Carlo Calenda

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Carlo Calenda
CarloCalendaMinistero.jpg

Viceministro dello Sviluppo Economico
In carica
Inizio mandato 2 maggio 2013
Presidente Enrico Letta
Matteo Renzi

Dati generali
Partito politico Scelta Civica
Partito Democratico

Carlo Calenda (Roma, 9 aprile 1973) è un dirigente d'azienda e politico italiano, Vice ministro dello Sviluppo Economico nei governi Letta e Renzi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlio dell'economista Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini. Nel 1983 all'età di dieci anni è attore nello sceneggiato televisivo Cuore diretto dal nonno Luigi Comencini, dove interpreta lo scolaro protagonista Enrico Bottini.

Laureatosi in giurisprudenza, comincia a lavorare per società finanziarie prima di approdare nel 1998 alla Ferrari, dove assume i ruoli di responsabile gestione relazioni con i clienti e con le istituzioni finanziarie, e poi a Sky dove è responsabile marketing[1]. In Confindustria viene nominato assistente del presidente[2] e poi direttore dell’area strategica e affari internazionali durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, dal 2004 al 2008[1][3]. Successivamente è direttore generale di Interporto Campano[4] e presidente di Interporto Servizi Cargo[1].

Coordinatore politico dell'associazione Italia Futura[5], nel 2013 è candidato alle elezioni politiche nella lista di Scelta Civica nella circoscrizione Lazio 1 della Camera[6], ma non viene eletto.

Il 2 maggio 2013 viene nominato Vice ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Letta[7], e viene confermato in tale incarico nel Governo Renzi[8], con delega al commercio estero. Come Vice ministro ha condotto numerose delegazioni di imprenditori italiani all'estero,[2] e promosso gli investimenti stranieri in Italia, mostrandosi particolarmente favorevole all'acquisto dall'estero di aziende italiane[9].

Nel febbraio 2015, insieme ad altri esponenti di Scelta Civica, dichiara concluso il progetto del suo partito e aderisce al Partito Democratico[10].

Il 20 gennaio 2016 è nominato dal governo Renzi come Rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea. [11]. La scelta inconsueta di nominare un politico in una posizione normalmente riservata ai diplomatici di carriera solleva molteplici lettere di protesta da parte dei membri del corpo diplomatico italiano.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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