Internet delle cose

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In telecomunicazioni Internet delle cose (o, più propriamente, Internet degli oggetti o IoT, acronimo dell'inglese Internet of Things) è un neologismo riferito all'estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. Il suo primo utilizzo ebbe luogo probabilmente nel 1999[1] presso l'Auto-ID Center, un consorzio di ricerca con sede al MIT[2]. Il concetto fu in seguito sviluppato dall'agenzia di ricerca Gartner[3][4][5].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'Internet delle cose è vista come una possibile evoluzione dell'uso della Rete. Gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri[6]. Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, velocità e distanza per gareggiare in tempo reale con persone dall'altra parte del globo, i vasetti delle medicine avvisano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete.[7]

L'obiettivo dell'internet delle cose è di far sì che il mondo elettronico tracci una mappa di quello reale, dando un'identità elettronica alle cose e ai luoghi dell'ambiente fisico. Gli oggetti e i luoghi muniti di etichette Identificazione a radio frequenza (Rfid) o Codici QR comunicano informazioni in rete o a dispositivi mobili come i telefoni cellulari.[8]

I campi di applicabilità sono molteplici: dalle applicazioni industriali (processi produttivi), alla logistica e all’infomobilità, fino all'efficienza energetica, all'assistenza remota e alla tutela ambientale.[9]

L'internet delle cose tende ad evolversi in modo parallelo e reciproco al web semantico.[senza fonte]

Tecnologie abilitanti[modifica | modifica wikitesto]

Nella visione dell'Internet delle cose, gli oggetti creano un sistema pervasivo ed interconnesso avvalendosi di molteplici tecnologie di comunicazione (tipicamente a corto raggio). I tag RFID hanno rappresentato uno dei primi esempi in tale ambito. Tuttavia, nel tempo sono emerse nuove tecnologie in grado di rendere più efficiente la comunicazione tra gli oggetti. Tra esse spicca lo standard IEEE 802.15.4 e, soprattutto, il suo recente emendamento IEEE 802.15.4e, in grado di incrementare notevolmente l'affidabilità dei collegamenti a radio frequenza e l'efficienza energetica, grazie all'adozione del meccanismo di accesso al mezzo Time Slotted Channel Hopping. Queste tecnologie di più basso livello, quando integrate in architetture protocollari basate sul protocollo IP, possono dar concretamente vita alla visione dell'Internet delle cose, essendo in grado di dialogare con i nodi della rete Internet. In tal senso, è importante menzionare i protocolli IETF 6LoWPAN, RPL, e CoAP, in grado di creare operativamente una rete IP di oggetti che può dialogare con la rete Internet per creare nuovi servizi in molteplici domini applicativi.

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

I principali domini applicativi ed ambiti operativi interessati dallo sviluppo della IoT sono riportati sinteticamente nel seguente elenco:

Framework[modifica | modifica wikitesto]

Aziende come B-Scada, ThingWorx, IoT-Ticket.com, Raco Wireless, nPhase, Carriots, EVRYTHNG, Microsoft, Apple, Apio e Exosite stanno sviluppando dei framework per l'internet delle cose.

Aspettative di crescita[modifica | modifica wikitesto]

Secondo stime di Gartner, nel 2020 ci saranno 26 miliardi di oggetti connessi a livello globale. ABI Research stima che saranno più di 30 miliardi. Altri istituti parlano di 100 miliardi.

Le aspettative degli esperti sono che l'Internet delle cose cambierà il nostro modo di vivere in modo radicale. Gli oggetti intelligenti, con capacità decisionale, permetteranno risparmio energetico sia a livello personale (domotica e smart-home) sia a livello macroscopico (smart-city e smart grid).

L'integrazione con internet implica l'utilizzo di IP univoci. IPv4 permette di avere 4,3 miliardi di indirizzi univoci, ecco perché gli sviluppatori di dispositivi IoT stanno adottando lo standard IPv6, che permette di raggiungere molti più indirizzi.

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la maggior parte degli esperti di tecnologia ritengono che l'IoT sia un passo verso un mondo migliore, studiosi e sociologi rimangono dubbiosi circa gli sviluppi della rivoluzione dell'ubiquitous computing. Le maggiori critiche fatte sino ad ora all'IoT riguardano due aspetti: la sicurezza e la privacy. Per quanto riguarda il primo la maggior parte delle aziende sta lavorando su soluzioni che rendano sicuri gli oggetti da attacchi di hacker, anche se dobbiamo aspettarci in futuro la necessità di antivirus, o altri sistemi di protezione, non solo per computer ma anche per oggetti di tipo differente.

Privacy, autonomia e controllo[modifica | modifica wikitesto]

Peter-Paul Verbeek, professore di filosofia della tecnologia all'Università di Twente (Olanda), scrive che la tecnologia ha già ora una forte influenza sulle nostre decisioni morali, che a loro volta vanno a condizionare l'agire dell'uomo, la sua privacy ed autonomia. Inoltre, mette in guardia dal considerare la tecnologia semplicemente come un oggetto, e raccomanda invece di riguardarla come un agente attivo.[10]

Justin Brookman, del Centro per la Democrazia e la Tecnologia (CDT), ha dichiarato preoccupazione sull'impatto dell'IoT sulla privacy dei consumatori, dicendo che "Ci sono alcune persone nell'ambito commerciale che dicono, 'Oh, Big Data - raccogliamo tutto, e teniamolo in giro per un sacco di tempo; pagheremo qualcuno per pensare alla sicurezza più tardi.' La questione è se vogliamo o no avere un qualche strumento di controllo per limitare la dispersione di dati."[11]

Tim O’Reilly ritiene che i metodi di vendita dei dispositivi IoT siano fuorvianti; mentre essi diffondono l'idea che la funzione principale dell'IoT sia di guadagnare efficienza collegando alla rete tutti i tipi di congegni elettronici, egli sostiene che "l'IoT è in realtà un'estensione dell'uomo. Le applicazioni sono profondamente differenti quando ci sono sensori e dati che influenzano la presa di decisioni." [12]

Anche editoriali di WIRED hanno espresso preoccupazione; uno in particolare dichiara "Ciò che stiamo per perdere è la nostra privacy. Anzi, è anche peggio. Non soltanto non avremo più privacy, ma dovremo star buoni a guardare mentre il concetto stesso di privacy verrà sconvolto sotto il nostro naso."[13]

L'Unione Americana per le Libertà Civili (ACLU) ha rivelato apprensione circa la possibilità che l'IoT mini al controllo di ognuno sulla propria vita. L'ACLU ha scritto che "Non esiste un modo semplice per prevedere come saranno utilizzati questi strumenti così potenti -- che si accumulano in maniera sproporzionata nelle mani di corporazioni che cercano vantaggi finanziari o di governi che aspirano ad un controllo ancora maggiore. C'è la possibilità che i Big Data e l'Internet delle Cose ci rendano più difficile controllare le nostre vite, e mentre noi diventiamo sempre più trasparenti per grandi corporazioni e istituzioni governative, esse diventino sempre più torbide."[14]

Alcuni ricercatori hanno identificato i problemi sulla privacy che tutti gli stakeholder nel campo dell'IoT devono affrontare, dai produttori e gli sviluppatori di app ai clienti stessi, ed hanno esaminato le responsabilità di ogni parte coinvolta così da assicurare la privacy in tutte le circostanze. Tra i problemi sottolineati nel report[15] si trovano:

  • Consenso dell'utente: in qualche modo gli utenti devono essere in grado di dare consenso informato al raccoglimento di dati. Gli utenti, però, hanno a disposizione tempo e conoscenze tecnologiche limitate.
  • Libertà di scelta: sia la protezione della privacy sia le norme sottostanti devono promuovere la libertà di scelta.
  • Anonimato: le piattaforme dell'IoT prestano scarse attenzione all'anonimato dell'utente nella trasmissione di dati. Piattaforme future potrebbero, per esempio, utilizzare TOR o tecnologie simili così che non si possano tracciare profili troppo specifici degli utenti basandosi sul comportamento delle loro "cose".

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

Sono state sollevate preoccupazioni sul fatto che si stia sviluppando l'Internet delle Cose molto rapidamente, senza la considerazione appropriata per le questioni di sicurezza coinvolte e i cambi regolamentari che potrebbero essere necessari.[16] Secondo il BI (Business Insider) Intelligence Survey condotto nell'ultimo quadrimestre del 2014, il 39% degli intervistati sostiene che la sicurezza sia il problema più pressante nell'adozione dell'Internet delle Cose.[17] In particolare, con la diffusione sempre più estesa dell'IoT, è probabile che gli attacchi cibernetici diventino una minaccia reale, invece che solo potenziale. In un articolo di Forbes di gennaio 2014, il curatore della sezione di sicurezza cibernetica Joseph Steinberg ha elencato molte applicazioni connesse a Internet che possono già "spiare le persone in casa loro", inclusi televisori, strumenti per la cucina, macchine fotografiche e termostati.[18] È stato dimostrato che dispositivi computerizzati inseriti nelle automobili come freni, motore, serrature, sistemi di apertura del cofano o rilascio del carrello, segnalatori acustici, riscaldamento, e cruscotto sono vulnerabili da parte di soggetti che hanno accesso alla rete di bordo. In certi casi, i sistemi computerizzati di un veicolo sono connessi a Internet, e ciò rende possibile l'introduzione con un collegamento remoto.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kevin Ashton: That 'Internet of Things' Thing. In: RFID Journal, 22 luglio 2009. Acceduto 25 dicembre 2011
  2. ^ Auto-ID Center è diventato Auto-ID Labs nell'ottobre 2003 dopo la fusione di EPCglobal e Auto-ID Center
  3. ^ Intervista di Geoff Johnson a Sue Bushell su Computerworld del 24 luglio 2000, “M-commerce key to ubiquitous internet”
  4. ^ P. Magrassi, A. Panarella, N. Deighton, G. Johnson, Computers to Acquire Control of the Physical World, Gartner research report T-14-0301, 28 settembre 2001
  5. ^ P. Magrassi, T. Berg, A World of Smart Objects, Gartner research report R-17-2243, 12 agosto 2002
  6. ^ P. Magrassi, Supranet in "Dizionario dell'economia digitale", a cura di V. Di Bari, Sole 24Ore Pirola, Milano, 2002
  7. ^ Casaleggio Associati L'evoluzione di Internet of Things 2011
  8. ^ (EN) Sean Dodson The net shapes up to get physical «The Guardian», 16 ottobre 2008.
  9. ^ Internet of Things, HI Reply. URL consultato il 31 gennaio 2012.
  10. ^ Verbeek, Peter-Paul. "Moralizing Technology: Understanding and Designing the Morality of Things." Chicago: The University of Chicago Press, 2011.
  11. ^ Diane Cardwell, At Newark Airport, the Lights Are On, and They’re Watching YouThe New York Times, 2014.02.17
  12. ^ Hardy, Quentin. "Tim O’Reilly Explains the Internet of Things"The New York Times Bits. The New York Times. 4 febbraio 2015.
  13. ^ Webb, Geoff. "Say Goodbye to Privacy". WIRED. 5 febbraio 2015.
  14. ^ Catherine Crump and Matthew Harwood, The Net Closes Around UsTomDispatch, 25 marzo 2014
  15. ^ Perera, Charith; Ranjan, Rajiv; Wang, Lizhe; Khan, Samee; Zomaya, Albert. "Privacy of Big Data in the Internet of Things Era"IEEE IT Professional Magazine. PrePrint (Internet of Anything). 2015.
  16. ^ Chris Clearfield. "Why The FTC Can't Regulate The Internet Of Things"Forbes. 18 settembre 2013.
  17. ^ "We Asked Executives About The Internet Of Things And Their Answers Reveal That Security Remains A Huge Concern"Business Insider. Gennaio 2015.
  18. ^ Joseph Steinberg. "These Devices May Be Spying On You (Even In Your Own Home)". Forbes. 27 gennaio 2014.
  19. ^ Andy Greenberg. "Hackers Remotely Kill a Jeep on the Highway—With Me in It". Wired. 21 luglio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Olivier Hersent, David Boswarthick, Omar Elloumi. The Internet of Things: Key Applications and Protocols, Wiley; 2 edition (February 1, 2012) ISBN 1-119-99435-7.
  • Cuno Pfister. Getting Started with the Internet of Things: Connecting Sensors and Microcontrollers to the Cloud, O'Reilly Media; 1 edition (June 2, 2011) ISBN 1-4493-9357-8.
  • Dieter Uckelmann, Mark Harrison, Florian Michahelles. Architecting the Internet of Things, Springer, 1st Edition (April 12, 2011) ISBN 3-642-19156-8.
  • Hakima Chaouchi. The Internet of Things: Connecting Objects (ISTE) Wiley-ISTE; 1 edition (May 24, 2010) ISBN 1-84821-140-6.
  • Jean-Philippe Vasseur, Adam Dunkels. Interconnecting Smart Objects with IP: The Next Internet, Morgan Kaufmann; 1 edition (June 15, 2010) ISBN 0-12-375165-9.
  • Zach Shelby. 6LoWPAN: The Wireless Embedded Internet (Wiley Series on Communications Networking & Distributed Systems) Wiley; 1 edition (January 5, 2010) ISBN 0-470-74799-4.
  • Lu Yan, Yan Zhang, Laurence T. Yang, Huansheng Ning. The Internet of Things: From RFID to the Next-Generation Pervasive Networked Systems (Wireless Networks and Mobile Communications) Auerbach Publications (March 5, 2008) ISBN 1-4200-5281-0.
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