Economista

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L'economista è lo studioso dell'economia nel suo complesso[1], il cui obiettivo è interpretare la società e il comportamento economico dei suoi agenti, individuandone metodi e teorie esplicative mediante ricerca e analisi scientifica. Il campo di indagine comprende lo studio del comportamento di tutti gli agenti economici: individui, famiglie, imprese, istituzioni, gruppi sociali, pubblica amministrazione, ecc. Gli economisti tendono perciò normalmente a specializzarsi in un settore specifico delle scienze economiche: i principali sono l'economia politica (economia pura) e l'economia aziendale (economia applicata). Si considerano discipline integranti l'economia pura la politica economica, la scienza delle finanze e l'economia industriale.

Vanno invece nell'economia aziendale la maggior parte degli altri settori dell'economia: il management e le sue articolazioni specialistiche quali corporate governance, strategia e organizzazione aziendale; l'economia finanziaria; la finanza aziendale; la ragioneria.

Correlate all'economia, ma da essa distinte, sono ulteriori discipline non strettamente economiche come la matematica finanziaria, l'econometria, la statistica.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Le scienze economiche sono il tema di studi delle facoltà universitarie di Economia, Management e Finanza in Italia, eredi del precedente corso di laurea quadriennale in "Economia e commercio". Sono oggi organizzate secondo un ciclo di studi di primo livello (laurea triennale) in seguito al quale è possibile proseguire con una laurea specialistica (biennale). Il corso è costruito con l'obiettivo di fornire una formazione di base nelle scienze economiche ed economico-aziendali, per poi proseguire gli studi ovvero andare a lavorare nel mondo delle imprese.

Una grande quantità di economisti si sono formati anche in altre facoltà appartenenti all'area delle scienze sociali, come nel caso della laurea in Scienze politiche, economiche, sociali e dell'amministrazione.

Molti tra i più noti protagonisti dell'economia italiana provengono tradizionalmente dalle facoltà di Giurisprudenza, nella maggior parte dei casi discutendo una tesi di laurea in economia: tra questi possiamo citare alcuni tra i più prestigiosi economisti quali l'unico italiano vincitore del Premio Nobel per l'economia Franco Modigliani e poi Francesco Forte, Paolo Sylos Labini, Carlo Azeglio Ciampi, Paolo Leòn, Romano Prodi, Domenico Siniscalco e Guido Carli, Michele Boldrin, Carlo Cottarelli. Ma anche molti manager aziendali e imprenditori di primo piano quali Alberto Pirelli, Gianni Agnelli, Antonio D'Amato, Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo e Silvio Berlusconi nonché importanti banchieri come Enrico Cuccia, Giovanni Bazoli e Giuseppe Guzzetti. Tra i più noti Ministri economici (Economia e Finanze, Bilancio, Tesoro) dell'Italia repubblicana, oltre al già citato Carlo Azeglio Ciampi, vi sono stati i docenti universitari Luigi Einaudi, Ezio Vanoni, Beniamino Andreatta e Giulio Tremonti.

Canali privilegiati di specializzazione post laurea delle scienze economiche sono oggi il master in business administration (MBA) e il dottorato di ricerca (Ph.D.), a cui si accede previo concorso pubblico.

A questi si affiancano una grande varietà di master universitari e corsi di specializzazione, il cui taglio risulta tuttavia in genere più applicativo che non di approfondimento concettuale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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