Sovranismo

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Il sovranismo, dal francese souverainisme, secondo la definizione che ne dà la enciclopedia Larousse, è una dottrina politica che sostiene la preservazione o la ri-acquisizione della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in contrapposizione alle istanze e alle politiche delle organizzazioni internazionali e sovranazionali.

Aspetti generali[modifica | modifica wikitesto]

Si definisce sovranismo la difesa del trasferimento di poteri e competenze[1] dallo Stato nazionale ad un livello superiore, sovranazionale o internazionale, processo visto come fattore di indebolimento e frammentazione della propria identità storica, e di declino e svuotamento del principio democratico che stabilisce un nesso di rappresentanza diretta fra i cittadini e i decisori politici[2].

Partiti e movimenti politici nei confronti dello Stato muovono istanze tipo federalista, autonomista, indipendentista.
Nell'ambito delle relazioni estere con l'Unione Europea, altre organizzazioni internazionali e sovranazionali, il sovranismo può tradursi in posizioni di isolazionismo politico-militare e di protezionismo economico (che nel caso del fascismo si tradussero nell'aspirazione ad un'ideale autarchia).

Nell'Europa odierna[modifica | modifica wikitesto]

In Francia, il sovranismo è stato letto come un concetto proprio tanto di ambienti di destra (gollismo e Front National[3]) quanto di sinistra (MRC)[4], dove si va diffondendo l'idea secondo cui "solo la sovranità politica possa contrapporsi alla potenza del capitale"[5].

In Grecia il sovranismo è promosso dalla Coalizione della Sinistra Radicale e dai Greci Indipendenti.

Si è anche registrato, in proposito, un possibile "contagio" da Oriente verso Occidente: "da quando è caduto il comunismo nessuno ha spiegato ai polacchi, ungheresi, cechi e slovacchi che a Parigi e a Londra, a Berlino come ormai anche a Milano, l’immigrazione da fuori continente è un fatto assodato, anche se contestato. Così, i nuovi timori si sono aggiunti ai vecchi. Non è arretratezza: è una variazione estrema del nazionalismo, del discorso identitario, del «sovranismo»; demoni assai presenti anche a Parigi e a Roma"[6].

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

La "critica radicale della politica di austerità quale è codificata nei Trattati europei" ha invitato a "trarre qualche conclusione dal fatto che il tentativo delle destre populiste di incanalare la protesta sociale in un rifiuto del processo europeo in quanto tale sta palesemente fallendo. Nel momento in cui il liberismo bolla come sovranismo ogni critica della politica di Maastricht è importante riaffermare con forza che i veri euroscettici, chi non vuole andare oltre il livello delle conferenze intergovernative, sono proprio i difensori della moneta senza stato, che rappresentano l’ostacolo più ingombrante in cui si imbatte oggi la continuità del processo di unificazione europea"[7].

Per converso, vi è chi ha tacciato proprio l'Unione europea di "sovranismo postnazionale": Etienne Balibar ha denunciato nella Costituzione europea "un mezzo per ristabilire il legame tra la politica e la potenza (...), soprattutto nel quadro di un confronto con la superpotenza americana, o più genericamente nella prospettiva di uno spazio mondiale la cui “politica” sarebbe strutturata dalla concorrenza, se non dallo scontro, tra diversi blocchi regionali sopranazionali"[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fox-Decent, Evan, Sovereignty's promise: the state as fiduciary [1 ed.], 0199698317, 978-0-19-969831-8 OUP Oxford 2011.
  2. ^ Larousse [1].
  3. ^ Marco Gervasoni, Il Front National nella (lunga) storia della destra francese, Soveria Mannelli : Rubbettino, Rivista di politica : trimestrale di studi, analisi e commenti : 2, 2017.
  4. ^ (FR) Souverainisme, su larousse.fr. URL consultato il 15 gennaio 2017.
  5. ^ Salvatore Cingari, Appunti sulla crisi della democrazia in Italia, Milano : Franco Angeli, Democrazia e diritto : LIV, 1, 2017, p. 189.
  6. ^ Wlodek Goldkorn, Se il cuore dell'Europa ha paura dello straniero, San Domenico di Fiesole (FI) : Associazione Testimonianze, Testimonianze : 502 503, 4 5, 2015.
  7. ^ Leonardo Paggi, Gramsci, la mondializzazione e il pensiero della differenza, Milano : Franco Angeli, 2017, Democrazia e diritto : LIV, 2, p. 44.
  8. ^ Balibar, Étienne, Le radici culturali della Costituzione europea, in Lettera Internazionale: rivista trimestrale europea : 119, 1, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • de Nardis F. e Alteri L. (2006), “Tra federalismo e sovranismo: il movimento antiglobalista e l’Europa nel caso italiano e francese”, La Critica Sociologica, 157: 14-31.
  • Vladimiro Giacchè, Costituzione italiana contro trattati europei. Il conflitto inevitabile, 8868303388, 9788868303389 Imprimatur 2015.
  • Jennifer Jackson, Lina Molokotos-Liederman, Nationalism, Ethnicity and Boundaries: Conceptualising and understanding identity through boundary approaches [1 ed.] 0415857430, 9780415857437 Routledge 2014.
  • Humberto Cucchetti, «L'Action française contre l'Europe», Politique européenne 2014/1 (n° 43).
  • Patrick Boucheron, intervista a M. Foessel e E. Laurentin, «L’émotion souveraine», Esprit, mars-avril 2016, p. 34-42.
  • Paul Gradvohl, Orban et le souverainisme obsidional, Politique étrangère 2017/1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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