Porta Beulé

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Porta Beulé
Propylaea and Temple of Athena Nike at the Acropolis (Pierer).jpg
Disegno con una ricostruzione della porta Beulé; sullo sfondo i Propilei.
CiviltàAntica Grecia
Utilizzoporta fortificata
EpocaIII secolo
Localizzazione
StatoGrecia Grecia
PeriferiaAtene
Dimensioni
Altezza9 m
Scavi
Data scoperta1852-1853
ArcheologoCharles Ernest Beulé
Amministrazione
PatrimonioAcropoli di Atene
Mappa di localizzazione

Coordinate: 37°58′17.4″N 23°43′28.56″E / 37.9715°N 23.7246°E37.9715; 23.7246

La porta Beulé è una porta fortificata, costruita dai Romani nel III secolo, che fornisce l'accesso principale ai Propilei e al complesso dell'Acropoli di Atene. Prende il nome dallo scopritore ottocentesco, Charles Ernest Beulé.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio dell'ingresso
La porta Beulé riutilizza elementi del monumento coregico di Nicia (trabeazione con triglifi)

La porta si colloca ai piedi della grande scalinata che, al tempo dei Romani, conduceva ai Propilei. Il nome di questa porta fortificata deriva da quello dell'archeologo francese Charles Ernest Beulé che la scoprì nel 1852-1853 sotto le mura di un bastione turco, assieme alla grande scalinata dei Propilei.[1]

Fu costruita nel III secolo, in parte con dei blocchi di pietra di reimpiego provenienti dal monumento coregico di Nicia, come si può vedere dagli elementi decorativi sulla faccia esterna. L'accesso, in asse con i Propilei e largo 1,89 m,[2] era fiancheggiato da due torrioni quadrangolari alti 9 m. Il committente fu il magistrato romano Flavio Settimio Marcellino.[3][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jacques Lucan, Composition, non-composition: architecture et théories, XIXe-XXe siècles, PPUR presses polytechniques, 2009, p. 107, ISBN 978-2-88074-789-3.
  2. ^ AAVV, Il giro del mondo, giornale di viaggi, geografia e costumi, 1867, pp. 332–333.
  3. ^ Enrico Bergonzi, Grecia - Guide Verdi Europa, Touring Editore, 2006, p. 68, ISBN 978-88-365-1788-6.
  4. ^ Giovanni Francesco Pivati, Nuovo dizionario scientifico e curioso sacro-profano, Milocco, 1746, pp. 60–61.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]