Partito Comunista della Federazione Russa

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Partito Comunista della Federazione Russa
Коммунистическая Партия Российской Федерации
КПРФ Logo.png
Leader Gennadij Zjuganov
Stato Russia Russia
Fondazione 14 febbraio 1993
Sede Mosca
Ideologia Comunismo
Marxismo-Leninismo,
Neostalinismo,
Nazionalismo di sinistra
Collocazione Sinistra
Affiliazione internazionale Unione dei Partiti Comunisti - Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Seggi Duma
92 / 450
Seggi Consiglio Federale
460 / 3787
Testata Pravda
Organizzazione giovanile Komsomol Leninista della Federazione Russa
Iscritti 184.181[1] (2011)
Colori Rosso
Sito web kprf.ru

Il Partito Comunista della Federazione Russa (in russo: Коммунистическая Партия Российской Федерации, КПРФ[?], Kommunistìčeskaja Pàrtija Rossìjskoj Federàcii, KPRF) è un partito politico russo. Anche se taluni lo indicano come successore del PCUS (Partito Comunista dell'Unione Sovietica) e del Partito Comunista della Repubblica Socialista Sovietica Russa, non è loro legalmente correlato. Il partito fa costante richiamo al patriottismo russo oltre che al comunismo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Manifestazione del KPRF, 1º maggio 2009

Il KPRF nacque nel 1993, principalmente per opera di Gennadij Andreevič Zjuganov, affermatosi in quegli anni come uno dei maggiori critici di Boris El'cin. Tuttavia, esso ricevette il contributo eterogeneo da parte di numerose personalità, tra cui spicca il filosofo Aleksandr Dugin, capofila del neoeurasiatismo: il suo apporto è stato fondamentale per la formazione d'una identità patriottica in seno al KPRF, e per diffondere lo studio della geopolitica tra i suoi quadri. Non a caso, il KPRF ha conquistato le simpatie anche d'un ex dissidente sovietico come Aleksandr Zinov'ev.

Nel 1993 il KPRF affrontò la sua prima prova elettorale, le elezioni legislative, ottenendo il 10,7% dei suffragi (terzo partito), pari a 48 seggi. Nel 1995 il rinnovo della Duma fece segnare un exploit storico per il KPRF: primo classificato (con più del doppio dei voti ottenuti dal secondo partito), il 22,3% dei voti ed il 34,9% dei seggi (157).

L'anno seguente il KPRF appoggiò la candidatura presidenziale di Gennadij Zjuganov, votato da 24.211.686 elettori (32%) al primo turno, a poca distanza dal presidente uscente Boris El'cin, ma da questi battuto in maniera abbastanza netta al ballottaggio: 53,8% contro 40,3%. Le Elezioni parlamentari russe del 1999 fecero segnare il picco massimo del KPRF, confermatosi primo partito col 24,29% dei voti (ma solo 90 seggi in virtù della mutata legge elettorale). L'anno seguente, tuttavia, Gennadij Zjuganov non riuscì a portare al ballottaggio delle elezioni presidenziali il suo nuovo rivale, Vladimir Putin. Il presidente del KPRF ottenne infatti 21.928.468 voti, pari al 29.21%.

La popolarità di Putin e la nascita di un nuovo partito "del potere", Edinaja Rossija ("Russia Unita") hanno interrotto la sorprendente cavalcata in avanti del KPRF, avviandolo anzi verso un rapido declino: alle elezioni legislative del 2003 il KPRF ha perduto la prima posizione, ma cosa ben più grave solo 7.647.820 elettori (il 12,61%) hanno scelto di votarlo. Tendenza negativa confermata l'anno successivo dalla elezioni presidenziali, in occasione delle quali il KPRF aveva deciso di puntare sul candidato del Partito Agrario di Russia Nikolaj Charitonov, votato da 9.440.860 elettori (il 13,7%). Il calo dei consensi, tuttavia, è stato interpretato dal KPRF come effetto della repressione governativa: Gennadij Zjuganov, presidente del partito, ha definito le Elezioni parlamentari russe del 2003 uno "spettacolo rivoltante".

Il 2 marzo 2008 il KPRF si riprende dalle deludenti prestazioni elettorali precedenti conquistando il 18% dei voti alle nuove elezioni presidenziali russe del 2008, risultato positivo rafforzato anche nelle elezioni parlamentari del dicembre 2011, dove il KPRF ottiene il 19,20% dei voti, eleggendo 92 rappresentanti alla Duma.

Nel 2012 Egor Ligačov, già esponente dell'opposizione nel PCUS alla politica di Michail Gorbačëv durante gli ultimi anni dell'Unione Sovietica, critica duramente l'operato di Zjuganov, accusandolo di aver tradito i fondamenti del marxismo-leninismo a favore del nazionalismo borghese[2].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Fino all'estate del 2006 erano presenti in rete due siti ufficiali del Partito Comunista della Federazione Russa di cui uno (http://www.kprf.ru) aveva un dominio nazionale corrispondente all'ex Unione Sovietica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1], Коммунистическая партия Российской Федерации 2011-12-11.
  2. ^ Nezavisimaya Gazeta, В КПРФ обнаружились неотроцкисты, 10 ottobre 2012.

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