Industria 4.0

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Rivoluzioni industriali e future tendenze

Il termine Industria 4.0 indica una tendenza dell'automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti. Sul miglioramento delle condizioni di lavoro non vi è un sostanziale accordo tra gli studiosi. Per alcuni infatti il miglioramento delle condizioni di lavoro sarebbe solo una promessa, peraltro non inedita, che ogni trasformazione tecnico-organizzativa porta con sé.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Industria 4.0, prende il nome dall'iniziativa europea Industry 4.0, a sua volta ispirata ad un progetto del governo tedesco. Nello specifico la paternità del termine tedesco Industrie 4.0 viene attribuita a Henning Kagermann, Wolf-Dieter Lukas e Wolfgang Wahlster che lo impiegarono per la prima volta in una comunicazione, tenuta alla Fiera di Hannover del 2011, in cui preannunciarono lo Zukunftsprojekt Industrie 4.0[1][2]. Concretizzato alla fine del 2013, il progetto per l'industria del futuro Industrie 4.0 prevedeva investimenti su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo tedesco e riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali rendendola competitiva a livello globale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di "Quarta rivoluzione industriale"[modifica | modifica wikitesto]

I risultati ottenuti dalla Germania a livello produttivo hanno portato molti altri paesi a perseguire questa politica; per questo sono stati svolti numerosi studi fino ad ora: tra i più conosciuti, quelli di McKinsey[3], Boston Consulting e Osservatori del Politecnico di Milano[4]. Questi studi hanno definito gli effetti delle nuove strategie ("Quarta rivoluzione industriale") sul contesto sociale ed economico.

Dalla ricerca The Future of the Jobs[5] presentata al World Economic Forum è emerso che, nei prossimi anni, fattori tecnologici e demografici influenzeranno profondamente l’evoluzione del lavoro. Alcuni, come la tecnologia del cloud e la flessibilizzazione del lavoro, stanno influenzando le dinamiche già adesso (2016) e lo faranno ancora di più nei prossimi 2-3 anni. L'effetto sarà la creazione di 2 milioni di nuovi posti di lavoro, ma contemporaneamente ne spariranno 7, con un saldo netto negativo di oltre 5 milioni di posti di lavoro. L'Italia ne esce con un pareggio (200 000 posti creati e altrettanti persi), meglio di altri Paesi come Francia e Germania. A livello di gruppi professionali, le perdite si concentreranno nelle aree amministrative e della produzione: rispettivamente 4,8 e 1,6 milioni di posti distrutti. Secondo la ricerca compenseranno parzialmente queste perdite l’area finanziaria, il management, l’informatica e l’ingegneria. Cambiano di conseguenza le competenze e abilità ricercate: nel 2020 il problem solving rimarrà la competenza non specifica più ricercata, e parallelamente, diventeranno più importanti il pensiero critico e la creatività. Il Governo Italiano, seguendo l'esempio di Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Giappone, ha posto in essere una serie di misure[6] per incentivare gli investimenti funzionali alla trasformazione tecnologica. Il progetto, che stima generare una spesa tra gli 80 e i 90 miliardi di euro, ha preso il nome di "Impresa 4.0"[7].

Il concetto di smart factory[modifica | modifica wikitesto]

L’industria 4.0 passa per il concetto di smart factory che si compone di 3 parti:

  • Smart production: nuove tecnologie produttive che creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti.
  • Smart service: tutte le “infrastrutture informatiche” e tecniche che permettono di integrare i sistemi; ma anche tutte le strutture che permettono, in modo collaborativo, di integrare le aziende (fornitore – cliente) tra loro e con le strutture esterne (strade, hub, gestione dei rifiuti, ecc.).
  • Smart energy: tutto questo sempre con un occhio attento ai consumi energetici, creando sistemi più performanti e riducendo gli sprechi di energia secondo i paradigmi tipici dell'Energia sostenibile.

La chiave di volta dell’industria 4.0 sono i sistemi ciberfisici (CPS) ovvero sistemi fisici che sono strettamente connessi con i sistemi informatici e che possono interagire e collaborare con altri sistemi CPS. Questo sta alla base della decentralizzazione e della collaborazione tra i sistemi, che è strettamente connessa con il concetto di industria 4.0.

Le tecnologie abilitanti[modifica | modifica wikitesto]

Da uno studio di Boston Consulting emerge che la quarta rivoluzione industriale si centra sull’adozione di alcune tecnologie definite abilitanti; alcune di queste sono “vecchie” conoscenze, concetti già presenti ma che non hanno mai sfondato il muro della divisione tra ricerca applicata e sistemi di produzione veri e propri; oggi, invece, grazie all’interconnessione e alla collaborazione tra sistemi, il panorama del mercato globale sta cambiando portando alla personalizzazione di massa, diventando di interesse per l'intero settore manifatturiero.

Le 9 tecnologie abilitanti definite da Boston Consulting sono:

  • Advanced manufacturing solution: sistemi avanzati di produzione, ovvero sistemi interconnessi e modulari che permettono flessibilità e performance. In queste tecnologie rientrano i sistemi di movimentazione dei materiali automatici e la robotica avanzata, che oggi entra sul mercato con i robot collaborativi o cobot.
  • Additive manufacturing: sistemi di produzione additiva che aumentano l'efficienza dell’uso dei materiali.
  • Realtà aumentata: sistemi di visione con realtà aumentata per guidare meglio gli operatori nello svolgimento delle attività quotidiane.
  • Simulazioni: simulazione tra macchine interconnesse per ottimizzare i processi.
  • Integrazione orizzontale e verticale: integrazione e scambio di informazioni in orizzontale e in verticale, tra tutti gli attori del processo produttivo.
  • Industrial internet: comunicazione tra elementi della produzione, non solo all’interno dell'azienda, ma anche all’esterno grazie all'utilizzo di internet.
  • Cloud: implementazione di tutte le tecnologie cloud come l'archiviazione online delle informazioni, l’uso del cloud computing, e di servizi esterni di analisi dati, ecc. Nel cloud sono contemplate anche le tecniche di gestione di grandissime quantità di dati attraverso sistemi aperti.
  • Sicurezza informatica: l’aumento delle interconnessioni interne ed esterne aprono la porta a tutta la tematica della sicurezza delle informazioni e dei sistemi che non devono essere alterati dall’esterno.
  • Big Data Analytics: tecniche di gestione di grandissime quantità di dati attraverso sistemi aperti che permettono previsioni o predizioni.

L'Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano fornisce un'ulteriore classificazione di 6 tecnologie abilitanti, cosiddette "tecnologie intelligenti", raggruppandole in due grandi sotto insiemi di tecnologie digitali innovative, le tecnologie dell'informazione (IT) e le tecnologie operazionali (OT).[8]

Rientrano nel primo gruppo:

  • Industrial Internet of Things: tecnologie basate su smart objects e reti intelligenti
  • Industrial Analytics: tecnologie in grado di sfruttare le informazioni celate nei big data
  • Cloud Manufacturing: applicazione in ambito manifatturiero del cloud computing

Rientrano nel secondo gruppo:

  • Advanced Automation: tecnologie affini alla robotica, con riferimento ai più recenti sistemi di produzione automatizzati
  • Advanced Human Machine Interface (HMI): dispositivi indossabili e nuove interfacce uomo/macchina
  • Additive Manufacturing: categoria di tecnologie affine a quanto già individuato da Boston Consulting

Secondo stime di Federmeccanica pubblicate nel 2016[9], l'adozione delle tecnologie abilitanti dovrebbe contribuire alla riduzione del time to market e dei costi di personalizzazione dell'offerta, con ulteriori benefici in termini di produttività dei fattori e informazioni disponibili sui processi di produzione[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Origine del termine Industrie 4.0, su LuigiDCapra. URL consultato il 2 giugno 2017.
  2. ^ Industrie 4.0: Mit dem Internet der Dinge auf dem Weg zur 4. industriellen Revolution, su vdi-nachrichten. URL consultato il 2 giugno 2017.
  3. ^ McKinsey & Company, su McKinsey & Company. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  4. ^ Osservatorio Industria 4.0, su https://www.osservatori.net/it_it/osservatori/industria-4.0. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  5. ^ (EN) The Future of Jobs, in The Future of Jobs. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  6. ^ Industria 4.0 & Startup - CyberLaws, in CyberLaws. URL consultato il 5 novembre 2017.
  7. ^ AGI - Agenzia Giornalistica Italia, Ecco i risultati del piano Industria 4.0 (che cambia nome). Calenda: "Adesso fase due", su Agi. URL consultato il 5 novembre 2017.
  8. ^ Le Smart Technologies alla base della Quarta Rivoluzione Industriale, su blog.osservatori.net.
  9. ^ Industria 4.0, su federmeccanica.it. URL consultato l'8 gennaio 2019 (archiviato l'8 aprile 2018).
  10. ^ Le opportunità di sviluppo del manifatturiero, su dirigentisenior.it, 1º novembre 2016 (archiviato il 1º gennaio 2019).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Klaus Schwab, The Fourth Industrial Revolution, World Economic Forum, 2015, trad. La quarta rivoluzione industriale, Franco Angeli, 2016

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]