Francesco Forte

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Francesco Forte
Francesco Forte.jpg

Ministro delle finanze
Durata mandato 1º dicembre 1982 –
4 agosto 1983
Presidente Amintore Fanfani
Predecessore Rino Formica
Successore Bruno Visentini

Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie
Durata mandato 4 agosto 1983 –
27 giugno 1986
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Alfredo Biondi
Successore Fabio Fabbri

Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri
Durata mandato 1º agosto 1986 –
3 marzo 1987
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Francesco Forte
Successore Francesco Cattanei
Giorgio Santuz

Durata mandato 4 agosto 1983 –
27 giugno 1986
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Raffaele Costa
Roberto Palleschi
Successore Francesco Forte

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VIII, IX Legislatura
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano
Coalizione Pentapartito
Circoscrizione Como-Sondrio-Varese
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature X, XI Legislatura
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano
Coalizione Pentapartito
Circoscrizione Sondrio
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione di inchiesta su BNL-Atlanta
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Docente universitario, giornalista

Francesco Forte (Busto Arsizio, 11 febbraio 1929) è un politico e professore universitario italiano.

Ha fatto parte del Partito Socialista Italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre era Procuratore della Repubblica a Sondrio, e anche lui ha vissuto in quella città. Si definisce liberal socialista, infatti, dopo la scissione di palazzo Barberini, si iscrisse al partito socialdemocratico.

Nel 1947, vinto il concorso di alunno al Collegio Ghislieri di Pavia, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza e frequentò contemporaneamente la Facoltà di Scienze politiche e soprattutto l'Istituto di Finanza dell'Università. Nel 1951 si laurea con lode e menzione per la stampa con una tesi in Scienza delle Finanze.

Nel 1954 divenne supplente di Ezio Vanoni, di cui era assistente, all'Università di Milano.

Nel 1961 divenne professore ordinario di Scienza delle finanze all'Università di Torino, dove fu chiamato a succedere a Luigi Einaudi da Einaudi stesso.

Fu responsabile economico del Partito Socialista fino al 1982, quando divenne Ministro delle finanze del Governo Fanfani V. Nel Governo Craxi I fu ministro delle politiche comunitarie fino al 1985, quando si dimise per diventare sottosegretario delegato per gli interventi straordinari nel Terzo Mondo (contro la fame nel mondo). Ricoprì la stessa carica anche nel Governo Craxi II, fino al 1987.

Nel biennio 1984 - 1985 fu presidente della International Atlantic Economic Society.[1] Negli stessi anni è stato professore ordinario di Politica economica e di Scienza delle finanze all'Università La Sapienza di Roma.

Dal 1985 è presidente[2] dell'associazione Politeia, e fa parte anche del suo Comitato Scientifico e Tecnico[3].

Nel 1987 è stato nominato presidente onorario dello International Institute of Public Finance.[4]

È stato sindaco di Bormio (in provincia di Sondrio) dal 1988 al 1991.

È stato editorialista economico e collaboratore de Il Giorno, L'espresso, Panorama, La Stampa, il Giornale, Il Sole-24 Ore, Italia Oggi, Libero, Il Foglio, L'Occidentale. È tra i curatori del "Dizionario del liberalismo italiano -Tomo II" edito da Rubettino nel 2015.

Abita a Torino. Dal 2003 è professore emerito dell'Università La Sapienza di Roma, e professore a contratto alla facolta di giurisprudenza dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Incarichi di governo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Former Presidents of the IAES, International Atlantic Economic Society. URL consultato il 3 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2009).
  2. ^ Organi di gestione, Politeia. URL consultato il 3 maggio 2008.
  3. ^ Comitato Scientifico e Tecnico, Politeia. URL consultato il 3 maggio 2008.
  4. ^ (EN) Honorary Presidents, International Institute of Public Finance. URL consultato il 3 maggio 2008.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN10857749 · ISNI (EN0000 0003 7430 2143 · LCCN (ENn79054548 · GND (DE127089187 · BNF (FRcb120269808 (data)