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Acropoli di Atene

Coordinate: 37°58′18″N 23°43′34″E
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Acropoli di Atene
Vista panoramica dell'acropoli di Atene
CiviltàAntica Grecia
EpocaVI secolo a.C
Localizzazione
StatoGrecia (bandiera) Grecia
PeriferiaAtene
Altitudine156[1] m s.l.m.
Dimensioni
Superficie30 400[1] 
Larghezza170 m[1]
Lunghezza350 m[1]
Amministrazione
PatrimonioAtene
Visitabile
Visitatori3 105 604 (2018)
Sito webwww.acropolisofathens.gr/
Mappa di localizzazione
Map
 Bene protetto dall'UNESCO
Acropoli di Atene
 Patrimonio dell'umanità
TipoCulturali
Criterio(i) (ii) (iii) (iv) (vi)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1987
Scheda UNESCO(EN) Acropolis, Athens
(FR) Acropole d'Athènes

L'acropoli di Atene è un'antica rocca situata su uno sperone roccioso che domina la città di Atene e conserva i resti di numerosi edifici di grande rilevanza architettonica e storica, tra cui il Partenone.[2] L'altura raggiunge i 156 m s.l.m.; la sommità forma un pianoro quasi pianeggiante di circa 170×350 m, con pendii ripidi su tutti i lati tranne quello occidentale, ed è cinta da poderose mura da oltre 3 300 anni.[2]

Sulla cima si trovano i principali monumenti del complesso classico: i Propilei, il Tempio di Atena Nike, il Partenone e l'Eretteo.[3] Questi edifici furono realizzati in gran parte nel V secolo a.C. nell'ambito del programma edilizio promosso da Pericle.[4][5] In età antica l'Acropoli era detta Cecropia (Κεκροπία), dal leggendario uomo-serpente Cecrope, ritenuto il primo re di Atene.[6][7]

L'Acropoli è iscritta dal 1987 nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.[2] La superficie del sito (bene UNESCO) è di 3,04 ha, mentre la relativa zona cuscinetto misura 116,71 ha.[1]

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'acropoli di Atene.

Le evidenze materiali più antiche attestano l'occupazione della sommità rocciosa almeno dal Neolitico medio (circa 5000–4000 a.C.), mentre ceramiche dell'Età del Bronzo antico e medio rinvenute presso l'Eretteo indicano continuità d'uso dell'Acropoli in età preistorica.[8] In età micenea (XVI–XI secolo a.C.) la sommità fu sede del potere locale e nel XIII secolo a.C. venne rinforzata con una forte fortificazione.[8]

Tra la fine dell'VIII e il VI secolo a.C. l'Acropoli si trasformò progressivamente da centro palaziale a santuario della polis, diventando il principale luogo di culto cittadino di Atena e acquisendo i primi templi monumentali.[9][8] Le strutture arcaiche furono devastate nel 480 a.C. durante le guerre persiane.[8]

Nella seconda metà del V secolo a.C., sotto la guida politica di Pericle e con la direzione di Fidia, il programma edilizio classico trasformò la rocca con la costruzione del Partenone, dei Propilei, dell'Eretteo e del Tempio di Atena Nike.[10]

Nel corso dei secoli successivi i monumenti subirono profonde trasformazioni in età cristiana, franca e durante la dominazione ottomana.[8] Il Partenone fu convertito in chiesa e poi in moschea; nel 1687, durante l'assedio veneziano dell'Acropoli, il tempio fu bombardato e l'esplosione della polveriera ne causò il crollo di gran parte.[11][12] Tra il 1802 e il 1803 Lord Elgin rimosse una parte consistente delle sculture del Partenone, conservate al British Museum.[8]

Nel XIX secolo iniziarono grandi scavi e primi restauri: nel 1852–1853 Charles Ernest Beulé mise in luce la porta fortificata d'età romana che costituisce l'accesso occidentale, la cosiddetta Porta Beulé.[13][14] La porta, fiancheggiata da due torri e inquadrata da una scalinata monumentale, fu costruita nel III secolo circa riutilizzando elementi del monumento coregico di Nicia e venne inglobata nella fortificazione tardoantica.[15][16]

Nel 1865 sulla spianata fu fondato il primo Museo dell'Acropoli per accogliere i rinvenimenti delle grandi campagne di scavo sulla rocca, ampliato poi con un secondo edificio nel 1888.[17] Tra le scoperte più note di fine Ottocento figurano le statue arcaiche delle korai, rinvenute nel 1886 nei cosiddetti "Pozzi delle Korai" a nord-ovest dell'Eretteo, esposte nelle sale arcaiche del moderno Museo dell'Acropoli,[18][19][20] inaugurato ai piedi dell'Acropoli nel 2009. Le grandi campagne di restauro moderno dei monumenti dell'Acropoli sono state avviate nel 1975 e proseguono sotto la supervisione del Comitato per la Conservazione dei Monumenti dell'Acropoli (ESMA) e del Servizio di Restauro dei Monumenti dell'Acropoli (YSMA).[21][22]

Resti archeologici

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L'ingresso all'Acropoli era costituito da un portale monumentale detto Propilei.[23] A sud dell'ingresso, su un bastione al margine sud-occidentale della rocca e sopra l'accesso monumentale, si trova il piccolo Tempio di Atena Nike.[24][25] Sulla sommità dell'Acropoli si trova il tempio di Atena Parthenos (Partenone).[26] A nord del Partenone sorge il tempio noto come Eretteo.[27] Sul pendio meridionale della collina si conservano anche i resti, più volte rimaneggiati in età antica, del Teatro di Dioniso.[28] Poco oltre, sullo stesso versante meridionale, si trova l'Odeo di Erode Attico, divenuto nuovamente sede di spettacoli e con posti a sedere restaurati in età contemporanea.[29][30]

Molti dei reperti antichi sono conservati nel Museo dell'Acropoli, che ospita i materiali dell'Acropoli e delle sue pendici ed è situato sul lato meridionale della rocca, a circa 300 metri a sud-est del Partenone.[31][32]

Pianta del sito

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Planimetria dell'acropoli di Atene con i principali resti archeologici e il percorso del Peripatos (mappa cliccabile per approfondimenti):

Site plan of the Acropolis at AthensStatua di Atena PromachosCalcoteca
  1. Partenone
  2. Antico tempio di Atena Poliàs
  3. Eretteo
  4. Statua di Atena Promachos
  5. Propilei
  6. Tempio di Atena Nike
  7. Santuari di Afrodite Pandemos, Ghe Kourotrophos e Demetra Chloe[33]
  8. Santuario di Artemide Brauronia o Brauroneion
  9. Calcoteca
  10. Pandroseion
  11. Arrephorion
  12. Altare di Atena Poliàs
  13. Santuario di Zeus Polieus
  14. Santuario di Pandion
  15. Odeo di Erode Attico
  16. Stoà di Eumene
  17. Santuario di Asclepio o Asclepieion
  18. Teatro di Dioniso
  19. Odeo di Pericle
  20. Santuario di Dioniso
  21. Fonte micenea[34]
  22. Peripatos
  23. Klepsydra[35]
  24. Grotte di Apollo Hypoakraios, Pan e Zeus Olimpio[36]
  25. Santuario di Afrodite ed Eros[37]
  26. Iscrizione del Peripatos
  27. Grotta di Aglauro (Aglaureion)
  28. Via Panatenaica

Progetto di restauro dell'Acropoli

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Planimetria dell'Arcopoli e delle sue pendici (circa 1928 e 1940). Archivio storico del Touring Club Italiano.
Sedili marmorei con iscrizioni al Teatro di Dioniso
Colonna con capitello di tipo pergameno dalla Stoà di Eumene sul versante meridionale
Monumento coregico di Trasillo sul versante meridionale dell'Acropoli
Il piccolo tempio del santuario di Asclepio sulla pendice meridionale
Portico nord dell'Eretteo
Veduta ravvicinata del Partenone

La protezione, la conservazione, il restauro e la valorizzazione dei monumenti dell'Acropoli di Atene sono realizzati dal Servizio di restauro dei monumenti dell'Acropoli (YSMA), mentre la responsabilità scientifica del progetto fa capo dal 1975 al Comitato per la conservazione dei monumenti dell'Acropoli (ESMA).[38]

Gli interventi presero avvio nel 1975 come operazione di salvataggio per porre rimedio ai gravi problemi strutturali dei monumenti e al rapido degrado delle superfici marmoree, dovuto tra l'altro all'ossidazione degli elementi di ferro impiegati nei restauri precedenti e all'inquinamento atmosferico.[39][38]

Lo YSMA è stato istituito con il decreto presidenziale 97/1999 con il compito di organizzare ed eseguire i lavori di conservazione, restauro e valorizzazione dei monumenti dell'Acropoli.[40]

Il progetto adotta i principi della Carta di Venezia, fondati su reversibilità degli interventi, rispetto del materiale autentico, mantenimento dell'autonomia strutturale dei membri architettonici, limitazione degli interventi allo stretto necessario, trasparenza e documentazione sistematica in tutte le fasi di lavoro.[41][42]

Dal punto di vista metodologico si procede, ove necessario, allo smontaggio delle parti lesionate (anastilosi), alla rimozione degli inserti metallici ossidati e dei cementi dei vecchi restauri, alla ricomposizione dei frammenti e al loro rinserimento con barre e grappe in titanio; le lacune essenziali sono colmate con nuovo marmo pentelico lavorato a misura e i membri sono ricollocati nella posizione originaria o in posizione equivalente quando giustificato dallo stato di conservazione.[41][43][44]

Per evitare ulteriori danni, le sculture originali vengono trasferite al Museo dell'Acropoli e sostituite sui monumenti con copie in pietra artificiale, secondo prassi conservativa adottata dallo YSMA.[44]

Un esteso programma di lavori è stato realizzato tra il 2001 e il 2010, con cofinanziamento dell'Unione Europea e dello Stato greco, comprendendo il Partenone (pronao, opistodomo e lato nord), i Propilei (solai dell'edificio centrale, parete nord e portico orientale) e il restauro del Tempio di Atena Nike; il programma includeva anche interventi di conservazione delle superfici (compreso l'Eretteo), consolidamento e pulitura del fregio occidentale del Partenone, schedatura dei membri sparsi e lavori di consolidamento e conservazione delle mura di cinta dell'Acropoli.[45][38]

Dalla fase avviata nel 2011 rientrano interventi sul Partenone (lato ovest, pareti occidentale e settentrionale della cella), sui Propilei (muro sud dell'edificio centrale e muro meridionale) e nell'area del tempio di Atena Nike (cripta sotterranea e coronamento nord del bastione classico), oltre a conservazione delle superfici, registrazione dei membri sparsi e studi sul comportamento statico-sismico delle fortificazioni della rocca.[45][38]

Nell'ambito della conservazione delle superfici, è stata sviluppata e applicata la pulitura a laser del fregio occidentale del Partenone in collaborazione con l'IESL-FORTH, con rimozione controllata dei depositi e messa in evidenza di dettagli e tracce di colore e di strumenti antichi.[46]

Le attività comprendono inoltre la documentazione sistematica (rilievi, banca dati e archiviazione digitale), la pubblicazione dell'annuario Acropolis Restoration News, iniziative di divulgazione scientifica e programmi educativi per scuole e pubblico.[47] I lavori di restauro dell'Acropoli sono riconosciuti a livello internazionale per l'approccio interdisciplinare, la trasparenza, la ricerca scientifica, la documentazione sistematica e l'applicazione di tecnologie avanzate.[39]

Significato culturale

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Nella tradizione dell'Occidente e del classicismo l'Acropoli di Atene è considerata un simbolo universale dello spirito e della cultura classica, riconosciuto come bene Patrimonio dell'umanità dal 1987 sui criteri i, ii, iii, iv e vi.[48]

Ogni quattro anni si celebravano le Panatenee maggiori, con una grande processione lungo la Via Panatenaica che culminava sull'Acropoli; la processione è generalmente identificata con il soggetto del fregio del Partenone.[49][50] Meta della processione era il tempio di Atena Polias, dove veniva offerto il peplo panatenaico destinato ad adornare l'antica statua di culto della dea.[51][52] Il gesto dell'offerta del peplo è evocato anche nel fregio occidentale del Partenone, dove il corteo panatenaico è raffigurato in più registri e culmina nei gesti rituali presso i santuari dell'Acropoli.[53]

Molti reperti provenienti dall'Acropoli e dalle sue pendici sono conservati ed esposti nel Museo dell'Acropoli di Atene, museo tematico che accoglie esclusivamente i ritrovamenti dell'Acropoli e culmina nella Galleria del Partenone.[54][55][31]

Il rilievo dell'Acropoli è costituito da due principali unità litostratigrafiche: alla base gli "scisti di Atene", depositi flyschoidi di età compresa tra il Maastrichtiano e l'Eocene con sedimenti originariamente deposti circa 72 milioni di anni fa; al di sopra, un banco di calcari cenomanianoturoniani (spessore massimo ~40 m) più antico di circa 30 milioni di anni rispetto allo scisto sottostante.[56]

Forze tettoniche compressive hanno spinto il calcare dell'Acropoli sopra gli scisti di Atene formando una «falda» o «klippe»; l'erosione di tale falda ha isolato il rilievo attuale e ha generato anche altri colli dell'area urbana (ad es. Licabetto, Areopago, collina del Museo/Pnice).[57][58] Al contatto tra calcare permeabile e scisti argillosi si sviluppano sorgenti e cavità carsiche, particolarmente evidenti sui fianchi settentrionali e meridionali del colle.[57]

I marmi impiegati nei grandi cantieri classici (tra cui quelli del Partenone) provengono dai giacimenti del Monte Pentelico.[57]

Instabilità geologica

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La natura litologica e le discontinuità della massa rocciosa rendono i fronti acclivi dell'Acropoli suscettibili a fenomeni di instabilità locale (distacchi, crolli), fronteggiati nel tempo con interventi di protezione e prevenzione.[59] Tra le misure adottate vi sono: muri di contenimento con drenaggi alla base dei versanti, chiodature e bullonature sistematiche dei blocchi sporgenti, iniezioni e riempimenti di giunti per ridurre l'infiltrazione delle acque meteoriche, nonché un sistema di drenaggio sul pianoro sommitale volto a limitare il deflusso verso i fianchi del colle.[60]

  1. 1 2 3 4 5 (EN) Acropolis, Athens, su UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 16 ottobre 2025.
  2. 1 2 3 (EN) Acropolis, Athens, su UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  3. (EN) The Acropolis Monuments, su Acropolis Museum. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  4. (EN) The Propylaia, su Acropolis Museum. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  5. (EN) The Erechtheion, su Acropolis Museum. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  6. (EN) Thucydides, Thucydides, History of the Peloponnesian War, II 15, 3 (testo greco con traduzione inglese), su Perseus Digital Library – Scaife Viewer. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  7. (EN) Apollodorus, Apollodorus, Library, 3.14.1 (trad. J. G. Frazer), su ToposText (Aikaterini Laskaridis Foundation). URL consultato il 18 ottobre 2025.
  8. 1 2 3 4 5 6 (EN) The Acropolis of Athens (PDF), su ODAP – Hellenic Republic, Ministry of Culture and Sports, 2019.
  9. (EN) The Acropolis transformed into a sacred space, su Acropolis Museum.
  10. (EN) Acropolis, Athens, su UNESCO World Heritage Centre.
  11. (EN) Parthenon, su Hellenic Ministry of Culture and Sports.
  12. (EN) The Parthenon sculptures, su British Museum.
  13. (FR) La porte Beulé et le prix de poésie de 1854, su Persée.
  14. (EN) Acropolis of Athens, su Hellenic Ministry of Culture and Sports.
  15. (EN) Beule Gate, su Hellenic Ministry of Culture and Sports.
  16. (EN) The institution of sponsorship – from ancient to modern times, su University of Bergen, 2019.
  17. (EN) Museum history, su Acropolis Museum.
  18. (EN) Statue of a Kore (Acr. 672), su Acropolis Museum.
  19. (EN) Statue of a Kore. The "Peplos Kore", su Acropolis Museum.
  20. (EN) Statue of a Kore (Acr. 682), su Acropolis Museum.
  21. (EN) The Acropolis Restoration Project, su Hellenic Ministry of Culture and Sports.
  22. (EN) The Restoration of the Monuments of the Athenian Acropolis (PDF), su YSMA – Acropolis Restoration Service.
  23. (EN) The Propylaia, su Acropolis Museum, Acropolis Museum. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  24. (EN) The Temple of Athena Nike, su Acropolis Museum, Acropolis Museum. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  25. (EN) Temple of Athena Nike, su Acropolis Museum, Acropolis Museum. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  26. (EN) Parthenon, su Ministry of Culture and Sports – Odysseus, Hellenic Ministry of Culture and Sports. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  27. (EN) Erechtheion, su Ministry of Culture and Sports – Odysseus, Hellenic Ministry of Culture and Sports. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  28. (EN) Theatre of Dionysos, su Ministry of Culture and Sports – Odysseus, Hellenic Ministry of Culture and Sports. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  29. (EN) Odeon of Herodes Atticus, su Athens Epidaurus Festival, Hellenic Festival S.A.. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  30. Remy Wenmaekers, Bareld Nicolai; Niels Hoekstra; Constant Hak, Stage acoustics measured in the Odeon of Herodes Atticus and the theatre of Argos, in Proceedings of the 23rd International Congress on Sound & Vibration (ICSV23), Athens, 2016, p. 2.
  31. 1 2 (EN) Explore the collections, su Acropolis Museum – Official website. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  32. (EN) The Museum Building, su Acropolis Museum, Acropolis Museum. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  33. Greco, 2010, pp. 190, 192 e tav. 1
  34. (EN) Mycenaean Fountain, su odysseus.culture.gr. URL consultato il 3 maggio 2018.
  35. (EN) North slope of Acropolis, su odysseus.culture.gr. URL consultato il 3 maggio 2018.
  36. (EN) Caves of Apollo Hypoakraios, Pan and Zeus Olympios, su odysseus.culture.gr. URL consultato il 3 maggio 2018.
  37. (EN) Sanctuary of Aphrodite and Eros, su odysseus.culture.gr. URL consultato il 3 maggio 2018.
  38. 1 2 3 4 (EN) The Acropolis Restoration Project, su Hellenic Ministry of Culture and Sports, Ministry of Culture and Sports (Greece). URL consultato il 18 ottobre 2025.
  39. 1 2 (EN) Acropolis Restoration Service, The Restoration of the Monuments of the Athenian Acropolis (PDF), Atene, YSMA – Ministry of Culture and Tourism, 2011, p. 5.
  40. (EN) Acropolis Restoration Service (YSMA), su Hellenic Ministry of Culture and Sports. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  41. 1 2 (EN) Acropolis Restoration Service, The Restoration of the Monuments of the Athenian Acropolis (PDF), Atene, YSMA – Ministry of Culture and Tourism, 2011, p. 12.
  42. (EN) Principles of interventions, su YSMA – Acropolis Restoration Service. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  43. (EN) Restoration, su YSMA – Acropolis Restoration Service. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  44. 1 2 (EN) The Restoration of the Acropolis Monuments (brochure) (PDF), su YSMA – Acropolis Restoration Service. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  45. 1 2 (EN) Acropolis Restoration Service, The Restoration of the Monuments of the Athenian Acropolis (PDF), Atene, YSMA – Ministry of Culture and Tourism, 2011, p. 10.
  46. (EN) E. Papakonstantinou, A. Panou; K. Franzikinaki; A. Tsimereki; G. Frantzi, The Surface Conservation Project of the Acropolis Monuments: Studies and Interventions (PDF), in XXI International CIPA Symposium, Athens 2007, 2007, pp. 1–3.
  47. (EN) Acropolis Restoration Service, The Restoration of the Monuments of the Athenian Acropolis (PDF), Atene, YSMA – Ministry of Culture and Tourism, 2011, p. 54.
  48. (EN) Acropolis, Athens, su UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  49. (EN) Panathenaea, su Encyclopaedia Britannica. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  50. (EN) The frieze, su Acropolis Museum – Official website. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  51. (EN) Parthenon. West frieze. Block 16 (XVI), su Acropolis Museum – Official website. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  52. (EN) The buildings (Archaic Acropolis Gallery), su Acropolis Museum – Official website. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  53. (EN) The Parthenon Sculptures, su The British Museum. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  54. (EN) Home – Acropolis Museum, su Acropolis Museum – Official website. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  55. (EN) Exhibition areas, su Acropolis Museum – Official website. URL consultato il 18 ottobre 2025.
  56. Drinia, 2022, pp. 6–8
  57. 1 2 3 Drinia, 2022, p. 8
  58. Regueiro, 2014, p. 49
  59. Regueiro, 2014, pp. 47–50
  60. Christaras, 2003, p. 3
  • (EN) Basile Christaras, The Acropolis of Athens Hill: Evaluation of the Rockfall Hazard (PDF), in Technical Chamber of Greece (TEE), IAEG 2003 Conference, 2003.
  • (EN) Hara Drinia, Fani Tripolitsiotou; Theodora Cheila; George Zafeiropoulos, 330, in The Geosites of the Sacred Rock of Acropolis (UNESCO World Heritage, Athens, Greece): Cultural and Geological Heritage Integrated, Geosciences, vol. 12, n. 9, 2022, DOI:10.3390/geosciences12090330.
  • (EN) Jeffrey M. Hurwit, The Athenian Acropolis: History, Mythology, and Archaeology from the Neolithic Era to the Present, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, ISBN 9780521417860.
  • Emanuele Greco (a cura di), Topografia di Atene. Sviluppo urbano e monumenti dalle origini al III secolo d.C., tomo 1: Acropoli – Areopago – Tra Acropoli e Pnice, Paestum, Pandemos / Scuola Archeologica Italiana di Atene, 2010, ISBN 9788887744439.
  • (EN) Manuel Regueiro, Michael Stamatakis; Konstantinos Laskaridis, The geology of the Acropolis (Athens, Greece) (PDF), in European Geologist, n. 38, 2014, pp. 45–51.

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