Termovalorizzatore

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Impianto in Belgio, nel comune di Evere

Il termovalorizzatore è una tipologia di inceneritore in cui il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e per produrre vapore, a sua volta utilizzato per la produzione diretta di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento). [1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A Nottingham nel 1874 la società "Manlove, Alliott & Co. Ltd." su progetto di Alfred Fryer, costruì il primo inceneritore, chiamato "destructor", ben presto molti altri furono costruiti nel Regno Unito, anteriormente alla prima guerra mondiale, questi iniziarono ad essere utilizzati per la produzione di energia elettrica posta in vendita, la disponibilità di questa energia inoltre convinse alcune municipalità di dotarsi di veicoli elettrici per la raccolta locale dei rifiuti. Il clincker inerte, prodotto finale della combustione era usato per pavimentazione stradale o altre opere di bonifica[2].

Nel 1903 in Frederiksberg fu costruito il primo termovalorizzatore danese, costruito dopo che la municipalità aveva esaurito i siti disponibili per la discarica dei rifiuti urbani, l'impianto produceva energia elettrica e calore venduto al vicino ospedale, altri due impianti simili furono costruiti negli anni '30 a Gentofte e Aarhus , la costruzioni di questi impianti si arrestò con lo scoppio della seconda guerra mondiale, per riprendere durante gli anni '60 [3], nel 2018 il 12% delle abitazioni domestiche danesi è riscaldato col calore fornito da questi impianti [4].

Il primo termovalorizzatore municipale in Cecoslovacchia fu costruito nel 1905 a Brno, si trattava di un impianto di incinerazione rifiuti con sette camere di combustione collegato ad una macchina a vapore Babcock-Wilcox con integrata una turbina per produrre corrente elettrica che veniva inserita in rete tramite una stazione locale distante 300 metri dall'impianto. Un secondo termovalorizzatore fu costruito nel 1934 a Praga. Nel 2011 l'impianto di Brno fu completamente rifatto con una capacità annua di trattamento di 248000 tonnellate di rifiuti e una produzione di 8-9.6 Mj/kg. [5].

Posizione nella gerarchia di trattamento dei rifiuti[modifica | modifica wikitesto]

Gerarchia trattamento rifiuti secondo EPA

l'EPA (Environmental Protection Agency) ha sviluppato una piramide gerarchica di valutazione delle procedure di smaltimento dei rifiuti non pericolosi riconoscendo che un unico approccio metodologico di smaltimento non è valido per tutte le circostanze. Questa gerarchia segue la logica di prediligere la riduzione del materiale che concorre a produrre rifiuti, il riutilizzo del materiale e il riciclo [6].

Il recupero di energia con i termovalorizzatori fa parte di questa piramide, posizionato al di sopra del trattamento dei rifiuti e loro deposito in discarica, questo in quanto la combustione confinata e controllata dei rifiuti urbani decresce il volume dei rifiuti solidi da interrare nei siti di discarica e permette anche di recuperare energia dalla loro combustione, divenendo secondo l'EPA una sorgente di energia rinnovabile che riduce le emissioni di carbonio riducendo sia la richiesta di energia da fonti fossili che le emissioni di metano dalle discariche [7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Termovalorizzatore, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ p. 16 Herbert, Lewis (2007). "Centenary History of Waste and Waste Managers in London and South East England, Chartered Institution of Wastes Management2009, (PDF).
  3. ^ p.4 Ramboll, Waste to Energy in Denmark, RenoSam, 2006
  4. ^ Waste to energy
  5. ^ Lapčík, Možnosti Energetického Využití Komunálního Odpadu (XML), GeoScience Engineering, Dec 2012.
  6. ^ Sustainable Materials Management: Non-Hazardous Materials and Waste Management Hierarchy
  7. ^ Energy Recovery from Combustion

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]