gmork quindi assale Atreyu, che riesce a prevalere. Ricongiuntosi con Falkor, va in cerca della Torre d'Avorio per ammettere davanti all'Imperatrice di aver fallito la missione.

Ma la sovrana sembra al contrario felice e rivela ad Atreyu che egli ha adempiuto al suo compito, perché il giovane umano, che ha seguito tutte le avventure di Atreyu nel libro, è in realtà lì con loro. Bastian, sempre nascosto nella soffitta della scuola, non vuole ammettere che l'Imperatrice stia parlando di lui, e solo quando quest'ultima lo implora chiamandolo per nome, egli si convince di essere davvero l'unico in grado di salvare Fantàsia. Allora si lascia trasportare dalla sua fantasìa: preso coraggio urla il nome di sua madre, e così ribattezza l'Imperatrice. La missione è così compiuta, e il Nulla è sconfitto.

Bastian si ritrova insieme all'Imperatrice nel buio, un vuoto in cui l'unica fonte di luce è un piccolo granello di sabbia che è tutto ciò che resta del vasto regno di Fantàsia. L'Imperatrice chiede a Bastian di ricreare quel mondo attraverso i suoi desideri e i suoi sogni. Il primo desiderio di Bastian è quello di rimettere in vita tutte le creature di Fantàsia, incluso Artax, e di cavalcare Falkor, in groppa al quale mette in fuga i bulli che lo avevano perseguitato all'inizio. Infine ritorna a casa, con la consapevolezza che ogni suo sogno gli permetterà di dare vita a molte altre avventure.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il musicista Klaus Doldinger

Le musiche per il film furono composte da Klaus Doldinger del gruppo jazz tedesco Passport in collaborazione con l'italiano Giorgio Moroder. Moroder scrisse assieme a Keith Forsey la canzone The NeverEnding Story che venne interpretata da Limahl, ex leader del gruppo Kajagoogoo.

Del tema principale sono state fatte diverse cover da artisti quali The Birthday Massacre, Creamy, Dragonland, New Found Glory, Trick or Treat e dal violinista e cantante Omar Lopez. La hit di Limahl venne lanciata nel 1984 e subito si piazzò al 4º posto delle classifiche in Inghilterra e al 6º negli USA.

Della melodia Bastian's Happy Flight di Klaus Doldinger è stata realizzata nel 1994 una cover dal gruppo house italiano dei Club House.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Michael Ende, dopo la prima, avrebbe dichiarato, infuriato, a causa delle enormi modifiche che produzione e regista volevano apportare alla storia, quando ormai era troppo tardi per opporsi: «...auguro la peste ai produttori. M'hanno ignorato. Quello che mi hanno fatto è una zozzura a livello umano, un tradimento a quello artistico».[1] Il film venne comunque proiettato nei cinema, nonostante i tentativi dello scrittore per bloccarlo. Intentò una causa alla produzione perché fosse eliminato il suo nome dai titoli di testa, causa che, nel 1985, perse.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Dal film in particolare, più che dal romanzo originale, venne tratto il videogioco di avventura testuale The Neverending Story del 1985.

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 la Warner Bros. ha avviato i preparativi per produrre un rifacimento del film, acquistando i diritti cinematografici del romanzo e dei film con l'appoggio di studi minori Kennedy Marshall Co., Appian Way. L'annuncio della produzione informa che il nuovo film sarà attualizzato all'epoca odierna con alte aspettative dovute agli ingenti effetti visivi che saranno utilizzati, e in caso di successo sono già confermati successivi sequel dediti al riavvio della saga cinematografica.[2][3]

Nel 2011 tuttavia, la produttrice Kathleen Kennedy ha riferito che a causa di problemi riguardanti i diritti d'autore dell'opera, il secondo adattamento cinematografico potrebbe non avvenire.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Morandini dizionario dei film
  2. ^ Torna la Storia Infinita, Bad Taste, 26 febbraio 2009. URL consultato il 26 febbraio 2009.
  3. ^ Steven Zeitchik, 'NeverEnding Story' gets new beginning, The Hollywood Reporter, 25 febbraio 2009. URL consultato il 26 febbraio 2009.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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