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Governo D'Alema II

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Governo D'Alema II
Foto ufficiale scattata dopo la cerimonia di giuramento al Palazzo del Quirinale.
StatoItalia (bandiera) Italia
Presidente del ConsiglioMassimo D'Alema
(DS)
CoalizioneL'Ulivo:

DS, PpP, D, UDEUR, RI, PdCI, FdV; Misto
con l'appoggio esterno di:
Misto

e l'astensione di:
SDI, UpR, Misto

LegislaturaXIII legislatura
Giuramento22 dicembre 1999
Dimissioni19 aprile 2000
Governo successivoAmato II
26 aprile 2000

Il governo D'Alema II è stato il cinquantacinquesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo della XIII legislatura.

Nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 22 dicembre 1999[1][2] al 26 aprile 2000[3] (anche se già dimissionario dal precedente 19 aprile), per un totale di 126 giorni, ovvero 4 mesi e 4 giorni.

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 22 dicembre 1999, con 177 voti favorevoli, 100 contrari e 4 astenuti[4].

Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 23 dicembre 1999, con 310 voti favorevoli, 287 contrari e 18 astenuti[5].

Diede le dimissioni il 19 aprile 2000[6][7], come «atto di sensibilità politica, non certo per dovere istituzionale», vista la sconfitta alle elezioni regionali subita tre giorni prima[8].

Compagine di governo

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Appartenenza politica

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L'appartenenza politica dei membri del governo, al momento dell’insediamento, era la seguente:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale
Democratici di Sinistra 1 8 23 32
Partito Popolare Italiano - 5 13 18
I Democratici - 4 9 13
Unione Democratici per l'Europa - 2 8 10
Federazione dei Verdi - 2 3 5
Partito dei Comunisti Italiani - 2 3 5
Rinnovamento Italiano - 1 4 5
Union Valdôtaine - - 1 1
Indipendenti - 1 2 3
Totale 1 25 66 92

Provenienza geografica

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La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri, al momento dell’insediamento, si può così riassumere:

Regione Presidente Ministri Sottosegretari Totale
  Lazio 1 - 5 6
  Lombardia - 3 8 11
  Puglia - 3 7 10
  Emilia-Romagna - 1 9 10
Sicilia (bandiera) Sicilia - 3 6 9
  Campania - 1 8 9
  Toscana - 3 3 6
  Piemonte - 3 2 5
  Sardegna - 2 3 5
  Calabria - 1 4 5
  Veneto - 1 3 4
  Umbria - 1 1 2
  Marche - - 2 2
  Friuli-Venezia Giulia - 1 - 1
  Abruzzo - - 1 1
  Basilicata - - 1 1
  Liguria - - 1 1
  Valle d'Aosta - - 1 1

Situazione parlamentare

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Al momento del conferimento della fiducia parlamentare (22 dicembre al Senato[9], 23 dicembre alla Camera dei Deputati[10]):

Camera Collocazione Partiti Seggi
Camera dei Deputati GovernoL'Ulivo (309):

DS (165), PpP (58)[N 1], D (22), UDEUR (21), PdCI (21), FdV (15), RI (6), Misto (1)[N 2]

309 / 630
Appoggio esternoMisto (4)[N 3]
4 / 630
AstensioneSDI (9), UpR (7), Misto (7)[N 4]
23 / 630
OpposizioneFI (111), AN (91), LN (46), PRC (13), CCD (13), CDU (5), Misto (13)[N 5]
292 / 630
AssentiMisto (2)[N 6]
2 / 630
Senato della Repubblica MaggioranzaL'Ulivo (180):

DS (105)[N 7], MpU (31)[N 8], FdV (15), UDEUR (11), PdCI (6), RI (6), D (5), Misto (1)[N 9]

180 / 323
Appoggio esternoMisto (6)[N 10]
6 / 323
AstensioneUpR (5), SDI (3)
8 / 323
OpposizioneFI (41), AN (41), LN (19), CCD (12), AeF (6), PRC (3), Misto (4)[N 11]
126 / 323
AssentiMisto (5)[N 12]
5 / 323
Carica Titolare Sottosegretari
Presidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio
Presidente del Consiglio dei ministri Massimo D'Alema (DS)
Ministri senza portafoglio Sottosegretari di Stato
Affari regionali Katia Bellillo (PdCI)
Funzione pubblica Franco Bassanini (DS)
Pari opportunità Laura Balbo (Ind.)[N 13] Carica non assegnata
Politiche comunitarie Patrizia Toia (PPI) Carica non assegnata
Rapporti con il Parlamento Agazio Loiero (UDEUR)
Riforme istituzionali ed elettorali Antonio Maccanico (D)
Solidarietà sociale Livia Turco (DS) Carica non assegnata
Ministeri Ministri Sottosegretari di Stato
Affari esteri Lamberto Dini (RI)
Interno Enzo Bianco (D)
Giustizia Oliviero Diliberto (PdCI)
Tesoro, Bilancio e Programmazione economica Giuliano Amato (Ind.)[N 14]
Finanze Vincenzo Visco (DS)
Difesa Sergio Mattarella (PPI)
Pubblica istruzione Luigi Berlinguer (DS)
Università e Ricerca scientifica e tecnologica Ortensio Zecchino (PPI)
Lavori Pubblici Willer Bordon (D)
Politiche agricole e forestali Paolo De Castro (D)
Trasporti e Navigazione Pier Luigi Bersani (DS)
Comunicazioni Salvatore Cardinale (UDEUR)
Industria, Commercio ed Artigianato Enrico Letta (PPI)
Lavoro e Previdenza sociale Cesare Salvi (DS)
Commercio con l'Estero Piero Fassino (DS)
Sanità Rosy Bindi (PPI)
Beni ed attività culturali Giovanna Melandri (DS)
Ambiente Edoardo Ronchi (FdV)

Politiche e principali provvedimenti

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Il governo D'Alema II, sostenuto dalla coalizione dell'Ulivo e da altre forze di centro-sinistra, rimase in carica dal 22 dicembre 1999 al 25 aprile 2000[11]. Si insediò subito dopo l'approvazione definitiva della legge finanziaria per il 2000, votata dal Senato il 18 dicembre 1999 durante la crisi del governo precedente[12]. Ottenne la fiducia al Senato il 22 dicembre 1999[4] e alla Camera il 23 dicembre[5]; nelle statistiche parlamentari della XIII legislatura non risultano questioni di fiducia poste nel periodo del governo[13][14].

Ambiente ed energia

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Ministro competente: Edo Ronchi (ambiente)[11].

Il decreto-legge 30 dicembre 1999, n. 500, prorogò i termini per lo smaltimento dei rifiuti in discarica e per le comunicazioni relative ai policlorobifenili (PCB) e dispose l'utilizzo immediato di risorse finanziarie per l'attuazione del protocollo di Kyoto[15].

Comunicazioni e informazione

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Ministro competente: Salvatore Cardinale (comunicazioni)[11].

La legge 22 febbraio 2000, n. 28, detta della par condicio, disciplinò la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e la comunicazione politica[16]. Secondo il giurista Roberto Borrello, la legge, «legge di sistema» della materia, si fonda sulla distinzione tra la comunicazione politica in senso stretto, cioè l'accesso dei soggetti politici al mezzo radiotelevisivo in contraddittorio o con messaggi autogestiti, e l'informazione politica, affidata agli operatori secondo la propria linea editoriale[17].

Economia, fisco e bilancio

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Ministri competenti: Giuliano Amato (tesoro, bilancio e programmazione economica) e Vincenzo Visco (finanze)[11].

Il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, adottato in attuazione della legge 13 maggio 1999, n. 133, introdusse disposizioni in materia di federalismo fiscale[18]. Secondo il costituzionalista Guido Rivosecchi, il decreto soppresse gran parte dei trasferimenti statali alle regioni, sostituendoli con l'aumento dell'addizionale sulla benzina e dell'addizionale IRPEF e con una compartecipazione al gettito dell'IVA collegata a un fondo perequativo, con criteri riferiti in particolare alla spesa sanitaria[19].

Giustizia e sicurezza

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Ministri competenti: Oliviero Diliberto (giustizia) e Enzo Bianco (interno)[11].

Il decreto-legge 7 aprile 2000, n. 82, convertito con modificazioni dalla legge 5 giugno 2000, n. 144, modificò la disciplina dei termini di custodia cautelare nella fase del giudizio abbreviato[20].

Istruzione, università e ricerca

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Luigi Berlinguer, ministro della pubblica istruzione

Ministri competenti: Luigi Berlinguer (pubblica istruzione) e Ortensio Zecchino (università e ricerca scientifica e tecnologica)[11].

Furono approvate la legge 10 febbraio 2000, n. 30, legge quadro sul riordino dei cicli dell'istruzione (riforma Berlinguer)[21], e la legge 10 marzo 2000, n. 62, sulla parità scolastica e sul diritto allo studio[22]. Quest'ultima definì un sistema nazionale di istruzione composto dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali; secondo il sociologo dell'educazione Guglielmo Malizia, la legge riconobbe per la prima volta la natura pubblica di una scuola in base al servizio reso e non alla natura del gestore, ma a dieci anni di distanza risultava attuata in modo incompleto, soprattutto sul piano del finanziamento[23].

Lavoro e welfare

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Ministri competenti: Cesare Salvi (lavoro e previdenza sociale), Livia Turco (solidarietà sociale) e Laura Balbo (pari opportunità)[11].

La legge 8 marzo 2000, n. 53, dettò disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, il diritto alla cura e alla formazione e il coordinamento dei tempi delle città, disciplinando i congedi parentali, familiari e formativi[24]. Secondo la sociologa Maddalena Cannito, fu il primo provvedimento italiano a riconoscere ai padri un diritto autonomo, non derivato da quello della madre, ad assentarsi dal lavoro per la cura dei figli[25]. La legge 11 aprile 2000, n. 83, modificò la legge 12 giugno 1990, n. 146, sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali[26]. In attuazione della legge 17 maggio 1999, n. 144, il 21 aprile 2000 furono adottati il decreto legislativo n. 181, per agevolare l'incontro fra domanda e offerta di lavoro[27], e il decreto legislativo n. 185, sugli incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego[28].

Politica europea, estera e difesa

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Ministri competenti: Lamberto Dini (esteri), Sergio Mattarella (difesa) e Patrizia Toia (politiche comunitarie)[11].

Il decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 7 marzo 2000, n. 44, prorogò gli interventi in favore dell'Albania e la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace fino al 30 giugno 2000[29][30]. Secondo il Servizio Studi della Camera dei deputati, la proroga riguardò tra le altre la Kosovo Force (KFOR) e la missione ONU in Kosovo (UNMIK), la Stabilisation Force (SFOR) e la Multinational Specialized Unit (MSU) in Bosnia ed Erzegovina, la missione di assistenza alla polizia albanese (MAPE) e la presenza internazionale temporanea a Hebron (TIPH II)[31].

Pubblica amministrazione e riforme istituzionali

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Ministri competenti: Franco Bassanini (funzione pubblica), Antonio Maccanico (riforme istituzionali) e Katia Bellillo (affari regionali)[11].

Il 16 aprile 2000 si svolsero le elezioni nelle regioni a statuto ordinario; dopo il risultato, il 19 aprile D'Alema dichiarò al Senato che il governo doveva garantire lo svolgimento dei referendum del 21 maggio, attribuendo particolare rilievo a quello sull'abolizione della quota proporzionale, e rassegnò lo stesso giorno le dimissioni[32].

Ministra competente: Rosy Bindi (sanità)[11].

Il decreto-legge 8 marzo 2000, n. 46, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria, decadde per mancata conversione[33].

Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti

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Ministri competenti: Enrico Letta (industria, commercio e artigianato), Piero Fassino (commercio con l'estero), Willer Bordon (lavori pubblici) e Pier Luigi Bersani (trasporti e navigazione)[11].

Il decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45, recepì la direttiva 98/18/CE sulla sicurezza delle navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali[34], mentre il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93, recepì la direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione[35].

  1. ↑ Comprende: PPI (58).
  2. ↑ Min. Ling. (1) - il deputato di UV/Vd'A, Luciano Caveri.
  3. ↑ Min. Ling. (4).
  4. ↑ S-RIF-LIBDEM (4), Altri (3) - I deputati Mauro Cutrufo, Giorgio La Malfa, Luigi Negri.
  5. ↑ AeF (5), Altri (8) - I deputati Roberto Grugnetti, Elena Ciapusci, Paolo Bampo, Mara Malavenda, Giuliano Pisapia, Leone Delfino, Vittorio Sgarbi ed Alberto Acierno.
  6. ↑ LAM (1), Altri (1) - La deputata Luciana Sbarbati.
  7. ↑ Comprende i senatori a vita Norberto Bobbio e Francesco De Martino.
  8. ↑ PPI (31) - Tra cui i senatori a vita Carlo Bo, Giulio Andreotti e Paolo Emilio Taviani.
  9. ↑ Min. Ling. (1) - il senatore di UV/Vd'A, Guido Dondeynaz.
  10. ↑ Min. Ling. (2), PSd'Az (1), LAV (1), Altri (2) - Il senatore Alberto Maritati ed il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro.
  11. ↑ FT (1), LMP (1), UPD (1), Altri (1) - Il senatore Saverio Salvatore Porcari.
  12. ↑ Altri (5) - I senatori Gianfranco Miglio, Antonio Serena, Eugenio Filograna ed i senatori a vita Gianni Agnelli e Giovanni Leone.
  13. ↑ Vicina a Federazione dei Verdi (FdV).
  14. ↑ Vicino a L'Ulivo.

Bibliografiche

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  1. ↑ COMUNICATO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI, in quirinale.it, 22 dicembre 1999.
    «COMUNICATO: IL GOVERNO HA PRESTATO GIURAMENTO QUESTA MATTINA AL PALAZZO DEL QUIRINALE. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, ON. MASSIMO D'ALEMA, E I MINISTRI HANNO GIURATO NELLE MANI DEL CAPO DELLO STATO, PRONUNCIANDO LA FORMULA DI RITO. ERANO PRESENTI, IN QUALITÀ DI TESTIMONI, IL SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, CONSIGLIERE DI STATO GAETANO GIFUNI, ED IL CONSIGLIERE MILITARE DEL PRESIDENTE, AMMIRAGLIO DI SQUADRA SERGIO BIRAGHI. ROMA, 22 DICEMBRE 1999»
  2. ↑ DPR 22 dicembre 1999. Nomina dei Ministri, su gazzettaufficiale.it.
  3. ↑ GOVERNO: AMATO GIURA DAVANTI A CIAMPI (2), in Adnkronos, 26 aprile 2000.
  4. 1 2 Senato della Repubblica - XIII Legislatura - Seduta n. 742, su senato.it.
  5. 1 2 Camera dei deputati - XIII legislatura - Seduta n. 648, su leg13.camera.it.
  6. ↑ Camera dei Deputati - XIII Legislatura - Seduta n. 712, su leg13.camera.it.
  7. ↑ Comunicato del Quirinale, in presidenti.quirinale.it, 19 aprile 2000.
  8. ↑ Crisi: la giornata di d'alema, in AGI, 19 aprile 2000. URL consultato il 26 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2016).
  9. ↑ Seduta del 22 dicembre 1999 (PDF), su senato.it.
  10. ↑ Seduta del 23 dicembre 1999 (PDF), su leg13.camera.it.
  11. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 II Governo D'Alema, su Camera dei deputati – Portale storico. URL consultato il 29 settembre 2026.
  12. ↑ Crisi del I Governo D'Alema e formazione del II Governo D'Alema, su Camera dei deputati. URL consultato il 29 settembre 2026.
  13. ↑ Camera: DDL su cui è stata posta la questione di fiducia – XIII legislatura, su Parlamento italiano. URL consultato il 29 settembre 2026.
  14. ↑ Senato: DDL su cui è stata posta la questione di fiducia – XIII legislatura, su Parlamento italiano. URL consultato il 29 settembre 2026.
  15. ↑ Decreto-legge 30 dicembre 1999, n. 500 – Disposizioni urgenti concernenti la proroga di termini per lo smaltimento in discarica di rifiuti e per le comunicazioni relative ai PCB, nonché l'immediata utilizzazione di risorse finanziarie necessarie all'attivazione del protocollo di Kyoto, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  16. ↑ Legge 22 febbraio 2000, n. 28 – Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  17. ↑ Roberto Borrello, L'orientamento regolativo dell'AGCom in materia di comunicazione ed informazione politica, tra passato e presente: nuove riflessioni critiche, partendo da un recente contributo di Giacomo Lasorella (PDF), in Nomos. Le attualità nel diritto, n. 2, 2025. URL consultato il 29 settembre 2026.
  18. ↑ Decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56 – Disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma dell'articolo 10 della legge 13 maggio 1999, n. 133, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  19. ↑ Guido Rivosecchi, Autonomia finanziaria e coordinamento della finanza pubblica nella legge delega sul federalismo fiscale: poche luci e molte ombre (PDF), su Astrid. URL consultato il 29 settembre 2026.
  20. ↑ Decreto-legge 7 aprile 2000, n. 82 – Modificazioni alla disciplina dei termini di custodia cautelare nella fase del giudizio abbreviato, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  21. ↑ Legge 10 febbraio 2000, n. 30 – Legge-quadro in materia di riordino dei cicli dell'istruzione, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  22. ↑ Legge 10 marzo 2000, n. 62 – Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  23. ↑ Guglielmo Malizia, A dieci anni dalla legge sulla parità. Il XII Rapporto sulla Scuola Cattolica in Italia (PDF), in Rassegna CNOS, n. 1, 2011. URL consultato il 29 settembre 2026.
  24. ↑ Legge 8 marzo 2000, n. 53 – Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  25. ↑ Maddalena Cannito, Congedi parentali e paternità: ambivalenze delle politiche tra Italia ed Europa (PDF), in la Rivista delle Politiche Sociali, n. 1, 2018, pp. 131–150. URL consultato il 29 settembre 2026.
  26. ↑ Legge 11 aprile 2000, n. 83 – Modifiche ed integrazioni della legge 12 giugno 1990, n. 146, in materia di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e di salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  27. ↑ Decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 – Disposizioni per agevolare l'incontro fra domanda ed offerta di lavoro, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  28. ↑ Decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185 – Incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  29. ↑ Decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 1 – Disposizioni urgenti per prorogare la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  30. ↑ Legge 7 marzo 2000, n. 44 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 1, su Parlamento italiano. URL consultato il 29 settembre 2026.
  31. ↑ Partecipazione dell'Italia alle missioni militari internazionali – Sesta edizione, su Camera dei deputati – Servizio Studi, Dipartimento difesa, 19 ottobre 2004. URL consultato il 29 settembre 2026.
  32. ↑ Crisi del II Governo D'Alema e formazione del II Governo Amato, su Camera dei deputati. URL consultato il 29 settembre 2026.
  33. ↑ Decreto-legge 8 marzo 2000, n. 46 – Disposizioni urgenti in materia sanitaria, su normattiva.it, Normattiva. URL consultato il 29 settembre 2026.
  34. ↑ Decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45 – Attuazione della direttiva 98/18/CE relativa alle disposizioni in materia di sicurezza per le navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali, su Camera dei deputati. URL consultato il 29 settembre 2026.
  35. ↑ Decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93 – Attuazione della direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione, su Camera dei deputati. URL consultato il 29 settembre 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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