Carlo Calenda

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Carlo Calenda
Carlo Calenda crop.jpeg

Ministro dello sviluppo economico
Durata mandato 10 maggio 2016 –
1º giugno 2018
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Federica Guidi
Successore Luigi Di Maio

Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea
Durata mandato 21 marzo 2016 –
10 maggio 2016
Predecessore Stefano Sannino
Successore Maurizio Massari

Viceministro dello sviluppo economico
con delega al commercio estero
Durata mandato 3 maggio 2013 –
20 marzo 2016
Vice di Flavio Zanonato
Federica Guidi
Cotitolare Antonio Catricalà
Claudio De Vincenti
Teresa Bellanova
Presidente Enrico Letta
Matteo Renzi
Predecessore Catia Polidori
Successore Ivan Scalfarotto

Europarlamentare
In carica
Inizio mandato 2 luglio 2019
Legislature IX
Gruppo
parlamentare
S&D
Circoscrizione Italia Nord-Orientale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Azione (dal 2019)
In precedenza:
SC (2013-2015)
Indipendente (2015-2018)
PD (2018-2019)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Professione Dirigente d'azienda
Firma Firma di Carlo Calenda

Carlo Calenda (Roma, 9 aprile 1973) è un dirigente d'azienda e politico italiano, capo politico di Azione.

È un europarlamentare, ed è stato viceministro dello sviluppo economico nei governi Letta e Renzi, rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea nel 2016 e in seguito Ministro dello sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del giornalista e scrittore Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini[1], è fratello della sceneggiatrice Giulia Calenda e nipote di Paola e Francesca Comencini e dell'ambasciatore Carlo Calenda. Suo prozio paterno era Felice Ippolito, padre del nucleare in Italia. Nel 1984, all'età di 11 anni, lavora nello sceneggiato televisivo Cuore, diretto dal nonno Luigi Comencini[1], dove interpreta lo scolaro protagonista Enrico Bottini, nell'unico suo ruolo come attore bambino. In tale occasione, la voce di Calenda è stata doppiata da Giorgio Borghetti.[2]

Cresciuto a Roma nel rione Prati, Carlo Calenda frequenta il liceo classico Mamiani.[3] A 18 anni, durante gli studi, inizia a lavorare, vendendo fondi di investimento e polizze porta a porta, come consulente finanziario di Sanpaolo Invest,[4] in seguito lavora per Prudential Sim e Southern Star. Laureatosi in giurisprudenza all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"[5][6] con 107/110[7] comincia a lavorare per società finanziarie prima di approdare, nel 1998 in seguito ad uno stage non retribuito, alla Ferrari. In 5 anni a Maranello, prima come impiegato e poi da funzionario, arriva ad assumere i ruoli di responsabile gestione relazioni con i clienti e con le istituzioni finanziarie[1] sotto Luca Cordero di Montezemolo con cui costruisce un buon rapporto nell'ultimo periodo da dirigente del "Cavallino" (presidente che fu inoltre compagno di scuola del padre).[8][9] Successivamente lavora per Sky Italia in veste di responsabile marketing[10]

In Confindustria viene nominato assistente del presidente[11] e poi direttore dell'area strategica e affari internazionali durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, dal 2004 al 2008[10][12]. Successivamente è direttore generale di Interporto Campano[13] e presidente di Interporto Servizi Cargo[10].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Calenda ha avuto la prima figlia, Tay, a soli 16 anni, da una relazione con la segretaria del compagno della madre Riccardo Tozzi, che frequentava sin da quando aveva soltanto 14 anni[14].

In seguito ha sposato la manager Violante Guidotti Bentivoglio, da cui ha avuto tre figli. Nel 2018 ha rivelato che la moglie è affetta da leucemia[15].

Posizioni e idee politiche[modifica | modifica wikitesto]

Dichiara di essere liberalsocialista (socialista liberale)[16][17] e socialdemocratico liberale.[18] Ritiene che “libertà e progresso sociale devono stare insieme”.[19]

Sostiene fortemente l'investimento e il miglioramento della sanità pubblica (SSN), ritenendo che “le liste d'attesa siano un disastro e che il diritto alla salute sia il primo diritto del welfare” e l'investimento e il miglioramento dell'istruzione pubblica, sostenendo l'obbligo del tempo pieno in tutte le scuole per “accudire i ragazzi nel pomeriggio, farli leggere e fargli fare sport”.[20]

Favorevole alla diminuzione della pressione fiscale ritenendo che essa debba avvenire soprattutto “attraverso il recupero dell'evasione fiscale mediante l'incrocio delle banche dati, recuperando così 50 miliardi di euro l'anno”.[20]

Si ritiene favorevole al salario minimo[21][22] e ad una fiscalità progressiva.[23][24] Inoltre sostiene fortemente il piano “industria 4.0”, ritenendo che quest'ultimo possa aiutare le imprese italiane a rilanciare la capacità competitiva, attraverso gli investimenti, facendo così ripartire l'economia".[25]

È favorevole ai matrimoni gay[26] e alle unioni civili (ritenendo che “la famiglia è formata da due persone che si amano”),[27] alla legalizzazione delle droghe leggere,[28][29] all'introduzione dello ius soli[30] e all'eutanasia.[26] Contrario, invece, alla maternità surrogata.[31][32]

Dichiara che “oggi c'è un problema gigantesco di esclusione delle donne dai ruoli apicali“ e che “la battaglia femminista ci riguarda tutti: non significa annullare le differenze ma dare le stesse opportunità a donne e uomini”.[33][34] Sostiene, infatti, fortemente la parità di genere, proponendo: congedi parentali che equiparino uomo e donna per evitare così che le aziende preferiscano assumere sempre uomini; trasparenza obbligatoria nelle retribuzioni e negli organici “per conoscere dove si annidano le disuguaglianze e combatterle”; percorsi di eliminazione e prevenzione degli stereotipi di genere nelle scuole, nelle università e nelle aziende; corsi di educazione sessuale in tutte le scuole pubbliche.[35]

Sulle politiche giovanili, sostiene la creazione di un nuovo sostegno al reddito che consenta ai giovani di “rendersi autonomi, spostarsi e formarsi”; la creazione di nuovi percorsi di formazione brevi e online “che li aiutino ad acquisire le competenze mancanti”; un supporto digitale per la ricerca del lavoro; una revisione del contratto di tirocinio; sgravi per le loro assunzioni.[35]

Riguardo alla prima infanzia, ha intenzione di rendere possibile una crescita e formazione adeguata per tutti i bambini, di permettere ai genitori la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare e di aumentare (di conseguenza) la natalità, mediante: l'aumento delle strutture per la prima infanzia; l'aumento del numero di laureati che possono insegnare all'asilo nido; una revisione dei sistemi di controllo e monitoraggio della qualità dei servizi; asili nido gratuiti per la maggior parte degli italiani; ulteriori incentivi per famiglie che vivono in aree dove i servizi di prima infanzia sono sottoutilizzati.[35]

Propone, con il suo partito ‘Azione', quasi 6 mila nuovi centri antiviolenza, un nuovo sussidio per le vittime di violenza (per garantire loro autonomia e sicurezza per 3 anni) ed un “profondo sforzo educativo” per fermare e prevenire la violenza di genere.[36][37][38]

Riguardo alle politiche migratorie, oltre ad essere favorevole allo ius soli, sostiene un “controllo severo delle frontiere, la regolarizzazione di chi ha un lavoro, rimpatri volontari incentivati per chi non lo ha, ampliamento del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), flussi di immigrazione legale controllata ed espulsione immediata di chi commette un reato”.[39] Ritiene che bisognerebbe “avere canali di immigrazione legali e collegati al lavoro, corridoi umanitari, gestione unitaria della politiche di integrazione e ‘migration compact' per gestire in Africa arrivi e respingimenti”.[40]

Per quanto riguarda la scuola, sostiene il rafforzamento della didattica nelle scuole secondarie di primo grado e la posticipazione della scelta professionalizzante di un anno “per dare competenze di base a tutti e contrastare la dispersione scolastica; l'introduzione del tempo lungo e le mense in tutte le scuole; un nuovo servizio di orientamento, di supporto psicologico e di mediazione culturale; l'aumento delle retribuzioni degli insegnantiincentivando un miglioramento qualitativo dell'insegnamento”.[35]

In passato è stato definito un operaista per la sua forte attenzione verso i lavoratori piuttosto che verso le multinazionali straniere.[41]

Critico nei confronti della Terza via e sostiene il bisogno di investimenti, di protezione e di difesa dell'occupazione, ritenendo che la sinistra di oggi debba basarsi su questi punti.[42][43][44] Pentendosi del suo passato da "liberista ideologico", sostiene l'importanza per le democrazie liberali di recuperare il pragmatismo, e che il paradigma di riferimento debba essere il socialismo liberale.[45]

Sostiene la necessità di avere norme che vietino a rappresentanti politici con cariche di percepire compensi da governi stranieri.[46]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2012 è tra i firmatari del manifesto politico "Verso la Terza Repubblica" dell'associazione Italia Futura[47], fondata da Luca Cordero di Montezemolo, che gli affida l'incarico di coordinare la scelta dei candidati per le politiche. Nel febbraio 2013 è candidato alle elezioni politiche nella lista di Scelta Civica nella circoscrizione Lazio 1 della Camera[48], ma non viene eletto.

Incarichi di governo[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 maggio 2013 viene nominato viceministro dello sviluppo economico nel governo Letta[49], e viene confermato in tale incarico nel governo Renzi[50], con delega al commercio estero. Come viceministro ha condotto numerose delegazioni di imprenditori italiani all'estero e varato il piano straordinario per il made in Italy (Legge 164/ 2014) con cui il Governo ha adottato una serie di misure volte ad ampliare il numero delle imprese, in particolare piccole e medie, che operano nel mercato globale, espandere le quote italiane del commercio internazionale, valorizzare l'immagine del Made in Italy nel mondo, sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti esteri in Italia.[11]. Si è battuto contro il riconoscimento del market economy status alla Cina.Cina, concessione del Market Economy Status — Confindustria Lombardia

Il 5 febbraio 2015 lascia Scelta Civica e comunica la sua intenzione di iscriversi al Partito Democratico. Tale annuncio non ha però avuto seguito[51].

Il 20 gennaio 2016 è nominato dal governo Renzi come Rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea[52], incarico che ha assunto il 21 marzo[53]. La scelta inconsueta di nominare un politico in una posizione normalmente riservata ai diplomatici di carriera ha sollevato proteste da parte dei membri del corpo diplomatico italiano[54]. Il governo ha difeso la decisione come parte delle proprie prerogative, per quanto eccezionale e riservata a situazioni molto particolari[55].

Dopo soli due mesi, il 10 maggio 2016 torna come ministro al MISE, subentrando all'interim che Renzi aveva assunto a seguito delle dimissioni di Federica Guidi, coinvolta nello scandalo delle intercettazioni telefoniche del fidanzato[56]. È stato poi riconfermato nello stesso incarico nel Governo Gentiloni.[57] Nell'ambito del suo incarico di ministro ha promosso ed attuato per la prima volta in Italia un piano strategico di sviluppo industriale chiamato "Impresa 4.0"[58] basato sulle dinamiche della cosiddetta Industria 4.0. Resta ministro fino al giugno 2018.

Elezioni europee del 2019[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo elettorale della lista unitaria PD - Siamo Europei

Il 6 marzo 2018 annuncia la sua adesione al Partito Democratico[59]. Nel gennaio 2019 lancia "Siamo Europei", un manifesto con l'obiettivo di costruire una lista europeista e riformista unitaria in alternativa al blocco sovranista composto dalla Lega e Fratelli d'Italia, e a quello populista del Movimento 5 Stelle, in vista delle elezioni europee di maggio 2019.

Il 19 marzo ufficializza la propria candidatura da capolista della circoscrizione nord-orientale e il 30 marzo "Siamo Europei" presenta il simbolo della lista in comune con il PD, guidato dal presidente del Lazio e neo segretario del PD Nicola Zingaretti.[60] All'appello lanciato col manifesto di Siamo Europei per la formazione di una lista unitaria rispondono, tra gli altri, Campo Progressista di Giuliano Pisapia, Democrazia Solidale, oltreché altri soggetti civici e politici anche a supporto esterno come Centristi per l'Europa.[61]

Il 26 maggio 2019, alle elezioni europee, è eletto europarlamentare con 275.161 preferenze nella circoscrizione nord-orientale nella lista unitaria PD - Siamo Europei, arrivando primo fra i candidati della lista per numero di preferenze nella suddetta circoscrizione e risultando il candidato del Partito Democratico più votato in Italia.[62]

L'uscita dal PD e la fondazione di Azione[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo di Azione

Il 23 luglio 2019 presenta alla Direzione nazionale del PD un ordine del giorno costituito da un documento unitario, approvato con un'ampia maggioranza, dove si ribadisce che Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono e rimarranno incompatibili perché divisi da valori opposti, e inoltre individua tre priorità evidenti su cui costruire immediatamente un piano per l'Italia: scuola e formazione, sanità e investimenti.

Tuttavia il 28 agosto 2019, in seguito alla caduta del governo Conte I sostenuto da M5S e Lega e dopo numerosi appelli alla dirigenza del partito, annuncia l'uscita dal PD a seguito dell'ormai raggiunta intesa fra i democratici e il M5S per formare un governo, comunicando quindi di voler costituire "Siamo Europei" in un nuovo partito progressista.[63]

Il 21 novembre seguente lancia ufficialmente Azione, la sua nuova formazione politica progressista[64][65] e riformista[66][67], insieme al senatore Matteo Richetti e a un comitato promotore. I riferimenti ideali del nuovo partito sono nelle tesi di Carlo Rosselli sul socialismo liberale[68][69], da cui il nome, che richiama il Partito d'Azione[42][70], nel liberalismo sociale di Piero Gobetti,[71] e nel popolarismo di Don Luigi Sturzo.[42][72] Il simbolo è invece caratterizzato dal testo bianco, con una freccia “verso il futuro” rappresentata come cavità della lettera "A", immerso nel blu elettrico, colore della bandiera europea, rappresentante lo spirito europeista del partito[73]. Inoltre Azione si prefigge di creare un fronte che abbia come centro valoriale la difesa della democrazia liberale[74] in netto posizionamento anti-sovranista[42][75][76] e anti-populista[42][77][78][79].

In attesa del primo congresso nazionale il partito è retto da una Direzione Nazionale costituita dai 50 membri del Comitato Promotore di Azione, tra i quali si annoverano:[80] di Azione: il sociologo Stefano Allievi, l'imprenditore Alberto Baban, il giornalista Alessandro Barbano, l'ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare e della difesa Vincenzo Camporini, l'imprenditore Luciano Cimmino, l'avvocata Isabella De Monte, la storica Emma Fattorini, il sindaco di Siracusa Francesco Italia, l'avvocato Andrea Mazziotti, l'informatica Mara Mucci, il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, il politico Mario Raffaelli, il medico Walter Ricciardi, il politico Giulio Cesare Sottanelli la ricercatrice e docente Mila Spicola, e la consigliera regionale del Lazio Valentina Grippo[81].

Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020 il 26 gennaio, Azione partecipa per la prima volta con propri candidati a una tornata elettorale nella lista "Bonaccini Presidente". Nel collegio di Modena viene eletta Giulia Pigoni[82], il primo consigliere regionale eletto di Azione.

Il 4 agosto 2020 aderisce ad Azione il deputato Enrico Costa, già ministro per gli Affari Regionali di AP nei governi Gentiloni e Renzi con Calenda[83]. Il giorno seguente fa lo stesso l'onorevole Nunzio Angiola, proveniente dal Misto e prima dal M5S[84].

Calenda ha avviato fin dalla fondazione del nuovo soggetto politico una critica all'esecutivo fondata principalmente su idee d'ispirazione liberaldemocratica, accusando il PD di essersi eccessivamente piegato al populismo, che avrebbe nei pentastellati la sua principale espressione. In occasione del referendum costituzionale per l'approvazione della riforma basata sul taglio del numero di parlamentari a 400 deputati e 200 senatori, avviata dal governo Conte I e proseguita dal governo Conte II, Azione si è schierata per il "no"[85].

Alle elezioni regionali del 20-21 settembre dello stesso anno, Azione si schiera nella coalizione di centrosinistra nelle Marche, dove sostiene alcuni candidati della lista "Mangialardi Presidente", e in Toscana, dove sostiene dall'esterno Eugenio Giani. In Puglia invece si schiera, insieme a Italia Viva e +Europa, a sostegno di Ivan Scalfarotto e della lista "Scalfarotto Presidente", e contro il presidente uscente di centro-sinistra, Michele Emiliano. Negli stessi giorni alle elezioni amministrative, Azione presenta per la prima volta un proprio simbolo a Trento, a sostegno del candidato del centrosinistra Franco Ianeselli: nelle elezioni amministrative di Trento, Azione ottiene il 4,4% dei voti, in lista con l'Unione, ed elegge due consiglieri.

Il 18 ottobre seguente, ospite della trasmissione televisiva Che tempo che fa, Calenda annuncia di volersi candidare a sindaco di Roma in vista delle comunali del 2021[86]. All'indomani della candidatura +Europa e PRI annunciano il proprio sostegno[87].

Il 17 novembre 2020 i parlamentari di Azione e +Europa comunicano l'unione delle rispettive rappresentanze parlamentari in un'unica componente nel Gruppo misto al Senato (+Europa/Azione) e Camera (Azione/+Europa/Radicali Italiani). L'intento, scrivono, è quello di rafforzare l'azione politica di opposizione per una più incisiva critica al governo Conte II, che sia severa ma sempre costruttiva, mossa dalle comuni posizioni europeiste e liberaldemocratiche antitetiche a quelle del blocco sovranista in parlamento[88].

Il 26 novembre 2020 la deputata Flora Frate annuncia il suo ingresso in Azione, aderendo al Gruppo misto componente Azione-+Europa-Radicali Italiani[89][90].

Il 21 gennaio 2021 Calenda annuncia che alle prossime elezioni Azione e +Europa faranno parte di una lista "liberal democratica e riformista", aggiungendo inoltre che essa dovrà aver peso tale da essere "decisiva per la costituzione di ogni governo". Conferma arriva dalle segreterie dei due partiti con nota congiunta:[91][92] "rafforziamo il coordinamento politico e la partecipazione ad iniziative comuni. Continuando a lavorare insieme per costruire una lista liberal democratica in vista delle prossime elezioni politiche includendo movimenti politici, associazioni e personalità che abbiano condiviso i nostri valori e proposte." Già a novembre 2020, in seguito alla costituzione del gruppo parlamentare e tramite documento politico congiunto[93], il Partito Repubblicano Italiano aveva siglato un accordo con Azione volto a perseguire questo obiettivo, riconfermando poi l'impegno a gennaio 2021.[94] Al percorso comune si è poi unito il Partito Liberale Italiano.[95][96][97]

Il partito conta attualmente 1 europarlamentare (Calenda stesso), 1 senatore (Matteo Richetti), 3 deputati (Enrico Costa, Nunzio Angiola e Flora Frate) e 4 consiglieri regionali[98], oltreché diversi sindaci, tra cui il sindaco di Siracusa Francesco Italia e quello di Cinisi Giangiacomo Palazzolo.

Ad aprile Italia Viva scioglie la riserva sul proprio sostegno a Calenda in vista delle elezioni comunali di Roma che sono slittate ad ottobre.[99]

Attività parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Iniziative legislative da Ministro dello sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Calenda, in qualità di Ministro dello sviluppo economico (Governo Gentiloni), ha presentato come primo firmatario i seguenti DDL:

  1. S. 297 Conversione in legge del decreto-legge 27 aprile 2018, n. 38, recante misure urgenti per assicurare il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia S.p.A. Legge 21 giugno 2018, n. 77; G.U. n. 146 del 26 giugno 2018
  2. C. 583 Conversione in legge del decreto-legge 9 maggio 2018, n. 44, recante misure urgenti per l'ulteriore finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, comma 139, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché per il completamento dei piani di nuova industrializzazione, di recupero o di tenuta occupazionale relativi a crisi aziendali. Legge 6 luglio 2018, n. 83; G.U. n. 156 del 7 luglio 2018

Attività parlamentari principali da europarlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Contributi alle discussioni in Aula[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Calenda, in qualità di europarlamentare, ha contribuito alle discussioni in aula con i seguenti interventi:

  1. Interferenze elettorali straniere e disinformazione nei processi democratici nazionali ed europei (discussione) 17-09-2019 P9_CRE-PROV(2019)09-17(2-192-0000)
  2. Settore siderurgico dell'UE: come proteggere i lavoratori e le industrie europei? (discussione) 13-11-2019 P9_CRE-REV(2019)11-13(1-134-0000)
  3. Settore siderurgico dell'UE: come proteggere i lavoratori e le industrie europei? (discussione) 13-11-2019 P9_CRE-REV(2019)11-13(1-132-0000)
  4. Una nuova strategia industriale per l'Europa (breve presentazione) 23-11-2020 P9_CRE-REV(2020)11-23(1-133-0000)

Relazioni in quanto relatore[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Calenda in quanto membro della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia è stato incaricato, dalla commissione stessa, di elaborare un progetto afferente a una nuova strategia industriale per l'Europa.

  1. Relazione su una nuova strategia industriale per l'Europa 22-10-2020 A9-0197/2020 PE650.700v02-00

Altre attività parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Calenda, in qualità di europarlamentare, ha rivolto interrogazioni, con richiesta di risposta scritta al Presidente del Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione (Articolo 138 e allegato III del regolamento), quali:

  1. Deroga alla normativa europea per la riconversione degli altoforni 03-02-2020 E-000594/2020 Commissione
  2. Mancata sospensione del regime di importazione a dazio zero di riso dalla Cambogia 04-02-2020 P-000630/2020 Commissione
  3. Problematica della continuità territoriale in Sardegna - Possibili compensazioni straordinarie 14-02-2020 E-000904/2020 Commissione
  4. Situazione alla frontiera tra Grecia e Turchia 03-03-2020 P-001257/2020 Commissione
  5. Azioni urgenti necessarie per i costruttori: il caso delle macchine mobili non stradali 27-04-2020 P-002518/2020 Commissione
  6. Processo di armonizzazione normativa 23-07-2020 E-004381/2020 Commissione
  7. Affidamento del servizio ferroviario nella Regione Lombardia 06-10-2020 P-005455/2020 Commissione
  8. Maggiore coordinamento nelle gare per concessioni nel settore idroelettrico 13-11-2020 P-006189/2020 Commissione

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Orizzonti selvaggi. Capire la paura e ritrovare il coraggio, Roma, Feltrinelli, 2018, ISBN 9788807173585
  • I Mostri e Come Sconfiggerli, Milano, Feltrinelli, 2020, ISBN 9788858838990

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Chi è Carlo Calenda, ANSA, 6 marzo 2018. URL consultato il 22 gennaio 2019 (archiviato il 6 marzo 2018).
  2. ^ "Cuore" (1984), su Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 13 gennaio 2021 (archiviato il 13 gennaio 2021).
  3. ^ Gianfranco Lomelo, Carlo Calenda: età, altezza, peso, moglie, figlia 30enne, figli, madre, padre, origini, su TuttiVip, 21 maggio 2020. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 21 ottobre 2020).
  4. ^ Calenda:"Il mio primo lavoro arrivò a 18 anni. Facevo il consulente finanziario per la Sanpaolo Invest"., su citywire.it.
  5. ^ (EN) Carlo Calenda (PDF), su sviluppoeconomico.gov.it. URL consultato il 22 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2016).
  6. ^ Calenda, il secchione che studia da sindaco: "A Roma deve tornare un po' di buongoverno", su repubblica.it. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 19 ottobre 2020).
  7. ^ ilfattoquotidiano.it, https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/29/carlo-calenda-a-la-confessione-nove-di-peter-gomez-entrai-in-ferrari-per-il-mio-cognome-si-mio-padre-era-in-classe-con-montezemolo-pero-ho-fatto-la-gavetta/6079060/. URL consultato il 30 gennaio 2021 (archiviato il 29 gennaio 2021).
  8. ^ Carlo Calenda a La Confessione (Nove) di Peter Gomez: “Entrai in Ferrari per il mio cognome? Sì, mio padre era in classe con Montezemolo. Però ho fatto la gavetta”., su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 30 gennaio 2021 (archiviato il 29 gennaio 2021).
  9. ^ Intervista rilasciata al programma 'La Confessione di Gomez' il 29 Gennaio 2021, su nove.tv. URL consultato il 27 febbraio 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  10. ^ a b c Scelta Civica - Profilo personale di Carlo Calenda, su sceltacivica.it. URL consultato il 2 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2013).
  11. ^ a b Bio Archiviato il 26 gennaio 2016 in Internet Archive., sviluppoeconomico.gov.it
  12. ^ «C'è bisogno di un Ice più forte» - Il Sole 24 ORE, su st.ilsole24ore.com. URL consultato il 29 dicembre 2020.
  13. ^ Arrivo da Sky in Ferrari all'Interporto, Il Denaro, 1º luglio 2008. URL consultato il 12 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2013).
  14. ^ Calenda parla del figlio più piccolo: "Gli piace il comunismo italiano, lo farò guarire", globalist, 13 marzo 2019. URL consultato il 12 febbraio 2020 (archiviato il 1º novembre 2020).
  15. ^ Giulia Drigo, Carlo Calenda, il ministro italiano dal passato… inaspettato!, Donna Glamour, 13 novembre 2019. URL consultato il 12 febbraio 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  16. ^ https://twitter.com/carlocalenda/status/1256521145714724864?s=21
  17. ^ Copia archiviata, su facebook.com. URL consultato il 13 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  18. ^ Copia archiviata, su amp24.ilsole24ore.com. URL consultato il 21 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  19. ^ Copia archiviata, su twitter.com. URL consultato il 12 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  20. ^ a b Calenda a Fanpage.it: Sanità e istruzione prima di tutto, a scuola serve tempo pieno obbligatorio, su fanpage.it. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 6 agosto 2020).
  21. ^ «Salario minimo? Io parlerei col governo e direi: se voi fate il salario minimo lo votiamo», su UrbanPost, 6 marzo 2019. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  22. ^ Io sono da sempre favorevole al salario minimo., su mobile.twitter.com. URL consultato il 21 novembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  23. ^ Copia archiviata, su twitter.com. URL consultato il 21 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  24. ^ Copia archiviata, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 21 marzo 2021 (archiviato il 1º maggio 2019).
  25. ^ Calenda: "Industria 4.0 aiuterà le imprese a rilanciare la competitività" - la Repubblica, su repubblica.it. URL consultato il 21 novembre 2020 (archiviato il 27 dicembre 2019).
  26. ^ a b Carlo Calenda (Doppio Binario - 7 - Novembre 2018), su Vittorio Zincone, 29 febbraio 2020. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 2 dicembre 2020).
  27. ^ Giorgio da dove ricavi questa convinzione? | Twitter, su twitter.com. URL consultato il 22 novembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  28. ^ Copia archiviata, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 17 febbraio 2021).
  29. ^ Cannabis light, Carlo Calenda: "Favorevole alla legalizzazione", su www.la7.it. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  30. ^ Calenda: «Ius soli? Spero che si faccia», su ilmessaggeroit, 8 dicembre 2017. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 9 dicembre 2020).
  31. ^ Calenda e gli altri che hanno firmato per criminalizzare la gestazione per altri, su Gaypost.it, 24 maggio 2019. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 29 luglio 2019).
  32. ^ Non sono favorevole all'utero in affitto. E non per una ragione religiosa ma umana. Il valore della maternità., su mobile.twitter.com. URL consultato il 22 novembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  33. ^ Copia archiviata, su twitter.com. URL consultato il 10 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  34. ^ La battaglia femminista ci riguarda tutti - Valore D, su valored.it. URL consultato il 10 marzo 2021 (archiviato il 23 gennaio 2021).
  35. ^ a b c d Bambini, giovani, donne. Le mie proposte per il Recovery Plan (di C. Calenda) | HuffPost Life, su huffingtonpost.it. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  36. ^ Copia archiviata, su mobile.twitter.com. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  37. ^ Copia archiviata, su azione.it. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 27 febbraio 2021).
  38. ^ Copia archiviata, su romadailynews.it. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  39. ^ Copia archiviata, su mobile.twitter.com. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  40. ^ Migranti, Calenda: "L'Italia non può accogliere tutti, alcuni difficilmente integrabili", su dire.it. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  41. ^ Calenda: "Io operaista? È un grande complimento", su agi.it. URL consultato il 21 novembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  42. ^ a b c d e Questo partito di Carlo Calenda, in Il Post, 12 settembre 2020. URL consultato il 13 settembre 2020 (archiviato il 13 settembre 2020).
  43. ^ Calenda a ruota libera sul Pd: “Il problema non è Renzi, ma sono i 25 anni di errori”, su lastampa.it. URL consultato il 10 marzo 2021 (archiviato il 9 novembre 2020).
  44. ^ Calenda, gli orizzonti selvaggi e la terza via (rinnegata), su formiche.net. URL consultato il 10 marzo 2021 (archiviato il 25 settembre 2019).
  45. ^ Il mea culpa di Calenda: "Per 30 anni ho ripetuto le cazzate del liberismo" - la Repubblica, su repubblica.it. URL consultato il 24 marzo 2021 (archiviato il 15 novembre 2020).
  46. ^ Copia archiviata, su open.online. URL consultato il 24 marzo 2021 (archiviato il 28 febbraio 2021).
  47. ^ Archivio Corriere della Sera, su archivio.corriere.it. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 18 gennaio 2016).
  48. ^ Scelta Civica con Monti per l'Italia, su www.repubblica.it. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 15 dicembre 2019).
  49. ^ Governo italiano - Consiglio dei Ministri n.2 del 2/05/2013, su governo.it. URL consultato il 2 maggio 2013 (archiviato il 28 luglio 2013).
  50. ^ Governo Italiano - Consiglio dei Ministri n.21 del 20/06/2014, su governo.it. URL consultato il 25 luglio 2014 (archiviato il 27 luglio 2014).
  51. ^ Scelta civica trasloca nel Pd, in Corriere della Sera. URL consultato il 21 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2016).
  52. ^ Carlo Calenda è il nuovo rappresentante dell'Italia a Bruxelles. Gentiloni: "Scelta eccezionale", su rainews. URL consultato il 21 gennaio 2016 (archiviato il 22 gennaio 2016).
  53. ^ aise.it, carlo calenda si insedia a bruxelles, su Aise.it. URL consultato il 29 marzo 2016 (archiviato il 1º aprile 2016).
  54. ^ La protesta degli ambasciatori, a disagio per il caso Calenda Archiviato il 31 gennaio 2016 in Internet Archive., Corriere.it, 30 gennaio 2016
  55. ^ Calenda a Bruxelles? Una misura eccezionale, come nel dopoguerra Archiviato il 1º marzo 2016 in Internet Archive., Public Policy, 8 febbraio 2016
  56. ^ Sviluppo economico, Calenda nuovo ministro: domani la nomina, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 9 maggio 2016 (archiviato il 16 maggio 2016).
  57. ^ Sergio Mattarella, DPR 12 dicembre 2016 - Nomina dei Ministri (PDF), Governo della Repubblica Italiana, 12 dicembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2017 (archiviato il 20 febbraio 2017).
  58. ^ Ecco i risultati del piano Industria 4.0 (che cambia nome). Calenda: "Adesso fase due", su Agi. URL consultato il 13 giugno 2020 (archiviato il 13 giugno 2020).
  59. ^ La crisi del Pd, Calenda: domani mi iscrivo", in Repubblica. URL consultato il 6 marzo 2018 (archiviato il 6 marzo 2018).
  60. ^ Europee, Zingaretti: “Ecco il logo del Pd per vincere le elezioni” | Sky TG24, su tg24.sky.it. URL consultato il 30 marzo 2019 (archiviato il 30 marzo 2019).
  61. ^ Carlo Calenda lancia Manifesto "Siamo Europei". Aderiscono Martina, Gentiloni, Pisapia e diversi governatori e sindaci, su huffingtonpost.it. URL consultato il 20 novembre 2020 (archiviato il 24 ottobre 2020).
  62. ^ QuotidianoNet, Elezioni europee 2019, preferenze ed eletti. Boom per Berlusconi e Calenda, su QuotidianoNet, 1558962066660. URL consultato il 27 maggio 2019 (archiviato il 27 maggio 2019).
  63. ^ Governo Pd-M5S? Calenda lascia il partito: "Ne farò un altro. Con l'accordo rinunciamo ai nostri valori", su ilfattoquotidiano.it, 28 agosto 2019. URL consultato il 28 agosto 2019 (archiviato il 28 agosto 2019).
  64. ^ Copia archiviata, su fanpage.it. URL consultato il 13 marzo 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  65. ^ Copia archiviata, su ilgiornale.it. URL consultato il 13 marzo 2021 (archiviato il 24 gennaio 2020).
  66. ^ Nasce "Azione" il nuovo partito riformista, su VareseNews, 23 novembre 2019. URL consultato il 24 novembre 2020 (archiviato il 14 febbraio 2021).
  67. ^ No ai riformisti Coca zero, su azione.it. URL consultato il 22 settembre 2020 (archiviato il 18 ottobre 2020).
  68. ^ Calenda rilancia il liberalsocialismo, su avantionline.it. URL consultato il 20 settembre 2020 (archiviato il 1º novembre 2020).
  69. ^ Azione un partito di ispirazione socialista liberale, su italoblogger.com. URL consultato il 22 settembre 2020 (archiviato il 10 giugno 2020).
  70. ^ Azione fondato sull'importanza di identificarsi in un'ideologia e in un pensiero storico che mostri chi siamo, su la7.it. URL consultato il 20 settembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  71. ^ Energie Nuove, il comitato piemontese di Azione che porta il nome della rivista di Piero Gobetti, su torinoggi.it. URL consultato il 25 novembre 2020 (archiviato il 4 dicembre 2020).
  72. ^ Azione il nuovo partito di Carlo Calenda, su ilpost.it. URL consultato il 21 novembre 2019 (archiviato il 21 novembre 2019).
  73. ^ Carlo Calenda presenta 'Azione': "L'ho scelto non per gli Avengers ma per collegarmi al Partito d'Azione, una freccia verso il futuro e il blu dell'Europa", su la7.it. URL consultato il 19 novembre 2020 (archiviato il 27 novembre 2020).
  74. ^ Giovanni Spinazzola, Calenda: "Obiettivo Azione è costruire forza liberaldemocratica capace di..", su Politica News. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 26 gennaio 2021).
  75. ^ Carlo Calenda lancia Azione contro populisti e sovranisti, su rainews. URL consultato il 24 novembre 2020 (archiviato il 19 ottobre 2020).
  76. ^ https://www.amp24.ilsole24ore.com/pagina/ACyEXR0
  77. ^ Calenda lancia Azione, contro i populisti - Politica, su Agenzia ANSA, 21 novembre 2019. URL consultato il 24 novembre 2020 (archiviato il 19 ottobre 2020).
  78. ^ Redazione politica, Calenda presenta Azione, il suo nuovo partito: "Ecco il nostro fronte anti-populista", su Corriere della Sera, 22 novembre 2019. URL consultato il 24 novembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  79. ^ Copia archiviata, su linkiesta.it. URL consultato l'11 ottobre 2020 (archiviato il 3 novembre 2020).
  80. ^ Il comitato promotore nazionale, su Azione. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 2 giugno 2020).
  81. ^ L'Intervista Politica a Valentina Grippo (Azione), su KONGNews | Economia Lavoro Politica, 16 dicembre 2019. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 6 agosto 2020).
  82. ^ Giulia Pigoni, su Giulia Pigoni. URL consultato il 29 dicembre 2020 (archiviato il 5 agosto 2020).
  83. ^ Enrico Costa: "In Azione per costruire la casa dei liberali", su azione.it. URL consultato il 22 settembre 2020 (archiviato il 19 settembre 2020).
  84. ^ Angiola: "Entro in Azione per i valori che rispecchia", su azione.it. URL consultato il 22 settembre 2020 (archiviato il 19 settembre 2020).
  85. ^ Taglio parlamentari, l'attacco di Calenda: resa di Pd e Iv a M5s, su Tiscali Notizie. URL consultato il 6 febbraio 2020 (archiviato il 6 febbraio 2020).
  86. ^ Calenda: "Mi candido a sindaco di Roma", su Adnkronos. URL consultato il 18 ottobre 2020 (archiviato il 21 ottobre 2020).
  87. ^ https://www.adnkronos.com/roma-europa-pronta-a-sostenere-calenda_1UTcjd7gc2TJHx1mZSw0Dt
  88. ^ Nasce gruppo parlamentare comune Più Europa-Azione, su Agenzia ANSA, 17 novembre 2020. URL consultato il 17 novembre 2020 (archiviato il 17 novembre 2020).
  89. ^ Deputata Frate Flora su sito ufficiale Camera dei Deputati, su camera.it. URL consultato il 27 novembre 2020 (archiviato il 1º aprile 2021).
  90. ^ La deputata Frate, da M5S a Calenda, su corriere.it. URL consultato il 27 novembre 2020 (archiviato il 27 novembre 2020).
  91. ^ +Europa-Azione, siamo disponibili a una maggioranza Ursula. Rafforziamo il nostro coordinamento, su piueuropa.eu, 21 gennaio 2021. URL consultato il 21 gennaio 2021 (archiviato il 21 gennaio 2021).
  92. ^ Azione e +Europa disponibili a una maggioranza Ursula. Rafforziamo il nostro coordinamento., su azione.it, 21 gennaio 2021. URL consultato il 21 gennaio 2021 (archiviato il 21 gennaio 2021).
  93. ^ PRI e Azione per salvare l'Italia da governo e opposizione (PDF), su prinazionale.it, 23 novembre 2020. URL consultato il 21 gennaio 2021 (archiviato il 22 gennaio 2021).
  94. ^ Calenda, “via Conte e maggioranza ampliata”, su vocerepubblicana.it, 19 gennaio 2021. URL consultato il 21 gennaio 2021 (archiviato il 19 gennaio 2021).
  95. ^ PLI e PRI accordo per la terza forza libdem, su partitoliberale.it, 1º febbraio 2021. URL consultato il 7 febbraio 2021 (archiviato il 1º aprile 2021).
  96. ^ PRI e PLI accordo per la terza forza libdem, su vocerepubblicana.it, 1º febbraio 2021. URL consultato il 7 febbraio 2021 (archiviato il 1º febbraio 2021).
  97. ^ Il Pli è quindi disponibile a collaborare con tutte le forze politiche che, a partire da Azione, permettano di realizzare lo sviluppo dell'idea liberale, su liguria.bizjournal.it, 25 gennaio 2021. URL consultato il 7 febbraio 2021 (archiviato il 25 gennaio 2021).
  98. ^ Ugo Rossi in Trentino-Alto Adige, Niccolò Carretta in Lombardia, Giulia Pigoni in Emilia-Romagna e Valentina Grippo nel Lazio
  99. ^ Elezioni Roma, Italia Viva sosterrà Calenda: “È la candidatura migliore, mai visto Gualtieri”, su RomaToday. URL consultato l'8 aprile 2021.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro dello sviluppo economico Successore Italy-Emblem.svg
Matteo Renzi (ad interim) 10 maggio 2016 - 1º giugno 2018 Luigi Di Maio
Predecessore Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea Successore Italy-Emblem.svg
Stefano Sannino 21 marzo 2016 - 1º giugno 2016 Maurizio Massari
Controllo di autoritàVIAF (EN62154196713920110131 · LCCN (ENno2018151110 · GND (DE1216391874 · WorldCat Identities (ENlccn-no2018151110