Songun

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il songun (선군?, 先軍?, Sŏn'gunLR), è un principio politico della Corea del Nord, equivalente al concetto espresso dal detto inglese "Military First" ovvero "Prima l'Esercito", che pone l'Esercito Popolare di Corea al vertice degli affari di Stato e in priorità per l'allocazione delle risorse nazionali. "Prima l'Esercito" è il principio che guida la vita economica e politica del Paese dalla metà degli anni novanta, ovvero dall'inizio del governo di Kim Jong-il. Il Songun eleva l'Esercito Popolare di Corea a una funzione chiave nel governo e nella società nordcoreana e lo rende l'entità politica di maggior rilievo all'interno dello Stato.[1] Tale ideologia influenza fortemente non solo la politica interna ma anche le relazioni estere della Corea del Nord.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Soldatesse nordcoreane

Il principio del Songun appare ufficialmente nella politica nordcoreana dopo la morte di Kim Il-sung nel 1994. L'anno successivo la politica del Military First viene introdotta, a seguito della prima visita di Kim Jong-il a un'unità militare prevista per quell'anno, come "l'idea rivoluzionaria di dare grande importanza all'esercito" e come "una politica che enfatizza l'unità perfetta, l'unità di un solo cuore, del partito, dell'esercito e del popolo e il ruolo dell'esercito come avanguardia".[3] Questo principio diventerà la guida della vita politica della Corea del Nord andandosi a complementare con l'ideologia nazionale della juche introdotta da Kim Il-sung.[4]

Nel 1997, su un articolo del Rodon Sinmun, il giornale ufficiale del Partito del Lavoro di Corea, appare il seguente stralcio: "Mai prima lo status e il ruolo dell'Esercito Popolare sono stati così straordinariamente rilevanti come adesso che esso è energicamente guidato dal Rispettato e Amato Camerata il Comandante Supremo [Kim Jong-il]." A questo punto, l'esercito viene considerato "complementare al popolo, allo stato e al partito".[5] Nel 1998, il Songun viene descritto come "l'idea rivoluzionaria del Military First" e la "politica del Military First" e anche insieme a slogan come ""la leadership della rivoluzione basata sul Military First" dimostrando così la sua centralità nella politica nordcoreana.[6]

Il songun accrebbe la sua importanza al gennaio del 1999, apparendo sul bollettino di capodanno pubblicato da tutti i maggiori media nordcoreani. Il giornale sosteneva che il songun era stata un'idea di Kim Jong-il e che esso era "[un'ideologia] in cui l'Esercito Popolare è la componente principale della rivoluzione e in cui l'unità dell'esercito e del popolo aiuta alla salvaguardia nazionale e alla creazione del socialismo".[5] Nelle pubblicazioni straniere a riguardo, la traduzione "Prima l'Esercito" è stata via sostituita con il termine originario Songun, fino a scomparire del tutto verso il 2006.[7] Nel dicembre 2003, venne pubblicato l'articolo "Attributi essenziali di una politica Military-First", che vedeva nel Songun una nuova forza motrice per la rivoluzione nella Corea pseudocomunista.< All'esercito spettava il ruolo di guida della società che generalmente, nei paesi comunisti, è riservato al proletariato o ai contadini.[5] Secondo l'ideologia nordcoreana invece "solo l'esercito risponde ai criteri di lealtà, spirito rivoluzionario, coesione e esprit de corps"[5] A gennaio 2004, nel bollettino di capodanno, songun è stata la parola più usata ed è stata adoperata per riferirsi in toto alla politica nordcoreana e alla Corea stessa.[5]

Il Songun è visto dal governo nordcoreano come un modo per arrivare a riunificare la penisola. La stampa nordcoreana: "La politica del Songun è la garanzia che assicurerà la riunificazione della Patria."[8] La Corea del Nord legittima il songun come l'unica salvaguardia della pace nella regione e come metodo di difesa nazionale, sostenendo che è l'unica cosa che impedisce agli Stati Uniti di attaccarla.[9] Il songun è divenuto così il principio guida della politica interna ed estera del paese, prendendo posto, insieme alla juche nei principi guida del regime.

Motivazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il songun è derivato dall'alta considerazione che il maoismo aveva dell'esercito. La Corea del Nord si rifà così a concetti sviluppatisi nella Cina comunista degli anni sessanta come l'unità del popolo e dell'esercito e a slogan come "il potere politico nasce dalla canna del fucile". Anche l'affidamento sul nucleare, utilizzato dalla Corea del Nord per appoggiare la sua politica aggressiva, è una reminiscenza delle strategie maoiste.[7] Il passaggio della Corea del Nord al songun come ideologia dominante negli anni novanta potrebbe essere dovuto al fatto che, con il crollo dell'Unione Sovietica, alleato di lunga data, il paese si sia trovato ad affrontare una serie di gravi crisi e che il governo abbia visto il songun come una mossa politica per aumentare la forza e il prestigio internazionale dello Stato.[10] Infatti, dopo la dissoluzione dell'URSS e la morte di Kim Il-sung, la perdita di uno dei maggiori partner commerciali portò a una profonda crisi economica e ad una grave carestia, aggravate da una serie di disastri naturali, che potrebbero aver spinto all'adozione di questa ideologia.[11]

Un'altra ragione della creazione del songun potrebbe essere la politica interna della Corea del Nord. Quando, alla morte del padre, Kim Jong-il prese il potere, egli faceva parte dell'esercito, come vice comandante in capo generale. Il songun sarebbe dunque servito a garantire la lealtà dell'esercito nei confronti del nuovo leader e, dandogli una posizione di primo piano in rispetto alle altre forze politiche, a rafforzare ulteriormente il potere del dittatore.[2] A supportare questa tesi c'è l'abolizione, da parte di Kim Jong-il, di diversi organi politici che potevano ostacolare l'esercito come il Comitato Centrale o la presidenza, affidata in eterno al defunto padre.[5]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Implicazioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

La presa del potere in dell'esercito in Corea del Nord preoccupa il vicino meridionale e ha fatto vacillare la Sunshine policy, una politica di apertura condotta dalla Corea del Sud dal 1998 fino al 2007.[12] La Corea del Nord considera il songun come un mezzo per garantire stabilità e facilitare la riunificazione, mentre il governo sudcoreano è fortemente ostile a tale ideologia, fino al punto da dichiarare fuori legge i siti web che supportassero le tesi militariste nordcoreane.[13]

Inoltre con il songun, il governo nordcoreano ha dato il via alla costruzione di armi nucleari.[14] Ovviamente, tale mossa è stata vista con estrema preoccupazione dagli Stati Uniti, che si oppongono all'uso delle armi nucleari da parte dell'ostile Corea del Nord.[15] Finché la Corea del Nord continuerà a seguire il songun, è difficile che rinunci al proprio programma nucleare, giacché questo indebolirebbe la posizione dell'esercito nella società nordcoreana.[16] C'è il timore che più a lungo la Corea del Nord manterrà in vigore questa politica, meno gli altri paesi riusciranno a convincerla ad abbandonare il suo programma nucleare e che i tentativi degli Stati Uniti di persuaderla alla denuclearizzazione possano essere visti come una minaccia per l'esercito e dunque rigettati.

Implicazioni economiche[modifica | modifica wikitesto]

Il songun nasce anche come risposta alla crisi che la DPRK ha passato negli anni novanta e come modo per raggiungere l'obiettivo del governo di far divenire la Corea del Nord una "nazione potente e prospera".[17] Inoltre l'ideologia è nata dal desiderio di riprendersi dalle gravissime difficoltà economiche e dalla carestia che avevano afflitto il paese negli anni novanta. Sergey Kurbanov, capo dell'Istituto di Studi Coreani dell'Università di San Pietroburgo, ha reso noto in un'intervista del suo Daily NK come la classe dei nuovi ricchi della Corea del Nord appoggi il songun vedendo in esso un modo per difendere le proprie ricchezze.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jae Kyu Park, "North Korea since 2000 and prospects for Inter Korean Relations" Korea.net, 19 Jan 2006, <http://www.korea.net/News/Issues/IssueDetailView.asp?board_no=11037> [collegamento interrotto] 12 May 2007.
  2. ^ a b Alexander V. Vorontsov, ‘North Korean Military-first policy: A curse or a blessing?' Brookings Institution, 26 May 2006, <http://www.brookings.edu/views/op-ed/fellows/vorontsov20060526.htm> [collegamento interrotto] 26 March 2007.
  3. ^ Global Security "Songun Chongch'I [Army First]. Global Security.org. 27 April 2005. 20 March 2007.
  4. ^ Korean Overseas Information Service, "Is N.K. Trying an Experiment for Survival?" Korea.net, 6 Aug 2002 < http://www.korea.net/News/Issues/IssueDetailView.asp?board_no=3508> [collegamento interrotto] 12 May 2007.
  5. ^ a b c d e f Byung Chul Koh, "Military-First Politics and Building a ‘Powerful and Prosperous Nation' In North Korea" Nautilus Institute Policy Forum Online, 14 April 2005, <http://www.nautilus.org/fora/security/0532AKoh.html> [collegamento interrotto] 20 March 2007.
  6. ^ Global Security
  7. ^ a b Alzo David-West, North Korea, Fascism, and Stalinism: On B. R. Myers' The Cleanest Race, in Journal of Contemporary Asia, vol. 41, nº 1, February 2011, pp. 152–153, DOI:10.1080/00472336.2011.530043.
  8. ^ "N. Korea's Songun ideology the Next Juche?", Chosun Ilbo, 3 May 2005. Retrieved 11 May 2007.
  9. ^ "N. Korean Propaganda Machine Judders Into Action", Chosun Ilbo, 3 August 2006. Retrieved 11 May 2007.
  10. ^ Bruce Cumings, North Korea: Another Country (New York: The New Press, 2004): 102.
  11. ^ Soyoung Kwon "State Building in North Korea: From a ‘Self-Reliant' to a ‘Military-First' State" Asian Affairs 34:3, Nov 2003, 286-296: 293.
  12. ^ Park
  13. ^ "S. Korea bans 32 pro-N. Korea Internet sites" [collegamento interrotto], Korea Overseas Information Service, Korea.net, 26 March 2007. Retrieved 11 May 2007.
  14. ^ Gavan McCormack, "A Denuclearization Deal in Beijing: The Prospect of Ending the 20th Century in East Asia" Japan Focus, 14 Feb 2007, <http://japanfocus.org/products/details/2354> 2 April 2007.
  15. ^ Bureau of East Asian and Pacific Affairs "Background Note: North Korea" US State Department Website, April 2007, <http://www.state.gov/r/pa/ei/bgn/2792.htm> 12 May 2007.
  16. ^ McCormack
  17. ^ Nicholas Eberstadt, Persistence of North Korea, The Policy Review, October–November 2006. URL consultato l'11 maggio 2007.
  18. ^ (KO) Song-a (송아) Kim (김), 北 신흥부자들은 체제변화 원치 않는다, in Daily NK, 4 luglio 2007. URL consultato il 26 agosto 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Corea del Nord Portale Corea del Nord: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Corea del Nord