Governo Renzi

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Governo Renzi
Prime Minister Renzi.jpg
Stato Italia Italia
Presidente del Consiglio Matteo Renzi
(PD)
Coalizione PD, AP (NCD-UdC), SC, PSI, Dem. Solidale, PpI (fino al 03/06/2015)[1]
con l'appoggio esterno di SVP, PATT, UpT, USEI, UV, CD, ApI, IdV e MAIE (fino al 31/03/2014)[2]
Legislatura XVII Legislatura
Giuramento 22 febbraio 2014

Il Governo Renzi è il sessantatreesimo Governo della Repubblica Italiana, il secondo della XVII Legislatura, in carica a partire dal 22 febbraio 2014, giorno in cui ha prestato giuramento, succedendo al Governo Letta, dimissionario dal 14 febbraio.

L'incarico di formare un nuovo governo è stato affidato dal presidente Giorgio Napolitano a Matteo Renzi il 17 febbraio, dopo che Enrico Letta aveva presentato le sue dimissioni irrevocabili a seguito dell'approvazione a larghissima maggioranza (136 favorevoli contro 16 contrari), da parte della Direzione Nazionale del Partito Democratico, di un documento in cui si chiedeva un cambio dell'esecutivo; Renzi ha poi sciolto la riserva il 21 febbraio, presentando contemporaneamente i ministri del governo da lui presieduto. Il governo è composto da esponenti di diversa provenienza politica, oltre che da alcuni indipendenti.

Il 25 febbraio 2014 ha ottenuto la fiducia prima del Senato della Repubblica (con 169 voti favorevoli e 139 contrari)[3], poi della Camera dei deputati (con 378 voti favorevoli, 220 contrari e 1 astenuto)[4].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Napolitano con Matteo Renzi il giorno del giuramento del Governo.
Il Governo Renzi con Giorgio Napolitano il giorno del suo giuramento.

La composizione del Consiglio dei ministri è stata comunicata da Matteo Renzi il 21 febbraio 2014, contemporaneamente allo scioglimento della riserva dell'incarico affidatogli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 17 febbraio. Oltre al presidente Renzi fanno parte del governo 15 ministri, di cui 13 a capo di un dicastero e 2 senza portafoglio, e 43 sottosegretari di Stato, di cui 8 viceministri, per un totale di complessivamente 59 componenti. Si sono anticipatamente dimessi tre ministri (Federica Mogherini e Maria Carmela Lanzetta, entrambe del PD, e Maurizio Lupi di NCD), un viceministro (Lapo Pistelli del PD) e tre sottosegretari (Antonio Gentile di NCD, Giovanni Legnini e Roberto Reggi del PD).

Appartenenza politica[modifica | modifica wikitesto]

L'appartenenza politica dei membri del governo si può così riassumere:

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Matteo Renzi è il più giovane Presidente del Consiglio dei ministri della storia d'Italia ed è il quarto Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, dopo Carlo Azeglio Ciampi, Lamberto Dini e Giuliano Amato (limitatamente al governo Amato II) a non essere parlamentare.

Sono presenti 8 donne ministro, 5 con portafoglio e 3 senza (divenute in seguito 6, di cui 2 senza portafoglio), numero record per la storia della Repubblica, che rappresentano per la prima volta in assoluto la metà dei ministri. Tuttavia, tra i 45 sottosegretari, le donne sono solo 9; la componente rosa del governo ammonta dunque a 17 presenze, solo una in più rispetto al precedente governo Letta. Per la prima volta nella storia della Repubblica, due donne sono poste a capo rispettivamente del ministero della Difesa (Roberta Pinotti) e del ministero dello Sviluppo economico (Federica Guidi).

L'età media dei ministri è di 47 anni (cinque di meno rispetto al governo precedente), risultando il governo più giovane della storia repubblicana. I ministri con meno di 40 anni sono tre, due in più di quelli del governo Letta. Al momento del giuramentto era uno dei governi più snelli della storia repubblicana, composto da 16 ministri, poi ridotti a 15, come solo il governo De Gasperi III. In quel gabinetto del 1947 non furono nominati ministri senza portafoglio.

Cinque ministri e il sottosegretario (poi ministro) Delrio avevano già ricoperto incarichi ministeriali in precedenza, mentre tre sottosegretari del precedente esecutivo sono stati promossi a ricoprire l'incarico di titolari di un dicastero, uno dei tre in un Ministero diverso da quello in cui era Sottosegretario. Inoltre, anche 18 sottosegretari e viceministri facevano parte del precedente governo.

8 ministri sono deputati, 2 senatori, 1 non è parlamentare nella legislatura attuale ma lo è stato in quelle precedenti, 5 non sono mai stati parlamentari.

Provenienza geografica[modifica | modifica wikitesto]

Dettagli per regione: 4 ministri provengono dal Lazio, 4 dall'Emilia-Romagna, 3 dalla Toscana (compreso Renzi), 2 dalla Liguria, 2 dalla Lombardia, uno dalla Sicilia e uno dalla Calabria.

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Matteo Renzi (PD)

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Claudio De Vincenti (PD), segretario del Consiglio dei ministri - dal 10/04/2015
Luca Lotti (PD), con delega all'informazione e comunicazione del Governo e all'editoria, alle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale e alle celebrazioni del settantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione
Sandro Gozi (PD), con delega alle politiche europee e al coordinamento, con il ministro degli affari esteri, delle attività inerenti il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea
Marco Minniti (PD), Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica
Graziano Delrio (PD), segretario del Consiglio dei ministri, con delega alle politiche di coesione territoriale e allo sport - fino al 02/04/2015

Ministri senza portafoglio[modifica | modifica wikitesto]

Riforme costituzionali e rapporti con il Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Maria Elena Boschi (PD) con delega al programma di governo
Sottosegretari Maria Teresa Amici (PD)
Luciano Pizzetti (PD)
Ivan Scalfarotto (PD)

Semplificazione e pubblica amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Marianna Madia (PD)
Sottosegretario Angelo Rughetti (PD)

Affari regionali e autonomie[modifica | modifica wikitesto]

Fino all'08/04/2014 con il nome Affari regionali[5]

Ministro Maria Carmela Lanzetta (PD) - fino al 30/01/2015
Sottosegretario Gianclaudio Bressa (PD)

Ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Affari esteri e cooperazione internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 29/08/14 con il nome Affari Esteri[6]

Ministro Paolo Gentiloni (PD) con delega al coordinamento, con il sottosegretario Sandro Gozi, delle attività inerenti il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea - dal 31/10/2014
Federica Mogherini (PD) con delega al coordinamento, con il sottosegretario Sandro Gozi, delle attività inerenti il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea - fino al 31/10/2014
Viceministro Lapo Pistelli (PD) con delega alla cooperazione allo sviluppo - fino al 15/06/2015
Sottosegretari Benedetto Della Vedova (indipendente) con delega alle materie inerenti all'Integrazione Europea
Mario Giro (Demo.S) con delega agli italiani all'estero

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Angelino Alfano (NCD)
Viceministro Filippo Bubbico (PD) con delega alla pubblica sicurezza e alle minoranze storiche etnico-linguistiche
Sottosegretari Giampiero Bocci (PD) con delega alle autonomie locali e territoriali, ai vigili del fuoco, il soccorso pubblico e la difesa civile
Domenico Manzione (indipendente) con delega alle libertà civili e l'immigrazione, il raccordo tra prefetture e amministrazioni statali sul territorio, le onorificenze, le persone scomparse e la lotta alla corruzione

Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Andrea Orlando (PD)
Viceministro Enrico Costa (NCD)
Sottosegretario Cosimo Ferri (indipendente)

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Roberta Pinotti (PD)
Sottosegretari Gioacchino Alfano (NCD)
Domenico Rossi (indipendente)

Economia e finanze[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Pier Carlo Padoan (indipendente)
Viceministri Luigi Casero (NCD) con delega al fisco e le finanze
Enrico Morando (PD) con delega alla finanza pubblica, il bilancio e la stabilità
Sottosegretari Pier Paolo Baretta (PD) con delega alla valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare e al patto di stabilità interno
Enrico Zanetti (SC) con delega al contenzioso valutario, al contrasto del riciclaggio, alla fiscalità dei mercati finanziari, al federalismo fiscale, al bilancio comunitario, ai piani di rientro dai deficit sanitari e alla revisione legale
Paola De Micheli (PD) - dal 10/11/2014
Giovanni Legnini (PD) con delega alle politiche di coesione, alla ricostruzione e lo sviluppo dell'Aquila e dell'Abruzzo, ai piani di rientro degli enti locali, all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, al CIPE e all'attuazione normativa - fino al 25/9/2014

Sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Federica Guidi (indipendente)
Viceministri Carlo Calenda (PD) con delega al commercio internazionale
Claudio De Vincenti (PD) con delega all'energia - fino al 10/04/2015
Sottosegretari Antonello Giacomelli (PD) con delega alle comunicazioni
Simona Vicari (NCD) con delega alle pmi, l'artigianato, i consumatori e la concorrenza

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Graziano Delrio (PD) - dal 02/04/15
ad interim Matteo Renzi (PD) - dal 20/03/15 al 02/04/15
Maurizio Lupi (NCD) - fino al 20/03/15
Viceministro Riccardo Nencini (PSI)
Sottosegretari Umberto Del Basso De Caro (PD)
Antonio Gentile (NCD) - fino al 10/03/14

Politiche agricole alimentari e forestali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Maurizio Martina (PD) con delega a Expo 2015
Viceministro Andrea Olivero (Demo.S)
Sottosegretario Giuseppe Castiglione (NCD)

Ambiente e tutela del territorio e del mare[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Gian Luca Galletti (UdC)
Sottosegretari Barbara Degani (NCD)
Silvia Velo (PD)

Lavoro e politiche sociali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giuliano Poletti (indipendente) con delega alle politiche giovanili, al Servizio civile nazionale, all'integrazione e alla famiglia
Sottosegretari Teresa Bellanova (PD) con delega ai servizi per il lavoro
Franca Biondelli (PD) con delega alle politiche sociali e l'inclusione, l'immigrazione e l'integrazione e la famiglia
Luigi Bobba (PD) con delega al terzo settore e le formazioni sociali, alle politiche giovanili e al Servizio civile nazionale
Massimo Cassano (NCD) con delega alle politiche previdenziali e assicurative

Istruzione, università e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Stefania Giannini (PD)
Sottosegretari Angela D'Onghia (indipendente)
Gabriele Toccafondi (NCD)
Davide Faraone (PD) - dal 10/11/2014
Roberto Reggi (PD) - fino al 19/09/2014

Beni e attività culturali e turismo[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Dario Franceschini (PD)
Sottosegretari Francesca Barracciu (PD)
Ilaria Borletti Buitoni (PD)

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Beatrice Lorenzin (NCD)
Sottosegretario Vito De Filippo (PD)

Appoggio parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati[7] Seggi
Partito Democratico
Area Popolare
Scelta Civica
Per l'Italia - Centro Democratico[8]
PSI - Liberali per l'Italia
Minoranze linguistiche
MAIE - Alleanza per l'Italia
Altri
Totale Maggioranza
306
34
25
13
5
6
2
3
394
Movimento 5 Stelle
Forza Italia
Sinistra Ecologia Libertà[9]
Lega Nord - Noi con Salvini
Alternativa Libera
Fratelli d'Italia
Altri[10]
Totale Opposizione
91
69
25
17
10
8
16
236
Totale 630
Senato della Repubblica[11] Seggi
Partito Democratico[12]
Area Popolare
Per le Autonomie - PSI - MAIE[13]
Altri[14]
Totale Maggioranza
113
36
18
7
174
Forza Italia
Movimento 5 Stelle
Grandi Autonomie e Libertà[15]
Conservatori, Riformisti italiani
Lega Nord e Autonomie
Sinistra Ecologia Libertà
Movimento X
Fare!
L'Altra Europa con Tsipras
Liguria Civica
Altri[16]
Totale Opposizione
47
36
13
12
12
7
3
3
2
1
11
147
Totale 321

L'esecutivo gode dell'appoggio dei seguenti partiti presenti in Parlamento:

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

2014[modifica | modifica wikitesto]

Febbraio[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 febbraio 2014 - La Direzione Nazionale del Partito Democratico approva (con 136 sì, 16 no e 2 astenuti) una mozione del segretario Matteo Renzi tramite la quale il PD chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio Enrico Letta e la formazione di un nuovo governo.
  • 14 febbraio 2014 - Letta, preso atto dell'approvazione della mozione, rassegna le sue dimissioni irrevocabili[17][18] al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questi le accetta, ritenendo superfluo un passaggio parlamentare, e dà subito avvio alle consultazioni con i presidenti delle Camere e le delegazioni parlamentari.[19] Decidono di non prendervi parte la Lega Nord[20] e il Movimento 5 Stelle.[21]
  • 17 febbraio 2014 - Il presidente della Repubblica assegna l'incarico di formare un nuovo governo al segretario del PD Matteo Renzi, che si riserva di accettarlo,[22] dandone informazione ai presidenti delle Camere.[23][24] La Camera approva (con 216 sì e 112 no) il decreto Milleproroghe.
  • 18 - 19 febbraio 2014 - Il presidente del Consiglio incaricato svolge le consultazioni con i gruppi parlamentari.[25]
  • 19 febbraio 2014 - Il Senato approva in via definitiva (con 147 sì e 95 no) il decreto svuotacarceri.
  • 20 febbraio 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 312 sì, 141 no e 5 astenuti) il decreto che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti.
  • 21 febbraio 2014 - Matteo Renzi si reca al Quirinale, dove scioglie la riserva e presenta la lista dei 16 ministri.
  • 22 febbraio 2014 - Matteo Renzi e 15 ministri[26] giurano nelle mani del Presidente della Repubblica presso il Quirinale[27]. Dopo il passaggio di consegne con Enrico Letta, Renzi presiede il primo Consiglio dei ministri nel quale vengono assegnate le deleghe ai ministri senza portafoglio e Graziano Delrio è nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza con funzioni di segretario del Consiglio dei ministri.
  • 24 febbraio 2014 - Renzi illustra il programma di governo al Senato della Repubblica e dopo quasi 11 ore di lavori d'aula ottiene la fiducia con 169 voti favorevoli e 139 contrari.[28]
  • 25 febbraio 2014 - Il governo ottiene la fiducia anche alla Camera dei Deputati con 378 voti favorevoli, 220 contrari e 1 astenuto.[29]
  • 26 febbraio 2014 - La Camera approva (con 386 sì, 4 no e 45 astenuti) il ddl ecoreati, che istituisce nuovi reati contro l'ambiente e inasprisce quelli già presenti. Il Senato approva in via definitiva (con 135 sì, 20 no e 78 astenuti) il decreto Milleproroghe.
  • 27 febbraio 2014 - La Camera dei Deputati approva in via definitiva (con 309 sì, 0 no e 99 astenuti) il ddl delega sulla riforma del Fisco.
  • 28 febbraio 2014 - Il Consiglio dei ministri nomina quarantaquattro sottosegretari, nove dei quali assumono le funzioni di viceministri[30], che in serata prestano giuramento nelle mani del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Marzo[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 marzo 2014 - Dopo giorni di polemiche[31][32], il neo sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Antonio Gentile[33] rassegna le dimissioni.[34]
  • 5 marzo 2014 - Il Senato approva (con 231 sì, 0 no e 3 astenuti) il ddl Manconi, che introduce il reato di tortura nel codice penale italiano.
  • 12 marzo 2014 - Dopo due giorni di votazioni la Camera dei Deputati approva (con 365 sì,156 no e 40 astenuti) la nuova legge elettorale Italicum. Numerose le polemiche per la mancata introduzione delle preferenze e delle norme per la parità di genere.
  • 12 marzo 2014 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge sui contratti a termine, poi denominato "decreto Poletti" e anche un disegno di legge delega sul lavoro denominato "Jobs Act". Viene anche annunciata una riduzione del carico fiscale di circa 80 euro a chi prende meno di 1500 euro al mese. Viene inoltre varato il cosiddetto "decreto Lupi" (noto anche come "decreto casa"), riguardante misure per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015.
  • 26 marzo 2014 - Nonostante le polemiche suscitate da numerosi partiti il Senato approva (con 160 sì e 133 no) il ddl Delrio, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 31 marzo 2014 - Il MAIE esce dal governo e passa all'opposizione a causa della politica del governo nei confronti degli italiani all'estero[35].

Aprile[modifica | modifica wikitesto]

  • 2 aprile 2014 - La Camera approva in via definitiva (332 sì, 104 no e 22 astenuti) il ddl delega carceri. Lo stesso giorno il Senato approva (con 208 sì, 12 no e 1 astenuto) il ddl Ferranti sulla custodia cautelare.
  • 3 aprile 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 260 sì, 158 no e 7 astenuti) il ddl Delrio sugli enti locali.
  • 8 aprile 2014 - Il Senato approva (con 225 sì, 1 no e 7 astenuti) il ddl Amati, che modifica i parametri fisici per poter arruolarsi nell'esercito.
  • 18 aprile 2014 - Il Consiglio dei ministri approva il decreto-legge che prevede la riduzione dell'IRPEF per i lavoratori dipendenti e assimilati che guadagnano fino a 24.000 euro lordi all'anno (il cosiddetto "decreto IRPEF"). La retribuzione netta mensile aumenterà di 80 euro, attraverso un credito d'imposta, a partire dal mese di maggio 2014.
  • 22 aprile 2014 - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi firma la direttiva che dispone la declassificazione degli atti relativi alle stragi[36].
  • 23 aprile 2014 - La Camera accorda al governo (con 344 sì e 184 no) la fiducia sull'approvazione del decreto Poletti.
  • 24 aprile 2014 - La Camera approva (con 283 sì, 161 no e 1 astenuto) il decreto Poletti.
  • 30 aprile 2014 - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi insieme al ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Marianna Madia presentano le linee guida per la riforma della Pubblica Amministrazione che sarà approvata dal Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2014.

Maggio[modifica | modifica wikitesto]

  • 6 maggio 2014 - La Commissione Affari Costituzionali del Senato approva il testo base del Governo sulla riforma del Senato della Repubblica[37].
  • 7 maggio 2014 - Il Senato approva (con 158 sì e 122 no) il decreto Poletti, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 8 maggio 2014 - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi firma un accordo con Shangai Electrics riguardo ad Ansaldo[38].
  • 13 maggio 2014 - La Camera accorda al governo (con 333 sì e 159 no) la fiducia sull'approvazione del decreto Poletti.
  • 14 maggio 2014 - Il Senato approva (con 133 sì e 99 no) il decreto Lupi.
  • 15 maggio 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 279 sì, 143 no e 3 astenuti) il decreto Poletti.
  • 16 maggio 2014 - A Palazzo Chigi viene firmato un accordo tra Electrolux, sindacati e istituzioni[39].
  • 19 maggio 2014 - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si reca in visita in Polonia per incontrare il primo ministro polacco, Donald Tusk[40]. La Camera accorda il governo (con 324 sì e 110 no) la fiducia sull'approvazione del decreto Lupi.
  • 20 maggio 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 277 sì e 92 no) il decreto Lupi.
  • 21 maggio 2014 - A Palazzo Chigi c'è la firma di un accordo tra Governo, Regione Sardegna e Qatar Foundation per portare 1 miliardo di euro di investimenti e mille posti di lavoro in Sardegna[41].
  • 22 maggio 2014 - Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto-Legge Cultura per la tutela del patrimonio storico-artistico e culturale italiano[42].
  • 22 maggio 2014 - A Palazzo Chigi viene firmato un accordo tra Fincantieri e MSC Crociere[43].
  • 25 maggio 2014 - Il Partito Democratico, principale sostenitore del Governo e partito dello stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi, vince le Elezioni europee del 2014 con il 40,81% di voti[44].
  • 29 maggio 2014 - La Camera approva (con 380 sì, 30 no e 14 astenuti) il ddl sul divorzio breve che riduce i tempi obbligatori per la separazione da 3 anni a 1 anno (in caso di separazione non consensuale) o 6 mesi (nel caso di separazione consensuale). La legge vale anche per i processi già in corso.
  • 31 maggio 2014 - Il Consiglio dei Ministri vara il decreto cultura, contenente disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.

Giugno[modifica | modifica wikitesto]

  • 5 giugno 2014 - Il Senato approva (con 159 sì e 112 no) il decreto IRPEF, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 10 giugno 2014 - La Camera approva (con 390 sì, 25 no e 32 astenuti) la Legge di delegazione europea 2013.
  • 11 giugno 2014 - La Camera approva (con 357 sì, 16 no e 30 astenuti) La Legge Comunitaria 2013-bis.
  • 12 giugno 2014 - La Camera approva (con 398 sì, 0 no e 1 astenuto) il decreto Emilia-Romagna.
  • 17 giugno 2014 - La Camera accorda (con 342 sì e 210 no) al governo la fiducia posta dal governo sul decreto IRPEF
  • 18 giugno 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 322 sì, 149 no e 8 astenuti) il decreto IRPEF.
  • 24 giugno 2014 - Il Consiglio dei Ministri vara il decreto competitività, contenente disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea.
  • 25 giugno 2014 - La Camera ratifica (con 422 sì e 22 no) la Convenzione dell'Aja del 1996 sulla protezione dei minori. Il Senato approva in via definitiva (con 216 sì, 0 no e 1 astenuto) il decreto Emilia-Romagna. 

Luglio[modifica | modifica wikitesto]

  • 9 luglio 2014 - La Camera approva (con 285 sì, 0 no e 159 astenuti) il decreto cultura.
  • 24 luglio 2014 - La Camera approva (con 305 sì,110 no e 30 astenuti) il decreto svuotacarceri-bis.
  • 25 luglio 2014 - Il Senato approva (con 159 sì e 1 no) il decreto competitività, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 28 luglio 2014 - Il Senato approva in via definitiva (con 159 sì e 90 no) il decreto cultura, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 31 luglio 2014 - La Camera approva (con 286 sì, 132 no e 2 astenuti) il decreto Madia sulla pubblica amministrazione.

Agosto[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 agosto 2014 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi illustra in conferenza stampa le linee guida del decreto legge chiamato "Sblocca Italia", destinato, nelle intenzioni del Governo, a facilitare l'esecuzione di grandi opere attualmente ferme, lavori edilizi e nelle infrastrutture, oltre a realizzare un'ulteriore semplificazione amministrativa. Sulle linee guida si è svolto un mese di consultazioni pubbliche.[45]
  • 2 agosto 2014 - Il Senato approva in via definitiva (con 162 sì e 39 no) il decreto svuotacarceri-bis, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 5 agosto 2014 - Il Senato approva (con 160 sì e 106 no) il decreto Madia sulla pubblica amministrazione su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Lo stesso giorno la Camera accorda (con 352 sì, 193 no e 7 astenuti) al governo la fiducia sul decreto competitività.
  • 6 agosto 2014 - La Camera approva (con 299 sì, 152 no e 7 astenuti) il decreto competitività.
  • 7 agosto 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 303 sì, 163 no e 9 astenuti) il decreto sulla pubblica amministrazione. Lo stesso giorno il Senato approva in via definitiva (con 155 sì e 27 no) il decreto competitività, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 7 agosto 2014 - La Camera approva (con 294 sì e 148 no) il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata (con 286 sì, 126 no e 7 astenuti) la Legge di assestamento del Bilancio.
  • 8 agosto 2014 - Il Consiglio dei Ministri approva un decreto legge con norme in materia di contrasto a fenomeni di illegalità e violenza in occasione di manifestazioni sportive e di riconoscimento della protezione internazionale dei migranti. (il cosiddetto "decreto stadi")[46]
  • 8 agosto 2014 - Il Senato approva (con 183 sì, 0 no e 4 astenuti) la Riforma Costituzionale varata dal Governo. Le opposizioni abbandonano l'Aula senza votare.
  • 29 agosto 2014 - Il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge "Sblocca Italia" e la riforma della giustizia, suddivisa in un decreto legge relativo allo smaltimento dell'arretrato nel processo civile, e 6 disegni di legge, di cui 3 disegni di legge delega al Governo, relativi al contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti, alla responsabilità civile dei magistrati, all'efficienza del processo civile, alla riforma organica della magistratura ordinaria e dei giudici di pace e alla riforma del libro XI del codice di procedura penale.
  • 30 agosto 2014 - Il Ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini viene nominata dal Consiglio europeo Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.[47] Il mandato, della durata di cinque anni, decorrerà dal 1 novembre 2014.

Settembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 settembre 2014 - Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi illustra in conferenza stampa il sito dei Millegiorni "passodopopasso.italia.it ", in cui sarà possibile monitorare l'andamento del programma di governo.
  • 3 settembre 2014 - Sul sito dei "Millegiorni" vengono presentate le linee guide sulla riforma della scuola che verranno sottoposte a consultazione per due mesi.
  • 5 settembre 2014 - Il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin danno il via libera alla produzione della Cannabis terapeutica. Verrà coltivata dall'Esercito Italiano, nello stabilimento chimico militare di Firenze. I farmaci saranno disponibili entro il 2015.
  • Il Senato approva in via definitiva (con 216 sì, 0 no e 24 astenuti) la Legge di delegazione europea 2013. Viene inoltre approvata (con 214 sì, 1 no e 27 astenuti) la Legge Comunitaria 2013-bis.
  • 24 settembre 2014 - Il Senato approva in via definitiva (con 143 sì, 94 no e 1 astenuti) il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 142 sì, 91 no e 1 astenuto) la Legge di assestamento del Bilancio.

Ottobre[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 ottobre 2014 - Il Senato approva (con 165 si e 111 no) il ddl delega sul lavoro, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Dure polemiche dalla CGIL e dalla corrente di Giuseppe Civati i cui senatori Felice Casson, Corradino Mineo e Lucrezia Ricchiuti non partecipano al voto.
  • 9 ottobre 2014 - La Camera approva (289 sì, 144 no e 2 astenuti) il decreto stadi.
  • 15 ottobre 2014 - In conferenza stampa a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro dell'economia e delle finanze Pier Carlo Padoan presentano la Legge di stabilità per il 2015 varata dal CdM, illustrando i provvedimenti adottati di cui spiccano, fra quelli principali, la riduzione delle tasse di 18 miliardi, la misura degli 80 euro in busta paga che diventa permanente, la riduzione del 70% del patto di stabilità per i Comuni e l'introduzione, per i lavoratori dipendenti del TFR in busta paga, con la possibilità però a questi ultimi di scegliere facoltativamente, se prenderli subito in aggiunta al normale stipendio oppure a conclusione del rapporto di lavoro e quindi al conseguente pensionamento[48]. In totale, la manovra finanziaria consta di ben 36 miliardi di euro[49].
  • 15 ottobre 2014 - Il Senato approva in via definitiva (164 sì e 109 no) il decreto stadi, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 21 ottobre 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 363 sì, 19 no e 23 astenuti) la Legge Comunitaria 2013-bis.
  • 23 ottobre 2014 - Il Senato approva (con 161 sì e 51 no) il decreto giustizia civile, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 24 ottobre 2014 - La Camera accorda al governo (con 316 sì, 138 no e 1 astenuto) la fiducia sull'approvazione del decreto Sblocca-Italia.
  • 30 ottobre 2014 - La Camera approva (con 278 sì, 161 no e 7 astenuti) il decreto Sblocca Italia.
  • 30 ottobre 2014 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto legislativo che introduce la nuova dichiarazione dei redditi in modalità precompilata.
  • 31 ottobre 2014 - Il ministro degli Esteri Federica Mogherini (Partito Democratico) rassegna le dimissioni dal governo e dalla Camera dei Deputati per assumere, dal successivo 1º novembre, il nuovo ruolo che andrà a ricoprire di Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea a Bruxelles. Al suo posto viene nominato Paolo Gentiloni Silveri (Partito Democratico)[50]. Nello stesso giorno Paola de Micheli (Partito Democratico) è nominata Sottosegretario all'Economia e alle Finanze, mentre Davide Faraone (Partito Democratico) è nominato Sottosegretario all'Istruzione, all'Università e alla Ricerca[51].

Novembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 novembre 2014 - La Camera accorda al governo (con 353 sì e 192 no) la fiducia sull'approvazione del decreto giustizia civile.
  • 5 novembre 2014 - La Camera respinge (con 125 sì e 367 no) una mozione di sfiducia di SEL e M5S nei confronti del Ministro dell'Interno Angelino Alfano sulla vicenda degli scontri a Roma tra i lavoratori Ast e la polizia. Lo stesso giorno il Senato approva in via definitiva (con 157 sì e 110 no) il decreto Sblocca Italia, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.
  • 6 novembre 2014 - La Camera approva (317 sì, 182 no e 5 astenuti) il decreto giustizia civile, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 12 novembre 2014 - Il Senato approva (con 234 sì, 0 no e 6 astenuti) il ddl Palma, che vieta benefici giudiziari (lavori socialmente utili, arresti domicilari ecc) per i condannati per associazione mafiosa. La Camera approva (con 295 sì, 47 no e 89 astenuti) il collegato ambientale.
  • 20 novembre 2014 - Il Senato approva (con 150 sì, 51 no e 26 astenuti) la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati.
  • 26 novembre 2014 - La Camera approva (con 316 sì, 6 no e 5 astenuti) il ddl delega sul lavoro. Le opposizioni e parte del PD abbandonano l'Aula senza votare.
  • 27 novembre 2014 - Il Parlamento Europeo di Strasburgo respinge (con 101 sì, 461 no e 88 astenuti) la mozione di sfiducia di diversi movimenti anti-UE nei confronti del Presidente del Consiglio Europeo Jean Claude Junker sulla vicenda dello scandalo Luxleaks. Votano contro anche gli euro-deputati del PD, mentre votano a favore quelli dell'M5S.
  • 28 novembre 2014 - Il Governo pone tre questioni di fiducia sulla legge di Stabilità 2015 (una per ogni articolo del ddl).
  • 29 novembre 2014 - La Camera approva tutte e tre le questioni di fiducia poste dal governo (con 349 sì, 75 no e 1 astenuto per la prima questione; 351 sì, 67 no e 1 astenuto per la seconda; 346 sì, 39 no e 1 astenuto la terza). L'M5S non partecipa al voto.
  • 30 novembre 2014 - La Camera approva (con 324 sì, 108 no e 3 astenuti) la Legge di Stabilità 2015. Subito dopo è approvata (con 309 sì, 92 no e 3 astenuti) la Legge di Bilancio.

Dicembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 dicembre 2014 - Il Consiglio dei Ministri vara il primo decreto attuativo del ddl delega carceri che prevede depenalizzazione di alcuni lievi reati presenti nel codice penale e l'abrogazione di pochi altri. Viene anche varato un decreto per la semplificazione burocratica.[52]
  • 3 dicembre 2014 - Il Senato approva in via definitiva (con 166 sì, 112 no e un astenuto) il ddl delega sul lavoro sul quale il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 4 dicembre 2014 - La Camera approva (con 303 sì, 21 no e 72 astenuti) il ddl Ferranti sulla custodia cautelare.
  • 12 dicembre 2014 - Il Consiglio dei Ministri, convocato da Renzi stesso dopo lo scandalo "Mafia capitale", vara, su proposta del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il ddl anti-corruzione. In particolare, si inaspriscono le pene del delitto di corruzione propria (la pena minima passa da 4 a 6 anni, pena massima da 8 a 10 anni) anche al fine di aumentare i tempi di prescrizione del reato. Con l’aumento della pena minima, inoltre, si tende a evitare che il processo possa concludersi, scegliendo il patteggiamento, con l’applicazione di pene talmente modeste da non apparire adeguate alla gravità del fatto.La normativa, inoltre, migliora il già efficace strumento della cosiddetta confisca allargata, prevedendo che il provvedimento conservi efficacia anche quando nei successivi gradi di impugnazione sia sopravvenuta una causa estintiva del reato oggetto di accertamento.Stabilisce, poi, che l’imputato, per chiedere il patteggiamento o l’emissione di condanna a pena predeterminata, debba restituire l’integrale ammontare del prezzo o del profitto del reato contestatogli, venendo meno in caso contrario l’ammissibilità della richiesta di definizione anticipata del giudizio. Ciò al fine di assicurare che il profitto di questi gravi delitti sia sempre oggetto di recupero a fini di confisca. Il Consiglio vara inoltre numerosi decreti riguardanti questioni fiscali e legislative.
  • 18 dicembre 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 430 sì e 0 no) il ddl Amati.
  • 19 dicembre 2014 - A causa degli eccessivi emendamenti in essa inseriti il governo blocca l'esame alla Commissione Finanze del Senato della Legge di Stabilità 2015. Il testo è sostituito da un maxi-emendamento al ddl corrispondente alla legge dal quale sono però stralciati dal governo circa 20 emendamenti inseriti in commissione.
  • 20 dicembre 2014 - Il Senato approva (con 162 sì e 37 no) il maxi-emendamento interamente sostitutivo del testo della Legge di Stabilità 2015, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. È approvata inoltre (con 161 sì e 78 no) la Legge di Bilancio.
  • 20 dicembre 2014 - Il Consiglio dei Ministri approva, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, Pietro Carlo Padoan, la seconda "Nota di variazioni" al bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2015-2017 predisposta ai sensi dell'articolo 21, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e successive modificazioni. La Nota recepisce gli effetti delle modifiche al disegno di legge di stabilità 2015 e al disegno di legge di bilancio apportate in seconda lettura dal Senato della Repubblica. Le modifiche apportate sono sostanzialmente neutrali sul saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato e sugli altri saldi di finanza pubblica. In termini di indebitamento netto, la manovra assicura il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica indicati dal Governo nei documenti programmatici, in coerenza con gli impegni assunti in sede europea.
  • 22 dicembre 2014 - La Camera approva in via definitiva (con 307 sì e 116 no) la Legge di Stabilità 2015. Subito dopo è approvata in via definitiva (con 302 sì, 108 no e 1 astenuto) la Legge di Bilancio.
  • 24 dicembre 2014 - Il Consiglio dei Ministri vara numerosi decreti, tra cui due decreti attuativi della Legge delega della riforma del mercato lavoro, il decreto milleproroghe, il decreto "Salva-Ilva" e un decreto attuativo della Legge delega della riforma del Fisco.

2015[modifica | modifica wikitesto]

Gennaio[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 gennaio 2015 - L'on. Romano e l'on. Sibilia (M5S) accusano Renzi di essersi recato in vacanza utilizzando un aereo di stato. Renzi ammette di averlo fatto ma ricorda ai parlamentari che sono le normative di sicurezza che impongono al Presidente del Consiglio e alla sua famiglia di usufruire di scorta e voli di stato.
  • 4 gennaio 2015 - Scoppia una bufera politica sul contenuto del decreto attuativo della delega fiscale. Nel decreto attuativo della legge delega sul Fisco è stato inserito all'ultimo momento un articolo (Art. 15) che depenalizza e trasforma in illecito amministrativo l'evasione fiscale se essa non è superiore al 3% dell'imponibile. Lo stesso articolo raddoppia le sanzioni previste in questo caso. Il problema è che il testo dell'articolo in questione è scritto in maniera alquanto vaga e sembra applicabile a tutti i reati fiscali, tra cui la frode fiscale, il che significherebbe che esso sarebbe applicabile anche alla condanna di Silvio Berlusconi, annullandola. Il decreto viene immediatamente ritirato e rimandato al Consiglio dei Ministri per essere riscritto e corretto.
  • 5 gennaio 2015 - Renzi si prende la responsabilità dell'inserimento dell'art. 15 nel decreto attuativo, ma respinge le ipotesi che esso fosse "scambio di favori" con Berlusconi, facendo notare che sarebbe assurdo e autolesionista per lui "graziare" Berlusconi proprio in un momento in cui la sua popolarità è in calo e in cui avverrà a breve l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
  • 14 gennaio 2015 - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rassegna le dimissioni. Il Presidente del Senato Pietro Grasso assume le funzioni di presidente supplente.
  • 20 gennaio 2015 - Il Senato inizia ad esaminare la nuova legge elettorale Italicum. Al vaglio ci sono più di 50 000 emendamenti presentati dalle opposizioni. Diversi senatori del PD criticano la nuova legge e annunciano che non voteranno a favore. Lo stesso giorno il Consiglio dei Ministri vara un decreto legge di riforma delle banche popolari.
  • 21 gennaio 2015 - Il Senato approva (con 175 sì, 110 no e 2 astenuti) un emendamento alla legge elettorale del senatore PD Stefano Esposito, la cui approvazione provoca la decadenza di più di 35 800 emendamenti. 29 senatori PD votano contro; risultano quindi fondamentali per l'approvazione i voti di Forza Italia. Lo stesso giorno il Senato respinge due emendamenti alla legge elettorale del senatore PD "dissidente" Miguel Gotor.
  • 23 gennaio 2015 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto legge che ripristina l'esenzione dal pagamento dell'IMU per i terreni agricoli montani (annullata dalla Legge di Stabilità 2015).
  • 26 gennaio 2015 - Il Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta annuncia le sue imminenti dimissioni in vista di un incarico nella giunta calabrese di Mario Oliverio.[53]. Il Ministro esprime tuttavia il suo disappunto per il modo in cui il Governo ha gestito la cosa.
  • 27 gennaio 2015 - Il Senato approva (con 184 sì, 66 contrari e 2 astenuti) la nuova legge elettorale Italicum. 23 senatori del PD non partecipano al voto.
  • 28 gennaio 2015 - Il Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta annuncia che non entrerà a far parte della Giunta Regionale della Regione Calabria, a causa della presenza tra gli altri assessori di un sospettato per mafia (trattasi di Nino de Gaetano). Il Ministro annuncia tuttavia che rassegnerà comunque le dimissioni. Poco prima lo stesso Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio aveva espresso forti perplessità riguardo la nomina di De Gaetano, chiedendo al Governatore Oliverio di ritirarla.
  • 29 gennaio 2015 - Il Parlamento, riunito in seduta comune, inizia le votazioni per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La prima votazione, si conclude senza che nessun candidado raggiunga il quorum di maggioranza, che è di due terzi dell'Assemblea
  • 30 gennaio 2015 - Il Ministro degli Affari Maria Carmela Lanzetta rassegna le dimissioni dal governo. Renzi assume la carica ad interim. La seconda e la terza votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica si concludono senza che nessun candidato abbia raggiunto il quorum di maggioranza.
  • 31 gennaio 2015 - Alla quarta votazione (dove è prevista la maggioranza assoluta dell'Assemblea), il Parlamento in seduta comune elegge Presidente della Repubblica il giudice costituzionale Sergio Mattarella.

Febbraio[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 febbraio 2015 - Dopo il giuramento e l'insediamento del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, come da prassi, rassegna le dimissioni (le cosiddette "dimissioni di cortesia"). Mattarella, sempre secondo la prassi, respinge le dimissioni[54].
  • 10 febbraio 2015 - In seguito all'attentato terroristico di Parigi, il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure per la lotta contro il terrorismo.
  • 12 febbraio 2015 - La commissione giustizia della Camera approva in via definitiva il ddl Palma. In precedenza si era deciso di esaminare il ddl solo in commissione e non in Aula.
  • 13 febbraio 2015 - In seguito alla decisione del Governo di non voler ascoltare le opposizioni in merito alle riforme costituzionali e come segno di protesta circa l'andamento della legislatura, da loro considerato autoritario e non democratico, tutti i partiti di opposizione decidono di abbandonare l'aula della Camera.[55]
  • 14 febbraio 2015 - Nel corso della notte e con la sola presenza in aula dei partiti della maggioranza vengono approvati i 40 articoli che riscrivono la Costituzione.
  • 19 febbraio 2015 - La Camera accorda (con 284 sì e 243 no) la fiducia al governo sul decreto Milleproroghe. Lo stesso giorno il Senato approva (con 151 sì e 114 no) il decreto Salva-Ilva, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 20 febbraio 2015 - La Camera approva (con 280 sì e 96 no) il decreto Milleproroghe. Lo stesso giorno il Consiglio dei Ministri vara il ddl concorrenza e nuovi decreti attuativi della legge delega per la riforma del mercato del lavoro.
  • 24 febbraio 2015 - La Camera approva in via definitiva (265 sì, 51 no e 63 astenuti) la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati.
  • 25 febbraio 2015 - Il Senato approva (con 132 sì, 83 no e 2 astenuti) il decreto IMU terreni agricoli montani.
  • 26 febbraio 2015 - Il Senato approva (con 156 sì, 78 no e 1 astenuto) il decreto Milleproroghe, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Il decreto diventa legge.

Marzo[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 marzo 2015 - La Camera approva in via definitiva (con 284 sì, 126 no e 50 astenuti) il decreto Salva-Ilva.
  • 4 marzo 2015 - Il Senato approva (con 165 sì, 49 no e 18 astenuti) il ddl ecoreati. Lo stesso giorno il Senato approva (con 212 sì e 1 no) il ddl organi, che istituisce il reato di traffico di organi.
  • 10 marzo 2015 - Il Senato ratifica (con 164 sì, 50 no, e 2 astenuti) la Convenzione dell'Aja del 1996 sulla protezione dei minori. La Camera approva (con 357 sì, 125 no e 7 astenuti) la riforma costituzionale del governo. 
  • 11 marzo 2015 - Il Senato approva (con 197 sì e 0 no) il ddl adozioni, che regola le adozioni dei minori.
  • 12 marzo 2015 - La Camera approva (con 290 sì, 149 no e 7 astenuti) il decreto sulle banche popolari. Lo stesso giorno il Consiglio dei Ministri vara la riforma della scuola (ddl Giannini) e un decreto-legge che stabilisce che le elezioni regionali del 2015 si terranno il 31 maggio 2015 (il cosiddetto "decreto dell'election day").
  • 18 marzo 2015 - Il Senato approva (con 228 sì, 11 no e 11 astenuti) il ddl sul divorzio breve.
  • 19 marzo 2015 - La Camera approva (con 272 sì, 153 no e 15 astenuti) il decreto IMU terreni agricoli montani. Il decreto diventa legge.
  • 20 marzo 2015 - In seguito allo scandalo Grandi Opere, che coinvolge alcuni dirigenti del suo Ministero, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi rassegna le dimissioni dal governo.[56] Renzi assume la carica ad interim.
  • 24 marzo 2015 - Il Senato approva in via definitiva (con 155 sì e 92 no) il decreto sulle banche popolari, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. La Camera approva (con 274 sì, 26 no e 121 astenuti) il ddl prescrizione.
  • 27 marzo 2015 - Il consiglio dei Ministri vara la riforma della RAI.
  • 31 marzo 2015 - La Camera approva (con 253 sì, 50 no e 2 astenuti) il decreto antiterrorismo.

Aprile[modifica | modifica wikitesto]

  • 1 aprile 2015 - Il Senato approva (con 165 sì, 74 no e 13 astenuti) il ddl Grasso anticorruzione.
  • 2 aprile 2015 - Graziano Delrio viene nominato nuovo Ministro delle infrastrutture e dei trasporti[57].
  • 9 aprile 2015 - Claudio De Vincenti, già viceministro dello sviluppo economico, viene nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Segretario del Consiglio dei Ministri. Lo stesso giorno, la Camera approva (con 244 sì, 14 no e 50 astenuti) il ddl Manconi, che introduce il reato di tortura nel codice penale italiano. Il Senato approva in via definitiva (con 177 sì, 12 no e 30 astenuti) il ddl Ferranti sulla custodia cautelare.
  • 15 aprile 2015 - Il Senato approva in via definitiva (con 161 sì, 108 no e 1 astenuto) il decreto antiterrorismo, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 21 aprile 2015 - Il Senato approva (con 139 sì, 62 no e 45 astenuti) il decreto sull'election day.
  • 22 aprile 2015 - La Camera approva in via definitiva (con 398 sì, 28 no e 6 astenuti) il ddl sul divorzio breve.
  • 28 aprile 2015 - Il governo pone alla Camera tre questioni di fiducia (una per ogni articolo che sarà votato) sulla nuova legge elettorale Italicum. Dure proteste dall'opposizione e da parte dello stesso PD che definiscono la decisione del governo lesiva della democrazia.
  • 29 aprile 2015 - La Camera approva (con 352 sì, 207 no e 1 astenuto) la questione di fiducia posta dal governo sull'articolo 1 della legge elettorale.

Maggio[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 maggio 2015 - La Camera approva definitivamente a scrutinio segreto (con 334 voti a favore, 61 voti contrari e 4 astenuti) la nuova legge elettorale[58]. Le opposizioni si ritirano in Aventino decidendo di uscire dall'aula.
  • 18 maggio 2015 - Il Consiglio dei Ministri da il via libera al decreto legge sulle pensioni, che interviene in seguito alla sentenza della Consulta che aveva bocciato e dichiarato incostituzionale la Riforma Fornero. Il provvedimento ribattezzato bonus Poletti, prevede a partire dal 1º agosto, la restituzione e il rimborso una tantum di parte della pensione sottratta all'epoca, sotto forma di assegno, per tutti quelli che percepiscono meno di 3200 euro lordi al mese. La misura riguarda 3,7 milioni di pensionati, per un gettito stimato in due miliardi e 180 milioni. Inoltre dal 2016, sarà anche reintrodotta a pieno regime l'indicizzazione pensionistica con un leggero aumento della rivalutazione che riguarderà sempre questa fascia di reddito, che non superi appunto i 3200 euro.[59]
  • 20 maggio 2015 - La Camera approva (con 316 voti a favore, 137 contrari e 1 astenuto) il ddl La buona scuola. Diversi deputati della maggioranza non partecipano al voto.[60]

Giugno[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 giugno 2015 - I Popolari per l'Italia capeggiati dal segretario Mario Mauro, escono dalla maggioranza governativa. I due sottosegretari appartenenti al partito rimangono tuttavia nel governo, passando però al gruppo misto. La maggioranza governativa al Senato si riduce così a 9 senatori.[61]
  • 7 - 8 giugno 2015 - Il premier Renzi partecipa al tradizionale appuntamento del G7 tenutosi a Garmisch, in Germania.[62]
  • 10 giugno 2015 - Il Senato approva (con 163 sì, 65 no e 2 astenuti) il decreto legge sull'omicidio stradale. Con questo provvedimento vengono introdotti e disciplinati i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali. Il provvedimento passa quindi alla Camera.[63]
  • 25 giugno 2015 - Il Senato approva (con 159 sì e 112 no) il ddl La buona scuola sul quale il governo ha posto la questione di fiducia.[64]

Luglio[modifica | modifica wikitesto]

  • 9 luglio 2015 - La Camera approva in via definitiva (con 277 sì, 173 no e 4 astenuti) il disegno di legge di iniziativa governativa[65] cd. La Buona Scuola.[66][67]
  • 23 luglio 2015 - Viene concluso un Protocollo d'intesa fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’istruzione dell'università e della ricerca e la Banca Europea degli Investimenti volto ad ammodernare l'edilizia scolastica: la BEI finanzierà gli interventi sulle scuole italiane sino alla concorrenza di 940 milioni di euro.[68]
  • 28 luglio 2015 - Il Senato approva (con 163 sì e 111 no) il decreto legge sugli enti locali.

Agosto[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 agosto 2015 - Il Senato approva in via definitiva (con 145 sì e 97 no) il ddl di deleghe al governo sulla riforma della pubblica amministrazione[69][70].
  • 4 agosto 2015 - La Camera approva in via definitiva (con 295 sì e 129 no) il decreto legge sugli enti locali[71]. In precedenza, nella mattinata, era stata votata a favore la questione di fiducia posta dal governo per procedere al voto sul suddetto decreto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La maggioranza perde due senatori: escono i Popolari per l'Italia. URL consultato il 3 giugno 2015.
  2. ^ Ricardo Merlo, Mario Borghese, Claudio Zin: "Non c’è più motivo per appoggiare questa maggioranza. Il MAIE passa all’opposizione.”
  3. ^ (EN) Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 203 del 06/03/2014, Senato della Repubblica, 24 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  4. ^ Renzi alla Camera: abbiamo un’unica chance Passa la fiducia con 378 sì e 220 no, 25 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  5. ^ http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-04-30&atto.codiceRedazionale=14A03548&elenco30giorni=true
  6. ^ Si veda art.3 della legge 11 agosto 2014, n. 125 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/08/28/14G00130/sg
  7. ^ Composizione al 24 giugno 2015.
  8. ^ Escluso Caruso.
  9. ^ La Presidente Boldrini (Sel) per prassi non vota.
  10. ^ 13 del gruppo misto non iscritti ad alcuna componente più Caruso di PI - CD, Merlo e Borghese di MAIE-ApI
  11. ^ Composizione al 19 giugno 2015.
  12. ^ Il Presidente Grasso (Pd) per prassi non vota.
  13. ^ Escluso Zin di MAIE
  14. ^ Sen. Davico e D'Onghia (GAL); sen. Della Vedova, Margiotta, Monti, Bondi, Repetti (Misto).
  15. ^ Esclusi i sen. Davico e D'Onghia.
  16. ^ 10 del gruppo misto non iscritti ad alcuna componente più Zin di PA-PSI-MAIE
  17. ^ Il Presidente Napolitano ha ricevuto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Letta, Presidenza della Repubblica Italiana, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  18. ^ Enrico Letta si è dimesso, Presidenza del Consiglio dei ministri, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  19. ^ Calendario delle Consultazioni del Presidente della Repubblica a seguito delle dimissioni del Governo Letta, Presidenza della Repubblica Italiana, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  20. ^ Salvini, Lega domani non andrà a consultazioni, Lega Nord, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  21. ^ Federico D'Incà e Maurizio Santangelo, Il M5S non va alle consultazioni farsa di Napolitano, beppegrillo.it, 14 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  22. ^ Il Presidente Napolitano ha conferito l'incarico al dottor Matteo Renzi, Presidenza della Repubblica Italiana, 17 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  23. ^ Il Presidente Grasso riceve Matteo Renzi, Senato della Repubblica, 17 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  24. ^ Camera, Laura Boldrini riceve Matteo Renzi, Camera dei deputati, 17 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  25. ^ Al via le consultazioni di Renzi. Ecco il calendario. in ASCA (Roma), 18 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  26. ^ Pier Carlo Padoan, di ritorno dall'estero, giurerà due giorni più tardi.
  27. ^ Alessandro Sala, Renzi ha giurato, lunedì la fiducia al Senato. Come primo atto il neo-premier chiama i marò. in Corriere della Sera, 22 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  28. ^ Governo, Renzi ottiene la fiducia al Senato in Libero, 25 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
  29. ^ Renzi alla Camera: abbiamo un’unica chance Passa la fiducia con 378 sì e 220 no in Corriere della Sera, 25 febbraio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014.
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  67. ^ Ddl 'Buona scuola' è legge: quattro 'verdiniani' a favore, 24 di minoranza Pd non votano
  68. ^ Firmato a Palazzo Chigi il Protocollo per i finanziamenti BEI all'edilizia scolastica, Governo.it, 23 luglio 2015.
  69. ^ Pubblica amministrazione, via libera da Palazzo Madama alla riforma
  70. ^ La riforma della Pubblica amministrazione è legge
  71. ^ Dl Enti Locali, sì definitivo della Camera: diventano legge le misure per Comuni e Regioni e i tagli alla sanità

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