Internazionalismo

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L'internazionalismo è un'ideologia politica, nata nel XIX secolo, che auspica una maggiore cooperazione politica ed economica tra le nazioni per il loro mutuo beneficio. Si distingue in: 1) un internazionalismo proletario 2) internazionalismo liberale.

Internazionalismo proletario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Internazionalismo proletario.

L'Internazionalismo proletario o socialista è una teoria poggiante sulle basi del socialismo utopistico ed evolutasi successivamente sulle parole d'ordine del Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels edito nel 1848, il cui concetto base consiste nel fatto che i membri della classe operaia debbano agire in solidarietà verso la rivoluzione globale e in supporto dei lavoratori degli altri paesi, piuttosto che seguire soltanto un percorso nazionale. L'internazionalismo proletario è riassunto nello slogan: Proletari di tutti i paesi, unitevi!, l'ultima riga de Il Manifesto del Partito Comunista. L'internazionalismo proletario è considerato un deterrente contro la guerre tra nazioni, poiché non è nell'interesse delle persone di classe proletaria imbracciare le armi tra loro, invece è più utile che lo facciano contro la borghesia che il marxismo afferma opprima i lavoratori. Mediante la solidarietà fra i proletari di tutte le nazioni si potrà arrivare alla fine dei conflitti fra nazioni, e quindi alla scomparsa delle stesse come stati nazionali (in base alla nota teoria marxiana dell'estinzione dello stato). Secondo la teoria marxista l'avversario dell'internazionalismo proletario è il nazionalismo borghese: in sintesi l'internazionalismo marxista considera la divisione del mondo in classi, e nazioni e religioni un ostacolo allo sviluppo della civiltà umana. L'internazionalismo entrerà a far parte di molte teorie comuniste poggianti su base socialista, così come nell'anarchismo, e verrà in termini pratici osteggiato dalle teorie del socialismo reale, come nello stalinismo, in qualche modo di stampo non internazionalista, ma nazionalista e panslavista.

Internazionalismo liberale[modifica | modifica wikitesto]

L'internazionalismo liberale, in forte contrapposizione con l'internazionalismo proletario, è caratterizzato dall'idea della reciproca collaborazione fra le nazioni per la loro convivenza pacifica. Con questo intento nel XX secolo, dopo le due guerre mondiali, sorsero gli organismi internazionali, nati per mantenere la pace ed il rispetto di norme comuni in tutto il mondo. Un antesignano importante dell'internazionalismo liberale è considerato il famoso trattato "Per la pace perpetua" (1795), in cui il filosofo Immanuel Kant auspica una fattiva collaborazione fra i vari stati europei per eliminare le guerre. Questa unione non è però considerata come una confederazione di stati che formino uno stato unitario (come invece la Svizzera e gli Stati Uniti d'America), ma è ritenuta sempre revocabile. Questa "sorta di unità nella diversità" deve peraltro mantenere gli stati nazionali."Il sentimento cosmopolitico", tipicamente illuministico, deve cercare di evitare ogni tipo di confllttualità fra gli stati stessi. Kant lumeggia uno stato repubblicano parlamentare (contraddistinto, come in Montesquieu, dalla divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario) in rapporto giuridico con altri stati, allo stesso modo intesi come parlamentari. In ciò Kant è lontano dalla visione nazionalistica dello stato-nazione autarchico "intesa come individuo", come è vagheggiata da Fichte (nello"Stato commerciale chiuso" del 1800 e nei "Discorsi alla nazione tedesca" del 1807-1808) e più tardi da Hegel (nei "Lineamenti di filosofia del diritto" del 1821 e nelle "Lezioni sulla filosofia della storia" pubblicate postume). Con Fichte ed Hegel infatti nascerå il nazionalismo tedesco, che porterà all'unificazione della Germania (negli anni '70 del '800), ma purtroppo getterà le basi del totalitarismo del '900. Pertanto l'internazionalismo liberale, oltre che essere in contrasto con l'internazionalismo proletario, è in contrasto anche con il nazionalismo.

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