Mario Draghi

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Mario Draghi
Mario Draghi 2021 (cropped).jpg
Mario Draghi nel 2021

Presidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 13 febbraio 2021
Capo di Stato Sergio Mattarella
Predecessore Giuseppe Conte
Sito istituzionale

Presidente della Banca centrale europea
Durata mandato 1º novembre 2011 –
31 ottobre 2019
Predecessore Jean-Claude Trichet
Successore Christine Lagarde

Governatore della Banca d'Italia
Durata mandato 16 gennaio 2006 –
31 ottobre 2011
Predecessore Antonio Fazio
Successore Ignazio Visco

Direttore generale del tesoro[1]
Durata mandato 12 aprile 1991 –
23 novembre 2001
Predecessore Mario Sarcinelli
Successore Domenico Siniscalco

Presidente del Forum per la stabilità finanziaria
Durata mandato 2 aprile 2006 –
2 aprile 2009
Predecessore Roger W. Ferguson Jr.
Successore Organo destituito

Presidente del Consiglio per la stabilità finanziaria
Durata mandato 2 aprile 2009 –
4 novembre 2011
Predecessore Organo istituito
Successore Mark Carney

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio
  • Laurea in economia
  • Dottorato di ricerca in economia
Università Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Massachusetts Institute of Technology
Professione Economista, dirigente pubblico e banchiere
Firma Firma di Mario Draghi

Mario Draghi (Roma, 3 settembre 1947) è un economista, accademico, banchiere, dirigente pubblico e politico italiano, dal 13 febbraio 2021 Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.

Formatosi all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e specializzatosi al Massachusetts Institute of Technology, poi professore universitario, durante gli anni novanta è stato direttore generale del Ministero del tesoro.[1] Dopo un breve passaggio alla Goldman Sachs, nel 2005 viene nominato Governatore della Banca d'Italia, divenendo così membro (e poi presidente) del Forum per la stabilità finanziaria (Consiglio per la stabilità finanziaria dal 2009) e del Consiglio Direttivo e del Consiglio Generale della Banca centrale europea, nonché membro del Consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali. È stato Direttore esecutivo per l'Italia della Banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo. È membro del Gruppo dei Trenta.[2]

Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca centrale europea, trovandosi a guidare la BCE durante la crisi del debito sovrano europeo: in tale ambito è diventata nota la sua frase del 2012 Whatever it takes (inglese per «Costi quel che costi»), per indicare che sotto il suo mandato la BCE avrebbe fatto «tutto il necessario» per preservare l'euro.

Il 3 febbraio 2021 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito l'incarico, accettato con riserva, di formare un nuovo esecutivo, in seguito alle dimissioni del governo Conte II.[3][4] Il successivo 13 febbraio ha prestato giuramento assieme ai suoi ministri, dando così inizio al governo Draghi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia, educazione e carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Mario Draghi nasce a Roma nel 1947. Il padre Carlo, padovano, entra in Banca d'Italia per poi passare prima all'IRI di Donato Menichella e infine alla Banca Nazionale del Lavoro. La madre, Gilda Mancini, è farmacista originaria di Monteverde (AV). Mario è il primo di tre fratelli: Andreina è storica dell'arte, mentre Marcello è imprenditore.

All'età di 15 anni Draghi perde il padre, classe 1895, mentre all'età di 19 anni rimane orfano anche della madre[5]. A prendersi cura di lui e dei fratelli sarà una sorella del padre. La sorella Andreina studierà al Liceo Tasso di Roma, Mario e il fratello minore frequenteranno il liceo classico dell'Istituto Massimiliano Massimo di Roma, retto dai gesuiti[6]. Mario ha per compagni di classe Luigi Abete, Gianni De Gennaro,[7] Luca Cordero di Montezemolo e Giancarlo Magalli.[8]

Si laurea in economia nel 1970 presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", con relatore Federico Caffè, con una tesi su "Integrazione economica e variazione dei tassi di cambio"[9] molto critica sul piano di Pierre Werner,[10] in cui sosteneva che, all'epoca (1970), non sussistessero le condizioni per un progetto di una moneta unica europea.[11][12]

Nel 1971 entra al Massachusetts Institute of Technology, su segnalazione di Franco Modigliani, e ha come professore, fra gli altri, Stanley Fischer, futuro governatore della Bank of Israel.[13] Nel 1977 consegue il PhD con la tesi intitolata "Essays on Economic Theory and Applications"[14] sotto la supervisione dello stesso Modigliani e di Robert Solow.

Dal 1975 al 1978 è professore incaricato prima di Politica economica e finanziaria all'Università degli Studi di Trento, poi di Macroeconomia a Padova ed Economia matematica alla Ca' Foscari di Venezia[15][16], quindi di Economia e Politica monetaria e di Economia internazionale alla Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri dell'Università di Firenze ove, dal 1981 al 1991, è professore ordinario di Economia e politica monetaria.[15][16][17] Mario Draghi è membro dal 1998 del Board of Trustees dell'Institute for Advanced Study (Università di Princeton) e, dal 2003, della Brookings Institution. È stato visiting fellow all'Institute of Politics della John F. Kennedy School of Government (Università di Harvard) nel 2001.

Primi incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 Draghi divenne consigliere di Giovanni Goria, ministro del tesoro nel quinto governo Fanfani, su suggerimento del suo predecessore Beniamino Andreatta.[18]

Tra il 1984 e il 1990 è stato Direttore Esecutivo della Banca Mondiale a Washington.

Direttore generale del Ministero del tesoro[modifica | modifica wikitesto]

Mario Draghi nel 1991 con l'allora ministro del tesoro Guido Carli

Nel 1991 in poi Draghi è stato Direttore Generale del Ministero del tesoro[1], dov'era stato chiamato da Guido Carli, ministro del tesoro nei governi Andreotti VI e VII, su suggerimento del governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi. Mantenne questo ruolo per un decennio, venendo confermato da tutti i governi avvicendatisi fino al 2001: Amato I, Ciampi, Berlusconi I, Dini, Prodi I, D'Alema I e II, Amato II e Berlusconi II.

Durante la sua permanenza come direttore generale del Tesoro, Draghi fu tra i principali promotori della privatizzazione di diverse società fino ad allora partecipate in varia misura dallo Stato italiano, come l'IRI, Telecom, Eni, Enel, Comit, Credit e altre.[19]

Nel 1992 Draghi presentò le linee guida delle privatizzazioni tenendo un discorso a numerosi rappresentanti della comunità finanziaria internazionale, radunati per un evento privato a bordo della HMY Britannia, panfilo della famiglia reale britannica[20]. L'intervento, da alcuni giudicato inopportuno, produsse polemiche e fu oggetto di interrogazioni parlamentari.[21]

Il giudizio sulla campagna di privatizzazioni, attuata in ossequio alle teorie economiche maggiormente in auge agli inizi degli anni novanta oltreché ai nuovi vincoli richiesti ai propri Stati membri dalla nascente Unione europea, non è univoco. Secondo alcune stime, lo Stato italiano ne avrebbe ricavato all'incirca 182.000 miliardi di lire, riuscendo a portare il rapporto debito pubblico/PIL dal 125% del 1991 al 115% del 2001. Nel 2008 il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga espresse un parere negativo sul ruolo svolto da Draghi nel processo delle privatizzazioni, dicendosi contrario all'eventualità di vederlo diventare Presidente del Consiglio dopo la fine del governo Prodi II.[22]

Altre attività
Il cortile interno del Palazzo delle Finanze, storica sede del Tesoro[1]

Si occupò anche della liquidazione coatta amministrativa dell'EFIM e delle sue controllate, ente che aveva raggiunto livelli insostenibili di crisi e indebitamento.

Nel 1991 presiedette il comitato di gestione della SACE, avviando la riforma dell'ente e gestendo la sua transizione dopo una fase caratterizzata da indagini e arresti relativi a 'finanziamenti facili', nel corso delle inchieste legate a Mani pulite.[23] Tornò a presiedere la SACE tra il 1998 e il 2001, supervisionandone la trasformazione in ente pubblico economico e poi in società per azioni.[24]

Fu inoltre alla guida della commissione governativa che scrisse la nuova normativa in materia di mercati e finanza, il Testo Unico della Finanza (TUF - Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58), per questa ragione comunemente chiamata Legge Draghi.

Goldman Sachs[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 gennaio 2002 Draghi fu nominato Vice Chairman e Managing Director di Goldman Sachs per guidare le strategie europee dell'istituto dalla sede di Londra; dal 2004 al 2005 è stato membro del Comitato esecutivo del gruppo.[25]

Anni dopo, quando nel 2011 iniziò a circolare il nome di Draghi come possibile Presidente della Banca centrale europea, la sua candidatura fu messa in discussione proprio a causa del periodo trascorso in Goldman Sachs. In particolare, a Draghi veniva rimproverato il coinvolgimento nella vendita di derivati alla Grecia, che le avrebbero permesso di entrare nell'eurozona attraverso l'uso di derivati finanziari e artifici contabili. La vendita, tuttavia, era stata perfezionata nel 2001, dunque prima che Draghi fosse assunto dalla banca d'affari statunitense. Lo stesso Draghi dichiarò di non essere al corrente della vicenda e che quel tipo di accordo non rientrava comunque nelle sue responsabilità.[26]

Governatore della Banca d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Fazio, predecessore di Draghi, costretto alle dimissioni per il coinvolgimento nello scandalo di Bancopoli
Palazzo Koch, sede centrale della Banca d'Italia in via Nazionale a Roma

Il 29 dicembre 2005 il Consiglio dei ministri (costituito dal governo Berlusconi III) nominò Draghi governatore della Banca d'Italia[27], sostituendo Antonio Fazio, costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo di Bancopoli: fu a seguito di questa vicenda che la carica, prima senza limite di mandato, assunse un termine di 6 anni, rinnovabile una sola volta.

Dopo la nomina, Draghi vendette le sue azioni Goldman Sachs e ne affidò il ricavato a un blind trust, un fondo di cui non controlla la gestione.[28][29] Ha fatto confluire gli immobili di proprietà della famiglia nella società senza fini di lucro Serena, costituta il 17 novembre 2007, di cui è socio amministratore assieme alla moglie e le cui quote sono equamente suddivise, ma in nuda proprietà, tra i due figli.[30]

Draghi s'insediò come governatore il 16 gennaio 2006,[31] e rese subito chiara la discontinuità con il suo predecessore: in un discorso dichiarò che non sarebbe mai intervenuto per influenzare operazioni di mercato, neanche laddove la legge gliene conferisse facoltà. Contemporaneamente invitò il sistema bancario italiano a fusioni e aggregazioni, per scongiurare che gli istituti creditizi, tradizionalmente numerosi ma di piccole dimensioni, venissero acquisiti da banche estere. Rinunciò all'assenso preventivo e vincolante della Banca d'Italia per le acquisizioni bancarie e rese possibili fusioni di rilievo storico. Contemporaneamente, si impegnò in due direzioni per la revisione delle regole sui rapporti tra banche e imprese: promosse l'innalzamento dei limiti sia per le partecipazioni in gruppi industriali da parte delle banche, sia per le partecipazioni nelle banche da parte di soggetti non finanziari.

Nei primi diciotto mesi di mandato ebbero luogo fusioni eccellenti: UniCredit con Capitalia, Intesa con Sanpaolo IMI, Banca Popolare di Verona e Novara con il gruppo Banca Popolare di Lodi, Banche Popolari Unite con Banca Lombarda.[32][33] Sul fronte interno, fu alle prese con un difficile piano di riassetto della Banca d'Italia.[34][35]

Alla fine di ogni anno il governatore presentava le sue considerazioni finali, in cui auspicava:

Ha esortato inoltre al dovere di modernizzare la scuola, specialmente nelle 23 considerazioni del 2007[36]. Nel discorso del 2008 mise in evidenza lo scarto produttivo intercorrente tra il Mezzogiorno e l'Italia settentrionale; sempre in quell'anno, criticò la manovra finanziaria presentata dal neo-insediato governo Berlusconi IV, entrando così in polemica con il Ministro dell'economia e delle finanze Giulio Tremonti.[37]

Consiglio per la stabilità finanziaria[modifica | modifica wikitesto]

Dall'aprile del 2006 al 2011 è stato Presidente del Forum per la stabilità finanziaria (dal 2009 Consiglio per la stabilità finanziaria), succedendo allo statunitense Roger W. Ferguson, Vice Chairman of the Board of Governors of the Federal Reserve System.[39]

Come presidente del Forum per la stabilità finanziaria, preparò un rapporto sulle cause delle turbolenze che investirono i mercati mondiali in seguito alla crisi dei subprime statunitensi, indicando anche i rimedi. Nell'aprile 2008 presentò al G7 a Washington il suo piano per migliorare la trasparenza dei mercati finanziari mondiali.[40]

Presidente della Banca centrale europea[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Crisi del debito sovrano europeo e Whatever it takes (Mario Draghi).
Mario Draghi al Forum economico mondiale nel 2013

Draghi era stato menzionato per anni come possibile successore di Jean-Claude Trichet, il cui mandato di presidente della Banca centrale europea sarebbe scaduto nell'ottobre 2011[41]. Il 13 febbraio 2011, Wolfgang Münchau, editore associato del Financial Times, ha approvato Draghi come il miglior candidato per la posizione[42]. Pochi giorni dopo, The Economist scriveva che «il prossimo presidente della seconda banca centrale più importante del mondo dovrebbe essere Mario Draghi»[43]. Draghi ha successivamente ottenuto il sostegno del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la posizione, che ha espresso il desiderio di vedere un italiano assumere un ruolo preminente di politica economica all'interno dell'Unione europea[44].

Il 16 maggio 2011, l'Eurogruppo ufficializzò la candidatura di Draghi alla presidenza della Banca centrale europea[45]. Il vertice di Bruxelles del 16 maggio trovò l'accordo fra i ministri dell'eurozona riguardo alla candidatura, mentre la nomina definitiva avvenne dopo la decisione dei leader al vertice UE del 24 giugno[46]. In tale data dunque Mario Draghi è stato scelto come prossimo Presidente della Banca centrale europea[47], entrando in carica il successivo 1º novembre e succedendo a Jean-Claude Trichet. Il suo posto come governatore della Banca d'Italia, dopo una complessa scelta da parte del governo Berlusconi IV, è stato preso dal vice-direttore generale della Banca d'Italia Ignazio Visco il 20 ottobre 2011.[48]

A un mese dal suo insediamento, nell'intervento davanti all'Europarlamento ha chiesto ai Paesi dell'UE di recuperare in affidabilità, dichiarando che serve un segnale forte per i mercati, anche "un cambiamento dei trattati non va escluso" per andare verso una politica di bilancio omogenea.[49]

Il 5 agosto 2011, poco prima del suo insediamento, ha scritto, insieme col presidente uscente della BCE, Jean Claude Trichet, una lettera al governo italiano, sollecitando una serie di misure economiche che l'Italia avrebbe dovuto al più presto attuare.

A marzo 2012 è stata avviata una tornata più ampia di prestiti della BCE alle banche dell'Unione Europea, questa volta denominata operazione di rifinanziamento a lungo termine (LTRO). Un commentatore, Matthew Lynn, ha visto l'iniezione di fondi da parte della BCE, insieme all'allentamento quantitativo della Federal Reserve statunitense e della Banca d'Inghilterra, alimentare l'aumento dei prezzi del petrolio nel 2011 e nel 2012.[50]

Il 26 luglio 2012, da pochi mesi alla guida della Banca centrale europea (BCE) e nel bel mezzo dei rinnovati timori sull'eurozona, in un intervento a Londra, annunciò in lingua inglese che la BCE avrebbe fatto «tutto il necessario (Whatever it takes) per salvare l'euro. E credetemi, sarà sufficiente»[51][52]. Questa affermazione è stata ampiamente riportata in tutta l'UE e nei mercati finanziari mondiali e inizialmente ha portato a un costante calo dei rendimenti obbligazionari (costi di prestito) per i paesi della zona euro, in particolare Spagna, Italia e Francia. Alla luce di quello che era stato un lento progresso politico per risolvere la crisi dell'eurozona, la dichiarazione di Draghi è stata vista successivamente come il principale punto di svolta nelle fortune della zona euro, con numerosi politici e commentatori che l'hanno descritta come essenziale per il proseguimento della la valuta euro.[53][54]

Il 31 dicembre 2012 è stato nominato uomo dell'anno dai quotidiani inglesi Financial Times e The Times, per aver ben gestito la crisi del debito sovrano europeo in un momento molto delicato come l'estate di quell'anno quando la crisi finanziaria stava per contagiare grandi economie, come la spagnola e l'italiana.[55]

Il 22 gennaio 2015 il presidente Mario Draghi ha avviato l'atteso Quantitative easing, con cui la Banca centrale europea ha acquistato titoli di Stato dei Paesi dell'Eurozona per 60 miliardi di euro fino al settembre 2016.[56]

Nel 2018, secondo la rivista Forbes, è considerato il 18º uomo più potente del mondo.

Mario Draghi al Parlamento europeo nel 2019

Il 31 ottobre 2019, con il tradizionale rito di passaggio di consegne al suo successore, l'amministratore delegato del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, termina ufficialmente il suo mandato di presidente della BCE.[57]

Dopo la BCE[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2020, dopo il propagarsi della pandemia di COVID-19 anche all'Occidente, Draghi ha firmato un intervento sul Financial Times in cui ha paragonato gli effetti prodotti dal COVID-19 sui sistemi economici globali a quelli di una guerra[58] e ha avanzato le sue proposte per tutelare l'occupazione dalle conseguenze economiche della pandemia, prospettando interventi statali e un aumento del debito pubblico, reso possibile dai bassi tassi d'interesse.[59][60]

L’8 aprile 2020 è scoppiato un incendio in casa Draghi a Città della Pieve, fortunatamente senza alcuna conseguenza. [61]

Il 10 luglio 2020 è stato nominato da papa Francesco membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze sociali.[62]

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Draghi.
Mario Draghi a colloquio dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 3 febbraio 2021

In seguito alla crisi del governo Conte II, innescata il 13 gennaio 2021 con le dimissioni dei ministri di Italia Viva, il 3 febbraio 2021 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Draghi l'incarico di formare un nuovo governo, da lui accettato con riserva[63]. Successivamente avviò le consultazioni con i leader del partito, assicurandosi rapidamente il sostegno del Partito Democratico, di Liberi e Uguali e di altri piccoli partiti liberali e centristi[63][64].

Mario Draghi annuncia la lista dei ministri del suo governo

Il 12 febbraio alle ore 19:00 il Presidente del Consiglio incaricato si reca al Quirinale e scioglie la riserva, comunicando al Presidente della Repubblica la lista dei ministri. Il 13 febbraio 2021 alle ore 12:00 Draghi e i suoi ministri hanno prestato giuramento al Quirinale, dando vita al governo Draghi[65], un esecutivo comprendente sia tecnici indipendenti che esponenti di tutti i suddetti politici (inclusi nove ministri del precedente governo uscente), e sostenuto da una maggioranza allargata a quasi tutti i partiti presenti in Parlamento.

Il giuramento del Governo Draghi al Palazzo del Quirinale il 13 febbraio 2021

Il 17 febbraio Draghi ottiene la fiducia al Senato della Repubblica, con 262 voti favorevoli, 40 contrari e 2 astenuti[66]. Il giorno successivo ottiene un ulteriore voto di fiducia alla Camera dei deputati con 535 voti favorevoli, 56 contrari e 5 astenuti[67]; questo margine ha rappresentato una delle maggioranze più ampie mai registrate nella storia repubblicana. Per il suo primo discorso da Presidente del Consiglio ai due rami del Parlamento italiano, Draghi tiene un discorso ritenuto secco, dove definisce il suo governo «semplicemente il governo del paese», dove critica il sovranismo affermando «Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine», elenca gli obbiettivi del suo esecutivo: salvaguardare le vite dei cittadini, campagna di vaccinazione, ripresa economica e transizione ecologica, lanciando un forte messaggio nei confronti di Matteo Salvini (leader della Lega a sostegno del suo governo) che «Sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro», e concludendo in modo retorico con un appello all'unità, dicendo che non è un opzione «Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l'amore per l'Italia».[68][69]

Il 13 maggio è stato annunciato che Draghi avrebbe rinunciato al suo compenso annuo di 115.000 euro lordi per la carica di Presidente del Consiglio.[70]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Sul fronte interno della giustizia nel mese di agosto, ha autorizzato a desecretare il segreto di Stato su documenti fondamentali riguardanti l'organizzazione Gladio e la loggia P2, in riferimento agli attentati perpetrati durante gli anni di piombo e alla strage di Bologna. Il tutto si è collocato nell'intento di far luce sulle piste di indagine che portano a ricostruire il coinvolgimento del terrorismo nero.

Ad ottobre 2021 il suo governo approva la legge finanziaria per l'anno 2022 da 23 miliardi di euro[71][72]. La legge ha modificato la riforma delle pensioni nota come "Quota 100", che consentiva il pensionamento a 62 anni con 38 anni di contributi, introducendo la denominata "Quota 102"[71], che si avvicina alla riforma Fornero con l’età per andare in pensione che sale a 64 anni[73]. Oltre a contenere la riduzione della pressione fiscale di circa 12 miliardi, comprendendo un primo intervento di riduzione degli oneri fiscali, il taglio dal 22% al 10% dell'IVA su prodotti assorbenti per l'igiene femminile, il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax, la proroga fino al 2023 del "Superbonus 110%", l'acquisto di vaccini e medicinali contro il coronavirus per circa 1,8 miliardi di euro, il finanziamento di 2 miliardi di euro aggiuntivi per il servizio sanitario nazionale ogni anno fino al 2024[72]. Tuttavia, la legge è stata pesantemente contestata dai sindacati, riguardo la "Quota 102".[74]

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Mario Draghi al G7 del 2021 a Carbis Bay in Cornovaglia

Il 6 aprile 2021 ha svolto la sua prima visita ufficiale all'estero in Libia, incontrando a Tripoli il primo ministro libico Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh[75]. In questo incontro i due leader hanno parlato di cooperazione in campo energetico e infrastrutturale, nonché di immigrazione e di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo[76]. Il viaggio è stato descritto come un tentativo di ridurre le influenze turche ed egiziane sulla Libia, a seguito della guerra civile[77]. Alcuni giorni successivi alla prima visita ufficiale, infatti, durante una conferenza stampa, ha criticato duramente la politica del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, definendolo un dittatore, criticandolo duramente per il suo comportamento scortese verso la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen[78], e in riferimento alla censura sulla stampa e alle torture nei confronti dei cittadini di diverso orientamento politico.

Nel mese di giugno partecipa al vertice G7 del 2021, che si è tenuto a Carbis Bay in Cornovaglia nel Regno Unito. Durante il vertice, Draghi prende parte, in particolare, ad incontri bilaterali con il Presidente degli Stati Uniti d'America Joe Biden, il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson e con il primo ministro del Canada Justin Trudeau. I temi affrontati sono stati quelli della crescita economica dopo la pandemia di Covid-19, il Cambiamento climatico e l'importanza della cooperazione strategico - militare con la NATO in merito ai nuovi scenari di difesa. Con l'inserimento di posizione leader dell'Italia nel contesto del Gruppo dei 20, il 26 luglio ha presenziato nella sede ufficiale della FAO alla conferenza sulla lotta alle disuguaglianze per fornire di cibo le popolazioni più povere del pianeta, in compagnia con il ministro degli affari esteri Luigi Di Maio.

Nell'agosto 2021, in seguito al ritiro delle truppe NATO dall'Afghanistan nel corso dell'offensiva talebana, il governo italiano ha preso parte all'evacuazione da Kabul[79]. Nell'ambito dell'operazione "Aquila Omnia"[80], quasi 5.000 afgani furono evacuati dalle forze armate italiane e portati in Italia.[81]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Draghi con sua moglie Maria Serena Cappello con il presidente degli Stati Uniti d'America Joe Biden e la First Lady Jill Biden

Cattolico di educazione gesuita[82][83], devoto a Sant'Ignazio di Loyola[83], Draghi è sposato dal 1973 con Maria Serenella Cappello, di nobili origini, esperta di letteratura inglese. Hanno due figli: Federica, dirigente di una multinazionale delle biotecnologie, e Giacomo, trader che ha lavorato fino al 2017 in Morgan Stanley e successivamente nel fondo speculativo LMR Partners[84]. La coppia abita dal 2009 a Città della Pieve, nella provincia di Perugia, ed ha un appartamento nel quartiere Parioli a Roma.

È un tifoso della Roma ed è un appassionato della pallacanestro.[85][86]

Posizioni e idee politiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 ha dichiarato che le proprie idee politiche rientrano nel socialismo liberale, quindi non collocabili in raggruppamenti estremi.[87][88]

Durante il suo primo discorso da Presidente del Consiglio ai due rami del Parlamento italiano, Draghi si sofferma, criticandolo, sul sovranismo: «Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma, fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine».[69]

Lauree honoris causa[modifica | modifica wikitesto]

Laurea honoris causa in “Scienze statistiche”[89] - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in “Scienze statistiche”[89]
— Università degli Studi di Padova— 18 dicembre 2009
Master honoris causa in “Business Administration” - nastrino per uniforme ordinaria Master honoris causa in “Business Administration”
«per le sue competenze professionali, le qualità manageriali, la concretezza operativa e per la capacità, l'equilibrio e la rettitudine dimostrati in tutta la sua vita professionale. Doti, queste, poste costantemente al servizio della collettività, nazionale e internazionale[90][91]»
— Fondazione CUOA
— 18 giugno 2010
Laurea honoris causa in “Scienze Politiche e Relazioni Internazionali” - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in “Scienze Politiche e Relazioni Internazionali”
«per la straordinaria capacità di affrontare e risolvere complessi e cruciali problemi di policy mediante strumenti che vanno al di là della teoria e della politica economica[92][93]»
— LUISS Guido Carli
— 6 maggio 2013
PhD honoris causa[94] - nastrino per uniforme ordinaria PhD honoris causa[94]
— Università di Tel Aviv— 18 maggio 2017
PhD honoris causa in “Economia”[95] - nastrino per uniforme ordinaria PhD honoris causa in “Economia”[95]
— Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna— 15 dicembre 2018
Laurea honoris causa in “Giurisprudenza”[96] - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in “Giurisprudenza”[96]
«in light of the role he has played in upholding the principles and values of the Treaties of the European Union.[97]»
— Università degli Studi di Bologna
— 22 febbraio 2019
Laurea honoris causa in “Economia” - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in “Economia”
«Mario Draghi ha contribuito in modo unico alla costruzione di un’Europa unita. Come presidente della Banca centrale europea ha disegnato strumenti straordinari per impedire la dissoluzione dell’Eurozona. Ha concepito e reso operativo il programma di unificazione bancaria. Ha introdotto nuove modalità nella gestione della politica monetaria. Ha definito un piano dettagliato per completare e rendere sostenibile l’Eurozona, mantenendo vivo il sogno di un continente unito non solo dal punto di vista monetario ma anche politico, operando nel solco della tradizione dei padri fondatori dell’Europa moderna[98]»
— Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
— 11 ottobre 2019

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 5 aprile 2000[99]
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 1991[100]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Collare dell'Ordine dell'infante Dom Henrique - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'infante Dom Henrique
— 19 giugno 2019[101]
Gran croce dell'Ordine al merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine al merito di Germania
«Per aver tenuto l'euro e l'Unione europea insieme in un'epoca tempestosa»
— 31 gennaio 2020[102]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Direttore generale del Ministero del tesoro fino al 31 dicembre 1997, poi Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica dal 1º gennaio 1998; dall'11 giugno 2001 divenuto Dipartimento del tesoro nel Ministero dell'economia e delle finanze.
  2. ^ (EN) Group of Thirty - Mario Draghi, su group30.org. URL consultato il 5 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2014).
  3. ^ Il Fatto Quotidiano - Mattarella convoca Draghi, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 2 febbraio 2021.
  4. ^ Mario Draghi ha accettato l’incarico, in Il Post, 3 febbraio 2021. URL consultato il 3 febbraio 2021.
  5. ^ Straight Talk with Hank Paulson: Mario Draghi, Straight Talk with Hank Paulson: Mario Draghi
  6. ^ Ivana Picariello, «Mi chiamo Mario Draghi e mia madre era di Monteverde», in Corriere dell'Irpinia, 16 gennaio 2006. URL consultato il 4 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2014).
  7. ^ Ecco Mario Draghi al liceo, riuscite a riconoscerlo? La foto di classe (con altri compagni famosi), su iltempo.it, 3 febbraio 2021.
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    «Governatore, qual è il suo ricordo dei rapporti tra Guido Carli e Federico Caffè? Il primo ricordo che ho è legato alla mia tesi di laurea con Caffè. Mi laureai nel febbraio 1970 con una tesi sul Piano Werner. Il succo della tesi era questo: il Piano Werner è stato un fallimento perché le politiche economiche e le situazioni istituzionali dei vari paesi dell'Unione sono ancora troppo diverse per poter avere dei cambi fissi; in sostanza è troppo presto per pensare a una moneta unica. Anche Carli la pensava così. Io lo seppi proprio da Caffè, il quale, durante la seduta di laurea, fece riferimento all'idea del governatore della Banca d'Italia che “guarda caso, coincide con la sua”: fu un semplice complimento alla fine della tesi, ma indicava molto chiaramente il rapporto che c'era fra i due. Sicuramente era quello che pensava Caffè dell'Unione monetaria europea.».
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    «Per un'ora, ieri mattina, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi è tornato professore alla facoltà di Scienze politiche Cesare Alfieri di Firenze, dove aveva insegnato per dieci anni fino al 1991.».
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  19. ^ Cfr. gli articoli sulle partecipazioni statali in Italia e sulle privatizzazioni in Italia.
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    «Altro tentativo di riforma del sistema è la proposta in 65 misure avanzata ad aprile 2008 dal Financial Stability Forum (Fsf), il gruppo delle autorità di vigilanza attualmente presieduto dal Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi e che opera su mandato del G7. Le proposte interessano i mercati mondiali. Sono cinque le aree di intervento: rafforzamento della vigilanza su capitale, liquidità e gestione del rischio; miglioramento della trasparenza e della valutazione; cambiamenti nel ruolo e l'uso dei rating; rafforzamento della capacità di risposta delle autorità; creazione di procedure per affrontare le tensioni finanziarie.».
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