Collegio Ghislieri

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Collegio Ghislieri
Collegio Ghislieri (Pavia).JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lombardia
Località Pavia
Indirizzo Piazza Ghislieri, 5
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1571 - inizi del XVII secolo
Uso Collegio Universitario
Realizzazione
Architetto Pellegrino Tibaldi
 

Il Collegio Ghislieri, fondato nel 1567 da Papa Pio V, è un collegio universitario privato riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca[1], aderisce dal 1997 all'associazione "Conferenza dei Collegi Universitari di Merito" [2] e figura tra gli enti fondatori dello Istituto Universitario di Studi Superiori [3] di Pavia.

Il palazzo cinquecentesco [4] sede del Collegio, situato nel centro storico di Pavia, ospita circa 100 studentesse e altrettanti studenti iscritti all'ateneo pavese, selezionati sulla base di un concorso pubblico [5] per titoli ed esami.

Il presidente è Gian Arturo Ferrari[6][7], il rettore Andrea Belvedere.

Storia, Arte e Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cenni Storici[modifica | modifica wikitesto]

Il Collegio Ghislieri nasce nel 1567 per iniziativa di papa Pio V Ghislieri, con l’intenzione di promuovere un rinnovamento culturale e morale della società attraverso la formazione di una classe dirigente preparata sul piano sia professionale sia religioso. Il progetto educativo del papa, espresso nel motto “sapientia cum probitate morum coniuncta humanae mentis perfectio”, si rivolge principalmente a giovani meritevoli ma di non agiate condizioni economiche. Tale motto è ancora oggi ostinatamente ripetuto in gran parte delle stanze dove alloggiano gli studenti del Collegio.

Nel 1569 il papa assicura l’autonomia finanziaria dell’istituzione trasferendole il feudo di Lardirago, fino ad allora appartenuto all’Abbazia di San Pietro in Ciel d'Oro.

Aperto dapprima ai soli chierici, il Collegio acquista carattere pienamente laico a partire dalla metà del Settecento, quando il patronato dell’ente venne assunto direttamente dalla monarchia austriaca, allora regnante in Lombardia e impegnata a dare nuovo impulso all’Università di Pavia.

In Età napoleonica, il Ghislieri viene trasformato per una decina d’anni in Collegio nazionale e poi in Scuola militare, vista la “necessità di introdurre negli Stati d’Italia un’educazione militare nella gioventù che deve e vuole dedicarsi alla carriera delle armi”. Con la ripresa del potere da parte degli austriaci, il Collegio, che nelle intenzioni dei Governanti avrebbe dovuto garantire il controllo dei giovani, alimenta invece l’attivismo politico di molti alunni, divenuti poi figure di primo piano delle Cinque Giornate di Milano. Soltanto in seguito all’unità d’Italia il Collegio si avvia a diventare quell’istituzione che ancora oggi conosciamo, ispirata ai principi dell’autonomia e della libertà della cultura e in questa prospettiva, nel 1965 si arricchisce di una sezione femminile, intitolata alla fondatrice Sandra Bruni.

Come la maggior parte dei collegi pavesi, anche il Collegio Ghislieri conserva una forte tradizione goliardica presso i suoi studenti di sesso maschile. Tale tradizione, rigorosamente regolata in norme e denominata dagli stessi studenti "Kulo", è a tutti gli effetti una forma di nonnismo perpetrata dagli studenti meno giovani ai danni delle matricole, le quali hanno però facoltà di scegliere se accettare di partecipare alla goliardia o essere socialmente esclusi dalla vita collegiale. Essa consiste in alcune prove denominate "istituzionali" che prevedono tra le altre cose l'essere portati di notte a chilometri di distanza senza poter vedere il percorso o l'essere sporcati con lucido per scarpe su tutto il corpo. Le gerarchie sono molto ben definite: le matricole sono l'oggetto della goliardia, mentre già dal secondo anno è possibile partecipare con funzione attiva (è questo il caso dei "fagioli" del secondo anno), al terzo anno si acquisisce la carica di "colonna" e la carica suprema (acquisibile solo all'ultimo anno di laurea) è il "decano", eletto con cadenza annuale da tutti gli studenti più vecchi. La goliardia inizia il primo giorno di lezioni universitarie in ottobre e termina indicativamente nel mese di dicembre: ogni notte (ad eccezione dei festivi) le matricole sono invitate a presentarsi in una stanza del Collegio dove verranno intrattenuti per qualche ora dagli studenti meno giovani. Anche di giorno le matricole partecipanti sono tenute a comportarsi come viene loro detto dagli studenti più anziani: non è raro vedere matricole che a mensa sparecchiano i piatti per molte altre persone o che escono dal Collegio per svolgere mansioni varie in città.

Il palazzo[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione del palazzo destinato ad ospitare il Collegio Ghislieri venne intrapresa nel 1571 sotto la direzione di Pellegrino Tibaldi, uno dei più grandi architetti dell’epoca, che ne seguì i lavori fino al 1585, anno in cui fu chiamato in Spagna da Filippo II.

Lo spirito austero della Controriforma pervade tutto l’edificio, a partire dalla severa facciata che presenta quali unici ornamenti il fastoso portale di scuola romana e la torre-lanterna.

Interpretando lo spirito di Papa Pio V, l’architetto progettò un edificio imponente e tuttavia funzionale alla vita comunitaria a cui era destinato. Da tale finalità deriva la centralità del quadriportico, con colonne abbinate e rafforzate agli angoli da un pilastro, e del grande corridoio del piano nobile, su cui si affacciano le camere degli alunni e che riceve la luce da due grandi logge.

Verso la metà del Settecento l’edificio venne notevolmente ampliato con l’aggiunta di una nuova ala verso Sud, la cosiddetta Crimea. Risale invece agli inizi dell’Ottocento l’edificio neoclassico dell’architetto Pietro Gilardoni, già sede della Scuola Militare istituita da Napoleone e che oggi ospita gli uffici dell’Amministrazione.

Nel 1936, l’ala sud del palazzo del Collegio venne meglio raccordata con la parte monumentale dell’edificio tramite un’ala più piccola (il “Bosforo”), all’interno della quale fu poi realizzata, nell’ultimo dopoguerra, l’Aula Goldoniana, destinata a conferenze e convegni. Solo recentemente è stato rimosso il copioso amianto presente nella pavimentazione di quest'ala del Collegio, sopra la quale per anni hanno vissuto studenti del Collegio. Recentemente si sono verificati alcuni piccoli crolli del soffitto di quest'ala del Collegio, fortuitamente non causando danni a persone.

Su di un’area attigua, che si affaccia su vicolo sant’Ulderico e su Piazzetta della Rosa, sorsero alla metà degli anni Sessanta le palazzine della sezione femminile intitolata a Sandra Bruni.

La cappella[modifica | modifica wikitesto]

La cappella del Collegio fu progettata da Pellegrino Tibaldi e terminata solo agli inizi del Seicento, in seguito all’intervento di un altro celebre architetto del tempo, Alessandro Mollo.

L’oratorio, a pianta centrale, è sovrastato da una cupola a otto spicchi con lanterna; sull’altare, spicca la pala della Natività, San Gerolamo e Pio V (1620 circa), opera del Moncalvo. Si accede alla cappella attraverso un atrio dedicato a S. Pio, di cui sono celebrati i miracoli in dipinti secenteschi.

La gloria del fondatore è celebrata, in Collegio, da numerosi ritratti (tra i quali degno di nota è il dipinto di Scipione Pulzoni, custodito presso i locali dell’Amministrazione del Collegio e l'appartamento del Rettore, che gelosamente tiene le migliori opere d'arte del Collegio per sè) e da opere scultoree. Fra queste ultime si segnala la statua bronzea firmata da Francesco Nuvoloni e datata al 1692 che si staglia al centro di Piazza Ghislieri: l’opera, fusa a Roma da Francesco Ferreri, è annoverabile tra i capolavori della scultura del periodo e riprende per intensità di tono ed energia la grandiosità di Bernini, di cui Nuvoloni, originario del Canton Ticino, aveva fatta propria la maniera.

Il Castello di Lardirago[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1569 Papa Pio V dispose l’attribuzione al Collegio del feudo di Lardirago, con il suo castello altomedievale, e del feudo di Gerenzago, già proprietà dell’abbazia di S. Pietro in Ciel d’Oro: venivano così garantite le rendite necessarie ad assolvere ai compiti istituzionali del Ghislieri, e un’autonomia di gestione che non è mai venuta meno nei secoli.

Il Castello, nato nel XII e XIII secolo come struttura difensiva, divenne residenza signorile in epoca visconteo-sforzesca. Frutto di successive fasi edilizie, assunse l’attuale assetto nel Trecento a partire dall’originario nucleo romanico della cappella.

Il Collegio Ghislieri ha promosso e finanziato il restauro del castello come sede di molteplici attività culturali: congressi e convegni, corsi di specializzazione e di aggiornamento, seminari scientifici e mostre.

La biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Le bolle costitutive emanate da Pio V non prevedevano l’esistenza di una biblioteca, anche se in Collegio esistevano libri di proprietà dell’ente, sia fatti acquistare direttamente dal papa fondatore, sia incamerati quando fu soppressa la mensa abbaziale di San Pietro in Ciel d’Oro. Sono opere per lo più di contenuto religioso e filosofico o di teologia, ma non mancano alcuni incunaboli molto preziosi, tra i quali l’Hypnerotomachia Poliphili.

A questo nucleo originario dovrebbero risalire le opere più antiche a tutt’oggi custodite in Biblioteca, anche se esso andò in parte disperso nel XVIII secolo quando, per volontà di Maria Teresa d’Austria, la “libreria” del Collegio venne prima spostata a Palazzo Malaspina (1771) e poi accorpata a quella universitaria e lì trasferita.

Dopo il trasferimento del materiale librario dal Ghislieri all’Università, all’abate Gregorio Fontana, professore di Matematica presso l’ateneo pavese, e dopo di lui ai vari direttori spirituali venne dato l’incarico di ricostituire una biblioteca interna al convitto, con somme stanziate nel bilancio del Ghislieri.

Un canale privilegiato di accesso fu quello seguito dalle opere di proprietà della soppressa Compagnia di Gesù e in particolare della biblioteca braidense.

Ma la monarchia austriaca, che nella metà del Settecento aveva assunto il controllo del Collegio facendo mostra di notevole apertura nei confronti della cultura europea in ogni ramo, durante l’età della Restaurazione impose alla biblioteca la propria censura, diffidando delle idee entrate nel circuito culturale della Rivoluzione francese. Tale situazione cessò soltanto con l’unità d’Italia, che permise alla biblioteca di continuare ad arricchirsi di opere volte ad approfondire gli argomenti dei corsi universitari, ma anche di cultura generale.

Tra i canali privilegiati di arricchimento del materiale librario ci furono le acquisizioni tramite lasciti o donazioni, tra le quali spiccano per consistenza quelle di Pietro Ciapessoni, rettore del Collegio e illustre storico del Diritto romano, e di Alessandro Pellegrini, germanista e studioso di lingue e culture europee.

La biblioteca custodisce oggi circa 130.000 volumi: accanto ai libri di testo liberamente per studenti, trovano posto non solo opere di narrativa e saggistica, ma anche enciclopedie, repertori e strumenti bibliografici per ogni area del sapere.

L’Aula Magna[modifica | modifica wikitesto]

L’Aula Magna del Collegio è stata ricavata nella chiesa di San Francesco di Paola, la cui elegante facciata chiude a oriente Piazza Ghislieri. Essa venne edificata negli anni Trenta del Settecento, su disegno di Giovanni Antonio Veneroni.

Sconsacrata alla fine del XVIII secolo, durante il governo napoleonico, quando il Collegio divenne Accademia militare, la chiesa fu utilizzata come deposito d’armi. Passata poi al Comune di Pavia, ospitò la Scuola Civica di disegno e il primo nucleo del Museo Archeologico.

Data la necessità di spazi più ampi per le proprie iniziative culturali, il Collegio ha ottenuto dal Comune di Pavia di disporre in comodato d’uso dell’immobile per 99 anni, provvedendo in cambio al suo restauro. I lavori, che hanno consentito di recuperare le dimensioni architettoniche originali e l’eleganza dell’intero edificio, si sono svolti dal 1997 al 2001.

L’Aula Magna, inaugurata in occasione del raduno annuale di San Pio del 2002, può accogliere fino a 350 persone, e ospita incontri con personalità istituzionali, conferenze e lezioni magistrali, spettacoli teatrali e musicali. Tra questi ultimi, ricordiamo in particolare la stagione artistica di Ghislierimusica.

Attività musicale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 è stato fondato un ensemble musicale, costituito prevalentemente da persone estranee al Collegio, il Ghislieri Choir & Consort sotto la direzione del maestro Giulio Prandi, ex collegiale. Tale formazione musicale occupa da diversi anni una delle voci più pesanti del bilancio del Collegio, dovendone finanziare l'attività culturale in tutta Europa. Nato come iniziativa vicina all'interesse degli studenti del Collegio, ora la partecipazione di questi ultimi è riservata al solo Coro del Collegio Ghislieri, sempre diretto dal maestro Giulio Prandi e con numerosi brani di musica corale in repertorio.

Ammissione[modifica | modifica wikitesto]

Al Collegio si accede tramite concorso. Per partecipare è necessario aver conseguito una votazione di almeno 80/100 all’Esame di Stato. La commissione giudicatrice è composta da professori universitari ed è nominata e presieduta dal rettore dell'Università di Pavia.

A seconda del reddito familiare, i posti sono attribuiti a titolo gratuito oppure dietro parziale rimborso delle spese di mantenimento e l’ammissione consente l’accesso ai Corsi Ordinari dell’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (IUSS) secondo le norme del relativo bando di concorso. Per gratuità del posto in Collegio non si intende il poter usufruire dei servizi offerti dal Collegio senza spesa alcuna: infatti anche gli studenti che avessero i requisiti ISEE per ottenere il posto gratuito sono tenuti (pena il decadimento della gratuità del posto) a presentare domanda di borsa di studio presso l'Edisu di Pavia, cedendone i due terzi al Collegio stesso in caso di ottenimento (situazione certa, dal momento che la soglia ISEE per il posto gratuito è di molto inferiore a quella posta dall'Edisu per la borsa di studio).

Il Collegio nel 1999 ha inaugurato la residenza “Ca’ della Paglia”, destinata ad accogliere giovani laureati, inclusi gli stranieri, impegnati in programmi di ricerca o iscritti a Scuole di Specializzazione e Master.

Studenti celebri[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Goldoni[modifica | modifica wikitesto]

(Venezia 1707 – Parigi 1793)

Nella sua autobiografia, Carlo Goldoni, che fu certamente il più illustre alunno del Ghislieri nei primi due secoli della sua storia, rievoca con una prosa divertita e brillante gli anni trascorsi a Pavia (1723-1725).

Goldoni non completò gli studi in tale sede, in quanto venne espulso dal Collegio e costretto a lasciare precipitosamente la città sulle sponde del Ticino, per aver composto una satira oltraggiosa nei confronti di fanciulle pavesi.[8] [9] [10]

In questo Collegio eravamo ben nutriti e alloggiati benissimo, avevamo la libertà di uscire per andare all’Università e noi andavamo dappertutto. L’ordine era di uscire a due a due e di rientrare allo stesso modo, ma noi ci lasciavamo alla prima svolta di strada dandoci appuntamento per rientrare. Anche se rientravamo soli, il portiere intascava la mancia e non ne faceva parola (…)

Eravamo ben abbigliati; con la stessa eleganza degli abati che frequentano l’alta società. Panno d’Inghilterra, seta di Francia, ricami, pizzi, con una specie di toga senza maniche sul vestito e una stola di velluto attaccata alla spalla sinistra, con l’arme dei Ghislieri ricamata in oro e argento, sormontata dalla tiara pontificia e dalle chiavi di san Pietro (…)

Questo Collegio non era, come vedi, una comunità di fanciulli: vi si faceva precisamente tutto ciò che si voleva, molte distrazioni all’interno e molta libertà all’esterno.

Là appresi la scherma, la danza, la musica, il disegno; e là appresi pure tutti i giochi possibili di società e d’azzardo. Questi ultimi erano proibiti, ma non per questo si giocavano meno (…)

A Pavia i Collegiali sono considerati dai cittadini come gli ufficiali nelle guarnigioni: gli uomini li detestano, ma le donne li ricevono (…)

Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

  • Agostino Bassi (Mairago 1773 – Lodi 1856), Naturalista e botanico, pioniere della moderna batteriologia[11]
  • Eugenio Beltrami (Cremona 1835 – Roma 1900), Matematico, senatore e presidente dell’Accademia dei Lincei[11]
  • Luigi Credaro (Sondrio 1860 – Roma 1939), Ministro della Pubblica Istruzione[11]
  • Paolo Gorini (Pavia 1813 – Lodi 1881), scienziato italiano[11]
  • Battista Grassi (Como 1854 – Roma 1925), Zoologo, scopritore del ruolo svolto dalle zanzare del genere Anopheles nella trasmissione della malaria[11]
  • Michele Rajna (Sondrio 1854 – Teglio 1920) matematico e astronomo [12]
  • Pio Rajna (Sondrio 1847 – Firenze 1930), Filologo romanzo, dantista[13]
  • Giovanni Rasori (Parma 1766 – Milano 1837), Medico, scrittore, patriota e rettore del collegio[11]
  • Torquato Taramelli (Bergamo 1845 – Pavia 1922), Geologo[11]
  • Giuseppe Zanardelli (Brescia 1826 – Maderno 1903), Ministro di Grazia e Giustizia, presidente del Consiglio dei Ministri, autore del Codice penale del 1889[11]

Novecento[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Bassani (Milano 1929 – Pisa 2008), Fisico, Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa[14]
  • Carlo Besta (Sondrio 1876 – Milano 1940), Medico neurologo, fondatore dell'Istituto Carlo Besta di Milano[15]
  • Giuseppe Cappi (Castelverde 1883 – Roma 1963), Presidente della Corte Costituzionale[11]
  • Gianfranco Contini (Domodossola 1912 – Domodossola 1990), Filologo romanzo[11]
  • Guido Corbellini (Ancona 1890 – Roma 1976), Senatore della Repubblica e Ministro dei Trasporti[11]
  • Vittorio Erspamer (Malosco 1909 – Roma 1999), Neurologo, scopritore della serotonina[11]
  • Enzo Ferrieri (Milano 1890 – Milano 1969), Letterato regista e critico teatrale. Fondatore della rivista “Il Convegno”[11]
  • Agostino Gemelli (Milano 1878 – Milano 1959), Fondatore dell’Università Cattolica[11]
  • Vittorio Grevi (Pavia 1942 – Pavia 2010), giurista ed editorialista[11]
  • Giovanni Muzio (Milano 1893 – Milano 1982), Architetto, autore del palazzo dell’Università Cattolica[11]
  • Teresio Olivelli (Bellagio 1916 – Hersbruck 1945), Rettore del Collegio dal 1943 al 1944. Martire della Resistenza. Medaglia d’oro al valor militare.[11]
  • Arturo Osio (Bozzolo 1890 – Roma 1968), Fondatore della Banca Nazionale del Lavoro[11]
  • Alfio Quarteroni (Ripalta Cremasca 1952 - vivente), Matematico e collaboratore al progetto Solar Impulse[16]
  • Ottorino Rossi (Como 1877 – Pavia 1936)[17], Neurofisiologo e Rettore dell’Università di Pavia[11]
  • Paolo Ungari (Milano 1933 – Roma 1999), Storico del diritto e politologo
  • Ezio Vanoni (Morbegno 1903 – Roma 1956), Ministro delle Finanze[11]
  • Ennio Zelioli Lanzini (San Giovanni in Croce 1899 – Cremona 1976), Presidente del Senato della Repubblica[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIUR - Università
  2. ^ Conferenza dei Collegi Universitari di Merito
  3. ^ IUSS
  4. ^ La cui realizzazione fu affidata a Pellegrino Tibaldi.
  5. ^ bando di concorso.
  6. ^ Ferrari torna in Collegio su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 2015-03-27.
  7. ^ Collegio Ghislieri - Presidente su www.ghislieri.it. URL consultato il 2015-03-25.
  8. ^ Mémoires de Goldoni pour servir à l'histoire de sa vie et à celle de son théâtre, précédés d'une notice sur la comédie italienne au seizième siècle et sur Goldoni, par M. Moreau -Ponthieu (Paris)-1822.
  9. ^ "Memorie di Carlo Goldoni per l'istoria della sua vita e del suo teatro" Per I F. Giachetti, Prato, 1822
  10. ^ "Memorie per l'istoria della sua vita e del suo teatro : rivedute e corrette" collezione: Biblioteca classica economica; edizione: Sonzogno; Milano, 1908.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Ghislieri Associazione Alunni: le personalità
  12. ^ Due grandi geni dell'astronomia italiana: Schiaparelli e Rajna
  13. ^ Ricordi del Collegio Ghislieri di Pavia
  14. ^ Il fisico della settimana Associazione AIF
  15. ^ Carlo Besta Istituto Besta
  16. ^ I Premi Ghislieri
  17. ^ Biografia sul dépliant illustrativo del premio a lui dedicato

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Galletti, Il Collegio Ghislieri di Pavia. Note storiche, Pavia, Bizzoni, 1890.
  • Alberto Corbellini, Carlo Goldoni nel Ghislieri di Pavia, «Giornale storico della letteratura italiana», vol. LXII, 1913.
  • Pasquale Del Giudice, Il Collegio Ghislieri di Pavia. Cenno storico-giuridico, in ID., Nuovi studi di storia e diritto, Milano, U. Hoepli, 1913.
  • Pietro Ciapessoni, Il Collegio Ghislieri, Pavia, 1943.
  • Il collegio universitario Ghislieri di Pavia. Istituzione della riforma cattolica (1567-1860), a cura di M. Bendiscioli, 2 voll., Milano 1966-1970.
  • Eugenio Pennati, Il buon ritiro. L'immagine sociologica del Collegio Ghislieri. Con l'elenco, per la prima volta pubblicato, e l'elaborazione statistico-sociografìca dei 5277 alunni ammessi al Collegio dal 1567 al 1966, Morcelliana, Brescia, 1967.
  • Il collegio Ghislieri: 1567-1967, a cura dell'Associazione alunni, Milano, Alfieri & Lacroix, 1967.
  • Guida al Ghislieri, a cura dell'Associazione alunni, Pavia, Tipografia del libro, 1978.
  • A. Milanesi, I collegi universitari, in Storia di Pavia, IV/2, L'età spagnola austriaca, Pavia-Milano, 1995.
  • Angelo Elli, Tommaso Bianchi: un prete patriota (1804-1834), Milano, F. Angeli, 1999. ISBN 88-464-1370-9
  • Zanardelli: una famiglia ghisleriana : carte indedite di Giuseppe e Ferdinando Zanardelli donate al Collegio Ghislieri (atti della Giornata di studi, Pavia, Collegio Ghislieri, 28 novembre 2003), Como, Ibis, 2005. ISBN 88-7164-186-8
  • Paolo Pinelli, De Germanis 1939-1945. Libertà e ideali nel collegio Ghislieri, Milano, Lampi di stampa, 2004. ISBN 978-88-488-0315-1

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito www.ghislieri.it (sito istituzionale)

Controllo di autorità VIAF: (EN312574516