Pensiero critico

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Il pensiero critico è un tipo di pensiero caratterizzato dai processi mentali di discernimento, analisi, e valutazione. Comprende processi di riflessione su aree tangibili ed intangilbili con l'intento di formare un giudizio solido che riconcilia l'evidenza scientifica con il senso comune.

Il pensiero critico trae informazioni dall’osservazione, l’esperienza, il ragionamento o la comunicazione. Il pensiero critico si fonda sul tentativo di andare al di là della parzialità del singolo soggetto: i suoi valori fondamentali sono la chiarezza, l’accuratezza, la precisione, l’evidenza.

Panoramica[modifica | modifica sorgente]

Nell’ambito dello scetticismo, il pensiero critico è il processo tramite il quale si cerca di giustificare in maniera sufficientemente convincente una certa affermazione. La logica informale fa parte del pensiero critico. I più recenti risultati della psicologia cognitiva stanno inducendo molti educatori a ritenere che sia più utile per gli studenti esercitarsi nel pensiero critico che imparare a memoria un vasto numero di informazioni.

Per la sua trasversalità il pensiero critico si trova a cavallo di discipline diverse, quali la scienza, la matematica, l’ingegneria, la storia, l’antropologia, l’economia e la filosofia.

È possibile vedere il pensiero critico sotto due aspetti: come insieme di facoltà cognitive e come capacità intellettuale di utilizzare queste facoltà come guida del comportamento. Esso quindi non comprende soltanto l’acquisizione e la memorizzazione di informazioni; non si esaurisce nel possesso di un certo insieme di facoltà da utilizzare una volta tanto, né corrisponde all’utilizzo di dette facoltà senza poi attuarne gli indirizzi risultanti.

Metodi del pensiero critico[modifica | modifica sorgente]

Tappe[modifica | modifica sorgente]

Sebbene il pensiero critico non abbia bisogno di una sequenza rigida di passi obbligati, la seguente sequenza è abbastanza rappresentativa del processo in generale:

  1. Ascolto di qualsiasi opinione in merito alla questione in esame, analisi di ciascuna di esse sotto ogni profilo, a partire dalla considerazione di ogni argomento a supporto di ciascuna.
  2. Suddivisione di ogni argomento nei suoi costituenti fondamentali (proposizioni semplici) e valutazione delle implicazioni di ogni singola proposizione così ottenuta.
  3. Esame specifico delle proposizioni e delle implicazioni, al fine di rilevare eventuali contraddizioni intrinseche.
  4. Individuare posizioni opposte all’interno del dibattito, ed assegnare un peso a ciascuna di esse.
  • Assegnare un peso maggiore alle affermazioni ben supportate, soprattutto se basate su ragionamenti ben conseguenti, e per contro diminuire quello delle affermazioni deboli o addirittura contraddittorie.
  • Regolare il peso da attribuire in base alla attinenza delle informazioni alla questione in esame.
  • Pretendere, per ciascuna dichiarazione, una giustificazione proporzionale al tasso di novità e di inverosimiglianza della stessa; in mancanza di un supporto sufficiente, ignorare tali dichiarazioni “incredibili” nella formazione dei giudizi sulla questione.
5. Assegnare quindi i pesi agli argomenti complessi di partenza.
  • Si noti che le opinioni intorno alle quali si forma un ampio consenso è probabile che siano le più valide.
  • La “mappa mentale” è uno strumento molto utile all’organizzazione ed alla valutazione di argomenti secondo il processo appena delineato; nelle fasi finali, ad ogni ramo della mappa mentale va assegnato il relativo peso.

Ovviamente, non esiste alcuna garanzia che il pensiero critico conduca ad una conclusione corretta (ovvero alla verità). In primo luogo perché si potrebbe non disporre di tutte le informazioni necessarie alla valutazione (tra l’altro perché alcune di esse potrebbero non essere state ancora scoperte, o perché addirittura inconoscibili). In secondo luogo, perché i pregiudizi del valutatore potrebbero inficiare il buon esito del procedimento.

Superamento dei pregiudizi[modifica | modifica sorgente]

È possibile tuttavia ridurre i propri pregiudizi in vario modo, ad esempio domandandosi “Che significa ciò?” piuttosto che rimanere ancorati alla domanda "In che modo ciò è contrario a ciò che ho sempre creduto?"

Nelle prime fasi di raccolta e di valutazione delle informazioni, la prima cosa da fare è sospendere il giudizio, un po’ come si fa quando si legge un romanzo o si guarda un film, cercando il più possibile di attenersi alle proprie percezioni, evitando di associarvi un determinato giudizio.

Successivamente, bisognerebbe prendere coscienza della propria fallibilità tramite l’accettazione del proprio subconscio e dell’influenza di questo sui giudizi coscienti, assumendo una posizione umile che si liberi dall’attaccamento alle proprie convinzioni (che spesso restano salde ed anzi si rafforzano quando vengono smentite dagli esiti dell’esperienza), tenendo bene a mente che esiste sempre una grossa oscurità intorno a ciascun punto illuminato dalla conoscenza.

Come è possibile eliminare del tutto il proprio pregiudizio se non si sa quale dovrebbe essere l’“ideale oggettivo ed universale”? La risposta può essere trovata applicando il pensiero critico al "concetto di uomo" (Erich Fromm). In tal modo si osserverà che il pensiero critico è in grado di condurre alla formazione di un codice etico coerente e completo, ma che in assenza di una giusta valutazione del concetto di umanità tale codice risulterà nondimeno insufficiente.

Infine, è possibile utilizzare il metodo socratico per valutare un argomento, ponendo domande in merito a questioni aperte, quali ad esempio:

  • Cosa intendi per _______________?
  • Come giungi a questa conclusione?
  • Cosa ti fa credere di essere nel giusto?
  • Qual è la fonte di queste informazioni (alludendo all’attendibilità)?
  • Cosa accadrebbe se tu ti sbagliassi?
  • Puoi indicarmi due fonti in disaccordo con te, illustrandomi i motivi del disaccordo?
  • Perché questo è così importante?
  • Come potrei accertarmi che mi stai dicendo la verità?
  • Esiste una spiegazione alternativa che dia altrettanto conto di questo fenomeno?

Raggiungimento di una conclusione[modifica | modifica sorgente]

Una prospettiva molto utile nell’esercizio del pensiero critico è quella fornita dal rasoio di Occam. Il rasoio di Occam, detto anche "principio di economia", afferma che non bisogna formulare più ipotesi di quelle strettamente necessarie. In altre parole, bisogna attenersi strettamente al modello “più semplice possibile”. Prerogativa del pensiero critico è l’impossibilità di giungere a una conclusione “definitiva”; per sua natura intrinseca, infatti, il pensiero critico non può che condurre a delle conclusioni ottenute “per tentativi”, basate su valutazioni che possono essere definite “accurate”, ma non “esaustive”.

Aforismi[modifica | modifica sorgente]

William Graham Sumner ha fornito una descrizione piuttosto precisa del pensiero critico:

  • [Il pensiero critico è] ...l’analisi e la valutazione di proposizioni di qualunque tipo, al fine di verificarne la corrispondenza alla realtà. La facoltà della critica è generata dall’educazione e dall’allenamento. Si tratta di un abito mentale oltre che di una capacità. Essa è condizione prima dello sviluppo umano. È la nostra unica tutela contro l'illusione, l’inganno, la superstizione e la misconoscenza di noi stessi e del mondo a noi circostante.
--Sumner, W. G. 1940. Folkways: A Study of the Sociological Importance of Usages, Manners, Customs, Mores, and Morals. New York: Ginn and Co., pp. 632, 633.

References[modifica | modifica sorgente]

  • Paul, R., Elder, L., and Bartell T. 1997. California Teacher Preparation for Instruction in Critical Thinking: Research Findings and Policy Recommendations. California Commission on Teacher Credentialing. Foundation for Critical Thinking, Sacramento California.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]