Giancarlo Elia Valori

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Giancarlo Elia Valori (Meolo, 27 gennaio 1940) è un dirigente d'azienda italiano, è stato presidente di numerose società tra cui: la Autostrade per l'Italia S.p.A., la società concessionaria che gestisce la rete autostradale italiana, la SME - Società Meridionale di Elettricità, l'UIR - Unione Industriali di Roma. Dal 2006 al 2011 è stato è presidente di Sviluppo Lazio[1], holding di controllo di tutte le società partecipate dalla regione, e dell'impresa edilizia Torno Internazionale S.p.a. Dal 2005 ricopre il ruolo di presidente onorario della Huawei Technologies Italia[2], è poi presidente della holding La Centrale Finanziaria Generale S.p.a.[3] nonché dal 2009 è Presidente della delegazione italiana della Fondazione Abertis[4][5].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Meolo, in provincia di Venezia, il 27 gennaio 1940 da genitori toscani; il padre Marco è compagno di scuola del futuro senatore, Presidente del Consiglio e più volte ministro democristiano Amintore Fanfani. Studia economia e commercio e si trasferisce a Roma. Nel 1965 entra nella RAI prima come consulente e poi come funzionario alle relazioni internazionali. Il fratello, rappresentante dell'Eni in Argentina lo introduce negli ambienti vicini a vari governi sudamericani. Intanto coltiva relazioni con la Curia romana fino ad essere nominato, nel 1963, cameriere di cappa e spada, prima onorificenza di una lunga serie. Valori saprà sfruttare al massimo nella sua carriera successiva, grazie alla sua abilità diplomatica, i suoi contatti con l'estero, con gli ambienti cattolici e anche con la massoneria. Infatti, nonostante la scomunica vaticana per i liberi muratori, si iscrive prima, nel 1965, alla Loggia Romagnosi del Grande Oriente d'Italia, poi, alla loggia P2 di Licio Gelli.[senza fonte]

Nel 1976, è vicedirettore generale di Italstrade e in questo periodo stringe rapporti con personalità dei servizi segreti: Nicola Falde, ufficiale del servizio di sicurezza militare, Giuseppe Santovito, all'epoca comandante del Comiliter di Roma e in seguito direttore del Sismi (entrambi iscritti alla P2, come tanti altri amici e conoscenti di Valori in quel periodo, compreso il giornalista Mino Pecorelli); In un interrogatorio davanti al giudice Rosario Priore, Valori afferma, a proposito dei suoi rapporti con Santovito, "che i servizi potevano avere un ruolo incisivo circa l'apertura economico-commerciale verso i mercati esteri, in particolar modo verso Libia, Iran, Algeria, Arabia Saudita, Turchia (...) Conoscendo i rapporti che il Servizio aveva all'epoca con tutto il mondo arabo, io chiesi al generale Santovito di tenere presente, nell'ambito della legalità e degli interessi dello Stato, la società dell'Italstrade, società a capitale Iri, per eventuali lavori da compiere in quei Paesi."[6]

Nel 1981 scoppia lo scandalo P2 e Valori compare sulle liste di Gelli come membro espulso.

Sempre grazie alla sua rete di contatti internazionale, Valori avrebbe contribuito in modo decisivo alla liberazione di tre ostaggi francesi rapiti nel 1985 in Iran da estremisti islamici e rilasciati nel 1988; Durante un viaggio d'affari in estremo Oriente per conto della RAI, Valori ebbe modo di conoscere il presidente nordcoreano Kim Il Sung, e proprio a lui si rivolse perché si adoperasse a convincere i capi religiosi di Teheran a esercitare la loro influenza sui sequestratori, così da ottenere la liberazione degli ostaggi. Quando, anni dopo le sue responsabilità nella vicenda vennero alla luce, il presidente francese François Mitterrand lo nominò Cavaliere della Legion d'Onore.[senza fonte]

Il 28 dicembre 2007, il giudice Luigi De Magistris, ascoltato dalla procura di Salerno nell'ambito delle vicende del processo "Why Not", afferma che le indagini:

« stavano ricostruendo l'influenza di poteri occulti (...) in meccanismi vitali delle istituzioni repubblicane: in particolare stavo ricostruendo i contatti intrattenuti da Giancarlo Elia Valori, Luigi Bisignani, Franco Bonferroni e altri, e la loro influenza sul mondo bancario ed economico finanziario (...) Giancarlo Elia Valori pareva risultare ai vertici attuali della "massoneria contemporanea" e Valori s'è occupato spesso di lavori pubblici[7] »

L'importanza delle attività internazionali di Valori è dimostrata dall'ampiezza delle sue relazioni politiche e culturali nei confronti di Israele e della Cina. Ricorda la presentazione di un suo scritto: "In segno di ringraziamento per il forte impegno profuso nella costruzione di una giusta pacificazione nel mondo, l'università ebraica di Gerusalemme gli ha affidato la presidenza della “Cattedra della pace e della cooperazione regionale” unitamente alla direzione di uno specifico corso nella facoltà di Giurisprudenza, aperto a studenti ebrei e arabi, mentre la Università di Pechino, il prestigioso ateneo per i futuri dirigenti cinesi, lo ha nominato titolare della “Cattedra per la pace, la sicurezza e lo sviluppo internazionale”[8].

La vicinanza di Valori in particolare allo Stato di Israele è ben noto, come dimostra il fatto che nel dicembre 2008, come presidente dell'associazione Israele 60, in un comunicato emesso nell'imminenza dell'operazione Cast Lead, l'attacco da parte delle forze armate israeliane contro la cosiddetta "Striscia di Gaza", Valori esprimeva la solidarietà al popolo ebraico e confermava la ferma condanna alle azioni terroristiche di Hamas[9].

Nel 2012 ha pubblicato sulla rivista della Massoneria Italia Hiram due lunghi contributi intitolati "Le Società dello Spirito" auspicando una risposta unitaria da parte delle maggiori istituzioni "spirituali" (Chiesa Cattolica, massoneria, ebraismo, Islam) davanti ad un cambiamento epocale che appare imminente: un approccio di tipo noachistico non nuovo al suo percorso politico e culturale.[senza fonte]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Anni 90 - La sfida di fine secolo - (1993 - Mondadori Editore)
  • La democrazia degli altri - (1993 - Newton Compton Editore)
  • SME - 95 anni di presenza nella storia d'Italia (1994)
  • Le privatizzazioni in Italia - Contributi ad un dibattito (1994)
  • Il gigante David - Ben Gurion tra mito e realtà (1995 - Rizzoli Editore)
  • La pace difficile - angosce e speranze in medio oriente (1997 - Sperling & Kupfer Editore)
  • Quattro scritti sulla pace nel mondo (1998 - “Stagioni d'Italia”)
  • La privatizzazione delle aziende dei pubblici servizi (1998 - “Stagioni d'Italia”)
  • Il mediterraneo del terzo millennio (2000 - “Stagioni d'Italia”)
  • Un albero per una vita (2001 - Rizzoli Editore)
  • I giusti in tempi ingiusti (2005 - Rizzoli Editore)
  • Geopolitica dello spazio (2006 - Rizzoli Editore)
  • "Le Società dello Spirito", in Hiram, 2012, n. 1 (pp. 16-52) e n. 2 (pp. 23-41).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 24 agosto 1977[10]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 30 luglio 1991[11]
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 1º giugno 2001[11]
Ufficiale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d'onore
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del merito di San Lodovico (Casa di Borbone-Parma) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine del merito di San Lodovico (Casa di Borbone-Parma)
— 10 marzo 2000
Cavaliere di gran croce al merito melitense - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce al merito melitense

Note[modifica | modifica wikitesto]

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