Collegio Ghislieri

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Collegio Ghislieri
Collegio Ghislieri (Pavia).JPG
Stato Italia Italia
Città Pavia
Fondazione 1567
Tipo Collegio Universitario
Facoltà Ospita studenti iscritti a qualsiasi corso di laurea
Rettore Andrea Belvedere
Presidente Carlo Bernasconi
Affiliazioni CCUM
Sito web www.ghislieri.it
 

Il Collegio Ghislieri, fondato nel 1567 da Papa Pio V, è un collegio universitario privato riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca[1], aderisce dal 1997 all'associazione "Conferenza dei Collegi Universitari di Merito" [2] e figura tra gli enti fondatori dello Istituto Universitario di Studi Superiori [3] di Pavia.

Il palazzo cinquecentesco [4] sede del Collegio, situato nel centro storico di Pavia, ospita circa 100 studentesse e altrettanti studenti iscritti all'ateneo pavese, selezionati sulla base di un concorso pubblico [5] per titoli ed esami.

Storia, Arte e Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cenni Storici[modifica | modifica sorgente]

Il Collegio Ghislieri nasce nel 1567 per iniziativa di papa Ghislieri, con l’intenzione di promuovere un rinnovamento culturale e morale della società attraverso la formazione di una classe dirigente preparata sul piano sia professionale sia religioso. Il progetto educativo del papa, espresso nel motto “sapientia cum probitate morum coniuncta humanae mentis perfectio”, si rivolge principalmente a giovani meritevoli ma di non agiate condizioni economiche.

Nel 1569 il papa assicura l’autonomia finanziaria dell’istituzione trasferendole il feudo di Lardirago, fino ad allora appartenuto all’Abbazia di San Pietro in Ciel d'Oro.

Aperto dapprima ai soli chierici, il Collegio acquista carattere pienamente laico a partire dalla metà del Settecento, quando il patronato dell’ente venne assunto direttamente dalla monarchia austriaca, allora regnante in Lombardia e impegnata a dare nuovo impulso all’Università di Pavia.

In Età napoleonica, il Ghislieri viene trasformato per una decina d’anni in Collegio nazionale e poi in Scuola militare, vista la “necessità di introdurre negli Stati d’Italia un’educazione militare nella gioventù che deve e vuole dedicarsi alla carriera delle armi”. Con la ripresa del potere da parte degli austriaci, il Collegio, che nelle intenzioni dei Governanti avrebbe dovuto garantire il controllo dei giovani, alimenta invece l’attivismo politico di molti alunni, divenuti poi figure di primo piano delle Cinque Giornate di Milano. Soltanto in seguito all’unità d’Italia il Collegio si avvia a diventare quell’istituzione che ancora oggi conosciamo, ispirata ai principi dell’autonomia e della libertà della cultura e in questa prospettiva, nel 1965 si arricchisce di una sezione femminile, intitolata alla fondatrice Sandra Bruni.

Il palazzo[modifica | modifica sorgente]

La costruzione del palazzo destinato ad ospitare il Collegio Ghislieri venne intrapresa nel 1571 sotto la direzione di Pellegrino Tibaldi, uno dei più grandi architetti dell’epoca, che ne seguì i lavori fino al 1585, anno in cui fu chiamato in Spagna da Filippo II.

Lo spirito austero della Controriforma pervade tutto l’edificio, a partire dalla severa facciata che presenta quali unici ornamenti il fastoso portale di scuola romana e la torre-lanterna.

Interpretando lo spirito di Papa Pio V, l’architetto progettò un edificio imponente e tuttavia funzionale alla vita comunitaria a cui era destinato. Da tale finalità deriva la centralità del quadriportico, con colonne abbinate e rafforzate agli angoli da un pilastro, e del grande corridoio del piano nobile, su cui si affacciano le camere degli alunni e che riceve la luce da due grandi logge.

Verso la metà del Settecento l’edificio venne notevolmente ampliato con l’aggiunta di una nuova ala verso Sud, la cosiddetta Crimea. Risale invece agli inizi dell’Ottocento l’edificio neoclassico dell’architetto Pietro Gilardoni, già sede della Scuola Militare istituita da Napoleone e che oggi ospita gli uffici dell’Amministrazione.

Nel 1936, l’ala sud del palazzo del Collegio venne meglio raccordata con la parte monumentale dell’edificio tramite un’ala più piccola (il “Bosforo”), all’interno della quale fu poi realizzata, nell’ultimo dopoguerra, l’Aula Goldoniana, destinata a conferenze e convegni.

Su di un’area attigua, che si affaccia su vicolo sant’Ulderico e su Piazzetta della Rosa, sorsero alla metà degli anni Sessanta le palazzine della sezione femminile intitolata a Sandra Bruni.

La cappella[modifica | modifica sorgente]

La cappella del Collegio fu progettata da Pellegrino Tibaldi e terminata solo agli inizi del Seicento, in seguito all’intervento di un altro celebre architetto del tempo, Alessandro Mollo.

L’oratorio, a pianta centrale, è sovrastato da una cupola a otto spicchi con lanterna; sull’altare, spicca la pala della Natività, San Gerolamo e Pio V (1620 circa), opera del Moncalvo. Si accede alla cappella attraverso un atrio dedicato a S. Pio, di cui sono celebrati i miracoli in dipinti secenteschi.

La gloria del fondatore è celebrata, in Collegio, da numerosi ritratti (tra i quali degno di nota è il dipinto di Scipione Pulzoni, custodito presso i locali dell’Amministrazione del Collegio) e da opere scultoree. Fra queste ultime si segnala la statua bronzea firmata da Francesco Nuvoloni e datata al 1692 che si staglia al centro di Piazza Ghislieri: l’opera, fusa a Roma da Francesco Ferreri, è annoverabile tra i capolavori della scultura del periodo e riprende per intensità di tono ed energia la grandiosità di Bernini, di cui Nuvoloni, originario del Canton Ticino, aveva fatta propria la maniera.

Il Castello di Lardirago[modifica | modifica sorgente]

Nel 1569 Papa Pio V dispose l’attribuzione al Collegio del feudo di Lardirago, con il suo castello altomedievale, e del feudo di Gerenzago, già proprietà dell’abbazia di S. Pietro in Ciel d’Oro: venivano così garantite le rendite necessarie ad assolvere ai compiti istituzionali del Ghislieri, e un’autonomia di gestione che non è mai venuta meno nei secoli.

Il Castello, nato nel XII e XIII secolo come struttura difensiva, divenne residenza signorile in epoca visconteo-sforzesca. Frutto di successive fasi edilizie, assunse l’attuale assetto nel Trecento a partire dall’originario nucleo romanico della cappella.

Il Collegio Ghislieri ha promosso e finanziato il restauro del castello come sede di molteplici attività culturali: congressi e convegni, corsi di specializzazione e di aggiornamento, seminari scientifici e mostre.

La biblioteca[modifica | modifica sorgente]

Le bolle costitutive emanate da Pio V non prevedevano l’esistenza di una biblioteca, anche se in Collegio esistevano libri di proprietà dell’ente, sia fatti acquistare direttamente dal papa fondatore, sia incamerati quando fu soppressa la mensa abbaziale di San Pietro in Ciel d’Oro. Sono opere per lo più di contenuto religioso e filosofico o di teologia, ma non ne mancano di carattere scientifico e anche alcuni incunaboli molto preziosi, tra i quali l’Hypnerotomachia Poliphili.

A questo nucleo originario dovrebbero risalire le opere più antiche a tutt’oggi custodite in Biblioteca, anche se esso andò in parte disperso nel XVIII secolo quando, per volontà di Maria Teresa d’Austria, la “libreria” del Collegio venne prima spostata a Palazzo Malaspina (1771) e poi accorpata a quella universitaria e lì trasferita.

Dopo il trasferimento del materiale librario dal Ghislieri all’Università, all’abate Gregorio Fontana, professore di Matematica presso l’ateneo pavese, e dopo di lui ai vari direttori spirituali venne dato l’incarico di ricostituire una biblioteca interna al convitto, con somme da allora stanziate regolarmente nel bilancio annuale del Ghislieri. Il settore più curato fu ovviamente quello umanistico, ma non mancarono anche opere di Medicina, Fisica e Biologia.

Un canale privilegiato di accesso fu quello seguito dalle opere di proprietà della soppressa Compagnia di Gesù e in particolare della biblioteca braidense.

Ma la monarchia austriaca, che nella metà del Settecento aveva assunto il controllo del Collegio facendo mostra di notevole apertura nei confronti della cultura europea in ogni ramo, durante l’età della Restaurazione impose alla biblioteca la propria censura, diffidando delle idee entrate nel circuito culturale della Rivoluzione francese. Tale situazione cessò soltanto con l’unità d’Italia, che permise alla biblioteca di continuare ad arricchirsi di opere volte ad approfondire gli argomenti dei corsi universitari, ma anche di cultura generale.

Tra i canali privilegiati di arricchimento del materiale librario ci furono le acquisizioni tramite lasciti o donazioni, tra le quali spiccano per consistenza quelle di Pietro Ciapessoni, rettore del Collegio e illustre storico del Diritto romano, e di Alessandro Pellegrini, germanista e studioso di lingue e culture europee.

La biblioteca custodisce oggi circa 130.000 volumi e le collezioni sono in continua espansione: accanto ai libri di testo liberamente richiesti dagli studenti, trovano posto non solo opere di narrativa e saggistica, ma anche enciclopedie, repertori e strumenti bibliografici per ogni area del sapere.

L’Aula Magna[modifica | modifica sorgente]

L’Aula Magna del Collegio è stata ricavata nella chiesa di San Francesco di Paola, la cui elegante facciata chiude a oriente Piazza Ghislieri. Essa venne edificata negli anni Trenta del Settecento, su disegno di Giovanni Antonio Veneroni.

Sconsacrata alla fine del XVIII secolo, durante il governo napoleonico, quando il Collegio divenne Accademia militare, la chiesa fu utilizzata come deposito d’armi. Passata poi al Comune di Pavia, ospitò la Scuola Civica di disegno e il primo nucleo del Museo Archeologico.

Data la necessità di spazi più ampi per le proprie iniziative culturali, il Collegio ha ottenuto dal Comune di Pavia di disporre in comodato d’uso dell’immobile per 99 anni, provvedendo in cambio al suo restauro. I lavori, che hanno consentito di recuperare le dimensioni architettoniche originali e l’eleganza dell’intero edificio, si sono svolti dal 1997 al 2001.

L’Aula Magna, inaugurata in occasione del raduno annuale di San Pio del 2002, può accogliere fino a 350 persone, e ospita congressi scientifici nazionali e internazionali, incontri con personalità istituzionali, conferenze e lezioni magistrali, spettacoli teatrali e musicali. Tra questi ultimi, ricordiamo in particolare la stagione artistica di GhislieriMusica.

Ammissione[modifica | modifica sorgente]

Al Collegio si accede tramite concorso. Per partecipare è necessario aver conseguito una votazione di almeno 80/100 all’Esame di Stato. La commissione giudicatrice è composta da professori universitari ed è nominata e presieduta dal rettore dell'Università di Pavia.

A seconda del reddito familiare, i posti sono attribuiti a titolo gratuito oppure dietro parziale rimborso delle spese di mantenimento e l’ammissione consente l’accesso ai Corsi Ordinari dell’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (IUSS) secondo le norme del relativo bando di concorso.

Il Collegio nel 1999 ha inaugurato la residenza “Ca’ della Paglia”, destinata ad accogliere giovani laureati, inclusi gli stranieri, impegnati in programmi di ricerca o iscritti a Scuole di Specializzazione e Master.

Studenti celebri[modifica | modifica sorgente]

Carlo Goldoni[modifica | modifica sorgente]

(Venezia 1707 – Parigi 1793)

Nella sua autobiografia, Carlo Goldoni, che fu certamente il più illustre alunno del Ghislieri nei primi due secoli della sua storia, rievoca con una prosa divertita e brillante gli anni trascorsi a Pavia (1723-1725).

Goldoni non completò gli studi in tale sede, in quanto venne espulso dal Collegio e costretto a lasciare precipitosamente la città sulle sponde del Ticino, per aver composto una satira oltraggiosa nei confronti di fanciulle pavesi.[6] [7] [8]



In questo Collegio eravamo ben nutriti e alloggiati benissimo, avevamo la libertà di uscire per andare all’Università e noi andavamo dappertutto. L’ordine era di uscire a due a due e di rientrare allo stesso modo, ma noi ci lasciavamo alla prima svolta di strada dandoci appuntamento per rientrare. Anche se rientravamo soli, il portiere intascava la mancia e non ne faceva parola (…)

Eravamo ben abbigliati; con la stessa eleganza degli abati che frequentano l’alta società. Panno d’Inghilterra, seta di Francia, ricami, pizzi, con una specie di toga senza maniche sul vestito e una stola di velluto attaccata alla spalla sinistra, con l’arme dei Ghislieri ricamata in oro e argento, sormontata dalla tiara pontificia e dalle chiavi di san Pietro (…)

Questo Collegio non era, come vedi, una comunità di fanciulli: vi si faceva precisamente tutto ciò che si voleva, molte distrazioni all’interno e molta libertà all’esterno.

Là appresi la scherma, la danza, la musica, il disegno; e là appresi pure tutti i giochi possibili di società e d’azzardo. Questi ultimi erano proibiti, ma non per questo si giocavano meno (…)

A Pavia i Collegiali sono considerati dai cittadini come gli ufficiali nelle guarnigioni: gli uomini li detestano, ma le donne li ricevono (…)


Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Agostino Bassi (Mairago 1773 – Lodi 1856)

Naturalista e botanico, pioniere della moderna batteriologia


Eugenio Beltrami (Cremona 1835 – Roma 1900)

Matematico, senatore e presidente dell’Accademia dei Lincei


Luigi Credaro (Sondrio 1860 – Roma 1939)

Ministro della Pubblica Istruzione


Battista Grassi (Como 1854 – Roma 1925)

Zoologo, scopritore del ruolo svolto dalle zanzare del genere Anopheles nella trasmissione della malaria


Pio Rajna (Sondrio 1847 – Firenze 1930)

Filologo romanzo, dantista


Giovanni Rasori (Parma 1766 – Milano 1837)

Medico, scrittore, patriota e rettore del collegio


Torquato Taramelli (Bergamo 1845 – Pavia 1922)

Geologo


Giuseppe Zanardelli (Brescia 1826 – Maderno 1903)

Ministro di Grazia e Giustizia, presidente del Consiglio dei Ministri, autore del Codice penale del 1889


Novecento[modifica | modifica sorgente]

Franco Bassani (Milano 1929 – Pisa 2008)

Fisico, Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa


Aurelio Beltrami (Cremona 1891 – Milano 1967)[9]

Ingegnere elettrotecnico fondatore dell’Istituto e della Fondazione Beltrami


Carlo Besta (Sondrio 1876 – Milano 1940)

Medico neurologo, fondatore dell'Istituto Carlo Besta di Milano


Giuseppe Cappi (Castelverde 1883 – Roma 1963)

Presidente della Corte Costituzionale


Pietro Ciapessoni (Bellagio 1881 – Pavia 1961)

Storico del Diritto romano. Rettore del Collegio dal 1914 al 1943


Gianfranco Contini (Domodossola 1912 – Domodossola 1990)

Filologo romanzo


Guido Corbellini (Ancona 1890 – Roma 1976)

Senatore della Repubblica e Ministro dei Trasporti


Vittorio Erspamer (Malosco 1909 – Roma 1999)

Neurologo, scopritore della serotonina


Enzo Ferrieri (Milano 1890 – Milano 1969)

Letterato regista e critico teatrale. Fondatore della rivista “Il Convegno”


Agostino Gemelli (Milano 1878 – Milano 1959)

Fondatore dell’Università Cattolica


Giovanni Muzio (Milano 1893 – Milano 1982)

Architetto, autore del palazzo dell’Università Cattolica


Teresio Olivelli (Bellagio 1916 – Hersbruck 1945)

Rettore del Collegio dal 1943 al 1944. Martire della Resistenza. Medaglia d’oro al valor militare.


Arturo Osio (Bozzolo 1890 – Roma 1968)

Fondatore della Banca Nazionale del Lavoro


Ottorino Rossi (Como 1877 – Pavia 1936)[10] Neurofisiologo e Rettore dell’Università di Pavia


Paolo Ungari (Milano 1933 – Roma 1999)

Storico del diritto e politologo


Ezio Vanoni (Morbegno 1903 – Roma 1956) Ministro delle Finanze


Ennio Zelioli Lanzini (San Giovanni in Croce 1899 – Cremona 1976)

Presidente del Senato della Repubblica

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ MIUR - Università
  2. ^ Conferenza dei Collegi Universitari di Merito
  3. ^ IUSS
  4. ^ La cui realizzazione fu affidata a Pellegrino Tibaldi.
  5. ^ bando di concorso.
  6. ^ Mémoires de Goldoni pour servir à l'histoire de sa vie et à celle de son théâtre, précédés d'une notice sur la comédie italienne au seizième siècle et sur Goldoni, par M. Moreau -Ponthieu (Paris)-1822.
  7. ^ "Memorie di Carlo Goldoni per l'istoria della sua vita e del suo teatro" Per I F. Giachetti, Prato, 1822
  8. ^ "Memorie per l'istoria della sua vita e del suo teatro : rivedute e corrette" collezione: Biblioteca classica economica; edizione: Sonzogno; Milano, 1908.
  9. ^ Biografia sul sito della Fondazione Beltrami
  10. ^ Biografia sul dépliant illustrativo del premio a lui dedicato

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sito www.ghislieri.it (sito istituzionale)