Privatizzazioni in Italia

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Privatizzazione.

Le privatizzazioni in Italia sono iniziate a partire dagli anni novanta del XX secolo. Dal punto di vista politico, politiche economiche di privatizzazione sono maggiormente favorite da governi di orientamento di destra o centro-destra.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'affermazione delle teorie neoliberiste alla fine degli anni Ottanta trovò un pubblico riconoscimento nel Washington consensus e nelle successive iniziative per ridurre il peso dello Stato in economia in tutti i maggiori Paesi industrializzati. Una ricaduta non secondaria di tali iniziative - nate per riportare al mercato privato importanti asset industriali pubblici - era però anche di eliminare la specificità pubblicistica dei contratti di lavoro con le amministrazioni pubbliche e con le società partecipate dallo Stato.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Privatizzazione del diritto del lavoro pubblico in Italia.

La prospettiva delle privatizzazioni in Italia fu discussa a bordo dello Yacht reale Britannia, il 2 giugno 1992[2].

Nel 1993 avviene la privatizzazione del gruppo SME[3][4], azienda pubblica controllata dall'IRI con una quota del 64%. Nel luglio 1993, con la prima tranche della privatizzazione, relativa al settore surgelati e a quello dolciario del gruppo SME, il gruppo svizzero Nestlé acquisisce i marchi Motta, Alemagna, La Cremeria, Antica Gelateria del Corso, Maxicono, Surgela, Marefresco, La Valle degli Orti, Voglia di pizza, Oggi in Tavola.

Nel periodo dal 1991 al 2001 molte aziende sono state privatizzate[5], tra le quali l'ENI[6], di cui Goldman Sachs acquisì l'intero patrimonio immobiliare, e quelle controllate dall'IRI, tra cui la SME (agroalimentare). Tra gli altri avvenimenti da ricordare poi ci sono la Liberalizzazione del mercato del gas e dal punto di vista non prettamente economico, durante gli anni novanta la privatizzazione del diritto del lavoro pubblico in Italia.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Decreto Bersani (1999), Decreto Bersani-Visco e Decreto Bersani (2007).

Le privatizzazioni furono realizzate tramite opportuni decreti che cambiavano la forma societaria delle aziende statali. In particolare:

L'analisi della Corte dei Conti del 2010[modifica | modifica wikitesto]

Con un documento pubblicato il 10 febbraio 2010[7], ormai ultimata la stagione delle privatizzazioni che prese il via quasi 20 anni prima, la Corte dei Conti ha reso pubblico uno studio nel quale elabora la propria analisi sull'efficacia dei provvedimenti adottati.

Il giudizio, che rimane neutrale, segnala sì un recupero di redditività da parte delle aziende passate sotto il controllo privato; un recupero che, tuttavia, non è dovuto alla ricerca di maggiore efficienza quanto piuttosto all'incremento delle tariffe di energia, autostrade, banche, ecc. ben al di sopra dei livelli di altri paesi europei. A questo aumento, inoltre, non avrebbe fatto seguito alcun progetto di investimento volto a migliorare i servizi offerti.[8]

Più secco è invece il giudizio sulle procedure di privatizzazione, che:[9]

« evidenzia una serie di importanti criticità, che vanno dall'elevato livello dei costi sostenuti e dal loro incerto monitoraggio, alla scarsa trasparenza connaturata ad alcune delle procedure utilizzate in una serie di operazioni, dalla scarsa chiarezza del quadro della ripartizione delle responsabilità fra amministrazione, contractors ed organismi di consulenza al non sempre immediato impiego dei proventi nella riduzione del debito »

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Saraceno, Partecipazioni statali, in Enciclopedia del diritto, Milano, Giuffrè, 1982 43-66.
  • Nico Perrone, Il dissesto programmato. Le partecipazioni statali, Bari, Dedalo Libri, 1991 ISBN 88-220-6115-2
  • Giovanni Zanetti e Gianluigi Alzona, Capire le privatizzazioni, Bologna, Il Mulino, 1998.
  • Sergio De Nardis, Le privatizzazioni italiane, ricerca del Centro Studi Confindustria, Bologna, 2000
  • Nico Perrone, Il segno della DC. L'Italia dalla sconfitta al G-7, Bari, Dedalo Libri, 2002 ISBN 88-220-6253-1
  • Nico Perrone, Economia pubblica rimossa, in Studi in onore di Luca Buttaro, vol. V, pp. 241-289, Milano, Giuffrè, 2002 ISBN 88-14-10088-8
  • Florian Mayer, Vom Niedergang des unternehmerisch tätigen Staates: Privatisierungspolitik in Großbritannien, Frankreich, Italien und Deutschland, VS Verlag, Wiesbaden, 2006
  • Emilio Barucci e Federico Pierobon, Le privatizzazioni in Italia, Roma, Carocci, 2007
  • Sabino Cassese, I controlli pubblici sulle privatizzazioni, in “Giornale di diritto amministrativo”, 2001, n. 8, pp. 855-858.
  • Graziano Pestoni, Privatizzazioni, Il monopolio del mercato e le sue conseguenze, co-edizione Fondazione Pellegrini Canevascini, Sindacato svizzero dei servizi pubblici, Lugano, 2013, ISBN 978-88-88146-11-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]