Enzo Boschi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Enzo Boschi

Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Durata mandato 29 settembre 1999 –
11 agosto 2011
Predecessore non costituito
Successore Domenico Giardini

Enzo Boschi (Arezzo, 27 febbraio 1942) è un geofisico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in Fisica presso l'Università di Bologna, si è interessato a studi riguardanti l'interno della Terra (Geotermia, Sismologia, Geologia ambientale). Dopo aver proseguito gli studi in Inghilterra (Università di Cambridge), Francia (Laboratoire des Hautes Pressions del CNRS a Parigi) e USA (California Institute of Technology di Pasadena e Università Harvard) è stato nominato professore ordinario di Sismologia all'Università di Bologna (1975). Dal 1982 è membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei[1]. Dal 1983 fa parte della Sezione Sismica della Commissione "Grandi Rischi" dell'allora Ministero per il coordinamento della Protezione Civile.

Nell'ambito dello stesso Ministero, è membro della Commissione sui rischi industriali, sul rischio vulcanico, e per i Beni Culturali. Nel 1988 è stato nominato presidente della commissione per la prevenzione dai disastri naturali del Ministero dei Lavori Pubblici. Nel 1989 è stato nominato presidente del Consiglio Nazionale Geofisico (CONAG) del Ministero per l'Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica. Nel 1991 è stato nominato membro del comitato nazionale italiano per il "Decennio internazionale per la riduzione dei disastri naturali". Nel 1992 è stato nominato membro dell'Accademia Europea.

Nel 1996 è stato nominato membro del consiglio d'amministrazione e vice presidente del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Dal 1999 è il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'ente italiano che, fra le altre attività, gestisce la rete di controllo sui fenomeni sismici e vulcanici, ed ha organizzato il monitoraggio di tutti i vulcani attivi italiani. Nel 2002 diviene fellow dell'American Association for the Advancement of Science (AAAS).

Nel 2003 assume la presidenza del Land Subsidence Committee. Dal 2005 è Socio dell'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, nonché componente del Collegio della Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna. Nel 2007 diventa socio ordinario nel Catalogo degli Accademici Incamminati. È autore di oltre 200 pubblicazioni, fra cui alcune divulgative. L'11 agosto 2011 il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, non potendo rinnovare ulteriormente il suo mandato, decide di sostituire Boschi alla presidenza dell'INGV dopo 12 anni (28 se si conta anche il periodo alla guida dell'ING) con Domenico Giardini, allievo dello stesso Boschi e da anni presidente del Centro sismico elvetico.[2]

La previsione dei terremoti[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1985 fu promotore, insieme a Franco Barberi, di una segnalazione di "allarme terremoto", per la prima e per ora unica volta in Italia. In base ad analisi storico-statistiche, fece una previsione di un imminente sisma nell'area della Garfagnana. L'allora ministro della Protezione Civile Giuseppe Zamberletti proclamò lo stato di allerta per dieci comuni, evacuando circa centomila sfollati. Non si verificò nessun sisma e Zamberletti finì sotto inchiesta[con che esito?] per procurato allarme[3].

Il 30 marzo 2009 Boschi partecipò ad una riunione della Commissione Nazionale per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi nella quale alcuni altri membri della commissione esclusero sostanzialmente l'esistenza di pericolo, dichiarando che la situazione era favorevole, e che si potevano escludere danni alle strutture[4]. Nel corso della riunione Boschi non assecondò né contestò queste affermazioni, ma definì "improbabile" una scossa[5].

Ad aprile 2009, invece, Enzo Boschi è stato un aspro oppositore di Giampaolo Giuliani sul tema dei precursori sismici, affermando l'impossibilità di prevedere i terremoti. Secondo quanto riferisce una testata online abruzzese, il 22 maggio 2012 dopo le prime scosse di terremoto a Finale Emilia, fece invece un'altra previsione. In un'intervista a Radio Montecarlo dichiarò che non si potevano aspettare scosse di magnitudo superiore a 5[6]. Il 29 maggio, invece, la zona fu colpita da un terremoto di magnitudo 5.8, cioè un terremoto che ha rilasciato un'energia circa 16 volte superiore al massimo previsto da lui.[7]

Lo scontro con Tazieff[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 1989 fu protagonista di una violenta discussione col famoso vulcanologo francese Haroun Tazieff nel corso della trasmissione televisiva "Alla ricerca dell'Arca", ove il conduttore Mino Damato aveva organizzato un dibattito in studio riguardo a una metodologia chiamata VAN[8] che avrebbe dovuto permettere di prevedere i terremoti, ideata e sperimentata con apparente successo da geofisici greci, sostenuta da Tazieff e da costui introdotta in Francia nel 1982[9]. Boschi ribadì seccamente il suo convincimento sull'impossibilità di prevedere i terremoti e Tazieff lo apostrofò come "assassino delle vittime dei futuri terremoti"[10].[11]

La polemica con Bertolaso[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo il disastroso terremoto dell'Aquila del 2009 Guido Bertolaso ha dichiarato che «in una conferenza stampa Boschi ha stabilito che non era prevedibile alcuna situazione di terremoto più violenta di quelle che si erano registrate». Boschi in relazione a ciò ha affermato «Il fatto che io possa avere escluso forti scosse in Abruzzo è assurdo» e che dunque «qualcuno ha mentito», aggiungendo di aver mandato «all'Ufficio sismico della Protezione civile un comunicato sulla sequenza in atto che non può essere certo considerato tranquillizzante».

Boschi ha inoltre definito "del tutto irrituale" la riunione della Commissione Grandi rischi convocata da Bertolaso all'Aquila il 31 marzo, dopo una scossa di magnitudo 4, lamentando l'assenza di una discussione sulle misure da intraprendere, la conclusione prematura e l'anomala vicenda riguardante il verbale della riunione che, invece di essere compilato subito dopo l'incontro, fu invece prodotto immediatamente dopo il sisma del 6 aprile e gli venne sottoposto per la firma motivandolo con "ragioni interne" quando invece fu pubblicato sui giornali. Bertolaso ha replicato accusando Boschi di mettere in atto «un tentativo tardivo di esonero dalla propria responsabilità» e, quanto alle accuse «sulla confusione e la mendicità delle notizie diffuse dal dipartimento prima, durante e dopo il sisma», ha minacciato di ricorrere in tribunale[12].

Il processo alla Commissione Grandi Rischi[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 giugno 2010 la procura dell'Aquila notifica l'avviso di chiusura indagini (condotte dalla squadra mobile) per Boschi, Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce, ovvero i componenti della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi, che si riunì 6 giorni prima del terremoto che sconvolse L'Aquila. L'accusa formulata è quella di omicidio colposo. Questa non deriva, come erroneamente riportato da alcuni organi di stampa[13], dal non aver previsto il terremoto o fatto evacuare il capoluogo abruzzese, quanto dall'aver dato indicazioni erronee alla popolazione, causando la morte di chi ha seguito quelle indicazioni[14]. Un sismologo presente alla riunione ha riferito che durante la riunione stessa sono state fatte affermazioni non suffragate da dati scientifici e "previsioni" rassicuranti ma prive di fondamento.[15]

Nelle settimane successive è giunta a Boschi la solidarietà dei suoi sottoposti dell'Ingv[16].

Il 22 ottobre 2012 Enzo Boschi viene condannato dal giudice Marco Billi a sei anni di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici e interdizione legale durante l'esecuzione della pena, e risarcimento fino a 450.000 euro per le vittime, assieme agli altri partecipanti alla riunione della Commissione Grandi Rischi (Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce).

Il processo di appello, conclusosi il 10 novembre 2014, ha assolto tutti, per non aver commesso il fatto, tranne De Bernardinis condannato a due anni con pena sospesa. Nelle motivazioni  "... la verifica della correttezza scientifica delle valutazione formulate dagli imputati, da effettuarsi alla luce dei contributi tecnici in atti, conduce necessariamente alla conclusione che nessuna censura possa essere mossa sul punto agli imputati ..."[17] . Quindi gli imputati dal punto di vista scientifico hanno tenuto un comportamento corretto, mentre la condanna a De Bernardinis è imputabile essenzialmente alle dichiarazioni rilasciate nell'intervista televisiva prima della riunione.

Il 13 marzo 2015 la Procura Generale dell'Aquila ha presentato il ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione ottenuta in Corte d'Appello.[18]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1981 gli è stato conferito il premio "A. Feltrinelli" dall'Accademia Nazionale dei Lincei.
  • Nel 1989 gli è stato conferito il Premio GLAXO per meriti di divulgazione scientifica.
  • Nel 1991 è stato nominato Grande ufficiale al merito della Repubblica Italiana.
  • Nel 1991 gli è stata conferita la nomina di "Fellow of American Geophysical Union".
  • Nel 1991 gli è stato conferito il Premio Universum dal Centro di Solidarietà Internazionale "Giovanni XXIII", con il conferimento del "Mercurio d'Argento" per la Geofisica.
  • Nel 1997 gli è stato conferito il premio concesso dalla Società italiana di fisica nell'ambito del centenario di attività della SIF per aver contribuito allo sviluppo della cultura scientifica italiana.
  • Nel 1998 gli è stata conferita la medaglia d'oro dal Presidente della Repubblica come Benemerito della Cultura.
  • Nel 2000 gli è stato assegnato il Premio Arte, Cultura, Scienza!Anassilaos 2000" dall'Università di Reggio Calabria.
  • Nel 2006 su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, il Capo dello Stato lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Prese di posizione[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo alla sua carriera ha dichiarato: "Anch'io ho fatto tutto quello che in genere si fa per fare carriera. Ho leccato il sedere quando c'era da leccarlo, ho assecondato, ho chinato la testa: non ho paura a negarlo"[19].[20].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda dell'Accademia Nazionale dei Lincei
  2. ^ Annuncio sul sito INGV
    Articolo su ArezzoNotizie
  3. ^ Gli atenei «credono» nel radon: previsioni possibili, Corriere Della Sera 'di Alessandra Mangiarotti, 8 aprile 2009]
  4. ^ Le scosse della sequenza sismica furono definite "difficilmente in grado di produrre danni alle strutture" (Memoria del pubblico ministero, pag. 63, http://www.inabruzzo.com/?p=46411)
  5. ^ Memoria del pubblico ministero, pag. 50, http://www.inabruzzo.com/?p=46411
  6. ^ Clamoroso: Enzo Boschi prevede i terremoti: «escludo scosse superiori a magnitudo 5» - PrimaDaNoi.it
  7. ^ http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7223045800/event.html
  8. ^ La tecnica proposta era quella di misurare variazioni del potenziale geoelettrico naturale nel sottosuolo: James Lighthill, A Critical Review of Van: Earthquake Prediction from Seismic Electrical Signals, World Scientific Pubblishing, 1996 [1]
  9. ^ Prévision Risques naturels > Séismes
  10. ^ Prevedere i terremoti? L'unica difesa è costruire bene Boschi, in Corriere della Sera 16 aprile 2009
  11. ^ Previsione dei terremoti, mezzi di informazione e soldi di Enzo Boschi INGVnewsletter, Aprile 2009 N° 10
  12. ^ E sull'allarme negato volano le accuse - l’Espresso
  13. ^ Il Messaggero
  14. ^
    « L'intento, quindi, non è quello di muovere agli imputati, a posteriori (cioè a terremoto avvenuto), un giudizio di rimprovero per non aver previsto la scossa distruttiva del 6 aprile 2009 o per non aver lanciato allarmi di forti scosse imminenti o per non aver ordinato l'evacuazione della città; l'intento è invece quello di analizzarne la condotta, nella qualità contestata, alla data del 31 marzo 2009, alla luce delle prescrizioni di legge e sulla base dei dati storici, statistici e scientifici a quella data disponibili e a loro noti. »
    (Memoria del pubblico ministero, pag. 57)
    http://www.inabruzzo.com/?p=46411
  15. ^ Giustino Parisse, Un testimone: fu una riunione grottesca in Il Centro, 26 luglio 2010, p. 2. URL consultato il 06-09-2010.
  16. ^ http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201006041624-eco-rt10230-terremoto_dirigenti_ingv_solidali_con_indagati_boschi_e_selvaggi
  17. ^ Motivazioni Sentenza Appello Commissione Grandi Rischi.
  18. ^ http://www.formiche.net/2015/03/13/assoluzione-commissione-grandi-rischi-como-deposita-il-ricorso-cassazione/
  19. ^ La Stampa:'Anch'io come la Gelmini'
  20. ^ L'Espresso:'Anch'io come la Gelmini'

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica Successore
dal 1983 al 1999 ente confluito nell'INGV
Predecessore Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Successore
non costituito 29 settembre 1999-11 agosto 2011 Domenico Giardini