Partito Comunista (Italia)

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Partito Comunista
Partito comunista logo.png
PresidenteCanzio Giuseppe Visentin
SegretarioMarco Rizzo
StatoItalia Italia
SedeVia Guasti di Santa Cecilia, 1/b 43125 Parma[1]
AbbreviazionePC
Fondazione3 luglio 2009 come Comunisti – Sinistra Popolare
Ridenominazioni:
  • 21 gennaio 2012: Comunisti Sinistra Popolare – Partito Comunista
  • 17 gennaio 2014: Partito Comunista
IdeologiaComunismo[2]
Marxismo-leninismo[2]
Antirevisionismo[2][3]
Antifascismo[4][2]
Anticapitalismo[2]
Antimperialismo[2]
Euroscetticismo[5]
Internazionalismo proletario[6]
CollocazioneEstrema sinistra[7]
Partito europeoIniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa[8]
Affiliazione internazionaleIncontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai[9]
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 76
Seggi Consiglio regionale
0 / 897
TestataLa Riscossa
Organizzazione giovanileFronte della Gioventù Comunista (2016 – 2020[10])
Iscritti~ 5 000[11] (2019)
Colori     Rosso
Slogan«Non basta un cambio, serve una rivoluzione»
Sito webilpartitocomunista.it

Il Partito Comunista (PC) è un partito politico italiano d'ispirazione marxista-leninista[2] fondato il 3 luglio 2009 con la denominazione Comunisti – Sinistra Popolare[12]. Dal 2013 fa parte dell'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa, di cui è stato tra i partiti fondatori e rappresentante per l'Italia[8]. Nel 2017 viene ammesso come membro effettivo all'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai[9].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Durante il secondo governo Prodi all'interno del Partito dei Comunisti Italiani si venne a formare attorno a Rizzo un'area critica che mirava a rivedere il rapporto con il centro-sinistra e a perseguire invece l'unità delle forze comuniste[13]. Uno dei motivi di scontro tra Rizzo e la dirigenza del PdCI fu il referendum organizzato dai sindacati sul protocollo dello Stato sociale dell'ottobre 2007 e durante il quale Rizzo affermò di avere prove di avvenuti brogli nel corso della consultazione[14][15], che vide la vittoria dei favorevoli all'accordo. Il referendum provocò una polemica con Oliviero Diliberto. Nel dicembre 2007 fu ufficialmente costituita La Sinistra l'Arcobaleno e Rizzo contestò in particolare la scelta di presentare un simbolo privo di falce e martello[13].

Dopo il fallimento della lista alle elezioni del 2008 con il 3,1% dei voti il distacco con la dirigenza del partito aumenta. In vista delle elezioni europee del 2009 nacque la Lista Anticapitalista, la quale ottenne il 3,39% e non superò la soglia di sbarramento[16]. Il 7 giugno il PdCI convocò l'Ufficio Politico, dove Diliberto si presentò da dimissionario. L'Ufficio Politico votò contro le dimissioni di Diliberto a eccezione di Rizzo, che votò a favore[17].

Maurizio Calliano allora invocò misure disciplinari contro l'ex europarlamentare, accusandolo di aver appoggiato apertamente Gianni Vattimo, in quel momento aderente all'Italia dei Valori[18], nonostante Rizzo fosse candidato a sindaco di Collegno e presidente della provincia di Grosseto[12]. Rizzo definì tale accusa come pretestuosa e intimidatoria, dovuta all'aver chiesto chiarimenti circa le frequentazioni di Diliberto con Giancarlo Elia Valori, ex membro della P2, con cui il segretario del PdCI avrebbe avuto almeno otto incontri[19]. Il 24 giugno Rizzo fu espulso dal PdCI[20].

La nascita dei Comunisti – Sinistra Popolare[modifica | modifica wikitesto]

Azione di protesta dei Comunisti Sinistra Popolare al Colosseo il 7 maggio 2010

Il 3 luglio 2009, Marco Rizzo e diversi scissionisti del Partito dei Comunisti Italiani fondarono il partito dei Comunisti – Sinistra Popolare (CSP). L'appello fondativo fu sottoscritto anche da diversi personaggi del mondo dello spettacolo e del giornalismo, tra cui Francesco Baccini, Marco Baldini, Marco Berry, Giorgio Gobbi, Andrea Mingardi e Darwin Pastorin[21][22]. Il primo congresso del partito si svolse tra il 6 e il 7 novembre 2010 a Roma e durante l'incontro si ribadì la scarsa centralità della politica e la crisi del sistema capitalista[23].

Nel corso de 2009 scoppiò la crisi economica greca e il 4 maggio 2010 in segno di protesta contro le restrizioni economiche varate dal governo il Partito Comunista di Grecia (KKE) occupò l'acropoli ateniese[24]. Per mostrare solidarietà ai comunisti greci anche il movimento dei Comunisti – Sinistra Popolare organizzò un'azione analoga e il 7 maggio 2010 occupò il Colosseo[25][26]. I rapporti tra i due partiti si infittirono e tra il 7 e l'8 ottobre 2011 le rispettive delegazioni si incontrano a Roma promulgando un comunicato congiunto riguardante le politiche e le azioni da adottare per far fronte alla crisi economica[27].

Il 21 gennaio 2012 il partito assunse la denominazione Comunisti Sinistra Popolare – Partito Comunista (CSP-PC) e cambiò il simbolo in un quadrato rosso sul quale capeggiava la dicitura "partito comunista"[28]. Al fine di presentarsi alla elezioni politiche simbolo fu nuovamente modificato e il 24 febbraio 2013 il partito partecipò alle elezioni politiche con proprie liste, ma solo nella Ripartizione Europa dei collegi esteri[29][30].

Il 1º ottobre 2013 fondò insieme al KKE l'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa, e fu inserito nei nove partiti che ne compongono la segreteria[8].

Il Partito Comunista[modifica | modifica wikitesto]

Presidio in ricordo della strage di Reggio Emilia

Nel corso del I Congresso Nazionale del partito, tenutosi a Roma il 17 gennaio 2014, il nome del partito fu cambiato definitivamente in Partito Comunista (PC) e Marco Rizzo fu rieletto segretario generale[31].

Successivamente in alcuni comuni il PC prese parte alle elezioni amministrative italiane del 2016 senza però eleggere sindaci[32]. A Torino il candidato del PC fu lo stesso segretario generale Rizzo, che ottenne lo 0,86%, a Roma fu candidato Alessandro Mustillo del Fronte della Gioventù Comunista (FGC) che prese lo 0,80% mentre a Napoli Nunzia Amura raccolse solamente lo 0,26% dei voti[16]. In seguito alle amministrative il 12 agosto 2016 il PC si dotò anche di un'organizzazione giovanile sottoscrivendo un patto d'azione con il FGC guidato da Alessandro Mustillo[33]. In opposizione con il governo Renzi il 4 dicembre 2016 il PC si schierò per il «No» al referendum costituzionale[34], ritenendo la riforma costituzionale Renzi-Boschi come funzionale agli interessi del grande capitale in quanto volto a facilitare politiche antipopolari da parte dei governi[35].

Il 21 gennaio 2017 si tenne a Roma il II Congresso Nazionale in cui Rizzo fu riconfermato alla carica di segretario generale[36]. In occasione del sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma e del vertice dei capi di Stato e di governo europei il 25 marzo 2017 il partito organizzò a Roma una manifestazione, ribadendo la propria contrarietà all'Unione europea[5]. Nel novembre 2017 fu ammesso come membro effettivo all'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai e prese parte alla XIX edizione dell'Incontro, che si svolse a San Pietroburgo[9] e l'11 novembre convocò a Roma una manifestazione nazionale in occasione del centesimo anniversario della rivoluzione d'ottobre[37].

ll 4 marzo 2018 il PC partecipò alle elezioni politiche presentandosi per la prima volta nelle circoscrizioni italiane con proprie liste. Correndo in circa metà delle circoscrizioni alla Camera e al Senato il partito ottenne lo 0,33% dei voti, non sufficienti a raggiungere la soglia di sbarramento. L'anno seguente si presentò in tutta Italia alle elezioni europee ottenendo lo 0,88% dei voti[38]. In segno di protesta per la formazione del Governo Conte II il 5 ottobre 2019 il PC organizzò a Roma una manifestazione in piazza Santi Apostoli a Roma a cui parteciparono centinaia di persone[39]. Alle elezioni regionali del 2019 il PC partecipò con le proprie liste alle elezioni umbre e il candidato presidente Rossano Rubicondi ottenne l'1,1% dei voti[38]. In seguito alle elezioni umbre le divergenze tra l'Ufficio politico del PC e il FGC aumentarono causando le dimissioni di Alessandro Mustillo dall'Ufficio politico, già candidato sindaco di Roma, membro della federazione romana e fino al 2016 leader del FGC. Le sue dimissioni portarono l'11 marzo 2020 al commissariamento della sezione romana e il giorno seguente alla sospensione del patto d'azione con il FGC[10][40].

Nel 2020 il PC è presentato anche anche alle elezioni regionali in Emilia-Romagna, dove ottenne lo 0,48% dei voti con Laura Bergamini candidata alla presidenza, già candidata a sindaco di Parma nel 2017[16]. Nel corso della campagna elettorale per le elezioni regionali, in opposizione alla coalizione di centrodestra, si venne a formare il Movimento delle Sardine, che a differenza della maggioranza dei partiti della sinistra italiana fu criticato dal PC[41].

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Marxismo-leninismo.

Il PC ha i propri fondamenti teorici e organizzativi nel marxismo-leninismo. Assume una linea politica dichiaratamente rivoluzionaria e sostiene la necessità del rovesciamento del sistema capitalistico e della trasformazione dell'Italia in senso socialista, rifiutando le teorie riformiste e revisioniste. Il PC si dichiara un partito anti-imperialista e sostiene una visione critica nei confronti dei movimenti no-global[42][43].

Il PC riconosce come figure di riferimento per quanto riguarda la storia del movimento comunista in Italia Antonio Gramsci e Pietro Secchia ed Eugenio Curiel[44] mentre è critico nei confronti di Enrico Berlinguer e Palmiro Togliatti[45][46][47]. Il PC vede con favore le figure storiche di Marx, Engels, Lenin e Stalin, considerando privo di significato politico il termine "stalinismo"[48][49].

Programma[modifica | modifica wikitesto]

Adottato ufficialmente nel corso del I Congresso del 2014, è parte del documento congressuale e indica la linea politica del partito. Il PC sostiene l'irriformabilità dell'Unione europea e la necessità di un'uscita immediata e unilaterale dell'Italia dalla stessa UE e dalla NATO, l'azzeramento unilaterale del debito pubblico detenuto dalle banche e dai fondi speculativi. Le politiche lavorative riguardano l'istituzione del salario minimo intercategoriale, la riduzione dell'orario lavorativo e il ripristino della scala mobile oltre all'abolizione delle leggi sul lavoro che introducono il precariato[50][51]. Contestualmente è previsto il sostegno economico per la ricerca e lo sviluppo portato avanti dalle piccole imprese, la nazionalizzazione delle principali attività produttive nazionali, delle banche e delle proprietà immobiliari. In ambito sociale intende incentivare gli investimenti nello stato sociale e nelle politiche ambientali mentre dal punto di vista istituzionale sostiene l'adozione di una legge proporzionale e di un parlamento monocamerale oltre che una netta separazione tra Stato e Chiesa[52].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il partito è organizzato secondo il principio del centralismo democratico, che consiste nella libertà dei membri del partito di discutere, ma una volta che la decisione è scelta dal voto della maggioranza, tutti i membri si impegnano a sostenere quella decisione, pertanto è espressamente vietata la formazione delle correnti[53].

Il massimo organo deliberativo è il Congresso del PC, che normalmente si svolge ogni tre anni ed elegge il Comitato centrale. Negli intervalli tra i Congressi l'organismo di direzione politica è il Comitato centrale, che in seduta comune con la Commissione Centrale di Controllo e Garanzia, elegge il Segretario Generale, il Presidente (fino al marzo 2020 Tesoriere[54]) e l'Ufficio Politico, l'organo esecutivo che attua la linea politica stabilita dal Comitato Centrale. L'Ufficio Politico è composto dalle maggiori cariche del partito ed è presieduto e convocato dal Segretario Generale che detiene anche la guida politica del partito[55].

Al livello basilare del partito ci sono le sezioni, composte da un minimo di cinque membri, eleggono un Segretario e una segreteria esecutiva. A livello regionale e provinciale invece il partito è organizzato in comitati che eleggono un segretario, un presidente e una segreteria. Le federazioni estere continentali sono equiparate al comitato regionale, mentre quelle dei singoli Paesi ai comitati provinciali[56].

Segretario generale

Organizzazione giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo del Fronte della Gioventù Comunista, organizzazione associata al PC dal 2016 al 2020

L'organizzazione giovanile a cui il PC fa riferimento è il Fronte della Gioventù Comunista (FGC). Fondato il 10 giugno 2012, il FGC strinse un patto d'azione con il PC nel 2016[33][58], poi sospeso il 12 marzo 2020[10].

Durante il periodo di collaborazione il FGC ha mantenuto la propria autonomia organizzativa, la gestione del tesseramento degli iscritti (1 500 iscritti al 2020[59]) e dei suoi organi di informazione ufficiali: il giornale online Senza Tregua e il cartaceo Avanguardia. A livello studentesco ha ottenuto dal 2012 la presidenza delle Consulte provinciali degli studenti di Cosenza[60], Latina[61], Livorno[62], Milano[63][64], Reggio Emilia[65], Torino[66][67] e Venezia[68]. È affiliato alla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica[69] (WFDY-FMJD) e partecipa all'Incontro Europeo delle Gioventù Comuniste (MECYO) che ha ospitato a Roma nel 2016[70].

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Logo de il giornale online La Riscossa.

L'organo d'informazione ufficiale del Partito Comunista è La Riscossa, giornale online che è stato inaugurato il 1º settembre 2016[71].

Affiliazioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2013 è membro italiano dell'Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d'Europa, organizzazione dei partiti marxisti-leninisti europei di cui è stato tra i membri fondatori. Nel 2017 diviene inoltre membro effettivo dell'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, partecipando alla sua XIX edizione. Intrattiene rapporti con il Partito Comunista di Grecia[72] e il Partito Comunista dei Popoli di Spagna[73][74].

Il PC ha relazioni con i Paesi socialisti, tra cui Cuba[75] e Corea del Nord[76]. Inoltre intrattiene rapporti di solidarietà con il Venezuela bolivariano, pur essendo critico nei confronti del socialismo del XXI secolo[77].

Analogamente ad altri partiti della sinistra italiana, anche il PC appoggia la causa palestinese[78], mentre è molto critico nei confronti del movimento sionista[79][80].

Congressi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Congresso Comunisti Sinistra Popolare – Roma, dal 6 al 7 novembre 2010 – Dire e fare[23]
  • I Congresso – Roma, dal 17 al 19 gennaio 2014 – Costruire il Partito, organizzare la lotta[81]
  • II Congresso – Roma, dal 21 al 22 gennaio 2017 – Non c’è vittoria, non c’è conquista senza un vero partito comunista[82]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Politiche 2013Estero Camera 6 977 0,71[83]
0 / 12
Senato 7 578 0,85[84]
0 / 6
Politiche 2018 Camera 106 182 0,32[85]
0 / 630
Senato 101 230 0,33[86]
0 / 315
Europee 2019 235 542 0,88
0 / 76

Elezioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Candidato
Umbria 2019 4 484 1,01 Rossano Rubicondi
Emilia-Romagna 2020 10 287 0,48[87] Laura Bergamini

Feste nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 gennaio 2012 il simbolo originario del partito viene modificato su decisione del Comitato Centrale, inserendo sotto a falce e martello la dicitura Partito Comunista[31] contestualmente al cambio di denominazione in Comunisti Sinistra Popolare – Partito Comunista. Il 17 gennaio 2013 il partito cambia nel proprio logo il colore di falce e martello da giallo a bianco per problemi di registrazione del simbolo, giudicato troppo simile a quello di Rifondazione Comunista, assumendo il logo tuttora in uso[92][93].

Simboli elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dichiarazione di trasparenza del Partito Comunista (PDF), su dait.interno.gov.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  2. ^ a b c d e f g Statuto del Partito Comunista, 2017, Preambolo.
  3. ^ Intervista a Marco Rizzo, 12 novembre 2017. Video Archiviato il 24 febbraio 2019 in Internet Archive. disponibile su libera.tv (min. 2:08).
  4. ^ Lo dice pure il compagno Rizzo: "Il fascismo non si batte con una leggina", su ilgiornale.it. URL consultato il 9 febbraio 2020 (archiviato il 25 dicembre 2019).
  5. ^ a b Il Partito Comunista e i lavoratori in piazza: l'UE non è riformabile, su voxkomm.noblogs.org, 21 giugno 2018. URL consultato il 25 gennaio 2019 (archiviato il 21 aprile 2019).
  6. ^ Intervento di Marco Rizzo ad Atene, su La Riscossa, 23 maggio 2019. URL consultato il 25 ottobre 2019.
  7. ^ Federico Gonzato, Un programma di lotta per le elezioni: Marco Rizzo (PC) in esclusiva per TP, su termometropolitico.it, 3 febbraio 2018. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato il 12 giugno 2018).
  8. ^ a b c Marco Rizzo, A Bruxelles per l'Internazionale comunista. Nasce l'iniziativa dei partiti comunisti e operai d'Europa, su The Huffington Post, 4 ottobre 2013. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato il 12 giugno 2018).
  9. ^ a b c 'A revolutionary Party towards the ultimate goal', su icp.sol.org.tr, 19 novembre 2017. URL consultato il 23 febbraio 2019 (archiviato il 23 febbraio 2019).
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  11. ^ "Informazioni", di Marco Rizzo
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  13. ^ a b La Cosa Rossa? Sinistra e Arcobaleno, su corriere.it. URL consultato il 22 febbraio 2019 (archiviato il 1º luglio 2017).
  14. ^ Welfare, al via il referendum. Damiano apre su precari e lavori usuranti, su repubblica.it, 8 ottobre 2007. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato il 14 giugno 2018).
  15. ^ Welfare, Prodi: "Nessuna modifica". Tutti i sindacati contro Rizzo, su repubblica.it, 9 ottobre 2007. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato il 14 giugno 2018).
  16. ^ a b c Archivio storico delle elezioni, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 25 maggio 2020 (archiviato il 1º marzo 2020).
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  18. ^ La Rinascita della sinistra n. 24/2009 (PDF), su quipunet, 24 settembre 2009. URL consultato il 24 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2012).
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  20. ^ Rizzo espulso dai Comunisti Italiani a causa del piduista Valori, su archivio.senzasoste.it, 25 giugno 2009. URL consultato il 26 ottobre 2018 (archiviato il 14 giugno 2018).
  21. ^ Sinistra Popolare, su proletaria.it, 3 luglio 2009. URL consultato il 2 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2010).
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  23. ^ a b Intervento conclusivo del Segretario Marco Rizzo, su resistenze.org, 7 novembre 2010. URL consultato il 25 gennaio 2019 (archiviato il 26 gennaio 2019).
  24. ^ Administrator, L'ottimo esempio del KKE, su www.marx21.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  25. ^ Atene chiama, Roma risponde, su www.comunistisp.it. URL consultato il 3 maggio 2020 (archiviato il 30 maggio 2016).
  26. ^ Kataweb.it - Blog - Notizie » Blog Archive » ATENE CHIAMA ROMA RISPONDE !, su notimaz.blog.kataweb.it. URL consultato il 3 maggio 2020 (archiviato il 10 maggio 2010).
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  30. ^ Elezioni politiche italiane del 2013, Ministero dell'Interno. URL consultato il 3 maggio 2020 (archiviato il 4 ottobre 2017).
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