Partito Comunista della Federazione Russa

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Partito Comunista della Federazione Russa
(RU) Коммунистическая партия Российской Федерации
КПРФ Logo.svg
SegretarioGennadij Zjuganov
VicesegretarioIvan Melnikov
StatoRussia Russia
SedeMosca
Fondazione14 febbraio 1993
IdeologiaComunismo[1][2]
Marxismo-leninismo[2]
Patriottismo socialista sovietico[3]
Neo-sovietismo
CollocazioneSinistra[1][4]/Estrema sinistra[5][6][7]
Affiliazione internazionaleUnione dei Partiti Comunisti - Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Seggi Duma
43 / 450
(2016)
Seggi Parlamenti regionali
334 / 3928
TestataKomsomol'skaja Pravda
Organizzazione giovanileKomsomol Leninista della Federazione Russa
Iscritti160.000[8]
ColoriRosso
Sito webkprf.ru

Il Partito Comunista della Federazione Russa (in russo: Коммунистическая партия Российской Федерации, КПРФ?, traslitterato: Kommunističeskaja partija Rossijskoj Federacii, KPRF) è un partito politico russo.

Anche se taluni lo indicano come successore del PCUS (Partito Comunista dell'Unione Sovietica) e del Partito Comunista della Repubblica Socialista Sovietica Russa, non è loro legalmente correlato[senza fonte]. Il partito fa costante richiamo al patriottismo russo, oltre che al comunismo[9].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione del KPRF il 1º maggio 2009

Il KPRF nacque nel 1993, principalmente per opera di Gennadij Andreevič Zjuganov, affermatosi in quegli anni come uno dei maggiori critici di Boris El'cin. Tuttavia esso ricevette il contributo eterogeneo da parte di numerose personalità, tra cui spicca il filosofo Aleksandr Dugin, capofila del neoeurasiatismo: il suo apporto è stato fondamentale per la formazione di una identità patriottica in seno al KPRF e per diffondere lo studio della geopolitica tra i suoi quadri. Non a caso il KPRF aveva acquistato le simpatie anche di un ex dissidente sovietico come Aleksandr Zinov'ev[senza fonte].

Nel 1993 il KPRF affrontò anche la sua prima prova elettorale, le elezioni legislative, ottenendo il 12,40% dei suffragi (terzo partito), pari a 42 seggi. Nel 1995 il rinnovo della Duma fece segnare un exploit storico per il KPRF: primo classificato (con più del doppio dei voti ottenuti dal secondo partito), il 22,30% dei voti e il 34,9% dei seggi (157).

L'anno seguente il KPRF appoggiò la candidatura presidenziale di Gennadij Zjuganov, votato da 24.211.686 elettori (32,03%) al primo turno, a poca distanza dal presidente uscente Boris El'cin, ma da questi battuto al ballottaggio (53,82% contro 40,31%), probabilmente a causa di brogli elettorali[10][11]. Le elezioni parlamentari in Russia del 1999 fecero segnare il picco massimo del KPRF, confermatosi primo partito col 24,29% dei voti (ma 113 seggi in virtù della mutata legge elettorale). Tuttavia l'anno seguente Gennadij Zjuganov non riuscì a portare al ballottaggio delle elezioni presidenziali il suo nuovo rivale, Vladimir Putin. Il presidente del KPRF ottenne infatti 21.928.468 voti, pari al 29.48%.

La popolarità di Putin e la nascita di un nuovo partito "del potere", Edinaja Rossija ("Russia Unita") hanno interrotto la sorprendente cavalcata in avanti del KPRF, avviandolo anzi verso un rapido declino: alle elezioni legislative del 2003 il KPRF ha perduto la prima posizione, ma cosa ben più grave solo 7.647.820 elettori (il 12,61%) hanno scelto di votarlo. Tendenza negativa confermata l'anno successivo dalla elezioni presidenziali, in occasione delle quali il KPRF aveva deciso di puntare sul candidato del Partito Agrario di Russia Nikolaj Charitonov, votato da 9.513.313 elettori (il 13,69%). Il calo dei consensi è stato tuttavia interpretato dal KPRF come effetto della repressione governativa: Gennadij Zjuganov, presidente del partito, ha definito le Elezioni parlamentari in Russia del 2003 uno "spettacolo rivoltante"[senza fonte].

Il 2 marzo 2008 il KPRF si riprende dalle deludenti prestazioni elettorali precedenti conquistando il 17,72% dei voti alle nuove elezioni presidenziali in Russia del 2008, risultato positivo rafforzato anche nelle elezioni parlamentari del dicembre 2011, dove il KPRF ottiene il 19,20% dei voti, eleggendo 92 rappresentanti alla Duma.

Nel 2012 Egor Ligačov e da Nina Aleksandrovna Andreyeva, segretaria del Partito Comunista dei Bolscevichi, già esponente dell'opposizione nel PCUS alla politica di Michail Gorbačëv durante gli ultimi anni dell'Unione Sovietica, criticò duramente l'operato di Zjuganov, accusandolo di aver tradito i fondamenti del marxismo-leninismo a favore del nazionalismo borghese, e di essere vicino alle posizioni di populismo di destra del partito di Vladimir Putin.[12]

Nel 2013 il partito vince le elezioni locali a Novosibirsk (la terza città più grande del Paese), ma la sua capacità elettorale sembra variare molto in base alla regione analizzata.[13]

Segretari[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 1993 6.666.402 12,40
42 / 450
Parlamentari 1995 15.432.963 22,30
157 / 450
Parlamentari 1999 16.196.024 24,29
113 / 450
Parlamentari 2003 7.647.820 12,61
52 / 450
Parlamentari 2007 8.046.886 11,57
57 / 450
Parlamentari 2011 12.594.232 19,19
92 / 450
Parlamentari 2016 7.019.752 13,34
42 / 450
Elezione Candidato Voti % Esito
Presidenziali 1996 I turno Gennadij Zjuganov 24.211.686 32,03 ❌ Non eletto
II turno 30.104.589 40,31
Presidenziali 2000 I turno Gennadij Zjuganov 21.928.468 29,48 ❌ Non eletto
Presidenziali 2004 I turno Nikolaj Charitonov 9.514.554 13,69 ❌ Non eletto
Presidenziali 2008 I turno Gennadij Zjuganov 13.214.435 17,72 ❌ Non eletto
Presidenziali 2012 I turno Gennadij Zjuganov 12.288.624 17,18 ❌ Non eletto
Presidenziali 2018 I turno Pavel Grudinin 8.879.463 11,77 ❌ Non eletto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bozóki, A and Ishiyama, J (2002). The Communist Successor Parties of Central and Eastern Europe. p. 241.
  2. ^ a b Wolfram Nordsieck, Russia, su parties-and-elections.eu, 2016. URL consultato il 20 August 2018.
  3. ^ Bozóki & Ishiyama, p245
  4. ^ Russia: Economic and Political Overview, Siam Commercial Bank.
  5. ^ (FR) Qui sont les ultranationalistes russes ?, Europe 1, 4 novembre 2013. URL consultato il 24 dicembre 2017.
  6. ^ Far-Left Prepares for Russia's Election: Campaigning Communists Evoke Ghost of Stalin, 18 February 2008. URL consultato il 28 February 2018.
  7. ^ Martin Mccauley, The Rise and Fall of the Soviet Union, Taylor & Francis, 14 gennaio 2014, p. 513, ISBN 978-1-317-86782-1.
  8. ^ Cfr. THE COMMUNIST PARTY OF THE RUSSIAN FEDERATION TODAY, in http://cprf.ru/about-us/, consultato in data 25 febbraio 2019.
  9. ^ «How do we see the essence of the political struggle in the country? In our opinion, the main contradiction is the contradiction between oligarchic capital which has unlawfully grabbed most of the public wealth and the labour of the multinational people of Russia deprived of political and economic power. It has a class and national character. The cleavage runs both between Labour and Capital, and between the interests of the pro-Western “elite” and the country’s national interests. The CPRF believes that its key task is to combine social-class and national-liberation struggle. Such a combination is the key condition for Russia’s transition to socialism» (Political Report of the CPRF Central Committee to the 13th Party Congress, in http://cprf.ru/2008/11/political-report-of-the-cprf-central-committee-to-the-13th-party-congress/).
  10. ^ Cfr. G. Chiesa, Non Eltsin ma Zjuganov vinse le elezioni del 1996: parola di Medvedev, in http://www.marx21.it/index.php/internazionale/area-ex-urss/1142-non-eltsin-ma-zjuganov-vinse-le-elezioni-del-1996-parola-di-medvedev
  11. ^ Cfr. M. Costa, Introduzione a G.A. Zjuganov, La mia Russia, Anteo Edizioni, 2015, pp. 10-11.
  12. ^ Nezavisimaya Gazeta, В КПРФ обнаружились неотроцкисты, 10 ottobre 2012.
  13. ^ Il Partito comunista: opposizione o stampella di Putin?, maggio 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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