Carlo Betocchi

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Carlo Betocchi
poeta e scrittore italiano

Carlo Betocchi (Torino, 23 gennaio 1899Bordighera, 25 maggio 1986) è stato un poeta e scrittore italiano.

Fra i poeti ermetici è considerato una sorta di guida morale. Tuttavia, contrariamente a loro, fondava le sue poesie non su procedimenti analogici che evocano significati, ma su un linguaggio diretto, sul realismo e sulla tensione morale.

Betocchi è stato paragonato a Giovanni Pascoli, a Umberto Saba, ai crepuscolari, a Clemente Rebora; ma nel Novecento il suo percorso risulta originale, fuori dalle correnti letterarie.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Betocchi nasce a Torino il 23 gennaio 1899, si trasferisce ancora piccolo a Firenze nel 1906 per seguire il padre, impiegato delle Ferrovie dello Stato, rimasto orfano per la morte del padre nel 1911 con i fratelli Giuseppe e Anna, viene educato dalla madre, la quale segue e cura con particolare attenzione la sua formazione spirituale, studia all'istituto Tecnico fiorentino con l'amico Piero Bargellini. Conseguito nel 1915 il diploma di perito agrimensore, frequenta la scuola ufficiali di Parma, ma la Grande Guerra incombe e tra il 1917 e il 1918 viene inviato al fronte e partecipa alla prima resistenza sul Piave, nel 1919 parte volontario in Libia dove rimane per un anno.
Betocchi in possesso del diploma inizia ad esercitare la professione di geometra nel campo edilizio, il lavoro lo porta in Francia e in diverse località dell'Italia centro-settentrionale, ritornato stabilmente a Firenze nel 1923 insieme a Piero Bargellini, Nicola Lisi e all'incisore Pietro Parigi collabora alla rivista Calendario dei pensieri e delle pratiche solari. Nel 1928 con Piero Bargellini fonda la rivista Frontespizio, e partecipa fino al 1938 allo sviluppo della rivista di ispirazione cattolica, nella quale nel 1934 pubblicherà nella rubrica La più bella poesia i suoi primi versi e la sua prima raccolta poetica Realtà vince il sogno (1932).
Nel 1939 Betocchi lascia Firenze e si trasferisce a Trieste dove gli viene assegnata la cattedra di materie letterarie presso il conservatorio musicale di Venezia, tornato definitivamente a Firenze nel 1953 insegna con le stesse mansioni presso il Conservatorio Luigi Cherubini e continua a collaborare a varie riviste, tra cui La Chimera, La Fiera Letteraria e L'Approdo letterario di cui rimane redattore fino al dicembre del 1977, anno di cessazione della prestigiosa rivista. Nel 1958 gli viene affidata la redazione della trasmissione radiofonica L'Approdo.
Dal 1932 sono numerose le raccolte poetiche di Carlo Betocchi, da Realtà vince il sogno fino all'Estate di San Martino del 1961 e Un passo, un altro passo del 1967 e a Prime e ultimissime del 1974, Poesie del sabato 1980. Dopo la seconda guerra mondiale Betocchi aveva pubblicato Notizie di prosa e poesia (1947), Un ponte sulla pianura (1953), Poesie (1955). Nel 1999 è uscito Dal definitivo istante. Poesie scelte e inediti con poesie scelte di cui molte inedite. Carlo Betocchi muore a Bordighera, in provincia di Imperia, il 25 maggio 1986.

È sepolto nel cimitero fiorentino di Trespiano.

La poetica[modifica | modifica wikitesto]

Nelle sue poesie, situazioni quotidiane sono impregnate e rivestite di significati religiosi. Il titolo della sua prima raccolta Realtà vince sogno evoca un tema fondamentale della sua poesia, la realtà della vita contrapposta all'ingannevole sogno. Altro tema ricorrente è il senso di fratellanza verso tutti gli esseri viventi, nei quali il poeta sente manifestarsi la presenza divina.

L'esperienza religiosa di Betocchi non è misticismo, ma si fonda sul sentirsi felicemente parte (un po' francescanamente) della Creazione, felicemente in attesa di una Salvezza che porti alla vittoria completa della "realtà" sul vano "sogno".

Il linguaggio di Betocchi è semplice e si serve spesso della ripetizione di parole, come se costruisse filastrocche. La sua poesia non ha bisogno di una lingua complessa perché vuole rispecchiare semplicemente la verità delle cose.

Per esempio, nella poesia La via più popolare, la vita semplice e laboriosa degli abitanti di una strada si riflette nella semplicità della ripetizione di rime e di parole, che ritmano il testo come una preghiera:

« O benedetta, benedetta sia
la cristallina,
benedetta mattina:
benedetta la gente
che va che viene,
benedetta la mente che l'avvia,
ciascuno alla sua prova. »

Questi versi vogliono svelare significati metafisici negli elementi del paesaggio che tutti i passanti distratti vedono quotidianamente, senza attribuirvi il giusto valore: la gente è misteriosa, il campo fiorito si rinnova, ogni pietra parla; e chi intuisce di cosa parlino le cose sono solo il poeta e la via stessa, allegra e dolorosa perché raccoglie la gioia e l'amarezza di chi la percorre.

Ricorrono nel lessico di Betocchi parole del campo semantico della felicità; solo le poesie della vecchiaia insistono sul lessico del dolore. Betocchi diceva che la poesia nasce da "un'onda d'amore" per le cose, tutte unite da uno stesso destino, e aggiungeva che la sua poesia nasceva dall'allegria, anche quando parlava di dolore, un'allegria che esprime la gioia di esistere e di sentire amore fraterno verso tutto ciò che ha vita.

Il dolore dell'esistenza fu duramente provato dal poeta per la lunga malattia della compagna, Emilia de Palma, musicista. Questo tragico evento mutò profondamente la visione religiosa del poeta: questo dramma esistenziale è testimoniato dalle ultime raccolte poetiche, le più alte della carriera di Betocchi.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Poesia

  • Realtà vince il sogno, Firenze, 1932;
  • Altre poesie, Firenze, 1939;
  • Notizie di prosa e di poesia, Firenze, 1947;
  • Un ponte nella pianura, Milano, 1953;
  • Poesie, Firenze, 1955;
  • L'estate di San Martino, Milano, 1961;
  • Un passo, un altro passo, Milano, 1967;
  • Prime e ultimissime, Milano, 1974;
  • Poesie scelte, Milano, 1978;
  • Poesie del sabato, Milano, 1980;
  • Antologia personale, Padova, 1982;
  • Tutte le poesie, Milano, 1984.

Saggi

Una bella scelta di saggi e interventi, Confessioni minori, a cura di S. Albisani, è uscita a Firenze nel 1985.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maura Del Serra, Betocchi: lo sperdimento nel limite, in AA.VV., La poesia in Toscana dagli anni Quaranta agli anni Settanta (Atti del Convegno tenutosi al Gabinetto Vieusseux di Firenze), Firenze, D'Anna, 1981, pp. 253–279.
  • Maura Del Serra, Il servizio cosmico: per il Betocchi ultimo, in "Erba d'Arno", 55, 1995, pp. 62–76.
  • Maura Del Serra, "Fare uomo l'anima": il teatro della pietas in Betocchi, in "Il Portolano", 21-22, gennaio-giugno 2000, pp. 7–9; poi in Anniversario per Carlo Betocchi, Atti della giornata di studio (Firenze, 28 febbraio 2000), a cura di Anna Dolfi, Roma, Bulzoni Editore, 2001, pp. 93–99.
  • Maura Del Serra, Carlo Betocchi, il manovale della carità, in "Il Tremisse", 79, a. XXVII, n. 3 (settembre-dicembre 2002), pp. 14–16.
  • Michela Baldini, «… La pagina illustrata…» Prose e lettere fiorentine di Carlo Betocchi, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2004.
  • Mario Luzi e Carlo Betocchi, lettere 1933-1984, a cura di Anna Panicali, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2006.

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